Napoli – Cesena 0-0

Posted by lapo2001 on feb 2nd, 2012

XXI Giornata
Napoli – Cesena 0-0

Il Napoli non vinceva da quasi un mese: due miseri punti nelle ultime tre partite. Le pressioni dell’ambiente e le critiche sono via via aumentate, creando anche momenti di insofferenza esplicitati dagli sfoghi del nostro allenatore e del presidente. Bisognava dare una risposta veemente sul campo, sebbene i giochi in campionato sembravano già da qualche tempo compromessi. Le ultime uscite dei nostri ragazzi avevano palesato limiti e preoccupazioni, raggranellando le briciole con brutte figure e prestazioni molto inferiori alla aspettative. Bisognava cambiare rotta e dare un segnale forte di svolta approfittando del turno interno contro un modesto Cesena privo tra l’altro dei suoi due uomini migliori: Mutu e Santana.

Già dall’atmosfera al San Paolo si era capito che il vento sarebbe potuto cambiare: uno stadio gremitissimo e coloratissimo stile Champions, nonostante il tempaccio siberiano, a dimostrare quanto il popolo azzurro tenesse al campionato. Il momento di difficoltà è stato recepito da tutti.
Uno striscione mostrato dalla curva indirizzato alla società, che anche in questa sessione di mercato ha speso più degli altri club, in segno di riconoscenza e un particolare applauso per Inler, hanno dimostrato l’attaccamento e il sostegno che solo il popolo azzurro sa dare.

Il mister ha opportunamente optato per un ampio turnover, viste le squalifiche e il momento delicato di alcuni elementi. Fin dalle prime battute il Napoli ha cercato di fare la partita puntando sul possesso palla, senza però essere troppo pericoloso. E’ sembrata però una squadra matura che ha lavorato ai fianchi la nutrita difesa romagnola, in attesa dell’occasione giusta o di un errore dell’avversario per affondare il colpo decisivo. De Sanctis inoperoso. La difesa poco impegnata, e ultimamente molto criticata, ha evidenziato la prima buona prestazione di Britos, sia nel gioco aereo che con la palla a terra; bene anche Aronica formato Passarella e Campagnaro che piano piano sta tornando ai suoi livelli. A centrocampo, il solito infaticabile Gargano, autore anche di precisi ed illuminanti lanci per le punte e Inler che finalmente ha mostrato i muscoli e le geometrie di cui è capace; ottimo Dossena che non ha mai smesso di spingere e segnali di ripresa da parte di Maggio, anch’egli nelle ultime gare apparso con le polveri bagnate. Attacco, privo dell’inutile Lavezzi squalificato, affidato al brillante duo Cavani-Pandev è stato supportato da Dzemaili nell’inedito ruolo di vice-Hamsik partito dalla panchina.
Nonostante la pressione e il gioco avvolgente sulle fasce la prima frazione non si è sbloccata dallo zero a zero iniziale, ma il pubblico, conscio della grande determinazione e la sfortuna dei ragazzi, ha applaudito e sostenuto tutti, comprendendo che l’unità e il sostegno siano le vere armi in più che contraddistinguono la nostra tifoseria.

Nel secondo tempo la squadra è partita subito a testa a bassa alla conquista della vittoria, scrollandosi di dosso definitivamente le scorie di Genova che ancora avevano lasciato strascichi. Zuniga, subentrato a Britos, si è piazzato sulla sinistra sopravanzando Dossena, modificando di fatto l’assetto della squadra, passando a quattro in difesa. Una mossa azzeccatissima da parte di Mazzarri, che poco dopo ha completato il capolavoro, inserendo Hamsik nel tridente, arretrando Dzemaili al posto dell’ormai affaticato Inler. Da quel momento, proprio questi azzurri, hanno impresso la svolta decisiva alla gara: il colombiano, imprendibile per gli avversari, ha confezionato una serie infinita di cross calibrati alla Brehme; lo slovacco, in continuo movimento, ha tirato fuori quella classe che ormai sembrava dimenticata nei cassetti delle notti Champions; e Dzemail ha smesso i panni del goffo gibbone, per trasformarsi nel granitico e insuperabile centrocampista che ricordavamo un po’ di anni fa. Difatti, la manovra si è fatta più fluida e il pressing sempre più asfissiante. Pandev ha sfiorato più volte il gol, negato solo dalla bravura del redivivo Antonioli e Cavani ha prima clamorosamente colpito un palo da pochi metri e poi, ad un paio di metri della meta, non è riuscito a trafiggere l’estremo difensore cesenate in una duplice occasione, sventata all’ultimo istante da un salvataggio sulla linea.

Mazzarri, sconsolato, ha così giocato l’ultima carta buttando nella mischia quello che stava per diventare un oggetto misterioso: Vargas. Il giovane cileno ha infatti risposto alla grande, mostrando più sicurezza, agilità e giocate di qualità.

Ma ormai, quando la gara sembrava orientata a terminare verso l’ennesimo ed inutile pareggio,in preda allo sconforto, a sfortune, parate prodigiose e salvataggi miracolosi, un minuto dopo il novantesimo, un triangolo veloce in area tra Maggio e Pandev, ha permesso al macedone, sempre più insostituibile, di abbattere lo stregato fortino romagnolo e regalare la tanto ambita vittoria in una scena che al San Paolo mancava da troppo tempo: il trionfo e nei minuti di recupero.
La squadra ha dimostrato stavolta di crederci, mostrando grinta ed aggressività sino alla fine, meritando senza dubbi i tre punti che sembravano non voler arrivare. Il cambiamento del modulo di gioco ha dato la svolta risolutiva al match e il ritorno agli antichi fasti di Inler, Hamsik e Campagnaro, più la superlativa ciliegina di Vargas sono le note positive al di la del successo finale.

Al termine, il pubblico in festa ha voluto che la squadra andasse sotto la curva in modo da creare un tutt’uno inscindibile, con la promessa tacita di non mollare più sino alla fine. L’Oj vita mia cantato sotto la pioggia stavolta è stato più sentito ed ha dato un senso di liberazione e di riscatto. La risposta, la svolta, finalmente, sono arrivate. L’incubo è finito e tutto è ancora possibile.

Da rilevare infine che nell’azione del gol di Pandev, il guardalinee è stato eccezionale. I cesenati avevano timidamente protestato per un fuorigioco, che poi le immagini hanno smentito con assoluta certezza. Per una volta bisogna anche elogiare l’attentissima e precisa condotta della terna arbitrale. Infatti, sembra che Banti e soprattutto i suoi collaboratori siano stati promossi per gli Europei polacco-ucraini di quest’anno. Auguri.

Mi chiedevo solo cosa ci sarebbe toccato sentire se, per errore, avessero annullato quel gol…

C’era una volta il Napoli. Bello, feroce e fortunato…

Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca.

Genoa – Napoli 3-2

Posted by lapo2001 on gen 30th, 2012

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XX Giornata
Napoli – Genoa 3-2 (Palacio 2, Gialrdino; Cavani, Lavezzi)

Statisticamente, in ogni stagione, c’è sempre una trasferta che si fa ricordare per i disastri che produce.
Ecco, la situazione climatica al limite e la concomitante sconfitta degli azzurri hanno piazzato di diritto quella di ieri a Genova nella top down five della mia carriera di tifoso.

Eppure, per evitare di morirci a Marassi, mi ero preparato come si conviene. Le previsioni mi avevano avvertito e l’abbigliamento è stato impeccabile, o quasi: gambali da paludi della Foresta Nera, due paia di calzini anti-gelo, jeans, maglietta della salute, camicia(di forza), due maglioni di lana merinos, giubbotto anti proiettili, sciarpa, guanti imbottiti e cappello molto simile ad un passamontagna. Roba da baita, altro che stadio.
La mattina, nel treno che da Milano mi ha portato nella città della Lanterna, i miei compagni di vagone, vedendomi imbottito in quel modo, mi hanno chiesto addirittura in quale località sciistica mi stessi recando. Stavo andando a vedere il Pocho o Zurbriggen? E il paesaggio circostante, molto più simile alla Groenlandia che alla Liguria, mi ha fatto pensare che all’arrivo in stazione ad aspettarmi avrei potuto incontrare qualche pinguino o un paio di yeti. Mentre il meteo e le ultime notizie lette da internet mettevano persino in dubbio il regolare svolgimento della partita. Sono così giunto a Genova preoccupato e quasi spaventato, ma per fortuna, in città, a parte la temperatura polare ed una leggera e fastidiosa pioggerella, la neve era presente solo sui colli ed ho capito che la gara si sarebbe disputata anche senza sale o macumbe.

La strada sino al campo era deserta e nonostante il già citato abbiglio, le mani, i piedi e la punta del naso, richiedevano tappe continue e rigeneranti ad ogni bar aperto. Visto l’andazzo, più di pesto e focacce, sarebbero state più opportune polente e crauti, ma ho cercato di rinfrancarmi con la birra e un paio di grappini. Ma non è bastato.
Sono entrato allo stadio un’oretta prima dell’inizio perché avrei rischiato un’ubriacatura a furia di riscaldarmi con la birra ma, nonostante il settore ospiti fosse stracolmo, il vento gelido ci ha tagliato a fette, anestetizzandomi in meno di 5 minuti. A mala pena riuscivo a muovere il collo volontariamente, mentre il resto del corpo si cimentava in persistenti tremolii prodotti da brividi inconsapevoli.

Solo dopo l’ingresso dei nostri ragazzi e i saltelli anti-doriani hanno dato qualche piccolo segnale di risveglio alle mie gambe atrofizzate, ma è durato poco. La speranza che a riscaldarci poteva essere qualche piroetta del Pocho o una fiammata di Pandev, ben presto s’è dissolta insieme alla neve che ricopriva le colline circostanti. Il primo tempo è stato da tormenti. Ho inveito contro tutti. Noi lì, in quello spicchio di stadio, ibernati a gridare come gli ossessi e loro in campo a giocare alle belle statuine addormentate: Zuniga ancora col pigiama, Cannavaro che sbadigliava, Campagnaro a contare le pecorelle, Dzemaili col cuscino sotto il braccio, Hamsik un sonnambulo, Dossena in camicia da notte, Britos con le babbucce, e gli odiosi Sculli e Rocchi a rendere il gelido giorno sempre più in un incubo della notte. Ho salvato solo Gargano dalle bestemmie che praticamente correva per tutti. Nel secondo tempo qualcosa è cambiato, mentre ormai si saltava e si applaudiva non per incitare, ma solo per cercare di creare un minimo di conforto al fisico. La squadra ha cambiato modulo ed anche il piglio. Qualcuno s’è svegliato da quell’assurdo torpore e qualcun altro ha continuato a dormire sonni tranquilli e, mentre si cercava di recuperare il doppio svantaggio, ecco la doccia gelata, come se non bastava: Palacio da posizione defilata ci ha infilzato per la terza volta. Qualcuno, non potendone più, ha alzato bandiera bianca abbandonato gli spalti, mentre il bambino seduto accanto a me, travestito da peluche, mi chiedeva: ma adesso pareggiamo? Non ho avuto il coraggio di rispondere e non perché la lingua si fosse completamente atrofizzata, ma per lo sconforto.
Poi, l’ultimo quarto d’ora. Per un attimo ho creduto nel miracolo. Due gol in un minuto ed ancora il tempo necessario per completare una rimonta che sarebbe stata il giusto premio per chi, come me, era lì a schiattare bramando un caminetto o una damigiana di birra o di vino cotto. E invece, sebbene ci fossero ulteriori 5 minuti di recupero, il Napoli non è riuscito ad affondare il colpo risolutore producendo uno stato depressivo che combinato alla bora, mi ha letteralmente annichilito.

Il ritorno a casa, nello stesso treno dell’andata, è stato da puro masochista. Nel leggere le pagine del web dedicate alla nostra squadra, ho avuto un sussulto che non mi ha scrollato di dosso quel freddo che ancora ora permane, ma ha terminato di surgelarmi. Processi e contro-processi nei confronti di Mazzarri, De Laurentiis, Bigon, il mercato, ecc ecc. Ma stavolta questa sconfitta, a differenza delle altre, la imputo solo ai calciatori. Ieri si poteva giocare con qualsiasi modulo o schema, e non è stato un problema fisico perché la squadra al novantesimo correva il doppio del modesto Genoa, ma se dormi e non ci credi, il risultato non puoi raggiungerlo. E ieri, i nostri, a parte Gargano, hanno marcato gli avversari sistematicamente a 5 metri. E se nel calcio, oltre la tecnica, contano le gambe e la testa, ieri è mancata la caratteristica che tante volte ci ha salvato e contraddistinto: il cuore.
Quello che noi tifosi mettiamo sempre, seppur, il freddo, questa trasferta e questo Napoli, ci hanno fatto gelare.

Forza Napoli Sempre e onore ai Grifoni. 30 anni di gemellaggio restano una delle cose più belle del nostro calcio.
La 10 non si tocca

Coppa Italia: Napoli – Inter 2-0

Posted by lapo2001 on gen 26th, 2012

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Quarti Coppa Italia
Napoli – Inter 2-0 (Cavani su rig., Cavani)

E ricominciamo da qui, eh.

Al di là della posta in palio e dell’importanza della partita, ciò che mi ha confortato è la prestazione della squadra. Le ultime due deludenti uscite in campionato, infatti, avevano fatto accumulare quintali di rabbia e perplessità, mentre ieri sono emersi forti segnali di ripresa. Potrebbe essere l’odore della coppa ad aver dato antichi stimoli, anche se in questo caso si tratta di una meno prestigiosa e senza grandi e nobili orecchie, ma che oggi sembra rappresentare l’obiettivo più alla portata o il fascino di scontrarsi con una delle formazioni più forti, ricche ed odiate in circolazione. Non si poteva fallire e ci saremmo accontentati di qualsiasi partitaccia, purché alla fine, i ragazzi ci avessero portato la vittoria. Quest’anno, contro club più blasonati ed affermati del nostro, abbiamo quasi sempre vinto e convinto, mentre i problemi sono emersi quando di fronte ci siamo ritrovati le cosiddette piccole: cattivi e feroci contro le più forti, stanchi e fragili contro le più deboli. Questo dovrà essere lo step (mi scuso, ma non mi è venuto un altro termine) da superare nel prosieguo della stagione. Genova è vicina, così come la semifinale di coppa col Siena, squadra che già ci ha fatto penare poc’anzi. La prestazione di ieri deve essere il nuovo punto di partenza: riacquisire quella sicurezza che ci ha fatto essere spietati nelle grandi occasioni e quella solidità che ultimamente si era decisamente persa. L’Inter proveniva da un momento di grazia, da una serie consecutiva di vittorie che l’ha proiettata ai vertici della classifica e il passaggio del turno in coppa (oltre agli ottavi di Champions già conquistati in precedenza),dopo un inizio di stagione disastroso. La vittoria convincente quindi assume una importanza di maggiore rilevanza al di là dell’ obiettivo.

I pareggi con Bologna e Siena sono ancora molto freschi, ma questa gara mi ha rincuorato. Ciò che mi avava preoccupato era stato il comportamento collettivo della squadra (fatta eccezione per Pandev). Infatti, nel corso della stagione, abbiamo visto gare buone e meno buone da parte dei singoli, ma quando i tempi parevano maturi per una attesa rimonta, l’intero gruppo s’è ammosciato. Mi auguro che l’attuale momento negativo possa essere dovuto ai richiami fisici delle feste natalizie. A farmi pensare questo è il fatto che Pandev abbia svolto una preparazione differente, e che ora, diversamente dagli altri, stia andando a mille. Dopo l’ottima prestazione, spero che questa sia una tesi veritiera e che ora le gambe e la testa stiano di nuovo girando e che ci stiamo realmente riprendendo, non solo per ieri, ma perché il periodo buono sta tornando. È tornato Cavani a festeggiare sotto la curva, mentre Ranocchia pare stia ancora cercando le lenti a contatto per il campo in occasione del secondo gol; è tornato Gargano con una partita sontuosa; è tornata la difesa che finalmente non prende gol e si è rivista la voglia e la grinta della squadra. Leggero miglioramento di Maggio, ultimamente tra i più attapirati e rimane indietro l’insicuro Inler che pare si sia fermato a Villarreal e dal quale ci si aspetta molto di più.

Riguardo le lamentele interiste del post partita sul presunto rigore non concesso a Milito che, secondo loro, ha influito sul risultato finale, sono d’accordo. Il penalty poteva essere assegnato, ma mi chiedo come sarebbe finita se l’Inter avesse giocato 3/4 di partita in 10 uomini? Infatti Sneijder, tramutatosi in Mastro Geppetto, a tre metri dall’arbitro, è intervenuto sulla tibia di Gargano, con piede a martello e motosega sfascia carriere, il che mi ha ricordato l’amato Mandorlini o il dimenticato Ciriaco Sforza. Roba da cella di isolamento a pane e acqua, altro che espulsione! Per cui, cari Ranieri, Ranocchia, Milito ecc. ecc., a stare zitti, forse, non dovevamo essere noi…

Ora GODIAMOCI questo passaggio del turno, senza però abbassare la guardia. Genova è vicina.
Ricominciamo da qui eh. Fiduciosi.
Gokhan, non mollare!

Ieri sera ho anche capito perché in tanti si rifiutano di pagare il canone RAI.

Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca.

Siena – Napoli 1-1

Posted by lapo2001 on gen 22nd, 2012

XIX Giornata
Siena – Napoli 1-1 (Calaiò; Pandev)

Pareggio amaro. Doveva essere la riscossa e invece…
Calaiò, l’ex, ci punisce, Cavani si fa parare un rigore e Pandev rimedia. All’ultimo minuto stava anche per pescare dal cilindro un coniglio da tre punti. Ci rifaremo.

Napoli – Bologna 1-1

Posted by lapo2001 on gen 17th, 2012

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XVIII Giornata
Napoli – Bologna 1-1(Acquafresca; Cavani su rig.)

Napoli – Bologna, una partita che non c’è mai stata.
Alla fine ho cercato in lungo e in largo il cartello “siete su scherzi a parte”, ma almeno al San Paolo non c’era. Tranquilli però, quella di ieri è stata una bufala, una farsa da un reality show. Cavani non era lui, non poteva essere lui. Non può un campione farsi notare solo per un tiro dal dischetto. Era Varricchio che ha anticipato il carnevale e s’è travestito da matador. Così come Hamsik. Sono convinto che si è trattato di un sosia, di un suo lontano parente che gli somiglia nelle movenze e nelle fattezze fisiche, ma tutti hanno capito che quel ragazzo con la cresta era un falso. Un’intera partita senza fare una(e dico una) giocata il vero Marek non l’ha mai disputata. E Maggio? Mai un affondo, mai un cross, mai una sgroppata. Chi era quell’impostore con la sua maglia?E Inler. Per quante volte è stato criticato in passato, mai lo si era visto così fermo, uno zombie senza una idea. Anche lui ha un fratello gemello? Così anche Campagnaro che non ha azzeccato un passaggio, nè un intervento o Dossena che ha giocato l’intera a gara a centrare l’uomo che gli era di fronte.
E nemmeno Mazzarri era lui. L’ho sgamato quando si è messo il giubbotto pesante. È chiaro che fosse un clone…

Nemmeno il freddo sugli spalti era reale. Nella città del sole e del caldo sono impensabili temperature scandinave e il San Paolo era solo un pezzotto. Quella fatiscenza non può essere di uno stadio che ospita la Champions. E nemmeno la notte mi ha fregato. Giocano tutti alle 15, perché mai avrei dovuto pensare che anche col Bologna ci è toccato il posticipo?

Dai forza, ditemi la verità ragazzi, ci avete voluto solo organizzare uno scherzo, vero?
Ok, ora uscite fuori e basta con le burle. Il gioco è bello quando dura poco e questo obbrobrio al massimo può durare 90 minuti.
Napoli a 8 punti dalla vetta e 5 dalla zona Champions. Avremmo dovuto parlare anche di Cavani che fa polpette della difesa bolognese e di Hamsik autore di una partita sontuosa. Ora io dovrei essere qui a ridere e prendermi gioco degli amici pallavolisti torinesi e a rispondere a chi imperterrito continua a dire che il Pocho non serve più. Questi dovevano essere gli argomenti di discussione. Gli azzurri sono ancora una volta imprendibili ed è appena finita la nuova puntata de “la grande rimonta”…
(Pausa)
…mi vien voglia di piangere invece. Preferirei un elettroshock o un vuoto di memoria o una bella pietra da mettere sopra questa partita così da seppellire anche la delusione e l’amarezza. Tutto sembrava propizio. Le altre che rallentavano e noi finalmente col filotto giusto a rispondere “presente” infondendo timore ed angoscia agli avversari. Col Bologna, unico imperativo era “vincere!”.
E’stata la partita più brutta dell’anno al San Paolo. Pronti via e la magia, la speranza e le luci della ribalta, si sono fulminate.
Ciò a cui abbiamo assistito è esattamente l’opposto di ciò che doveva essere. Quello non è stato il vero Napoli, è inutile che cercate di convincermi, tanto non ci credo. Il Napoli, anche nelle partite più brutte, mai si è espresso così. Senza un minimo di gioco, senza una idea, senza una palla a terra, senza niente. Una squadra senza capo nè coda, i cui i calciatori, in fase passiva, rincorrevano la palla e gli avversari a casaccio, con approssimazione e confusione e, in fase di possesso, senza una idea o un lampo. Niente. A Pioli non gli sarà parso vero. E nemmeno a me. Invece di affrontare una corazzata, s’è trovato di fronte un’armata brancaleone che alla fine, non so come, è riuscita pure a strappargli un punto.
Nemmeno con la Fiorentina o nella gara persa col Parma si erano visti così tanti errori.
In 90 minuti, tiri nello specchio della porta felsinea: 2(uno dei quali di Aronica da 30 metri). Inler, voto 3; Cavani, voto 3; Hamsik, voto 1. De Sanctis che ha continuato a rinviare il pallone lontano, quando di testa non la prendiamo mai. Per un attimo ho rivisto i fantasmi di Gatti e di Lacrimini e alla fine della gara, ho chiesto all’amico Minao di darmi un pizzico, sperando che si trattasse solo di un incubo o degli effetti deliranti dovuti al gelo…

La rabbia fa brutti scherzi, soprattutto quando le aspettative vengono disilluse così. Ma si tratta di momenti. Non sto pensando che siamo da buttare o che sia in corso una crisi. Il buono e il bello che questa squadra ha saputo costruire in così poco tempo, non può essere scalfito dalla partitaccia di ieri. Ma è innegabile che abbia lasciato un grande amaro in bocca. Più delle altre volte. Molto più. Potevamo essere lì, a far sentire il nostro fiato e il nostro urlo. Se ci fosse stata la possibilità ieri avrei cambiato quasi tutti, anche Mazzarri, anche Frustalupi e l’intero staff medico. Anche Aurelio, lo speaker e il San Paolo. Avrei cambiato ogni cosa, anche il luogo e il tempo. Anche me stesso. Perchè non è così che doveva andare…ora avremmo dovuto parlare d’altro…

Per quanto io possa sforzarmi di trovare qualcosa di buono, riesco a rincuorarmi solo pensando che tutto ciò a cui ho assistito ieri, non può essere vero. Del mio Napoli, ieri, non c’era niente.

Ma 3 cose le salvo: Non abbiamo perso. Pandev, predicatore nel deserto. Non ho la bronchite.. Tutto il resto è da dimenticare alla svelta e da non ripetere.

Orgoglioso di voi per tutto ciò che avete fatto e per ciò che farete, ma la prestazione di ieri è stata orribile.

Diciamo che ognuno di noi ieri ha dato il peggio di sé. E questo non accadrà più.
Guardiamo avanti, riprendendo il cammino e il morale da Siena. Io ci sarò, il Pocho ci sarà. E non scherziamo più, eh.
Sono ancora incazzato. Troppo.

Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca.

Palermo – Napoli 1-3

Posted by lapo2001 on gen 10th, 2012

XVII Giornata
Palermo – Napoli 1-3 (Miccoli; Pandev, Cavani, Hamsik)

Dopo una domenica del genere avremmo potuto parlare di qualsiasi argomento. Tanti i temi su cui discorrere: il Napoli che stravince dopo le vacanze di natale, roba che non ricorda nemmeno Luigi Necco o Gianni Vasino; il Napoli che ha meno punti rispetto alla scorsa stagione ma che secondo me dimostra di essere cento, mille volte più forte e più squadra; la presentazione di Vargas che finalmente dice: sono lusingato dei paragoni quotidiani con Sanchez, ma ora basta, io sono Edu.

Avremmo potuto ancora discutere della partita vinta da Mazzarri e di quella persa da Mutti (colui che fece esordire Prunier e Calderon) che, cambiando modulo per cercare di fermare Maggio e Dossena, si è praticamente suicidato, oppure di Rizzoli, della sua infanzia rossonera sempre più palese e di cosa avrebbe scatenato se avesse concesso un rigore del genere a parti invertite. Avremmo potuto organizzare anche un sondaggio su quale dei tre gol azzurri sia stato il più bello (quello di Cavani, strepitoso, l’ho visto fare anche a Nocerino; quello di Pandev, bellissimo, è diventato un marchio di fabbrica; quello di Hamsik, eccezionale, l’ho visto fare solo a Zidane e Bruno Giordano) e un altro sul migliore in campo. Avremmo potuto tessere le lodi di Gargano, di Inler e di Pandev, che sino all’altroieri erano sulla graticola e paragonare la gara di Palermo a quella dello scorso anno di Genova contro la Samp e capire quale sia stata la migliore. Avremmo potuto scrivere un paio di capitoli sul ritorno prepotente del vero Matador, applaudito dai palermitani più di quando i gol li realizzava con la maglia rosanero e sulla perfezione della difesa o di cosa avrà pensato Zamparini quando è calato il silenzio nel suo ufficio sotto il Barbera. Avremmo, ancora una volta, potuto gridare nelle orecchie di Prandelli: ma Cannavaro e Campagnaro no? E perchè?

E avremmo potuto anche mettere in evidenza la fantasia dei tifosi che in poche ore hanno nominato sul web i tridenti del futuro passando da un semplice “HaCaPa” ad un mirabolante “LaVarCa” riscoprendo poi che in passato è esistito un calciatore del Cagliari che si chiamava Cavezzi ma che, nonostante l’incarnazione di due fenomeni, non ha lasciato grandi ricordi di sé oppure confrontarci sugli schemi, sulle finte di Zuzù e sul modo di correre di Chavez o anche sul nuovo taglio di capelli “a virgola” di Miccoli, e invece…

…e invece nemmeno stavolta riusciamo a godere come si deve. A parte la curiosità che ha suscitato il giovane talentoncileno che assomiglia vagamente a Baldari e quindi a Fonseca, l’attenzione di tutti è stata catalizzata da un video costruito per infangare o dall’idea che senza Lavezzi la squadra si esprima meglio, come se il Pocho fosse un problema per la squadra.

Sono d’accordo sul fatto di non esaltarci troppo. Le vittorie sulle big e in Champions, nella prima parte della stagione, ci hanno fatto impazzire e sognare ma, allo stesso tempo, ci hanno appagato, fatto steccare contro le cosiddette piccole e perdere troppo terreno in campionato. Solo ora si sta vedendo il vero Napoli, quello che dovrebbe mettere d’accordo un po’ tutti, ma che nella realtà così non è. Non è bastata una vittoria straripante fisicamente, tecnicamente e tatticamente per farci esultare appieno. Non sono bastati 6 gol al Genoa e una prestazione da grande squadra in casa del Palermo per fare quadrato ed allontanare gli spifferi e le voci di chi ci vuole male. Tra illazioni video-documentate contro i nostri più seri e professionali calciatori e presunti vantaggi di cui avremmo beneficiato per una partita rinviata a causa di temporali, stiamo solo dimostrando di suscitare paura agli avversari. Ma in realtà ho molto più terrore di noi stessi che proprio non riusciamo a godere e che proprio non riusciamo a difenderci, anzi…parenti serpenti. E il Biscione stavolta non c’entra niente.

Vedere costruite trasmissioni televisive locali su De Sanctis, ricercato dai microfoni e dalle telecamere più di quando ha parato il rigore di Gomez,mentre si giustifica del niente o parlare dell’assenza del Pocho dopo una grande vittoria, mi fa capire dove e chi siamo. La squadra dimostra di crescere ogni domenica e che è sempre più da Coppa Campioni, noi, invece, seppur si storca il naso quando sentiamo ancora “dalla C alla Champions”, siamo rimasti a Sora o Lanciano…pur avendo 5 tenori. Carratelli aveva ragione, siamo incontentabili ed ipercritici.

E non venitemi a dire che queste sono critiche costruttive, perché stavolta non ci casco…

Forse non siamo ancora grandi, ma siamo forti e io sto godendo, eh. E tu?

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca. Leonà, se fai il bravo, ti spedisco l’autografo del Pibe. Sempre che tu non decida di barattarlo su e-bay…

Pensieri di fine anno

Posted by lapo2001 on dic 30th, 2011

Tutto e il contrario di tutto.

Cosa ho imparato in questo 2011. Se faccio dei riferimenti al passato sono un dietrologo. Se invece parlo del futuro con ottimismo sono un esaltato e devo tenere i piedi per terra. Se ne parlo con pessimismo sono un gufo e non mi danno la patente del vero tifoso. Se parlo bene di De Laurentiis ho l’anello al naso e sogno un accredito o un Natale a Cortina, se ho da fare una critica o rivelo fatti realmente accaduti sono un disfattista nichilista, un invidioso o un ladro.
Se mi rapinano in via Petrarca, mi si dice “Napoli è una città di merda”. Se “capita ovunque”, mi si dice perché non è accaduto a Napoli.
Se penso alla Giuve e al campionato, sono un cinico provinciale. Se penso al Chelsea e godo al “The Champioooons”, resto un illuso.
Se dico “dalla C alla Champions in soli 5 anni”, sono ridicolo e devo guardare avanti. Se dico “siamo a -6 rispetto alla scorsa stagione” è chiaramente finito un ciclo e devo essere realista e rassegnarmi.
Se Dela manda a cagare l’intera Lega Calcio scappando senza casco, è un cafone. Se Moratti manda a cagare Rocchi scappando senza la cintura, è un gentleman. Se lo zio Walter, l’unico Edu che conosce è il figlio del presidente, è perché Vargas non gliel’hanno mai presentato. Se lo conosce, è perché Luis Enrique è già seduto sulla nostra panchina.
Se Mazzarri si presenta in conferenza stampa…era meglio che stava zitto. Se non si presenta…è stato un maleducato e ci deve delle scuse. Se decide di fare il turn over, è un presuntuoso megalomane. Se decide di non farlo, non si fida dei sostituti e lo spogliatoio si spacca.
Se Santana si fa espellere a Catania e compri Fideleff e Chavez, la campagna acquisti è un disastro e Bigon deve dimettersi. Se Dzemaili pareggia a Novara, Inler segna a Villarreal e mi porti il Genio dal Cile, bravo Riccardino, però io li avrei spesi diversamente e avrei tenuto Denis, Pià e Russotto.
Se Vargas viene a Napoli e ha la 17, è perché Lavezzi e Hamsik sono stati già ingaggiati dal Grande Fratello neroazzurro. Se Vargas non viene a Napoli, è perchè hai letto Tuttosport.
Se il Napoli vince è perché gli altri non hanno capito che sappiamo fare solo il contropiede. Se perde è perchè sulla bolletta Doni aveva messo 2 fisso. Se ci ubriachiamo 3-0 a Milano, siamo da scudetto. Se pareggiamo a Cagliari, siamo da retrocessione.
Se Pandev a Cesena si mangia un gol allucinante è una pippa. Se mi segna con una giravolta spaziale a Buffon è un fenomeno. Se a Verona e a Bergamo Lavezzi non gioca e non vinciamo, siamo Pocho-dipendenti. Se non gioca col Genoa e facciamo 6 gol, abbassiamogli il limite della clausola rescissoria.
Se non gioca Lavezzi, perché infortunato o perché ha sputato, Hamsik sale in cattedra. Se non gioca Hamsik, benchè in campo, Lavezzi gioca anche per lui. Se si fosse fatto ammonire dopo l’infortunio, la squalifica l’avrebbe scontata col Genoa. Se si fosse fatto ammonire, l’avremmo crocifisso.
Se Cavani fa una tripletta, porta il pallone a casa e il suo nome riecheggia al San Paolo per sette volte. Se De Sanctis para un rigore, porta a casa un paio di complimenti e il suo nome lo leggiamo sui giornali solo il giorno dopo.
Se il portiere del palazzo non fosse giuventino, questo condominio sarebbe perfetto. Se il portiere non fosse giuventino, chi farebbe la guardia alla casa il mercoledì sera? Se la metà di ciò che è scritto fosse vero, questo 2011 sarebbe un fallimento. Se non fosse esistito il Settennato, questo 2011 sarebbe il miglior anno della nostra storia.
Il Napoli è come ognuno ce l’ha in testa. La vita è veramente meravigliosa. Felice di questa squadra e di questo 2011 non cambierei niente, nemmeno Cribari… Serenità, leggerezza e buon 2012 a tutti.
Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca.

Napoli – Genoa 6-1

Posted by lapo2001 on dic 22nd, 2011

Recupero I Giornata
Napoli – Genoa 6-1(Cavani 2, Hamsik, Pandev, Gargano, Zuniga; Jorquera)

Un massacro…

Napoli – Roma 1-3

Posted by lapo2001 on dic 20th, 2011

XVI Giornata
Napoli – Roma 1-3 (Hamsik; Lamela, Osvaldo, Simplicio)

Indigeribile…

Novara – Napoli 1-1

Posted by lapo2001 on dic 12th, 2011

XV Giornata
Novara – Napoli 1-1(Radovanovic; Dzemaili)

Settima partita in trasferta e settimo esperimento. A volte immagino lo zio Walter travestito da druido, con una lunga barba bianca, con un cappello afflosciato a larghe tese e gli occhiali appannati dal vapore, a cercare di inventarsi la pozione magica perfetta. Immagino che nella marmitta fumante vi inserisca gli ingredienti e le dosi pensandoci 24 ore al giorno: un po’ di Mascara, le ali di Maggio e Dossena e il cuore di Campagnaro(esempio di una delle tante tentate ricette). Ma poi, a minestra conclusa, recitate le fatidiche filastrocche magiche, la pozione non ha mai dato le soddisfazioni attese. In alcuni casi ha illuso. Buona, colorata, ben dosata, frizzante, ma sempre priva della particolarità principale: la magia. Niente magia, niente energia. Resta una bevanda, una di quelle che puoi andare a comprare anche al supermercato o al bar. Non c’è da scomodarsi troppo con riti e scioglilingua per una semplice Coca-cola o un succo di ananas. Dopo averlo sorseggiato, ci si disseta, in altri casi rinfresca, ma non vien voglia di fare il bis. Ecco, una partita come quella di Novara (o di Bergamo, o di Catania, o di Cagliari, o di Verona) spero di non rivederla per lo meno nel breve periodo. Diciamo che mi ha un po’ nauseato. Cambiano gli interpreti, cambiano i fattori e il dosaggio, ma alla fine la sostanza è sempre la stessa. Come un caffè, al termine degli ennesimi novanta minuti sperimentali, lascia un po’ l’amaro in bocca. Di pozione magica nemmeno l’ombra. Un chilo di Pandev, una mosca Dze Dze e una spolveratina di Hamsik anche stavolta non hanno sortito l’effetto voluto. L’intruglio non ci ha fatto mettere le ali.
In 7 trasferte abbiamo giocato con sei formazioni diverse e mai con i tre tenori dal primo minuto.
In Champions non c’è stato bisogno di scervellarsi troppo. I componenti sono sempre stati gli stessi, salvo casi di infortuni o squalifiche, ma nessun esperimento. C’è da dire che nelle partite di coppa l’incantesimo si manifesta a prescindere dalla formazione scelta dal mister. E’ già nell’aria. Ma è anche indubbio che gli ingredienti siano sempre stati quelli giusti. In campionato invece, a parte le partite di cartello, di magia se ne è potuta trovare solo sugli spalti, quando anche a Novara, una miriade di tifosi ha voluto accompagnare la squadra. Ma il bottino esterno del Napoli con le “piccole” non è all’altezza. Non è all’altezza per lo meno delle squadre che ci sono avanti. Ora, sembra che nella credenza del druido Walter ci saranno altri due principi attivi da utilizzare: la coscia di Britos e una fetta di Donadel. Ci auguriamo che con questi si possa trovare finalmente la formula giusta, anche se non sarebbe male fare una nuova spesa, altrimenti, proviamo con la squadra tipo a Palermo. Per una volta, i titolarissimi in campo in trasferta. A volte basta non cambiare. A volte basta una vittoria per far tornare buoni tutti gli ingredienti, anche quelli lasciati in dispensa. D’ora in avanti si può. In casa è già accaduto.
L’anno prossimo, voglio tornare in Champions. Prosit.

Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca.

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