Ci si distingue per la bellezza, per un talento o per l’ideale. Nelle rarità per 2 di questi. Unico è chi li possiede tutti. In tutti e tre i casi, si riconosce la diversità se si è capaci di comunicarla.
Per cui, parlami…
Video by migra7766
Cerca nel cuore
Parlami, parlami, senza dire niente
parlami dai, cerca nel cuore.
Dimmelo, dimmelo, quello che ci serve,
ora o mai più, fatti mangiare qui
fatti sentire
fammi sentire sentirti
stringi di più
io sono qui ne son quasi certo
stringi di più cosa ti costa?
io sono qui
stringi di più
io sono qui te ne sei accorta?
stringi di più
io sono qui, qui, qui
Parlami, parlami, che non spendi niente,
segnami qui senza rancore.
Cercami, scappami, fatti un po’ sudare
toccami qui, proprio sul cuore qui,
fatti sentire
come dovessi morire
stringi di più
io sono qui ne son quasi certo
stringi di più cosa ti costa?
io sono qui
stringi di più
io sono qui te ne sei accorta?
stringi di più
io sono qui, qui, qui
Ci son treni che non ripassano,
ci son bocche da ricordare,
ci son facce che si confondono
e poi ci sei tu,
e ora ci sei tu
fatti sentire
fammi sentire sentirti
stringi di più
stringi di più cosa ti costa?
stringi di più
io sono qui
stringi di più
io sono qui
stringi di più
io sono qui ne son quasi certo
stringi di più cosa ti costa?
io sono qui
stringi di più
io sono qui te ne sei accorta?
stringi di più
io sono qui, qui, qui
Parlami, parlami, senza dire niente
parlami dai, cerca nel cuore.
Amo la variopinta primavera, o quel che rimane di essa, per i suoi profumi, specie da noi quando l’aroma dei fiori d’arancio si mescola a quelli della terra fresca; per la limpidezza delle sue giornate, paesaggi come quelli di Capri vista da Termini, o dei 2 golfi da Sant’Agata o lo spettacolo di tutta la penisola dal monte del Re, nei giorni senza umidità, sono veramente impagabili; per l’attesa che rappresenta: In primavera l’umore è sempre migliore in vista di una speranzosa estate rilassante(anche se poi, non lo è quasi mai). Il nero inverno mi dà sempre più l’idea di chiusura. E’come il canto di una sirena ammaliatrice, mi induce a sedermi e di conseguenza a pensare di più e a fare di meno. Mi induce all’oblio e all’ozio, e rappresenta comunque la meraviglia di poter fantasticare, creare ed inventare di più. Ma vuol dire anche, e nel corso degli anni che passano è sempre più facile, fermarsi o tornare indietro. Novembre è il mese in cui sono nato, non posso parlarne male,ma ricordo solo compleanni in bianco e nero. Mi piace l’arcobaleno, perchè significa che si può uscire di casa, anche se non lo si fa. Mi piace poi, il bianco tepore impigrente di stare sotto le coperte, specie la domenica mattina perchè lo si gode di più nel dormiveglia mattutino. Se posso, non indosso scarpe chiuse(meglio ancora i piedi nudi), e nemmeno abiti troppo stretti, i miei pori hanno bisogno di aria trasparente e mi piace sentirmela passare sulla pelle. Preferisco il sole, e soffro maledettamente l’afa pesante. Ho scoperto di amare il mare e i suoi mutabili colori quando gli sono stato per molto tempo lontano e lo preferisco alle montagne perchè infinito, libero. Bella la pioggia quando è gelida, e i temporali notturni quando sono al sicuro. Il vento grigio lo odio, non può mai dare positività e odio quel movimento confuso senza controllo e fastidioso, in particolare quando non ho i capelli corti.
La macchina la prendo solo nei casi in cui c’è una pistola puntatami in una tempia. Mi piace invece, essere passeggero. Quando mi posso incantare e in tragitti non troppo lunghi la macchina, come il treno mi rilassa.Odio profondamente il verde delle menzogne, quelle raccontatemi dalle persone di cui mi fidavo e da chi vuol tenermi “buono”.Il mio colore preferito è l’azzurro, perchè l’unico che c’è quasi sempre, è un rifugio, una certezza.E per quella maglietta.
Amo me stesso, quando sono innamorato. Perchè amare i suoi difetti, vuol dire anche finalmente accettare i miei. E perchè, probabilmente in quello stato, più della metà di ciò che ho scritto non avrebbe senso, e forse avrebbe anche colori diversi.
Maledico il mio neurone despota. A volte, da solo ha più potere di tutti gli altri(pochi) messi insieme, ed è incontrollabile… alla fine però, credo di non riuscirne a fare a meno e tutto, come sempre, va…
Ho ancora la forza
Ho ancora la forza che serve a camminare,
picchiare ancora contro per non lasciarmi stare
ho ancora quella forza che ti serve
quando dici: “Si comincia !”
E ho ancora la forza di guardarmi attorno
mischiando le parole con due pacchetti al giorno,
di farmi trovar lì da chi mi vuole
sempre nella mia camicia…
Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c’è
e al mondo sono andato,
dal mondo son tornato sempre vivo…
Ho ancora la forza di starvi a raccontare
le mie storie di sempre, di come posso amare,
di tutti quegli sbagli che per un
motivo o l’altro so rifare…
E ho ancora la forza di chiedere anche scusa
o di incazzarmi ancora con la coscienza offesa,
di dirvi che comunque la mia parte
ve la posso garantire…
Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c’é
nel mondo sono andato,
dal mondo son tornato sempre vivo…
Ho ancora la forza di non tirarmi indietro,
di scegliermi la vita masticando ogni metro,
di far la conta degli amici andati e dire:
” Ci vediam più tardi …”
E ho ancora la forza di scegliere parole
per gioco, per il gusto di potermi sfogare
perché, che piaccia o no, è capitato
che sia quello che so fare…
Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c’é
col mondo sono andato
e col mondo son tornato sempre vivo…
Certe notti, pago caro un vecchio conto che non è mio
Certe notti, abbassi gli occhi vicino provando a metterci un pò di cuore, in altre invece alzi lo sguardo troppo lontano lasciando fare alla ragione
Certe notti, un gesto, un attimo, un movimento, una parola ingenua può trasformare un’opera d’arte in un frigorifero, come un bicchiere di vino rosso cascato accidentalmente su una linda, stirata ed inamidata camicia bianca…
…sono quelle notti in cui mi sento e faccio sentire in colpa inconsapevolmente…senza sapere che una colpa non c’è.Non c’è.
Esistono gli smacchiatori sia per le macchie di vino , sia per le colpe vecchie…la camicia ritorna uguale e il passato si alleggerisce o scompare.
Altre notti, sono meravigliose…quando non m’importa chi vince o chi perde…basta solo esserci.
Certe Notti
Certe Notti la macchina è calda e dove ti porta lo decide lei.
Certe notti la strada non conta e quello che conta è sentire che vai.
Certe notti la radio che passa Neil Young sembra avere capito chi sei.
Certe notti somigliano a un vizio che non voglio smettere, smettere mai.
Certe notti fai un po’ di cagnara che sentano che non cambierai più.
Quelle notti fra cosce e zanzare e nebbia e locali a cui dai del tu.
Certe notti c’hai qualche ferita che qualche tua amica disinfetterà.
Certe notti coi bar che son chiusi al primo autogrill c’è chi festeggerà.
E si può restare soli, certe notti qui, che chi s’accontenta gode, così così.
Certe notti o sei sveglio, o non sarai sveglio mai, ci vediamo da Mario prima o poi.
Certe notti ti senti padrone di un posto che tanto di giorno non c’è.
Certe notti se sei fortunato bussi alla porta di chi è come te.
C’è la notte che ti tiene tra le sue tette un po’ mamma un po’ porca com’è.
Quelle notti da farci l’amore fin quando fa male fin quando ce n’è.
Non si può restare soli, certe notti qui, che se ti accontenti godi, così così.
Certe notti son notti o le regaliamo a voi, tanto Mario riapre, prima o poi.
Certe notti qui, certe notti qui, certe notti qui, certe notti….
Certe notti sei solo più allegro, più ingordo, più ingenuo e coglione che puoi
quelle notti son proprio quel vizio che non voglio smettere, smettere, mai.
Non si può restare soli, certe notti qui, che chi s’accontenta gode, così, così.
Certe notti sei sveglio o non sarai sveglio mai, ci vediamo da Mario prima o poi.
Certe notti qui, certe notti qui, certe notti qui.
Le stelle se le guardi da un’altra prospettiva riesci a riconoscerle.
Alessandra
Queste sono scale di vita
E la vita
Forse non l’hai mai conosciuta
Sei già stanca
E l’orologio batte le sei
E gli esami lo sai, lo sai
Non finiscono mai
Alessandra
Non basta il tuo profumo di donna
Per cancellare
Il sapore dell’amore di sera
Fatto in fretta
A fari spenti e un lieve respiro
E gli esami lo sai, lo sai
Non finiscono mai
Vai! Alessandra un po’ impaurita
In una giacca di velluto
Nascondevi un portafortuna e
Un amore
Che prendeva un po’ di fiato
Tra l’orgasmo e la paura
C’è un segreto nuovo
Che nessuno vuol sapere
E domani lui
Lui capirà e sarà un giorno vero
E gli esami lo sai, lo sai
Non finiscono mai
Alessandra
Tua madre che voleva sapere
Certe cose
A volte non si possono dire
No! Bugiarda, no!
È solo un modo per evitare
E gli esami lo sai, lo sai
Non finiscono mai!
Vai Alessandra che sei grande!
Che sei libera e completa
Giacca blu stirata
Sicura di te stessa
Un amore
Ogni giorno più importante
Inaspettato ma voluto
Fa dimenticare le solite paure
E la tua vita
Per te resta l’esame più grande
La tua vita
Lo sai, lo sai, lo sai
Stanotte sto ascoltando “a palla” questa canzone di Irene Grandi. Mi piace il ritmo melodioso e continuo, sembra non si fermi mai. E’ una frase lunga kilometri. Ho alzato al massimo il volume e nonostante ciò, non è mai assordante. La musica e la voce si mescolano talmente bene da cullarmi e trasportarmi nell’aria e fuori da qui e per quanto mi riguarda la Irene potrebbe dire qualsiasi cosa, le parole sono solo optionals. Il video invece, l’ho guardato solo un pò, anche perchè sono anni ormai che con i cartoni animati, nonostante la mia acuta tendenza peterpanesca, ho un rapporto quasi nullo. Per cui me la godo molto di più con gli occhi chiusi.
La riascolto ancora, forse perchè il mio desiderio di viaggiare è esploso. Ho forse quello di intimità, mentre tutto intorno almeno per un pò non voglio abbia senso.
Non lo so. Chi ha smesso di sognare ha cambiato faccia. Penso ai miei compagni di scuola.
Chi si è rinchiuso in 4 mura invece, coi suoi vecchi e obsoleti pensieri a sperare, ha smesso di crescere nella sua muffa. Penso alla presunzione di tanti amici.
Io intanto vado…forse ritorno.
E tu? Vieni con me? Parti con me? O DEVI stare lì a chiederti?…Ancora a chiederti!?! A chiederti cosa? A chiederti del viaggio che non farai mai…
…e meno male che mi hai detto che la vita è una sola!!! Stupendo!
Le foto le ho strappate.
STUPENDO
È nei ritagli ormai del tempo
che penso a quando tu eri qui
era difficile ricordo bene
ma era fantastico provarci insieme.
Ed ora che non mi consolo
guardando una fotografia
mi rendo conto che il tempo vola
e che la vita poi è una sola…
E mi ricordo chi voleva
al potere la fantasia…
erano giorni di grandi sogni……..sai
erano vere anche le utopie
Ma non ricordo se chi c’era
aveva queste queste facce qui
non mi dire che è proprio così
non mi dire che son quelli lì!
E ora che del mio domani
non ho più la nostalgia
ci vuole sempre qualche cosa da bere
ci vuole sempre vicino un bicchiere!
Ed ora che oramai non tremo
nemmeno per amore…sì!…
ci vuole quello che io non ho
ci vuole “pelo” sullo stomaco!
Però ricordo chi voleva
un mondo meglio di così!
sì proprio tu che ti fai delle storie…(ma dai)…
cosa vuoi TU più di così
E cosa conta “chi perdeva”
le regole sono così
è la vita! ed è ora che CRESCI!
devi prenderla così……
SI!!!!
STUPENDO!
MI VIENE IL VOMITO!
è più forte di me
NON lo so
se sto qui
o se ritorno
se ritorno
se ritorno tra poco, tra poco….tra poco
Però ricordo chi voleva
un mondo meglio di così!
ancora tu che ci fai delle storie…(ma dai)…
cosa vuoi TU più di così
E cosa conta “chi perdeva”
le regole sono così
è la vita ed è ora che CRESCI!
devi viverla così…….
C’era desiderio di rilassatezza, di poggiare un pò le idee sul cuscino, magari con una musica soave, dolce, e una canzone in cui la voce mi cullasse e che potesse eliminare il controllo della mente, l’annullasse. Un fluire leggero e vagante dei pensieri.
Beh, ho cercato in lungo e in largo per tutto il web. Ne ho trovate di belle canzoni, anche adatte allo scopo: “che il mediterraneo sia” di Eugenio Bennato, “rondini” di Lucio Dalla, “i treni a vapore” della mia Mannoia, “la pappa col pomodoro” di Rita Pavone ecc. ecc. Ma ognuna per motivi diversi, non riusciva a regalarmi quella sensazione di appagamento, di assenza totale. C’era sempre qualcosa che mi distraeva, che spezzava quel fluire e quella magia nascente. Sarà perchè sono tutte in lingua italiana. C’era sempre una piccola, inutile e diabolica parola che per non so quale assurdo motivo catturava la mia attenzione e deragliava il mio progetto di nirvana.
Per cui, ho approfittato della mia ignoranza e del mio orecchio duro per le lingue straniere e ho scelto la musica e la voce meravigliosa di Annie Lennox. Non sono riuscito, per fortuna, a capire una sola sillaba se non il suo ripetitivo “why”. Talmente ripetitivo e melodioso da farmi addormentare…missione compiuta!
Andava a piedi nudi per la strada
mi vide e come un’ombra mi seguì
Col viso in alto di chi il mondo sfida
e tiene ai piedi un uomo con un sì.
Nel cuore aveva un volo di gabbiani
ma un corpo di chi ha detto troppi sì.
Negli occhi la paura del domani
come un ragazzo me ne innamorai.
La notte lei dormiva sul mio petto
sentivo il suo respiro su di me
E poi mi dava i calci dentro il letto
c’è ancora il suo sapore qui con me.
Anima mia torna a casa tua
ti aspetterò dovessi odiare queste mura
Anima mia nella stanza tua
c’è ancora il letto come l’hai lasciato tu.
Avrei soltanto voglia di sapere [non cercarmi]
che fine ha fatto e chi sta con lei [non pensarmi]
se sente ancora freddo nella notte
se ha sciolto i suoi capelli oppure no.