Nuvola

Posted by lapo2001 on mag 12th, 2009

Nuvola

I gatti insegnano.

Tutta la mia infanzia è stata costellata da una presenza innumerevole di felini. Per un certo periodo nel giardino ne pascolavano più di una dozzina e molto spesso qualcuno di loro si affacciava e sostava in casa. Avevo gatti ovunque: nell’armadio, in cucina, nel frigorifero, nel tostapane, nel posacenere…ovunque! Me li sognavo pure la notte. Ognuno col proprio distintissimo carattere, ognuno con le proprie manie. C’era il gatto-cane che seguiva mia madre anche in bagno, il gatto-ragno che amava appendersi alle ante della finestra, il gatto-orso che andava in letargo anche 20 ore filate su un tronco di arancio, il tigre(per la sua zigrinatura) che tornava anche dopo settimane di esilio, con segni e ferite ovunque ecc ecc. E poi, c’era “Nuvola” per il suo colore simile ad un cirro. La madre, la copostipite di tutti.
Ho amato i miei gatti. E col tempo ho compreso e accettato il loro indiscutibile egoismo. Eh sì, egoismo.
Non ricordo dove, lessi che i gatti adulti sono dei perfetti yogi. Mangiano e dormono. Passato il tempo ludico di cuccioli, tutto ciò che fanno al di fuori di questo, è puramente per un loro interesse. Sono pigri e sonnacchiosi, ma se c’è da cacciare, da difendersi, da saltare, da muoversi lo fanno con la velocità e la scaltrezza di una lince(sò felini, no?!)senza minimamente curarsi di chi hanno di fronte. Ma mai sprecano energie superflue. Non vengono se li chiami, se non al momento del rancio (se penso a Lapo che verrebbe con me anche sulla luna…) e ti cercano con le fusa accelerate solo in casi particolari di mancanza di affetto. Sono snob, proprio perchè è nella loro natura di non voler essere rotti le scatole. Mai un di più. Sereni ed equilibrati, i gatti.
Una volta che si è entrati nell’ottica dell’equilibrio, restano al loro posto fino alla fine.
Ma questo non vuol dire che siano fedeli.

Dopo quasi 10 anni di coccole e di servizio bed & brekfast, l’avvento di Lapo ha modificato e spostato l’equilibrio. La convivenza era impossibile. Liti furibonde all’ordine del giorno. I gatti (ne erano 5 in quel periodo) ad uno ad uno lasciarono la dimora con nostro grande disappunto. Qualcuno s’è messo a fare il gatto-barbone sotto a qualche ponte, qualcun’altro s’è trovato un altro hotel,ma alla fine il cambiamento era necessario e loro l’hanno voluto e l’hanno fatto. Sparendo come una nuvola…

I gatti insegnano… la fedeltà verso gli altri ha un limite, quella verso se stesso.
A volte vorrei essere come loro, ma sempre con a fianco Lapo. Lui, almeno lui non lo farebbe mai.
Chissà chi c’ha ragione…

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