Con tutto l’amore che posso

Posted by lapo2001 on mar 31st, 2010

C’è di nuovo la luna stanotte. E’ gialla come un bicchiere pieno di champagne. Ma che fine avrà fatto per tutto questo tempo? E’ un pò dimagrita dall’ultima volta, sarà in una fase calante…

Il paesaggio e le strade sono investite da zone completamente buie. Il lampione sotto la mia finestra non dà segni di vita. Solo una porzione del parco si intravede grazie alla luce soffusa di questa luna tremante. Sento che c’è gioia. Si urla, si beve e si ride. I bagordi notturni di un’allegra combriccola di amici. E’il miglior modo per smaltire le pesantezze di una brutta giornata. Sento solo le loro voci alcooliche incrociarsi nella penombra.
Più distante su una panchina, una coppia che si bacia. Riesco a vederli. Ho l’impressione che le loro labbra si staccheranno tra un paio d’ore. C’è passione, ma non mi soffermo sui particolari, passerei per un guardone bavoso. Preferisco questa luna. Che ora ha cambiato tonalità. E’ un pò più sul rosa…sul rosa…oh, il rosa delle tue labbra… continuano a baciarsi quei due?… il rosa dell tue labbra… c’è un pò di vuoto che mi avvolge… è quel colore.

L’aria si è fatta più fresca e la visuale è migliorata. I ragazzi continuano ad ammorbidire ed intorpidire il loro stato con un altro cin-cin, anche se il senso delle loro parole via via va scemando. Ora riesco a distinguerli. Sono 5 matti. C’è anche una ragazza. Ha un gatto sulle ginocchia. E’ un pò in disparte. Non avrà tanta voglia di gioire. E’ l’unica silenziosa. Non apre bocca…oh, la bocca…sarà rosa come le sua?…e quei 2 continuano a baciarsi…la bocca…c’è nascosto dietro quel vuoto…che bella bocca!

La ragazza della panchina intanto si è alzata. Si sono scollati i fidanzatini. Lei ha iniziato ad urlare. Nemmeno il tempo di staccare le labbra che già quelle stesse labbra stanno cambiando l’atmosfera sino a quel momento soffice e dolce. Sento rabbia, pianti, silenzi. Lui, ancora accomodato sulla panchina, resta fermo. Impietrito. Passivo. Cosa sarà successo? Il trasporto di una emozione lunga un infinito bacio che diventa in un batter di ciglia, un treno di odio. Loro non avranno vuoti se perdono tempo a litigare invece di continuare a baciarsi…

La luna si è ancor di più assottigliata. Ora è completamente azzurra. L’aria è limpida e la strada e il parco sono diventati quasi del tutto nitidi. I ragazzi hanno recuperato i loro resti e ciondolando sono andati via farfugliando ancora qualche termine incomprensibile. La ragazza invece, è rimasta lì, che continua ad accarezzare il pelo del gatto. Non ha cambiato espressione. Bisbiglia qualcosa. Ha l’aria triste…
Sulla panchina ora c’è silenzio. Ancora con la schiena dritta, il ragazzo guarda spento nel vuoto…oh, il vuoto…chissà se anche per lui sono quelle 2 labbra?…quelle rosa.
Lei non c’è più. E’ passata velocemente proprio qui sotto lasciando nell’aria solo una scia di un bel profumo che però le parole hanno inacidito. Non sono sicuro ma tra i vari improperi credo di averle sentito dire:”e questo me lo chiama amore?!”. Se penso a loro bacio di qualche istante prima, mi sembra tutto così assurdo.
Lui è rimasto fermo. Sempre con quella espressione incredula. Ha l’aria sfatta…

La luna ormai bianca ha perso un pezzo. Il transito improvviso di una nuvola ne ha modificato l’aspetto. Si è piazzata davanti al suo profilo per cui ora, in alcuni punti è irregolare. Sembra che anche a lei sia sopraggiunto un vuoto. Forse anche lei non avrà amato abbastanza. Non è più una luna di miele…
Il paesaggio è totalmente chiaro. Il lampione proprio ora, inutilmente s’è svegliato dal suo torpore irradiando meno luce di quella di questo bicchiere di champagne diventato una palla di neve. Sento ancora riecheggiare le risate di quei giovani e le urla della ragazza incazzata. Sento il miagolio di un gatto e ancora il silenzio triste del giovane sulla panchina. Non c’è più nessuno sotto la mia finestra. C’è il vuoto…e non è rosa…c’è il vuoto…un vuoto…

…tutto l’amore che io posso è proprio niente…

Tutto l’amore che posso

e lungo il Tevere che andava lento lento
noi ci perdemmo dentro il rosso di un tramonto
fino a gridare i nostri nomi contro il vento
tu fai sul serio o no…
tra un valzer pazzo, cominciato un po’ per caso
tra le tue smorfie e le mie dita dentro il naso
noi due inciampammo contro un bacio all’improvviso
è troppo bello per essere vero
per essere vero
per essere vero
amore mio
ma che gli hai fatto tu a quest’aria che respiro
e come fai a starmi dentro ogni pensiero
giuralo ancora che tu esisti per davvero…
amore mio
ma che cos’hai tu di diverso dalla gente
di fronte a te che sei per me cosi’ importante
tutto l’amore che io posso è proprio niente…
e dopo aver riempito il cielo di parole
comprammo il pane appena cotto e nacque il sole
che ci sorprese addormentati sulle scale
la mano nella mano…

C.Baglioni

Napoli – Catania 1-0

Posted by lapo2001 on mar 29th, 2010

XXXI Giornata
Napoli – Catania 1-0 (Cannavaro)

S’era detto che a fine marzo, dopo il tour de force che avrebbe visto impegnato il Napoli contro le big, bisognava iniziare a vedere la posizione in classifica e in base a quella capire quali fossero state le reali mire degli azzurri. “Se riusciamo a stare lì tra 2 mesi, a ridosso delle migliori squadre, allora può succedere di tutto”(parole di Mazzarri dopo la vittoriosa partita di Livorno a fine Gennaio). Questi 60 giorni sono trascorsi e pur non raccogliendo quanto si sperava e pur retrocedendo di qualche posto, il Napoli dopo il successo contro la Giuvetta, si è ritrovato in piena zona Champions. Ora, le ultime 8 partite sono contro squadre di medio-bassa classifica e per questo, molto più insidiose delle altre. Perché è semplice trovare motivazioni e stimoli quando si calca il manto erboso del Meazza o quando ci si trova di fronte la maglia a strisce. Questi ragazzi già l’hanno dimostrato più volte invece, che con le “piccole” hanno trovato maggiori difficoltà. Ma si sa, che la forza e la grandezza di una formazione si manifesta proprio su quei campi ed è proprio lì, che gli azzurri hanno perso in passato il maggior numero di punti.

Col Catania così, è iniziato il rush finale di questo campionato. Ed è iniziato con un’importantissima vittoria. Molti avevano pensato ad una passeggiata: il Napoli che aveva appena disintegrato la banda di Zac con il ritrovato trio e gli etnei che provenivano da una tranquillizzante vittoria contro la Fiorentina lasciavano presagire ad altri tre punti facili facili. E invece, come da copione, le difficoltà per sbarazzarsi degli ostici siciliani sono state enormi.
Probabilmente il primo tempo è stato il peggiore in assoluto dell’era Mazzarri. Il primo vero caldo e le fatiche di giovedì scorso sicuramente avranno influito sulla lentezza impressionante della manovra, ma gli azzurri ci hanno messo davvero poco in fatto di “fame” e di determinazione. Sul tabellino infatti si sono registrate pochissime azioni degne di nota. Anzi, una traversa a inizio match dei catanesi è stato l’unico episodio davvero rilevante. Nella ripresa invece, come capita quasi sempre a questa squadra, si sono potute finalmente ammirare azioni in velocità grazie anche ad un decisivo cambio tattico. Fuori uno spaesatissimo e ansimante Zuniga per Rinaudo e spostamento sull’out sinistro dell’uomo più in forma in questo momento della nostra formazione:Hugo. Il toro argentino infatti, non ha tradito. Ha macinato chilometri ed avversari, sfiorando anche il gol. Insieme a tutta la retroguardia ha composto un pacchetto insuperabile ed ha contribuito a dare grinta e ritmo al centrocampo e all’attacco che poco avevano prodotto nella prima frazione. E non è un caso che il gol e le occasioni più pericolose siano quasi tutte dei nostri difensori. Da opportunista il tapin vincente di capitan Cannavaro e solo un grande portiere gli ha tolto per due volte la gioia di una memorabile doppietta. Pericolosi anche un colpo di testa di Rinaudo e la già menzionata occasione del toro. Dopo il gol, la squadra si è sciolta, si è mossa decisamente meglio e di più e ha avuto altre situazioni in cui poteva arrotondare il bottino. Non ci è riuscita e alla fine ha rischiato la beffa in un paio di mischie sotto gli occhi del sempre attento de Sanctis e in occasione di un rigore non concesso ai rosso-blu. Ma alla fine contava vincere per rimanere attaccati a questo treno. E così è stato.
Ora, con Aprile alle porte siamo lì, con altre 7 partite come questa. La voglia e la determinazione sono l’unica strada da percorrere e in questo, Campagnaro ieri ha dato l’esempio a tutti. E lo stimolo per affrontare squadre che sulla carta sono inferiori, è il credere che, come dice zio Walter, tutto possa accadere.
Noi ci crediamo!

Per la cronaca: il cambiamento ha investito anche qualche membro della nostra banda. Infatti il Minao, dopo essersi aggiudicato la scorsa stagione, la divisa di vice-ferroviere ufficiale, quest’anno, con la partita appena conclusa, ha modificato definitivamente il suo status allo stadio, in baby-sitter, o meglio, ha il compito di insegnare ai più piccoli, tutte le formalità, i gesti e le fini esternazioni del perfetto tifoso azzurro. Pare che nella prossima gara, gli sarà affidata una coppia di neonati gemelli. Pare anche, che stia per pubblicare un libro: Galateo al San Paolo. La Casa editrice è “trenitalia”.
Forza Napoli Sempre

Napoli – Juve 3-1

Posted by lapo2001 on mar 26th, 2010

hamsik

XXX Giornata
Napoli – Juventus 3-1 (Hamsik, Quagliarella, Lavezzi; Chiellini)

E’ l’intervallo.
Sono con la testa tra le mani, mi chino. Cerco di assentarmi completamente. Azzero i pensieri e in cuor mio prego affinchè gli azzurri ribaltino questo risultato che ci vede soccombere soprattutto perchè i signori-mister dietro di noi hanno intrapreso una nenia vomitevole che solo una rimonta può sedare. E’ difficile concentrarsi: “no, no e no. Mazzarri sta sbagliando tutto. E’ chiaro che deve entrare Denis”, “io proverei le tre punte con Calaiò e Fonseca”, “de Laurentiis se non tira fuori i soldi, con la Juve perderemo sempre”, “ma perchè non schiera Grava come fantasista?!”, “spero che Marino torni presto”, “il solito calo del girone d’andata e poi Lavezzi è stanco”… Basta, basta, basta, non solo dovrò sorbirmi tutti gli sfottò degli giuventini, mi tocca anche questo supplizio inqualificabile. Ma dico io, è vero che non abbiamo brillato in questo primo tempo e che la Giuve ha approfittato dell’unica azione nella nostra metà campo per segnare,è vero che non ci gira bene in questi ultimi tempi, ma è anche vero che questi ragazzi ci hanno già fatto ricredere svariate volte. Quante rimonte abbiamo fatto quest’anno? E nella partita di andata vi ricordate come eravamo messi? E l’anno scorso? E due anni fa?… Basta, ti prego, tu da lassù che ci guardi e che puoi tutto, tappa loro la bocca, prima che io sia investito da un raptus di follia.

Pochi minuti della ripresa ed è subito rigore. Hamsik però tira fuori. I signori di prima: “Io lo sapevo. E’ chiaro che doveva tirarlo Quagliarella”, “è colpa di mazzarri”, “è colpa di Denis”, “è colpa di Lavezzi”, “è colpa di Marino, è lui il nostro rigorista” ecc ecc ecc… Signore, ma perchè mi stai facendo tutto questo?

La partita è finita da poco. Sto godendo, solo tu sai quanto. Li abbiamo surclassati. Gargano ha annientato quello che rimane di Filippo Melo, Maggio e Zuniga non hanno mai smesso di affondare, De sanctis s’è fatto trovare pronto quando è dovuto intervenire, Hugo, Cannavaro e Gravatar hanno controllato gli sterili attacchi bianconeri e più di una volta si sono riproposti in attacco, Pazienza ha contenuto e gestito la nostra mediana come ormai gli riesce sempre, Hamsik ha somministrato la solita suppostina, la Quaglia ha finalmente sfoderato una prestazione eccellente coronata con il gol del sorpasso e il Pocho, adattato a prima punta, ha sfinito l’intera retroguardia avversaria e ha chiuso i conti sul finire, ma soprattutto, quasta squadra ha, per l’ennesima volta, zittito quel manipolo imboscato di gufi bianconeri e quella massa di tifosi occasionali insentibili che a fine gara ho sentito dire: “Io l’ho sempre detto, Mazzarri non sbaglia una mossa…de Laurentiis è grande…Lavezzi non si ferma mai…Quagliarella è un campione…ecc ecc ecc”…No comment!

Grazie, grazie, grazie che emozioni ci avete regalato. Rimontare ancora una volta e raggiungere in classifica la vecchia signora, non ha prezzo. Per non parlare poi, degli ultimi minuti del match…Olè…OOlè…OOOlè…OOOOOlè(simulazione del torello a cui è stato sottoposto Filippo Melo)…che goduria!
Grazie, grazie, grazie ragazzi. Noi vi amiamo.
Grazie Signore.

In fondo, in fondo,se vogliamo dirla tutta, vincere contro questa squadra che ha regalato punti a tutta la serie A e perso con mezza Europa, era il minimo, o no?
Dopo non so quante partite la fatidica frase del Catapo ha avuto un effetto positivo. Mi sa che d’ora in poi dovrà ripeterla per la scaramanzia…”E chest è ‘a partita ‘e Quagliarella”…

Noi ci crediamo!
Forza Napoli Sempre

Ayrton Senna

Posted by lapo2001 on mar 22nd, 2010

Ricordando il grande campione brasiliano che in questi giorni avrebbe compiuto 50 anni.

Nella mia memoria è indelebile quando alla guida di una Lotus non competitiva sotto un nubifragio a Montecarlo, fece capire al mondo la sua classe e chi poi, sarebbe diventato.

Milan – Napoli 1-1

Posted by lapo2001 on mar 21st, 2010


MMS, inserito originariamente da LAPO2001.

XXIX Giornata
Milan – Napoli 1-1(Inzaghi; Campagnaro)

Bellissima la prestazione degli azzurri ieri a San Siro.
Il primo tempo è stato totalmente(a parte il gol del solito Pippo)comandato dai nostri. Ordinata ed attenta la difesa, ottimo il filtro e le ripartenze a centrocampo e maestoso il ritrovato Pocho che ha fatto letteralmente impazzire la difesa rossonera. Unici nei: Hamsik, che non è praticamente sceso in campo(in alcuni momenti è stato più lento addirittura di nonno Favalli) e di Quaglia, volenteroso, sfortunato, assai mobile, ma che alla fine non ha inciso come una punta e come ci si aspetta da lui. Troppe le occasioni sprecate se si pensa alla grande mole di gioco e alla tante opportunità sprecate.
Il gol di Campagnaro è stato per tre quarti merito di Lavezzi imbeccato nell’area da un preciso lancio di Pazienza. Il Pocho arrivato sul fondo ha pescato lo smarcato Hugo che proveniva dalle retrovie e che comodamente ha potuto insaccare a porta vuota. Mentre il pareggio è stato realizzato sull’unica disattenzione della prima frazione della nostra difesa. Cross preciso da sinistra di un ottimo Ronaldinho per la testa di un solissimo Pippone al centro dell’area.
Il secondo tempo è stato molto più equilibrato e le azioni non sono mancate da ambo gli schieramenti. Ronaldinho che è riuscito con la sua classe a smarcarsi qualche volta in più dai denti affilati del nostro Grava e il Pocho che continuava a mandare al manicomio Thiago e co., sono stati i migliori in campo.
Alla fine si poteva anche vincere, ma anche perdere(un paio di miracoli di De Sanctis ci hanno salvati) per cui questo, a differenza dei tanti preggi precedenti, è da considerarsi una ottima iniezione di fiducia per i prossimi impegni.
Continuiamo su questa strada e con questo Pocho.

Da rilevare: il Catapo che voleva farci parcheggiare in un posto,a suo dire, a 10 minuti a piedi dallo stadio,mentre poi, ci avremmo impiegato un paio di pomeriggi. Il signore esagitato sotto i nostri posti che se avessimo vinto ci avrebbe sicuramente fatto prendere un paio di manganellate. Non so se aveva capito che non eravamo in curva B per cui, non mi è sembrato il caso che mostrasse continuamente il dito medio ai vicini con sciarpa rossonera. E infine, non per ordine di importanza, un arbitraggio, finalmente all’altezza della situazione. Bergonzi chissà pechè, ma mi è simpatico.
Il Milan già è tanto che in questo momento del campionato ancora possa pensare di scalfire la corazzata di Mou. Non è ai livelli dei neroazzurri.

A giovedì, col coltello tra i denti.

Forza Napoli Sempre

Sta Londra(seconda parte)

Posted by lapo2001 on mar 19th, 2010

ALIM0484

Anna con Audrey

In commenti le altre foto

(continua)…Poi, arriva la domenica. Avevo già avuto delle dritte in Italia e mi era già stato comunicato che la missione poteva essere tra l’impossibile e l’utopico, ma che dovevo fare? Quando già dalla mattina si sente nell’aria l’odore fresco del campo verde e si ammira nel cielo(ancora una volta terso!) il suo dolce azzurro, potevo mai non vedere la partita del Napoli? Entriamo nell’unico bar (bar Italia) in cui ci può essere una piccola striminzita speranza di assistere al match. Il gestore ci assicura che se non si dovessero presentare altri clienti con altri desideri su altre partite, avrebbe tranquillamente lasciato quella di Bologna, dove gli azzurri sono impegnati. Ma sembra complicato. Manca più di mezz’ora all’inizio. Ogni persona che entra da quella porta la osservo, la squadro, la scruto cercando di capire se indossa una sciarpa o un cappellino di colore differente dal mio azzurro. Mi giro e mi rigiro “noo, questo ha la faccia del maiale. Di sicuro vorrà vedere la sua squadra a strisce… Ah no, hanno già rubato ieri”, “quest’altro sembra un prete, vorrà vedere la Roma?”. Riesco a rasserenarmi solo dopo il primo quarto d’ora di partita, quando nel voltarmi mi rendo conto che in quella saletta siamo diventati un gruppo folto (almeno 30 persone) …e tutto napoletano! “Oè uagliò comm’staie?” ” Oè, e tu che c’faje ccà?” “Oè, ma pecchè nun trase Denìss?”… per un attimo ho pensato di essere a Piazzale Tecchio e non in Inghilterra. Peccato che alla fine siamo rimasti tutti delusi dalla brutta sconfitta della nostra amata squadra. Ma si sa come siamo, all’estero ci sentiamo ancora più uniti nonostante le batoste…”Oè…”
Dopo aver camminato per chilometri e chilometri, tra parchi, piazze, negozi, fast food(?!),ponti e larghe strade e stati a zonzo tra metro e pullman ,tra le tante zone visitate e i tanti musei solo intravisti, decidiamo di fermarci ad una delle tappe obbligatorie: Madame Tussauds. Il museo delle cere. Ne sento parlare da prima di esser nato. Mi ha colpito come tanta gente veneri ed accarezzi le statue come se fossero in carne ed ossa. C’è una ragazza, un mix tra Jessica Rizzo e Milly d’Abbraccio che si attacca ai busti dei belli di Hollywood e pretende di essere fotografata anche da sconosciuti. E guai a chi si avvicina mentre è in pose assai confidenziali con uno dei suoi uomini imbalsamati. C’è anche chi cerca nei loro sguardi fissi un incrocio galeotto, in modo da immortalarlo e schiaffarlo su qualche pagina di gossip. Cosa turche! Da parte mia non ho saputo resistere alla bellezza di Nicole Kidman, alla cornutaggine di Mourinho, al maglioncino mostarda di Einstein e al fascino di Wilde. Anna invece crede che non l’abbia notata mentre s’intrattieneva a chiacchierare con Johnny Depp (identico!).Bello poi, l’incontro nel salottino della Hepburn e con Bob Marley. Divertente anche la sezione dedicata all’Horror in cui si svolgono scene tetre di torture tra attori reali e manachini zombie in sotterranei demoniaci. Molto divertente quando uno di questi appare all’improvviso dal buio con un braccio mozzo e con un lamento spento per terrorizzarci. Anna ha talmente urlato forte che al cadavere ambulante gli stava venendo una botta di vita da farlo stramazzare al suolo. E infine, molto bella la visita in taxi su rotaie che ci ha fatto ripercorrere(forse un po’ troppo velocemente)la storia e l’anima di Sta Londra in un viaggio fantastico dentro il tempo. Alla fine però, posso dire che è stato uno sfizio e in tutta franchezza, non ci tornerei.
Nella giornata conclusiva, ancora in attesa della prevedibilissima pioggia(Anna mi ha detto appena usciti:almeno oggi deve piovere, non è possibile che anche stamattina ci sia il sole) ci siamo diretti finalmente alla mia meta preferita: i giardini di Kensington.
Lunghissima passeggiata nel parco(più lunga del previsto, per ovvio errore di percorso) prima di giungere in questa oasi. Grandi piscine artificiali e un lago davvero suggestivo. Forte l’emozione quando ho incontrato il mio paladino: Peter Pan. Qui, più di un secolo fa, ha iniziato a volare. Qui, all’ombra di qualche alberello imbottito di scoiattoli, dalla penna di J.M. Barre. Gli ho sorriso, mostrandogli i denti ancora di latte e un po’ mi ha rattristato vederlo imprigionato in quell’involucro di piombo. Una statua proprio non gli si addice. Per tutto il tempo in cui siamo stati lì, la canzoncina di Patty Pravo (I giardini di Kensington) non sono riuscita a togliermela dalla testa. Continua e melodiosa. Sarà stata una magia, degna della polvere di stelle.

Sta Londra è principalmente la città per chi ama osservare, come dicevo. Per chi ama osservare le diversità. E non parlo solo degli autobus a 2 piani, del senso di marcia inverso, dei rubinetti che hanno l’acqua calda al posto della fredda e viceversa, dei taxi bombati somiglianti più ad auto di gangester e delle cabine telefoniche. Mi riferisco all’impensabile per me, tipo: fare colazione alle 7 con fagioli bollenti e funghi trifolati, vagare per strada per un’intera giornata semivestito e fermarsi solo per fumare il narghilè al bar marocchino, correre e fare esercizi il sabato mattina per ore ai comandi di un militare esaurito o fare il bagno cumulativo nel lago ad un’intera muta di cani. Ma soprattutto bere quello che loro definiscono “caffè”. I loro Starbucks(bar per fare colazione-pieni sino a sera!)da noi fallirebbero. Una mattina ho rischiato una crisi nervosa che mi stava portando al delirio, tanto da farmi rimpiangere anche il caffè dell’Ass.
Un po’ tristi, quando il Big Ben ha detto “stop”,ci siamo diretti a Luton per tornare a casa. Consapevoli di aver vissuto solo una piccolissima parte che questa città offre. Per cui l’idea di ritornarci è già viva.
Per chi non c’è mai stato. Andateci. Sarebbe veramente un delitto non farlo.

P.S. A Londra c’è sempre stato il sole e la “certa” pioggia pronosticata da Anna e dagli altri avrà fatto vacanza altrove(so io dove).
Infatti alla fine, la strada che porta da piazza Cota(luogo in cui mi ha lasciato l’autobus della Curreri) sino a casa mia qui a Piano(Napoli-Campania-Italia), me la sono fatta a piedi sotto un diluvio spaziale e quella valigia piena di lana pesante ed impermeabili mai utilizzati me la stavo mangiando. In realtà non ha mai smesso di piovere da quando sono tornato(martedì scorso).E meno male che chist è ‘o paese d’o sole…
A sta Londra per la raccolta dei rifiuti utilizzano il “porta a porta”.

giardini di kensington

Con Peter Pan

Sta Londra(parte prima)

Posted by lapo2001 on mar 18th, 2010

ALIM0497

In commenti altre foto(se riesco a caricarle, causa adsl moribondo)

Sta Londra è principalmente la città per chi ama osservare.

Dal primo all’ultimo momento sono stato molto attento e percettivo, un po’ come i bambini che vanno per la prima volta al Luna Park. Attivo, come di chi sa, che da li a poco, potrebbe vivere nuovi mondi fatati.

In più, tutto ciò che mi è stato riferito prima della partenza, da chi già l’ha visitata, mi ha creato un’enorme curiosità. “Vai qui, vai la, guarda questo, guarda quello…”ha anche aggiunto una certa frenesia. Consigli, idee e soprattutto raccomandazioni. Due su tutte: il rassegnarsi a bere liquidi scuri che impropriamente chiamano “caffè” e l’obbligo di portare abiti pesanti per il freddo assicurato e il giubbino impermeabile più i gambali nel caso(certo) di pioggia.

Atterriamo a Luton. Uno dei 5 o 6 aeroporti di Sta Londra. In un’ora e mezza un autobus ci ha portato in centro. Durante il viaggio, mentre mi lascio prendere dalla visione assai inusuale di interi agglomerati urbani, edifici, rioni e case completamente identici, messi l’uno accanto all’altro(non come a Scalea o come i nostri parchi di cemento armato) in quella architettura tipica anglosassone e mai volgare, Anna mi fa notare il tempo assai incerto che scurisce il cielo, dietro ad una di queste colline zeppe di villette bianche gemelle siamesi sparpagliate quasi ad assomigliare ad un un gregge di pecore, e dice: “in città starà sicuramente piovendo. Anche le 3 volte prima che sono stata qui ha sempre piovuto. Prepariamoci al grigio, a quella pioggerella fastidiosa e al freddo londinese”.
In centro invece, il tempo pare ancora reggere ma in un attimo questo pensiero non mi sfiora più. Resto completamente ammaliato e ipnotizzato da ciò che vedo: i tanti colori e i milioni di persone che come formiche senza meta affollano questi marciapiedi. Arabi, africani, americani, cinesi, marziani, giapponesi (e italiani, tanti, troppi), bianchi, neri, gialli, verdi e a pois con tutta la loro individualità, con i loro segni distintivi e le loro stranezze mi si presentano avanti come un fiume in piena. C’è veramente tutto il globo qui(se ad un certo punto di Oxford Street avessi gridato forte “alzi la mano chi viene dal Congo belga o dalla Nuova Guinea o dalle Falkland, sono sicuro che qualcuno l’avrebbe fatto), mi sembra l’incontro mondiale di tutte le razze. Una sorta di globalizzazione di no-global. E poi i negozi, immensi e immersi tra una moltitudine di colori ed illuminazioni mi confonde tanto da farmi impiegare 3 ore prima di capire che la scritta a terra “Look to right”, significa”Cretino europeo, guarda a destra prima di attraversare, perché le macchine qui provengono da sinistra”. Rapito, resto letteralmente rapito, soprattutto da questa multi-etnia. Non per altro abbiamo mangiato dal cinese, dal belga(ottime le cozze con le patate), dall’inglese(no fish and chips), dall’italiano, senza contare poi i 130 fast foods visitati(da menzionare il Kentucky Fried Chicken in cui Anna s’è lasciata imbambolare da un libico con genitori groenlandesi che alla cassa col suo inglese ai più incomprensibile ci ha propinato 12 pezzi di pollo fritto, sei porzioni di patatine, non so quanti tipi di salse e una pepsi -diet!- da un litro e mezzo. Anna ha comunque gradito-vedi foto-…invece io penso che non toccherò mai più un pollastro). Sotto il nostro albergo poi, si assiepano una serie infinita di magazzini (bar, ristoranti, negozi di cellulari, internet, lattai, beccai ecc ecc) per lo più gestiti da arabi, per cui i cartelli e gli slogan pubblicitari inglesi sono accompagnati da geroglifici in lingua asiatica(anche le tastiere dei pc contenevano le lettere(?!) arabe). E poi ho capito che qui i barbieri sono dei veri e propri fenomeni: passare da un caschetto alla Beatles ad una barba alla Bin Laden in 5 minuti non so in quanti ci riuscirebbero.
Il secondo giorno, approfittando, come nel primo, della strana assenza di pioggia, ci siamo diretti ad Hyde Park oramai abbastanza ambientati e abituati al passeggio(non per questo non abbiamo sbagliato strada per lo meno 200 volte, nonostante cartine alla mano). Vicino ad un bel laghetto farcito di anatre(poverine…), mentre mi perdo nel guardare un cagnolino assai tarchiato che salta come un’antilope al lancio della palla del padrone e mentre osservo stranito un gruppo di podisti capeggiato da un soggetto con la mimetica(che poi ho scoperto essere una gara tra tanti squadre che il sabato mattina si incontrano per sudare assieme agli ordini di veri militari addestrati), Anna mi dice: “Hai visto che sole? Fa addirittura caldo, mah! Non t’illudere, qui il tempo cambia presto e prevedo pioggia”.
In Hyde Park, oltre ai laghi e alle distese di prati, c’è lo Speakers’ Corner (la domenica mattina se hai una qualsiasi cazzata da sfogare, vai in questo posto. Urla, sbraita, fa un comizio, ci sarà sicuramente qualcuno che ti ascolterà e probabilmente anche qualcuno che senza motivo applaudirà), c’è l’Albert memorial… e i miei diletti Giardini di Kensington –di cui parlerò dopo- mescolati tra immensi paesaggi verdi e laghi poco cittadini). Dopo aver desistito la visita del Victoria and Albert Museum causa una fila chilometrica e passeggiato per un altro paio di isolati, ci compare davanti come d’incanto l’insegna verde “Harrods”. Restio e tubante all’inizio, mi lascio convincere da Anna per una visita fugace e dalla immensità dell’edificio.
Straordinario. Solo dopo 2 ore e senza aver visitato gli interi cinque piani(in questo caso ci sarebbero volute almeno 36 ore consecutive)siamo usciti(sempre con il sole). Lì dentro c’è veramente di tutto, anche un’intera sezione dedicata agli animali da salotto(da non credere uno shop tipo gelataio che vende cibo per cani a forma di dolcetti o di pastarelle-anche se penso che Lapo preferisca sempre le ciotole da trattoria di campagna-). Scarpe, cravatte, borse, pannolini per neonati, pannolini per adulti, televisioni, telecamere, ristoranti, pizzerie, biliardi di lusso , bambole gonfiabili e addirittura una soprano che diletta con la sua voce la clientela in mezzo alle scale mobili.C’è veramente qualsiasi cosa tu voglia. Uno spillo? La forbicina per mancini con lama adatta al taglio di unghie di pastori maremmani? Il Sacro graal? Quella cosa che tua moglie ha sempre voluto(uccidendoti la salute) senza sapere cosa fosse? C’è. C’è. E se cerchi bene puoi trovare lo stesso modello magari tempestato di Swaroski (anche il copri-telefonino, anche il copri-capo, anche il copri-cesso). Ricordate la storia del bambino al Luna Park di cui sopra? Anna credo invece che sia andata completamente in trance, la sindrome di Harrods. Telecomandata roboticamente verso i gioielli, le borse, gli arredamenti e purtroppo da Hello kitty, solo dopo la cena della sera (5-6 ore dopo) si è ripresa ed è ritornata in se. Ma ammetto che, pur non essendo un amante dello shopping, l’incredibile folla, la grandezza di quel posto e tutte le sue particolarità hanno scioccato anche me(non più del tavolo da biliardo da un milione di sterline- anche se pensandoci, penso che abbiamo sbagliato a leggere. Nun pot’essere!-o del lettino faraonico per il gatto o del televisore a 103 pollici). Le donne, in questo posto, perdono tutte il lume della ragione ed assumono lo stesso sguardo inebetito.
Che dire poi, del variopinto Piccadilly Circus o del quartiere cinese i cui ristoranti hanno come specialità l’anatra impiccata(se l’avessi saputo le avrei guardate con più compassione quelle del lago nella mattinata)o dello straordinario Tower Bridge o il Big Ben e tutto il Westminster (il tutto accompagnato da un caldo e nitido sole!?)? Oppure della metropolitana? 13 linee che si snodano per l’intera città e per i quartieri limitrofi raggiungendo qualsiasi buco, anche lo scantinato di una fossa al centro della terra di un edificio abbandonato. Come in tutte le città, nell’underground si possono trovare le maggiori stravaganze. Nelle varie stazioni e nei trenini londinesi si consuma posso dire, il trionfo della stravaganza. Cantanti rock, cantanti jazz, neomelodici, signori eleganti senza scarpe, bambini punk con una cresta di gallo viola spazzolante sul capo o qualche giovane soubrettina che imita Madonna o Britney Spears con tatuaggi sino al collo e pearcing da coprire l’intera bocca. Stranezze di primo livello quindi, tanto da farmi pensare che Barbara d’Urso alcuni dei suoi Guinness(tipo l’uomo più piccolo del mondo o la donna gatto)li abbia pescati in una di queste stazioni. Stranezze anche sul motivo per il quale sulle scale mobili si attende sulla destra, mentre su quelle normali si cammina sulla sinistra…mah. Per il resto posso dire che sono pulite, precise, efficientissime e ognuna con un tema differente…(continua)

kfc

Anna al Kentuky Fried Chicken

Napoli – Fiorentina 1-3

Posted by lapo2001 on mar 14th, 2010

XXVIII Giornata
Napoli – Fiorentina 1-3 (Lavezzi; Gilardino, Gilardino, Jovetic)

Stesso identico commento di molti passati. Continuiamo a dirci le stesse cose.
Anche stavolta un episodio sfavorevole ha cambiato le sorti di questa gara. Uno a zero (gol di Lavezzi di testa)e rigore clamoroso non concesso al Pocho con conseguente non espulsione del difensore viola. Era il 15 minuto del secondo tempo. Da lì in poi, la Fiorentina senza aver tirato mai in porta, si aggiudica l’intera posta in palio con la doppietta di Gilardino e il gol finale di Jovetic che ha approffittato della porta lasciata indifesa dal nostro De Sanctis che si era proposto in attacco su un calcio d’angolo per un ultimo disperato tentativo di riacciuffare un pareggio che alla fine comunque ci sarebbe andato stretto.
Purtroppo è sempre più oggettivo che questi episodi sono diventati determinanti. E noi? Impotenti. Se ci permettiamo di rammaricarci o di incazzarci veniamo anche giudicati come malati di vittimismo e dalle facili lacrime. E cosa dovremmo fare di fronte all’ennesimo scempio? Dire “va bene così, siamo contenti che ogni domencia si ripropongono episodi sempre meno chiari. Siamo contenti che oggi, su tutti i campi di serie A sono stati concessi non so quanti rigori e che più della metà sono alquanto dubbi. Evviva, come sono felice”.
Alla fine sono i risultati quelli che contano e vivendo in un ambiente in cui si passa dalle stelle alle stalle e viceversa in meno di una settimana, se ieri la partita vesse avuto il giusto corso, oggi non non dovrei sorbirmi tutti gli attacchi all’allenatore, al presidente, ai giocatori, al mercato, ai tifosi ecc ecc. Parleremmo di altro e con un altro spirito.
Cosa possiamo fare? Come dice zio Walter, al di la del risultato andiamo avanti. Fino alla fine.
Sempre più schifato.

Forza Napoli Sempre

Fili e catene

Posted by lapo2001 on mar 12th, 2010

Ehi, ancora tu in questo buco?mi stavo preoccupando, sai. Era da tempo immemore che non vedevo la tua brutta faccia barbuta. Hai visto che notte? Ferma, fredda, ma trasparente. Dopo le piogge torrenziali dei giorni passati e quel vento assordante, ci voleva un po’ della luce delle stelle, non credi? Ma dopo questa schiarita non mi sarei mai aspettato la tua visita. La tua. Di solito ti presenti quando il cielo plumbeo non dà sosta. Cosa ti porta in questa grotta scomoda stavolta?
E’sempre la storia dell’equilibrio che ogni tanto viene fuori?o quella della paura?o peggio ancora, quella del giudizio?o del pregiudizio?

Quando si decide di perdere qualche filo, non sapevi che altri involontariamente si lasciano trascinare via?E’ fisiologico. E ora senti che ti manca qualche pezzo di troppo e hai la sensazione che non sia finita qui. E via, inesorabile l’apparire scomodo di un altro terremoto interiore a sbattere un po’ le finestre. Altre situazioni, altre abitudini, altri colori, altri pensieri che mutano e che spostano i tuoi rami e le tue foglie. Tremi. Ma che paura hai? E’ tutto normale. Eppure dovresti esserci abituato ai cambi di stagione. Sono anni che li fai. Ormai si passa dal caldo al freddo nel giro di un giorno. Bisogna esser solo scaltri e attenti con le pinne e i costumi pronti ad esser tirati fuori. Quelle che ricordi tu invece, sono le mezze stagioni e quelle, a furia di raccontarlo, davvero sono scomparse. Non esiste più la sosta che ti accompagna morbidamente da un mondo ad un altro. Tutto si è velocizzato. Anche il meteo. Per cui ora, troppo velocemente e voracemente si susseguono i passi. Ti stanno mangiando l’intera strada con tutti i suoi bivi e le scappatoie, e più vai avanti e più ti si mostra il buio nero sempre più cieco. Ah, ecco perché sei finito di nuovo qui. Vuoi qualche risposta che chiarisca? Ma non ti basta il cielo di stanotte? Guarda, è bellissimo. Sono anni che ti dico che le risposte già le possiedi tutte. Le esperienze avrebbero dovuto aggiungerne dettagli. E non mi sembra che tu sia stato fermo in questo secolo. Ma se ti ostini a non voler guardare, che ci posso fare io? Tanto in qualsiasi strada, nuova o vecchia, chiara o buia che sia, che deciderai di intraprendere, il succo delle risposte sarà sempre e solo quello che tu già hai da un bel po’ di anni. E’ solo una questione di tempo. Poi, quando potrai uscirtene definitivamente da questo buco scuro, senza catene, vedrai in che mondo ti troverai e capirai se le scelte sono state tue o meno. Amen. E quando sarà, perchè sarà, qui, non ci tornerai più.
In fondo lo squilibrio di oggi è diverso da quello di ieri ma ha sempre la stessa radice. Sai di cosa parlo…cacasotto.
Ciao alla prossima, salutami la signorina Ansia.

Litizzetto e il risparmio energetico

Posted by lapo2001 on mar 11th, 2010

“Ma pensa un po’. Il Monte Bianco è cresciuto di due metri. Beato lui.
Escludendo che sia un fatto ormonale, se no gli spuntavano anche le tette,
come la mettiamo?
Dicono che sia un accumulo di ghiaccio. Ma il pianeta non si stava surriscaldando? Qui non si capisce più niente.
Neanche sulla temperatura della Terra riescono a mettersi d’accordo.
Però continuano a trifolarci l’anima con ’sta storia del risparmio dell’energia.
Noi facciamo di tutto. Chiudiamo i rubinetti quando cilaviamo i denti e ci facciamo venire la schiuma alla bocca come i dobermann,
le lavatrici le facciamo di notte come i carbonari, mettiamo le lampadine a basso consumo
che quando le accendi per un quarto d’ora ti sembra di stare in una stalla,
e chiudiamo il frigo quando ancora abbiamo mezza mano dentro a costo di tranci arcela via per non lasciare il frigo aperto.
Però qualcuno mi deve spiegare, mi deve dare un motivo uno del perché, nelle città si lasciano interi grattacieli di uffici
tutti accesi per tutta la notte e nessuno dice nulla. Non c’è uno che fa un plissè.
Torrioni accesi a giorno. Luminarie da casinò di Las Vegas. Con un computer ad ogni scrivania acceso pure quello.
Ma che ci vuole a obbligare gli uffici a spegnere le luci?
E già che ci siamo, a installare le lampadine a basso consumo?
Ci avete fatto venire due lampadari di Murano così, con le «basso consumo »
e poi?
No, perché io posso anche leggere a letto solo alla luce del lampione di sotto per risparmiare energia,
ma se poi mi sta completamente acceso il grattacielo di fronte mi sento lievemente presa per il culo.
E i frigoriferi dei supermercati? Ne vogliamo parlare? Che fa un freddo che neanche in Alaska?
Che se tu passi per il corridoio degli yogurt
ti devi mettere il passamontagna e le moffole e arrivi alla cassa coi baffi pieni di brina?
Non è spreco di energia anche quello?
E’ il caso di tenere le mozzarelle alla temperatura degli igloo? Mi chiedo.
Che se compri un etto di burro poi per cucinare devi stirarlo altrimenti ti tocca tagliarlo con la motosega?
Ci sono frigoriferi a banco lunghi sessanta metri.
All’altezza dei salami ti comincia a colare il naso, ai latticini hai la punta delle dita blu,
davanti alla pasta per le pizze cominci ad avere la broncopleurite,
quando arrivi al latte fresco e yogurt hai tutti i sintomi del congelamento
e ti butti sul girarrosto coi polli che sfrigolano perché ti sembra di entrare in una baita al caldo.
Ma mettete una porta a ’sti frigo. Che consumano un lago artificiale di corrente al giorno.
E i led luminosi che noi dobbiamo spegnere pena la distruzione del pianeta?
Quegli occhietti rossi che ci guardano dalla sala? Noi li spegniamo, sì sì.
Poi andiamo al super e ci sono 42 televisioni accese che trasmettono tutte lo stesso programma.
Questi non sono sprechi di energia, cari politici miei?
I casi sono due.
O cercate di risolvere in qualche modo la questione o se no dite:
il risparmio energetico era una delle solite nostre cazzate, fate pure quel che volete,
usate il laser per tagliare il salmone e lavatevi i denti nella vasca da bagno!”

Luciana Litizzetto

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