‘A doppiett
Siccome mi è capitato qualcosa di simile poco tempo fa ma con ruoli diversi, riporto un episodio datato della nostra psicoadolescenza. Circa 15 anni fa.I protagonisti non posso svelarli per ragioni di privacy(a parte il sottoscritto), e li chiameremo con lettere a caso:P(lui) e V(lei). Parlo di una coppia che non si è mai accoppiata, nel senso che erano 2 persone single, non coniugati, che s’incontrano. Il teatro della scena è la mitica cavea delle scuole medie a Piano, in occasione del beach-volley estivo che si svolge lì ogni anno ad agosto. I personaggi sono, me, nelle vesti di guastatore, il mio amico aitante(che oggi invece è veramente un rottame di uomo!) e sparatore e lei, la bella pollastrella di turno secondo le idee malsane di lui.
L’incontro avvenne casualmente sui uno degli ampi gradoni della cavea. Era pomeriggio.
Un passo indietro:la mattina, in uno dei soliti incontri di piazza con tutti gli amici, notai il malumore di Marina, una ragazza non locale, che solitamente passava le vacanze in penisola. Il lamentarsi era dovuto alla impossibiltà di raggiungere le scuole nel pomeriggio, perchè la sua amichetta del cuore che ogni giorno la scarrozzava a destra e a manca, si era fidanzata, per cui passava molto meno tempo con la cara Marina che in questo modo non se la sentiva di percorrere troppi km a piedi. La lagna però cessò all’improvviso. Il mio amico(protagonista della storia) noto latin-lover(!?!?!) dell’epoca ai gemiti singhiozzanti di una povera e indifesa fanciulla, non ha saputo resistere. Sarà il suo spirito innato da crocerossino o la sua ipersensibiltà al fascino e alle lacrime di una donzella . Fatto sta che, corse forsennatamente e sorridente verso di lei, con un fare brillantante al pari di Sean Connery in 007, dicendole: piccola, non preoccuparti, a te ci penso io!Passo a prenderti alle 16… Dovete immaginare una voce semi-roca e una postura hollywoodiana per comprendere.
Noi tutti, alla visione di cotanta e patetica sceneggiata, non ci potemmo esimere dallo sbeffeggiare e sputtanare l’ennesimo comportamento “fashion”di P. Lo sfottò fa parte di tutte le compagnie che si vengono a creare. E’automatico poi, che i più bersagliati siano alla fine quelli che si espongono di più. In quel caso ci fu un megasfottò(anche perchè c’era una differenza di età notevole tra di loro:lui sembrava il nonno!), ma P senza scomporsi, ma assai compiaciuto del suo atteggiamento, si voltò e ondeggiando verticalmente le mani, con i palmi verso il basso con molta aplomb rispose:Ragazzi, Marina è solo una mia cara amica, rasserenatevi… Lo sfottò si centuplicò!
Fatta questa lunga premessa, ritorniamo sul campo di beach-volley. Ore 15.50 circa:
Ero seduto beatamente su una seggiola a gustarmi una noiosissima partita di misto non tesserati(se non sai giocare sono le più lunghe e brutte da vedere). Quando nel girarmi, mi accorsi che il mio amico P si stava intrattenendo in una piacevolissima conversazione, con una delle ragazze più ambite e carine di quel tempo. “Ma guarda un pò?!” pensai sorridendo. E questo mio gioire, faceva sentire P un leone. Cosa c’è di più bello che sentirsi invidiati, specie se a rosicare è un caro amico?eh? Più parlava e più mi rallegravo. Più sorridevo e più s’impettiva…Che scena!Era un gesticolare continuo,le mani andavano da sole. Mi sembrava un maestro dell’opera. Il suo pensiero immaginavo fosse: se continuo così, prima o poi ci casca…eheheh…e pensa quelli lì, che limoni si mangeranno?!…eheheh
Solo quando si fecero le 16.15, capì finalmente che il mio gongolare non era dovuto ad un fantomatico compiacimento, bensì dalla consapevolezza che di lì a poco avrebbe dovuto abbandonare l’agognata preda, prima che Marina lo impiccasse!!!
Si avvicinò verso di me, porgendomi le chiavi del motorino, cercando di corrompermi, “vuoi andare a prendere Marina al posto mio?”furono le sue parole gagliarde. E io: no!. “Ma come “no”, non lo vedi che sono impegnato?”indicandomi con una contorsione degna di un fachiro, la bella V che attendeva. Con modi ironicamente stizziti, gli faccio capire che ero troppo ammirato dalla partita in corso e non me la sentivo di andare via. In fondo mancava solo (ancora!) un set e mezzo!Trequarti d’ora più o meno?!!?
Su tutte le furie,tanto da renderlo bluastro,non avendo altre persone a cui chiedere, perchè dagli altri avrebbe ricevuto oltre al diniego anche una serie di ironiche battute, fece uno scatto repentino del collo verso di me, dopo aver osservato un pò intorno e disse con voce semibianca(tipo la Jervolino): vabbò aggio capit! Me ne vac!
Dopo questo episodio, secondo voi, quanto tempo abbiamo riso?…Ancora oggi se ne parla!
Caro P, i tuoi modi alla Connery in piazza, meritavano una finale-suspance all’altezza di grandi film. E poi, in fondo al mio cuoricino, ero convinto che V fosse solo una tua cara amica…
Per la cronaca:P andò in bianco su tutti i fronti…’a doppiett!