Ubriacatevi

Posted by lapo2001 on Gen 13th, 2008

Ubriacatevi

Bisogna essere sempre ubriachi.
Tutto sta in questo: è l’unico problema.
Per non sentire l’orribile fardello del tempo che rompe le vostre spalle e vi inclina verso la terra, bisogna che vi ubriachiate senza tregua.
Ma di che? di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro.
Ma ubriacatevi.

E se qualche volta, sui gradini d’un palazzo, sull’erba verde d’un fossato, nella mesta solitudine della vostra camera, vi risvegliate con l’ubriachezza già diminuita o scomparsa, domandate al vento,all’onda, alla stella, all’uccello, all’orologio, a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme, a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, domandate : Che ora è.

Ed il vento, l’onda,la stella, l’uccello, l’orologio, vi risponderanno:
E’l'ora di ubriacarsi! per non essere gli schiavi martirizzati del tempo
Ubriacatevi;
Ubriacatevi senza smettere! di vino, di poesia o divirtù, a piacer vostro.

Charles Baudelaire, “Lo Spleen di Parigi

Natale - Ungaretti

Posted by lapo2001 on Dic 25th, 2007

NATALE

di Giuseppe Ungaretti

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

Napoli, il 26 dicembre 1916

Lassateme sta…

La città

Posted by lapo2001 on Dic 5th, 2007

Hai detto:” per altre terre andrò, per altro mare.
Altra città, più amabile di questa, dove
Ogni mio sforzo è votato al fallimento
Dove il mio cuore come un morto sta sepolto
Ci sarà pure. Fino a quando patirò questa mia inerzia?
Dei lunghi anni, se mi guardo intorno,
della mia vita consumata qui, non vedo
che nere macerie e solitudine e rovina.

Non troverai altro luogo, non troverai altro mare.
La città ti verrà dietro. Andrai vagando
Per le stesse strade. Invecchierai nello stesso quartiere.
Imbiancherai in queste stesse case. Sempre
Farai capo a questa città. Altrove, non sperare,
non c’è nave, non c’è strada per te.
Perché sciupando la tua vita in questo angolo discreto
Tu l’hai sciupata su tutta la terra.(Kavafis)

Chi non riesce a fare i conti con il proprio passato è destinato a rimanere lì per sempre,”perchè sciupando la tua vita in questo angolo discreto,tu l’hai sciupata su tutta la terra”…e tu?

Itaca

Posted by lapo2001 on Nov 23rd, 2007


Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne’ nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; piu’ profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantita` di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avra` deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.

(Costantino Kavafis)

A Carolina che me l’ha insegnata. E’un cordone che non voglio spezzare e questa poesia,un pò, mi ricongiunge a terre, profumi,sensi che conosco e che non posso dimenticare.

Solo il pensiero, di qualcosa a cui teniamo e che sappiamo o ci illudiamo che possa accadere,è già un buon motivo per fare quel viaggio. Poi,magari la verità ti viene sbattuta in faccia alla fine di quell’incessante girovagare,perchè il tuo sogno non è riuscita a superarla,ma comunque puoi portare con te le sensazioni e le emozioni che solo quel pensiero sublime ed improbabile poteva darti…Se sei fortunato e non vai oltre l’idillio-delirio,i sogni superano la realtà…

Ancora gaudente per la registrazione di danilone e di ercagno,voglio dire:voi,che non conosco e che costantemente seguite queste folli pagine,magari lasciando un estemporaneo pensiero;voi,siete la mia linfa.Attirare la vostra attenzione,magari mostrando anche questo mio lato più fragile,umano senza nemmeno sapere da quale pianeta o penisola(in senso lato)proveniate, mi riempie di gioia. Grazie Agathli,grazie monella2.

John Milton

Posted by lapo2001 on Set 5th, 2007

Ti voglio dare una piccola informazione confidenziale a proposito di Dio: a Dio piace guardare! È guardone giocherellone! Riflettici un po’: lui dà all’uomo gli istinti, ti concede questo straordinario dono e poi che cosa fa? Te lo giuro che lo fa per il suo puro divertimento, per farsi il suo bravo, cosmico, spot pubblicitario del film, fissa le regole in contraddizione! Una stronzata universale! Guarda, ma non toccare… tocca, ma non gustare… gusta, ma non inghiottire! E mentre tu saltelli da un piede all’altro lui che cosa fa? Se ne sta lì a sbellicarsi dalle matte risate! Perché è un moralista, un gran sadico! È un padrone assenteista! Ecco che cos’è! E uno dovrebbe adorarlo? NO MAI!

John Milton (Al Pacino) in “l’avvocato del diavolo”.

Segnalato da Anna.

Culodritto

Posted by lapo2001 on Ago 23rd, 2007

Ma come vorrei avere i tuoi occhi,
spalancati sul mondo come carte assorbenti
e le tue risate pulite e piene, quasi senza rimorsi
o pentimenti,
ma come vorrei avere da guardare
ancora tutto come i libri da sfogliare
e avere ancora tutto, o quasi tutto, da provare.

Culodritto, che vai via sicura,
trasformando dal vivo cromosomi corsari,
di longobardi, di celti e romani dell’antica pianura
di montanari,
reginetta dei telecomandi,
di gnosi assolute che asserisci e domandi,
di sospetto e di fede nel mondo curioso dei grandi,
anche se non avrai
le mie risse terrose di campi, cortili e di strade,
e non saprai
che sapore ha il sapore dell’uva rubato a un filare,
presto ti accorgerai
com’e’ facile farsi un’inutile software di scienza
e vedrai
che confuso problema e’ adoprare la propria esperienza;
Culodritto, cosa vuoi che ti dica?
Solo che costa sempre fatica
e il vivere e’ sempre quello, ma e’ storia antica.

Culodritto, dammi ancora la mano,
anche se quello di stringerla e’ solo un pretesto
per sentire quella tua fiducia totale che nessuno mi ha dato,
o mi ha mai chiesto;
vola, vola tu, dove io vorrei volare
verso un mondo dove ancora tutto e’ da fare
e dove e’ ancora tutto, o quasi tutto, da sbagliare.

(canzone di F.Guccini)

My post

Posted by Geber_el on Lug 2nd, 2007

Signore, non ricordarti soltanto degli uomini di buona volontà,

ma anche di quelli cattivi.

Ma non per guardare a tutte le sofferenze che ci hanno fatto patire:

ricordati piuttosto delle cose buone che quelle sofferenze hanno fatto nascere in noi,

la lealtà, l’umiltà, il coraggio, la generosità, la grandezza d’animo che ci è cresciuta dentro

per tutto quanto abbiamo sofferto,

e quando quegli uomini verranno al giudizio finale

lascia che i buoni frutti che da noi sono nati siano il loro perdono.

Pablo Neruda

Posted by Fulvio on Giu 11th, 2007

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

(Pablo Neruda)

Mondi sconfinati

Posted by Fulvio on Mag 29th, 2007

I bambini si incontrano sulla riva di mondi sconfinati.
Su di loro l’infinito cielo sta silenzioso,
e l’acqua increspa il velo
Con gridi e salti si incontrano i bambini
sulla riva di mondi sconfinati.

 

Innalzano castelli di sabbia sulla spiaggia
e giocano con le conchiglie vuote.
Intrecciano barchette con le foglie secche
e ridendo le fanno veleggiare
sull’immensa distesa del mare.
I bambini giocano così sulla riva del mondo.

 

Non sanno nuotare e neppure gettare le reti.
I pescatori si tuffano a strappare le perle dal fondo del mare,
sulle navi veleggiano i mercanti,
mentre i bambini raccolgono sassolini che poi gettano via.
Non vanno a cercare tesori nascosti, non sanno gettare le reti.

 

Il mare si increspa di mille sorrisi,
e la spiaggia risuona del dolce rumore.

 

L’onda che porta la morte canta invece
ninne nanne senza senso ai bambini,
come fa ogni mamma cullando suo figlio.
Il mare si perde a giocare coi bambini,
e la spiaggia risuona del dolce rumore.

 

I bambini si incontrano sulla riva di mondi sconfinati.
Si aggira la tempesta nel cielo dalle molte rotte,
fanno naufragio le navi sul mare dalle molte mete,
la morte corre e giocano i bambini.

 

Si sono radunati sulla riva di mondi sconfinati.

 

(R.Tagore) 

Per vivere non voglio

Posted by lapo2001 on Apr 30th, 2007

Per vivere non voglio
isole, palazzi, torri.
Che altissima allegria:
vivere nei pronomi!

Getta via i vestiti,
i connotati, i ritratti;
non ti voglio così,
travestita da altra,
figlia sempre di qualcosa.
Ti voglio libera, pura
irriducibile: tu.
Quando ti chiamerò, so bene,
fra tutte le genti
del mondo,
solo tu sarai tu.
E quando mi chiedereai
chi è che ti chiama,
che ti vuole sua,
sotterrerò i nomi,
le pergamene, la storia.
Comincerò a distruggere quanto
m’hanno gettato addosso
da prima ancora ch’io nascessi.
E ritornato ormai
all’eterno anonimato
del nudo, della pietra, del mondo,
ti dirò:
«Io ti voglio, sono io»

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