Avrei voluto mostrarvi i mirabolanti giochi di prestigio e di gambe di questi 2 autentici equilibristi della sfera in altra occasione. Ma il Catapo, paragonatosi a Cassano, mi ha sottilmente sfidato, menzionando il video in questione. Il Veron di Ponte Orazio(Catapo-Cassano) e il piccolo Max si divertono sul terrazzo di casa Dgiuffre, devastando fiori e piante, ma la colpa dei danni non si può additare ai piedini a dir poco fatati dei due, bensì al pallone poco tecnologico e “superato”. A nosrti tempi si diceva: ma è sgonfio, o è ovale… Anche le scuse sono cambiate!
Speriamo che questo filmato dello pseudo-Cassano porti bene al quello reale. E che i palloni siano i migliori in circolazione.
Un saluto al piccolo Max.
Catapo come Cassano ma…resti un fenicottero con i piedi di un fabbro!
Approfitto del post di Geber_el per riproporvi un mio video dell’anno scorso. Un corto che parla di sogni e di desideri. A prescindere dalla bandiera, la nostra generazione è nata e cresciuta con le canzoni di Venditti, con Alba Chiara, Gloria Guida, Goldrake, i lego e un eterno cielo stellato sulle nostre teste, anche nelle giornate di pioggia. Siamo stati e molti di noi lo sono ancora, degli eterni sognatori. Anche se devo dire che ultimamente qualcuno della mia età che ha cominciato a cedere l’ho notato. Sarà colpa dell’otite?!? Però sempre lasciandoci un piccolo spazio e un pò di tempo per tenere conficcata la testa tra le nuvole. E’ un’esigenza.
Le generazioni sono cambiate, oggi apparentemente si vive più con i piedi sulla terra e con noi c’è sempre meno comunicazione…Con Costantino, con “dammi tre parole”, Dragon ball, la playstation e gli uomini che si depilano dico che il tempo è andato un pò troppo veloce. Per comunicare dobbiamo trasformarci in contorsionisti. Si parlano lingue diverse e molto spesso non ci si capisce, le idee, gli ideali, gli obiettivi sono diversi.E anche i sogni sono diversi. I nostri erano più grandi e proprio per questo hanno creato anche tanti insoddisfatti. Che per difendersi spesso e volentieri devono tirar fuori eventi ed esperienze della loro gioventù. Per ricordarsi di quanto era bello sognare e di quanto eravamo supereroi. E’ un cordone ombelicale inscindibile.
Sì, la nostra generazione probabilmente non è la migliore, quella attuale e più pratica, più svelta e più determinata, ma io dico che è anche più triste. Forse all’epoca ci si emozionava di più…Forse.
Il peccato più grave non sta nelle scelte sbagliate, ma non scegliere quando si ha la fortuna e la libertà per farlo.
Dedicato a tutti gli abitanti “folli” (anche ai saltuari, agli occasionali e a quelli che criticano e snobbano e poi, ogni giorno si affacciano) di quest’isola…sempre che esista.
Oggi pomeriggio, dopo non so più nemmeno quanto tempo, ho riascoltato “ti amo”. La cosa più bizzarra e strana è che quelle due paroline non mi sono state riferite dalla mia ragazza, da mia madre o dalla folle di turno in eccesso d’amore, bensì da una mia cara amica che non sentivo e non vedevo da mesi. Un’amica vera alla quale sono legatissimo. E’ stato bellissimo sentirglielo dire, proprio perchè ancora una volta mi ha dimostrato la purezza del suo sentimento, senza dipendenze nè pretese. Poi, dopo avermi parlato brevemente delle sue cose attuali mi ha chiesto “come stai?”. Beh, per evitarle una serie di “pippe” mentali e ragionamenti astrusi generatori di emicranie, le ho detto che avrei risposto con un post. Con questo post.
C’è una canzone della Mannoia che ora sto ascoltando molto e che identifica il mio pensiero e lo stato in cui verso:
In questo mare di abitudini, mi rifugio nei miei luoghi incontaminati. Così la mia mente torna su quelle strade, sulle quali il passato non esisteva…dove mi sentivo un uomo libero…Ascoltando il mio infinito…e quel “ti amo”.
Video dedicato a Sissi, a Nello, a Fulvio e a Ciro.
Ascolta l’infinito - Fiorella Mannoia
Potremo ancora giocare la
partita del tempo
magari colorare qualche cartolina
e nelle notti future buttarci via
tenere il cuore lontano dalla nostalgia
e questa voglia di caldo che arriva piano
e questa sete di vita che prende la mano
avremo tavoli pieni di persone contente
e fuori dei motori pieni di benzina
e l’ occasione di vivere fantasie
e di nascondere piccole malinconie
ma la paura e la noia ritorna piano
la solitudine porta così lontano.
Com’ è difficile dire tutto quello che sento
tutte le piccole grandi verità
ed ogni movimento che mi cambierà
e camminare così nell’infinito che ho dentro
che si modifica e cerca libertà
e chiede di capire quello che sarà
se parli piano puoi sentirlo già
ascolta l’ infinito.
Vedremo case tradite dal passare degli anni
ci sembreranno piccole e dimenticate
ritroveremo discorsi curiosità
e quel dolcissimo male ci accarezzerà
ma non avremo parole per dire dov’ è
e l’ abitudine porta così lontano
non è possibile dire tutto quello che accende
tutte le deboli e forti simmetrie
che lasciano nell’anima le poesie
e quella parte di noi che l’ infinito nasconde
che ci modifica e vuole verità
e sa comunicare quello che sarà
se guardi dentro puoi vederlo già
Il Napoli perde con la Lazio una partita che non aveva nulla da chiedere, nè da dare. Un Olimpico deserto ha poi, smorzato qualsiasi tentativo di emozione. Credo che nemmeno i fotografi e gli stessi giocatori si ricorderanno di esserci stati. Emozioni che invece, ci ha regalato quest’ultima giornata con i suoi verdetti:l’Inter vince lo scudetto, ringraziando esclusivamente il suo fenomeno Ibrahimovic che nel secondo tempo entra e sigla la doppietta che condanna alla retrocessione il Parma(e questo non ci dispiace poi tantissimo). I nerazzurri stavano veramente a pezzi, non aiutati poi, da un allenatore, Mancini, che ha fatto veramente di tutto per cedere un titolo già stravinto agli avversari capitolini. Capitolini che hanno letteralmente regalato la permanenza al Catania di Zenga. Nota positiva è il ritorno della Fiorentina del nostro amico Andrea (che approfitto per salutare) in Champions dopo un pò di anni. I gigliati hanno strameritato questo traguardo e la nostra gioia è ancor più grande perchè a farne le spese è stato il presuntuosissimo Milan. Un pò di Uefa non fa poi, così male. In B il sopracitato Parma, l’Empoli e il Livorno.
E il Napoli?
E’ stato un campionato brillantissimo e molto emozionante. Come ho detto più volte, noi che abbiamo assistito direttamente la pagina più nera della squadra azzurra in tutti questi 10 anni, non ci aspettavamo prestazioni così positive.Il morale è alto, soprattutto perchè i ragazzi sono riusciti a conquistare più punti del già positivo girone d’andata. Quindi, ripetersi, quando le squadre erano pronte ad affrontarci senza quell’effetto sorpresa che ci aveva contrddistinto nelle prime partite, ci fa capire che il futuro può essere davvero roseo. Salvo “colpi” di mercato all’inverso (se ci togliamo Hamsik, l’anno prossimo non mi abbono!!!) a cui non voglio credere, nè pensare. Chi vuole trovare il pelo nell’uovo, presumo che lo faccia perchè probabilmente si è fermato con la mente al tempo di Maradona. Scetati!
Grazie a tutti…e anche a noi! Marino, portaci in Europa!
La cosa più bella è quella che si ripete da non so più quanti anni: Belli o brutti, le emozioni condivise con la banda non hanno prezzo.
Voglio chiudere con una dedica particolare:stagioni nere sono state per noi tifosi, mortificanti! Se oggi, si riesce a vincere con le migliori squadre italiane, il merito è anche di tutti quelli che hanno lavorato negli anni passati ed io penso che chi abbia incarnato perfettamente lo spirito e la passione del cuore del tifoso azzurro sia il mitico Pampa. Oggi ritorna nella sua Argentina, dopo averci risollevato dalle melme della C e della B, sempre decisivo, sempre presente e noi non dimenticheremo. E aggiungo che quest’anno sia stato forse uno dei suoi migliori. Grazie Pampa, simbolo della rinascita. Pampa, Pampaaaaa ti voglio bene! Questo video è per lui.
Bel sole primaverile, caldo sopportabile, la usuale coinvolgente natura e un’allegra compagnia. E’ stata davvero bella l’escursione di domenica mattina, nonostante l’ora legale e la solita lentezza del Girone. Quest’ultimo, Fulvio, Angela, Mela e il sottoscritto ci siamo incamminati dai colli di fontanelle con meta Torca. Un’oretta per giungere a destinazione, tra salitelle, discese, animali di ogni genere, immancabili direzioni errate e spettacolari panorami. E poi, una sorta di pasquetta bis con tanto di salumi, salsicce, caci, frittate, vino e quant’altro. Tutto condiviso con una simpatica combriccola capeggiata dal mitico Giuliano, chef di fortuna e nuovo esperto di pedicure… Non perdetevi la foto della suo pediluvio.
Cosa volere si più? Esiste poco che possa rigenerare di più.
Un saluto a tutti i ragazzi e in particolare alla piccola Laura. Alla prossima.
Quando si parla dell’argomento “tempo”, molti sanno quali strane allergie e pruriti mi vengano. Ogni qualvolta mi trovo a negarlo, penso a quanto ne ho buttato e a quanto ancora oggi ne butto, chili e chili di ore e di giorni, per poi scoprire di non averne quando lo si vuole, perchè è troppo tardi. Giuro che col passare degli anni, ti accorgi di questo, probabilmente perchè si percepisce che sia sempre di meno. Per questo si dice “vivi ogni giorno, come se fosse l’ultimo”, anche se è una frase che mi mette un pò d’ansia: mi da l’idea di una corsa forsennata per cercare di fare tutte le cose che non siamo riusciti a fare in passato e ora, le si devono fare tutte insieme, magari entro la mezzanotte, prima che scocchi l’ultima ora. Credo, che in quelle condizioni invece, non riuscirei a combinare proprio niente. Per evitare un caotico epilogo sarebbe meglio pensarci un pò prima…Io credo che i miei commedianti li abbia visti passare fin troppe volte, a volte li seguo anche per un pò, ma poi…
Questa bella canzone di Roberto Vecchioni (I commedianti), fa riflettere sulle occasioni perse, mentre il tempo scorre inesorabile, e quando finalmente si comprende quale sia la nostra natura e i nostri desideri, forse quello non è più il momento di prendere le nostre decisioni, perchè è già passato…così si trasforma nel momento di perdonarsi, se ci riesce…
Le mie orticarie me le son fatte passare perchè questa poesia-augurio non poteva passare inosservata.
Auguro a chi mi ha mandato queste belle parole e a tutti voi di avere tempo per la vita.
Il tempo? l’unica cosa che non si può accumulare…e che quasi sempre fugge più veloce di quanto riusciamo a correre… Non lasciateli più scappare i vostri commedianti…C’è ancora tempo…se aprite gli occhi…c’è ancora tempo
TI AUGURO TEMPO
Non ti auguro un dono qualsiasi
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo per divertirti e per ridere.
Ti auguro tempo per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo non soltanto per trascorrerlo.
Ti auguro tempo perché te ne resti,
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle
E tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno ogni tua ora come dono.
Anche quest’anno si sono svolte le tradizionali processioni pasquali qui in penisola sorrentina.
Eccovi il più piccolo e il più bello dei partecipanti…Giuseppe.
In commenti qui sotto, ci sono le foto dell’incappucciatino.Nell’ultima si può ammirare la balia della serata in mezzo a Giuseppino e a Greta dormienti.
Come gentilmente richiesto, ecco i pensieri di geppetto riguardo la vecchia signora che domenica ci ha fatto soffrire…per via dell’herpes.
Nella fiaba di Cenerentola i cavalli a mezzanotte si trasformano in roditori(suggeritomi da Agathli), qui invece la Zebra dopo la partita col Napoli come d’incanto, si è tramutata in una z……!!!!
Il Napoli colleziona la terza sconfitta consecutiva dopo Milano e Cagliari. Il mal di trasferta è inesorabilmente continuato ieri anche con la Sampdoria. Bisogna dire che per un tempo e mezzo la squadra ha giocato accorta e determinata fino a quando però, la nostra difesa sperimentale ha deciso di regalare i due gol e i tre punti con una tattica del fuorigioco suicida. E come spesso sta accadendo ha subito e non ha saputo minimamente reagire e impensierire gli avversari. A noi tifosi non resta che attendere tempi migliori sperando che lo spettro di un’altra facile depressione non ci avvolga ancora una volta. Per questa ragione ho deciso di allietravi con un motivetto assai simpatico e un video inedito del nostro unico pensiero calcistico che ancora riesce ad emozionarci, anche e soprattutto in questi momenti negativi.