Rebus

Posted by lapo2001 on mar 28th, 2008

Vi voglio raccontare oggi, di una mia amica,
a tutti regala sorrisi e un pò di estetìca;
la sua gloria sta in un suo difetto, in verità
e quel che ci fa ridere, davvero, è la sua ottusità.

Ritorna a casa con le geografiche cartine,
in quella zucca ha la tenia ed errate locuzioni latine;
ancora ci delizia e la sua cultura ha esteso,
“scemo”, lo sai come si scrive? CeLebloleso!!

E poi, quando un dì, uscendo disse fuori dal cesso
“il sole come oggi, non è stato mai così SPLESSO”!!!
Una cosa è certa e dico, fa paura
nel suo capo ha il vuoto, è una camera oscura.

Io ho tentato, parole buone con lei le ho spese,
capii però l’inutilità, mi rispose in cinese!
A quel punto San Pietro intervenne con un nuovo cervello,
a nulla servì, lei disse : Marzullo, quant’è bello!

L’Ottavia, così è chiamata in paese da tutti,
mi fa pena, ha imparato poi, a far arie e rutti;
ora si vanta, dice di esser tra le grandi esperte,
nella notte le fa , e col naso, va sotto le coperte!

Dulcis in fundo, la sua ultima mania
ospitare in testa barattoli, di vera ipocrisia.

Non conosceva il mio reale pensiero, che bastardo che sono,
ora lo sa, bravo mi credeva e magari anche buono;
nulla immaginava, e con chi aveva a che fare,
credete voi, mi vorrà ancora salutare?

Anche invidiosa è, il suo sogno è me emulare
ma ci vorrebbero più di 4 vite, se a me vuol arrivare;
basta osservare come gioca a carte per capirlo,
il suo obiettivo è battarmi…manco a dirlo!

Allora non capisce, è utopia!E’scarsa, lo dico di getto,
resterà sempre perdente, non vincerà mai, nemmeno a rubamazzetto!

E non tremare dai, è tutta una farsa, il rapporto non s’incrina
ma, trova la frase che con “fondo” fa la rima.
Adesso meravigliami, scova l’arcano e son sincero,
indi, leggi la prima lettera d’ogni verso, quello è il mio vero pensiero!

A Valeria.

Trentadue

Posted by lapo2001 on mar 12th, 2008

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L’altroieri pian piano passeggiavo,
sguardo spento, triste un pò stavo;
amici e vetrine, certo, non mi davan conforto,
una mattina in cui mi son levato storto.

A un tratto, dall’angolo un un motorino mi spuntava,
e su di esso, un sorriso aperto si mostrava;
l’ho notato perchè eran tutti dritti quei denti,
mi sembravan troppi, 40, 90 o centoventi?

Tutto quel bianco offuscò il mio cervello,
“userà cremine, superdentifricio e non solo quello”;
sta di fatto che m’aveva allietato la giornata,
ma chi era la padrona di tanta bella risata?

M’accinsi così, ad intervistare la piazza intera,
nessuno sapeva,pensai “sarà straniera?”,
chiesi anche a polizia e ad un vigile urbano,
tutto inutile, il tentativo fu vano.

Mentre poi, la mente tornava alla deriva,
ecco di nuovo all’improvviso, quella bella gengiva
e mi dissi”Non scappa adesso,
sarà una modella sicuro, votata al successo”

Mi avvicinai con aria interrogativa e innocente,
lei mi guardava com’è logico, con viso sorridente,
capii comunque ch’era ragazza locale,
ed esordii con domanda per nulla banale.

“Chi è il tuo dentista?” fu il quesito.
Lei sorpresa, non aveva capito.
Le feci notare il mio ammirar di incisivi e canini,
così arrossì e ridemmo, che due cretini.

Ormai il più era fatto e decisi d’agire,
ma tutt’a un tratto, la vedi fuggire.
Compresi che in giro c’era il ragazzo,
preso dall’ira la rincorsi come un pazzo.

Dovevo vedere chi fosse il fortunato,
mi nascosi dietro a un auto e così l’ho beccato.
Quatto quatto, aguzzai la vista, il quarto senso,
e fui molto colpito nel trovare, il mio amico Vincenzo.

Che sfiga!

Quel sorriso è occupato e lei è scappata via come una ladra,
mi accontento di sua cugina Marina, sembra dracula ed è fresca odontoiatra!

Il canto delle sirene

Posted by lapo2001 on feb 21st, 2008

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Afflosciato nella comoda poltrona,
in una sera di Settembre un pò sorniona,
leggevo Hesse con le palpebre semi chiuse,
e il nubifragio batteva su ante dischiuse.

Stava per conquistarmi la stanchezza,
ma improvvisa una bella melodia mi ridiede freschezza;
proveniva dall’alto, dall’edifico di rimpetto,
mi trasportava lì, curioso, e con sospetto.

Schizzai fuori, celermente…e caddi per le scale,
ma il canto m’inebriava, non accusai alcun male;
attraversai con solerzia la strada bagnata,
anche se zoppicavo con la gamba sfasciata.

Pigiando il pulsante, chiamai l’ascensore,
zzzz…mi beccai la scossa, ma non sentivo dolore;
venne il portiere con voce bassa e rauca
disse: E’ guasto, sali a piedi, a passo di lumaca!

Dopo mille e più gradini, ero stanco e sudato,
ma quella voce, dava la forza, ero come un fiero soldato;
mi sentivo un pò come Ulisse, estasiato,
dal canto fallace di sirene, in un mare agitato.
(ma io ero slegato?!)

Si udì all’improvviso un rombo, e via, lampi tremendi,
sobbalzai e caddi all’indietro, rompendomi 7 denti.
Ma ormai ero quasi alla meta e il canto era sempre più forte,
nessuno poteva fermarmi, il diavolo e nemmeno la morte.

Giunto distrutto in cima, timoroso di una fregatura,
decisi senza vergogna, di osservar dal buco della serratura;
scorsi un’ombra femminile, seduta su un letto,
dovevo vederla, cercai un oblò, una finestra sul tetto.

C’era vento forte e ogni stupida goccia,
non mi stoppava, ma mi sembrava una doccia;
appeso al muro stavo, come l’uomo ragno,
ma più che una doccia, era un gelido bagno!

Mi affacciai e vidi un corpo di bellezza rara,
pensai: ne farà uso per concorso o gara.
Che splendore!

Era un usignolo che carezzava con la mano,
presumo un bimbo…non si capiva, per via del divano!
Mi vide, mi sorrise e fece cenno di silenzio o eran guai,
“il pupo si sveglia” ecco ciò che pensai.

Venne verso di me, aria canterina e gaudente,
e io lì, attendevo di entrar, sempre sorridente;
aprì le ante, dolce, mi piazzò sulla fronte un dito,
“sei proprio un co……” disse “non lo vedi mio marito?”

Noooo. Avevo scambiato un uomo per un pargoletto,
le persiane si chiusero sulle mie mani e io, e io caddi dal tetto.
Mi ruppi le gambe e mi scombussolai la panza,
già udivo da lontano “sirene”, era l’ambulanza.

La mia mente però si era del tutto soffermata,
a l’altissima montagna, vanamente scalata,
e alla voce soave che ancor si udiva dalla manserda (licenza poetica pugliese)
dove si era consumata la mia ennesima figura di merda!

Avete mai preso lucciole per lanterne?
La bellezza attira ma spesso fa male…

La bellezza

Posted by lapo2001 on feb 6th, 2008

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“Sei il sole nella notte,
l’estate a dicembre,
una camelia nel deserto,
sei una stella nel nebbia,
il dolce pensiero in un brutto giorno,
una melodia nel silenzio,
la neve sulla spiaggia…

Sei tutto ciò che è impossibile,
Tu sei l’impossibile

Ma tra tutti i miei pensieri vagabondi e fantastici
ce n’è uno che è reale…
…la tua bellezza e quegl’occhi,
un’emozione in un cuore cinico,
un brivido vivo in un cuore morto…”

Quale valore noi diamo alla bellezza?
Vi ha mai fatto innamorare?…Occhio a pinocchio

Il matrimonio

Posted by lapo2001 on gen 17th, 2008

La solita mattina di giugno, fiori e caldo afoso,
eravamo ormai, nel giorno gioioso;
il solo spaccava le pietre ma ci sorrideva,
decidemmo di farlo all’aperto perchè la (tua) mamma così voleva.

Le lancette erano troppo lente per i miei gusti,
impaziente ero sul prato, tra fiori e tra fusti;
l’attesa si faceva snervante,
e in mente,non so perchè, avevo un tuo vecchio amante.

Tutti i dubbi calaro in fretta,
scesa dall’auto, presi la tua mano, stretta;
come non mai ero incantato,
il tuo splendor era, a dir poco, fatato.

Dal velo bianco s’intravedeva lo splendido viso,
mentre la mamma impallinava di rose e di riso;
il mio cuore era ormai un motore a scoppio,
mi sentivo come ubriaco,che vedeva doppio.

Per me sei sempre stata la donna più bella,
ma giuro quel giorno,eri al pari di una stella.

Ci avvicinavamo piano piano all’altare,
mentre il sole e l’afa ci faceva sudare;
mi guardavo intorno contrariato e con sospetto,
avevo la sensazione,di non so quale dispetto.

Questa volta tua madre non sembrava la causa,
piangeva a dirotto,ogni 2 minuti di pausa;
lei in fondo, non m’ha mai voluto,
dice che sono una volpe e sono troppo astuto.

La funzione si avviava all’attimo giusto,
il caldo ustionava ed ero un arrosto,
e quella strana impressione che avevo dentro,
mi rese debole nell’animo,fino lì,al centro.

Tranquillamente si giungeva alla filastrocca,
ed io volevo che quel tuo “sì” uscisse da bocca;
così mentre il quesito a te era, ormai formulato,
si attendeva l’assenso che la vita c’avrebbe legato.

Proprio in quell’istante fatidico, mi resi conto,
Che Dio decise di lanciar turbini,tornadi e tutta l’acqua contro.
Quel mio presentimanto strano,
si tramutò presto,in un grand’uragano.

Ora mi trovo qui da solo,a pensare a quella giornata,
“sposa bagnata,sposa fortunata?”
sarà pur vero, ma t’assicuro,che lo sposo(o quasi)sta male,
con una broncopolmonite,in questo brutto ospedale.

Per la prossima data,se vuoi che sia la giornata più bella,
fa che tua madre non metta favella,
e nessuno sappia nè giorno nè ora,
al diavolo,sta sfiga della malora!

Ti giuro, ne ho abbastanza di questi dispetti,
volevo la pioggia sì…ma solo di confetti!!!

LA POesia ” ‘a parola”

Posted by lapo2001 on dic 14th, 2007

Dedicato alla donna dei miei sogni.A colei la cui bellezza ha ispirato questi versi, e la cui indifferenza ha dato loro un senso…

A te.

Vedo rosso

Posted by lapo2001 on dic 12th, 2007

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Oggi non si dorme sotto la volta celeste,
è finito già il tempo di banchetti e di feste;
domani scappo via ,è arrivato il giorno,
è l’ultima notte,amore,e non so se ritorno.

Sono ancora qui ed già nostalgia,
vivere senza di te è tormento,oh bellezza mia!
Siamo vicini da almeno una vita,
ogni dì t’ho oserrevata,ma oramai è finita.

Come farò domani senza i tuoi teneri occhi neri?
che mi guardavan col sole,dolci e mai severi;
come farò,dimmi,senza la tua camminata lenta?
che mi faceva dire:così no,adesso mi tenta!

Non posso esistere senza le tue anche sporgenti,
che solo al muoverle creavi correnti;
lo so, spesso ho pensato “ma che testa di mulo”,
per me sarà solo un ricordo,il tuo splendido culo

Adesso sto male, ho tanti ricordi…
mangiavi,mostrando la lingua:”voglio che mi mordi!”
questo era un pensiero giornaliero e consueto,
m’infervoravo,vedevo rosso,ma ora son cheto.

Ho troppi rimpianti, adesso, che mi struggono il core,
t’ho ammirata e non toccata,mio dolcissimo ammmore.
Per me ogni istante è stata vera tortura,
una barriera tra me e te,che fregatura!

Rimembro quel giorno, in cui la sortita tentai,
“adesso spacco tutto,ora o più mai!”
Ma non ci son riuscito per lo zoccolo estivo,
poca resistenza, e morir mi sentivo.

Una notte poi, scavai una gran fossa,
ma mi bloccai tutt’a un tratto,fu bandiera rossa.
In tutti sti anni, a raggiungerti ho provato,
ma c’è sempre qualcosa che lo stop,alla fine m’ha dato.

Ora piango a più non posso, sono un vero animale,
è stato amore platonico, un amore speciale;
domani vado via, chissà cosa m’aspetta,
io resterei giuro, ma loro hanno fretta.

Comunque la palizzata non s’è rotta e son depresso,
avremmo fatto l’amore,son bravo col sesso;
tutto rimarrà chiuso in questo fisico possente,
non lascerò nulla qui,nel recinto imponente.

Spero solo che per un pò sarai buona e tranquilla,
tra noi non c’è nulla,ma il cruccio delle “corna”,m’assilla.
Tra giorni sarò solo e addio tempi belli,
io toro d’arena e tu, tu mucca coi vitelli.

La cena

Posted by lapo2001 on dic 6th, 2007

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Una donna volete conquistare?
Ecco un modo veloce e sicuro,
non scervellarti, è niente da strafare
è sperimenteto, è riuscito, lo giuro.

Non parlatele di sentimenti o d’amore,
di cotte, voli e soffi al cuore,
dovete colpirla lì, lì, nel segno,
dove è morbido e il debole ha il suo regno.

Simuliamo insieme a cena un invito,
e a comandar sarà nè tatto, nè udito;
forse ci servirà la vista e di più l’olfatto,
perchè i profumi, sì, renderanno matto.

Ordunque, il senso che farà nascere l’amore,
sarà il gusto, eh, condito col sapore…

Comincerei con aperitivo e noccioline,
e tu, t’incavoli…non ci son le tartine;
cocktail di gamberi è troppo raffinato,
meglio prosciutti,meloni,fior di latte e affettato.

Inizi a sorridere, questo già lo vedo,
è l’effetto del vino?è presto dai, no, non ci credo!
Dopo,ci sollazziamo con trittico di tutto rispetto:
gnocchi,ravioli, cannelloni e il calzone già mi va stretto.

Le candele poi, è ombra sulla faccia,
di soppiatto mangi, la tua terza focaccia;
il rosso sale su, è nel cervello,
me ne accorgo perchè deliri e dici:quanto sei bello!

Mi guardi e dici “il secondo è meglio di no,
voglio ancora spaghetti ziti e fusilli,però!”
Il cameriere ci guarda delirante,
ma tu sei allegra,e questo è l’importante.

Al diavolo insalatine senza olio e senza sale,
vogliamo bistecche di mucca, di mammut e di maiale:
poi, prendo le patatine e le infilo nel collo,
e tu gridi “ancora,ancora,voglio petti di pollo!”

Finalmente del dolce è il momento,
con il babà, adesso ti tento,
prima però,veneziana,cannoli e panna cotta,
non mi crederai,mi son voltato e la sedia s’è rotta!

Mi abbracci, mi sbaciucchi e sei gioiosa,
con lo stomaco pieno,la felicità è a iosa.
Sfinito mi affloscio con la musica di Bach,
che dà la forza di spedirti altri smack

A fine cena,limoncello e millefoglie,
amici è così che conquistai mia di moglie!

(Poi, il babà, eh;) )

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