Fili e catene
Ehi, ancora tu in questo buco?mi stavo preoccupando, sai. Era da tempo immemore che non vedevo la tua brutta faccia barbuta. Hai visto che notte? Ferma, fredda, ma trasparente. Dopo le piogge torrenziali dei giorni passati e quel vento assordante, ci voleva un po’ della luce delle stelle, non credi? Ma dopo questa schiarita non mi sarei mai aspettato la tua visita. La tua. Di solito ti presenti quando il cielo plumbeo non dà sosta. Cosa ti porta in questa grotta scomoda stavolta?
E’sempre la storia dell’equilibrio che ogni tanto viene fuori?o quella della paura?o peggio ancora, quella del giudizio?o del pregiudizio?
Quando si decide di perdere qualche filo, non sapevi che altri involontariamente si lasciano trascinare via?E’ fisiologico. E ora senti che ti manca qualche pezzo di troppo e hai la sensazione che non sia finita qui. E via, inesorabile l’apparire scomodo di un altro terremoto interiore a sbattere un po’ le finestre. Altre situazioni, altre abitudini, altri colori, altri pensieri che mutano e che spostano i tuoi rami e le tue foglie. Tremi. Ma che paura hai? E’ tutto normale. Eppure dovresti esserci abituato ai cambi di stagione. Sono anni che li fai. Ormai si passa dal caldo al freddo nel giro di un giorno. Bisogna esser solo scaltri e attenti con le pinne e i costumi pronti ad esser tirati fuori. Quelle che ricordi tu invece, sono le mezze stagioni e quelle, a furia di raccontarlo, davvero sono scomparse. Non esiste più la sosta che ti accompagna morbidamente da un mondo ad un altro. Tutto si è velocizzato. Anche il meteo. Per cui ora, troppo velocemente e voracemente si susseguono i passi. Ti stanno mangiando l’intera strada con tutti i suoi bivi e le scappatoie, e più vai avanti e più ti si mostra il buio nero sempre più cieco. Ah, ecco perché sei finito di nuovo qui. Vuoi qualche risposta che chiarisca? Ma non ti basta il cielo di stanotte? Guarda, è bellissimo. Sono anni che ti dico che le risposte già le possiedi tutte. Le esperienze avrebbero dovuto aggiungerne dettagli. E non mi sembra che tu sia stato fermo in questo secolo. Ma se ti ostini a non voler guardare, che ci posso fare io? Tanto in qualsiasi strada, nuova o vecchia, chiara o buia che sia, che deciderai di intraprendere, il succo delle risposte sarà sempre e solo quello che tu già hai da un bel po’ di anni. E’ solo una questione di tempo. Poi, quando potrai uscirtene definitivamente da questo buco scuro, senza catene, vedrai in che mondo ti troverai e capirai se le scelte sono state tue o meno. Amen. E quando sarà, perchè sarà, qui, non ci tornerai più.
In fondo lo squilibrio di oggi è diverso da quello di ieri ma ha sempre la stessa radice. Sai di cosa parlo…cacasotto.
Ciao alla prossima, salutami la signorina Ansia.
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