In treno

Posted by lapo2001 on nov 4th, 2009

Salgo velocemente sul treno. Sono in ritardo, come al solito. L’aria milanese stamattina non è particolarmente fredda e il bagaglio che mi porto dietro è come se c’avessi infilato una scogliera dentro. Ho caldo e sudo vistosamente dopo questa corsa forsennata contro il tempo. Entro affannato nella prima carrozza e mi dirigo verso la sesta, la mia. Spingendo un pò a destra, comprimendo un pò a sinistra scanso molti signori ancora in piedi che cercano di sistemare al meglio i propri bagagli. Supero la prima classe dell’ AV e giungo alla quarta carrozza. Una opulenta signora ha bloccato completamente il piccolo corridoio. Mentre il suo corpo per niente filiforme è incastrato tra i due soeggiolini laterali si ostina a voler far entrare nello spazio per le valigie soprastante la sua che più o meno il doppio della dimensione dello scompartimento. E’ come se lei, che ha un fisico come quello di Platinette, volesse entrare in un vestitino succinto della Belen. Un pò come ciò che le sta accadendo ora in mezzo a questo corridoio. Una grossa petroliera arenata tra gli scogli. Un giovane alto quanto la mia valigia cerca di aiutarla salendo sulle punte, mentre un anziano signore dal tipico accento nordico, seduto comodamente, smette di leggere il quotidiano e dice divertito: “Aò, nun vedi che nun gliela fà? Ce vorrebbe na sega pee quelle valiggie. Ahahah”. Inizia una discussione a cui evito accuratamente di partecipare. Mi siedo nel primo posto utile e attendo che la strada si liberi dal traffico. Ma non c’è nulla da fare. Il ragazzo nano mai domo inizia con una teoria fisico-tecnica per spiegare partendo dalla deriva dei continenti quali debbano essere i movimenti giusti e la strategia esatta per far entrare la valigia in quello spazio e contemporaneamente districare la signora dalle fauci dei perfidi seggiolini. Mi arrendo all’evidenza, mi tolgo il giubbotto e inizio a fare le solite parole crociate.
Non riesco a concentrarmi. I vicini di posto sono nel bel mezzo di una discussione sulla crisi economica mondiale che sta colpendo anche i loro settori: le case di moda. Li ascolto con distrazione. Lei è seduta accanto a me. Non riesco a vederla bene, è troppo vicina. Ha una voce rude e profonda, sembra che le sue parole provengano dalle caverne dello stomaco. Rimbombano. Mi sembra che abbia dei grossi gioielli sparpagliati per il corpo. Orecchini pendenti e se non sbaglio una doppia catena al collo. Di sicuro una indecifrabile mano guarnita di anelli di ogni dimensione e razza e un bracciale d’oro che immagino partire dal gomito. Sento forte nell’aria un odore di lacca misto a un nauseabondo profumo al cocco. Mi disgusta. Lui, di fronte a lei, invece riesco chiaramente a vedere. Ha un filo di barba brizzolato appena pronunciato e un bel pantalone beige a quadri leggermente rossi. Sono gli unici due particolari maschili che riconosco. Un piccolo pearcing sul naso, una collana assai bizzarra rosa schocking, un leggerissimo trucco agli occhi, una camicia verdina strettissima stropicciata, le movenze, la voce e l’aria di una baronessa dell’alta società fiorentina.
Il loro dialogo è incentrato sulle presunte capacità delle altre case di moda nel superare questo periodo di crisi.
“Io non ci cvedo che quella lì, quella smovfiosetta abbia venduto tutti quei capi. Li tvovo così pacchiani e senza cuove. Senza pavlave di lei. Della signova ha solo i soldi del mavito, eh”, le parole della signora mia compagna di spalla. E lui(cioè lei, insomma lui-lei)assai snob: Hosa pensi hhe sia ahhaduto? Avrà fatto hualhhe altro piacere ai suoi amihhetti politici? Lo sai hhe ambenti frehuenta, si dà da fare, hella sgualdrina(in realtà ha usato un altro irriferibile termine)”.
Molto annoiato dalle gelosie di queste due isteriche, approfitto della strada che finalmente si è liberata(la signora è stata disancorata e la valigia posta fuori gli scompartimenti, vicino ai wc) e torno alla ricerca del mio reale posto.
Dopo poco sono nei suoi pressi. Di fronte a me un signore che dorme beatamente e ai finestrini ci sono due ragazze molto giovani che smanettano con i propri cellulari.
La prima: “Guarda Stefy, Francy ha pubblicato le foto della festa di Roby su fecebook. Oddiodiodio. Guarda in questa come sono venuta male, non si vede nemmeno il tatuaggio che ho sotto l’orecchio(un delfino per l’esattezza). Me lo copre la mano di Mary, quella str**** l’ha fatto a posta. E guarda in quest’altra. Avevo da poco posato la borsa nuova di Gucci e la marca “HeM” del cappellino è storta. Oddiodiodio”. L’altra interviene: “Dobbiamo subito avvertire Miky e farle mettere le foto della festa di Gabry. Lì c’eravamo fatte da poco la lampada e poi, Rossy è bravissima con le fotografie”.
Non essendo in grado di ascoltare ancora altro sull’argomento mi ostino a concentrarmi sui cruciverba.
Pochi istanti e le ragazze dal parlare giungono allo starnazzare. Prima facendo sentire anche ai treni che provengono di fronte, tutte le suonerie che i loro cellulari sono in grado di emettere e poi, con una risata lunga e irritante da Bologna sino a Firenze. Argomento: il Grande Fratello. Precisamente le nefaste sorti di un omosessuale che è nella casa. Se non ho capito male, i maschi uniti hanno minacciato di deorecchizzare il suo leprotto di peluche, se tutte le ragazze(quindi anche lui) non avessero fatto tutto il loro volere. Non conosco l’epilogo di questa avvincente storia. L’uomo di fronte a me continua nei suoi meravigliosi sogni ed io qui, costretto a sentire il suo ronfare e la sfiga di un coniglio di lana, il cui destino infame gli propone o un padiglione mancante o gli abbracci e i baci di una mamma ossessiva.
Sono nervoso e decido di emigrare altrove. Riindosso il giubotto, prendo il bagaglio e vado avanti. Alla stazione di Roma Termini, trasporto il mio quintale di piombo sino alla ottava carrozza, di fianco al bar. Il treno riparte ed io mi siedo in uno dei posti liberi, vicino a due persone che apparentemente non mi sembrano vogliosi di parlare, tanto meno di fare amicizia. Il primo legge il giornale(City, quello che si trova ovunque), il secondo è concentrato al pc. Mi sembra l’ideale atmosfera per riprendere la mia consueta settimana enigmistica. Dopo pochissimo però, mi accorgo che i due sono conoscenti. “Ma ti rendi conto? Marrazzo, il governatore (mentre lo dice si riempie la bocca) del Lazio si faceva la cocaina e andava a farsi gingillare dai trans?Ma ti rendi conto? Non è meglio lui (riferendosi al presidente del consiglio) che va a mignotte(testualmente)?”. L’altro: “Ma che stai addì?Almeno Marrazzo ha avuto er coraggio de dimettesse. Mica come er nano che va co’e pischelle, rubba e sta sempre llà”. Ancora il primo: “Tu hai la Ferrari e fai il comunista. E poi, siete solo invidiosi perchè lui c’ha le televisioni e non va con i trans”. Ancora il secondo: “Ma che ce ‘mporta delle televisioni?! ffà ‘e leggi come glie pare, solo pee interessi sua e poi in Europa ce fa ride dietro. E poi, va ********(intendendo dire che si lascia sollazzare da avvenenti donne dai facili costumi)”. Questo accesissimo e interessantissimo confronto di “politica” si dilunga sino a Napoli (con mia somma gioia). Esausto, decido masochisticamente di rimanere al mio posto(nel corso di quella ora e mezza si sono toccati i più svariati argomenti: dal potere occulto di Fabrizio Corona ai continui gossip di Vieri e Dj Francesco, sino a giungere addirittura alle estrazioni truccate del super-enalotto).
Scendo dal treno ancor più velocemente di come sono salito con un unico desiderio…il silenzio.
Salgo in Circumvesuviana. Sono passate le 2 e mezzo. Milioni di studenti salgono alla Stazione di Piazza Garibaldi. In piedi, spiaccicato in un angolo del vagone sono costretto, in quanto reso immobile, ad ascoltare la discussione di un manipolo di giovanissime universitarie sull’ultima moda del momento: Farmville. Un gioco multimediale in cui si diventa allegri agricoltori col dovere di curare il proprio campo e la propria fattoria. Una sorta di Tamagoci ecologico. Più di 40 minuti di tortura: i cavolfiori vanno innaffiati ogni 4 giorni e le vacche lasciate libere nei campi almeno sino al tramonto. Il latte va munto al mattino presto e Heidi non deve rompere le scatole con le sue pecore…

Finalmente sono a casa. La settimana enigmistica linda e pinta. Un fortissimo mal di testa.
Non ci sono più i treni di una volta.

Serata napoletana

Posted by lapo2001 on set 18th, 2009

Piazza del Gesù

Non assaporavo l’aria e l’anima della sera napoletana da parecchio tempo. Rivivendola capisco che mi è mancata.
Ho ricordato i tempi in cui studiavo e si abitava in Piazza della Borsa. Bei tempi. Minao sarà ancor più bravo di me a ricordare episodi e particolari di quella esperienza.
Particolari come quando egli spiaccicato sul letto prima di addormentarsi mi diceva: ramm ‘na sigarett!Ecco mi sono venuti alla mente, proprio mentre nel parcheggiare la macchina, scendendo mi ha chiesto una cicca. Cicca che poi ho dovuto dare anche al parcheggiatore(il quale dopo avergliela data mi ha detto:mò ‘a machina è controllatissima. Non mi muovo da qui) al secondo parcheggiatore(che aveva dato il cambio al signor “non mi muovo da qui”), a due ragazzi incontrati in Piazza in procinto di fare footing(?!), un altro paio di volte a Minao, a un tipo che non avendo spiccioli ha voluto una sigaretta(quasi a dire:qualcosa mi a dà) e anche a Diana che candidamente mi ha chiesto dopo aver strafocato una testa di moro: “me ne daresti una, ho dimenticato il pacchetto in macchina?”…Poi dicono che fumo 2 pacchetti al giorno!

Mentre Minao continuava a chiedermi Marlboro e ‘o Piccirill che sotto sotto avrebbe voluto fare lo stesso(pare che abbia smesso di fumare), ho riannusato quei tempi e quella vita. L’ho fatta rivivere per un pò in me: Cinema(probabilmente non ci andavo da quel tempo), kebab, passeggiata per i vicoli e in qualche quartiere ingiallito dalle luci ocra e soffuse, caffè al bar e chicchierata in Piazza del Gesù. Invece di accomodarci sul divano di casa Minao o sui sediolini del Bar marianiello, per una volta ci siamo concessi gli scomodissimi scalini della Piazza. Evviva Dio!…Ovviamente appena seduti, una voce: ramm ‘na sigarett!

Al cinema(per un’ora e mezza non ho offerto sigarette) abbiamo visto il tanto discusso “Videocracy”. Non mi azzardo a dare un giudizio sui contenuti del film(l’influenza della televisone-politica commerciale in Italia), perchè altrimenti rischierei di retrocedere sino ai tempi di Adamo ed Eva e di quanto una stupida mela abbia cambiato il volto dell’umanità. Non mi azzardo perchè si parlerebbe di politica ed io ormai faccio parte dei qualunquisti. Però sento di dire, che è un videoreportage a parer mio fatto benissimo. Entra realmente nei pensieri di uomini potenti che vivono nei piani più alti della società, di come qualcuno c’è arrivato ed entra nei loro luoghi più inaccessibili, quelli che la gente comune immagina ma che non ha mai visto. L’ho guardato distaccatamente, senza farmi suggestionare dall’apparenza, senza pregiudizi, molto probabilmente ero l’unico in sala a non odiare i protagonisti di quella storia.

Dopo il panino ben scelto da ‘o Piccirill, chiacchierata con sigaretta(le mie) in Piazza del Gesù e caffè e sigaretta(sempre le mie)in un bar di Riviera di Chiaia, ci siamo diretti verso l’autostrada per tornare in penisola. Ovviamente abbiamo trovato l’ingresso bloccato(”quanto mi mancava l’aria della sera napoletana…” ho ripensato)per lavori in corso, così senza avvicinarci agli operai per paura che mi chiedessero l’ennesima sigaretta, ci siamo diretti su una strada secondaria, diventanta terziaria dopo l’intervento di tom tom Diana che fortunatamente ci ha riportato a casa. Dopo i saluti di rito, giunti sotto casa Minao, mentre quest’ultimo si stava avviando al cancelletto del parco, si è bloccato improvvisamente, s’è messo a pensare e si è rigirato verso di noi. Ho pensato che avesse dimenticato le chiavi di casa in macchina e invece…: gigì, ramm ‘na sigarett!

Un saluto a Minao, a Diana(quella della macchina nera) e a ‘o Piccirill(quello della ex Panda rossa) e un ringraziamento per avermi regalato una serata che volevo ma non lo sapevo. Una serata viva, non apPARENTE.

Napoli

Sogni di rock ‘n’ roll

Posted by lapo2001 on set 16th, 2009

La Punto sfreccia sull’asfalto.
Stanco e assonnato, sono sul sedile anteriore di destra, quello dietro il passeggero. L’aria è ancora calda, ma sono rannicchiato come se fosse la settimana della merla. C’è silenzio, solo dall’autoradio si sente una musica bassa, lenta e lontanissima, sembra quasi che i suoni provengano dal motore o dallo spinterogeno. C’è buio in macchina, è disturbato solo da sporadici bagliori di lampioni e qualche abbagliante che proviene dalla strada, intanto io non mi muovo. Per vedere roteo gli occhi lentamente, senza fare altro movimento. Mi sento una mummia…Hic!

Dal finestrino di destra scorgo 2 lune immense, fisse nel cielo che regalano un pò di bianco e nero alle case, ai giardini e agli alberi che invece corrono talmente veloci che difficilmente si distinguono. Ci sono anche altre stelle, lo sento, ma dovrei disaccucciarmi ed allungarmi. Due azioni altamente improbabili in questo momento.
La temperatura si è notevolmente alzata. I primi pori iniziano a dilatarsi. Sudo. Guardo il bottone del finestrino e un pò come Massimo Troisi con il secchio, lo invito ad autopigiarsi per far entrare un pò d’aria. Mi concentro, sempre di più, sempre di più e… la macchina improvvisamente si ferma!…Hic! Dopo un attimo di meraviglia, mi rendo conto che ciò è avvenuto non per fantomatici e presunti miei superpoteri, ma perchè il mio amico il M., seduto di fronte a me non ha retto l’ultima aranciata. Per lo più sento dei lamenti ed ogni tanto qualche frase che parte nitida per poi finire in un aggrovigliamento impasticciato di vocali e consonanti incomprensibili. “Potresti pe’ ppiascere arapririmi la potta? Vorrei sudofjoèifjifòjkldvhòoidklg sfiohsfòiof osfihòh sfoh…”(esempio di una frase del M.). Vedo la solerzia invidiabile del G.. Si muove più veloce e sveglio di un robotino meccanico. Apre la porta al M. così gentilmente da sembrare lo chauffeur della signora a cui piacciono i ferrero Rocher. Lo sta accompagnando sul ciglio della strada. Non riesco a vedere bene. Un pò lo trascina. Gli tiene una mano sulla spalla. Sento rumori di sciacquone e di sicuro non provengono dal giardino vicino. Poi sento silenzio.
“All’anima dei *bip* di chi *bip*bip*”… Credo che il M. abbia vomitato sui nuovissimi stivaletti country del G.
“E che ca**! Sì proprio nu’ *biiiiip!*, sò nuovi”… Ora ne sono sicuro, li ha imbrattati.

Sono stanco, ora c’è nebbia, buio…Hic!…Opps, mi sono addormentato. Chissà per quanto tempo. Mi ritrovo posizionato del tutto involontariamente più al centro del sedile posteriore, appoggiato ad un sacco di patate russante. Tutti i versi degli animali provengono da quella bocca. Non so se tra le tonsille e l’ugula di the A. ci sia annidata una foresta o l’arca di Noè. Si può udire il cuculo, il barbagianni, il gufo, il bue muschiato e nelle curve più acute, sbattendo con la testa nel portiera si può ascoltare, anche se per pochi attimi, il verso del cinghiale nel momento dell’abbattimento. I modi gentili e garbati diurni di the A. fanno posto a quelli da scaricatore di porto o da bettolaro durante la notte…”aaaaaaaaaaarf…ptiu ptiu…còcòcòcò…gnak gnak gnak…oè oè oè…aaaaarf”(esempio di un russo di the A.)…Bon Dieu…Hic!
Annoiato dal quel ronfare sposto di 45° lo sguardo verso destra. C’è il G. alla guida. Le mani ferme sul volante e il ciuffo ribelle che gli cala sugli zigomi. Sembra concentratissimo, ma non credo che lo sia sulla strada. Infatti stiamo letteralmente sulla corsia di sinistra e di certo non siamo a Londra o a Edinburgo. Starà sicuramente pensando a quali tipi di soluzioni dovrà utilizzare per disincrostare le sue nuove calzature. “Tolgo un 15% di ciano e metto un buon 65% di magenta o tolgo 3 grammi di indaco per un chilo e mezzo di arancio?”(esempio di un pensiero del G.)…Hic!
Ci siamo fermati di nuovo. Di nuovo il lamento biascicato del M. Il G. gli ha riaperto la porta, ma stavolta senza il garbo e non l’ha accompagnato sino alla siepe come prima.
Il G. è al cellulare. “Quando mai ha risposto ad una telefonata?” mi dico. Secondo me è una scusa per non avvicinarsi a quella fontana umana. Cammina nervosamente dando sempre un occhio al nostro amico un pò in difficoltà. Si avvicina, credo che il M. si sia ripreso. E’ buio vedo poco…Stanno ritornando, chiacchierano. Sto per riassopirmi…Hic!
“Ma allora veramente sì str***!”…sobbalzo e comprendo subito che il M. ha combinato qualche altro disastro. “Hai vomitato su tutto il seggiolino!?*bip*bip*bip*”…

“Oè, svegliati, siamo arrivati”. Il G. mi sta chiamando. Con gli occhi gonfi di sonno, riesco a capire che sia il sacco di patate che il “palummatore” sono già a destinazione.
Senza dire una parola, apro la porta, alzo gli occhi per vedere l’ora dal campanile, fingo di aver distinto le lancette, rincaso e mi chiedo “ma è sabato sera?”…Hic!

Sogni di Rock ‘n’ roll – Ligabue

i Meticci

Posted by lapo2001 on ago 28th, 2009

i Meticci

Ci siamo quasi.

Stasera nella base con un immancabile banchetto c’è stata l’ufficilizzazione della squadra che parteciperà alla terza edizione de ” La Grande Avventura” che inizierà sabato mattina. A tutti i partecipanti è stata fornita la divisa con il bellissimo logo: un cane irriverente che si lascia un pò andare. Ci chiameremo “i Meticci”.

Il capitano Massimo ‘o Piccirillo, avendo già esperienze nelle edizioni precedenti, inseme a 2 organizzatori intervenuti, ci hanno un pò spiegato il funzionamento di questo gioco che ha poco, se non niente, a che vedere con la caccia al tesoro classica. Da quel che ho capito sarà come un videogioco applicato alla realtà. Vedremo.
Per ora posso dire che la preorganizzazione è stata ineccepibile. Il Graffio e the Ass hanno dato fondo a tutte le loro capacità e possibiltà per preparare la squadra nel modo più funzionale nei 2 giorni che verranno. A partire dal rancio, pressochè continuo(ingrasserò almeno altri 6 chili), per passare all’allestimento della stanza dormitorio e di tutti i marchingegni telematici e non, finendo con la divulgazione impressionante del nome e del logo (una pubblicità che nemmeno alle Olimpiadi si può trovare). Dgiuffre e Massimo invece, oltre all’impegno manuale e psicologico attuale, hanno iniziato questo meticoloso lavoro molto tempo prima, da almeno un mese cercando contatti e persone utili alla nostra causa. Il Minao ha provato la comodità dell’amaca gentilmente prestata da Enrika. Tutti gli altri sono attesi sabato alle 9.00 quando inizierà il gioco.

Lo slogan scelto è un’aforisma di Arthur Schopenhauer: Il destino può mutare, la nostra natura MAI.

Incrociamo le dita e Viva i Meticci.

Base

Magliette

Un inferno

Posted by lapo2001 on ago 17th, 2009

Ferraghost 2

Descrivere il Ferraghost di sabato è quasi impossibile… Un inferno.
Ad un certo punto i miei occhi esausti mi hanno scongiurato di fermarsi o meglio ancora di chiudersi. Non sapevano più dove guardare per via di situazioni ed episodi che si sono susseguiti e concatenati all’ordine dei minuti.
L’inizio è stato cauto mentre Dj Pedro iniziava a scaldare le gambe dei più vogliosi a saltellare. Un drink, una chiacchiera, una sigaretta, uno sguardo nella scollatura di qualche gentile donzella, un passo leggero di danza, una fotografia, un’occhiata ai fantasmi sulla consolle… Tutto è proseguito come capita in tutte le normalissime serate mondane sorrentine. Monotone e prive di spirito. Poi, un episodio ha rotto totalmente gli equilibri, mentre oramai la terrazza si era riempita. Un fantasma bianco piccolo piccolo (2m di altezza più il cappuccio) è apparso nel boschetto sovrastante ed ha iniziato un lancio fitto di piccoli mostriciattoli luminosi ed odorossissimi sugli ospiti sbalorditi. In concomitanza è partita la musica dei gosthbusters e poco dopo una serie di improvvisi e pirotecnici fuochi d’artificio hanno letteralmente scatenato la folla. In meno di 5 minuti non s’è capito più niente. Ghiaccio che ha fatto il giro delle Nereidi per finire immancabilmente nella camicia di qualche povero sfortunato, spumante versato nelle grazie di qualche signorina, una bolgia infernale al centro del terrazzo senza freni e senza limiti, ragazze che baciavano il primo che capitava, poi il secondo e a volte anche il terzo, altri che tentavano di non lasciarsi coinvolgere in quel cataclisma senza riuscirvi, il barista che chiedeva aiuto, il cameriere che ha iniziato a ballare e qualche miss mondo che faceva girare la testa maliziosamente un pò a tutti i maschietti. Il tutto mentre dj Pedro manteneva con maestria il ritmo ormai divenuto impressionante con i suoi pezzi revival migliori e qualche mostriciattolo di cui sopra terminava a mare… Come dicevo prima, un inferno.

Penso che sia stata una gran serata. Diversa dalle solite. Lo dimostra il fatto che dopo 2 giorni ancora se ne parla. Lo dimostra il fatto che per strada c’è chi chiede: e per sabato prossimo che intenzioni avete?…In quei pochi metri quadrati c’era anima… e non solo quella proveniente dall’al di la o dal boschetto sovrastante.

Come sempre grazie ad Antonio “el tanque” e a Francesco. Un ringraziamento particolare a tutta la banda per l’aiuto, per l’organizzazione e per la riuscita del party, a Massimo ‘o piccirillo novello Ghost, alle ghostgirls per essersi prestate come sarte ed indossatrici delle magliette confezionate per la serata e a Sorbino per lo sponsor.
Un super ringraziamento personale al Graffio per una miriade di motivi.

Ci vediamo sabato prossimo per la terza ed ultima serata. Grande Dj Pedro, come sempre.

Grande Tonino!

Posted by lapo2001 on ago 6th, 2009

Qugliarella

Tutte le foto di Tonino con i calciatori sono in commenti

Quando Tonino stamattina mi ha detto con un sorriso grande quanto una casa e con la felicità che poteva percepirsi anche ad occhi chiusi che alla presentazione della squadra azzurra s’è sentito ringiovanito di 20 anni, non riuscivo a comprendere precisamente cosa volesse dirmi. Era felice sì, gesticolava ogni suo istante e raccontava ogni piccolo episodio,potevo immaginarla quella gioia, ma non avevo capito a fondo cosa relamente avesse provato e di cosa stesse parlando.
Oggi pomeriggio mi ha spedito le foto e ho capito al primo click. Mi sono emozionato. L’ho invidiato. Ho pensato: è un grande.
Più sono andato avanti nella visione e più ho compreso che in queste immagini il reale spettacolo sono i suoi occhi…più dei calciatori. Altro che ringiovanito di 20 anni!? Ha lo sguardo felice della prima volta alle bancarelle, della prima volta di Babbo Natale, ha lo sguardo della prima cominuione! E nel guardarlo felice in mezzo al Pocho e al Quaglia o tra Gargano e de Sanctis o dietro la torta della squadra, mi ha emozionato e un pò (ma giusto un pò) mi è sembrato di essere anche io lì insieme a lui. Grande Tonino! Troppo grande!
Grazie Salvatore Z.

Pocho e Tonino

Per quanto riguarda il campo, oggi c’è stato l’esordio al San Paolo in un’amichevole contro l’Espaniol. 0 a 0 con belle giocate e qualche azione da gol soprattutto nel primo tempo. I nuovi arrivi mi sembra che si siano ben comportati. Evito di parlare del calcio d’Agosto. Spesso capita di vedere apparenti fenomeni che poi invece, nella realtà del campionato a stento riescono a camminare. Ma 2 cose devo dirle, anzi 2 nomi: Campagnaro e Gargano. Il primo mi ha impressionato. Erano anni che non vedevo un centrale uscire così palla al piede dalla difesa. E poi, che grinta! Il secondo invece, penso che sia insostituibile. Anche l’anno scorso lo pensavo nonostante le alterne prestazioni. Quest’anno però, nel suo ruolo naturale immagino se li mangi gli avversari. Se gioca con questo spirito nelle amichevoli non oso immaginare cosa potrà combinare quando ci saranno i 3 punti in palio. Si vocifera una sua partenza. Io dico che giocatori così non esistono. DEVE restare!

Il campionato è vicino. Ci siamo. Gli abbonamenti? Minao provvedi.
Grande Tonino!

Forza Napoli Sempre

Acqua e sale

Posted by lapo2001 on ago 3rd, 2009

Sagra del riavulillo ad Arola.
Le strade della piccola frazione equense sono state letteralmente invase dai visitatori. Tra bancarelle di ogni specie, giochi e gazebi allestiti per la relizzazione dei panini ed altre prelibatezze, abbiamo trascorso una piacevole serata. Eh sì. Perchè oltre a tutti gli ingredienti necessari per una seria sagra che si rispetti abbiamo potuto ascoltare anche dell’ottima musica… cioè ottima?! diciamo bella?…hmmm, non è il termine adatto… allora divertente?… nemmeno rende il senso… curiosa?… no, non so spiegarmi.
Beh, guardatevi sto video e capirete ciò che voglio dire…

C’è gente lassù che oltre a ricordarsi la squisitezza del riavulillo e delle melenzane a funghetto, ricorderà questo “pezzo” memorabile di Massimo Celentano e AnnaMina. Al primo sono bastate un paio di dita di vino, alla seconda nemmeno quelle. Il brano è “acqua e sale”…Tappatevi le orecchie! (La qualità del video è pessima ma credetemi, ne vale la pena).

Un saluto a tutta la banda.

Beach-volley 2009

Posted by lapo2001 on ago 2nd, 2009

Ex presidenti

Tonino e Giancarlo

In commenti altre foto.

Non è la passione per il beach-volley che ci ha indotto a realizzare questo torneo per 17 anni consecutivi. Infatti, se andiamo a vedere bene molti degli Zoccoli Volanti (l’associazione che l’organizza) o dei partecipanti non conoscono nemmeno le regole e molti altri non hanno mai toccato un pallone o la sabbia. Nonostante i cambiamenti, le braccia e le facce che si sono mano mano rinnovate, le varie amministrazioni comunali che si sono susseguite, il torneo “Quelli della notte” è ancora lì, come ogni Agosto, nella cavea delle scuole medie G.Amalfi. E’ diventato nel corso del tempo un appuntamento popolare e sociale che arricchisce la nostra estate in maniera quasi imprescindibile. Donne, uomini, anziani signori, bambini, ragazzi d’ogni età attendono il mese di Agosto per potersi catapultare in quel piccolo spazio insabbiato un pò come se fosse la corrida di Corrado. Non importa l’abilità o la bravura con il bagher o con il palleggio, non importa la coppa o la targa, l’elemento unico che interessa è il divertimento e la voglia di stare insieme.

Ecco. Dal ‘93, quando davvero ad organizzarlo eravamo 4 gatti, quando la sera si giocava quasi al buio e l’arbitro non riusciva nemmeno a vedere le strisce che delimitavano il campo perchè c’erano 3 riflettori che illuminavano solo un angolo, quando esisteva un arbitro, un refertista, un tabellonista, un cd musicale, una bottiglia d’acqua, un volantino e un pallone per tutto il torneo, quando se pioveva si doveva necessariamente giocare il mattino successivo, quando nessuno di noi avrebbe scommesso una lira sull’organizzazione per l’anno successivo…sino ad oggi, ciò che ha reso possibile questo piccolo miracolo non è la passione per il beach-volley, ma lo stesso divertimento e la stessa voglia di stare insieme dei partecipanti che ancora oggi senza questo torneo avrebbero un’estate più vuota.

E tutto questo grazie alla nostra associazione, gli Zoccoli Volanti appunto, che oggi conta non so neanche bene quanti elementi. E soprattutto grazie a chi l’ha guidata, credendoci più di ogni altro: dapprima il nostro caro presidentissimo Giancarlo e poi il grande e attivissimo Tonino. Senza di loro oggi, non avremmo questo bel passatempo estivo.

Con le dimissioni di Tonino, dopo 17 anni si conclude un pezzo di storia, la nostra storia. Ma la passione e questo torneo non finisce qui. Ci sono altre pagine da scrivere, altre amicizie, altri episodi e altre serate (o nottate) da raccontare.
Oggi 2 agosto, inizia il torneo.
Auguro al New President, Michele, di proseguire con lo stesso spirito, lo stesso impegno e soprattutto con la stessa passione che ha reso possibile di realizzare ciò che di bello è stato costruito in tutti questi anni. In bocca al lapo e buon divertimento.

Infine, voglio ringraziare Mario ‘o biondo. Fu lui ad avere questa bellissima idea e a chiederci di realizzarla. Grazie.

Visita il sito www.zoccolivolanti.it

Zoccoli Volanti

Beeeeh

Posted by lapo2001 on lug 27th, 2009

catamare

La grandezza di una donna in una coppia si manifesta, non quando si fa ciò che decide lei, ma si fa ciò che decide lei, che non farebbe lui, autoconvincendo quest’ultimo che invece gli piace e che è stato lui a volerlo…

Mi spiego meglio.

Stamattina al bar.
Iss: amore, andiamo al mare a Massa? Dai. Vorrei stare con i miei amici che non vedo da un secolo. Vorrei passare un pomeriggio con loro. Dai, sì, sì?
Ess: Non se ne parla proprio! Io laggiù non ci scendo. Ho sentito dire che l’acqua è sporca, che ci sono le pantegane in vacanza che fanno gargarismi. Non mi voglio infettare, poi mi vengono le macchie viola sulle natiche. No…No…e No!

Iss: Dai, amore. Te lo chiedo per piacere. Vorrei stare con loro. Dai, che il mare è bello lì…
Ess: Noonee. Io voglio andare a Nerano! Punto e basta! Non si discute! Iamm…

Iss(mestamente): va bbuò. Ragà, ci vediamo stasera. Io vado a Nerano.

Dopo poco meno di 5 minuti ecco di nuovo i 2 piccioncini rispuntare al bar con il loro motorino.
Iss si presenta eretto e impettito come un fenicottero con il mento che gli esce dalle mascelle tipo Ridge di beautifull. Lo sguardo di chi la sa lunga e un’aria da vecchio marpione soddisfatto e dominatore. E con voce potente dice brevemente: “Uagliù, allora come vi avevo promesso, vi aspetto a Massa”. Concludendo la frase con un “eh eh” quasi per dire “qui i pantaloni s’è capito chi li indossa”. Ess seduta dietro a stento lo ascolta. Indifferente abbassa lievemente il capo per dire “se se, stai cù sta capa”.

Noi tutti al bar, dopo questa scena da Maschio egemone del nostro caro amico ci siamo alquanto sorpresi. Da pecora a leone in 5 minuti non è da pochi.

Un pò di tempo dopo giù la spiaggia di Massa.
Come al solito arrivo in ritardo.
Sul lido sdraiati su letti e lettini ritrovo tutta la banda a gran completo. C’è Massimo ‘o piccirillo che parla di scissioni talebane all’interno del suo gruppo, c’è Minao che guarda contrariato il suo portafoglio vuoto, c’è Pedro che ricorda i tempi di quando era dj Pedro, c’è the Ass che..che… e che vò dica affà?!Dorme! C’è Anna che si gode il vento fresco e il sole lubrense, c’è qualcuno che guarda le barzellette della settimana enigmistica e fa finta di fare le parole crociate e qualcun’altro che guarda le rotondità messe in mostra di una bella signorina e fa finta di leggere il Sole 24ore. Ci sono tutti. Tutti?! Ma Iss e Ess?!…Assenti!?!…Ma come?
Iss al bar stamattina mi era sembrato il padrone del mondo. Voleva stare con noi a tutti i costi. Si sarebbe accontentato anche di un sediolone per neonati per prendere il sole pur di stare con noi…e invece?
Dopo poco scopro la verità. Scesi a Massa, Ess l’ha costretto a prendere una barca e ad andare a Nerano per fare bagni salutari dall’altro lato della penisola. Non avendo denari Iss s’è fatto prestare anche un paio di centinaia di euro dal povero Minao e solo dopo molto tempo sono ritornati dalle nostre parti. E in quel momento scopro anche che hanno fittato praticamente una zattera col motore che da Massa a Nerano c’ha impiegato 8 ore e 25 minuti.
Distrutti risalgono sullo stabilimento dove c’è tutta la banda. E qui si consuma la beffa finale.
Iss praticamente morto, col sole che l’ha scuoiato anche nelle mutande dice: Io non so come fate a stare qui a Massa. Il bagno è infattibile. Ho fatto bene a prendere la zatt…cioè la barca.

Per la serie il capo sono io, ma chi comanda è mia moglie…Beeeeh.

Dietro l’angolo

Posted by lapo2001 on lug 8th, 2009

Vesuvio

Le 8 e mezza di questa sera.

Poco prima con the Ass siamo stati a Massa per alcuni servizi. Dopo averli ultimati siamo andati a trovare una caro amico nei pressi della Marina della Lobra. Quattro chiacchiere un caffè e la visita della casa. Ci ha portato su, all’ultimo piano. Qualche scalino ed ecco la terrazza. Stupenda. Il paesaggio ci ha lasciati ammutoliti per qualche secondo. In quei pochi attimi non siamo riusciti inemmeno a dire quanto ci piaceva quel posto, quella casa: i lettini,il tavolo, le piante, la cura del piccolo giardino, le lampade ecc. Tutto davvero ben architettato. Ma quel tramonto ha rubato la scena. I colori così particolari ed intensi hanno creato un tutt’uno con quel luogo da renderlo sublime.
Al ritorno sul motorino ancora abbiamo ricordato quello spettacolo, tant’è vero che ad un certo punto, quando il sole aveva ormai terminato la sua giornata, ho chiesto a the ass di fermarsi…

Il tramonto è già passato e ho usato il cellulare per cui non può minimamente avvicinarsi alla realtà, ma vi assicuro che non sono stato l’unico a scattare una foto…

So che per raggiungere i propri obiettivi o per poter andare avanti, la maggior parte delle persone è costretta a rimanere in 4 mura o stare in posti in cui l’orizzonte si ferma a case e smog, ma son sicuro, la vita è fuori… a volte dietro l’angolo. C’ho le prove.

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