L’amico Enrico

Posted by lapo2001 on feb 26th, 2010

Stamattina, nemmeno il tempo di aprire gli occhi, di sentire l’odore del caffè o di ascoltare uno striminzito “buongiorno” che mia madre ha ricominciato il discorso sospeso la sera precedente: le lampade del salotto sono logore, obsolete, arrugginite, vecchie, difettose, non mi piacciono più, sono brutte, insignificanti, terribili, non si abbinano al nuovo colore della camera, le voglio sostituire con altre, qualsiasi, basta che queste spariscano della mia vista, basta, non si può invitare più nessuno qui, sono orripilanti, funeree…ecc. ecc. ecc.”. La solita crisi di una donna che si ripresenta ciclicamente guarda caso, nei momenti più tranquilli e beati della nostra esistenza. “Vado dall’amico Enrico a comprarle. E’ come un fratello per me. Abbiamo fatto le elementari insieme e mi sono sempre fidato di lui. Ha un bel negozio e sicuramente saprà anche consigliarmi…Giuro che prima di pranzo avrai le tue lampade!” chiudo categoricamente, agognando caffè.
Alla lista infinita di cose da fare aggiungo sottolineato in rosso: 3 lampade(qualsiasi) da salotto, lampadine a risparmio energetico, prese tedesche e prolunghe.

Non sto qui a raccontare tutte le vicissitudini e le rotture della mattinata, sta di fatto che all’una meno dieci, proprio mentre stanno chiudendo tutti, ho eliminato dal mio promemoria solo alcune delle voci ed ovviamente, tra queste, mancano gli acquisti per mia madre… Sono nei pressi di una piazzetta. Il negozio di Enrico è dall’altra parte del paese e con questo traffico non arriverò mai in tempo. A pochi metri c’è la strada principale e poco più distante un negozietto assai fatiscente che vende prodotti elettrici ed illuminazioni. In vita mia non ho mai varcato quella porta sudicia e non so nemmeno chi sia il titolare dell’esercizio. Pensando alla promessa fatta però, decido di abbandonare l’idea “amico-Enrico” e mi dirigo velocemente verso questo negozio che ha più la location di una cantina. Il proprietario è fuori che si allunga tentando di tirare giù la serranda arrugginita. Mentre suda mi vede e mi fa entrare. Ha l’aria stralunata, distratta, sembra dimenticare tutto. Prende le chiavi della cassa, si toglie gli occhiali e poggia tutto su una sedia.Cerca qualcosa dalla tasca, poi dietro quelle dei pantaloni, un attimo di silenzio…ecco che trova il cellulare, si ferma, ricomincia a ravanare tra tutte le tasche che ha e tra le migliaia di fogli sparpagliati sul tavolo, un attimo di silenzio…ecco che trova gli occhiali poggiati prima sulla sedia…mi guarda sempre in silenzio. Io faccio lo stesso. E’un uomo piccolo, brizzolato dall’atteggiamento per niente limpido. Ha anche un leggero strabismo che lo fa sembrare ancora meno affidabile. Appare talmente ambiguo che della sua età gli diresti 45 anni, mentre pensi che ne abbia 50 e scopri invece che ne ha 40. E’lì fermo e continua a non parlare, pare infastidito. Forse per l’orario. Un pò in soggezione, confuso gli espongo il problema e le “follie” di mia madre.In meno di 2 minuti mi sbriga e mi convince(a gesti) ad acquistare delle lampade nere a basso costo, ma molto, molto graziose. Unico problema: ne ha solo 2 di quel colore. Le compro lo stesso. Vista la situazione(serranda semichiusa) e sguardo sempre più torvo e indispettito non me la sento di chiedere anche il resto degli oggetti in lista. Intanto, mentre cerca le chiavi della cassa, leggo il talloncino del prezzo su quella in esposizione: 15 euro. Dopo che ha perso 10 minuti (le chiavi erano sempre sulla stessa sedia di prima),mi presenta un conto di 25 euro. Non essendo abituato a comportamenti del genere gli chiedo se per caso possa aver sbagliato a digitare visto che mancano ben 5 euro sullo scontrino. Mi guarda sempre “incavolato” e mi dice(le uniche parole che gli ho sentito)che quel tipo di lampada è in offerta e che gli sto simpatico. Ringrazio, imbarazzato e un pò sorpreso, torno a casa.

Dico subito che anche a mia madre sono piaciute, fortunatamente. Ma giustamente mi ha fatto notare che uno degli angoli del salotto è ancora troppo buio:una terza lampada è necessaria. Decido di andare nel pomeriggio dall’amico Enrico per l’acquisto anche degli altri oggetti.

“Uèèè, ciao, come stai?tutto bene?da quanto tempo non ci vediamo?ti vedo in forma. Che mi dici?” queste le prevedibili ed amorevoli parole dell’amico Enrico, accompagnate da abbracci, pacche sulla spalla e strette di mano, al nostro incontro all’interno del suo megamagazzino industriale. Mi ricordo che pochi anni fa era solo una botteguccia di periferia, oggi è fuori dal normale. E’diventato talmente grande che puoi trovarci di tutto. Si ha la sensazione passeggiando per quei padiglioni di essere all’Ikea e che dietro ad uno scaffale se ce ne fosse il bisogno, potresti trovarci appeso anche un prosciutto di Parma o una pelliccia di visone. Gli chiedo semplicemente le lampadine, le prese, le prolunghe e una lampada quanto più simile a quelle che già possiedo. In un battibaleno mi ritrovo alla cassa con tutto ciò che ho chiesto e con una lampada identica alle mie(stesso colore e stessa marca). Penso alla gioia di mia madre e un pò mi rammarico di non esserci venuto anche la mattina. Enrico è troppo un amico e mi sento di averlo tradito sotto sotto col tipo losco e “simpaticone”del negozio-grotta. Enrico è lì, festante e gioiso, con un gran sorriso, mentre digita i codici e i prezzi alla cassa. Guarda le lampadine, gira le scatole, mi guarda e fa un leggero sbuffo divertito con la bocca(quasi per dire “ste lampadine te le sto dando gratis”), guarda le prese tedesche, le gira, le rigira, mi guarda e con la mano fa un gesto di approssimazione(quasi per dire “e quanto mai posso fartele pagare ste cose?bazzeccole”), prende le prolunghe, le tocca, le misura, mi guarda e sempre con la mano, prima di digitare il prezzo, ancora con quel gesto frivolo (quasi per dire “queste, è assai se te le faccio pagare un quarto di quel che costano”) e infine, prende la lampada, la tocca, l’annusa, la guarda, mi guarda e ancora, per la terza volta, sbuffa sornione e sempre con quella mano a rendere il tutto ancora più amichevole(quasi per dire “a te, devo trattarti come se fossi mio fratello”). Felice di tutte queste cerimonie prendo lo scontrino che l’amico Enrico con il solito grande sorriso e sempre con quell’ondeggiamento della mano(quasi per dire “guarda un pò, l’amico Enrico, che grande trattamento ti sta facendo”)mi sta porgendo. Lo scruto distrattamente. Resto di sasso. 105 euro!
Mentre balbetto, incredulo della rapina che stava per consumarsi, sempre sorridente e gaio, mi mette una mano dietro le spalle e dice accompagnandomi alla porta: “Tu sei un fratello per me. Abbiamo fatto le elementari insieme e sai quanto puoi fidarti di me” e poi, sussurrando: “dici a tua madre che l’amico Enrico, la lampada gliel’ha praticamente regalata!”.
Ho letto lo scontrino. Alla voce “lampada”(uguale, identica alle mie):euro 75.
E pensare che il signore del negozietto di questa mattina, a prima sensazione mi ha dato l’idea di un killer.
Le lampade vecchie non ho avuto il coraggio di buttarle. Le ho messe tutte insieme sulla mia scrivania, spente. Sono un pò demodè e consumate, ma per ora vanno bene lo stesso. Ma mi raccomando, non dite niente a mia madre.
Enrì, puozzsc**à!

Mitiche donne

Posted by lapo2001 on feb 24th, 2010

Una metafora della vita.

Siena – Napoli 0-0

Posted by lapo2001 on feb 22nd, 2010

XXV Giornata
Siena – Napoli 0-0

Deludente pareggio degli azzurri ieri a Siena. A differenza delle ultime uscite in cui non si è raccolta la vittoria ma le prestazioni positive lasciavano belle speranze, questa volta il Napoli è apparso molle e lento, lentissimo. Nel secondo tempo zio Walter ha provato a velocizzare la manovra e il ritmo con l’ingresso del ritrovato Pocho, ma non è bastato. Purtroppo se non si tira in porta, le partite non si vincono…

Forza Napoli Sempre

Aforismi di William Somerset Maugham

Posted by lapo2001 on feb 19th, 2010

L’uomo elegante è quello di cui non noti mai il vestito.
Gli ideali hanno molti nomi, e la bellezza è uno di quelli.
La grande tragedia della vita non è che gli uomini muoiano, ma che cessino di amare.
La perfezione ha un grave difetto: ha la tendenza ad essere noiosa.
L’ipocrisia è un compito ventiquattr’ore su ventiquattro.
Gli uomini hanno una concezione sbagliata del posto che occupano nella natura; e questo errore è ineliminabile.
L’amore è quello che succede ad un uomo e una donna che non si conoscono.
La bellezza è estasi; è semplice come il desiderio del cibo. Non si può dire altro sostanzialmente, è come il profumo di una rosa: lo puoi solo odorare.
La verginità è qualcosa di molto prezioso che tutte le ragazze vorrebbero perdere.
La tolleranza è un altro nome per l’indifferenza.
La gente mi ha sempre interessato, ma non mi è mai piaciuta.
Gli ignoranti non possono non odiare, e temere insieme, coloro che si occupano delle cose ch’essi non capiscono.
Non credo che si possa volere troppa sincerità nella società. Sarebbe come una trave di ferro in un castello di carte.
Una donna si sacrificherà sempre, se gliene date l’occasione. È la sua forma preferita di autoindulgenza.
Non c’è egoismo così insopportabile quanto quello del cristiano riguardo alla sua anima.
Nella vecchiaia ci si pente soprattutto dei peccati non commessi.
La gente ha sempre bisogno di mangiare, di bere e di divertirsi. Perciò si va a colpo sicuro quando si impiega il proprio denaro in ciò che il pubblico ritiene indispensabile.
Segui le tue inclinazioni ma facendo attenzione al poliziotto in fondo alla strada.
Il vantaggio di vivere all’estero è che, venendo a contatto con le maniere e i costumi di un altro popolo, questi si possono osservare dal di fuori e vedere che non sono così essenziali come li ritengono gli abitanti del paese. Ciò che per uno appare evidente, per lo straniero è assurdo.
Chi può ottenere il dominio sugli altri se non ottiene il dominio su se stesso?
Una donna può perdonare ad un uomo il male che le fa… ma non potrà mai perdonargli i sacrifici che egli compie per lei.
La generale idiozia dell’umanità è tale che si possono muovere gli uomini a furia di parole.
La gente ti chiede una critica, ma in realtà vuole solo una lode.
Più un uomo è un farabutto, più le sue amanti gli sono affezionate. Solo quando un uomo si comporta secondo la decenza e tratta le donne come fossero degli esseri umani, allora passa dei guai.

William Somerset Maugham

Io sono Indiana JonASSsssch…

Posted by lapo2001 on feb 18th, 2010

Mi ricordo quando The Ass mi disse che era stanco di questa vita moscia e morta della penisola e che avrebbe voluto andare in terre lontane e solitarie perchè il suo spirito d’avventura aveva cominciato a ribellarsi, ad urlare. “Qui è tutto fermo ed io m’impigrisco. Continuando con questo andazzo mi assopisco, mi stendo, mi addormento e questo a causa vostra, mentre io sento di essere una persona viva, che ha bisogno di emozioni forti …una perosona sveglia! Scommettiamo che vado al polo Nord? Scommettiamo che anniento il pesce più feroce di tutto l’Artide e che dopo me lo cucino all’acqua pazza? Lo vado a pescare nelle grotte più profonde tra ghiacciai e pericoli…se ce n’è bisogno anche nel buco del c*** del mondo. Vedrai, mi porto il fotografo. Io sono Indiana JonASS!” queste le sue ultime parole.
Non l’ho più visto. Ho sentito dire che poi, davvero c’è andato al Polo Nord. Pensavo scherzasse. Uno come lui onestamente, già è tanto se faceva 100 passi(ad andatura blanda)in un giorno. Ho sempre avuto la sensazione di avere di fronte un nato stanco che poi, non avebbe mai potuto rinunciare alle comodità della casa di mammà e che gli unici pinguini a lui noti, al massimo, potevano essere i condizionatori(che tra l’altro gli conciliano il sonno). L’ho sempre visto come uno che avrebbe potuto addormentarsi anche durante una rapina in banca o su di una panchina al parco giochi per bambini all’ora di punta. Mi sbagliavo. E’ un eroe! Forse ha deciso di non tornare più… Beato lui, chissà quali estreme e incredibili imprese starà compiendo?… Chissà poi, se l’ha eliminato il pesce-mammut dei mari ghiacciati del nord?…Vorrei sapere…vorrei vedere…
…controllo nella posta se c’è qualche cartolina o foto. Magari qualche sua memorabile fatica o gli sconosciuti fondali tra gli abissi o magari mentre combatte strenuamente contro il terribile mostro marino o quando addirittura se lo mangia…

The shark

…chissà se torna?

Noi ragazzi di oggi

Posted by lapo2001 on feb 17th, 2010

Luis Miguel

Ma onestamente, crescendo nell’epoca di queste canzoni, siamo un pò giustificati se proprio non riusciamo ad adeguarci?
Un ragazzo di oggi dell’85.

Napoli – Inter 0-0

Posted by lapo2001 on feb 15th, 2010

XXIV Giornata
Napoli – Inter 0-0

Un’altra splendida, incredibile prestazione non è bastata agli azzurri per superare la corazzata Inter. Concentrazione, pressing, ritmo altissimo per tutti i 90 minuti e sfiga hanno caratterizzato il Napoli di ieri sera a Fuorigrotta. Oramai quello che doveva essere il nostro tallone d’Achille, la difesa, si sta sempre più rivelando il nostro punto di forza. I vari Milito, Pandev, Eto’o, Sneijder ecc ecc sono stati ridotti a semplici comparse. Attento e preciso tutto il reparto. E gli elogi per De Sanctis e co. ogni domenica sono ormai diventata routine. Ottimi poi, Camillone Zuniga che finalmente sfodera una partita degna della maglia che indossa, rimpiazzando egregiamente lo squalificato Maggio e di Tatore Aronica, che senza mai risparmiarsi ha difeso e attaccato incessantemente per tutta la fascia sinistra sino all’ultimo secondo. Pazienza il solito combattente e Hamsik la solita luce ad intemittenza(sua la prima traversa della gara). Da registrare invece, i piedi di Gargano: encomiabile come capita quasi sempre il suo lavoro quantitativo. Infiniti chilometri percorsi, infiniti palloni recuperati, infinite ripartenze, ma non ricordo un solo passaggio(anche gli appoggi di 2 metri) azzeccato. Quagliarella(autore del secondo palo colpito)si è mosso molto e gli è capitata anche qualche occasione ghiotta, ma un pò per sfortuna e un pò per sua imprecisione non è riuscita a buttarla dentro. Infine, Denis. Questo ragazzo ci farà ammattire. C’è chi lo vuole alla gogna per i gol mangiati e chi lo salva per l’incredibile lavoro che fa per la squadra. A volte penso che se segnasse un quarto dei palloni che gli capitano sotto porta sarebbe un fenomeno e un idolo. Purtroppo, il gol non ce l’ha nel sangue e oggi le occasioni più clamorose sono capitate proprio sui suoi piedi.
L’Inter, che si avvia a vincere un altro campionato, questa volta non è venuta al San Paolo a fare la solita passeggiata degli ultimi anni. Ha lottato come una squadra operaia nei momenti difficili e si è proposta con i suoi campioni per cercare di vincerla e di chiudere definitivamente i giochi-scudetto. Non ci è riuscita solo perchè di fronte ha trovato un grande Napoli che ai punti avrebbe meritato sicuramente la vittoria…e la Champions.
La Champions?…restano queste grandi partite, la nostra passione e il sogno, ma onestamente, onestamente mi chiedo a questo punto: cosa devo sperare, se i dubbi e i sospetti sono diventati definitivamente certezze? Almeno all’epoca di Moggi, non si arrivava a situazioni così palesi. E poi, la beffa di sentir dire “fa effetto la cura Zaccheroni” è veramente deprimente. Si può abbandonare tutto?Ma come si fa?
Seguo le parole lette su uno striscione in curva B, non posso fare altrimenti: …nonostante tutto, andiamo avanti!

Forza Napoli Sempre

A prescindere dalle stupidaggini che si dicono, voglio dimostrare a tutti coloro che pensano a complotti o a campionati truccati che siete solo dei malpensanti. Da questa inquadratura si può notare che il gentleman Del Piero si autosgambetta almeno 2 metri all’interno dell’area di rigore genoana. Per cui deduco con certezza che anche questo penalty “salvatutti” è sacrosanto. Giuve IN CIAMPions.

fallo in area su del piero

I dardi dell’amore

Posted by lapo2001 on feb 14th, 2010

Non è proprio San Valentino, ma con quella calzamaglia rosa, Benny-Cupido fa miracoli…

Andy Mckee

Posted by lapo2001 on feb 11th, 2010

Andy con la chitarra fa suonare un’orchestra…

Pianefforte ‘e notte

Posted by lapo2001 on feb 10th, 2010

Nu pianefforte ‘e notte
Sona lontanamente
E ‘a musica se sente
Pe ll’aria suspirà.

E’ ll’una: dorme ‘o vico
Ncopp’a sta nonna nonna
‘e nu mutivo antico
‘e tanto tempo fa.

Dio, quanta stelle cielo!
Che luna! E c’aria doce!
Quanto na bella voce
Vurria sentì cantà!

Ma solitario e lento
More ‘o mutivo antico;
se fa cchiù cupo o vico
dint’a all’oscurità.

Ll’anema mia surtanto
rummane a sta funesta.
Aspetta ancora. E resta,
ncantannose, a penzà.

Salvatore Di Giacomo

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