Il Lettone
“Dai, domani andiamo nel lettone?”
“Bambola, ma che dici? così, davanti a tutti a dire ste cose…”
Solo l’indomani(ieri ndr) ho scoperto cosa fosse il lettone. Niente di equivoco. 4 materassi, in cui volendo possono entrarci anche 24(o anche 132 in caso di cinesi) persone, adibiti a “prendisole”. Generosamente all’arrivo ho ceduto il mio posto a Marilisa, Danilone, Minao e Amalia(beh, sono un pò ingrassato ultimamente), mentre Bambola con un colpo alla Judo Boy ha scagliato l’asciugamano verso il materasso più lontano, gridando:Chill è ‘o post mio!!!!Tsè!Rimarcando il territorio come un pastore tedesco. L’assessore invece, con andatura da tartruga si è accomodato e si è steso ancora più lentamente e si è risvegliato(a parte una brevissima pausa per un panino) quando i ragazzi addetti alla pulizia, lo hanno richiamato a lasciare la grossa culla di Morfeo, più o meno come si fa nei bar con i clienti più sbronzi a chiusura di esercizio.
Tutti belli, stesi, costumizzati, pronti alla tintarella…tranne…e che ve lo dico affà?
In piedi sotto quel sole cocente, un’afa insopportabile, attendevo che un lettino(non lettone) si liberasse. Una tortura, anche perchè alle Nereidi, per arrivare a mare ci vuole come minimo il passaporto(l’acqua salata è a circa 700km dal lettone!). Nell’attesa poi, un pò dell’immancabile russare dell’assessore non poteva che allietarmi. Bambola non era visibile, perchè intorno alla sua postazione intanto aveva costruito una palizzata contro gli indiani. Danilone era impegnato con gli “scatti” alla Oliviero Toscani, mentre il Minao distruibuiva una serie di “ma chi?”e di “ma cosa?”…forse perchè distratto da altro…eh eh
In tutto ciò io continuavo a sudare. Sono decisamente un martire. Per fortuna che c’erano anche Marilisa ed Amalia che tra un pisolino e l’altro almeno davano segni della loro esistenza e quindi anche della mia.
La giornata poi, siè conclusa come capita spesso, dietro ad un tavolo (grazie a Chicca) con ripiano girevole che mi ha fatto impazzire. E sopra di esso, i meravigliosi spaghetti alle zucchine di zio Gionni, che nell’occasione, più che da chef, ha deciso di travestirsi da fabbro del piccolo villaggio gallico di Asterix.
Più che dalla padella alla brace…dal lettone al tavolo!
Un saluto anche a Dgiuffre(assente ingiustificato),Marida(in attesa di un fantomatico bagno in piscina. Ma poi, s’è buttata?) e Fabrizia(il cui mal di schiena le ha impedito di fare le capriole nel prato).
Nella foto superiore un angolo del lettone. Da notare sulla sinistra in basso un amico quadrupede che mi ha tenuto compagnia. In quella inferiore il tavolo con ripiano girevole.Le altre foto sono in “commenti”.

