Sud Africa
Carolina è una ragazza mosaicista friulana che ho conosciuto lungo le strade del cammino di Santiago. Viaggia in lungo e in largo per tutto il globo, tra conferenze, stages,lezioni, laboratori e lavori nell’ambito delle “tessere”.
Attualmente è in Sud Africa e sono contento di farvi leggere una delle sue mail… Colgo l’occasione per mostrarvi una finestra sul mondo. Un mondo in cui esistono realtà di cui non abbiamo nessuna conoscenza, realtà che non amiamo vedere…
Nella foto i suoi studenti a lavoro e in coda Justice.
Ciao Carolì e grazie…l’Udinese domenica s’è salvata!
Ieri è finita la mia seconda settimana di lavoro, gli studenti stanno facendo dei bei lavoretti. Il freddo continua a congelarmi le dita, e questo rende un po’ più faticoso passare 9 ore al giorno in Union House (questo è il nome dell’edificio dove si trova in laboratorio).
Essendo così presa dal lavoro, non ho ancora molto da dire su Città del Capo. Vorrei invece parlare delle persone che mi circondano. Prima di tutto i 13 studenti, tutti sudafricani tranne uno, Justice (che mi dicono essere un nome rasta). Justice viene dallo Zimbabwe, dalla capitale, Harare. Sulla pelle nera come il carbone il sorriso timido è ancora più smagliante. E’ molto educato e rispettoso, ha una bontà negli occhi, dice che nel suo paese non c’è tutto il “fighting” che c’è qui, solo che c’è una miseria totale. Uno stipendio medio è di 5 € al mese (e Ellen si domanda come fa la sua giacca nuova a costare 7 €…), e un piccolo pollo costa 20 €. Viene in SA per dei mesi, poi appena può torna dai suoi, che gli mancano da morire. A casa ha moglie e un figlio, là suona la tromba e ha scoperto, con grandissima gioia, di conoscere un po’ di italiano: crescendo, diminuendo, allegro, andante, con moto… mi piacerebbe tanto sentirlo suonare, ma ha lasciato la sua tromba a casa, è rischioso portarla qui: ricorderete di aver sentito degli attacchi xenofobi di Johannesburg, poveri contro poveri… a lui hanno portato via tutto quello che aveva. Per un mese ha vissuto sulla strada. Dice che ne ha passate, che potrebbe scrivere un best seller. Io glielo comprerei, anzi se potessi lo aiuterei a scriverlo e pubblicarlo (se qualcuno ha qualche suggerimento in proposito…).
Appena ha un po’ di soldi li manda a casa.”Ma come li mandi?” gli chiedo. ”Ci sono persone che vengono dal mio paese a vendere, li do a loro”. ”Ma li conosci? ti fidi?” “Non li conosco… ma tra poveri c’è una solidarietà…” mi sembra un altro pianeta, ricorda lo spirito di Ubuntu…
Ieri invece facevo quattro conti con Collin, che attualmente lavora qui a Wrenschouse, dove siamo alloggiate Ellen e io, ma quando suo cognato torna, tra una settimana, dovrà andarsene e sta cercando casa. La cerca nelle township, perché costano meno, 40 € al mese le baracche di lamiera, giusto lo spazio del letto, senza servizi igienici né riscaldamento. E’ difficile trovare un posto, perché continua ad arrivare gente, e anche lui è straniero, del Malawi, quindi deve stare sempre attento a dove va… Qui a Wrenschouse gli danno 60 € alla settimana, ma poi lavorerà anche lui a Union House, alle pulizie, e gli hanno promesso un contratto, anche se non sa ancora quanto gli daranno. Se trova posto nelle township, molto lontane dalla città, avrà da prendere tutti giorni treno e taxi, per un totale di 2.40 € al giorno di trasporto. E’ vero che qui il cibo costa meno che in Italia, ma comunque non sarà facile per lui arrivare a fine mese. (Una bibita in un locale qualsiasi della città costa poco meno che in Italia)
Ma vediamo… oggi finalmente (come ‘ogni’ sabato, per fortuna!) c’è il sole, magari nel pomeriggio facciamo un salto al mare tutti e tre, Ellen Collin e io!
Il nostro appartamento è pronto, domani iniziamo il trasloco. Sarà comodo, perché andremo al lavoro a piedi, siamo in centro, ma questo posto da favola, con la grande cucina, il caminetto nel salotto accogliente e il giardino selvatico mi mancherà…
La prossima settimana scriverò dal centro di Città del Capo!… e spero anche meno infreddolita…
Un abbraccio a tutti e a presto
Carolina
“ossiqua buino” buona notte in lingua Ciceua (Collin)







