Death is the Road to Awe
Toc toc…
Ehi, sono io, mi apri?
Toc toc toc…
Dai, non fare l’idiota, lo so che sei li dentro e che mi senti.
Cos’è che ti prende, non vuoi lasciarmi entrare? Un’altra volta?
Dimmelo prima, eh, stai sguazzando nella cenere? No, sai com’è, non sono più disposto a partecipare al tuo ennesimo funerale. Ogni volta, tu non sai la tristezza che mi prende. Sì, sì, qui allo stomaco. E poi, quelle ghirlande, i cuscini e l’aria mesta inventata pure dal vicino di casa sono davvero insopportabili. Ma ogni volta li paghi per farli stare così? Dai, che coloro che fanno parte della tribù del vicino dovrebbero sparare fuochi d’artificio e tric trac a iosa. Altro che singhiozzi. Che mi rappresenta la signora del terzo piano con le lacrime? Ma dai. Avrà stappato lo spumante insieme al suo persiano quando te ne sei andato all’altro mondo. No? A proposito, lo scorso funerale non ho visto Ivana. Mi sembra strano, è sempre intervenuta. Le hai fatto qualcosa? In fondo ha sempre tenuto a te. Mi ricordo quando volle dipingerti e infilarti in un quadro. Non ne era soddisfatta, ma tu lo appendesti con immensa vanità. Che tempi. Quanto tempo è passato? Quando lo realizzò eri ancora vivo? O è capitato prima? E ora, ora ce l’hai ancora? Sotto il letto?
Toc toc toc toc…
Ma come devo fare con te? Posso ripeterti ogni santissima volta le stesse cose? E poi dai, ti scongiuro, quella puzza di incenso che si propaga per tutta la casa è nauseabonda. Per eliminarla ci vogliono almeno 3 giorni di ventilazione. E spesso non bastano. Anche perché mi fisso. Inizio ad annusare i vestiti, la manica della camicia, il colletto, le tende, i fiori. Sento incenso ovunque. Anche la notte allontano il cuscino perché emana quell’odore. Dai, stavolta, risparmiati e risparmiaci. Risparmiaci anche tutte quelle noie. Il tabuto, i manifesti, i telegrammi, gli inchini, i documenti… Ma tu ci pensi a noi? O credi che siamo ai tuoi comodi? E dai, sto scherzando, aprimi!
Bum bum bum…
Almeno puoi dirmi una parola? Una? Una parola e me ne vado senza fiatare. Almeno così so che sei ancora in vita e non avrò la solita batosta in fronte raccontatami da qualcuno. Quanto odio quel “lo sai già?allora siediti”. E quanto odio il vuoto successivo e il pieno di cose che non ti ho mai detto. Chissà se riesci a perdonarmi ogni volta… Dai, che non sento ancora l’aroma della cenere, sei ancora lì. Dimmi qualcosa e ti prometto che andrò via…
- Rinascerò mai senza morire?
Death is the Road to Awe – Clint Mansell –