Fili e catene

Posted by lapo2001 on mar 12th, 2010

Ehi, ancora tu in questo buco?mi stavo preoccupando, sai. Era da tempo immemore che non vedevo la tua brutta faccia barbuta. Hai visto che notte? Ferma, fredda, ma trasparente. Dopo le piogge torrenziali dei giorni passati e quel vento assordante, ci voleva un po’ della luce delle stelle, non credi? Ma dopo questa schiarita non mi sarei mai aspettato la tua visita. La tua. Di solito ti presenti quando il cielo plumbeo non dà sosta. Cosa ti porta in questa grotta scomoda stavolta?
E’sempre la storia dell’equilibrio che ogni tanto viene fuori?o quella della paura?o peggio ancora, quella del giudizio?o del pregiudizio?

Quando si decide di perdere qualche filo, non sapevi che altri involontariamente si lasciano trascinare via?E’ fisiologico. E ora senti che ti manca qualche pezzo di troppo e hai la sensazione che non sia finita qui. E via, inesorabile l’apparire scomodo di un altro terremoto interiore a sbattere un po’ le finestre. Altre situazioni, altre abitudini, altri colori, altri pensieri che mutano e che spostano i tuoi rami e le tue foglie. Tremi. Ma che paura hai? E’ tutto normale. Eppure dovresti esserci abituato ai cambi di stagione. Sono anni che li fai. Ormai si passa dal caldo al freddo nel giro di un giorno. Bisogna esser solo scaltri e attenti con le pinne e i costumi pronti ad esser tirati fuori. Quelle che ricordi tu invece, sono le mezze stagioni e quelle, a furia di raccontarlo, davvero sono scomparse. Non esiste più la sosta che ti accompagna morbidamente da un mondo ad un altro. Tutto si è velocizzato. Anche il meteo. Per cui ora, troppo velocemente e voracemente si susseguono i passi. Ti stanno mangiando l’intera strada con tutti i suoi bivi e le scappatoie, e più vai avanti e più ti si mostra il buio nero sempre più cieco. Ah, ecco perché sei finito di nuovo qui. Vuoi qualche risposta che chiarisca? Ma non ti basta il cielo di stanotte? Guarda, è bellissimo. Sono anni che ti dico che le risposte già le possiedi tutte. Le esperienze avrebbero dovuto aggiungerne dettagli. E non mi sembra che tu sia stato fermo in questo secolo. Ma se ti ostini a non voler guardare, che ci posso fare io? Tanto in qualsiasi strada, nuova o vecchia, chiara o buia che sia, che deciderai di intraprendere, il succo delle risposte sarà sempre e solo quello che tu già hai da un bel po’ di anni. E’ solo una questione di tempo. Poi, quando potrai uscirtene definitivamente da questo buco scuro, senza catene, vedrai in che mondo ti troverai e capirai se le scelte sono state tue o meno. Amen. E quando sarà, perchè sarà, qui, non ci tornerai più.
In fondo lo squilibrio di oggi è diverso da quello di ieri ma ha sempre la stessa radice. Sai di cosa parlo…cacasotto.
Ciao alla prossima, salutami la signorina Ansia.

Noi ragazzi di oggi

Posted by lapo2001 on feb 17th, 2010

Luis Miguel

Ma onestamente, crescendo nell’epoca di queste canzoni, siamo un pò giustificati se proprio non riusciamo ad adeguarci?
Un ragazzo di oggi dell’85.

Boulevard of broken dreams

Posted by lapo2001 on gen 29th, 2010

Senza ali…

Ho guardato nei vostri occhi cercando di trovare qualcosa che mi spiegasse, che mi insegnasse. Ho parlato tanto, ho gridato schiumando rabbia sperando che mi si aprisse qualche porta, qualche pozzo dei desideri che mi rivelasse la natura di tutti questi “non so”, “non posso”. Ho riempito, a volte senza averne voglia, di ombre, di voci, di fantasmi la mia stanza illudendomi che potessero riempire me. Mi sono violentato a tenere voi e i miei piedi per terra per quel timore di cadere ancora, ignorando che intanto stavo saldando anche la schiena e la faccia ad uno specchio di cemento deformante. Ho criticato, spesso con ira, atteggiamenti a me lontani, forse perchè sentivo la paura che allontanassero anche voi da me…
Poi, proprio quando stavo pensando di giocarmi tutto, di darmi il permesso di volare, perchè arriva il tempo in cui si pensa “o tutto o niente”, lo specchio che con tanta cura ho salvaguardato per tutti questi anni, mi è scivolato di mano frantumandosi in milioni di schegge impazzite, spargendosi per l’intera stanza. Impietrito ho sentito lo smarrimento e la solitudine saltarmi addosso come vampiri assetati di sangue. Appunto, di sangue. I piedi hanno iniziato a perderne, nonostante non mi sia mosso, nonostante il cemento armato. Qualche pezzo s’è conficcato in uno dei talloni. Non ha fatto male. Non come quello che inspiegalmente si diverte ancora a fare il girotondo qui nello stomaco… Mi sono inginocchiato con gli occhi gonfi e nervosamente, preso da un raptus ho cominciato a recuperarli tutti finiti un pò ovunque. Ho cercato sotto il letto, sotto il divano, sul pc, sulla tv, in mezzo ai posaceneri e ai telecomandi, pur sapendo che non avrei mai potuto più ripararlo, che non sarebbe mai più stato come prima. Ne ho trovati di tutte le forme, di tutte le dimensioni e in ognuno ho cercato di guardarmi, con la speranza di ritrovare ancora i sorrisi persi, la felicità ubriaca, il tempo che doveva essere, la vita che non so perchè mi sia scappata via, di ritrovare tutte le immagini e le illusioni delle mie quattro mura che questo specchio ha custodito da sempre. In un attimo, mentre anche le mani si tingevano di rosso, ho rivissuto il tempo che ho speso nell’osservarlo quando era intero, il tempo che ho perduto nel guardare il vostro scorrere indifferente, la vostra vita, la mia… Ma nessuno di essi mi ha dato soddisfazione. Solo vetro, solo stupide scorie. Ne ho incollata qualcuna, una vicino all’altra, inventandomi che combaciassero come un puzzle perfetto ma ho visto solo confuse e lontane istantanee, per di più sporche di sangue. Già, di sangue. Questa allo stomaco proprio non vuole lasciarmi in pace… E ora? E ora che faccio? Mi sento perso…

Sono solo? Sto camminando solo con l’ombra dei miei vampiri? Qui su questo freddo viale che riempio di impronte ancora ferite? Qui, solo col mio mal di pancia? Forse no. Se iniziassi a non pensare a questo doloroso, trasparente e forse inesistente vetro spinoso nello stomaco, se iniziassi a guardarmi più che a guardare, forse saprei, forse potrei… forse capirei che in realtà sono solo fermo da troppo tempo e che siete tutti qui, più belli di quanto immaginavo, accanto a me, e non solo per riempire uno specchio o una stanza… Forse non è necessario giocarmi tutto, forse per volare basta solo continuare a camminare, tenendomi stretto il tanto che già possiedo…a camminare? ma da solo? forse no… a camminare? ma non avevo i piedi saldati?

Senza parlare, senza gridare, senza riempire, senza spiegare stai già camminando pur non sapendolo, pur non accorgendoti che non lo farai mai in solitaria (se guardi il ciuccio, lì, in alto a destra, capirai di cosa parlo) nè oggi, nè mai. Ti senti così, solo perchè non hai più l’amato specchio degli inganni, ma tra un pò vedrai che quell’ammasso di schegge taglienti si trasformerà in un’armatura meravigliosa e una spinta…Le ali poi, con pazienza e senza rabbia, le troverai camminando…camminando…verso di loro, verso i tuoi sogni, quelli veri, quelli intatti, quelli che sono in grado di riconoscerti, quelli che non puoi confondere…Ti voglio bene, amico mio.

Viale Dei Sogni Spezzati

Cammino in una strada solitaria
l’unica che ho sempre conosciuto
non so dove porti
ma è la mia casa e cammino da solo
Percorro questa strada vuota
nel viale dei sogni spezzati
dove la città dorme
e io sono l’unico e cammino da solo.
Cammino da solo, cammino da solo
cammino da solo e cammino da solo.

La mia ombra è l’unica che mi sta vicino,
il mio cuore debole è l’unica cosa che pulsa.
Certe volte desidero che qualcuno la fuori mi trovi,
sino ad allora continuerò a camminare da solo.

Percorro la linea
che divide in qualche punto la mia mente
fra il confine del limite
e dove cammino solitario.
Leggo fra le righe
cosa sia sputtanato e tutto è ok
Controllo i miei parametri vitali per sapere che sono ancora vivo
e cammino da solo
Cammino da solo, cammino da solo
cammino da solo e ancora cammino da solo.

La mia ombra è l’unica che mi sta vicino,
il mio cuore debole è l’unica cosa che pulsa.
Certe volte desidero che qualcuno la fuori mi trovi,
sino ad allora continuerò a camminare da solo.

Cammino da solo e ancora cammino da solo.

Percorro questa strada
nel viale dei sogni spezzati
dove la città dorme
e io sono l’unico e cammino da solo.

La mia ombra è l’unica che mi sta vicino,
il mio cuore debole è l’unica cosa che pulsa.
Certe volte desidero che qualcuno la fuori mi trovi,
sino ad allora continuerò a camminare da solo.

Green Day

Appello

Posted by lapo2001 on gen 28th, 2010

Vorrei scrivere ma non ci riesco. Ho una voglia esagerata di farlo e intanto non esce niente. Mi sento come un mezzo limone a cui è rimasto solo la buccia gialla impallidita, come il letto di un fiume prosciugato o come un fiore che non beve acqua da un paio di mesi. Eppure in questo periodo non gira male. I pensieri melmosi sono lontani ricordi, lontani parenti…
Ho proprio difficoltà con le parole. Ci litigo un pò. Le metto giù una dietro l’altra su questo foglio bianco e poi, nel rileggere il tutto mi dico: ma che ci fai tu qui?E tu? Sei un’intrusa! Siete tutte intruse! Questa non è roba mia. Queste cose non le ho mai pensate…E’ come se scrivesse qualcun’altro. Un’altra mano, un’altra testa…
Cerco ispirazione.
Ho parlato con chi solitamente me la dà(l’ispirazione). “sì”, “no”, “forse”, “ok”, “abb”… queste le sue parole nel nostro dialogo. Sarà che proprio non riesco a comunicare altro… Ho chiesto una canzone a chi solitamente me ne fornisce per esprimermi. Ho fatto finta di non sentire, perchè avrei dovuto parlare di amori finiti male e dentro di me, ora, tra i vari deserti sconfinati, l’amore proprio non so in quale scantinato si trovi, figuriamoci poi, se è pure sfigato… Ho guardato tra i post di amici che solitamente mi incuriosiscono: “Chi ti vuole bene davvero te ne vorrà per sempre, in qualsiasi circostanza, qualsiasi cosa accada” oppure “e quando mi guarderai dopo avermi perso, rimpiangerai d’averlo fattO!♥” o ancora “♥ Non ci sono SCUSE: se si vuole VERAMENTE una cosa… si fa di tutto per OTTENERLA… ♥” …Oh mio Dio! Nemmeno quando avevo 15 anni, mi sfioravano la mente perle del genere. O piano piano tutti stiamo terminando in buco nero senza fondo o è semplicemente un periodo di magra.
Probabilmente dovrò attendere i saldi di fine inverno, ma manca ancora troppo. Per cui mi affido al buon cuore di qualche anima pia dedita ad aiutarmi. Appello: ti prego, parlo con te, sì, sì, proprio con te, dimmi qualcosa, fai un mimo, riempimi di nuovo la testa di cazzate, dammi l’altra metà del limone. Ho bisogno di scrivere.

23 Gennaio

Posted by lapo2001 on gen 23rd, 2010

Dopo un anno come sto?
Sono qui. Sono qui anche per te.
Sei e resti nei miei pensieri…
Ti dedico questa canzone perchè il testo di Lucio Dalla sa spiegare meglio, meglio di parole che io non ho.
…E tu come stai?

L’anno che verrà

Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po’
e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.
Da quando sei partito c’è una grossa novità,
l’anno vecchio è finito ormai
ma qualcosa ancora qui non va.

Si esce poco la sera compreso quando è festa
e c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra,
e si sta senza parlare per intere settimane,
e a quelli che hanno niente da dire
del tempo ne rimane.

Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando
sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,
ogni Cristo scenderà dalla croce
anche gli uccelli faranno ritorno.

Ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno,
anche i muti potranno parlare
mentre i sordi già lo fanno.

E si farà l’amore ognuno come gli va,
anche i preti potranno sposarsi
ma soltanto a una certa età,
e senza grandi disturbi qualcuno sparirà,
saranno forse i troppo furbi
e i cretini di ogni età.

Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
e come sono contento
di essere qui in questo momento,
vedi, vedi, vedi, vedi,
vedi caro amico cosa si deve inventare
per poterci ridere sopra,
per continuare a sperare.

E se quest’anno poi passasse in un istante,
vedi amico mio
come diventa importante
che in questo istante ci sia anch’io.

L’anno che sta arrivando tra un anno passerà
io mi sto preparando è questa la novità

2009…il mio

Posted by lapo2001 on gen 15th, 2010

Che fantastica storia è la vita – Antonello Venditti – (Lapo version)

Amori nati sotto le stelle, amori finiti prima di iniziare, amici che si sono aggiunti alla già nutritissima banda, amici che si sono dileguati…
…abbracci, gioie, baci, lacrime, liti, incomprensioni e tanti tanti cambiamenti. Questo è stato il 2009. Ma non solo.
Gli strascichi di malinconia che ha prodotto sono ancora troppo profondi e la voglia di parlare è ancora troppo poca.

Questo video non è un paradosso. E’ un punto di partenza.
Non tutto va come vorremmo. I momenti belli vissuti con gli amici sono vita ed anche i forti dolori ne fanno parte. Ed è da questi che si riparte.
Nel mio cuore c’è la vita che trascorro ogni giorno con voi, rendendola più dolce e c’è la vita fantastica di chi non c’è più. Coloro che l’amavano.
Ed è a loro che didico questo video. Cercando di ripartire dal loro amore…quello che non muore mai.
A Gigi e Ciro.

Un particolare ringraziamento per la realizazzione di questo video ad Anna per le riprese, al Graffio per i consigli tecnici e a Fulvio per almeno una ventina di motivi.

Lunaspina

Posted by lapo2001 on dic 30th, 2009

Vorrei dire ma non saprei precisamente cosa…
I pensieri mutano a seconda del momento, del tempo e dell’umore. Fanno viaggi interminabili tra ricordi appassiti e surrogati di sensazioni del presente e vagano veloci, senza chiedersi la direzione o il peso. Sono carichi, a volte intensi nel loro vuoto, fuori dalla mia follia ordinaria. Fanno parte di un manicomio di cui non conoscevo l’esistenza, fanno parte della mia incoerenza. Non riesco a capirli, a decifrarli del tutto. Non so se sono uno traguardo o una partenza. Fluttuano lungo il percorso…

Non c’è gioia qui dentro. E’tutta una farsa. Un inganno come quest’orologio che segna le undici e un quarto, quando invece è passata la mezzanotte o come questa birra calda che sorseggio come se fosse uscita or ora da un congelatore. I miei non sono sorrisi, non sono sguardi curiosi, non sono lacrime. Sono niente.

C’è la serranda chiusa del bar qui di fronte, due ragazzi che si baciano sulla panchina e un ubriaco che ha deciso di farsi passare la sbornia litigando con un albero. Osservo nel mio cellophane il fluire del tempo e degli eventi senza che io mi chieda niente. In tutto questo mare di inutilità di cui faccio parte e annego potrebbe sicuramente esserci qualcosa per me, ma non sento. Non mi sento.

C’è un fiume in piena che si fa largo rimbalzando tra la gola e lo stomaco. E’una bestia selvaggia che cerca il modo di uscire creando movimenti vertiginosi. Non so aiutarla. Nel secchio non è rimasto più nulla, nemmeno una goccia. Dovrei trovare una fonte. Qualcosa che mi piaccia, che mi desse la possibilità di ritrovare le mie parti smarrite, intontite. Pagherei qualsiasi prezzo per averla ora qui.
Per ora mi accontento di tutto ciò che ho intorno, senza che nulla riesca a sfiorare le mie corde di cemento. Mi accontento, mentre qui dentro si sbattono guerre e rivoluzioni. Mi accontento semplicemente di esserci, pensando che l’importante è che ci sia sempre un domani in cui avrò qualcosa da dire (anche se non so precisamente cosa) e che ci sia un giorno in cui tornerò a sentire…

Lunaspina

Io mi vesto normalmente
come chi ha poca fantasia
come chi mette qualcosa
e poi non deve andare via
mi avvicino alle persiane
sento il mondo che fà rumore

e gli orologi di una casa
non si fermano mai

e mi fido facilmente
delle ombre via via
che riesco ad essere assente
e a non cercarmi compagnia
e di notte sento bene
i ritmi del mio stesso cuore
e le voci di una casa
non s’imparano mai.

Ho un lavoro quì vicino
il mio lavoro non mi piace
perchè mi consuma gli occhi
e poi mi mangia le giornate
e in tutto questo non vedere
in tutto questo non ricordare
in tutto questo non amare
io sono quì che vivo

io no, io no, io no, io no
io non ho terre da sognare
io non ho voci da seguire
io sono quì che aspetto
io no, io no, io no, io no
io non ho lettere da spedire
non ho parole da imparare
per cantarle sola

come tarda questa notte
la mia lunaspina
venga giù alla finestra
quella luce bambina
venga giù dal silenzio
mia cara compagnia
coi miei muscoli stanchi
son quì che aspetto

eh no, eh no, eh no, eh no
io ne avrei terre da sognare
ne avrei di voci da seguire
io non è vero che aspetto
eh no, eh no, eh no, eh no
io ne avrei lettere da spedire
ne avrei parole da imparare
per non cantarle da sola

eh no, io no, io no, io no
io ne avrei dette di parole
io non l’ ho amato il mio dolore
io non è vero che aspetto
eh no, eh no, eh no, eh no
ne ho gridate di parole
e non l’ ho amato il mio dolore
e adesso canto sola

come se fosse facile convincersi
a non ridere troppo di sè.

Fiorella Mannoia

…off…

Posted by lapo2001 on dic 22nd, 2009

off

19 Dicembre

Posted by lapo2001 on dic 20th, 2009

La notte è stata lunga, scorbutica e ingorda…

In macchina: stelle di natale illuminate appese da un palo all’altro che dall’alto mi fanno compagnia e mi guidano. Ce ne sono ogni 10 metri. Le vetrine del corso sono doviziosamente addobbate, tra caldi colori forti e piccole lucine intermittenti. C’è molto traffico. Sono fermo da almeno 5 minuti. La gente intanto brulica compatta e chiassosa sui marciapiedi mescolandosi tra sacchi e scatoli variopinti e infiocchettati: un bimba con gli occhi e la bocca aperta s’è imbalsamata davanti a un mare di peluches, un padre già con l’acquolina in bocca è in pescheria e pregusta capitoni che sta per ordinare, una madre elettrica è indecisa se prendere la mini-gonna o il body per la figlia, un marito sornione cammina e si distrae a causa del passaggio sinuoso di un’altra moglie, una moglie pensierosa è in crisi: non sa cosa regalare ai suoceri, un fidanzato smanioso è davanti la gioielleria che conta quanti soldi può spendere…
Fuori la chiesa sta per essere celebrato un matrimonio. La pioggia non sbiadisce i sorrisi e la gioia dei parenti e degli invitati. Lui attende sulle scale eccitato e impaziente. Lei ancora non c’è. Il fioraio mi saluta con un pollice verso, la signora all’edicola ha il solita aria divertita, un gruppo di ragazzi si accordano su quale discoteca puntare questa sera e al bar strette di mano, un paio di caffè e i primi auguri prenatalizi…
E’aria di festa. C’è musica. E’aria di Natale. Tutto normale…

Sono distratto. Lucidamente distratto. A casa.
Vago per le stanze cercando il mio posto…quello meno scomodo…
…mi stendo sul letto:fisso il soffitto, cerco il telefono, ma non devo chiamare nessuno. Qualche pensiero che scappa via via troppo veloce. Ho dimenticato le luci accese in macchina… Silenzio… Faccio luce. Ho le parole crociate da finire. Mi addormento. Squilla il cellulare. Mi rialzo. Mi guardo allo specchio… Salgo nell’alcova. Metto il cd di Renato Zero. Mi accomodo sul divano…Silenzio…Un vuoto… Il cellulare che non suona. Cambio musica: i REM. Ho freddo. Qualche “perchè?”. Ho voglia di uscire di nuovo. Vado al pc. Guardo qualche video musicale. Basta musica! Aggiungo qualche particolare al disegno dell’isola. Provo a scrivere qualcosa. Scrivo versi assurdi. Guardo le foto che più mi allietano. Cerco qualche bel pensiero. Riaccendo la musica. Torno giù…vorrei parlare, ma non ascoltare…poi, voglio star zitto…ho voglia di stare solo, mi riguardo allo specchio…esco…

A casa di amici. Sguardi tristi e interrogativi. C’è serenità, è la famiglia. Mi fermo per guardare il finale di un film, c’è la guerra in tv, c’è la guerra oltre… un plaid sulle gambe e…Silenzio… ma oggi è venerdì? no no, oggi è sabato? suona il cellulare…continuo a pensare che ci voglia aria…
Vado a fare due passi. Le strade verso il mare sono poco frequentate a quest’ora. Si gela, sento il giubbino che frusciando, mi sfiora la schiena. Pioviggina, ma la testa ha bisogno di aria fresca e di spazio. Pensieri, domande, istinti di ogni tipo, di ogni forma, di ogni dimensione. Mi fermo sulla terrazza alla Marinella di Sant’Agnello…Silenzio, molto silenzio… C’è il Vesuvio. Le luci l’avvolgono. Brillano friccicando e sembrano chiamare, stasera sostituiscono le stelle. Poi, passo lo sguardo lateralmente sino ad arrivare a Procida, dove lì, le luci sono lontane e soffuse… si spengono… S’è messo un pò di vento, il freddo mi si attacca in faccia e intanto le onde colpiscono inesorabile la costa. Sembra non gradiscano questa giornata o forse protestano per qualche mio incomprensibile comportamento. M’interrogo. Non so cosa ci sia qui dentro. Non so cosa ci sarà domani… no, no voglio pensarci…Sento l’aroma del mare. E’forte. Ho voglia di tornare a casa… torno più veloce…

Di nuovo a casa. Dieci minuti di silenzio… Lapo mi cerca. Sono vuoto, non posso stare qui. Riesco ancora. Quattro chiacchiere con vecchi amici… un pò di discorsi che escono da quelli che mi hanno investito tutt’oggi. Io amo queste persone… E’tardi. Non so per cosa, ma è tardi. Rientro…

Sono qui da mezz’ora. Il pensiero di prendere la macchina e vagare ancora fuori, un pò mi sfiora. Chissà se parte, visto che non ho spento le luci… Non so. Vago ancora un pò. Mi guardo ancora allo specchio. Finisco di scrivere. Non so…Non va bene da nessuna parte…Il mio posto non l’ho trovato o forse tutti sono buoni… Sono stanco… E’in arrivo un’altra lunga notte…non solo per me…

…sono vuoto…sei in ogni cosa…in silenzio.

Angel

Posted by lapo2001 on dic 16th, 2009

Era un secolo che non venivi ad ascoltare il mio russare…

Lo so, non sei stato tu a volerlo. Mi sei apparso davanti la macchina solo perchè t’ho gridato forte. Mi devi perdonare se sono venuto a quest’ora ma il silenzio della notte, agevola il mio richiamo. Ci saranno un paio di fantakilometri di distanza tra me e la tua nuvoletta?no?…I fari della smart ti hanno squadrato dalla testa ai piedi, nella penombra potrei scambiarti per un elfo del bosco. Gli occhi gonfi, col pigiama, le pantofole e le ali un pò accartocciate: sei tu. Mi è quasi dispiaciuto tirarti fuori dal tuo giaciglio, ma ho solo bisogno di qualche attimo in cui il tempo si fermi e solo tu puoi riuscirci. Le giornate non sono troppo colorate e il ritardato inverno fa il resto con le sue folate ghiacciate…
Non so per quale assurdo motivo dell’inconscio in un battibaleno ci ritroviamo sulla spiaggia più bella del mondo. Ci sono almeno tre lune e c’è un silenzio irreale. Si intravede solo il colore chiaro delle onde che si afflosciano stanche sulla battigia e la sensazione di immensità in movimento che solo il mare aperto riesce a regalare. Mi siedo e ti guardo mentre metti i piedi a mare. E’ fredda, ma si ci abitua presto. Ti ammiro e m’incanto…Puff…Sono accanto a te e i miei tramortiti piedi ad annegare nelle gelide acque insieme ai tuoi…Aaaah, sorrido…E’il momento che cercavo… come un bacio appassionato, un lampo nel buio, un bicchiere ghiacciato in una giornata d’afa, ‘na strunzata in gesti fotocopiati… è un attimo. Vorrei conservarlo, fermarlo proprio qui e farlo durare in eterno. Ma anche i sogni hanno dei tempi, come nella realtà. In entrambi i casi i momenti bussano e passano. Peccato che solo nella realtà si facciano fotografare, mentre sono sicuro che questa sensazione di libertà sarebbe assai fotogenica…Aaaah, che meraviglia!
E’tardi. Tra poco esce il sole. Mi guardi soddisfatto ed ancora con i piedi bagnati, voli via.

Come farei senza di te?

Angel

Io mi siedo e aspetto
che un angelo guardi il mio destino
loro conoscono
i posti dove andremo
quando saremo vecchi e coi capelli grigi
perché mi hanno detto
che la salvezza fa aprire le loro ali
così quando io sono disteso nel mio letto
i pensieri scorrono nella mia testa;
io sento che l’amore è morto,
ed invece mi sto innamorando di un angelo.

E attraverso tutto ciò,
lei mi offre protezione,
tanto amore e affetto
che io stia bene o male,
e sotto la cascata
in qualunque luogo sia lei mi prenderà
io so che questa vita non mi spezzerà
Quando inizierò a gridare,
lei non mi abbandonerà
invece io mi sto innamorando di un angelo.

Quando mi sento debole
il mio dolore viaggia
per una sola strada
io guardo al cielo
so che sarò sempre fortunato con l’amore
E come il sentimento cresce
lei respira freschezza attraverso le mie ossa
Ed invece, quando l’amore muore
invece io mi innamoro di un angelo

E attraverso tutto ciò,
lei mi offre protezione,
tanto amore e affetto
che io stia bene o male,
e sotto la cascata
in qualunque luogo sia lei mi prenderà
io so che questa vita non mi spezzerà
Quando inizierò a gridare,
lei non mi abbandonerà
invece io mi sto innamorando di un angelo.

E attraverso tutto ciò,
lei mi offre protezione,
tanto amore e affetto
che io stia bene o male,
e sotto la cascata
in qualunque luogo sia lei mi prenderà
io so che questa vita non mi spezzerà
Quando inizierò a gridare,
lei non mi abbandonerà
invece io mi sto innamorando di un angelo.

Robbie Williams

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