The box

Posted by lapo2001 on mag 13th, 2011

mano2

Non so ancora se uscire fuori o portarti qui dentro insieme a me. Già mi hai dato una mano, ma evidentemente non basta…

Con mio figlio

Posted by lapo2001 on mag 3rd, 2011

padre-figlio

Con mio figlio…

Divan il terribile

Posted by lapo2001 on apr 19th, 2011

Divan

Un perfetto esempio di T.O.
(gentilmente richiesto da Ripa22)

L’egocentrico

Posted by lapo2001 on mar 28th, 2011

Egocentrico

4 anni – Auguri

Posted by lapo2001 on mar 23rd, 2011

finestra sul mondo

Auguri a questo strano luogo che troppo spesso m’è venuto a salvare.
Ancora non ho capito, in questi 4 anni, se è una finestra sul mondo o un mondo su una finestra…

Grazie come sempre a tutti gli abitanti e ai viaggiatori che in questo tempo hanno contribuito a colorare l’Isola. Qualcuno s’è fermato su di un bel lido ed è andato via, altri hanno esplorato le sue profondità. Altri ancora vi rimangono in eterno.

Grazie a Fulvio che dal 2007 rende reale la mia amata follia.

Nemici Miei

Posted by lapo2001 on mar 11th, 2011

nemici miei

Nemici Miei – Questa settimana gli orari degli spettacoli sono anticipati. Il primo è già stasera dalle ore 20.45 a Brescia, mentre l’ultimo è il posticipo di domenica a Parma sempre alle 20.45. Buona visione.

Più o meno…

Posted by lapo2001 on mar 8th, 2011

151220071720

A volte ci sei, altre no. Altre ancora sei di disturbo. E intanto cambi. E non parlo del vestito.
Ma come stai? Più o meno…

Roma – Napoli 0-2 (Lezioni di Calcio)

Posted by lapo2001 on feb 13th, 2011

Il Professor Mazzarri

XXV Giornata
Roma – Napoli 0-2 (Cavani su rig., Cavani)

Ad un certo punto, nel finale, ho temuto una interruzione televisiva per l’intervento di un cartello con scritto “sei su scherzi a parte”. Ciò che stavo ammirando non poteva essere vero. Da qualche parte doveva esserci una modifica, un gioco di prestigio, un trucco. Nel cappello stellato di Walter il Mago invece è uscito fuori un rapace e un branco affamato di selvaggi divora-caviglie, altro che coniglio. Una gara perfetta, sotto ogni punto di vista. Ben giocata in tutti i reparti e con una compattezza di squadra da prima della classe.
Per un attimo ho immaginato il nostro mister alla lavagna con la bacchetta, i gessetti e una camicia ridicola che spiegava come si gioca al calcio e quali fossero i movimenti che una squadra deve tenere in campo. Gira voce che nelle ore notturne su Rai3 le lezioni di matematica dei professori universitari saranno sostituite da un nuovo corso tenuto dal Ferguson di San Vincenzo, intitolato “tutti in classe dallo Zio Walter”. I grandi maestri si distinguono dalla massa per la capacità di far rendere gli alunni al massimo, più di quanto essi stessi credano. Ecco, dal primo all’ultimo calciatore, lo zio ha migliorato tutti. E ieri, l’intera squadra (eccetto forse Dossena) ha superato la vera, grande prova di maturità con 60/60.
Le prestazioni di Pazienza il geometra non fanno più notizia, perché è un anno e mezzo che gioca bene, ma vedere un centrocampista di quantità, muoversi e raddoppiare a tutto campo e sbagliare il suo primo passaggio nei minuti di recupero, mi fa pensare che bisogna rinnovargli il contratto per almeno altri 3 anni. Gargano poi, credo che sia tornato dalla capitale a Napoli di corsa. Gli evidenti limiti tecnici non possono estromettere un calciatore che, se gioca così, ti permette di scendere in campo anche in 8. Maggio si è finalmente scrollato di dosso le fatiche del mondiale ed è tornato a livelli mostruosi. Un certo Riise, terzino sinistro puro, polverizzato da quell’uragano, mi ha quasi fatto pena. Tra primo e secondo tempo, credo che abbia chiesto di essere spostato sulla destra a causa di quella valanga azzurra. Dopo aver chiesto scusa ad Hamsik qualche settimana fa, oggi mi sento di fare lo stesso con Zuniga. Non ho mai creduto pienamente nel colombiano, anche quando giocava discretamente e l’ho ritenuto sempre improponibile sulla fascia sinistra. Ieri, mi ha letteralmente impressionato. E’entrato senza timore, e non ha sbagliato niente sia in fase difensiva che in quella propositiva, aumentando anzi, la spinta e la qualità del gioco. La difesa, quella composta dai tre li dietro, perché in realtà tutti e 11 hanno partecipato alla distruzione del gioco avversario, ha adoperato cazzuola, mattoni e calcestruzzo ed ha eretto un muro invalicabile. De Sanctis ci ha poi messo una pezza, nell’unico episodio pericoloso riuscito ai giallorossi. E poi che dire di quei tre? Ho avuto la fortuna di assistere alle mirabilie della MaGiCa e mai potevo pensare che si potesse riproporre un attacco così forte fino all’ultimo dei miei giorni. Invece, sono sbalordito. Solitamente le grandi punte attendono lo sviluppo del gioco per piazzare la stoccata vincente. Restano ai margini quando la squadra ha da svolgere solo compiti difensivi. Sinceramente osservare Hamsik che rincorre e ruba palla al terzino o Lavezzi che fa pressing sui primi portatori di palla fin sotto la curva avversaria per 95 minuti mi fa pensare che limiti a questa squadra davvero non possano mettersene. E infine lui. Parlare del mostro mi è veramente difficile. Io non ho mai visto un giocatore così. Ma che ruolo ha? Te lo ritrovi nella nostra area di rigore ad aiutare Cannavaro & co. e in un battito di ciglia, si presenta davanti alla porta avversaria sfondandola. E’un giocatore unico, determinante come pochi e gioca a tutto campo. Nel prossimo match, non mi meraviglierei che decidesse di infilarsi i guanti e prendere il posto anche di de Sanctis. Questo immenso atleta dietro la maglietta dovrebbe farsi stampare tutti i numeri. Che portento!

In una serata a dir poco perfetta, purtroppo, dobbiamo registrare un episodio che ci fa masticare amaro e che vede il Pocho come protagonista. La reazione allo sputo potrebbe costarci caro e non vederlo nelle prossime gare, soprattutto nella super-partita contro il Divolo tra due giornate, sarà la perdita più grave che potesse capitarci. La squadra di zio Walter è una grande perché in ogni zona del campo un calciatore può essere sostituito senza far rimpiangere il “titolarissimo”. Sostituire il Pocho invece, è impossibile. Il limite del gol è cosa conclamata, ma senza di lui, il Napoli perde la pedina intorno alla quale gira tutto l’undici. Corre come un ossesso. Porta palla dalla linea di fondo sino al calcio d’angolo, facendo respirare tutto il team. Tiene impegnati almeno tre avversari sistematicamente. E poi in ogni momento della gara, con una delle sue accelerazioni, potrebbe spaccare la difesa avversaria e la partita. L’azione da cui scaturisce il rigore è da proiettare in qualche università. Il Pocho non è normale. Perdere un calciatore che gioca col mezzo modificato, senza casco, per tutta la partita, in questo momento fondamentale, non mi fa stare tranquillo.

E allora lodi, lodi, lodi a tutti. E in particolare al professore livornese che secondo me, sta crescendo insieme a tutto l’ambiente. Vorrei sapere ancora in quanti lo definiscono “limitato”? Ieri, se si fosse trattata di una partita a poker, al fischio finale, dopo aver mostrato una coppia di Cavassi e chiuso il gioco con una scala reale ai ciucci, avrebbe potuto prendere il mazzo di carte ed infilarlo sotto l’ascella di mister Ranieri. Uno che allena ed ha allenato grandi squadre.

No, no, non siamo su Scherzi a Parte e nemmeno sull’Isola che non c’è. Siamo di fronte ad una delle più belle realtà calcistiche degli ultimi anni e se quella del settennato fu denominata “la favola più bella”, questa qui ha tutte le carte in regola per provare ad eguagliarla. Grazie ragazzi.

Voglio chiudere con un’espressione che vent’anni fa mi faceva impazzire e che oggi posso finalmente ripetere: se Milano chiama, Napoli risponde (Luigi Necco).

Per la banda. La formazione scesa in campo non la trascrivo perchè, stavolta, era troppo ovvia.
Tutti l’hanno azzeccata, eccetto uno. Indovina chi?

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca.

Patchwork

Posted by lapo2001 on feb 10th, 2011

Poi mi dicono che vedo sempre tutto nero…

Solo

Posted by lapo2001 on feb 4th, 2011

Guardiamoci

Solo come l’attesa alla metro.
Solo come questo silenzio.
Solo come occhi fissi verso l’orizzonte.
Solo come una chiave in tasca.
Solo come una bugia.
Solo come questo giorno.
Solo come il ticchettio del pendolo.
Solo come il pensiero di mia madre.
Solo come una radio ad alto volume.
Solo come lo scontrino nella busta.
Solo come questa rabbia.
Solo in mezzo alla folla.
Solo come quel bacio.
Solo come il piatto a tavola stasera.
Solo come un viaggio a piedi.
Solo come l’indifferenza.
Solo come una valigia pronta per volare.
Solo come il mio disprezzo.
Solo come questa candela.
Solo come la speranza.
Solo come l’ultimo minuto appensa trascorso.
Solo come un poster.
Solo in mezzo alle urla.
Solo come i titoli di coda.
Solo come il tuono.
Solo come in questo letto.
Solo come la finta libertà.
Solo come un gatto.
Solo come questa notte.
Solo come sono vicino a te.
Solo come quando mi guardi.
Solo come ora.

Ma che senso ha?

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