Italia – Paraguay 1-1
I campioni del mondo uscenti, come da tradizione, non riescono a vincere la partita di esordio. E’ successo anche stavolta in Sudafrica.
L’Italia di Lippi difatti, riesce solo a cogliere un punto contro il roccioso Paraguay. La squadra ha anche iniziato col giusto piglio, senza però, creare problemi all’estremo difensore sudamericano. Col passare del tempo poi, la manovra si è fatta sempre più lenta e macchinosa e su uno svarione della difesa, da calcio da fermo, nei minuti finali del primo tempo, si è addirittura passati in svantaggio. Gol di testa del difensore Alcaraz che sovrasta Cannavaro & co. Nel secondo tempo è entrato immediatamente Marchetti al posto dell’infortunato Buffon e più tardi Camoranesi per uno spento Marchisio. Il ritmo non è decollato anche per l’abilità soprattutto a distruggere degli avversari e solo da un calcio d’angolo e un’uscita da Gialappa’s del portiere paraguayano, si è riusciti a pareggiare con un tocco sottomisura di De Rossi. Nel finale, Lippi ha provato a dare più spinta inserendo Di Natale al posto dello stanco(e isolato) Gilardino. L’aggressività del centrocampo bianco-rosso ha iniziato a calare e la pressione degli azzurri s’è fatta più consistente. Sicuramente l’attaccante friulano ha dato maggiore vivacità nella metà campo avversaria, ma ormai, un esausto Iaquinta e un Camoranesi da cura ricostituente, non lo hanno aiutato a dovere. Solo Pepe, che ha corso per tutti i 90 minuti, ha provato a servirlo e in un paio di occasioni ha anche cercato la via della porta. Ma sino alla fine il risultato non mutato.
Sono d’accordo con chi dice che la prestazione degli azzurri è da considerarsi da come vogliamo guardare il bicchiere, perchè si sono viste cose buone e cose meno buone. Chi pensava che questa squadra fosse morta, secondo me, si sbaglia. E sono anche convinto che le prestazioni miglioreranno nel prosieguo di questo mondiale. Sicuramente ci sono tante cose da rivedere e da correggere, ma il gruppo c’è, è compatto e crescerà. Allo stesso tempo però, se penso che siamo i campioni del mondo e non siamo riusciti a combinare un’azione degna di nota o un tiro in porta pericoloso, beh, questo è un altro paio di maniche. Attualmente, di sicuro, non si può competere con le nazionali più forti, benchè molte di esse, non abbiano espresso il loro miglior calcio. I problemi ci sono, oggi come ieri, e sulla carta il gap è troppo grande, ma si sa che a volte, non vince sempre il più forte. L’Italia di certo non lo è, soprattutto perchè non ha gli uomini per esserlo. Forse, se dimenticassimo di essere i campioni…
…o se avessimo delle alternative con più fantasia…
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