Concorso “MA COSA?”
Doverosa una premessa: il prossimo che incontro e mi dice “ma i personaggi che metti nel gioco -ma chi?- sono toppo facili da indovinare, io li so tutti”, lo fustigo! Mi sembra del tutto superfluo spiegare, visto il tenore del tutto ludico del sito. Diciamo che così, facciamo conoscere quante più persone (e non), che frequentano questo spazio pazzo.
Molti si staranno chiedendo il motivo della trasformazione nominale del concorso. Da “ma chi?” a “ma cosa?”. La spiegazione di ciò non è da ricondurre al soggetto poco umano in questione, ed è di estrapolazione impossibile visto che è compressa nel cervello del Minao. Lasciamo all’immaginazione. Le regole sono sempre le stesse: vince il commento più bello e deve finire con un bel “MA COSA?” in maiuscolo.
Dò gli aiuti: non è Humprey Bogart e nemmeno Tom Cruise in Top Gun. Potrebbe somigliare ad un Orso Polare in un momento di “pennica”, ma ancora si è fuori strada. E’ il catalizzatore di molte bestemmie immeritatamente, gioca con le ombre, ma non è Peter Pan e adora emettere versi soavi ed angelici contro il niente. Prima di entrare educatamente bussa sempre alla porta, è timidissimo…MA COSA?
Cervello di donna
Lo so, con le donne da un pò di tempo sono un pò cattivello e questo nonostante io pensi che il loro universo sia di gran lunga superiore al nostro. Probabilmente questa ironia che uso è dovuta ad un mio disagio relazionale che ultimamente mi capita di affrontare nei confronti del gentil sesso. Cosa che prima non accadeva. Oggi invece, non ho la capacità di farmi capire e se dopo un pò trovo un intoppo, anche lieve, alzo i tacchi e guardo avanti. C’è anche da dire, che forse, nelle mie ultime esperienze non sarò stato troppo fortunato e poi, se le cose non vanno nel verso giusto a qualcuno bisogna dare la colpa, no?
La mela chi la mangiò?
Io no.
Da Decathlon
In un pomeriggio di un sabato qualsiasi in un negozio gigante della catena Decathlon un tipo si avvicina ad una delle casse e consegna alla commessa la maglia della Juventus che ha appena deciso di comprare. La commessa passa la maglia sull’apposita piastra demagnetizzante per l’antitaccheggio, digita l’importo e lo comunica al soggetto che paga e riceve resto e scontrino. Imbustata la maglia, il tale s’incammina verso l’uscita ma la barriera antitaccheggio suona mettendosi a lampeggiare. Interviene la commessa dicendo cortesemente al cliente, imbarazzatissimo, di passare all’interno della barriera solo la busta con gli acquisti. Questi esegue e la barriera suona ancora. Interviene l’addetto alla sicurezza che si fa consegnare la busta dal tipo, guarda la merce presente nella busta, estrae la maglia della Juve e prontamente suggerisce: “Provi a togliere lo scudetto.”
Il centro del mondo
Dico la verità, nonostante sia da sempre un grande fan del Liga, questa canzone la ritengo sulla falsa riga delle ultime. E come l’avessi già sentita. Spero che l’album(Secondo tempo) riveli qualcosa di nuovo.
Il centro del mondo… Viaggiare, salpare verso lidi che più ci si addicano, sperando che ci sia qualcuno disposto a capire, a migliorarci e che abbia la nostra stessa voglia. In merito mi vengono in mente altre 2 canzoni di Luciano:”La porta dei sogni” e “Voglio volere”. In esse si mostrano i mondi e i sogni che vorremmo, con l’auspicio che da qualche parte si possano condividere con chi parli la nostra stessa lingua. I desideri.
La minaccia più grande per poterli individuare e realizzare è la solitudine. Ma qui faccio sempre una netta distinzione, tra chi soffre la solitudine perchè non riesce a stare con se stesso e chi invece, ha voglia di condividere le proprie gioie, le amarezze e le proprie esperienze, costruendo la famosa mela di Platone. Nel primo caso, i desideri sono affossati e nascosti nei meandri del nostro malandato cuore. Si farebbe qualsiasi cosa pur di allievare lo stato di insoddisfazione e ci si dice:prima devo colmare il mio vuoto con un altro “essere”, magari più solare e positivo di me, e poi, mi dò la possibilità di scovare quei benedetti sogni.
Alla fine, potrebbe passare “chiunque” sotto la nostra finestra, non fa differenza e ciò danneggerebbe noi stessi e la malaugurata anima che si trovava a passeggiare sotto casa. La useremmo per un nostro bisogno che da soli non siamo stati in grado di risolvere. E poi dopo?Risolta la questione?Il pazzo innamoramento che ci eravamo illusi di aver incontrato che fine ha fatto?Diremmo: ma non sei più tu. Prima eri diverso. Come sei cambiato… Ci troveremmo di nuovo punto e a capo, soli, senza sogni e sul groppone la distruzione di chi aveva creduto in noi.Povero/a corocerossino/a.
Nel secondo caso invece, il discorso muta radicalmente. La solitudine ha insegnato a soffrire e a guardarsi dentro, scovando energie e nascondigli prima inimmaginabili. Ed è lì che si comprende chi siamo e soprattutto cosa vogliamo. Anche perchè conoscendola non si ha paura di essa e questo sicuramente ci “dovrebbe” far commettere meno cazzate. Ci rende liberi, poichè possiamo scegliere. Il “chiunque” non può bastare. Forse, si è più pretenziosi, ma almeno non si tradisce la nostra natura e già questo ci rende contenti(non felici)…di noi stessi.
Per la felicità o ti metti davanti allo specchio e godi del tuo fasullo narcisismo o trovi lui/lei che ti faccia da specchio, ti riconosca, accetti e ti rifletta ciò che sei… Ma da quel che so, in questo caso, non si può stare fermi, ci vuole almeno il passaporto e un pò di coraggio. Se ti sei capito/a, sei pronto/a a viaggiare?
Questo è il centro del mondo. E due centri diversi non è detto che partoriscano due mondi diversi.
Il centro del mondo - Il singolo di Luciano Ligabue tratto dal nuovo album Secondo tempo
Testo:
Portami dove mi devi portare
Africa Asia o nel primo locale
Fammi vedere che cosa vuol dire partire davvero
Portami dove non posso arrivare
Dove si smette qualsiasi pudore
Fammi sentire che cosa vuol dire viaggiare leggeri
Sei sempre così il centro del mondo
Il viaggio potente nel cuore del tempo andata e ritorno
Portami ovunque
Portami al mare
Portami dove
Non serve sognare
Chiedimi il cambio
Solo se devi
Sei brava a guidare
E dopo portami oltre che lo sai fare
Dove sparisce qualsiasi confine
Fammi vedere che cosa vuol dire
Viaggiare col cuore
Sei sempre così il centro del mondo
Il primo bengala sparato nel cielo quando mi perdo
Sei sempre così il centro del mondo
Ti prendi il mio tempo
Ti prendi il mio spazio
Ti prendi il mio meglio
Portami dove mi devi portare
Venere Marte o altri locali
Fammi vedere che cosa succede a viaggiare davvero
Sei sempre così
Il centro del mondo
Il primo bengala sparato nel cielo quando mi perdo
Sei sempre così
Il centro del mondo
Ti prendi il mio tempo
Ti prendi li mio spazio
Ti prendi il mio meglio
Cavolo! c’è il Diavolo…
Cosa si può dire dopo una prestazione del genere?
Tutti ci siamo presentati al San Paolo con l’idea più o meno certa che i miracoli per quest’anno si fossero conclusi già da qualche partita. Il pensiero di un’altra scampagnata di fine anno, al cospetto poi, di campioni quanto meno arrabbiati e assetati di punti Champion’s, ci ha fatti entrare quasi in punta di piedi, silenziosi, memori anche delle 5 sberle dell’andata. Tanto da dire: Cavolo! C’è il Diavolo…Ma con la consapevolezza comunque che dovevamo esserci, quanto meno per salutare la squadra e il mitico Pampa per la bella stagione che ci ha regalato. In 70000 per dire “grazie”, con addirittura i voti della curva “A” su tutte le componenti che gravitano intorno a questa splendida squadra, tanto per voler affermare la soddisfazione per ciò che essa ha saputo fare: 8 a società, ragazzi e allenatore. Voti più che buoni. Ma siete ancora di questo avviso dopo questo pomeriggio eccezionale? Dopo aver battuto qui a Fuorigrotta tutte(eccetto la Roma)le migliori squadre del campionato, dopo aver conquistato la salvezza già da tempo,dopo che si è festeggiato e ci si è appagati, chi poteva mai immaginare che il Napoli potesse distruggere, annichilire, umiliare la squadra campione del mondo obbligata a vincere?
Forse nelle precedenti partite abbiamo lasciato preziosi punti con prestazioni da oratorio, ma alle grandi non abbiamo mai regalato nulla, a dimostrazione che con gli stimoli giusti, questa squadra può battere chiunque… E questo perchè in campo il Napoli ha dei fenomeni: Hamsik e Lavezzi su tutti. Avvertire il terrore nelle gambe di Nesta, con un Pocho solo nei paraggi o notare l’indietreggiare spaesato sino alla propria aria di rigore del buon Kaladze a causa dell’avvento dello slovacco impazzito, è realmente una goduria. Stiamo parlando di gente che ha marcato Ronaldiho e Zidane o mi sbaglio?
Beh, anche oggi c’è stato un altro miracolo. Da silenziosi e timorosi, ci siamo trasformati in una bolgia assordante, alla fine festante. 3 gol, 2 traverse,una decina di azioni importanti, un ottimo Navarro,un gol alla Baggio di Hamsik, una serie di buste dell’immondizia infilate in un posto dei tifosi milanisti di cui non posso riferire e l’entusiasmo di tutto lo stadio, ci hanno fatto chiudere davvero in bellezza. Che emozioni!Uniche note tristi:l’addio del Pampone e le assenze per questioni amorose dell’assessore e di Albertone. Sempre prima il Napoli!
Io a Lavezzi & co. dò un bel 9. A noi tifosi della banda dò 10(nonostante forfait discutibili). Al pochetto e a Santacrocino(con Gabry) dò 10(foto nei commenti). Alla criniera del Pampa dò 3.Alle previsoni di Ndrè dò zero.
Aurelio, Portaci in Europa…Forza Napoli Sempre
Lo sconosciuto mondo dell’auto per la donna
In pratica, perché è dura capire che:
- L’albero motore non è un arbusto che si innaffia con la benzina.
- Per cambiare i dischi dei freni non si paga la SIAE.
- La catena di distribuzione non è il Despar.
- Il diesel non è una marca di jeans.
- La calotta dello spinterogeno non è fredda come quella polare.
- Il semiasse non è la tangenziale con lavori in corso.
- La sospensione non la danno alle macchine che si sono comportate male a scuola.
- Il motorino di avviamento non è quello in dotazione alle scuole guide per chi vuole fare pratica per lo scooter.
- Il filtro dell’olio non serve per fare venire le patate meno unte.
- La quinta non è una misura del reggiseno.
- La retro marcia non è il finale di un amplesso.
- Lo chassis non è una parola usata da un croupier di Monte Carlo.
- Il telaio non serve per tessere la tela.
- La ruota di scorta non serve per giocare a quella della fortuna.
- La portiera non è il numero uno di una squadra di calcio femminile.
- L’airbag non è una compagnia di voli transoceanici.
- Il triangolo non è una perversione sessuale.
- Il libretto non è quello della cassa mutua o degli assegni.
- Le candele non si cambiano perché sono squagliate.
- Lo spingi-disco non è un programma di musica anni 70.
- Il devia-luci non è il pronipote degli specchi ustori di Archimede.
- L’ABS non è un network televisivo americano.
- I cilindri non sono i cappelli dei pistoni.
- La testata non ha niente di nucleare.
- La ventola non serve per fare fresco.
- Il parafango non è un insulto per un portiere scarso.
- Lo specchietto retrovisore non serve per rifarsi il trucco.
- L’antifurto satellitare non serve per lo Space Shuttle.
- L’immobilizer non è un uomo di 100kg della mafia russa.
- La revisione non è vedere un film per la seconda volta.
- Il freno di stazionamento non serve per il treno.
Concorso “Ma chi?” 4
Mi rendo perfettamente conto che questa settimana il personaggio non è proprio semplice da individuare. Ma non riuscirci significherebbe fare una figura barbina. Per questo motivo ho deciso di agevolare i principianti con due aiutini visivi(sono nei commenti). Osservando superficialmente potrebbe somigliare ad un sultano del Brunei dopo aver inglobato un bel pò di barbiturici o ad un fachiro sveglia serpenti pronto a qualche barbarie, oppure Barbagialla, il fido scudiero di Barbablu, o Barbapapà travestito da barbone altolocato oppure ancora un venditore di barbabietole dell’emiro o un ammaestratore di barbagianni…No, no e no!Siete sulla cattiva strada, costui è un re(anche se la seconda foto potrebbe ulteriormente ingannarvi!!!Si fraintende): il re della bistecca e delle bruschette. E per cucinarle cosa usa? non usa il gel e la piastra, bensì il phon!!!!In barba a tutti i barbieri!…Sei grande!…Ma chi?
Totti
Totti decide di andare a cavallo. Nonostante non abbia alcuna esperienza, monta coraggiosamente e appare anche sicuro, nel pieno controllo della situazione, in quanto l’animale galoppa a passo lento e costante. Ilary, estatica, osserva il suo amato.
Dopo un po’ di tempo, Totti, in un eccesso di sicurezza, perde la stabilità sulla sella, si agita e afferra il cavallo per il collo, urlando perché si fermi. Ilary inizia a gridare e chiedere aiuto, anche perché nel frattempo Totti ha completamente perso il controllo dell’animale e non è ancora caduto perché debolmente aggrappato al collo.
Totti decide che l’unico modo per salvarsi è lasciare il cavallo e lanciarsi a terra, ma, sfortunatamente, il piede rimane incastrato nella staffa. Il cavallo continua a galoppare e la testa di Totti sbatte ripetutamente a terra facendogli perdere i sensi. Ilary oramai è isterica e grida perché qualcuno lo salvi.
Sentendo le grida, la guardia giurata dell’Ipercoop esce dal negozio e stacca la spina del cavallo a gettoni…
Totti e Beckam si incontrano all’aeroporto!
Beckam gli fa:
- Hi Francesco, come va con il tuo team?
E Totti:
- No, no… io c’ho Vodafone, me trovo mejo!
Ci sono Gattuso, Vieri e Totti davanti ad uno specchio magico. Questo specchio ha la capacità di far scomparire la persona, che vi sta di fronte, se mente.
Gattuso va davanti allo specchio e dice:
- Io penso di essere l’uomo più bello d’Italia!
E PUFF… scompare!
Tocca a Vieri che si mette davanti allo specchio e dice:
- Io penso di essere l’uomo più intelligente d’Italia!
PUFF… scompare anche lui.
Arriva Totti, si piazza davanti allo specchio e dice:
- Io penso…
E PUFF… scompare!!!
‘A doppiett
Siccome mi è capitato qualcosa di simile poco tempo fa ma con ruoli diversi, riporto un episodio datato della nostra psicoadolescenza. Circa 15 anni fa.I protagonisti non posso svelarli per ragioni di privacy(a parte il sottoscritto), e li chiameremo con lettere a caso:P(lui) e V(lei). Parlo di una coppia che non si è mai accoppiata, nel senso che erano 2 persone single, non coniugati, che s’incontrano. Il teatro della scena è la mitica cavea delle scuole medie a Piano, in occasione del beach-volley estivo che si svolge lì ogni anno ad agosto. I personaggi sono, me, nelle vesti di guastatore, il mio amico aitante(che oggi invece è veramente un rottame di uomo!) e sparatore e lei, la bella pollastrella di turno secondo le idee malsane di lui.
L’incontro avvenne casualmente sui uno degli ampi gradoni della cavea. Era pomeriggio.
Un passo indietro:la mattina, in uno dei soliti incontri di piazza con tutti gli amici, notai il malumore di Marina, una ragazza non locale, che solitamente passava le vacanze in penisola. Il lamentarsi era dovuto alla impossibiltà di raggiungere le scuole nel pomeriggio, perchè la sua amichetta del cuore che ogni giorno la scarrozzava a destra e a manca, si era fidanzata, per cui passava molto meno tempo con la cara Marina che in questo modo non se la sentiva di percorrere troppi km a piedi. La lagna però cessò all’improvviso. Il mio amico(protagonista della storia) noto latin-lover(!?!?!) dell’epoca ai gemiti singhiozzanti di una povera e indifesa fanciulla, non ha saputo resistere. Sarà il suo spirito innato da crocerossino o la sua ipersensibiltà al fascino e alle lacrime di una donzella . Fatto sta che, corse forsennatamente e sorridente verso di lei, con un fare brillantante al pari di Sean Connery in 007, dicendole: piccola, non preoccuparti, a te ci penso io!Passo a prenderti alle 16… Dovete immaginare una voce semi-roca e una postura hollywoodiana per comprendere.
Noi tutti, alla visione di cotanta e patetica sceneggiata, non ci potemmo esimere dallo sbeffeggiare e sputtanare l’ennesimo comportamento “fashion”di P. Lo sfottò fa parte di tutte le compagnie che si vengono a creare. E’automatico poi, che i più bersagliati siano alla fine quelli che si espongono di più. In quel caso ci fu un megasfottò(anche perchè c’era una differenza di età notevole tra di loro:lui sembrava il nonno!), ma P senza scomporsi, ma assai compiaciuto del suo atteggiamento, si voltò e ondeggiando verticalmente le mani, con i palmi verso il basso con molta aplomb rispose:Ragazzi, Marina è solo una mia cara amica, rasserenatevi… Lo sfottò si centuplicò!
Fatta questa lunga premessa, ritorniamo sul campo di beach-volley. Ore 15.50 circa:
Ero seduto beatamente su una seggiola a gustarmi una noiosissima partita di misto non tesserati(se non sai giocare sono le più lunghe e brutte da vedere). Quando nel girarmi, mi accorsi che il mio amico P si stava intrattenendo in una piacevolissima conversazione, con una delle ragazze più ambite e carine di quel tempo. “Ma guarda un pò?!” pensai sorridendo. E questo mio gioire, faceva sentire P un leone. Cosa c’è di più bello che sentirsi invidiati, specie se a rosicare è un caro amico?eh? Più parlava e più mi rallegravo. Più sorridevo e più s’impettiva…Che scena!Era un gesticolare continuo,le mani andavano da sole. Mi sembrava un maestro dell’opera. Il suo pensiero immaginavo fosse: se continuo così, prima o poi ci casca…eheheh…e pensa quelli lì, che limoni si mangeranno?!…eheheh
Solo quando si fecero le 16.15, capì finalmente che il mio gongolare non era dovuto ad un fantomatico compiacimento, bensì dalla consapevolezza che di lì a poco avrebbe dovuto abbandonare l’agognata preda, prima che Marina lo impiccasse!!!
Si avvicinò verso di me, porgendomi le chiavi del motorino, cercando di corrompermi, “vuoi andare a prendere Marina al posto mio?”furono le sue parole gagliarde. E io: no!. “Ma come “no”, non lo vedi che sono impegnato?”indicandomi con una contorsione degna di un fachiro, la bella V che attendeva. Con modi ironicamente stizziti, gli faccio capire che ero troppo ammirato dalla partita in corso e non me la sentivo di andare via. In fondo mancava solo (ancora!) un set e mezzo!Trequarti d’ora più o meno?!!?
Su tutte le furie,tanto da renderlo bluastro,non avendo altre persone a cui chiedere, perchè dagli altri avrebbe ricevuto oltre al diniego anche una serie di ironiche battute, fece uno scatto repentino del collo verso di me, dopo aver osservato un pò intorno e disse con voce semibianca(tipo la Jervolino): vabbò aggio capit! Me ne vac!
Dopo questo episodio, secondo voi, quanto tempo abbiamo riso?…Ancora oggi se ne parla!
Caro P, i tuoi modi alla Connery in piazza, meritavano una finale-suspance all’altezza di grandi film. E poi, in fondo al mio cuoricino, ero convinto che V fosse solo una tua cara amica…
Per la cronaca:P andò in bianco su tutti i fronti…’a doppiett!



