Sta Liguria

Posted by lapo2001 on giu 16th, 2009

Santa Margherita Ligure
Le altre foto sono in commenti.

Bella “sta Liguria”. Bella Santa Margherita Ligure. Colorati e luminosi i paesaggi: il viola delle buganville, il rosso delle gardenie e il rosa delle orchidee; Verde ovunque e la costa davvero molto simile alla nostra tra piccole cale, scogliere e villazzi appoggiati sui promontori che farebbero invidia anche a Papi. Bazar e piccoli bar sul lungomare dove si possono degustare le leccornie tipiche di questa terra (in particolare le famose e gustosissime focacce di Recco) accanto ad alberghi a 18 stelle che noi abbiamo osservato solo dall’esterno(ovviamente).

Ci sono lidi di ogni specie e per ogni tipo di portafoglio: dai 90 euro per un lettino, un ombrellone e una cabina ad una piccola spiaggia libera in cui si fa la fila in attesa che qualcuno vada via dopo un’ustione. L’idea di riempire le scogliere con piccole pietre e trasformarle in veri e propri stabilimenti attrezzati è ottima.
Mi ha colpito osservare che la gente abbia una particolare predisposizione alla cura del corpo: è difficile trovare rotoli di grasso o panze cadenti: Ragazzini con bicipiti alla Schwarzenegger e anziani signori con le ali di un angelo tatuato fuoriuscenti dal costume. Signore in topless col piercing sul capezzolo e ragazzi con i crocchè scolpiti anche dietro le orecchie. Diciamo che noi eravamo i pochi ad avere ancora le fascinosissime maniglie dell’amore (orgogliosamente portate).

Per una mia deformazione poi, ho notato i metodi della differenziata: ancora rudimentali ma molto efficienti. Ci sono ancora i vari cassonetti per strada. In realtà, tutto ciò è possibile solo per una questione di educazione e civiltà. Lì è possibile, ahimè. E fuori ad ogni farmacia c’è il bidone per i farmaci scaduti(assessò, hai capito?).

Bella “sta Liguria”. Ci ritorneremo volentieri. Possibilmente senza il Juke-box “sarabanda” di Anna e le “precisazioni” di Madda.

Un saluto al povero Catapo. Ti capisco.

Pivello

Posted by lapo2001 on giu 12th, 2009

Estate di un paio di secoli fa.

All’epoca ricordo che la villetta comunale adiacente la mia dimora era esageratamente fatiscente. La casetta-bar in condizioni pietose e la vegetazione ai limiti della visibilità. In giornate particolarmente calde si poteva anche avere la sensazione di udire l’urlo di Tarzan o di vedere lucertole che intanto con la canicola si erano trasformate in alligatori. Erano gli anni in cui lì dentro si poteva trovare di tutto. Anche un vagabondo dimenticato da Dio, la serie completa di qualche rivista porno o un kit completo di condom bucati o di siringhe da infermiere. Senza sorveglianza e senza alcuna cura. Una foresta nel centro del paese.

In quella stagione mia madre, impossessata dal raptus del cambiamento (ho scoperto che è una predisposizione di molte donne di casa), dopo aver voluto spostare (nel senso che noi abbiamo dovuto spostare) tutti i mobili dal salotto alla sala da pranzo e dalla sala da pranzo di nuovo al solotto(perchè le infasidiva la posizione del sole che dalle 16 alle 16:30 poteva rovinare il legno di quelli più vicino la finestra), decise, con somma gioia di mio padre, di mettere i parati nella sua camera da letto la cui finestra affaccia proprio sulla villetta-jungla di cui sopra(e che c’entra mi direte. Mò c’arrivo).

In un pomeriggio di quella estate con mio fratello mi divertivo a giocare con una pallina da tennis nella stanza da letto dei miei. Quella camera era completamente spoglia. Svuotata e priva di ogni quadro, armadio o altro oggetto. Di li a poco avrebbero messi i tanto amati parati.
Era in corso uno di quegli uragani estivi che ogni tanto da queste parti si fanno sentire, per cui cosa c’era di meglio di un comodo mini campo di calcio in casa, poichè fuori non si poteva giocare?
All’epoca mi cimentavo come portiere, non perchè sia mai stato particolarmente bravo, ma solo perchè i fratelli minori hanno l’ingrato compito di far divertire i maggiori. A piedi scalzi ci prendevamo a pallettate e nella gara dei rigori mio fratello non riusciva a segnare un solo gol. La pallina era piccola e pesante per cui il rumore dello scontro col muro provocava tonfi tipo Squash. Pam, pum…pam,pum. Una serie interminabile di rigori e il gol non arrivava. Io ridevo e deridevo chiassosamente. E mentre mi accingevo a parare l’ennesimo penalty, una voce all’improvviso fermò quel trambusto. “Posso provare io a bucarlo quel pivello?”. Gianpaolo(il figlio di amici di famiglia) attirato dalle urla, dalle risate(le mie) e dai rumori aveva lasciato la cucina in cui c’erano i genitori (notoriamente tirchissimi) per una visita e incuriosito si era diretto verso il mini-campo. E baldanzoso, gagliardo e con voce da bullo ripose la stessa domanda: “Posso tirarlo io un rigore, pivello? Eh,eh”. Gli risposi che per lo meno doveva togliersi gli zoccoli. I dottor Shulls erano di legno e pesanti e potevano far male qualcuno. Lui invece, sicuro e ancor più spavaldo di prima mi accertò che non poteva esserci alcun pericolo. Sapeva il fatto suo. Si creò un atmosfera apocalittica, da mezzogiorno di fuoco, come i film di Clint Eastwood. Mancava solo quel “paraparapà”, motivetto tipico di quei film. La pallina gialla posizionata ferma sul dischetto immaginario. Guardavo i pali (cioè, da un lato la fine della parete e dall’altro lo spigolo della finestra) nervosamente e una gocciolina di sudore scendeva dalla fronte. Mio fratello con gli occhi sbarrati. Gianpaolo con espressione sempre più indisponente. C’era molta tensione. Partì nella rincorsa (a dire il vero un pò goffa), distese il piede verso la palla e……………….BUUUM! La palla si va ad infilare nel angolo in basso, imparabile anche per Dasaiev, mostruoso portiere russo di quei tempi. Neanche il tempo di capire e quell’ attimo di tensione e di silenzio venne letteralmente “rotto” dal rumore del frantumarsi del vetro della finestra. Lo zoccolo era partito per un lungo viaggio senza far mai più ritorno. Era finito tra le fauci di qualche baboab nella villetta comunale. Gianpaolo noncurante dell’accaduto esplose in un “GOOOOOL” con relativa corsa forsennata alla Marco Tardelli e con trenino alla Joao Paulo senza rendersi conto di ciò che aveva combianato. Tutto quel casino spaventò mia madre e i suoi genitori che immediatamente si fiondarano nella stanza in cui eravamo. Appena saputo l’accaduto e constato il danno sua madre svenne (perchè s’era perso lo zoccolo) e poco dopo seguì le sorti della signora il padre(perchè pensava che avrebbe dovuto pagare il vetro). Fu mobilitato mezzo mondo. Televisioni, elicotteri, Protezione civile, vigili del fuoco, Carabinieri, Polizia, Genio artificieri, Rambo…Niente? Lo zoccolo di Gianpaolo non fu mai più ritrovato. Si narra che sia stato rubato da Tarzan.

Dopo più di 25 anni, la madre anche dopo il disboscamento ancora non ha perso le speranze di ritrovarlo. Il padre smontò il finestrino della sua 124 per riparare all’errore del figlio. E la cosa che mi lascia perplesso più oggi, Gianpaolo quando m’incontra per strada ancora esulta per quel gol, chiamandomi “pivello”.

Mari & Danilone sposi

Posted by lapo2001 on giu 4th, 2009

Sposi

Le altre foto sono in commenti

3/6/9

…12 o 15 dozzine di persone tra parenti, amici ed intervenuti hanno gioito alle 18 e 21 con 24 migliaia di applausi, il matrimonio di Mari e Danilone.
La celebrazione si è svolta nella chiesa di San Michele tra fiori, abiti sgargianti e belle presenze. Ricorderò quest’evento però, per la particolare attenzione dello sposo: quando tutti si alzavano, lui si sedeva e viceversa.
Confetti, palloncini e un bel sole hanno poi fatto da cornice all’uscita.
Belli questi sposi. Il loro sorriso è un’altra cosa che ricorderò.
Bello anche il ricevimento.
Una sala spettacolare, un panorama con tramonto mozzafiato(che avrà reso felice peppe105) e un mare leggermente mosso hanno reso ancora più godibile la cena che definirirei sublime(alla fine ho dovuto necessariamente sbottonare i calzoni già fin troppo stretti).
Particolarità? Beh, l’insofferenza del Minao già al terzo minuto, la solerzia di Fabrizia nel cercare in tutti i modi di far sedere Ada al nostro tavolo, i ballerini della vecchia guardia (Rino e Maurizio in particolare) a dettare legge, il duetto Piero-Anna con “se mi lasci non vale” (a quest’ultima ho consigliato di dedicarsi al cabaret nei matrimoni. Farebbe soldi a palate) da strapparsi i capelli dalla testa, la bella voce di Piero Aiena e lo stravaccamento totale sempre del Minao prima su un tavolino da almeno 5000 euro e poi su una poltrona al 90° minuto.

In attesa di poter finalmente intervistare come dico io i 2 piccioncini, faccio ancora a loro tanti tanti auguri.
Ci vediamo presto. Anzi, prestissimo. Se non sbaglio ora, abitate a 20 metri da me.

Sorrento

Amiciamici

Posted by lapo2001 on mag 27th, 2009

Vota Antonio

Uèèèè, ciao Gian…Gian…Gianfranco, anzi no, no, scusami Gianluca. Come stai?Tutto bene?Come te la passi? E’ una vita che non ci vediamo, eh?

Sì, sto bene. Ma veramente non mi chiamo Gianluc/

E dimmidimmi, come vanno le cose in famiglia, amicone mio bello?E i figli?come stanno i figli?Benebene?

Beh, io… io non ho figl/

E tua moglie?Lei come sta?Sempre bellissima,con quello charme, ce l’ha sempre il mastino napoletano? cel’hasempre?

Non vorrei deluderti, ma non sono spos/

Uh,uh,uuuh, che risate ti ricorditiricordi? Quando eravamo alla ragioneria e distruggemmo tutti i bagni della scuola?tiricorditiricordi?

Non posso ricordare perchè io ho fatto il lice/

Ma tu non hai idea del piacere che mi fa incontrarti. Tu non hai proprio idea! Il buon e caro, simpatico amicone mio Gianpietro. Ma ti trovo davvero benissimo. Sei dimagritissimo mio speciale amico. E poi sempre sorridente, sempre felice della vita, sempre un ricordo per i suoi vecchi amici di un tempo. Che persona fortunata che sono ad averti come amicoamico. Giusto,giusto?

Ti ripeto che non mi chiamo Gianp/

Ma perchè non organizziamo una bella serata come ai vecchi tempi insieme a tutto il nostro gruppone? Dai ci scassiamo come capitava in piazza. Chiamiamo anche Vincenzo. Uh che risate con lui. Tiricorditiricordi?

Ma quale gruppone e chi è Vincen/

Per non parlare di quando tua sorella ci cazziava perchè le tiravamo i capelli. Uh,uh che bello!cherisatecherisate!Verovero?

Ti starai confondendo perchè io non ho sorel/

Tu sei una persona profonda. Stupenda. Io farò qualsiasi cosa per il mio vecchio e straordianario amicoamico. Come potrei non darti una mano?Te che sei stato il mio compagno fidato per tutti questi anni?Da quando giocavamo con le pietre nel 69 giù la spaiggia di Vico. Che tempi! Sìsì, sei davvero grandioso, maestoso, che essere superiore che sei!Hodettobenehodettobene?

Ti giuro che nel 69 non ero ancora nat/

Scusamiscusami Giandomenico, ma ti devo lasciare. Vado di fretta. Magari ci si rivede prestissimo. Così possiamo fare altre 4 piacevoli chiacchiere. Mi ha fatto troppo piacerissimo incontrarti. Davvero! Mi raccomando dai un bacio ai tuoi piccoli da parte mia, non dimenticare. E poi…abiti ancora a meta?

Sono residente dalla nascita a Pian/

Ottimo, straordianario, meraviglioso. E in che via di Meta abiti? Scusamiscusami, ma non lo ricordo più.

Ti ho detto che abito a Pian/

Vabbèvabbè, ti dò anche questi altri. Magari, amicoamico fraterno mio, avrai anche qualche parente o amico da quelle parti. Mi raccomando…(occhiolino)

(E mi infila dei bigliettini in tasca).

Quanti amiciamici che ho senza averli mai visti, uuh!
Le elezioni si avvicinano.

Simone

Posted by lapo2001 on mag 14th, 2009

S: Uè Giggì, mi ha chiamato Giovanni. Mi ha detto che dobbiamo assolutamente vederci, perchè a lui fa troppo piacere organizzare una cena-incontro con tutti i ragazzi(mitico gruppo Duemila dell’A.C.R. di almeno 15 anni fa). Anche perchè negli ultimi appuntamenti non ho potuto partecipare.
G: Simò, quando vuoi. Possiamo organizzare il tutto per martedì. A te va bene? Io chiamo gli altri, ok?
S: Ok. Per me va benissimo. Sai com’è, Giovanni ci tiene troppo alla mia presenza. Siamo amici da una vita e non riusciamo mai ad incontrarci…Io lo richiamo non appena siamo tutti d’accordo.

Mi metto al telefono e chiamo Giovanni bis.
Gig: Giovà, tu ci sei martedì? Simone è qui e a Giovanni fa piacere vederlo.
Gio2:Certo che ci sono. Ma mi raccomando, solo se viene Giovanni, altrimenti tutto questo non ha senso.
Gig: Non preoccuparti, Giovanni è l’elemento cardine. E’ lui che vuole assolutamente vedere Simone. Ci sarà sicuramente.

Chiamo Tony.
Gig: Uè Tò, non puoi mancare martedì. C’è Giovanni, Giovanni bis e addirittura Simone!Non puoi mancare!
To: Non preoccuparti. Ci sarò sicuramente. Ma Giovanni c’è sicuro? Lo sai che la sua presenza è fondamentale.
Gig: Certo che Giovanni ci sarà. Tutto è partito da lui. E poi, quando c’è Simone, Giovanni si farebbe in quattro per venire.

Chiamo Pietro. Stessa storia.
P: Giggì io vengo, ma solo se viene Giovanni…

Chiamo Luca. Idem.
L: Io vengo, ma solo se viene Giovanni..

E così per altre 12 persone…

Infine chiamo Simone per i dettagli finali del luogo e il tempo dell’incontro.
Gig: Simò, allora tutto a posto. Vengono tutti. Ci vediamo martedì alle 9 e mezza in piazza. Puoi passare a prendermi?
S: Sì sì, vengo un pò più tardi perchè ho un piccolo impegno, ma non farò troppo ritardo. Ci vediamo sotto casa tua.

Martedì, ore 9 e mezza e di Simone non si hanno tracce. Decido di chiamare gli altri ragazzi per avvertire del nostro piccolo inconveniente. Chiamo prima di tutto e ovviamente Giovanni, organizzatore dell’evento.
Gig: Giovà scusa, sei già in piazza? Purtroppo Simone farà un pò di ritardo per cui dovreste aspettarci. E’ un problema?
Gio: Giggì, ma che stai addì? Piazza? Ritardo? Ma di che parli?
Gig: Ma come? Ci dobbiamo vedere alle 9 e mezza in piazza. Hai qualche problema?
Gio: Ma che dici?! A me nessuno ha detto niente. Ora sto mangiando con i miei figli e non posso muovermi!
Gig: Ià Giovà, non farè lo stupido. Mi stai prendendo in giro. Mi vuoi fare il solito scherzo idiota. Ià Giovà, non preoccuparti che tra poco saremo in piazza.

Dopo quasi un’ora al telefono mi rendo conto che non è affatto uno scherzo e che Giovanni autore e idealizzatore di questo raro evento(evento organizzato per Simone!) è stato l’unico a non essere avvisato! Simone se n’è dimenticato…

Al termine di tutto ciò il commento di Giovanni è stato: Oltre al mare, Simone s’è bevuto pure il cervello. E io ho aggiunto: non solo quello.

E’ inutile dire che tutti gli altri volevano linciarlo.

Simò, Simò, ma quann’a miett ‘a capa affà bbene?!
Giovà, perdonalo, è ragazzo…

Il paparazzo

Posted by lapo2001 on apr 30th, 2009

La foto dello stadio con cappellini “Costa” in bella mostra ha creato malumori ed equivoci. Apprezzo ercagno che molto schiettamente non ci ha voluto dare la soddisfazione di cadere nel tranellino ben architettato da qualche suo parente molto stretto. E alle sue affermazioni alzo le mani. Geppetta invece, ha subìto il colpo basso e ha delegato il maritino Geppetto nel far arrivare a me(?!) che non c’entro assolutissimamente in questa storia e agli altri co-tifosi, tra i quali il colpevole di cui non voglio fare il nome…Francesco The Ass, un commento molto pepato ed accusatorio rimarcando che il nostro gesto è una sorta di alto tradimento alla bandiera(e non dico quale per una questione di pubblicità…MSC). Risultato: a letto senza cena! Geppetto, costretto fisicamente a non cucinare più per noi le sue meravigliose delizie culinarie.
Caro ercagno, mi rivolgo a te, capisco che nel vederci festosi e sfottenti con il cappellino della concorrenza, da noi vecchi burloni e giocherelloni, ti ha più che altro fatto sorridere. Una piccola zingarata è stata. Però, ti invito a riflettere. Chi ci ha tanto criticato, con lettere minatorie ed azioni feroci, guarda un pò cosa ti combina a casa tua?!
Andrea e Alessio

Fortunatamente il Fabrizio Corona di Piano, il paparazzo dei paparazzi, è riuscito ad immortalare queste due piccole anime innocenti col copricapo della discordia!? E ripeto, a casa tua!?
Figurati, che Andrea mi ha confidato di nascosto, che in origine, si era pensato addirittura di creare dei minicappellini per le tartarughe, le tue tartarughe(!?), ma fortunatamente pare che queste ultime si siano rifiutate di indossarli facendo ricorso. E i tempi della risposta in particolare per loro pare siano assai più lenti e lunghi.
Per cui, la mente criminale ha costretto solo i nipotini, i tuoi nipotini(!?) al sacrilegio.
Ercagno, rifletti… Sei ancora così indifferente a tutto ciò?

Un saluto grande a Luca Ercagno (probabilmente ci vediamo lunedì), un saluto a Geppetto che mi ha inviato la foto, un bacio a Geppetta(solo se fa finire quest’embargo culinario assurdo contro di noi) e un forte abbraccio ad Andrea e Alessio, sempre belli e sorridenti.

Forza Napoli Sempre

Pasquetta ‘09

Posted by lapo2001 on apr 14th, 2009

Il cacciatore di aquiloni

“Beh piove, che si fa?”
“Si potrebbe andare a fare una scampagnata sulle Tore, n’copp ‘e cascarelle, o magari sul Pordoi, sul Monte Bianco o sul Kilimangiaro…”
“Ma non lo vedi come piove?! Ieri mi sono fatta la messa in piega e poi ho lo smalto sulle unghie…Uff, mi annoio, chefacciamochefacciamochefacciamo?”

Tipici discorsi pre-pasquetta delle ore 13 quando ancora non s’è organizzanto niente.

Piove? E allora quale poteva essere la solita destinazione per il nostro Lunedì dell’Angelo? … Ovviamente casa Minao. Ovviamente Fabri avrà esultato.
Pranzo organizzato in 25 minuti: polli da Tonino, bevande dal the Ass e cibarie varie portate da tutti i componenti.
E anche ovvio ricordare che non appena abbiamo messo piede tra le nostre care mura di Largo dell’Annunziata ha smesso di piovere ed è uscito un sole spaccapietre.
Il solito gozzoviglio, il solito rosso che ha fatto vari giri prima di salire(quello del Dgiuffre s’è lasciato bere che è un vero piacere), la solita melodia canora di un cano piccolo piccolo, la solita organizzazione impeccabile di Fabri, i soliti 200 caffè, le solite cazzate del the Ass, il solito documentario sui barbaggianni visto da Danilone sul divano, stavolta insieme al Graffio ed Enrika(quest’ultima non accortasi della possibilità di calare la tenda nella stanza ha piazzato un pareo(?!) coprente il balcone per evitare i fastidiosi raggi del sole), il solito torneo di burraco, la solita sfiga che ha investito me e Francesca, il solito uovo di cioccolata, la solita cocacola sparsa accidentalmente per tutta la sala da parte di Mari, la solita fortuna di Anna e Bambola, il solito gelato del Bar delle Rose…
…da registrare come eventi eccezionali: Fabri non ha nascosto il suo uovo e ci ha concesso di assaggiarlo(forse solo per distrazione). The Ass, per la prima volta è riuscito a vincere una partita di burraco contro di me. Minao non è stato nella sua usuale postura per almeno 3/4 della giornata. Valentino Rossi s’è piazzato secondo.

Qualcuno potrebbe pensare che stia dimenticando qualcuno all’appello. No, no. Ada era assente per suoi impegni, Catapo era già in viaggio per la sua Milano e Gianluigi M.?
Gianluigi approfittando delle refole di tramontana è stato tutto il tempo sul terrazzo per cercare di far volare un mini-aquilone.
Credo che ora, il cacciatore di aquiloni sia ancora lì…

Un saluto a tutta l’allegra banda. Senza di voi non sarebbe la solita divertente pasquetta.

Buon compleanno, Bambola ‘09

Posted by lapo2001 on apr 1st, 2009

Superbambola

Le altre foto in “commenti”.

Come tutti gli eventi di rilevanza, anche quest’anno non poteva mancare la superfiesta di complanno della nostra mitica Bambola. Occasione inoltre, per ritrovare vecchi amici ormai classificati latitanti, di visitare la bella casa, e di conoscere la simpatia del signor Gianni, della gentilissima consorte e dell’addormentatissima Nanà, un gatto tigrato non troppo contento dell’inusuale invasione che ha disturbato il suo sacro sonno.
Un bel salotto organizzato ad arte per poter ricevere una mandria pazza di affamati e una tavola coperta di bianco e di azzurro sono state il giusto prologo di una bella serata tra amici. Leccornie da leccarsi i baffi, un pupo (Giuseppe) canterino, ballerino, architettino ecc ecc senza nessuna voglia di appisolarsi, le figuracce di mamma Alcib(mi ha fatto portare senza vergogna a casa di Bambola il seggiolone, i giochi, la pastina e la mela del figlio!), l’abilità di Papà Tonino nell’insegnare al piccolo a cantare “Luca era gay”, la mania del Minao di rubare distrattamente pane, posate, bicchieri, tovaglioli dal sottoscritto, il solito sorriso coinvolgente in attesa di un ananas di Marcamanda, la pazienza della baby sitter di giornata Anto, la presenza straordinaria di un Pedro ormai quasi sempre assente (e perdente!), le esternazioni colorite e da mal di pancia del Graffio, la cura nel riordinare(e manigare!) le marmellatine di Enrika, la ormai solita postura supina di The ass, telefonate improvvise notturne e il gradito intervento finale con tanto di candelina assai rotenate e poco sonante di Paola hanno fatto il resto.
Da rifare!

Tanti tanti auguri Bambola.

Grazie Anto.

Graffioffesa

Posted by lapo2001 on mar 13th, 2009

Poster

Dopo tanto amore, tanta dedizione e tanta passione, siamo stati costretti ad un gesto estremo! La rimozione forzata del manifesto!

Per mesi nell’uffico del Graffio è stato affisso un bruttissimo poster raffigurante barche sfigate sottosopra in attesa di un’esecuzione proveniente dall’oceano. Che tristezza!
Il sottoscritto e the Ass a turno abbiamo cercato di rendere quell’obbrobrio similare ad una locandina di un film muto in qualcosa di più gradevole anche per gli occhi dei visitatori del tanto noto studio. Un “purpitiello” rosso, una vacca che si rilassa sul ramo di una palma, una composizione di noci di cocco indisciplinate, un paracadutista salvatosi dalla furia del barone rosso, un wc appoggiato sulla chiglia di uno degli scafi, un ratto assai spirtoso, sono solo alcuni esempi dei quotidiani arricchimenti artistici. Ogni occasione è stata buona per trasformare in allegria quella parete così spenta, fredda e malinconica…un pò come il Graffio.

Nel corso delle settimane ho compreso poi, che la notorietà che stava acquisendo il manifesto ha un pò indispettito e ingelosito uno dei titolari dello studio(il graffio appunto), il quale essendo un maestro nella grafica e nella fattura di pannelli ad alto livello si è visto un pò scalzato da quell’opera d’arte di altrui creazione. Per cui vigliaccamente oggi, ha costretto la sua segretaria a comunicarci che per una questione di stile, di fregio e di immagine il manifesto doveva essere per lo meno spostato dalle sue spalle (anche perchè, a suo dire, emanava un cattivo odore!?).

Assai demoralizzati, io e the Ass abbiamo gentilmente chiesto aiuto all’altro socio, il quale (Francis) è stato ben contanto di porre la meraviglia sulla parete del suo ufficio. Lui sì, che è un intenditore!

Caro Graffio, nel ringraziare prostrandoci in ginocchio la Angelica (segretaria)e Francis, ti comunichiamo che di comune accordo con the Ass, da domani inizieremo una seconda opera. Cercando di creare qualcosa che più si avvicini allo stile, al fregio e all’immagine del tuo ufficio… Non posso dire quale sia l’idea, ma ci servirebbero un paio di pennelli, un paio di barattoli di pittura (più colori se possibile) e il tuo soffitto!…quello del bagno!

Ah dimenticavo, sposta quel divano da vicino alla scrivania, non si dorme più bene come una volta!

Graffio esultante

Lo stile, il fregio, l’immagine del Graffio(?!) dopo la rimozione.

Francis

Francis (critico d’arte), da oggi, unico titolare dell’azienda…per noi.

Mi scappa la pipì

Posted by lapo2001 on feb 26th, 2009

Gabinetti, inserito originariamente da hummyhummy.

Una fitta pioggia infastidisce il mio cammino verso la Circumvesuviana. Sono senza ombrello come al solito, perchè oramai ho capito che uscire con l’ombrello significa matematicamente perderlo. Ho ancora una ventina di minuti di tempo prima della partenza del treno che dovrà riportarmi a casa ed essendo abbastanza lontano affretto il passo. C’è un gran caos nel centro di Torre. Quando piove si crea un traffico bestiale e bisogna stare attenti a dove si mettono i piedi. Le pozzanghere si trasformano in piscine, le strade in fiumi in piena e le macchine in autoscafi. Per cui è bene stare quanto più vicino ai muri dei palazzi. Non sono ancora zuppo, ho l’impermeabile col cappuccio e le mie storiche scarpe da trekking impenetrabili con le quali potrei attraversare i 7 mari. Ho bisogno di una toilette, mi scappa la pipì. Supero uno ad uno tutti i bar sul corso principale ormai inondato da litri e litri di acqua, con l’unico intento di giungere il prima possibile nel mio solito bar a pochi metri dalla stazione per bere il mio solito caffè e per fumare la mia solita sigaretta in pace. Per cui decido di trattenerla ancora per un pò. Manca decisamente poco, sono ad un incrocio. Per evitare di infradiciarmi di pioggia e di pipì lo attraverso velocemente non curandomi troppo di tutto ciò che ho intorno. Una macchina si stoppa improvvisamente poco distante da me per non dar luogo al mio investimento. Non me la faccio addosso (in tutti i sensi!) solo perchè qualche santo non ha voluto e ora che il bisogno si fa impellente non faccio nemmeno caso alle bestemmie assai colorite dell’autista. Praticamente corro, praticamente casco sul marciapiedi (saranno stati gli improperi appena ricevuti?!). Un bambino nascosto dietro la madre sotto ad un portone inizia a ridere a crepapelle della mia imbecillità. Non me ne curo, mi rialzo e finalmente mi ritrovo nel mio bar. Non mi va di entrare e di infilarmi direttamente nel bagno come se qui fosse un pisciatoio per cui resisto ancora un pò e chiedo il mio caffè fingendomi tranquillo, mentre in realtà sono smanioso, mi muovo parecchio, saltello…ho la vescica stracolma e un dolore immane all’anca in seguito alla precedente caduta. L’amico dietro il bancone mi comunica che è impossibilitato nel fare caffè perchè il diluvio in corso ha prodotto dei danni alle tubature e tutta la zona è priva d’acqua. Inizio a sudare nonostante ci siano poco più di 5 gradi. Intuisco che anche il bagno è off. Ed infatti anche il bagno è off. Così come tutti i bagni dei bar nel circondario. Mi sento male. Non so cosa fare. Prego di farmela fare lo stesso. Non mi viene concesso. Esco fuori all’impazzata ancora claudicante e mi fiondo come una gazzella impazzita tra le macchine che intanto litigano tra loro in quell’ingorgo infernale, mi sento scoppiare. In pochi istanti riesco ad arrivare alla stazione. Attraverso le barriere per l’obliterazione del biglietto come un fulmine, trovo la porta dei wc aperta, mi ci butto ed entro finalmente in una di quelle impresentabili e puzzolentissime turche. Chiudo la porta e mi rilasso…aaahhh…Ho ancora qualche minuto prima del passaggio del treno e mi rendo conto di essere completamente bagnato. Ho finito di rilassarmi ma continuo a stare in quella posizione eretta ancora un pò di tempo. Esco da quella fogna nauseabonda svuotato dei miei liquidi in eccesso per lavarmi le mani e mi rendo conto con mia enorme sorpresa che la porta principale è sbarrata. Bestemmio. Inizio a lievemente e toccarla chiedendo con calma di farmi uscire… Niente!… Inizio ad innervosirmi, inizio ad alzare la voce, inizio a battere i pugni…Niente!… Il tempo passa, il treno sta per arrivare, sono inviperito, urlo e dò calci alla Gattuso!… Finalmente sento una voce femminile dall’esterno: “Ooooèèè, ccà saent na vouc! C’stà caccraun in’to ciaess!”(traduzione:Ehi, odo una voce qui. C’è qualcuno rinchiuso all’interno dei sanitari). Il signore addetto alle pulizie(?!) dopo aver terminato il suo lavoro(?!), ha chiuso la porta a chiave ed è scomparso! Avendo il timore di perdere il treno e siccome il mio stato umido è pietoso, mi faccio sentire ancor di più schiumando rabbia rischiando tra l’altro di abbattere quella porta blindata con una spallata. Dopo non so nemmeno quanto tempo finalmente mi aprono e l’addetto mi cazzea per il casino verbale e alla porta che ho creato(?!). Mi sento come una bomba ad orologeria pronta per esplodere, ma non ho il tempo per farlo. Strattono quell’imbecille e corro velocemente verso il binario 2…
…ovviamente ho anche perso il treno!

E’ sera, sono a casa nel letto e ancora non ho smaltito la rabbia. Nel delirio dovuto alla febbre e al dolore all’ anca gli unici pensieri che riesco a salvare sono: la prossima volta mi porto un ombrello con la catena, un paio di scarpe antiscivolo e indosserò i pannoloni!

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