Death is the Road to Awe

Posted by lapo2001 on giu 7th, 2011

Toc toc…

Ehi, sono io, mi apri?

Toc toc toc…

Dai, non fare l’idiota, lo so che sei li dentro e che mi senti.
Cos’è che ti prende, non vuoi lasciarmi entrare? Un’altra volta?
Dimmelo prima, eh, stai sguazzando nella cenere? No, sai com’è, non sono più disposto a partecipare al tuo ennesimo funerale. Ogni volta, tu non sai la tristezza che mi prende. Sì, sì, qui allo stomaco. E poi, quelle ghirlande, i cuscini e l’aria mesta inventata pure dal vicino di casa sono davvero insopportabili. Ma ogni volta li paghi per farli stare così? Dai, che coloro che fanno parte della tribù del vicino dovrebbero sparare fuochi d’artificio e tric trac a iosa. Altro che singhiozzi. Che mi rappresenta la signora del terzo piano con le lacrime? Ma dai. Avrà stappato lo spumante insieme al suo persiano quando te ne sei andato all’altro mondo. No? A proposito, lo scorso funerale non ho visto Ivana. Mi sembra strano, è sempre intervenuta. Le hai fatto qualcosa? In fondo ha sempre tenuto a te. Mi ricordo quando volle dipingerti e infilarti in un quadro. Non ne era soddisfatta, ma tu lo appendesti con immensa vanità. Che tempi. Quanto tempo è passato? Quando lo realizzò eri ancora vivo? O è capitato prima? E ora, ora ce l’hai ancora? Sotto il letto?

Toc toc toc toc…

Ma come devo fare con te? Posso ripeterti ogni santissima volta le stesse cose? E poi dai, ti scongiuro, quella puzza di incenso che si propaga per tutta la casa è nauseabonda. Per eliminarla ci vogliono almeno 3 giorni di ventilazione. E spesso non bastano. Anche perché mi fisso. Inizio ad annusare i vestiti, la manica della camicia, il colletto, le tende, i fiori. Sento incenso ovunque. Anche la notte allontano il cuscino perché emana quell’odore. Dai, stavolta, risparmiati e risparmiaci. Risparmiaci anche tutte quelle noie. Il tabuto, i manifesti, i telegrammi, gli inchini, i documenti… Ma tu ci pensi a noi? O credi che siamo ai tuoi comodi? E dai, sto scherzando, aprimi!

Bum bum bum…

Almeno puoi dirmi una parola? Una? Una parola e me ne vado senza fiatare. Almeno così so che sei ancora in vita e non avrò la solita batosta in fronte raccontatami da qualcuno. Quanto odio quel “lo sai già?allora siediti”. E quanto odio il vuoto successivo e il pieno di cose che non ti ho mai detto. Chissà se riesci a perdonarmi ogni volta… Dai, che non sento ancora l’aroma della cenere, sei ancora lì. Dimmi qualcosa e ti prometto che andrò via…

- Rinascerò mai senza morire?

Death is the Road to Awe – Clint Mansell –

Il principe del vento

Posted by lapo2001 on mag 25th, 2011

Sono sicuro che le arie del principe del vento ce le ritroveremo presto a Zelig. Un fenomeno!

Ocean meditation

Posted by lapo2001 on mag 6th, 2011

O

Per gli amanti del masochismo

The Blues Brothers

Posted by lapo2001 on mag 5th, 2011

Everybody need somebody to love – The Blues brothers

Kiss the rain

Posted by lapo2001 on apr 28th, 2011

Parlare, parlare, parlare…
l’umore per quanto tempo può cambiare con un paio di belle parole ordinate in bacheca? Quanto? Anche perché in quei piccoli spazi ci abbiamo infilato di tutto, non solo parole. Abbracci, carezze, lacrime, qualche urlo, sempre in bella mostra a prendere polvere che lentamente ha ricoperto, ci ha ricoperto. Non credi? Forse non dovremmo più raccontarci del nostro tempo o dei nostri giorni. A che serve spiegare? Potrei ammettere i miei errori e chiarire le ragioni di scelte incomprensibili. Potrei cambiare il percorso di quella indigesta sensazione che ora sta volteggiando nello stomaco, potrei, certo, basterebbe dire “ti penso”, no? Ma non potrei modificare il soffio del vento o il percorso delle stelle. Quelle no. Quelle stanno lì a prendersi da sempre il freddo e le mie bestemmie notturne. Ne ho dette talmente tante da farmi sospettare che non abbiano orecchie. Le trovo sempre allo stesso posto alla stessa ora. Non si offendono mai. Oppure si potrebbe intraprendere un discorso sulla cocciutaggine e su come la tua assenza si fa sentire in modo surreale. Sarà che respiri a un paio di milioni di chilometri da qui e non ti vedo più, sarà che hai lasciato il profumo sulla tua isola e non ti sento più, sarà che in una notte come questa manca quel filo che riannodava tutti i miei pensieri un po’ allascati. Ma non capisco la novità. Prima di te era esattamente così. Io, le stelle della notte e le mie bestemmie rivolte chissà a quale povera anima inconsapevole. Ma ora non so cosa mi prende. Almeno mi spiegassi i tuoi desideri. Cioè, stai per incontrarli? Almeno sai che faccia hanno? Fammi vedere. Fatti guardare negli occhi. Ma no, lascia perdere il sorriso, quello è lo stesso di sempre. Hai altro da mostrare? Magari se ballassi sarei più contento. Magari cantassi di nuovo. E gli amici li abbracci? E ti fai sentire in quella stretta? Ti fai sentire?…

Un’altra notte vuota.

Fuori c’è pioggia e io non la sento cadere. Fuori c’è una tempesta ed io continuo a vedere le stelle sorde. Io parlo e so che non puoi ascoltarmi, io ti dico ma so che non mi senti. Forse se provassi a uscire fuori, che ne sai. Le gocce potrebbero toccarti le spalle come capitò a me, potrebbero sussurrarti ciò che io non riesco a spiegare, ciò che io ho qui nella mia immaginazione prigioniera di un salto nel buio. Ma sai, il cielo senza forme che ho sopra la testa è lo stesso che ora ti sta spiando. Sopra di te sta piovendo? No. E dentro? E dentro? Eh? Io intanto sono qui con le mie bufere in corso. Non aspetto te, e cosa potrei fare di diverso? Aspetto di sentire la pioggia. E se proprio non riesco, la bacio. La bacio come facevo con te anche quando non c’eri…

…ecco, ora puoi riempire di nuovo la bacheca… e se proprio non sarà come la desideri, ora sai, che puoi sempre privarti delle parole e inondarla di pioggia…

Kiss the rain

“Hello? Can you hear me?
Am I getting through to you?

Hello, Is it late there?
There’s a laughter on the line
Are you sure ya there alone?
Cos I’m trying to explain
Somethings wrong
You just don’t sound the same
Why don’t you? Why don’t you?
Go outside? Go outside?

Kiss the Rain
Whenever you need me
Kiss the Rain
Whenever I’m gone too long
If your lips feel hungry and thirsty
Kiss the Rain
And wait for the dawn
Keep in mind
Were under the same sky
And the nights
As empty for me as for you
If you feel you can’t wait till morning
Kiss the Rain…

Hello? Do you miss me?
I hear you say you do,
But not the way I’m missing you

Whats new?
Hows the weather?
Is it stormy where you are?
you sound so close so close
but it feels like your so far

So would it mean anything?
If you knew,
What I’m left imagining

In my mind, In my mind
Would you go? Would you go?
Kiss the Rain

And you fall, Over me
Think of me, Think of me
Think of me, Only me

Kiss the Rain
Whenever you need me
Kiss the rain
Whenever I’m gone too long
If your lips feel hungry and tempted
Kiss the Rain
and wait for the dawn
Keep in mind
Were under the same sky
And the nights
As empty for me as for you
If you feel
You can’t wait till morning
Kiss the Rain…

Kiss the rain
(Kiss the rain)
(Kiss the Rain)
(Kiss the Rain)

Hello? Can you hear me?
Can you hear me? Can You hear me?”.

Billie Myers

Italia

Posted by lapo2001 on apr 14th, 2011

Italia

Oh! Italia
Tierra de maccaroni
multinazionali
Tierra de scandalos
e de scandalizados
Tirra dove la pelota è rotunda
e los arbitros sono cornudones
Tierra de terremodos
e de terremodados
Tierra de sequestrados
e de sequestradores
Tierra dove los occupados
son disorganizados
E los disoccupados
son organizados
Tierra de libera muerte
e de abuerto vietado
Tierra de libera muerte
e de abuerto vietado
Tierra de radio libere
ma libere veramente
Che faran ballar,
che faran cantar tutta la hente
Tierre de stages de stado
Tierra de ordine nero,
tierra de ordine blanco
Tierra de ordine claro,
tierra de ordine clero
Oh! Italia
Tierra de segredos militares
Tierra de cançion d’audores
e des los intellectuales
Tierra de cançion d’audores
e des los intellectuales
Tierra de
“fin che la barca va lasciala andare”
Se vuele maridare,
si se vuele maridare
Se vuele maridare,
si se vuele maridare
Tierra de qualunquistas
e de digiunadores
Peninsula bagnada
da quatro lados
Ed el pueblo che fa?
Ed el pueblo che fa?
Canta! Canta! Canta!

Antonello Venditti

La battaglia di Kruger

Posted by lapo2001 on apr 12th, 2011

Da vedere. Altro che mezzogiorno di fuoco.

Ora che sono pioggia

Posted by lapo2001 on apr 9th, 2011

Ora che sei pioggia chissà quante volte ti sarai appoggiato sul vetro della finestra della mia stanza e non me ne sono accorto e chissà quante volte ti sarai fermato tra i capelli o sul parabrezza della macchina, mentre io mi perdevo nelle foschie dei miei pensieri. Ma tu mi vedi, mi vedi ogni giorno, dovresti capirlo perchè capita. Forse lo sapevi anche prima, anche quando ci alzavamo in faccia muri di silenzi per non sentire e pareti di mattoni per non vederci. Lo so, ti deludo. Almeno una volta nella giornata mi prenderesti a schiaffi, lo so. Le debolezze, i giorni peggiori, i pensieri sporchi e la muta assenza, ora sai tutto. Ora non ci sono bende o miopie che possono separare. E’tutto davanti a te. Mi osservi meglio di me. Ma guardami bene, però. Guarda tutto, guardami tutto. Mi avevi immaginato così? Non c’è niente di te in mezzo a tutti sti capricci e sti dottori?
Dimmi di no. Dimmi che qualche pezzo di te, che pensavi di tenere nascosto, te lo sei ritrovato magicamente sulla tua nuvola più bella. Dimmi che avresti voluto vedere un uomo che cerca la forza e hai trovato invece un uomo che agogna la libertà. Ma ci hai pensato mai? Come avrei potuto essere come te? La forza sta nella libertà. E tu, solo tu, ce l’avevi. Io mi arrangio e un pò m’illudo. M’illudo. Ma lo faccio solo per cercare di salvarmi, e tu lo sai. Ma tu come te la passi?
Non potevo in quel tempo, ma se tornassi indietro, avrei cercato di capirti prima. L’avrei fatto per te, ma soprattutto per me.
Ora che sei pioggia, lascerò le finestre aperte…
Ti penso, ogni giorno. Auguri di buon compleanno G.

Ora che sono pioggia

Ora che son pioggia e come il mare vado via,
che la lunga strada del tempo, io l’ho vissuta,
che ho accettato il principio fino a capire me stesso,
che ho odiato ed amato, come tutti del resto, la mia vita:
no, proprio non si può dire che sono stato un modello di fedeltà,
di coerenza, di donna candida e smarrita;
non sono mai stato io il tipo di accettare ordini e compromessi
con uomini, con donne e coi santi stessi.
Io ho accettato di dare e dare con molta sincerità
ma i sentimenti e le cose portano in sé contraddizioni.
Poteva essere amore per te, per te e per te
ma l’amore ha molte facce,
scusami adesso se non te l’ho saputo dare
ed anche nel lavoro molte volte ho mentito,
ho giocato per pigrizia, per soldi o per paura;
ma ora che son pioggia e come il mare vado via,
quella cosa che resta la vedo: è solo amore

Antonello Venditti

Il problema di Rocco Siffredi

Posted by lapo2001 on apr 7th, 2011

Al “chi vuol essere milardario” spagnolo, una gag degna di Totò e Peppino.
Mi verrebbe da dire: “10000 euro per una domanda del cazzo!” Ma evito, le battute scontate e le volgarità non mi appartengono.

Video segnalatomi dal Minao

Dakota

Posted by lapo2001 on mar 31st, 2011

Qui non si sente più la pioggia colpire fredda il volto.
Solo ora ho ricordato che quattro, forse cinque giorni fa, mi accarezzasti il capo e mi sorridesti. Eravamo seduti sugli scalini dell’ingresso di casa tua e c’era un acceso tramonto a riscaldarci.
O forse no? Ti ricordi se pioveva? Mi sta venendo qualche dubbio, ora non ne sono così sicuro se ci penso.
Ma mi carezzasti? O forse mi parlasti. Sì. Mi raccontasti delle tue ultime decisioni, dei progetti sul futuro. Che è giunta l’ora di svoltare, di cambiare il binario, giusto? Ma fosti tu a dirmelo? O no? Mi sto confondendo?
E dopo ci siamo diretti sulla strada che porta al mare. Hai guidato tu. Ma che macchina hai?
E l’autoradio ad alto volume riempiva il piccolo spazio chiuso in quattro finestrini e il vuoto dentro ricoperto di carne e di ossa. Ma non ricordo la canzone. Non ricordo nemmeno la musica. Cioè so che c’era una musica forte, ma ho avuto la sensazione che ci fosse più silenzio. Avevo gli occhi troppo chiusi per capire, per ricordare. Non ne sono certo. Sono sicuro solo che ad un certo punto è venuto giù dio incavolato sottoforma di tempesta. In principio ho sorriso, finalmente avrei abbandonato per un pò il mio stato anestetico ma poi, una volta uscito fuori a sentire gli schiaffi della pioggia in faccia, mi sono sentito più piccolo di ogni singola goccia. Salii, inzuppato di nuovo in macchina di cui non ricordo il colore e i tuoi occhi fissi verso il nulla, me li sono sentiti addosso. E’l'unica percezione che ho avuto.

No, non so dove sto andando, dove stiamo andando. Non ti sento, ma potresti darmi un’occhiata…

Dakota

Ripensando, ripensando a te
Estate penso fosse giugno
Si, penso fosse giugno
Disteso, la testa sull’erba
Chewing gum, qualche risata
Si, qualche risata

Mi facevi sentire l’unico
Facevi sentire l’unico
L’unico
Mi facevi sentire l’unico
Facevi sentire l’unico
L’unico

Bevendo, bevendo per due
Bevendo con te
Quando bere era una novità
Dormendo sul sedile posteriore della mia macchina
Non andavamo mai lontano
Non volevamo andare lontano

Mi facevi sentire l’unico
Facevi sentire l’unico
L’unico
Mi facevi sentire l’unico
Facevi sentire l’unico
L’unico

Adesso non so dove stiamo andando
Adesso non so dove stiamo andando

L’avviso della sveglia, caffè e spremuta
Ricordandoti
Cosa ti è successo?
Mi domando se ci incontreremo ancora
Se parleremo della vita da allora
Se parleremo del perché è finita

Mi facevi sentire l’unico
Facevi sentire l’unico
L’unico
Mi facevi sentire l’unico
Facevi sentire l’unico
L’unico

Adesso non so dove stiamo andando
Adesso non so dove stiamo andando

Quindi ora dammi un’occhiata

Stereophonics

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