Scene da matrimoni
Ci siamo quasi. Catapo hai ancora poche ore per svegliarti…iesciatenne!…hihi
Ci siamo quasi. Catapo hai ancora poche ore per svegliarti…iesciatenne!…hihi
Bellissima poesia di Pedro Salinas interpretata da Claudio Santamaria (Lapo Version).
Pensando a chi fisicamente è andato in altri luoghi, lasciando la propria eterna presenza qui dentro, ho fatto il collegamento più naturale: pensare a chi è più vicino a me ora. E nello sguardo di ognuno, si sa, si sente questo attaccamento, più di una carezza, più di un abbraccio…
Mentre ho montato il video vi ho guardato negli occhi.
Eterna presenza
Non importa che non ti abbia,
non importa che non ti veda.
Prima ti abbracciavo,prima ti guardavo,
ti cercavo tutto, ti desideravo intero.
Oggi non chiedo più
né alle mani, né agli occhi, le ultime prove.
Di starmi accanto ti chiedevo prima,
sì, vicino a me, sì però lì fuori.
E mi accontentavo di sentire che le tue mani
mi davano le tue mani,che ai miei occhi
assicuravano presenza.
Quello che ti chiedo adesso è di più, molto di più,
che bacio o sguardo:
è che tu stia più vicino a me, dentro.
Come il vento è invisibile, pur dando
la sua vita alla candela.
Come la luce è quieta, fissa, immobile,
fungendo da centro che non vacilla mai
al tremulo corpo di fiamma che trema.
Come è la stella, presente e sicura,
senza voce e senza tatto,
nel cuore aperto, sereno, del lago.
Quello che ti chiedo è solo che tu sia
anima della mia anima, sangue del mio sangue
dentro le vene. che tu stia in me
come il cuore mio che mai
vedrò, toccherò e i cui battiti
non si stancano mai di darmi la mia vita
fino a quando morirò.
Come lo scheletro, il segreto profondo
del mio essere, che solo mi vedrà la terra,
però che in vita è quello che si incarica
di sostenere il mio peso, di carne e di sogno,
di gioia e di dolore misteriosamente
senza che ci siano occhi che mai lo vedano.
Quello che ti chiedo è che la corporea
passeggera assenza,
non sia per noi dimenticanza, né fuga, né mancanza:
ma che sia per me possessione totale
dell’anima lontana, eterna presenza.
Pedro Salinas
Ho impiegato una vita per riconoscere il colore della mia pelle e quale fosse il valore delle mie mani;ho trascorso un’esistenza ad ascoltare, decifrare e scandire il battito del mio cuore per capire quale energia muovesse il suo palpitare; ho impiegato un altro secolo per comprendere le madri ignote dei figli ignoti dei miei pensieri e cose volesse significare. Tutto in un tempo infinito. Una vita. E tante ce ne vorranno ancora per ascoltare la mia voce ancora muta e per trovare il ritmo squilibrato della mia anima…
“Maledetta solitudine di quegli anni” potrei pensare. Inchiodato con le spalle al muro e uno specchio sul muso, muro e specchio di cui oggi non riesco più fare a meno. In quegli anni mi sono confessato e sconfessato, ho costruito castelli di cartapesta in mezzo agli incendi, ho tradito amici, sputato in faccia a mio padre e mentito mia madre solo per la sete di conoscere, di sapere. Ho stravolto le regole dell’uomo e ho camuffato, non sempre riuscendoci, con il mio milione di maschere una faccia sporca ma sincera che cercava la mia verità.
Ad ognuno, uscito da quel buco, è stato regalato un armadio pieno di tantissimi cassetti. In ogni cassetto c’è una parte profonda, invisibile agli occhi e spesso anche alla mente. Il cuore invece, è come un radar, si fa sentire. Vuole che vada ad esplorarli, vuole il riconoscimento. Ma per farlo, ci vuole un po’ di coraggio e una mente dilatata: superare la conoscenza che ci fu impartita, stravolgere la nostra religione, di cui forse sappiamo poco o niente e il nostro credo che è un credo inculcatoci da generazioni , e disintegrare tutte le parole e i pensieri che in molti casi hanno solo plasmato il nostro pregiudizio. Lì dentro, in ogni cassetto, ci sono io. C’è il mio talento, la mia paura, la mia debolezza, i miei desideri, le mie passioni… la mia vita. Unica e sola. Lì dentro manca solo il tempo. Ma per quello devo provvedere io. Perché è chiaro, è ovvio, che una vita non basta…
Ash
Salvami
Questa volta non posso fuggire
Sono sotto un incantesimo?
Sto lottando per la mia vita?
Fin qui andata
Non può voltarsi
Mi sento come sepolto vivo
E lo urlo forte
Vedo il terrore nei tuoi occhi, il tuo cuore batte forte
Per l’innocenza che abbiamo perduto e che non può tornare
Sappiamo che non possiamo continuare così
Ma resistiamo e andiamo avanti
Non fare che io sia quello che ti fa sprofondare
Nel silenzio
Nella solitudine della notte
Quando la paura di raggela
E sei incapace di muoverti
Troppo delicata
La tua mente fragile
E’ così difficile restare qui
E amare la vita
Vedo il terrore nei tuoi occhi, il tuo cuore batte forte
Per l’innocenza che abbiamo perduto e che non può tornare
Sappiamo che non possiamo continuare così
Ma resistiamo e andiamo avanti
Non fare che io sia quello che ti fa sprofondare
Ho combattuto al tuo fianco
Come tuo complice in questo crimine
Un cuore che batte, una stella lontana
Abbiamo perduto tutto ciò per cui abbiamo combattuto
Tutto il male che ho tenuto dentro
Mi vergogno di tutto
Di tutti i rimpianti che mi restano
Di tutto il dolore
Vedo il terrore nei tuoi occhi, il tuo cuore batte forte
Per l’innocenza che abbiamo perduto e che non può tornare
Sappiamo che non possiamo continuare così
Ma resistiamo e andiamo avanti
Non fare che io sia quello che ti fa sprofondare
Polaris
Buon compleanno
Vedi amore come sono grandi le stelle nel cielo
e come è bello sentirsi scivolare la notte nel cuore.
Questa notte sul tetto ad ascoltare
la canzone che l’universo ci sta per cantare.
Adesso stringi la mia mano più forte ancora
… questo silenzio mette un po’ paura.
Eleonora nuda sul divano tira su … tira su
e gira questa stanza gira sempre più … sempre più
una festa proibita come da copione
c’è perfino là seduto stanco un assessore
tutta gente per bene e di cultura
che della vita non ha mai paura …
Eleonora … andiamo via
Eleonora … andiamo via.
Dove Venere è un sogno e suona bene il sax
questo amore tranquillo vedrai ci basterà
comunque via da questa festa, da questa città
da questa neve di periferia …
andiamo via, andiamo via …
A. Venditti
Ricordi accartocciati chiusi in una sorda musica che si ficcava sotto la porta tutte le notti.
Erano le notti in cui sognavo la pioggia su un pianoforte in mezzo ad un terrazzo e m’inventavo seduto alle tue spalle mentre con la mano carezzavo le note, come fossero state lisce ciocche. E senza che ti voltassi, immersa nelle tue cadenzate armonie, tiravo ad indovinare sulle smorfie del tuo viso e sul colore della tua bocca. Erano notti indigeste rese speciali dal tuo inconsapevole sparpagliarti nella stanza, dal mio rincorrerti e dall’ossessiva voglia di raggiungerti senza mai riuscirci. Ma in realtà, non so se t’ho cercata mai per davvero, non so nemmeno se esisti. A volte immagino in lontananza di sentirti ancora. Per un attimo sei lì, dall’altra parte del mondo con gli occhi a fissarmi e le labbra rese ancora più belle da quel rossetto sobrio. Tu che quando ti sei infilata in qualche mia canzone, sfiorandomi, sei passata qui vicino con una benda di cemento e una cerniera ammaestrata sulla bocca e sul cuore. Ora, da lì, inavvicinabile, ti diverti a fare rumore. Ti diverti ad annodare le mie ombre e a giocare col mio tempo. Ma non ti vedo più. Non so che fine ho fatto, non so dove sei finita. Eppure ascoltavo te. Udivo solo il tuo silenzio, non c’era altro per me mentre raccontavi i tuoi respiri e i tuoi battiti intrisi di melodia. Non c’era altro per me in quelle notti.
Ricordi accartocciati di quando ridevo sulle tue labbra e scrivevo su un pentagramma di stelle note profumate che non sono mai state suonate. Ricordi di quelle notti.
Come stanotte.
Heeey heeeey heeeeey
Le tue macchie di rossetto sul lobo frontale sinistro del mio cervello
Sapevo che non ti avrei dimentica
E così sono venuto e ti ho permesso di far impazzire la mia mente
Il tuo dolce raggio di luna
L’odore di te in ogni sogno che sogno
Sapevo che quando ci siamo toccati tu eri quella che avrei deciso
Che è il tipo che fa per me
Ehi sorella (soul), non c’è nessun mister mister alla radio, allo stereo
Il modo in cui ti muovi, non è giusto sai
Ehi sorella (soul), io non voglio perdere una sola cosa di quelle che farai stasera
Heeey heeeey heeeey
Giusto in tempo, sono così contento
Tu mi hai dato la direzione di vita
Uno spettacolo di connessione e gioco d’amore, non si può negare
Sono così ossessionato
Il mio cuore è destinato a battere fuori dal mio petto
Io credo in te, come una vergine, tu sei Madonna
E vorrò sempre far impazzire la tua mente
Ehi sorella (soul), non c’è nessun mister mister alla radio, allo stereo
Il modo in cui ti muovi, non è giusto sai
Ehi sorella (soul), io non voglio perdere una sola cosa di quelle che farai stasera
Ebbene puoi tagliare un tappeto
Guardarti è l’unica droga di cui ho bisogno
Così gangster, sono un grande teppista
Tu sei l’unica che sogno
Vedi, io posso essere finalmente essere me stesso
In realtà non c’è niente che non posso essere
Voglio che il mondo veda che tu sarai con me
Ehi sorella (soul), non c’è nessun mister mister alla radio, allo stereo
Il modo in cui ti muovi, non è giusto sai
Ehi sorella (soul), io non voglio perdere una sola cosa di quelle che farai stasera
Ehi sorella (soul), io non voglio perdere una sola cosa di quelle che farai stasera
Heeey heeeey heeeeey (stasera)
Heeey heeeey heeeeey (stasera)
Train
dire te, dire me; dirlo per sempre
questo é il modo che deve essere
dire te, dire me; dirlo assieme
Naturalmente
avevo un sogno, avevo un grande sogno
la gente nel parco sta giocando nell’oscurità
e quello che giocavano era una mascherata
e da dietro muri di dubbi una voce stava piangendo
da quando affondiamo la vita é un’autostrada solitaria
sembra che la cosa piu difficile da fare é trovare un amico o due
una mano d’aiuto – qualcuno che capisce
che quando ti senti di aver perso la strada
hai qualcuno che dice te la mostro io
Allora tu pensi di avere le risposte – Oh no
perché il mondo intero ha il tuo ballo
é giusto – te lo sto dicendo
é il momento di iniziare a credere – Oh si
credendo che tu sei: tu sei una stella splendente
dirlo assieme… naturalmente.
Lionel Richie
Dimmi…
Ora che è rientrata nell’atmosfera
Con le gocce di Giove tra i capelli, hey, hey
Si comporta come l’estate e cammina come la pioggia
Mi ricorda che esiste il momento per cambiare, hey, hey
Dal ritorno del suo soggiorno sulla luna
Ascolta come la primavera e parla come giugno, hey, hey
Dimmi, hai viaggiato attraverso il sole?
Sei arrivata fino alla Via Lattea per vedere tutte le luci svanite
E che il paradiso è sopravvalutato
Dimmi, sei caduta per colpa di una stella cadente?
Una di quelle senza cicatrici permanenti
E ti sono mancato mentre stavi cercando te stessa là fuori
Ora che è tornata da quella vacanza dell’anima
Ripercorrendo il proprio cammino attraverso la costellazione, hey, hey
dà un ascolto a Mozart mentre fa tae-bo
Mi ricorda che c’è spazio per crescere, hey, hey
Ora che è tornata nell’atmosfera
Temo che potrebbe pensare che sono come la cara vecchia Jane
Raccontare una storia circa un uomo che ha così paura di volare da non essere mai atterrato
Dimmi il vento ti ha fatto perdere l’equilibrio?
Sei finalmente riuscita a ballare con la luce del giorno
E ritornare verso la Via Lattea?
E dimmi Venere ti ha fatto perdere la testa?
Era tutto quello che volevi trovare?
E ti sono mancato mentre stavi cercando te stessa fuori là
Riesci a immaginare nessun amore, orgoglio, pollo fritto
Il tuo migliore amico che ti dà sempre ragione anche quando so che hai torto
Riesci a immaginare nessun primo ballo, romanticismo liofilizzato, 5 ore di conversazione al telefono
Il miglior latte di soia che tu abbia mai bevuto… e me
Dimmi il vento ti ha fatto perdere l’equilibrio?
Sei finalmente riuscita a ballare con la luce del giorno
E ritornare verso la Via Lattea?
Train
Standing Ovation
C’è un mistero che non lo so
Quando ti vedo che cos’ho
Sento tremare lo stomaco
Qualcosa di profondo sai
Mi fa andar fuori di testa
Fuori di me
Io non capisco senza di te… (Oh no!?)
Il mondo che cos’è?
Ho camminato per strade sai
Ho fatto cose che non dovrei
Ho visto cose fantastiche
Ho avuto donne bellissime
Nessuna ha mai chiarito se
Il mondo è vero senza di te… (Oh no?)
Io credo di no!
Standing ovation
Standing ovation per te!
Standing ovation
ovation for you!
Ho passeggiato nel buio sai
ho vinto tutto e ho riperso poi
Ho visto cose fantastiche
Ho avuto donne bellissime
Nessuna ha mai chiarito se
Il mondo è vero senza di te… (Oh no?)
Io credo di no!
Standing ovation
Standing ovation per te
Standing ovation
Ovation for you!
Standing ovation
Standing ovation per te
Standing ovation
Ovation for you
Ti ho mandato un messaggio ieri sera
é sulla segreteria telefonica
sono dei fiori
No Ti ho pensato molto stamattina
Quando ho visto nascere il sole
Ti ho mandato subito un messaggino
Era: per te vorrei essere migliore
Standing ovation
Ovation for you
Vasco Rossi
L’onda
Seduto da un’ora qui
A guardare questo mare
Che si muove anche dentro me
Così in tumulto
Mi ritornano in mente sai
Voci e volti scomparsi ormai
Alcune scene molto care
Anche se purtroppo rare
E ad un tratto io penso che
Potrei vivere senza te
Potrei, però sarei un altro uomo
Posso aggiungere anche che
La mia immagine senza te
Corre libera incontro a nuovi stimoli
Potrei quasi pensare che
Forse non mi pentirei,
Perché è bello e anche giusto sai
Per noi rinascere
Ma c’è un tuffo nel cuore mio
Una freccia in profondità
Un salto indietro
Un salto che mi fa desistere
Ma perché non scolori mai
Ma perché torni e dopo vai
Perché queste scelte poi
In me si alternano
Per un attimo tu sei mia
Poi l’onda arriva e ti porta via
Perché sono così travolto
Così sensibile
Un’onda che va
Un’altra onda che arriverà
Le emozioni si rincorrono
Senza soste coi pensieri
Un’onda che viene un’altra onda se ne va
In questo mare che ci appartiene
Che dolore volersi bene
Ma perché non scolori mai
Ma perché torni e dopo vai
Perché queste scelte poi
In me si alternano
Quel che accade, ebbene sia
Poi l’onda arriva e ti porta via
Scivoliamo senza drammi
Il nostro vivere
Un’onda che va un’altra
Onda che arriverà
Le emozioni si rincorrono
Senza soste coi pensieri
Un’onda che viene
Un’altra onda se ne va
In questo mare che ci appartiene
Che dolore volersi bene
Un’onda che va
Un’altra onda che arriverà
In questo mare che ci appartiene
Che dolore volersi bene
Riccardo Cocciante
Che strano posto è questo. Sembra un anfiteatro in cui facciamo continuamente a cambio. Un giorno sono io a travestirmi da guerriero e combattere nella polvere contro fantasmi, gladiatori e bestie feroci o a cantare come un bardo le mie gioie e le mie storie folli, mentre tu da lassù gusti lo spettacolo, con in mano una bibita fresca e un sacchetto di pop-corn. Altre volte invece sei tu a stare al centro dell’arena ed io a guardare. Non ci sono luci sulla scena, nè maschere da indossare, nè pollici da mostrare, solo qualche parentesi in cui c’è tutto e c’è niente…
PS Qualsiasi cosa sia questo giorno, va tutto bene. Tutto va…
Un giorno credi
Un giorno credi di essere giusto
e di essere un grande uomo
in un altro ti svegli e devi
cominciare da zero.
Situazioni che stancamente
si ripetono senza tempo
una musica per pochi amici,
come tre anni fa.
A questo punto non devi lasciare
qui la lotta è più dura ma tu
se le prendi di santa ragione
insisti di più.
Sei testardo, questo è sicuro,
quindi ti puoi salvare ancora
metti tutta la forza che hai
nei tuoi fragili nervi.
Quando ti alzi e ti senti distrutto
fatti forza e va incontro al tuo giorno
non tornare sui tuoi soliti passi
basterebbe un istante.
Mentre tu sei l’assurdo in persona
e ti vedi già vecchio e cadente
raccontare a tutta la gente
del tuo falso incidente.
Mentre tu sei l’assurdo in persona
e ti vedi già vecchio e cadente
raccontare a tutta la gente
del tuo falso incidente.
Edoardo Bennato
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