50 anni di auguri

Posted by lapo2001 on ott 30th, 2010

Com’è normale che sia, c’è un giorno, una partita, un episodio in particolare, che nella mente dei tifosi si tatua indelebilmente perchè rappresenta la consacrazione definitiva di un beniamino. I residui dubbi che ancora possono manifestarsi vengono spazzati via lasciando spazio ad una certezza. E’il momento sublime in cui ci si abbandona ad una fede senza se e senza ma.

In questo giorno speciale, nel tuo giorno, voglio ricordare l’episodio che eliminò ogni possibile e assurda domanda o pizzico di scetticismo insensato che ancora poteva balenarmi nella mente e nel cuore.
Sarò banale ma, quel 3 novembre 1985, tutti ci convincemmo che la nostra storia, il nostro destino, davvero poteva prendere un’altra direzione, opposta a quella che, fino a quel giorno, ci aveva visto solo desiderare. Il sogno grazie a quel mancino poteva materializzarsi.
La Giuve di Platini e Trapattoni proveniva da un filotto record di 8 partite vinte consecutivamente e noi non riuscivamo a batterla ormai da quasi 15 anni.
Il San Paolo era gremitissimo. Una doppia fila(in piedi) in ogni settore non lasciava spazio nemmeno per un altro poroghese, nonostante fosse in corso una burrasca che non aveva dato un attimo di tregua. Il campo era diventato ormai un acquitrino di fango e melma. Dopo un buon primo tempo in cui si era sfiorato più volte il gol, la partita volgeva verso la conclusione con le squadre stanchissime(entrambe in dieci uomini) e con occasioni da gol sempre più rare e casuali. La sensazione era che, anche per quell’anno, lo sfizio di battere la vecchia signora non ce lo saremmo tolto. Forse solo con una magia o con un colpo di genio…ecco, un colpo di genio.
Ventottesimo minuto della ripresa. Lancio in area per Daniel Bertoni. Mentre l’argentino tentava di controllare un pallone che si era alzato, un difensore bianconero compì una mossa di kung-fu ai suoi danni, tanto da far gridare a molti il penalty. Redini, l’arbitro di turno, concesse solo una punizione a due in area considerando l’intervento un semplice “gioco pericoloso”(meglio così,eh). Leggermente spostati sulla destra tra il limite dell’area e quello che delimita l’area piccola. La porta a non più di 15 metri e una barriera nutritissima a poco più di 4. Accadde l’impossibile, l’inspiegabile.
Ricordo il tuo braccio teso ad indicare all’arbitro l’assurda vicinanza del muro bianconero. Eri fermo a mezzo metro dalla palla sporca e attendevi il tocco del mitico Eraldo Pecci. Un solo giro della sfera sull’erba bagnata e…”tac”. Fu un colpo magico, secco e morbido allo stesso tempo, come si vede fare alla stecca che colpisce una palla da biliardo. Il tempo si fermò e i novantamila in assoluta apnea seguirono quella parabola ineseguibile che Piero Angela ancora oggi non sa darne spiegazione. La palla girò su se stessa come una trottola impazzita e in aria disegnò una traiettoria telecomandata al di sopra delle incredule teste giuventine e andò a morire all’incrocio dei pali dove il plurifustigato Tacconi non sarebbe mai potuto arrivare.
Poi, l’esplosione. Un urlo roboante, potente e grande come una città. La corsa verso la bandierina con il tuo inimitabile modo di esultare. Qualcuno per rincorrerti scivolò, qualcun’altro sugli spalti ahimè, ci rimise le penne per l’emozione troppo forte, ma in un attimo, riuscisti a mettere tutti d’accordo. Il panettiere, il fabbro, lo scrittore, l’avvocato, il lattaio, il ladro, l’onesto, la nonna, il nipote, il sottoscritto e perfino il giornalista insieme, idealmente, venimmo ad abbracciarti forte e lì, in quel momento, ti eleggemmo definitivamente nostro indiscusso beniamino.
Dopo quella prodezza ci guardammo increduli e senza parlare capimmo che finalmente la nostra storia poteva cambiare e che da quel momento tutto poteva essere possibile, anche l’impossibile, come quel gol… E così fu.

Grazie e auguri nostro invincibile campione.

Freddi pensieri di Neitth

Posted by lapo2001 on ott 29th, 2010

Inverno – Franco Battiato

La filologia germanica non è poi così terribile… una volta che entrata nel meccanismo, in testa mi si accende una specie di lampadina, la rotazione consonantica per cui l’indoeuropeo pətér in germanico si trasforma in fadar, diventa una sciocchezza. Il delirio arriva a farmi pensare che potrei pure iniziare a parlarlo, il germanico, da un momento all’altro… pure al telefono con l’amica, mentre le spiego dov’è quel supermercato biologico che le interessava. Dovrei andarci anch’io in effetti, potrei passarci magari uscendo da lavoro.
Nell’aria c’è un’atmosfera strana, o forse è il tempo ad essere bizzarro, al meteo lo chiamano “tempo variabile”, il cielo non è totalmente sgombro di nubi ma almeno non piove e sembra tendere al sereno. In realtà è solo l’ennesimo segnale dell’inverno, che si veste all’improvviso con i suoi abiti migliori, quelli riposti nell’armadio più o meno un anno fa e che adesso indossa a festa, per farti capire che è tornato, lanciando cosi tutti i segnali che gli vengono in mente… Come quello di farti trovare in strada i venditori di castagne con tutto quel fumo per delle cose così piccole, o come quei bambini con delle giacche sempre una taglia troppo grande.
Credo di avere un sassolino nella scarpa, pungente, che ogni tanto però riesce ad infilarsi esattamente sotto la parte concava del piede, quella parte che non appoggia con la suola… e così sembra quasi che il sassolino non ci sia, e io riesco a camminare tranquilla per un po’… ma poi riappare e allora basta, mi fermo esasperata, tolgo la scarpa, pronta a restituirgli la vita. Ma lui niente, non esce, scomparso. Forse è scivolato senza che me ne accorgessi? Ma no, che dico, eccolo, lo sento di nuovo, è sempre lì… si era nascosto, il furbetto, non vuole proprio abbandonarmi.
Si è alzato il vento, non troppo, quanto basta ad agitare i depliant pubblicitari incastrati nei parabrezza delle auto… quelli messi peggio volano addirittura, finendo il loro folle volo nelle pozzanghere residue. Vanno incontro al loro destino, imprudenti, come Icaro quando ha deciso di sciogliere le sue ali di cera. Chissà cosa pensava lui mentre andava verso un blu che si faceva sempre più blu….come quello di adesso, il blu di questa notte.

Neitth

Trova le differenze

Posted by lapo2001 on ott 28th, 2010

Trova le differenze tra te e il capo

Napoli – Milan 1-2

Posted by lapo2001 on ott 26th, 2010

VIII Giornata
Napoli – Milan 1-2 (Robihno, Ibra; Lavezzi)

La rabbia e la tristezza di stanotte non ha eguali. Per smaltire la prima avrei bisogno di un pungiball su cui sfogare il mio istinto assassino attuale, mentre per la seconda sto metidando di uscire, nonostante la pioggia, per una camminnata di almeno una ventina di chilometri, per assentarmi da tutto, stare da solo e ritrovare la serenità che è andata a farsi benedire.
Non è bastato un Napoli bello e generoso per riacciuffare un partita già compromessa nel primo tempo. L’ingenuo doppio fallo di mani di Pazienza infatti, ci ha costretto a giocare per più di un tempo in inferiorità numerica contro la squadra che, a livello di palleggio, in Italia, non ha rivali. Regalare un uomo e almeno 30 minuti al Milan, hanno creato i presupposti per prevedibile capitombolo. Per mezz’ora gli azzurri non sono stati capaci di fare 2 passaggi di fila e di superare la metà campo, se non con rilanci disperati un pò come si faceva all’oratorio. La cornice meravigliosa di un San Paolo stracolmo, l’importanza della gara, il blasonato avversario, hanno denotato un limite che già da qualche tempo è risultato evidente. Il panico, maledetto panico. Solo dopo il gol di Robihno si è rivista la squadra che piace a noi, grintosa e determinata e, scrollatasi dalla schiena e dalle gambe questa terribile paura, ha iniziato a spingere e a cercare il pari con tutti i mezzi. Prima Cavani, poi Yebda(entrato al posto dell’infortunato Maggio) e infine Lavezzi per un niente non sono riusciti a buttarla dentro e con l’amaro in bocca si è tornati sotto di un gol e di un uomo. Nella ripresa, gli azzurri hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo e con azioni in velocità, soprattutto sulla sinistra con Dossena che avrà buttato in mezzo all’area almeno 8 palloni, hanno dato a tutti l’impressione che il gol poteva materializzarsi da un momento all’altro. E invece, dopo un paio di contropiedi falliti, su un cross di Oddo, Ibra, solo in aera, insaccava di testa a pochi metri da De Sanctis. Due a zero e mazzata terribile. Solo il grandissimo cuore di questa formazione ci ha regalato un finale al cardiopalmo. Un gol, quello del Pocho(migliore in campo), che non sarà ricordato, solo perchè realizzato in una gara persa, ma letteralmente incredibile, andando contro le leggi della fisica, ha riacceso la speranza di un’altra rimonta simile a quella della passata stagione. La spinta forsennata e ossessiva alla fine, però, non ha prodotto ciò che noi speravamo.
Grande cuore, grande impegno e tanta corsa non sono bastati. Seconda sconfitta in casa e fantasmi del passato che si ripropongono.
C’è rabbia e tristezza dicevo. Sarà perchè tra poco è il suo giorno, ma dopo questa sfortunata partita, ho pensato a Lui. Con Lui in campo, avrebbe potuto arbitrarla anche Galliani, il Diavolo non l’avrebbe mai vinta. E’solo un attimo di debolezza nostalgica, lo so, poi mi passa. In campo non c’era Lui e c’era invece il chierichetto di Modena in tenuta gialla che ha preservato il match clou del prossimo turno (Milan-Giuve), tenendosi tutti i cartellini in tasca, permettendo teatrini meneghini da campi di III categoria. Rizzoli, la domenica, può solo portare le ostie all’altare del suo dio.

Forza Napoli Sempre

Aforismi di Gene

Posted by lapo2001 on ott 25th, 2010

Cose Che mi sono capitate- Gene Gnocchi

Le persone che si perdono in Internet non danno tantissime notizie di sé.
Alla mostre del cinema di Roma, Sean Connery ha raccontato di un lontano incontro di tennis con Nicola Pietrangeli. Si ricordava perfino il nome dell’arbitro: Numa Pompilio.
[A Rita Dalla Chiesa] È vero che ti sei innamorata di Frizzi quando gli hai visto aiutare una vecchietta ad attraversare la strada?
A Milano 3 ci sono delle zanzare così grosse che quando c’è la nebbia le fanno atterrare a Malpensa.
Buone notizie per Ivan Basso. Non farà il Giro, ma è stato ammesso a partecipare in bici al Mondiale MotoGP.
Dopo la squalifica per scommesse, ieri Flachi ha seguito Ascoli-Sampdoria da una ricevitoria Snai.
Durissima risposta di Montezemolo a Max Mosley. ‘La Formula 1 senza le Ferrari è come un’orgia senza le fruste’.
Flachi di nuovo positivo all’antidoping. ‘Sono a un bivio della mia carriera. O mi ritiro o divento ciclista’.
Lo smog riduce tantissimo la visibilità: i monaci tibetani, invece di Buddha, sono stati sorpresi a pregare Galeazzi.
Proteste dei lettori per il nuovo formato della Gazza. Per coprire i vetri dell’auto, quando si va in camporella con la fidanzata, ora ci vogliono due copie. [A Emilio Fede] So che ogni lunedì partecipi alla cena dei cretini. Quando non ci vai, come si chiama?
Ci sono delle api che come secondo lavoro fanno le punture agli anziani.
Le formiche parlano di sfortuna soltanto quando le loro compagne vengono schiacciate da un tacco a spillo.
[A Aldo Biscardi] È vero che non invitate Vittorio Sgarbi al Processo del lunedì perché non è abbastanza litigioso?
[A Licia Colò] C’è l’Sms di un telespettatore di Foligno che chiede: “Tu che sai tutto sugli animali, è vero che dall’accoppiamento tra uno scimpanzé e un armadillo potrebbe anche nascere Ignazio La Russa?”
[A Bruno Pizzul] Ha chiamato un ospedale di Trento che chiede a Pizzul se ha delle vecchie telecronache, perché le userebbe come anestetici per gli interventi chirurgici.
Nella stagione degli amori il lama perde la elle.

Gene Gnocchi

Muse

Posted by lapo2001 on ott 23rd, 2010

Ah ecco, ecco la strana sensazione. E’ strana non perchè non la conosca, ma perchè è talmente rara che quando mi invade non sono mai preparato ad accoglierla e la sorpresa che mi provoca mi fa pensare, il più delle volte, di non riuscire a viverla appieno, quando poi vola via, quando evapora.
In macchina, verso la strada dei pazzi, la mia musica e dentro una rabbia particolare. Quella che si fa sentire, quella che non si nasconde dietro ad un pensiero o un alibi costruito ad arte. E’nuda e cruda. Sta lì. Si piazza tra il cuore e i polmoni e inizia a premere fastidiosamente.
Lì, in mezzo ad un traffico bestiale, ho avuto però, il mio lampo, la mia tanto desiderata sensazione. E’un lasso di tempo indefinibile se mi fossi trovato in una stanza da solo, senza contatti esterni, senza influenze. Sono riuscito a capire più o meno quanto sia durato solo perchè è iniziato sull’autostrada subito dopo l’uscita dalla via dei pazzi ed è finito all’arrivo a casa mentre stava tramontando. Un’ora e mezza che è durata 5 minuti. Il tempo non è praticamente esistito e mi ricordo lo spazio solo perchè avanti ai miei occhi c’è stato per tutto il tempo una ford di colore assai fastidioso che mi distraeva dal mio distrarmi. Questo lasso di tempo è preziosissimo. Le milioni di domande che si pongono nei giorni precedenti, hanno la possibilità di avere una risposta. C’è una sorta di fertilità del comprendonio. Qualsiasi quesito in quell’ora e mezza poteva essere degno di risposta. Quando l’ho colto, m’è venuta una certa frenesia addosso e ho avuto difficoltà a discernere le logiche e le ragioni dalla testa per far spazio alla mia verità che poteva sopraggiungere. Mi sono sentito come quando preparavo mille discorsi prima di incontare la bella che mi attendeva. Alla sua vista però, restavo muto e imbambolato, con una nuvola nera nel cervello… Ho riso, ho riso tanto, soprattutto quando passava Cremonini con la sua marmellata. Mi si gonfiava il petto e mi sono sentito leggero come una piuma. Ogni frustrazione, pensiero morto o sensazione puzzolente è stata confinata in un angolo buio della mia mente e finalmente così, ho potuto dare un’occhiata al mio stato d’animo reale. C’ho visto un’ansia enorme, una rabbia scesa a livelli accettabili e qualche sogno ancora troppo nascosto. Ma ho guardato tutto ciò con un distacco impensabile, senza che quella scatola potesse toccarmi, infettarmi. C’è un sacco da fare ma solo con la serenità si può arrivare a dei veri risultati. E’veramente un momento negativo che mi incattivisce e mi fa essere ciò che poi dopo, giudicherò male, ma è necessario. Altre volte è capitato, ma ho capito che, col passare del tempo, si è un pò meno pretenziosi e il cambiare strada non la si vede necessariamente come una sconfitta, ma semplicemente un modo diverso di raggiungere un stesso obiettivo.
La rabbia non è passata del tutto. Speriamo che si trasformi tutta in una azione propositiva e che non si sotterri senza lasciare tracce come capita sempre. Alcune illusioni svaniscono. Alcuni tempi finiscono…

Time Is Running Out

I think I’m drowning
asphyxiated
I wanna break the spell
that you’ve created

you’re something beautiful
a contradiction
I wanna play the game
I want the friction

you will be
the death of me
yeah, you will be
the death of me

bury it
I won’t let you bury it
I won’t let you smother it
I won’t let you murder it

our time is running out
and our time is running out
you can’t push it underground
we can’t stop it screaming out

I wanted freedom
but I’m restricted
I tried to give you up
but I’m addicted

now that you know I’m trapped
sense of elation
you’ll never dream of breaking this fixation
you will squeeze the life out of me

bury it
I won’t let you bury it
I won’t let you smother it
I won’t let you murder it

our time is running out
and our time is running out
you can’t push it underground
we can’t stop it screaming out
how did it come to this

you will suck the life out of me

bury it
I won’t let you bury it
I won’t let you smother it
I won’t let you murder it

our time is running out
and our time is running out
you can’t push it underground
we can’t stop it screaming out

how did it come to this

Muse

Napoli – Liverpool 0-0

Posted by lapo2001 on ott 22nd, 2010

Napoli - Liverpool

Terza Giornata (EL)
Napoli – Liverpool 0-0

Il Napoli dopo più di 20 anni torna a giocare contro una big del calcio internazionale. Una big con i cerotti, certo, ma pur sempre un club che nella sua lunghissima storia (118 anni) ha collezionato trionfi in tutte le competizioni europee a cui ha partecipato (5 champions, 3 Coppe Uefa e 3 Supercoppe). Pur scendendo in campo con una squadra rimaneggiata e pur non attraversando un momento positivo, il Liverpool è comunque un team che mastica Europa da prima che la maggior parte di noi nascesse. Il Napoli, invece, è all’esordio assoluto nella sua storia in una fase a gironi in una competizione del genere. E’vero, gli azzurri non hanno disputato un grande match, soprattutto nel primo tempo. Il ritmo non è mai esistito e la lentezza della manovra in alcune fasi mi ha fatto quasi addormentare, ma sentir parlare di figuraccia a me e ai tantissimi tifosi che hanno applaudito a fine gara, fa solamente ridere. Cosa si dovrebbe dire a questo punto della Giuve che ha il nostro identico ruolino, del Palermo che prende tre sberle in casa e della Samp che perde contro una squadra di cui s’ignorava l’esistenza? E stiamo parlando di squadre che già conoscono questa competizione da qualche anno. Come minimo meritano i pomodori in faccia, no?

Dispiace sicuramente di non esser stati capaci di scardinare il fortino inglese composto da dieci uomini dietro la linea della palla in fase difensiva, dispiace soprattutto perché il timore reverenziale dei nostri ragazzi nei confronti di quella casacca rossa è stato enorme. Di sicuro, se gli azzurri fossero riusciti a giocare come sanno, non sentirei i soliti discorsi che si fanno quando non si vince(perché di quei discorsi se ne perdono le tracce solo in caso di vittoria). Dopo la partita pareggiata con lo Steaua, le critiche feroci si sono abbattute sul nostro allenatore perché aveva inserito troppe seconde linee, dopo la partita di ieri invece, viene accusato di non aver fatto il turnover, nel prossimo incontro chissà cos’altro ci sarà da dire. Alla fine, meritavamo la squadra titolare e così è stato. Ed io ringrazio Mazzarri per aver fatto questa scelta. Non abbiamo vinto? Va bene lo stesso, la prossima andrà meglio. E’esperienza. Ieri era importante solo esserci. Noi, che aspettavamo da 20 anni e i titolari, perché quello spazio lo hanno conquistato e meritato l’anno scorso e gli anni precedenti.

Intanto, in questa valle di lacrime, siamo in piena corsa sul fronte europeo e in campionato, a parte qualche infelice uscita casalinga, occupiamo il quarto posto con pieno merito e con la convinzione che su qualsiasi campo possiamo giocarcela.

Forza Napoli Sempre

S.O.S.

Posted by lapo2001 on ott 21st, 2010

Spesso la realtà mi mangia. Si insinua come una macchia unta sulla carta d’identità, ne consuma lentamente gli angoli e ne offusca la mia brutta faccia e l’indirizzo. A volte ho anche dolori sintomatici alle ossa. Nelle giornate peggiori sento che divora anche quelle. Mi atrofizza i muscoli e non lascia spazio a null’altro. Ed anche se il lavoro quotidiano di fantasia si ingegna per tappare i buchi e tutte le falle, arriva un giorno come questo che non lascia scampo. Affondo nella realtà, inesorabilmente. Eccola. E se nelle ore passate ho dipinto muri e colorato qualche cielo, fregandola e rinchiudendola in un pastello o in un tubetto di vernice, ora non vuol sentir ragioni. Dirompente presenta il conto, crudo e pieno di spine.
La realtà, la realtà. E’ingorda e puttana. Un appuntamento andato storto, il solito sguardo severo, bollette che si sono gonfiate come mongolfiere, un lavoro che non è ancora iniziato ma che sarebbe quasi dovuto finire, un altro paio di carognate giusto per non dare altri specchi a cui arrampicarsi e la solita foca in gola dell’ultimo periodo che se non soffoca, di sicuro stringe forte e lascia segni.
E allora dimmi tu alla luce di tutto ciò, qual è il rimedio? la pozione magica o il sortilegio da sciogliere? No, perchè le forze, a furia di consumare i suoi denti nella mia anima, mi stanno venendo meno, mentre la macchia continua la sua azione di confusione e si fa più scura e impregnante… La realtà. Devo nasconderla o attendo che mi trapassi come un pilo? Di morire ancora una volta non ne ho proprio voglia, forse non ho più il fisico e nemmeno la testa…S.O.S.

Megalomania

Posted by lapo2001 on ott 19th, 2010

cappello copia

Ah, eccovi qui. Siete venuti tutti insieme stavolta? Tutti a ricordarmi chi sono e da dove provengo. Bell’affare, eh. Come se non bastasse la mia di confusione. Non ho capito cosa c’avete tanto da guardare. Sorrisi buffoni e aria sgomenta. Come se ci fosse in corso una sorta di supplizio, il giudizio universale. Ma che c’è? Perchè siete qui? Cosa volete? Cosa cercate? Il cielo è terso, c’è il sole, ma perchè non andate a farvi un giro altrove?
Non cambierete mai.
Fortuna che oltre le vostre brutte facce, c’è sempre un aereo che con la propria scia mi fa dimenticare di voi…

Catania – Napoli 1-1

Posted by lapo2001 on ott 17th, 2010


MMS, inserito originariamente da LAPO2001.

Altre foto in commenti

VII Giornata
Catania – Napoli 1-1 (Gomez; Cavani)

Quella di Catania, di sicuro, non sarà una delle trasferte che ricorderò con esaltazione e palpitazioni particolari. Sì perché, detto francamente, gli azzurri, eccetto gli ultimi dieci minuti, non hanno mai impensierito Andujar e la difesa etnea. Gioco assai lento e confuso e di ripartenze, che questa squadra ci aveva abituato ad ammirare, non se ne sono registrate. Eppure, senza merito, siamo anche passati in vantaggio alla fine della prima frazione col solito gol di Cavani. Ma, come in precedenza, anche il secondo tempo, ci ha visto soffrire oltremisura. Il buon pressing a centrocampo dei siciliani non ci ha permesso di giocare il pallone a terra e la prestazione sotto tono degli esterni (in particolare Maggio, la cui involuzione me lo sta facendo odiare) ci ha obbligati a vedere lunghissimi lanci per gli attaccanti che poco hanno potuto. Di contro, il Catania ha ben giocato con le armi che possiede. Mascara ha fatto impazzire Grava, mentre il gigante Maxi Lopez si è mosso come un ossesso creando più di un grattacapo ai nostri difensori. Biagianti poi, non capisco perché non sia tra i convocati di Prandelli. La svolta decisiva c’è stata nel secondo tempo, quando Giampaolo ha sostituito il fischiatissimo Delvecchio con Ricchiuti. Da quel momento la puzza del gol si è cominciata ad avvertire nell’aria. Infatti, nonostante un paio di intervanti salva tutti di De Sanctis, Gomez è riuscito ad equilibrare l’incontro, approfittando anche della dormita di Zuniga appena entrato. Solo nel finale si è rivisto il Napoli che piace a noi, ma l’imprecisione, la stanchezza e il poco tempo rimasto, non ci hanno permesso di ritornare a casa con il bottino pieno. Ancora è un mistero per me, il motivo per il quale, Campagnaro, solo in area, invece di tirare in porta, abbia cercato un assist improbabile sul secondo palo, così come ancora mi sto mangiando le mani, quando el Matador ha tirato alle stelle il pallone da tre punti. Ma onestamente sarebbe stato troppo e questo punto me lo tengo ben stretto, visto che il lungo campionato passa anche per questi ostici campi e con prestazioni non sempre mirabolanti. Per cui, va bene così. Le domande che invece mi pongo, con preoccupazione, guardando al futuro prossimo sono: a Catania non c’è stato il turnover. Chi giocherà giovedì contro il Liverpool? Ho già acquistato il biglietto, ma se dovessi ritrovarmi Zuniga dietro le punte a fare il rifinitore, me ne vado. E poi, Cannavaro non sarà disponibile contro il Milan dopo l’espulsione di ieri, chi prenderà il suo posto? Chi? Vi prego, non mi rispondete…

Ciò che invece ricorderò con piacere, oltre alla visita del bel centro storico, la Villa Bellini e il famoso lioto(l’elefantino simbolo della città), sono la grande cortesia e sportività dei tifosi catanesi che sin dal mattino ci hanno coccolato e sorriso e le ottime leccornie culinarie: oltre ai noti dolci meravigliosi, voglio ricordare le bistecche di carne equina e il gelato al pistacchio da leccarsi i baffi. Una menzione particolare anche all’amico Taca che ha sfidato questa giornata estiva(quasi 30°)con un cappotto di Mammut e l’amico Dgiuffre che ci ha fatto divertire sin dalla partenza da Napoli portandoci la sua allegria. Infine, in aeroporto, l’incontro con l’arbitro Bergonzi. L’idea di una fotografia insieme all’artefice della memorabile vittoria contro la Giuve con i 2 rigori fantasma di Zalayeta mi ha sfiorato, ma alla fine, ho preferito farmi ipnotizzare dalla pasticceria che era di fronte, tra cannoli e cassate, eh. Onore a Catania e al Catania.

Forza Napoli Sempre

'o lioto

‘O lioto

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