Molto, molto bella la cerimonia, gli sposi e soprattutto i testimoni. La chiesa adornata e sistemata considerando tutti i particolari, tanti bambini a regalar sorrisi, Catapo e Madda perfetti nei loro perfetti abiti e i testimoni assolutamente impeccabili, eh. Cosa si può voler di più da un matrimonio?
Il ricevimento poi, nella splendida Villa Angelina, ha reso questo evento ancora più unico. Oltre a buffet infiniti, fiumi di vino e un’atmosfera straordianaria, vorrei ricordare le grandi performances di novelli cantanti al debutto. In particolare il Sior Tonino con i suoi pezzi in dialetto. Peccato per l’assenza di Claudio Cecchetto. Bellissimo anche il quadretto regolato ad arte dal Catapo, del Minao stretto nella morsa tra Nau e Terrible. Un Pelly ritrovato, un Pedro sempre in voga e tanti amici che ho avuto il piacere di ritrovare dopo un bel pò di anni. Insomma, una grande bella festa, un gran bel matrimonio. Tanti auguri…sono felice.
(tanto lo so che ti colleghi pure dagli Usa, auguri sacchetto!)
I Giornata
Fiorentina – Napoli 1-1 (D’Agostino; Cavani)
Inizia un nuovo campionato con ancora un bel pò di interrogativi da sciogliere. La squadra che è scesa in campo a Firenze infatti, è la stessa della scorsa stagione, fatta eccezione di Cavani che ha rilevato il posto di Giudarella e di Blasi che ha preso quello di Pazienza. Hamsik ha sicuramente giocato più a ridosso delle punte ma, per più di mezza partita, il modo di giocare e l’atteggiamento della squadra mi è sembrato lo stesso. Buono, ottimo il primo tempo, poi un pò per la pressione dei viola, un pò per un inevitabile calo fisico, la manovra si è fatta lentissima e senza profondità. Nel complesso si può dire che è stato un buon punto quello conquistato oggi, ma di cambiamenti nemmeno l’ombra. E forse, oggi, è giusto così. Ma alla luce dei nuovi arrivi mi viene da chiedere: chi siederà in panchina?e soprattutto, si può considerare completa la rosa così com’è?
Nelle prime giornate di campionato si vede, da sempre, tutto e il contrario di tutto per cui non mi azzarderò a commentare i singoli calciatori, a parte un menzione per il Matador che mi ha fatto godere con quella incornata, ma di sicuro, una squadra così composta, non può affrontare 2 competizioni ad alto livello. Ma ne parliamo tra 15 giorni, quando tutto sarà molto più chiaro, eh.
Voglio vedere quando Giuda inizierà il suo consueto pianto…
‘La maglia della Juve ha un valore importantissimo. Anche se a livello di pressioni Napoli non scherzal La pressione mi gasa, la giocata la cerco sempre, fa parte del mio Dna. E’ motivo di soddisfazione enorme essere alla Juve. Spero di ricambiare la fiducia della società’.
‘Loro sono tifosi, si aspettavano che io potessi rifiutare. Ma le cose si fanno in tre. I tifosi capirano, la colpa non è ne’ mia, ne’ della Juventus, ne’ del Napoli. Le responsabilità si suddividono. A Napoli con i tifosi e i compagni sono stato alla grande, c’è dispiacere. Ma quando poi si innescano certi meccanismi o mancanza di feeling con certe persone.. Torino? La città la conosco benissimo, conosco l’ambiente, ho tanti amici’.
‘Non mi aspettavo tutto questo, è successo tutto in fretta. Siamo dei professionisti, nel lavoro capitano queste situazioni. Sono già mentalmente pronto per la partita. Nella giornata di giovedì le cose si sono fatte più concrete, ma i contatti avvenivano già da un po’ di tempo. Il no di Di Natale alla Juve? Ognuno fa le proprie scelte. Totò è un amico e sa quello che ha fatto’.
‘Sono felicissimo di poter essere qui. Spero di ricambiare la fiducia della società, che ha creduto subito in me. Questo è il mio obiettivo. Domani c’è subito una partita importante. Il pensiero è ormai solo a quella partita’.
Bisogna aggiungere altro? 10 anni, 8 maglie baciate diverse.
Per ciò che hai fatto a Napoli, non ti rimpiangerò. Almeno questa piccola soddisfazione…
Inizia la stagione azzurra con la gara d’andata di Europa League contro gli svedesi del modesto Elfsborg. Vittoria di misura e l’anticho vizio: la palla non tocca mai la rete. Trenta azioni pericolose e un solo gol. Quello di Lavezzi a fine primo tempo. Poi, palle che potevano essere comodamente depositate nella saccoccia scandinava, sono terminate o di poco a lato(poche), o hanno tumefatto il naso di qualche spettatore(molte). E’una verità, è una vecchia critica che non si spegnerà fino all’arrivo di un benedetto bomber. Sperando ovviamente che chi c’è, ne faccia qualcuno in più rispetto alla media stagionale.
C’è sicuramente da lavorare, ma sono convinto che abbiamo visto solo il 10% di ciò che può dare questa squadra, per cui, va bene così.
Bellissima poesia di Pedro Salinas interpretata da Claudio Santamaria (Lapo Version).
Pensando a chi fisicamente è andato in altri luoghi, lasciando la propria eterna presenza qui dentro, ho fatto il collegamento più naturale: pensare a chi è più vicino a me ora. E nello sguardo di ognuno, si sa, si sente questo attaccamento, più di una carezza, più di un abbraccio…
Mentre ho montato il video vi ho guardato negli occhi.
Eterna presenza
Non importa che non ti abbia,
non importa che non ti veda.
Prima ti abbracciavo,prima ti guardavo,
ti cercavo tutto, ti desideravo intero.
Oggi non chiedo più
né alle mani, né agli occhi, le ultime prove.
Di starmi accanto ti chiedevo prima,
sì, vicino a me, sì però lì fuori.
E mi accontentavo di sentire che le tue mani
mi davano le tue mani,che ai miei occhi
assicuravano presenza.
Quello che ti chiedo adesso è di più, molto di più,
che bacio o sguardo:
è che tu stia più vicino a me, dentro.
Come il vento è invisibile, pur dando
la sua vita alla candela.
Come la luce è quieta, fissa, immobile,
fungendo da centro che non vacilla mai
al tremulo corpo di fiamma che trema.
Come è la stella, presente e sicura,
senza voce e senza tatto,
nel cuore aperto, sereno, del lago.
Quello che ti chiedo è solo che tu sia
anima della mia anima, sangue del mio sangue
dentro le vene. che tu stia in me
come il cuore mio che mai
vedrò, toccherò e i cui battiti
non si stancano mai di darmi la mia vita
fino a quando morirò.
Come lo scheletro, il segreto profondo
del mio essere, che solo mi vedrà la terra,
però che in vita è quello che si incarica
di sostenere il mio peso, di carne e di sogno,
di gioia e di dolore misteriosamente
senza che ci siano occhi che mai lo vedano.
Quello che ti chiedo è che la corporea
passeggera assenza,
non sia per noi dimenticanza, né fuga, né mancanza:
ma che sia per me possessione totale
dell’anima lontana, eterna presenza.
Pedro Salinas
2000 è il nome del mio gruppo quando frequentavo l’Azione Cattolica. Era un nome di speranza che proiettava nel futuro perchè nacque tanti anni prima.
Beh, ora siamo superati e direi assai ingrassati ma, dopo la partita dell’altroieri, posso confermare che lo spirito è rimasto sempre lo stesso, anche se la famiglia, i figli, il lavoro e le responsabilità hanno cambiato la storia e la strada di ognuno di noi. Il nostro era un gruppo “sui generis”, prima di tutto perchè era l’unico(ahinoi)senza elementi femminili e poi perchè l’unica cosa che ci interessava e attirava era una palla rotonda(un pò come la mia panza attuale). Oltre questo, i tornei di calcetto(che puntualmente vincevamo),i campo-scuola e le scenette comiche estive, il nostro impegno si riduceva quasi allo zero, tanto da renderci agli occhi degli altri un pò bizzarri, strani. Ma alla fine, come potrete notare, nonostante la marea di anni che sono trascorsi, l’unione e la nostra coesione non è mai scemata, pur non frequentandoci mai. Il merito è soprattutto di Giovanni il quale, chi per un motivo chi per un altro, è sempre stato l’accentratore di tutte le nostre storie, tenendo, consapevolmente, i fili di tutti noi e dandoci la possibilità di non perdere mai i contatti. Ma credo, e lo dico con un pizzico di orgoglio, che il vero motivo di questo indossolubile legame sta nel nostro modo di vivere quegli anni spensierati. Volevano insegnarci quali fossero i valori e modi di essere, mentre noi in realtà non ascoltavamo, ma li vivevamo senza saperlo. Semplicemente divertendoci e questa è stata la ricetta miracolosa. E dopo tanti anni, ancora una volta ne ho le prove. Di ieri e di oggi.
Molte cose sono cambiate, è vero, vedi per esempio Roberto che segna 5-6 reti, quando in tutta la sua esistenza calcistica avrà al massimo realizzato un paio di autogol oppure la ex-chioma fluente di Giovanni ‘o biondo o la pelata di Giovanni o la maglia un pò difettatta sulle anche di Tony, ma altre sono rimaste identiche dopo 20 anni. Per esempio il ginocchio malandato di Simone o il senso tattico di 9/8 o l’andatura scartellata di Pasquale o le mie superga, eh…ecc.ecc.
Grazie a tutti, mitici 2000 del 2010.
Sandro, arripigliati.
Ho impiegato una vita per riconoscere il colore della mia pelle e quale fosse il valore delle mie mani;ho trascorso un’esistenza ad ascoltare, decifrare e scandire il battito del mio cuore per capire quale energia muovesse il suo palpitare; ho impiegato un altro secolo per comprendere le madri ignote dei figli ignoti dei miei pensieri e cose volesse significare. Tutto in un tempo infinito. Una vita. E tante ce ne vorranno ancora per ascoltare la mia voce ancora muta e per trovare il ritmo squilibrato della mia anima…
“Maledetta solitudine di quegli anni” potrei pensare. Inchiodato con le spalle al muro e uno specchio sul muso, muro e specchio di cui oggi non riesco più fare a meno. In quegli anni mi sono confessato e sconfessato, ho costruito castelli di cartapesta in mezzo agli incendi, ho tradito amici, sputato in faccia a mio padre e mentito mia madre solo per la sete di conoscere, di sapere. Ho stravolto le regole dell’uomo e ho camuffato, non sempre riuscendoci, con il mio milione di maschere una faccia sporca ma sincera che cercava la mia verità.
Ad ognuno, uscito da quel buco, è stato regalato un armadio pieno di tantissimi cassetti. In ogni cassetto c’è una parte profonda, invisibile agli occhi e spesso anche alla mente. Il cuore invece, è come un radar, si fa sentire. Vuole che vada ad esplorarli, vuole il riconoscimento. Ma per farlo, ci vuole un po’ di coraggio e una mente dilatata: superare la conoscenza che ci fu impartita, stravolgere la nostra religione, di cui forse sappiamo poco o niente e il nostro credo che è un credo inculcatoci da generazioni , e disintegrare tutte le parole e i pensieri che in molti casi hanno solo plasmato il nostro pregiudizio. Lì dentro, in ogni cassetto, ci sono io. C’è il mio talento, la mia paura, la mia debolezza, i miei desideri, le mie passioni… la mia vita. Unica e sola. Lì dentro manca solo il tempo. Ma per quello devo provvedere io. Perché è chiaro, è ovvio, che una vita non basta…
Ash
Salvami
Questa volta non posso fuggire
Sono sotto un incantesimo?
Sto lottando per la mia vita?
Fin qui andata
Non può voltarsi
Mi sento come sepolto vivo
E lo urlo forte
Vedo il terrore nei tuoi occhi, il tuo cuore batte forte
Per l’innocenza che abbiamo perduto e che non può tornare
Sappiamo che non possiamo continuare così
Ma resistiamo e andiamo avanti
Non fare che io sia quello che ti fa sprofondare
Nel silenzio
Nella solitudine della notte
Quando la paura di raggela
E sei incapace di muoverti
Troppo delicata
La tua mente fragile
E’ così difficile restare qui
E amare la vita
Vedo il terrore nei tuoi occhi, il tuo cuore batte forte
Per l’innocenza che abbiamo perduto e che non può tornare
Sappiamo che non possiamo continuare così
Ma resistiamo e andiamo avanti
Non fare che io sia quello che ti fa sprofondare
Ho combattuto al tuo fianco
Come tuo complice in questo crimine
Un cuore che batte, una stella lontana
Abbiamo perduto tutto ciò per cui abbiamo combattuto
Tutto il male che ho tenuto dentro
Mi vergogno di tutto
Di tutti i rimpianti che mi restano
Di tutto il dolore
Vedo il terrore nei tuoi occhi, il tuo cuore batte forte
Per l’innocenza che abbiamo perduto e che non può tornare
Sappiamo che non possiamo continuare così
Ma resistiamo e andiamo avanti
Non fare che io sia quello che ti fa sprofondare