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Episodi | Salviamo Peter Pan

Io pareo

Posted by lapo2001 on lug 15th, 2014

Titolo: io pareo.
Tratto da “episodi estivi”.

Sono pigro, indeciso e soprattutto…

Tant’è vero che una mela in fronte potrebbe anche diventare l’albergo di un verme prima che la sposti.
Tant’è vero che al posto dell’aureola o delle corna ho in testa un enorme punto interrogativo.

E nella mia eterna indecisione, nervoso, stamattina ho impiegato mezz’ora prima di rimpinzare lo zaino per il mare.
Mentre girovagavo lo sguardo tra le mensole dell’armadio e quelle della credenza:
“Ok, il pareo l’ho preso. Ok, gli infradito li ho presi. Ok, la crema abbronzante sta bene sullo scaffale perché non sopporto gli unguenti. Ok, le percoche le ho prese. Ok, la maglietta di ricambio l’ho presa. Ok, il Corriere lo compro dopo all’edicola sotto casa. Ok, cosa manca? Ah, il costume. E mo’ quale mi porto ? Ok, quello blu, è più comodo. No, anzi, meglio quello nero. Mi sta meglio. No, no, no, no, chissenefrega, prendo quello blu. No, quello nero. Quello blu. Nero. Blu. Nero… Ah, guai a dimenticare l’IPad. Magari si ripresenta una scena ridicola come l’ultima volta e mi viene voglia di scrivere. Al mare l’Ipad è indispensabile…Ok, scendiamo?”.
Dopo, a voce alta: Anna, hai preso tutto? Hai messo tutto in borsa? Non facciamo come al solito che arrivati in spiaggia mi chiedi i fazzoletti, la limetta per le unghie, il materassino, la frittatina, il formaggino e Camillo, il coccodrillo gonfiabile della invernizzi!? Sai bene che sotto l’ombrellone sono come un tricheco spiaggiato e non mi muovo dal lettino. E sai bene che il negozio, il tabaccaio o il salumiere più vicini sono a km dalla spiaggia. Non ci intossichiamo l’ennesimo bagno, eh.
Anna, con aria schifata e indisponente, mi ha risposto: stamattina ci siamo svegliati più simpatici del solito? Ho preso tutto. Pensa a te. E come ben sai, avrei voluto andare in barca, ma il signorino la odia. Ma tant’è. Tsè…
In silenzio, siamo scesi da casa, ho comprato il Corriere e ci siamo avviati all’auto.

Dopo averla lasciata nel parcheggio e dopo la solita lunga camminata, siamo giunti finalmente al nostro lido.
Bene, ho un po’ vergogna a dirlo, ma mentre Anna si apprestava a guadagnare i lettini, nello spogliatoio, saccheggiando lo zaino, mi sono reso conto di aver dimenticato il costume a casa. Blu, nero, blu, nero, blu, un piffero!
Panico.
“Perché mai sono entrato nello spogliatoio con lo specchio?” mi son chiesto. Più mi guardavo e più avevo la salivazione che voleva auto eruttare dalla bocca. “Ma comm s’fa a essere accussì strunz?” mi sono nuovamente chiesto. E riflettendo, sempre allo specchio: sono troppo vecchio per farmi il bagno con le mutande. Sono troppo giovane per farmelo coi bermuda. Che faccio? Di sicuro indietro non ci torno.
E la saliva diventava sempre più calda e simile a una palla di cannone…

Per fortuna o per sfortuna, sono riuscito, con l’ausilio dell’amico bagnino, a trovare un costume azzurro di emergenza. L’ho indossato (con sei slip sotto) e…sorpresa. Era tre taglie più piccolo. “Ci sarebbe anche questo. È più grande”, mi ha sollecitato Alberto il bagnino, mostrandomi un leopardato che anche Amanda Lear avrebbe avuto difficoltà a indossare. Ho preferito il meno peggio. “Preferisco quello azzurro. È il mio colore preferito”, e con questo alibi di ferro, l’ho congedato.
La chiusura a strappo sul cavallo a stento riusciva a contenermi una sfera. Il filo a stento riusciva a ricongiungersi in un nodo piccolo quanto un granello di sabbia.
Con difficoltà immane, stando attento a non provocare movimenti e conseguenti sguarri troppo bruschi, con il pareo legato alla vita, un po’ come fanno le donne che si vergognano di mostrare le ampie natiche, mi sono diretto sulla battigia a velocità sostenuta. Ho tolto il pareo celermente e mi sono tuffato senza la solita lenta e progressiva camminata per abituare il corpo al gelo dell’acqua salata. Un tuffo. Netto e veloce.
Dopo essermi praticamente spugnato nel mare mezz’ora buona, sono uscito con la stessa solerzia e mi sono di nuovo avvolto nel pareo. Sempre con l’angoscia che il micro costume potesse “aprirsi” e che occhi indiscreti potessero notare il mio immenso disagio.

Tornando verso il lettino, Anna: perché non mi hai aspettato? Sei fuggito manco avessi una medusa alle calcagna. E che fai con quel pareo a mo’ di gonna? Sembri una hawaiana che non ha digerito 30 kg di ostriche.
“No, niente. Avevo caldo. Troppo. Non lo senti il caldo di oggi? St’aria appiccicosa mi ha fatto venire voglia di buttarmi a mare. E poi, il pareo? Beh, cioè, insomma… ma ho sentito il cellulare. È il tuo? Mi sembra la tua suoneria. Rispondi, sarà tua madre” ho risposto, arrampicandomi su tutti gli specchi di Nerano. Compreso quello dello spogliatoio sputazzato un po’ di tempo prima.
“Non può essere. L’ho lasciato in auto. Lo sai, qui non c’è campo. Mi vuoi dire che ci fai infilato in quel pareo come un cotechino?
Mordendomi il labbro, non avendo scuse pronte all’uso, dopo la smargiassata della mattina e con un mariuolo in corpo grande quanto il costume da bagno di Platinette, ho farfugliato: ho dmtct il cstm a casa.
“Eh? Non ti senti bene?” ha risposto Anna.
E io: no, no, niente, ho dimenticato il cstm a casa.
“Il che? Hai dimenticato cosa? Hai un problema alla bocca?” di getto e un po’ infastidita.
Non potendone più, ho vuotato il sacco: vabbé, ho dimenticato il costume a casa. Lo so, potevo risalire, tornare in paese e comprarne uno nuovo, ma avrei impiegato un’ora. E poi lo sai, specie quando vengo al mare, voglio stare tranquillo. So’ pigro.
“Al solito” ha sentenziato.
E ho aggiunto: stamattina, mentre stavo scegliendo quale portarmi dietro, la mia indecisione si è lasciata distrarre dall’Ipad. Lo sai, in spiaggia è facile che si materializzino scene particolari e ridicole e così ho pensato che avrei potuto scrivere…
Non lasciandomi continuare, Anna mi ha interrotto stizzita: al solito! E dire che mi avevi rimproverata per essere sbadata. Comunque, hai fatto bene. Prendi l’Ipad e scrivi questa scena RIDICOLA. Titolo: io pareo. E iniziala così: sono pigro, indeciso e soprattutto rincoglionito. Mi raccomando, non dimenticare il “rincoglionito”!

Domani le ho promesso che andremo in barca. Spontaneamente.
Il micro costume ha retto.

Il giorno dopo ha diluviato. Hihi.

Pompei 2011

Posted by lapo2001 on mag 28th, 2011

pompei 2011

Sono arrivato da poco a casa. Purtroppo, dopo l’arrivo qui in penisola, m’è toccato sbrigare alcune faccende lavorative e il pensiero del tanto desiderato letto l’ho dovuto per un attimo coprire con un plaid molto pesante e chiudere nell’armadimenticatoio. Faccende che tra l’altro prevedevano la salita al terzo piano di un palazzo antico senza ascensore e faccende che hanno inattesamente messo alla prova i miei già logori e schiattati quadricipiti. Un set completo di valigie piene non so di cosa, ma di sicuro un parente strettissimo del piombo, da trasportare ovviamente dal suddetto terzo piano al cortile laggiù, laggiù in fondo o o o(eco).
La camminata di stanotte non si è discostata troppo dalle precedenti. Caldo, soprattutto nella prima parte, il solito passaggio di auto sprint con autoradio a volume oltre la colonnina e la voce oxfordiana di un lord di qualche vascioux(da audio-francesizzare in “vasciò”)che urla: “Uè sciem, e priatem sto ca**”(tradotto: voi indefessi pellegrini provenienti dalle terre sorrentine, che con forza e tenacia state affrontando l’ardua e buia camminata notturna verso il Santuario di Pompei, voi, a questo punto, potete cortesemente pregar anche per il mio inutilissimo figliolo che ho qui, proprio qui?grazie e mi scuso)e la solita stonatissima signora che arricchisce la mia rilassata meditazione lungo il percorso e che m’insegue come un leopardo. Poi, la solita foto all’arrivo(approfitto per fare gli auguri e salutare il prode Peppino, alla prima traversata), la solita attesa massacrante di un’ora per la messa all’aperto e la solita predica che riuscirebbe ad addormentare anche una volpe dopo 4 anni di letargo. Ma stavolta, a differenza degli anni passati, sono riuscito a non crollare sull’umido prato fino al termine della liturgia. Evento oramai immancabile. E qui dovrebbe scattare l’applauso, eh. Vorrei dirvi che ciò sia capitato per una strenua battaglia vinta con Morfeo o per una ventata di fede che m’ha tenuto sveglio. In realtà, sono stato assalito da un oceano di parole. Una volta seduto, dopo più di 5 ore di cammino, non voglio sapere niente:io non mi muovo più. La sfiga ha voluto che le mie due vicine di posto avessero approfittato del casuale incontro per fare due chiacchiere. “la vedi a quella?quella col vestitiello rosso che pare mezza addurmuta? Eh, quella lì. Mi ha detto il cugino del nipote di zì Niculin che ha fatto ‘a dieta”la prima. Risponde l’altra signora, sveglissima perchè si sarà alzata 10 minuti prima(non ha partecipato alla camminata)non curante della mia situazione molto precaria: “‘o vero? ‘a dieta? ma pecchè era chiatta?”. E di nuovo la prima: “Chiatta? Quella assomigliava a ‘na balena. Mò, la vedi? E’diventata ‘na alice ma pare meza scema. Ma mai scema come quella la. La vedi? la signora col vestito verde…ecc ecc” per più di un’ora. Stavolta posso dire che non è stato solo uno sforzo fisico. L’oceano di pettegolezzi m’ha tenuto sveglio per l’intera funzione. Nonostante non lo faccia da una quindicina d’anni, avrei dovuto confessarmi. Ho inveito, forte, dentro di me, contro quelle giulive ed inesauribili galline. Ditemi che stanno bene…Avendo compreso i personaggi penso invece, che stiano ancora in quel giardinetto, da sole, a fare altre due chiacchiere.
Nonostante il carico del mio peso e lo tsunami fuori programma durante la messa, alla fine però, ho riportato le mie stanchissime membra a casa anche quest’anno, eh. A casa, dolce casa. “Voglia di dormire ora sarai soddisfatta”il primo pensiero dopo aver varcato l’uscio e dopo avere tolto le scarpe. peccato solo che quando sono arrivato nella mia camera da letto, ho trovato il fabbro che accomodava una finestra difettosa. Ometto di dire che ha dovuto smontare mezzo balcone e che si trova ancora lì con pinze e martello…
m’vene a chiagnere. Dio mio, Dio mio, dov’è l’errore? cosa ho fatto per meritare ciò?Cosa?Mi sono comportato come sempre…hmmm…vado a dormire sul prato del giardino di casa, va.

Viva l’Italia

Posted by lapo2001 on mar 17th, 2011

150 anni.
Come in tutte le feste comandate, ci si riUNISCE.
Un altro giorno di tolleranza reciproca. Ma stavolta non è solo con i parenti, no. A pranzo ti toccherà invitare anche i vicini di casa.
E con quelli si sa, domani è un altro giorno…
…sorridi, sorridi, è festa. Viva l’Italia…e il figliolo del mio dirimpettaio che adora la batteria.

Viva l’Italia

Viva l’Italia, l’Italia liberata,
l’Italia del valzer, l’Italia del caffè.
L’Italia derubata e colpita al cuore,
viva l’Italia, l’Italia che non muore.
Viva l’Italia, presa a tradimento,
l’Italia assassinata dai giornali e dal cemento,
l’Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,
viva l’Italia, l’Italia che non ha paura.
Viva l’Italia, l’Italia che è in mezzo al mare,
l’Italia dimenticata e l’Italia da dimenticare,
l’Italia metà giardino e metà galera,
viva l’Italia, l’Italia tutta intera.
Viva l’Italia, l’Italia che lavora,
l’Italia che si dispera, l’Italia che si innamora,
l’Italia metà dovere e metà fortuna,
viva l’Italia, l’Italia sulla luna.
Viva l’Italia, l’Italia del 12 dicembre,
l’Italia con le bandiere, l’Italia nuda come sempre,
l’Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
viva l’Italia, l’Italia che resiste.

Francesco De Gregori

Pornocchio

Posted by lapo2001 on gen 21st, 2011

Stasera avevo voglia di postare un video divertente, magari una barzelletta. Negli ultimi tempi mi sono lasciato un pò troppo andare alle tenebre e alle gelate dell’inverno e così ho iniziato una ricerca su Libero. Una delle più importanti piattaforme italiane, eh. “Da quelle parti ci sarà sicuramente qualche spezzone fantozziano o banfiano, o magari una perla di Totò, no?” mi sono chiesto, mentre cercavo tra “i più visti” nella categoria “comico”… Nei primi 12 posti, solo 2 video non avevano come sfondo l’impollinazione. Il primo (dal titolo “latte sexy”), divertente, è uno spot che pubblicizza latte giocando sull’equivoco che non ha niente a che fare col bromuro, mentre nel secondo(”tette sotto controllo”), si verifica il fenomeno paranormale di una signorina da palestra che riesce a telecomandare i suoi pettorali a suo piacimento, anche solo uno alla volta. Al terzo non ho voluto dare la possibilità di lasciarmi coinvolgere e ho riflettuto, mentre ammetto che gli altri titoli lasciavano spazio a curiosità: “spogliarello al videofonino”, “Porno ghost”, “sexy infermiera”, “porno olimpiadi “, tutti con icone davvero alla Macario e oltre 400mila visite. C’ho pensato “ok, saranno tutti molto comici, ma io cercavo qualcos’altro, forse ho esagerato, forse dovrò spostarmi su un’altra categoria, magari “Intrattenimento”… Qui, al primo posto con addirittura 1 milione 700mila visite c’è il famoso “ultimo tanga a Lecce”, un video inerente ai palpeggiamenti di qulche alunno che fecero molto scalpore a professoresse consenzienti mini-mutandate. Al secondo, un servizio di Striscia che ha come protagonista una Arcuri alle prime armi che attende l’idraulico a casa in vestaglia. Un milione di visite e divertimento assicurato. Tralasciando sexy Eva e gli oops della Marcuzzi e della Hunziker, mi sono detto: “ok, sono notizie che hanno avuto una giusta importanza, ed alla fine intrattengono, forse è meglio che io cerchi altrove”. Non trovando soddisfazione nemmeno in “Telefilm e Serie Tv”- primo (w la cioccolata), uno spot con una orientale in bikini che ti invita al chocoparty e secondo, un video musicale con immagini della gnuda Olga nonmiricordoilcognome- ho deciso di controllare tutte le categorie, giusto per la curiosità di capire se le rifatezze di Pamela Anderson o gli spogliarelli del Grande Fratello hanno conquistato tutte le nostre sfaccettature. E cosa invece, è stato lasciato in pace.
Risultato senza aver visto il contenuto di tutti video:
Categoria “Animali”. Primo: “sesso animale!”Secondo: “cavallo docile, ma cagone”.
categoria “Arte”. Primo:”i segreti di leonardo da vinci”. Secondo:”poppe in mostra per niente” (giustamente la mostra è pur sempre arte, eh).
Categoria “Musica”. primo:”ginger, le ragazze ci provano”. Secondo: “Mary J Bleige e U2″.
Categoria “Cortometraggi”. Primo: “eva henger, spot con rocco Siffredi”. Terzo: “pompino a sorpresa”.

Beh, per ciascuna categoria, nei primi posti, ho sempre trovato un fantasioso richiamo della giungla. Da studio immediato per Piero Angela.
Rilevanti in “viaggi”, il video “hostess in volo e prostituta a terra”, o in “auto e motori”, “ragazza che si sveste in auto”o ancora “le sedie sexy” in “hobby e interessi”…Possibile? in ogni angolo della nostra testa, e in alcuni, in maniera dilagante, c’è sempre questa insosteniblie leggerezza dell’essere? Un motivo doveva pur esserci se oggi conosco poco della scienza di Rubbia, ma in compenso conosco dettagliatamente le misure delle alte sfere di Ruby, no?
Alla fine di questo tour, che ammetto essere stato un pò un bordello, ho deciso finalmente il video da postare. Ovviamente, dopo aver visionato il calendario di Belen e lo strip di Jessica Rabbit, eh.
Sono andato sul sicuro. Nella categoria “Cartoon” di Libero, una delle più importanti piattaforme italiane… non ho trovato ciò che cercavo, ma è fenomenale. Il tema è sempre lo stesso, ma non c’è carne viva e curve in bell’evidenza, mi scuso. Spero che per questo nessuno si scandalizzi…

Pornocchio

Santo Domingo: un viaggio ROMANtico

Posted by lapo2001 on gen 18th, 2011

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Siccome da poco ho scoperto di essere in dolce attesa, con il mio compagno, abbiamo deciso di fare un bel viaggio rilassante di sole e di mare. Mi è sembrato anche il momento più adatto visto che si lavora di meno in questi periodi. Tra il Messico e la Hawaii, alla fine abbiamo deciso di recarci a Santo Domingo…la romantica Santo Domingo.

Qualche giorno sulle bellissime spiagge, un paio di visite alla città, area metropolitana ed alberghi e poi, una meravigliosa escursione su un desolatissimo atollo in mezzo all’Oceano. Io e lui. Lui ed io. Per un giorno intero nel paradiso terrestre. Romanticismo assicurato. Dopo lo sbarco, in mattinata, nell’osservare quel lido, ho immaginato solo per un attimo l’atmsfera idilliaca che si sarebbe potuta materializzare al tramonto. E poi, quel terrazzo tappezzato di stelle, mi ha fatto viaggiare con la mente, immaginando un lauto e speciale pranzo ed una cena romantica stile mille e una notte con il mio orsacchiottone. Spiaggia di sabbia bianchissima ed ampia, mare cristallino, palme, una pulita vegetazione e una capanna arredata stile “tana di un’odalisca” con vista panoramica sullo sterminato Mar dei Caraibi. Cosa desiderare di più? E poi, un pescatore, un cuoco, un massaggiatore, un cameriere e un maitre privati e un paio di amache, un leggerissimo vento, il relax totale e lui. Il mio orsacchiottone. Non possono sprecarsi aggettivi per un luogo del genere. Il romanticismo ci è nato in questo posto.

I miei occhi a cuoricino hanno smesso di battere dopo un paio di ore, tanta l’emozione di vivere un tale sogno e il cuore ha regolarizzato il battito solo dopo pranzo…dopo pranzo…sì, dopo pranzo.
L’orsacchiottone, stravaccato su di un divano al centro della terrazza, dopo aver strafocato ogni genere di frutto di mare, piovre e squali, non sazio, si è fatto pescare e cucinare tre-quattro aragoste. L’avidità e l’ingordigia che ha usato per spolpare quei crostacei, ungendosi le mani e la bocca, mi hanno lasciato esterrefatta e la non curanza con la quale gettava nel mio piatto le chele e la crosta vuota di tutte e quattro le aragoste, mi ha fatto salire il sangue nel cervello, soprattutto perchè sapeva che non potevo magiarne nonostante ne fossi golosissima! Altro che romantico. Romantico, il ca**o!
Incollerita all’ennesima potenza e con le mani tremanti ho girato il volto verso l’orizzonte e mi sono lasciata rapire dal panorama colorato e soffuso. Un battito di ciglia e tutti i brutti pensieri e i pessimi umori hanno lasciato spazio ad un sorriso enorme e ai buoni propositi. L’ho guardato in faccia con aria maliziosa, gli ho preso la mano(ancora unta) e l’ho portato con me vicino ai lettini incastonati ad arte in quel paesaggio da mozzafiato. Due, tre ore tutte per noi, solo per noi, di assoluto benessere, coccole e silenzio, se non i rumori della natura e gli occhi meravigliosi del mio orsacchiottone innamorato. Il tempo di voltarmi, sorridere ancora, sfilarmi il pareo e… e l’ho trovato ronfare disteso come un formichiere sulla sabbia calda, che puzzava di vino. Gli ho dato una bottarella sulla testa e un urlo feroce nelle orecchie, ma non hanno sortito alcun effetto. Il tricheco ha continuato a dormire beatamente, svegliandosi tre ore mezzo dopo, quando il tramonto era un mio lontano e spento ricordo, dicendomi: “Amò, vuoi vedere se mi pescano un astice? Le aragoste erano buone, ma non mi hanno fatto dormire bene e poi pensi che su st’isola c’è qualcuno che vende giornali?vuoi chiedere?io intanto vado a pisciare a mare”…E questo doveva essere romantico? Romantico, il ca**o!

Nei successivi 2 giorni non gli ho rivolto la parola(senza che se ne accorgesse!)e al ritorno da Santo Domingo, quando gli ho comunicato che il pupo lo chiameremo Valentinuccio-Ubaldino, ha avuto il coraggio di rispondere: “e perchè? cosa dirà mio padre?”
Ma come “perchè?”. Se devo avere un uomo così romantico al mio fianco, almeno gli metto il nome del santo protettore, che è anche il nome di mio padre, eh.

Tratto da una storia vera…o quasi.

Buona domenica

Posted by lapo2001 on ott 10th, 2010

Domenica senza calcio. Una tragedia. Non so cosa sta passando nella testa degli altri della banda, ma per me si tratta di una autentica e lenta tortura.
Tralascio le sensazioni dei giorni scorsi e il sabato moscio e senza stimoli che è appena trascorso. E non voglio mettere il dito nella piaga riproponendo le originali bestemmie contro la scialba Nazionale di Prandelli, motivo unico di questa domenica inutile.
Mi sono alzato chiedendomi che giorno fosse, sentedomi quasi anestetizzato nonostante la notte precedente non avessi abusato di alcool e non avessi fatto le ore piccole. Parlo di uno stato diverso, dall’inconscio non è partito alcun input o motivazione che desse un senso per alzarmi. E sì, la domenica senza impegni o appuntamenti logoranti agevola la spremitura in mezzo alle lenzuola e i famosi “5 minuti” si trasforamano finalmente in ore, cosa che purtroppo non accade negli altri giorni. Ma non è questo il caso di stamattina. Il mio è stato uno stare a letto come di chi non vuole affrontare la giornata, come se si volesse far passare il tempo non vivendolo, dormendo. “Passerà, passerà”.
Ho pranzato a casa, come non capitava dall’ultima partita della nazionale. Non sarebbe così terribile se non si dovesse rispondere alla lista infinita di domande poste dallo zio curioso. L’unico desiderio è il momento del dolce, segnale che il superquizzone sta per finire e che il prossimo sarà tra più di un mese. “Passerà, passerà”. Anche se devo dire, che questa volta è stata peggio. Il super Napoli di questi ultimi tempi rende davvero indigeribile il turno di sosta, l’aria ironica dello zio e i fegatini di mammà.
Mi sono distratto per poco tempo con un’altra autentica impresa di Valentino Rossi. Ma è durato davvero troppo poco. Poi, è subentrata una fase depressiva. Lo zapping mi ha fatto ripiombare inesorabilmente nella realtà. La serie B. “Madò, cos’è la serie B? A cosa serve?”. Talmente sono distante da questo gioco che ho anche negato il tempo in cui ne abbiamo fatto parte, come se non fosse mai esistito. Ad aggravare la situazione, la Ventura con “quelli che aspettano…”. Una trasmissione diventata un surrogato di domenica in perfettamente in linea con l’attuale televisione italiana. Non mi sono addormentato subito solo perchè Licia Colò sull’altro canale mi ha fatto assistere al video di un’aggressione a un domatore preso di mira da leoni inferociti in un circo. E’durato poco. Ingoiato dalla poltrona ho preso sonno, borbottando “passerà, passerà”.
Ora sono a casa del Minao. Su sky, c’è la schermata con i risultati della giornata. Tra poco passano i gol. Io scrivo e non mi volto nemmeno. E’come se stesse andando in onda una televendita di Mastrota o un documentario sui coleotteri. Dgiuffre è affacciato alla finestra con lo sguardo nel vuoto. Tra di noi c’è silenzio. Si sentono le campane della chiesa e il vapore del ferro da stiro di Ada. Il Minao è seduto per terra su un cuscino e ascolta musica d’amore. The Ass e Fra sono accomodati sul divano. Cercano un film che possa smuovere questo stato di totale inettitudine e mutismo. Sembra la stanza dei fantasmi. Solo Mimì, sembra non subire la maledizione della sosta. Urla, sbraita, litiga con le ombre, litiga con le foglie, litiga con le luci, praticamente romp’o ca**, come sempre, come un qualsiasi giorno della settimana. Lo invidio. Beati loro che non sanno. “Passerà, passerà”.
Sta per calare il sole, inizia a fare freddo. Dgiuffre ha smesso di guardare fisso il tetto della casa di fronte, il Minao ha dato un senso alle sue canzoni, the Ass e Fra hanno appena finito di vedere “una pallottola spuntata”, Ada ha smesso di stirare, Fabri è rientarata dal giro in piazza e io finisco di riempire questo foglio, pensando che c’è da affrontare ancora l’insostenibile serata (non ho dimenticato Mimì, ma è prevedibile cosa stia facendo).
Mesti, ci alziamo, ci guardiamo e mentre ci sparpagliamo fuori dalla porta senza meta, ci sussurriamo con un filo di voce “Buona domenica”…mentre io penso al Pocho e mi dico “passerà passerà”.

Buona Domenica – Antonello Venditti

Catapo & Madda sposi

Posted by lapo2001 on ago 31st, 2010

Catapo & Madda sposi

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E anche il Catapo ci ha abbandonato…eh.

Molto, molto bella la cerimonia, gli sposi e soprattutto i testimoni. La chiesa adornata e sistemata considerando tutti i particolari, tanti bambini a regalar sorrisi, Catapo e Madda perfetti nei loro perfetti abiti e i testimoni assolutamente impeccabili, eh. Cosa si può voler di più da un matrimonio?
Il ricevimento poi, nella splendida Villa Angelina, ha reso questo evento ancora più unico. Oltre a buffet infiniti, fiumi di vino e un’atmosfera straordianaria, vorrei ricordare le grandi performances di novelli cantanti al debutto. In particolare il Sior Tonino con i suoi pezzi in dialetto. Peccato per l’assenza di Claudio Cecchetto. Bellissimo anche il quadretto regolato ad arte dal Catapo, del Minao stretto nella morsa tra Nau e Terrible. Un Pelly ritrovato, un Pedro sempre in voga e tanti amici che ho avuto il piacere di ritrovare dopo un bel pò di anni. Insomma, una grande bella festa, un gran bel matrimonio. Tanti auguri…sono felice.

(tanto lo so che ti colleghi pure dagli Usa, auguri sacchetto!)

Villa angelina

Villa Angelina

I 2000

Posted by lapo2001 on ago 5th, 2010

2000 è il nome del mio gruppo quando frequentavo l’Azione Cattolica. Era un nome di speranza che proiettava nel futuro perchè nacque tanti anni prima.

Beh, ora siamo superati e direi assai ingrassati ma, dopo la partita dell’altroieri, posso confermare che lo spirito è rimasto sempre lo stesso, anche se la famiglia, i figli, il lavoro e le responsabilità hanno cambiato la storia e la strada di ognuno di noi. Il nostro era un gruppo “sui generis”, prima di tutto perchè era l’unico(ahinoi)senza elementi femminili e poi perchè l’unica cosa che ci interessava e attirava era una palla rotonda(un pò come la mia panza attuale). Oltre questo, i tornei di calcetto(che puntualmente vincevamo),i campo-scuola e le scenette comiche estive, il nostro impegno si riduceva quasi allo zero, tanto da renderci agli occhi degli altri un pò bizzarri, strani. Ma alla fine, come potrete notare, nonostante la marea di anni che sono trascorsi, l’unione e la nostra coesione non è mai scemata, pur non frequentandoci mai. Il merito è soprattutto di Giovanni il quale, chi per un motivo chi per un altro, è sempre stato l’accentratore di tutte le nostre storie, tenendo, consapevolmente, i fili di tutti noi e dandoci la possibilità di non perdere mai i contatti. Ma credo, e lo dico con un pizzico di orgoglio, che il vero motivo di questo indossolubile legame sta nel nostro modo di vivere quegli anni spensierati. Volevano insegnarci quali fossero i valori e modi di essere, mentre noi in realtà non ascoltavamo, ma li vivevamo senza saperlo. Semplicemente divertendoci e questa è stata la ricetta miracolosa. E dopo tanti anni, ancora una volta ne ho le prove. Di ieri e di oggi.

Molte cose sono cambiate, è vero, vedi per esempio Roberto che segna 5-6 reti, quando in tutta la sua esistenza calcistica avrà al massimo realizzato un paio di autogol oppure la ex-chioma fluente di Giovanni ‘o biondo o la pelata di Giovanni o la maglia un pò difettatta sulle anche di Tony, ma altre sono rimaste identiche dopo 20 anni. Per esempio il ginocchio malandato di Simone o il senso tattico di 9/8 o l’andatura scartellata di Pasquale o le mie superga, eh…ecc.ecc.

Grazie a tutti, mitici 2000 del 2010.
Sandro, arripigliati.

Cerca la differenze.

Sta Salina

Posted by lapo2001 on lug 6th, 2010

salina60

In commenti le altre foto

Sta Salina è una delle sette isole dell’arcipelago eoliano, insieme a Vulcano, Lipari, Panarea, Stromboli, Filicudi ed Alicudi. Si distingue dalle altre soprattutto per il suo lussureggiante manto di verde e i rilievi vulcanici sembra che racchiudano infinite sorprese. Fresco e pulito il mare e molto belli si sono rivelati i suoi paesaggi naturali. Consiglio vivamente, a chi volesse passare qualche giorno qui, di fittare uno scooter e di godere di ogni luogo sperduto di quest’isola, in particolare i panorami di Pollara, dove si può ammirare un tramonto mozzafiato e dove si sono giarate le riprese del famoso film di Troisi, “il postino”. L’ho amata da subito. La sua ventilazione m’ha conquistato già dalle prime ore. Per non parlare poi, delle varie leccornie che ho avuto la fortuna di assaggiare. A parte i già noti capperi, la ricotta salata, i frutti di mare e i vari pestini, ciò che mi ha spedito definitivamente all’altro mondo è un semifreddo al pistacchio da leccarsi i baffi.
La vacanza è trascorsa alla grande. Il già citato matrimonio degli amici Tonino e Laura, coniugato a momenti di relax(in cui ovviamente mi sono arso vivo, tanto da stare ore sotto l’ombrellone mentre gli altri bivaccavano tra le onde) e di follia (soprattutto la notte precedente il matrimonio con una fantastica traversata notturna a Stromboli e in un’alcoolica Panarea) ha reso anche meno amara la sconfitta della nazionale contro la Slovacchia. Poi, la compagnia e gli episodi che si sono susseguiti hanno regalato i fatidici momenti indimenticabili: Diego che ha assecondato Tonino, partecipando(in porta!)ad una partita di calcetto a mezzogiorno, il consueto e infinito shopping di Anna, nonostante ci fossero 2 negozi e i postumi movimentati della nottata di cui sopra del Minao, sono solo alcuni esempi.
Nel fare di nuovo tanti auguri e ringraziare gli sposi, saluto la banda con la speranza di ritrovarci presto, magari su un’altra isola.

Gennaro ed Emanuela sposi

Posted by lapo2001 on mag 6th, 2010

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Tanti tanti tanti auguri a Gennero ed Emanuela freschi sposi.
Che questo giorno pieno di gioia sia un timbro indelebile per viverne tanti altri, già da domani. Tutto è stato perfetto. Anche le note stonate(vedi foto nei commenti e capirai di cosa parlo).
E un personale ringraziamento. L’avervi conosciuto mi ha arricchito.

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