Bruci la città

Posted by lapo2001 on Set 5th, 2008

Stanotte sto ascoltando “a palla” questa canzone di Irene Grandi. Mi piace il ritmo melodioso e continuo, sembra non si fermi mai. E’ una frase lunga kilometri. Ho alzato al massimo il volume e nonostante ciò, non è mai assordante. La musica e la voce si mescolano talmente bene da cullarmi e  trasportarmi nell’aria e fuori da qui e per quanto mi riguarda la Irene potrebbe dire qualsiasi cosa, le parole sono solo optionals. Il video invece, l’ho guardato solo un pò, anche perchè sono anni ormai che con i cartoni animati, nonostante la mia acuta tendenza peterpanesca, ho un rapporto quasi nullo. Per cui me la godo molto di più con gli occhi chiusi.

La riascolto ancora, forse perchè il mio desiderio di viaggiare è esploso. Ho forse quello di intimità, mentre tutto intorno almeno per un pò non voglio abbia senso.

Buonanotte.

Stupendo

Posted by lapo2001 on Set 4th, 2008

Smettere di sognare significa crescere?

Non lo so. Chi ha smesso di sognare ha cambiato faccia. Penso ai miei compagni di scuola.

Chi si è rinchiuso in 4 mura invece, coi suoi vecchi e obsoleti pensieri a sperare, ha smesso di crescere nella sua muffa. Penso alla presunzione di tanti amici.

Io intanto vado…forse ritorno.

E tu? Vieni con me? Parti con me? O DEVI stare lì a chiederti?…Ancora a chiederti!?! A chiederti cosa? A chiederti del viaggio che non farai mai…

…e meno male che mi hai detto che la vita è una sola!!! Stupendo!

Le foto le ho strappate.

STUPENDO

È nei ritagli ormai del tempo
che penso a quando tu eri qui
era difficile ricordo bene
ma era fantastico provarci insieme.
Ed ora che non mi consolo
guardando una fotografia
mi rendo conto che il tempo vola
e che la vita poi è una sola…
E mi ricordo chi voleva
al potere la fantasia…
erano giorni di grandi sogni……..sai
erano vere anche le utopie
Ma non ricordo se chi c’era
aveva queste queste facce qui
non mi dire che è proprio così
non mi dire che son quelli lì!

E ora che del mio domani
non ho più la nostalgia
ci vuole sempre qualche cosa da bere
ci vuole sempre vicino un bicchiere!
Ed ora che oramai non tremo
nemmeno per amore…sì!…
ci vuole quello che io non ho
ci vuole “pelo” sullo stomaco!

Però ricordo chi voleva
un mondo meglio di così!
sì proprio tu che ti fai delle storie…(ma dai)…
cosa vuoi TU più di così
E cosa conta “chi perdeva”
le regole sono così
è la vita! ed è ora che CRESCI!
devi prenderla così……

SI!!!!
STUPENDO!
MI VIENE IL VOMITO!
è più forte di me
NON lo so
se sto qui
o se ritorno
se ritorno
se ritorno tra poco, tra poco….tra poco

Però ricordo chi voleva
un mondo meglio di così!
ancora tu che ci fai delle storie…(ma dai)…
cosa vuoi TU più di così
E cosa conta “chi perdeva”
le regole sono così
è la vita ed è ora che CRESCI!
devi viverla così…….

Ho messo via

Posted by lapo2001 on Ago 7th, 2008

Ho smesso di bere…beh, di bere…

Ho smesso di fumare…beh, di fumare,

non indosso più i costumi con i fiori,

ho tolto la barba,

ho tolto le scarpe,

ho eliminato il dentifricio alla fragola,

ho abbassato la foto di Careca sul comodino,

non dormo più a pancia sotto,

non posso svegliarmi tardi,

ho cambiato il pc,

ho guardato un’altra,

ho perso un pò del “mio” tempo,

ho bruciato i libri,

parlo di meno,

ho cancellato le foto,

ho cambiato i fiori nel cortile,

ho eliminato un pò della mia librtà…

…per avere la libertà.

Ma non riesco a metter via te…beh, via te…

883

Posted by lapo2001 on Ago 4th, 2008

Rimini 1992.

Why

Posted by lapo2001 on Lug 23rd, 2008

C’era desiderio di rilassatezza, di poggiare un pò le idee sul cuscino, magari con una musica soave, dolce, e una canzone in cui la voce mi cullasse e che potesse eliminare il controllo della mente, l’annullasse. Un fluire leggero e vagante dei pensieri.

Beh, ho cercato in lungo e in largo per tutto il web. Ne ho trovate di belle canzoni, anche adatte allo scopo: “che il mediterraneo sia” di Eugenio Bennato, “rondini” di Lucio Dalla, “i treni a vapore” della mia Mannoia, “la pappa col pomodoro” di Rita Pavone ecc. ecc. Ma ognuna per motivi diversi, non riusciva a regalarmi quella sensazione di appagamento, di assenza totale. C’era sempre qualcosa che mi distraeva, che spezzava quel fluire e quella magia nascente. Sarà perchè sono tutte in lingua italiana. C’era sempre una piccola, inutile e diabolica parola che per non so quale assurdo motivo catturava la mia attenzione e deragliava il mio progetto di nirvana.

Per cui, ho approfittato della mia ignoranza e del mio orecchio duro per le lingue straniere e ho scelto la musica e la voce meravigliosa di Annie Lennox. Non sono riuscito, per fortuna, a capire una sola sillaba se non il suo ripetitivo “why”. Talmente ripetitivo e melodioso da farmi addormentare…missione compiuta!

…vi sto scrivendo in uno stato di sonnambulismo.

Anima mia

Posted by lapo2001 on Lug 17th, 2008

Andava a piedi nudi per la strada
mi vide e come un’ombra mi seguì
Col viso in alto di chi il mondo sfida
e tiene ai piedi un uomo con un sì.

Nel cuore aveva un volo di gabbiani
ma un corpo di chi ha detto troppi sì.
Negli occhi la paura del domani
come un ragazzo me ne innamorai.

La notte lei dormiva sul mio petto
sentivo il suo respiro su di me
E poi mi dava i calci dentro il letto
c’è ancora il suo sapore qui con me.

Anima mia torna a casa tua
ti aspetterò dovessi odiare queste mura
Anima mia nella stanza tua
c’è ancora il letto come l’hai lasciato tu.
Avrei soltanto voglia di sapere [non cercarmi]
che fine ha fatto e chi sta con lei [non pensarmi]
se sente ancora freddo nella notte
se ha sciolto i suoi capelli oppure no.

Questione di affinità

Posted by lapo2001 on Lug 1st, 2008

Camminavi sotto la pioggia e sul tuo cappuccio verde batteva copiosamente lo scroscio, tanto da disturbare la visuale della tua strada. Sempre in piedi, molte volte disorientato e sempre in movimento. Passo dopo passo nel fango, nella ghiaia e nel letame a chiederti ogni giorno il motivo di quella camminata impervia. E non trovando una risposta sensata, perchè tutto ti faceva pensare, ti dava la certezza del contrario, guardavi dietro, in modo che la tua marcia verso il “chissà che” o il “chissà chi” diventasse più difficile. Ed anche quando le sirene ammaliatrici del passato ti ostacolavano e ti bloccavano, dentro, quella camminata strascicata continuava nel suo tragitto. Deridevamo, indicandoti, bisbigliando troppo, tanto da violentarti e indurti a prendere scorciatoie illuminate per poi finire nel buio… Ma tu in fondo ci credevi e continuavi a fronteggiare le insidie del tuo percorso. E ci credevi tanto, ecco perchè hai scambiato i funghi, le foglie appassite, le lumache e le lucertole per fiori…

In realtà, ieri non pioveva, così come oggi e come sarà domani. Ma in queste tre giornate sterili, c’è una piccola differenza. Te.

Hai creduto ingenuamente di camminare nella pioggia per anni, ma allo stesso tempo, hai creduto anche senza grande consapevolezza, di poter uscirtene.

Oggi, non so se sul tuo cappuccio verde piova ancora, ma so che in quella piccola aiuola hai trovato un fiore, uno vero, uno bello che ti ha riscaldato e riconosciuto…e se ancora non hai scoperto la ragione del tuo viaggio, sai che da questo momento hai un fiore-ombrello sotto cui puoi riparati un pò, …poi, sta a te dolcemente tramutarlo nelle tue giornate di sole.

Una piccola risposta sensata ora ce l’hai e il suo paradosso è che non è dettata dalla ragione…Questione di affinità.

Tutte Le Strade Portano A Te

Che vento che tira
taglia il respiro spinge un po’ in la
forse ci vuol cambiare
mi sa che non ce la farà
mi riesci a sentire
in questo rumore?
vieni un po’ qua
fammi sentire il mare
al centro di questa città
tu sai che ciò che so
sai la vita che ho
riparti un po’
forse ti piove dentro
usa la casa che ho

fino a che
tutte le strade portano a te
lascia che piova pure
prendiamo il sole che c’è
fino a che
tutte le strade portano a te
non ci si può sbagliare
prendiamo il tempo che c’è

il mondo non gira
o almeno non come
volevi tu
come ci avevan detto
quando era buona un idea
tu che sei ciò che sei
che non cambierai mai
promettimi che ci sarà sempre un posto
che tieni caldo per me

fino a che
tutte le strade portano a te
lascia che piova pure
prendiamo il sole che c’è
fino a che
tutte le strade portano a te
non ci si può sbagliare
prendiamo il tempo che c’è

Dillo alla luna

Posted by lapo2001 on Giu 25th, 2008

Questa canzone di Vasco, cantata nell’occasione dalla Martini, mi fa tornare alla mente ricordi e debolezze di un pò di tempo fa.

Quando con gli occhi inchiodati alle tue mani basse mi chiarivi il concetto che non ti andavo più a genio e mentre lo facevi ti illudevi di non mettere in subbuglio i miei pensieri e quella miriade di emozioni. Si può essere pronti quanto si vuole all’ idea che può accadere il distacco, ma poi quando avviene realmente, si ci può trasformare in Robert de Niro o in Dustin Hoffmann, non serve fingere, è sempre dura…e si vede! Più quel “non ti voglio più” usciva delle corde vocali e più il tuo capo si nascondeva tra il colletto della camicia, come il sole che piano piano tramonta tra le vette, regalando gli ultimi raggi e quel poco di luce, fino a scomparire portando buio e freddo.
Forse perchè nel guardare le mie pupille, avresti scoperto ciò che non volevi sapere. Forse. Che dietro a quel clown borioso e presuntuoso c’era uomo stracolmo di difetti pessimi, ma con un neo buono… e quel neo era per te. O forse perchè faceva male sapere che le tue parole avrebbero procurato ancora più bruciori. Forse. O forse perchè biognava liquidare la pratica il più in fretta possibile e quello era il metodo migliore. Forse. O molto più probabilmente perchè non eri sicura. Forse…

Beh, non lo posso sapere, solo le tue mani basse possono immaginarlo. Ma dopo la fine, non dovrebbe contare più. Perchè la realtà può essere detta, scritta o mimata in qualsiasi modo, resta sempre realtà. E quella per me con tutti quei “forse”, è stata dura da accettare… Forse se mi avessi guardato in faccia…Forse…Forse

Oggi ho solo il ricordo di quella debolezza, della tua bellezza e di quegli occhi bassi che mi fecero urlare di rabbia nella notte contro la luna… Diciamo che quella sera fui davvero sfortunato… E dire che l’oroscopo mi aveva avvertito…

Guardami quando mi parli……..
Guardami quando mi parli……..
Guardami quando mi parli……..
Guarda se è “vero”!?
Guardami quando mi parli…….
Guarda se “tremo”!?

…mmhh!….Smettila di parlare….
Guardando il muro!!!

E….. se qualcosa mi devi dire….
Dimmelo “duro”!

Guardala in faccia la Realtà!
e quando è dura!…….

sarà “sfortuna”……
……..SFORTUNA!!!!!

Guardala in faccia La Realtà!
…….è più “sicura”!

Guardala in faccia La Realtà…
è “meno dura”!…..

Se c’è qualcosa che non ti va?!?…
…..dillo alla Luna!…..

Può darsi che “porti fortuna”!…
…..dirlo alla Luna!………

Guardami in faccia quando mi parli!
se sei “sincera”!

Se non mi guardi quando mi parli….
non sei “sicura”!

La voglio in faccia la “verità”….
e se “sarà dura”!…..

La chiamerò “sfortuna”!….
…..Maledetta SFORTUNA!!!!!!!!

“Ignazio Jouer”

Posted by lapo2001 on Giu 15th, 2008

Sarà il nuovo tormentone dell’estate?

Niente da capire

Posted by lapo2001 on Giu 5th, 2008

Ci sono donne che sono passate per la mia vita, l’hanno sfiorata e poi hanno preso strade diverse,verso altre vite . Ricordi sporadici ma caldi. E nonostante la loro brevità si “sentono” ancora spesso. Sono come i ragazzini che bussano al citofono e poi scappano via contenti del loro gesto goliardico… Ecco i ricordi che ho di te, ogni tanto mi bussano, magari quando sono in un posto o vivo una situazione particolare, e quando sto per aprire la porta, corrono velocemente via e vedo solo le loro ombre che che si stanno volatilizzando lontano da me.

Ma com’è possibile?

In un lampo, mi hai schiaffato nel naso un paio di chili del tuo profumo, mi hai spiaccicato un milione di immagini lontane ma fastidiosamente chiare nelle orbite, mi hai appiccicato nelle mani la sensazione di quando ti toccavo, mi hai infilato un micro registratore con la cadenza a volte stridula della tua voce, che si fa sentire ad intermittenza e poi mi hai regalato un pò del tuo sapore che ogni tanto immagino di assaporare, e tutto questo in un lampo?

Anche se ti hanno nella loro più totale inconsapevolezza con il loro cuore da fornaio, toccato le corde di qualche tua profonda debolezza, solo per un piccolo attimo, un flash, non puoi fare a meno di non dimenticarele. E’ una condanna, un supplizio, una prigionia, una goccia cinese…sentendoti terribilmente cretino.

Ma in fondo chi non ha avuto la propria meravigliosa Giovanna?…un ricordo che vale 1o lire, ma uno dei più nitidi che ho.

E mentre mi interrogo sui ” perchè?”e sui “se” e mi perdo in queste assurde domande, le cui risposte cambiano a seconda dell’umore, dell’oroscopo e del meteo, l’unica certezza che sporadicamente riesco ad accettare è che quando ti interroghi sugli atteggiamenti, le metamorfosi, gli squilibri e i giudizi delle donne che ti hanno sfiorato, puoi scervellarti quanto vuoi…non c’è niente da capire.

Fortunatamente per il mio cuore, mi ricordo bene di te. Sfortunatamente per la mia testa, mi ricordo bene di te.

Riportami i miei occhi…e la tua bocca.

Niente da capire
Le stelle sono tante
milioni di milioni
la luce dei lampioni si riflette sulla strada lucida
seduto o non seduto faccio sempre la mia parte
con l’anima in riserva e il cuore che non parte
però Giovanna io me la ricordo
ma è un ricordo che vale dieci lire
e non c’è niente da capire.
Mia moglie ha molti uomini
ognuno è una scommessa
perduta la mattina nello specchio del caffè
io amo le sue rughe ma lei non lo capisce
ha un cuore da fornaio e forse mi tradisce
però Giovanna è stata la migliore
ma è un ricordo che vale dieci lire
e non c’è niente da capire.
Se tu fossi di ghiaccio ed io fossi di neve
che freddo amore mio pensaci bene far l’amore
è giusto quel che dici ma i tuoi calci fanno male
io non ti invidio niente e non ho niente di speciale
ma se i tuoi occhi fossero ciliegie
io non ci troverei niente da dire
e non c’è niente da capire.
E’ troppo tempo amore
che noi giochiamo a scacchi
mi dicono che stai vincendo e ridono da matti
ma io non lo sapevo che era una partita
posso dartela vinta e tenermi la mia vita
però se un giorno tornerai da queste parti
riportami i miei occhi e il tuo fucile
e non c’è niente da capire.
Francesco De Gregori

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