DieGuru

Posted by lapo2001 on set 30th, 2009

diego guru

La parola giusta al momento giusto.

Ognuno ha il proprio Guru. Il nostro è Dgiuffre.

Just feel better

Posted by lapo2001 on set 29th, 2009

Seduto sulla poltrona in salotto scarto tra le buste della posta. C’è anche una cartolina dal lago di Como inviatami da un amico. Con il tagliacarte apro quelle che mi interessano: tra pochi giorni scadrà l’assicurazione dello scooter, mentre è già fuori termine la bolletta della luce. Sbuffo. Dò un occhiata al giornale: la Merkel ha vinto le elezioni in Germania, l’ennesima promessa di una fantomatica Banca del Sud e i soliti scontri politici sull’immigrazione. Lo apro: legano e imbavagliano anziano durante rapina in casa; lotteria con cubane e brasiliane: la riffa in un bar; in auto con 1700 animali esotici: sequestrati scoiattoli e tartarughe… Lo richiudo. Scrollo le spalle ed esco fuori il terrazzo. C’è il finale dell’estate col suo richiamo. Mi stendo. Il sole è il più bello dell’anno. Intanto dentro c’è chi polemizza. Sento quella voce acida. La solita aria. Lapo mi si avvcina con le orecchie semiabbassate e gli occhi a cuoricino. Poggia il muso sulla mia gamba… Devo andare. Velocemente lascio la loggia e prima di aprire la porta dell’uscita, lei mi chiede se tutto va bene. Le sorrido come faccio sempre, lei mi sorride…
Seduto su una sedia partecipo a una riunione in ufficio. Progetti, parole, fotocopie e una lista da spuntare. Annuisco meccanicamente. Una telefonata per un mancato servizio. Un’altra telefonata che proprio non riesco a fare. Altre parole, altri silenzi, i miei. L’altro signore che mi chiede se mi sto trascurando. Rispondo divertito…
Seduto in macchina, c’è traffico, lo stillicidio del bip. Ho dimenticato di mettere la cintura. Lui in camicia bianca che si affianca alla portiera. Non ha occhi sereni. Parla, ma vorrebbe gridare. Non c’è verso. Lo capisco. Vorrei poter parlare, vorrei poter dire anch’io e mentre mi decido e mi accingo a farlo, alzo il volume dell’autoradio. Non c’è ragione. Non saprei. Forse qualcosa sta prendendo un’altra direzione. Forse sono io. Non mi trovo. La solita aria, ma stavolta non so dove ci porterà.
Per strada c’è aria di festa. Le caramelle gommose sono aumentate di prezzo anche quest’anno, i libri sono sempre gli stessi, non i volti della gente. Lì in fondo c’è anche un mimo…mi sento meno solo. Un caffè amaro al bar e una sigaretta. Seduto mi guardo riflesso nel vetro dell’entrata. Fingo di non distinguere le forme. Loro continuano a parlare, io continuo a sorridere…I piccioni si spostano in gruppo come capita quotidianamente dalla piazza ai cornicioni del palazzo nell’angolo. Vengo anch’io?
Rientro. I discorsi del pomeriggio ancora non hanno cessato i loro cacofonici schiamazzi. Lapo è già a terra a 4 di bastoni. Lei mi si riavvicina chiedendo se tutto va bene. Mi mangio un labbro e sorrido velocemente, lei mi sorride. Chiudo gli occhi e scappo nell’unico luogo disponibile “libero”.
Seduto in bagno di fronte allo specchio. Le mattonelle umide. Torso nudo, due cazzotti negli occhi, la sedia che tra poco si rifiuterà di reggermi e il vapore che non sa nascondere la solita aria. Vorrei vedere un’altra faccia o meglio ancora, un’altra strada. Anche solo un piccolo segnale stradale, una piccola freccia, ormai con la smart c’ho fatto l’occhio. Basta solo che non sia questa, la solita…prima di uscire attacco il naso al vetro dello specchio e tiro fuori il muso duro. Mi guardo…per non sorridere non c’è bisogno di sforzarsi. Mi alzo. Vado ad annaffiare i gerani. In silenzio.

Com’è difficle “lasciar perdere”…

Voglio Solo Stare Bene

Mi disse di vedermi in difficoltà
E non posso dire di più
Se stiamo arrivando o se me ne sto andando
Non è come avevo pensato
Ho la chiave di questa porta
Ma non vuole proprio aprirsi

E lo so, lo so, lo so
Una parte di me dice ‘’lascia perdere’’
Che nella vita c’è una ragione per tutto (quel che succede)
Non mi piace, non piace, non mi piace
Va come non mi era mai andata prima
Ma stavolta, stavolta

Proverò tutto, voglio solo stare bene
Dimmi cosa fare
Sai, posso vedere attraverso la nebbia attorno a me
E faccio qualsiasi cosa mi faccia stare bene

E non trovo la mia strada
Piccola, ho bisogno di cambiare
E di fare qualsiasi cosa mi faccia stare bene
Anche la più piccola cosa, basta che mi faccia stare bene

Disse che voleva che l’abbracciassi
Sono un po’ lontano dalla spiaggia
E ho paura di affondare
Sei il solo che mi conosce
E che non ignora
Che la mia anima sta piangendo

E lo so, lo so, lo so
Una parte di me dice ‘’lascia perdere’’
Ogni cosa deve avere le sue stagioni (i suoi tempi)
Gira e rigira
E ogni giorno è come quello prima
Ma stavolta, stavolta

Proverò tutto, voglio solo stare bene
Dimmi cosa fare
Sai, posso vedere attraverso la nebbia attorno a me
E faccio qualsiasi cosa mi faccia stare bene

E non trovo la mia strada
Piccola, ho bisogno di cambiare
E di fare qualsiasi cosa mi faccia stare bene
Anche la più piccola cosa, basta che mi faccia stare bene

Ti voglio tenere tra le mie braccia a lungo
Per tutto quello che devo lasciarmi dietro, sì
Che si sta perdendo davvero
Penso che mi dovrai aiutare questa volta!


(Assolo di chitarra)

Proverò tutto, voglio solo stare bene
Dimmi cosa fare
Sai, posso vedere attraverso la nebbia attorno a me
E faccio qualsiasi cosa mi faccia stare bene

E non trovo la mia strada
Piccola, ho bisogno di cambiare
E di fare qualsiasi cosa mi faccia stare bene
Anche la più piccola cosa, basta che mi faccia stare bene

Santana e S.Tyler

Napoli – Siena 2-1…Ma va bene così.

Posted by lapo2001 on set 28th, 2009

VI Giornata
Napoli – Siena 2-1 (Hamsik, Hamsik; Maccarone)

Vince ma non convince questo Napoli.
Sulla falsa riga della trasferta milanese, gli azzurri sono scesi in campo molli e senza cuore.
Un primo tempo che sarà ricordato per i migliaia di passaggi orizzontali, per due o tre(più 2 che 3) affondi in avanti(sbagliati), per l’ingresso continuo degli inutili barellieri, per uno stop allucinante di mister Donadoni, per un incredibile rigore non concesso a Maggio e per un salvataggio sulla linea sempre su tiro di quest’ultimo. Niente più. Sonno e sbadigli(stavolta non solo dell’Ass). Eppure di fronte non c’era l’Inter o il Real madrid.

Nella ripresa un pò di orgoglio e un barlume di reazione s’è vista. In gol c’è andato prima Hamsik con un colpo di testa ravvicinato e poi, il momentaneo pareggio di Maccarone che ha stoppato, ha passeggiato nell’area di rigore un quarto d’ora e infine ha piazzato sempre indisturbatamente la palla nell’angolino.
Il gol vittoria è stato infine realizzato sempre dallo slovacco dopo aver sbagliato un penalty. Il finale poi, è stata un’autentica sofferenza con il pallone buttato in avanti manco fosse la bomba H.
Al 95′, al triplice fischio, siamo di nuovo tornati a respirare… La vittoria è arrivata, ma il gioco continua ad essere assente. Ma va bene così.

Da ricordare: Anna e Diana che si sono travestite da tifose, ma nella realtà dei fatti son venute solo a far pasquetta(vedi foto); Edo de Laurentiis ha promesso che dopo la prossima trasferta di Roma, nel Napoli ci saranno grandi cambiamenti(pare che Marino se ne sia già andato, non lui però); Diana che alla fine ha detto ai senesi: tornatevene a giocare il Palio(magari anche comprando il Largo della Vittoria o il Vicolo Stretto); il Cucù, che dopo aver abbandonato i peperoncini anti-jella della settimana scorsa(giuro che ancora erano lì, in tribuna, legati ad un palo, con qualcuno che vedendoli s’è grattato le sfere), si è affidato ad un paio di grappoli d’uva giustificandosi: almeno così, sento nu poc ‘e doce; e infine le meravigliose melodie provenienti dall’autoradio del Minao sulla strada del ritorno(roba da intenditori…povere orecchie mie)…

Un’ultima cosa. Caro Elgato, credo di parlare a nome di tutta la banda, nessuno di noi è stato mai contro Reja, anzi. L’abbiamo sempre sostenuto, sino alla fine.
Caro Geppetto, credo sempre di parlare a nome di tutti, nessuno di noi è contro Donadoni, anzi. Il Napoli attuale non ha bisogno di un altro allenatore, perchè se così fosse, domani avremo un altro da rimpiangere…

Forza Napoli Sempre

vergogna

Vergogna!

Grasso è bello

Posted by lapo2001 on set 26th, 2009

Ultimamente sono un pò(molto) ingrassato.
Ma questo non vuol dir niente…

Auguri Pedro

Posted by lapo2001 on set 24th, 2009

Io come "Miele"

Da un’idea di Anto, insieme al Graffio abbiamo relizzato l’ultima e unica copertina del suo disco più invenduto: Io come “Miele”.

Tanti tanti auguri al nostro inimitabile Dj Pedro per il compleanno.

Nonostante tutto…San Siro!

Posted by lapo2001 on set 23rd, 2009

San Siro

V Giornata
Inter – Napoli 3-1 (Eto’o, Milito, Lucio; Lavezzi)

Quando a Tyson, all’epoca in cui era IronMike, bestavano un paio di secondi e un paio di montanti per mandare a tappeto definitivamente l’avversario. Avversario che intanto si era preparato mesi per quell’evento, con tanto di spot pubblicitari e proclami da “ammazzabestie”.

Ecco cosa mi è sembrato l’incontro di oggi. Tyson bello e scalpitante in completo neroazzurro e lo sfigato avversario di turno, una bianchiccia, molle e lenta vittima sacrificale.
Cinque minuti cinque e l’Inter, senza nemmeno colpire con violenza, con appena un paio di colpetti di assestamento era già sul 2 a 0. Tutto il clamore, i fantapensieri, le euroaspettative in appena 350 secondi sono scomparsi miseramente.
Il centrocampo (nemmeno titolare) a tre dell’Inter ha sgeretolato, umiliato, polverizzato il nostro a 5. Eto’o e Milito hanno svariato su tutto il fronte d’attacco vincendo quasi tutti i duelli con i nostri difensori. In difesa, a parte qualche grattacapo del Pocho, la prima linea neroazzurra ha solo amministrato. In tutti i reparti, in ogni zona del campo, fisico e tecnica sono stati di gran lunga superiori ai nostri. Anche il loro e medico e i loro massaggiatori sono stati più veloci…
Prima Eto’o, poi Milito e poi Lucio hanno chiuso il discorso. Inutile il gol di Lavezzi, che garantisco, non salva la faccia di nessuno. Eh sì, perchè se da un verso c’è da dire che abbiamo incontrato probabilmente la migliore formazione di Italia, dall’altro c’è da sottolineare la nostra assoluta inconsistenza e assenza di determinazione. Il grasso, flaccido e spento boxer di cui sopra… Bogliacino, regista di giornata ha azzeccato il primo passaggio all’80°, quando ormai non si giocava più da almeno 25 minuti; Gargano ha recuperato 200 palloni, riconsegnandone agli avversari almeno 600; Hamsik ha passeggiato, ma ha sbagliato pochi passaggi(solo perchè sono stati tutti all’indietro); Zuniga letteralmete investito dalla furia di Maicon, sarà a letto chiedendosi “cosa è successo?”, Maggio, la cui ultima buona partita che ricordi è datata Gennaio; Quagliarella n.p.; De Sanctis e tutta la linea difensiva non ha mai dato una parvenza di sicurezza; Pocho, unico a provare qualcosa… Risultato: un Napolicchio fermamente da bocciare. In toto.

Beffe allo stadio: il mio vicino di posto che s’è lamentato della presunta lentezza di Muntari, un secondo dopo l’ingresso in campo del nostro Speedy Gonzales Pazienza; Anna che dopo 6 minuti, mi dice: dai, almeno abbiamo visto 2 gol. E dopo 10, aggiunge: ma così mi annoio, non era meglio vederla in tv?almrno così cucinavo; la frustrazione del Catapo che a differenza degli altri anni non è potuto scendere a fine partita ad inveire contro l’arbitro(davvero sarebbe stato ridicolo stavolta) e infine un signore che nei minuti finali si gira e ci dice in stretto milanese: e va bèè che siamo i più foorti, ma voi non sieete venuti a giocare mica, eh!

Ricorderò: 2 giorni di autentica follia per trovare i biglietti e la scenetta fuori l’ingresso dello stadio…
… ma nonostante tutto(ma tutto tutto)…sempre presenti a San Siro!

Una domanda, una curiosità: ma alla luce dei fatti, era tutta colpa di Reja?

Un saluto a tutti da Luca(è il mio pseudonimo allo stadio).

Forza Napoli Sempre

Angelina Garjolie

Posted by lapo2001 on set 21st, 2009

Garjolie

Angelina, la sorella del nostro The Ass, è finita su Vanity Fair.
Com’è sexy.

Senza for(tuna)za

Posted by lapo2001 on set 20th, 2009

IV Gironata
Napoli – Udinese 0-0

Esordio di tutta la banda al San Paolo.
All’inizio le premesse mi sono sembrate assai promettenti: corona di peperoncini antisfiga(grazie al Cucù)sfavillanti sin dalla partenza, il miracolo mattutino di San Gennero, prima della gara 20 secondi per i soldati morti a Kabul di silenzio assoluto (finalmente senz’applausi, cosa rara), le nuove presenze, Diana, Rosaria ed altre 2 amiche della nostra Gabriella, l’assenza definitiva di chi ha preferito le categorie inferiori (forse perchè ormai abituato, gli saranno mancate), posizioni stabilite e confermate sugli spalti, Catapo impossibilitato nel vedere la partita in tv per un matrimonio, Lavezzi e Gargano in campo, Pià in tribuna e infine, senza il consueto pronostico di 3 a 0 con tripletta di Denis di Antonio el Tanque… Eppure…

Eppure, dopo pochi istanti dal fischio d’inizio, lo scenario è cambiato e tutta quella euforia adrenalinica si è piano piano affievolita. La squadra ha influenzato noi tifosi e non il contrario(infatti già al 5° minuto metà della tribuna Nisida cercava l’ambulante per un Borghetti e the Ass già dormiva, noncurante del Cucù che invece aveva deciso di trasformare la sua voce in una sirena cacofonica le cui onde crescenti per tutta la partita ci hanno investito, rischiando la rottura di più timpani). Supremazia territoriale, controllo del gioco, qualche occasione ma squadra lenta, lentissima e senza cattiveria. In alcuni tratti avrei preferito cambiar canale e guardare un incontro di wresting, pur di rivitalizzarmi un pò. Invece, il più “cattivo” in campo è stato il primo guardalinee di Saccani che ha annullato ingiustamente un gol a Di Natale e il più veloce, Datolo(tra i migliori). E ho detto tutto.

Invece nella seconda frazione sicuramente è cambiato qualcosa. Sempre per questioni scaramantiche, qualcuno della banda cambiava posto, il ragazzo dietro di noi smetteva di scambiare Zuniga con Santacroce per passare a Datolo con Maggio(che non giocava), il Cucù scendeva di qualche gradino per arricchire le orecchie di qualcun’altro, Diana riusciva a capire che in campo si stesse svolgendo una partita di calcio, The Ass cambiava la posizione(invece di dormire sul fianco destro è passato a quello sinistro), Pià rimaneva in tribuna, Catapo al matrimonio e Antonio il Tanque da più di 200 metri mi mostrava le tre dita,per dire: 3 a 0 con tripletta di Denis (ho fatto finta di non vederle)…

Eppure il risultato non è cambiato e siamo tornati a casa con un solo punto.
Nel secondo tempo la squadra ha giocato sicuramente meglio, sfiorando più volte il gol. Un pò per sfortuna, un pò per imprecisione non si è riusciti a vincere sta partita. Il Pocho ad un certo punto ha deciso di giocare ed è stato addirittura triplicato, perchè incontenibile. Il resto della squadra ci ha provato fino alla fine anche se il gioco non è stato brillante. Le occasioni ci sono state(credo che solo con le mani si riusciva a buttarla dentro ieri) e Donadoni per un pò ha anche provato le 3 punte(ingesso dell’imbarazzante Hoffer) più Hamsik e Datolo, ma un pò come nel primo tempo mi è sembrato che mancasse anima, “cazzimma”. Mi sono sembrate più giocate estemporanee, dovute più ai (o al) singoli(o) che ad un discorso di “squadra”.
A prescindere da tutto(anche dal peperoncino del Cucù), il Napoli di ieri secondo me, non andava fischiato, perchè comunque avrebbe meritato la vittoria e la vittoria si sa, fa cambiare tante cose in una squadra e nella testa dei calciatori (e di molti tifosi). Ci riprenderemo.

San Gennà, la mattina invece di liquefare il sangue, costringi il Cucù a mangiare tutti i suoi peperoncini sfigati (anche perchè così, allo stadio, non può gridare nelle nostre orecchie e the Ass può dormire meglio)… mi sa però, che quelli oltre a non avere fortuna sono anche senza forza, come il Napoli.

Per la cronaca: Mannini oggi ha segnato di nuovo, Denis non ha giocato e il Vico ha pareggiato.

Forza Napoli Sempre

Peperoncini del Cucù

Serata napoletana

Posted by lapo2001 on set 18th, 2009

Piazza del Gesù

Non assaporavo l’aria e l’anima della sera napoletana da parecchio tempo. Rivivendola capisco che mi è mancata.
Ho ricordato i tempi in cui studiavo e si abitava in Piazza della Borsa. Bei tempi. Minao sarà ancor più bravo di me a ricordare episodi e particolari di quella esperienza.
Particolari come quando egli spiaccicato sul letto prima di addormentarsi mi diceva: ramm ‘na sigarett!Ecco mi sono venuti alla mente, proprio mentre nel parcheggiare la macchina, scendendo mi ha chiesto una cicca. Cicca che poi ho dovuto dare anche al parcheggiatore(il quale dopo avergliela data mi ha detto:mò ‘a machina è controllatissima. Non mi muovo da qui) al secondo parcheggiatore(che aveva dato il cambio al signor “non mi muovo da qui”), a due ragazzi incontrati in Piazza in procinto di fare footing(?!), un altro paio di volte a Minao, a un tipo che non avendo spiccioli ha voluto una sigaretta(quasi a dire:qualcosa mi a dà) e anche a Diana che candidamente mi ha chiesto dopo aver strafocato una testa di moro: “me ne daresti una, ho dimenticato il pacchetto in macchina?”…Poi dicono che fumo 2 pacchetti al giorno!

Mentre Minao continuava a chiedermi Marlboro e ‘o Piccirill che sotto sotto avrebbe voluto fare lo stesso(pare che abbia smesso di fumare), ho riannusato quei tempi e quella vita. L’ho fatta rivivere per un pò in me: Cinema(probabilmente non ci andavo da quel tempo), kebab, passeggiata per i vicoli e in qualche quartiere ingiallito dalle luci ocra e soffuse, caffè al bar e chicchierata in Piazza del Gesù. Invece di accomodarci sul divano di casa Minao o sui sediolini del Bar marianiello, per una volta ci siamo concessi gli scomodissimi scalini della Piazza. Evviva Dio!…Ovviamente appena seduti, una voce: ramm ‘na sigarett!

Al cinema(per un’ora e mezza non ho offerto sigarette) abbiamo visto il tanto discusso “Videocracy”. Non mi azzardo a dare un giudizio sui contenuti del film(l’influenza della televisone-politica commerciale in Italia), perchè altrimenti rischierei di retrocedere sino ai tempi di Adamo ed Eva e di quanto una stupida mela abbia cambiato il volto dell’umanità. Non mi azzardo perchè si parlerebbe di politica ed io ormai faccio parte dei qualunquisti. Però sento di dire, che è un videoreportage a parer mio fatto benissimo. Entra realmente nei pensieri di uomini potenti che vivono nei piani più alti della società, di come qualcuno c’è arrivato ed entra nei loro luoghi più inaccessibili, quelli che la gente comune immagina ma che non ha mai visto. L’ho guardato distaccatamente, senza farmi suggestionare dall’apparenza, senza pregiudizi, molto probabilmente ero l’unico in sala a non odiare i protagonisti di quella storia.

Dopo il panino ben scelto da ‘o Piccirill, chiacchierata con sigaretta(le mie) in Piazza del Gesù e caffè e sigaretta(sempre le mie)in un bar di Riviera di Chiaia, ci siamo diretti verso l’autostrada per tornare in penisola. Ovviamente abbiamo trovato l’ingresso bloccato(”quanto mi mancava l’aria della sera napoletana…” ho ripensato)per lavori in corso, così senza avvicinarci agli operai per paura che mi chiedessero l’ennesima sigaretta, ci siamo diretti su una strada secondaria, diventanta terziaria dopo l’intervento di tom tom Diana che fortunatamente ci ha riportato a casa. Dopo i saluti di rito, giunti sotto casa Minao, mentre quest’ultimo si stava avviando al cancelletto del parco, si è bloccato improvvisamente, s’è messo a pensare e si è rigirato verso di noi. Ho pensato che avesse dimenticato le chiavi di casa in macchina e invece…: gigì, ramm ‘na sigarett!

Un saluto a Minao, a Diana(quella della macchina nera) e a ‘o Piccirill(quello della ex Panda rossa) e un ringraziamento per avermi regalato una serata che volevo ma non lo sapevo. Una serata viva, non apPARENTE.

Napoli

Sogni di rock ‘n’ roll

Posted by lapo2001 on set 16th, 2009

La Punto sfreccia sull’asfalto.
Stanco e assonnato, sono sul sedile anteriore di destra, quello dietro il passeggero. L’aria è ancora calda, ma sono rannicchiato come se fosse la settimana della merla. C’è silenzio, solo dall’autoradio si sente una musica bassa, lenta e lontanissima, sembra quasi che i suoni provengano dal motore o dallo spinterogeno. C’è buio in macchina, è disturbato solo da sporadici bagliori di lampioni e qualche abbagliante che proviene dalla strada, intanto io non mi muovo. Per vedere roteo gli occhi lentamente, senza fare altro movimento. Mi sento una mummia…Hic!

Dal finestrino di destra scorgo 2 lune immense, fisse nel cielo che regalano un pò di bianco e nero alle case, ai giardini e agli alberi che invece corrono talmente veloci che difficilmente si distinguono. Ci sono anche altre stelle, lo sento, ma dovrei disaccucciarmi ed allungarmi. Due azioni altamente improbabili in questo momento.
La temperatura si è notevolmente alzata. I primi pori iniziano a dilatarsi. Sudo. Guardo il bottone del finestrino e un pò come Massimo Troisi con il secchio, lo invito ad autopigiarsi per far entrare un pò d’aria. Mi concentro, sempre di più, sempre di più e… la macchina improvvisamente si ferma!…Hic! Dopo un attimo di meraviglia, mi rendo conto che ciò è avvenuto non per fantomatici e presunti miei superpoteri, ma perchè il mio amico il M., seduto di fronte a me non ha retto l’ultima aranciata. Per lo più sento dei lamenti ed ogni tanto qualche frase che parte nitida per poi finire in un aggrovigliamento impasticciato di vocali e consonanti incomprensibili. “Potresti pe’ ppiascere arapririmi la potta? Vorrei sudofjoèifjifòjkldvhòoidklg sfiohsfòiof osfihòh sfoh…”(esempio di una frase del M.). Vedo la solerzia invidiabile del G.. Si muove più veloce e sveglio di un robotino meccanico. Apre la porta al M. così gentilmente da sembrare lo chauffeur della signora a cui piacciono i ferrero Rocher. Lo sta accompagnando sul ciglio della strada. Non riesco a vedere bene. Un pò lo trascina. Gli tiene una mano sulla spalla. Sento rumori di sciacquone e di sicuro non provengono dal giardino vicino. Poi sento silenzio.
“All’anima dei *bip* di chi *bip*bip*”… Credo che il M. abbia vomitato sui nuovissimi stivaletti country del G.
“E che ca**! Sì proprio nu’ *biiiiip!*, sò nuovi”… Ora ne sono sicuro, li ha imbrattati.

Sono stanco, ora c’è nebbia, buio…Hic!…Opps, mi sono addormentato. Chissà per quanto tempo. Mi ritrovo posizionato del tutto involontariamente più al centro del sedile posteriore, appoggiato ad un sacco di patate russante. Tutti i versi degli animali provengono da quella bocca. Non so se tra le tonsille e l’ugula di the A. ci sia annidata una foresta o l’arca di Noè. Si può udire il cuculo, il barbagianni, il gufo, il bue muschiato e nelle curve più acute, sbattendo con la testa nel portiera si può ascoltare, anche se per pochi attimi, il verso del cinghiale nel momento dell’abbattimento. I modi gentili e garbati diurni di the A. fanno posto a quelli da scaricatore di porto o da bettolaro durante la notte…”aaaaaaaaaaarf…ptiu ptiu…còcòcòcò…gnak gnak gnak…oè oè oè…aaaaarf”(esempio di un russo di the A.)…Bon Dieu…Hic!
Annoiato dal quel ronfare sposto di 45° lo sguardo verso destra. C’è il G. alla guida. Le mani ferme sul volante e il ciuffo ribelle che gli cala sugli zigomi. Sembra concentratissimo, ma non credo che lo sia sulla strada. Infatti stiamo letteralmente sulla corsia di sinistra e di certo non siamo a Londra o a Edinburgo. Starà sicuramente pensando a quali tipi di soluzioni dovrà utilizzare per disincrostare le sue nuove calzature. “Tolgo un 15% di ciano e metto un buon 65% di magenta o tolgo 3 grammi di indaco per un chilo e mezzo di arancio?”(esempio di un pensiero del G.)…Hic!
Ci siamo fermati di nuovo. Di nuovo il lamento biascicato del M. Il G. gli ha riaperto la porta, ma stavolta senza il garbo e non l’ha accompagnato sino alla siepe come prima.
Il G. è al cellulare. “Quando mai ha risposto ad una telefonata?” mi dico. Secondo me è una scusa per non avvicinarsi a quella fontana umana. Cammina nervosamente dando sempre un occhio al nostro amico un pò in difficoltà. Si avvicina, credo che il M. si sia ripreso. E’ buio vedo poco…Stanno ritornando, chiacchierano. Sto per riassopirmi…Hic!
“Ma allora veramente sì str***!”…sobbalzo e comprendo subito che il M. ha combinato qualche altro disastro. “Hai vomitato su tutto il seggiolino!?*bip*bip*bip*”…

“Oè, svegliati, siamo arrivati”. Il G. mi sta chiamando. Con gli occhi gonfi di sonno, riesco a capire che sia il sacco di patate che il “palummatore” sono già a destinazione.
Senza dire una parola, apro la porta, alzo gli occhi per vedere l’ora dal campanile, fingo di aver distinto le lancette, rincaso e mi chiedo “ma è sabato sera?”…Hic!

Sogni di Rock ‘n’ roll – Ligabue

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