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video | Salviamo Peter Pan

Neve

Posted by lapo2001 on ott 27th, 2012

Ma dove te ne vai stavolta? Emozione bastarda!
Come la neve o come le farfalle ti diverti a poggiarti sul mio naso. Giusto il tempo di chiudere gli occhi, dilatare le narici ed aspirare la tua essenza che, riaprendo gli occhi, ti vedo già di spalle volare via sciogliendoti lentamente, sino a scomparire. Perché non ti fermi mai? Eppure ci son stati lunghi periodi in cui eravamo inseparabili. Mi accendevi e mi ferivi dalla mattina alla sera. Ricordi? No, non avevi niente a che vedere con la farfalla o i fiocchi bianchi senza dimora di oggi. Eri parte di me. Ma cos’è che non va? Non ho il raffreddore, dai stai qui, solo per mezz’ora? 
Ma dove te ne vai? Dove?

Eppure non eri tu a mostrarmi il dettaglio di ogni sfumatura? Eri sempre tu a consigliarmi ogni tanto di bendarmi e di buttare via tutto dalla finestra? Eri tu che mi facevi sentire l’odore delle magnolie seppur fosse borotalco. Sì, non era una menzogna quando ti guardai fissa negli occhi e ti chiesi: voli via con me? E fosti tu, sempre senza mentire, a dirmi “Sì!”.
 No, no, sono io che non riesco più a starti dietro. Ti sciogli sempre più veloce, e per non mollarti proprio del tutto cerco di acchiapparti per i capelli, mentre sei già nei ricordi, per non farti morire. Ma che roba è? In quale sgabuzzino ti infilerai stavolta? 
Ma ce l’avrai un valore?no? Ma quanto mi spacca riuscire sempre meno a tenerti qui dentro. Ma dove vai? Stavolta potevi stare di più.
La ragnatela dei neuroni ha un falla. 
E io, in questo che tu hai reso deserto, rivoglio te e non solo nei ricordi della mia mente.
Così, è come sopravvivere…

Neve

E pensarci vorrei ancora un pò
noi siamo impauriti da quest’angelo
a pensarci è così, chissà dov’è
l’ultima parola che riguardava te.
Ma sei, sei come la neve sei
che tocchi e sciolta già e non sai più dov’è
solo un’immagine che va e sei nella mia mente
sì solo nella mia mente, solo nella mia mente.
Son vago nella mia mente.
Chi di noi ne ha già un’idea
guardarsi e non parlarsi mi da un brivido
folle mania di chi non sa chi sia
un amore nuovo che sta nascendo qui.
Ma sei, sei come la neve sei
che tocchi e sciolta già e non sai più com’è
solo un’immagine che va e sei nella mia mente
sì solo nella mia mente, solo nella mia mente.
Son vago nella mia mente.
Ma sei, sei come la neve sei
che tocchi e sciolta già e non sai più com’è
Solo un’immagine che va e sei nella mia mente
si solo nella mia mente, solo nella mia mente
Son vago nella mia mente

Mina

Le Vent Nous Portera

Posted by lapo2001 on mag 19th, 2012

Le Vent Nous Portera

Non ho paura del cammino
vedremo, bisogna fare ciò che si vuole
nelle profondità delle emozioni
e tutto andrà bene
il vento ci guiderà

Il tuo messaggio all’Orsa Maggiore
e la traiettoria del viaggio
un’istantanea di velluto
anche se non servirà a nulla
il vento lo porterà con sé
tutto scomparirà ma
il vento ci guiderà

La carezza e la mitraglia
e questa piaga che ci tormenta
il palazzo di giorni andati
di ieri e di domani
il vento ci guiderà

Genetica in balia
dei cromosomi nell’atmosfera
dei taxi per le galassie
e il mio tappeto volante?
Il vento lo porterà con sé
tutto sparirà ma
il vento ci guiderà

Questo profumo dei nostri anni andati
questo che può bussare alla tua porta
infinità di destini
ne lascio uno e cosa ne rimane?
Il vento lo porterà con sé

Mentre aumenta la marea
e ognuno fa i propri conti
io mi ritrovo infondo alla mia ombra
polvere di te
il vento le porterà
tutto sparirà ma
il vento ci guiderà

Noir Désir

Turning Tables

Posted by lapo2001 on apr 19th, 2012

Mattina. In fondo il grande orologio punta le 8.10.
Passano scene che conosco.
Non riesco più a distinguere i volti degli individui che ne sono protagonisti. Non ci sono occhi azzurri che mi scrutano o lunghe chiome al vento. Un alone gonfio di nebbia ne sfoca i dettagli. Sembrano tutti uguali come manichini.
Non riesco nemmeno a capire cosa stiano facendo. C’è un gran movimento in lontananza. Qualcuno s’affanna, è molto vicino. Avverto il suo ansimare irregolare. E un bambino che da qualche parte starà facendo i capricci, lo sento piangere. Più distante una nuvola nera di fumo che si erge dalla foschia che intanto si mescola alle facce della gente. Un treno starà per partire, lo sento fischiare.
Mi muovo lento verso il chiasso, mentre la fiumana di persone mi viene incontro possente come un’onda anomala. Cerco di intravedere qualche zigomo o un paio di occhiaie conosciute. Una borsa o un caschetto. Sono indistinguibili. Un mano mi tocca la spalla viaggiando via veloce e una voce stridula si stacca dal brusio incessante allontanandosi: “Cià, uagliò”. Mi volto di scatto per capire, ma ho solo un mare di schiene che si accalcano una dentro l’altra.
Qualcun’altro mi strattona senza rendersene conto, sarà in ritardo. lo sento urlare. E il bimbo di prima ha recuperato la pace e le caramelle. Sta ridendo. Alzo lo sguardo e mi accorgo di essere arrivato sotto l’enorme orologio che piove dal cielo. Avrà qualche problema agli ingranaggi. Non è possibile che siano ancora le 8 e 10. Mentre un altro mi dà una spallata violenta, facendomi cascare il giornale a terra. Vorrei recuperarlo, ma non posso fermarmi contro vento. Verrei schiacciato. Ma dov’è che vado poi?

E’sera. La scena è cambiata.
Dalla panchina osservo un barbone che dorme spalmato su un paio di cartoni puzzolenti. Starà dormendo, si sente il suo russare. E poco lontano un addetto alle pulizie s’industria solerte. Avrà mangiato bene, sta canticchiando. La scena è cambiata ma ho sempre la stessa sensazione. La nuvola di fumo non si è mai spostata da lì, nonostante non ci siano più l’alone sui volti e il chiasso e l’orologio si rende troppo obliquo per essere capito da questa postazione. Anche la foschia sta calando. Ho un nodo alla gola e un sospetto… Chiedo scusa, sa l’ora?…

Non c’è più nessuno. Il treno è ancora lì ad aspettarmi. Sono le 8 e 10.
Passano scene che conosco.

ROVESCIAMENTI DI SITUAZIONE

Abbastanza vicino da iniziare una guerra
Tutto quello che ho è in tavola
Dio solo sa per cosa stiamo combattendo
Per ogni cosa che dico, tu dici sempre qualcosa in più
Non riesco a stare al passo con i tuoi rovesciamenti di situazione
Sotto il tuo controllo, non riesco a respirare
Perciò non ti lascerò avvicinare abbastanza da ferirmi
No, non ti soccorrerò solo perché tu mi possa abbandonare
Non ti posso dare il cuore che tu credi di avermi dato
E’ il momento di dire addio ai tuoi rovesciamenti di situazione
Ai rovesciamenti di situazione
Sotto cieli infestati da fantasmi vedo
Dove si è perso l’amore, il tuo fantasma è scoperto
Ho affrontato un centinaio di tempeste per lasciarti
Per quanto ci provi, no, non sarò mai messa al tappeto
Non riesco a stare al passo con i tuoi rovesciamenti di situazione
Sotto il tuo controllo, non riesco a respirare
Perciò non ti lascerò avvicinare abbastanza da ferirmi
No, non ti chiederò di lasciarmi sola e basta
Non posso darti quello che tu pensi di avermi dato
E’ il momento di dire addio ai tuoi rovesciamenti di situazione
Ai rovesciamenti di situazione
La prossima volta sarò più coraggiosa
Sarò la salvatrice di me stessa
Quando il fulmine mi chiamerà
La prossima volta sarò più coraggiosa
Sarò la salvatrice di me stessa
Rimanendo saldamente in piedi
Non ti lascerò avvicinare abbastanza da ferirmi
No, non ti chiederò di lasciarmi sola e basta
Non posso darti quello che tu pensi di avermi dato
E’ il momento di dire addio ai tuoi rovesciamenti di situazione
Ai rovesciamenti di situazione, yeah.

Adele

Fonte. www.testitradotti.wikitesti.com

Passa vicino alle finestre aperte

Posted by lapo2001 on mar 8th, 2012

Non serve storcere il naso e nemmeno infilare le cuffiette con l’i-pod al massimo volume. Non ti piace ciò che senti, lo so, ma invece di giudicare, insegnami. Fammi cambiare idea. Mostrami l’altra prospettiva. Mostrami l’altra parte di verità che io non conosco. Può darsi che sia in una di quelle forti querce che respira solo nel giardino delle mie ombre e probabilmente non l’ho mai vista e non ne conosco l’esistenza. E’così grave per te? E allora tira fuori la torcia e parlami. Può anche darsi che sia in una pianta grassa e sterile addobbata come un albero di natale che la si può incontrare in qualsiasi e stranoto deserto o centro commerciale. Può darsi tutto. Anche che la peggiore delle mie certezze si rafforzi o che invece si sgretoli. Ti ringrazierei se ci riuscissi. Sarebbe un passo avanti per una piena consapevolezza. Abbatterei un altro alibi. Forse mi sentirei anche più uomo e meno solo o potrei trasformarmi in un supereroe. Forse morirei anche per un’idea o per la patria, eh.

Ascoltarsi, eh. Roba rara. Ma almeno questa possiamo considerarla una libertà? Te la presento, è la mia. Avrà un valore di poco conto, niente di assoluto, ma potrebbe essere un canale per arrivarvici o per arrivare a te, o almeno nei pressi. Di certo non è un muro, no?
Se un cuore è intrappolato, ha bisogno che almeno le orecchie siano libere, altrimenti muti o strilloni, deboli o eroi, non avrebbero differenze. Sarebbe solo una ipocrita Babele dove si fa finta di parlare la stessa lingua, mentre si fa chiasso e mentre, statisticamente, almeno uno di essi avrà nascosto il pugnale. Non mi credi? Dici che leggo troppo il Vangelo? E allora invece di storcere il naso, raccontami. Ti ascolto. Ed è l’unico aspetto che ancora resiste al mio cinismo. Forse cambierò idea, forse no. Forse, qualsiasi sia il caso, saremo più vicini.

Intanto, ti mostro la mia idea, la mia prospettiva, la mia verità e la mia debolezza. La mia finestra è aperta. Vuoi sentirle?

Keep passing the open windows

Passa vicino alle finestre aperte

Questa è l’unica vita per me
Mi circondo solo delle mie fantasie
Devi esser forte e credere in te stesso
Dimentica le cose tristi perché l’amore
è tutto quello che ti serve
L’amore è tutto quello che ti serve

Sai cosa significa essere soli in questo mondo
Quando la fortuna non ti assiste
e sei un fallito?
Ti svegli gridando in mezzo alla notte
Testo trovato su http://www.testitradotti.it
Pensi che sia tutta una perdita di tempo
È stato un brutto anno
Cominci a credere che tutto si metterà a posto
Un minuto dopo diventi triste, con le spalle fino a terra
Un nuovo giorno sta iniziando
Cattura quella sensazione gioiosa e sarai sulla tua strada

Credici, passa sempre vicino alle finestre aperte
Credici, passa sempre vicino alle finestre aperte

Sai come ci si sente quando non si ha un amico
Senza un lavoro e senza soldi da poter spendere?
Sei uno sconosciuto
Pensi solo al suicidio
Uno di questi giorni potresti perdere la battaglia
Faresti bene a stare lontano dal pericolo
Quella solita vecchia sensazione
continua a bruciare nel profondo
Continui a ripetere a te stesso di farla finita
Oh organizzati
Le cose diventano migliori col tempo

Credici, passa sempre vicino alle finestre aperte
Credici, passa sempre vicino alle finestre aperte

Questa è l’unica vita per me
Mi circondo solo delle mie fantasie
Devi esser forte e credere in te stesso
Dimentica la tristezza perché l’amore
è tutto quello che ti serve
L’amore è tutto quello che ti serve

Credici, passa sempre vicino alle finestre aperte
Credici, passa sempre vicino alle finestre aperte

Devi sempre essere forte e credere in te stesso
Scorda la tristezza perché l’amore
è tutto ciò che ti serve
L’amore è tutto ciò che ti serve
Baby, l’amore è tutto ciò che ti serve

Credici, passa sempre vicino alle finestre aperte
Credici, passa sempre vicino alle finestre aperte
Passa sempre vicino alle finestre aperte

Queen

Io e Lucio

Posted by lapo2001 on mar 1st, 2012

È la prima volta che mi capita. Ero seduto a questa sedia, quando ho letto attraverso lo schermo sulla bacheca di un’amica: è morto Lucio Dalla. Così, grezzo e crudo, senza un segnale di preavviso. E’ la prima volta che mi capita. Di solito, quando muore un cantante o un attore il dispiacere scivola via perchè in fondo essi sono sempre lì. Non li perdi mai. Basta inserire un dischetto o aprire un file per farli resuscitare. Hanno vissuto anche per questo, per non morire mai. Stavolta è un po’ diverso. Insieme a Vasco, Fiorella Mannoia, Ligabue e soprattutto Venditti, Lucio Dalla è stato un amico. Sempre fedele negli anni, forse meno intensamente degli altri, ma più costante. Da quando ero bambino non c’è stata una sua canzone che non mi abbia accompagnato fino a questo crudo momento. Non c’è una sensazione che non mi riconduca ad un suo pezzo. Quella voce accesa e spesso beffarda.

Futura, La sera dei miracoli, Domani, Com’è profondo il mare… quando c’è da guardare oltre, senza abbandonare l’amata malinconia. Mambo…la prima volta che ho sofferto per amore. La peggiore.
Se io fossi un angelo, quando mi sento un nomade. Anna e Marco, quando ho fatto il militare a Roma.
Caruso, perché se capita nell’aria, smetto e mi lascio prendere.
L’anno che verrà, perchè c’ho dentro un amico.
Stelle di mare, Apriti cuore, Tu non mi basti mai… perché qualche spiaggia le ha ascoltate insieme a noi.
Vita e Felicità, gli anni delle scoperte e l’amore nei giorni del Liceo. Il cielo, quando c’è da tornare indietro.
Attenti al lupo, le domeniche e le notti al Kalimera
Le cicale e le stelle, Le rondini, Bella, e l’album Cambio, gli anni 90 e quando tutto sembrava possibile.
Henna, il ricordo di un viaggio senza tempo.
Ayrton,un giorno d’Aprile.
Canzone, gli amici di oggi.
Anna Bellanna, la mia.
L’ultima luna, oggi, ancora non ho smesso di ascoltarla.

Nei miei prossimi giorni mancherà la tua nuova canzone a mettere i sigilli. Ciao Caro amico,ti scrivo e ti dedico la tua ultima poesia per tutte le volte che ho preso in prestito le tue. Chissà se oggi avrai il tempo di venirla a leggere ed ascoltare.

Nanì

Ti ho scovato dentro ad
un sentiero
ma non sono stato mai sincero

Nanì Nanì Nanì
Prima e dopo tanti come me
a cercare il mondo che non c’è
Nanì Nanì Nanì
Questo bosco ormai ha il tuo stesso odore
Di una bocca senza il suo sapore

Nanì Nanì Nanì

Venti euro di verginità
quelli al padrone la mia
che resta qua
Dimmi perché tu ami sempre
gli altri ed io amo solo te

Dimmi perché mi hai chiesto
di andar via quando ti ho detto
“Vieni via con me”

Nanì Nanì Nanì
Piove ma non ti puoi riparare
C’è un camionista da accontentare

Nanì Nanì Nanì
Anche lui è solo come noi
Siamo dentro a un mondo senza
eroi

Dimmi perché tu ami sempre
gli altri ed io amo solo te
Dimmi perché mi hai chiesto
di andar via quando ti ho detto
“Vieni via con me”

Potrei stare giorni ad annusare il
tuo mestiere anche con me
Potrai sposarmi anche se non mi amassi e capirei il perché

Dimmi perché tu ami sempre
gli altri e io amo solo te

Dimmi perché mi hai chiesto
di andar via quando ti ho detto
“Vieni via con me”

Vieni via con me
Vieni via con me
Vieni via con me
Vieni via con me

Pierdavide Carone – Lucio Dalla

Mi va – Zaz

Posted by lapo2001 on feb 9th, 2012

Ritmi incalzanti e netti immersi tra ben assortite note squillanti, colpi di batteria e una voce che aggiunge un altro strumento all’orchestrina, tolgono la voglia di entrare in contatto coi pensieri. E no!
Un continuo movimento di braccia e gambe, salti ed applausi. Una marea di colori accesi che mi avvolgono e che poi da me si espandono immergendo tutto ciò che circonda. Non ci sono pensieri, ma solo azioni. L’armonica me li passa e, a mia volta, li contagio a te, e tu… come una catena di Sant’Antonio si diffonde lasciando in eredità ad ognuno di noi un sorriso da dispensare a chi capita. Non ha destinatari spulciati da una lista. E’ come la pioggia che liberamente, senza fare file, inonda il bello, il brutto, il buono e il malvagio. Ecco, questa musica, questa miscela di acquarelli , questo fiume di emozioni, questi sorrisi sono per chi sa riceverli ed anche per i sordi e i ciechi che non hanno mai tempo. Brucia la vita. Brucia il tempo. Bruciamo noi. Ed anche se si tratta solo di un piccolo granello sperduto, lontano dal proprio lido, continua ad essere un piccolo granello che non si demoralizza e che esplode come un pop corn, trasformando la polvere in altri granelli e questa stanza in una giardino al mare… questa strada in una spiaggia… questa città in un’isola… Un’isola, senza la coltre grigia di lamenti, gioielli e serietà che la gente non sa più togliersi dalle spalle.
Sì, oggi mi va così. Non voglio pensarci. C’è anche il sole, bene. I miei colori ti appariranno diversi dal solito. La luce è diversa. La prospettiva anche. Le strade per la libertà sono strette e complicate. Ma so che questa orchestrina ha la capacità di indicartele e che i miei colori possono accompagnarti sino ad un certo punto. Poi sarai tu ad accompagnare qualcun altro. Mentre io avrò imbroccato un’altra strada forse non più così variopinta. Ma che ha sempre il sapore della libertà. Perché essa è esattamente in ogni viaggio in cui pensi che ti ci porti. Perché in ogni viaggio c’è qualcosa di te che avevi perso mentre eri fermo…Ora puoi ballare, io ho già cominciato. Ora puoi sorridere, ti ho sorriso. Tutto il resto non mi va…

Mi va – Zaz

23 Gennaio (3 anni)

Posted by lapo2001 on gen 23rd, 2012

Another day in Paradise – Phill Collins

3 anni
Ognuno crea il proprio paradiso come può. Nei caldi cuscini familiari, negli occhi della propria bambina, nelle braccia di una donna o nelle braccia di Morfeo. O, per andare sul sicuro, nelle mani degli amici… Le tue ci sono ancora. E anche oggi non ce lo diciamo direttamente, pur sapendolo da tre anni. Ma oggi, a differenza degli altri altri giorni, ci è permesso tirare fuori quella ferita e guardarla ognuno negli occhi degli altri. E’uno stato d’animo, una sensazione comune: è come questo freddo. E le tue mani si sentono di più.

In questo paradiso riciclato un altro giorno corre via, lasciando, come ogni giorno, la tua scia. La strada, in cui la notte, tu scendi e io salgo, incontrandoci a metà, in caldi ricordi sempre più lontani ma mai sopiti.
Di me e del mio paradiso, credo avrai visto e sentito già abbastanza. Immagino quante risate e quanti sbadigli starai facendo alle mie spalle ad ogni tramonto. Spero tanto che non sia solo noia. Forse per te sarà un inferno, e ti credo, ma nel tuo? Tutto combacia? E com’è questo giorno? Il tuo giorno. Si festeggia? Io dico di sì. Non potrebbe essere altrimenti…

Ognuno di noi ha le tue mani ogni giorno. Oggi ce le scambiamo, mescolando ricordi e pensieri comuni, e brindiamo a te e al tuo Paradiso. Resta qui per un po’…

Giudizi Universali

Posted by lapo2001 on gen 14th, 2012

Ho preferito spegnere tutto. Spenta la tv, spento il cellulare, chiuso il frigorifero e coperte tutte le lampadine del reame. Si intravede l’armadio solo per il chiarore della luna che ora da qui non saprei che colore darle. Proviene dalla finestra semiaperta che lascia respirare la stanza riempiendola del gelido silenzio della strada. Mentre io sono di spalle assorto in una cocacola nel tentativo di comunicare un paio di fotogrammi in cui riprendo qualcuna delle mie mancate verità. Ci si riesce meglio al buio e nel silenzio, di notte, quando l’intera strada va in letargo sino all’alba. Non ci sono suoni, solo il fermentare del bicchiere e qualche scricchiolio della credenza che mette delle sporadiche virgole a pensieri che si allungano…
Nella cocacola ho infilato la prima bugia della notte. Il desiderio di dolcezza sotto il palato. La mera illusione di fermare il tempo, quando invece ormai già il suo potere sta scendendo inesorabile per la gola. Se si attaccasse nella bocca, sotto i denti, magari durerebbe di più il suo effetto e potrei, chiudendo la giugulare, dedicarmi a fascinosi gargarismi pieno di bollicine. E invece è chiaro, è scritto, è storia, e non si può restare nel regno dell’eden troppo a lungo. L’emozione, il momento, la felicità, si muovono, sostano giusto il tempo di farsi rimpiangere e poi evaporano, lasciando dietro la scia del rimorso, del giudizio e della colpa. È un loop che dura chissà da quanto. E chissà quanti bicchieri di cocacola dovranno ancora fermarsi qui sotto, vicino al mio divano.
Ma in fondo è la vita, da sempre, piena di bugie, quelle che ci raccontiamo ogni santissimo giorno, solo che noi, io, ancora non la carpiamo…

…domani tornerò alla birra, devo dimenticare…

Giudizi Universali

Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza
complicare il pane
ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote ma doppiate
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo
taglia bene l’aquilone, togli la ragione e lasciami sognare, lasciami
sognare in pace
Liberi com’eravamo ieri, dei centimetri di libri sotto i piedi
per tirare la maniglia della porta e andare fuori come Mastroianni
anni fa,
come la voce guida la pubblicità
ci sono stati dei momenti intensi ma li ho persi già
Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza
calpestare il cuore
ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi come sulle aiuole
Leviamo via il tappeto e poi mettiamoci dei pattini
per scivolare meglio sopra l’odio
Torre di controllo, aiuto, sto finendo l’aria dentro al serbatoio
Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c’è
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma
rimane la cera e non ci sei più…
Vuoti di memoria, non c’è posto per tenere insieme tutte le
puntate di una storia
piccolissimo particolare, ti ho perduto senza cattiveria
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo
taglia bene l’aquilone
togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace
Libero com’ero stato ieri ho dei centimetri di cielo sotto ai piedi
adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori
come Mastroianni anni fa, sono una nuvola, fra poco pioverà
e non c’è niente che mi sposta o vento che mi sposterà
Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c’è
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma
rimane la cera e non ci sei più, non ci sei più, non ci sei…

Samuele Bersani

Piccola stella senza cielo

Posted by lapo2001 on gen 3rd, 2012

Quanti sorrisi sparpagliati in mazzo a quei volti. Si sprecano. L’energia che cerca il momento propizio per esplodere mentre gli sguardi si spostano veloci da occhi distanti ad altri occhi ancora più lontani. Sono bui. Mi osservano come volessero mangiarmi. Ma oltre l’iride e la cornea cedo allo sprofondo buio pesto e riprendo la mia maschera migliore mostrando il sorriso più coinvolgente e distaccato. Chissà se capirà che me ne fotto…
Cos’è che cerco? Cos’è che manca?
A volte mi perdo sul balcone. Mi capita quando sono solo in casa. Lascio che la mente si impadronisca dei monti e vada oltre i gabbiani, oltre le nuvole e che dopo aver esplorato in lungo e in largo i colli circostanti e gli abissi del mare che accompagna questa terra, mi riporti indietro il giusto giorno buono per usare la giusta forza. Che nel mentre continua a palpitare sangue in vene che non lo sostengono più, cercando una via di fuga.

Un bicchiere che non ha mai conosciuto l’acqua si sposta a tratti dalla tavola alla mano, dalla mano alla bocca. Cerca di nascondere vecchie ferite scomparse ma che ancora si fanno sentire. Nell’altra mano una sigaretta che va su e giù e che avalla questa illusione. È tutto perfetto, sono immune: un cocktail, una fumata, il vestito più elegante, il sorriso sincero agli orbi e…e il pensiero sulla luna…
Stavolta dove mi sono infilato? Ma cosa cerco poi? Cosa manca?
Dove sono attaccato? In quale quadro o schema posso ritrovarmi?
Nell’ultimo ero ad un elegante banchetto tra stimabili persone, invece, in quello precedente, ero seduto ad un tavolo verde tra risate, pazzi e carte consumate e in quello ancor prima ero su un elicottero a cercar stelle e improbabili vie lattee. E ora? Dove sono? Sempre seduto o magari sto ballando?

Attaccato ad un sogno. Mentre il fiume continua a scorrere come fa da quando esiste, così come questa alba che appare nuova quando non lo è mai stata. Sì, attaccato ad un sogno mentre tutto scorre inesorabilmente, altrimenti nulla avrebbe senso. Nemmeno questa ferita che attende solo di essere dimenticata magari, esplodendo, nel mio quadro più bello…quello senza maschere e sorrisi stretti…quello sulla luna in un mare di stelle e un filo…

Piccola stella senza cielo

Cosa ci fai
In mezzo a tutta
Questa gente
Sei tu che vuoi
O in fin dei conti non ti frega niente
Tanti ti cercano
Spiazzati da una luce senza futuro.
Altri si allungano
Vorrebbero tenerti nel loro buio
Ti brucerai
Piccola stella senza cielo.
Ti mostrerai
Ci incanteremo mentre scoppi in volo
Ti scioglierai
Dietro a una scia un soffio, un velo
Ti staccherai
Perche’ ti tiene su soltanto un filo, sai
Tieniti su le altre stelle son disposte
Solo che tu a volte credi non ti basti
Forse capitera’ che ti si chiuderanno gli occhi ancora
O soltanto sara’ una parentesi di una mezz’ora
Ti brucerai
Piccola stella senza cielo.
Ti mostrerai
Ci incanteremo mentre scoppi in volo
Ti scioglierai
Dietro a una scia un soffio, un velo
Ti staccherai
Perche’ ti tiene su soltanto un filo, sai

Ligabue
abue

T’immagini…Buon 2012

Posted by lapo2001 on dic 31st, 2011

Buon 2012

T’immagini se i Maya avessero ragione. Se da domani davvero da domani tutti quanti smettessimo…

Questo 31 Dicembre sarebbe l’ultimo. Ultimi auguri, ultimi brindisi e sorrisi di festa.
Cosa dovremmo augurarci? Se da domani cominciassimo a pensare che il tempo stia per scadere. Un’altra primavera, un altro bagno a largo dei Galli e un altro compleanno per poi salutarci. Chissà come saremmo? L’ultima carezza al gatto, l’ultimo pranzo coi suoceri e l’ultimo bacio alla donna che abbiamo amato più delle altre. Forse si vivrebbe più intensamente. Forse non faremmo più guerre, perchè non sapremmo più a chi lasciarle, così come le eredità e i pacchi che da millenni di generazioni ci portiamo dietro. Meno di 12 mesi per fare tutto ciò che manca. Non ce la farei mai. Sai che ansia? Ho ancora troppi “ti voglio bene” e troppi “vaffanculo” da dire, ma di sicuro qualcosa in più farei.

Spero che i Maya quel giorno fossero ciucchi o che proprio in quel momento abbiano scoperto la cannabis. Con tutte le controversie e i dispiaceri che possono investirmi, questa vita mi piace e me la voglio tenere stretta, ma magari se tutti, ma proprio tutti, da domani, da domani davvero smettessimo…forse andremmo tutti di corsa ancor di più, o forse inizieremmo a rallentare, forse, ma forse, vivremmo meglio…forse pure Monti ci farebbe un baffo…

Buon 2012

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