La città
Hai detto:” per altre terre andrò, per altro mare.
Altra città, più amabile di questa, dove
Ogni mio sforzo è votato al fallimento
Dove il mio cuore come un morto sta sepolto
Ci sarà pure. Fino a quando patirò questa mia inerzia?
Dei lunghi anni, se mi guardo intorno,
della mia vita consumata qui, non vedo
che nere macerie e solitudine e rovina.
Non troverai altro luogo, non troverai altro mare.
La città ti verrà dietro. Andrai vagando
Per le stesse strade. Invecchierai nello stesso quartiere.
Imbiancherai in queste stesse case. Sempre
Farai capo a questa città. Altrove, non sperare,
non c’è nave, non c’è strada per te.
Perché sciupando la tua vita in questo angolo discreto
Tu l’hai sciupata su tutta la terra.(Kavafis)
Chi non riesce a fare i conti con il proprio passato è destinato a rimanere lì per sempre,”perchè sciupando la tua vita in questo angolo discreto,tu l’hai sciupata su tutta la terra”…e tu?
Dicembre 5th, 2007 at 17:06
ci sono tre generi di persone: il nevrotico del passato che, per usare un’immagine adoperata proprio ieri dal mio amico max, vive come incollato subendo gli eventi che gli passano sulla testa senza riuscire a districarsi da quella posizione retroversa in cui si trova impiastricciato,con lo sguardo all’indietro, con quel mastice che vorrebbe strappare da sotto al mento e che lo costringe a guardare quei giorni felici, i giorni in cui il futuro è un amico suadente che ti invita a raggiungerlo per farti provare quanto è bello essere grande e tu lì, ora, a dire che grande non ci saresti voluto mai diventare ma che vorresti essere lì dov’eri, che si stava bene;questa categoria è abbastanza popolata come la seconda che è poi quella cui appartengo: il nevrotico del futuro che al passato pensa poco, avendolo più o meno digerito, ma che indulge, al contrario, nell’errore di credere che il futuro, così come lo sogna e lo vuole lui, sia ancora di là da venire, che per i suoi desideri e le sue aspirazioni c’è un tempo e che non si sa quando e come ma ci sarà un momento in cui tutto sarà come lui vuole e si aspetta perchè la sua prospettiva lunga alla fine pagherà, perchè guardare avanti alla fine ti rende tutto con l’interesse.
Beh, vi dico che mi piacerebbe entrare a far parte della terza categoria di persone e cioè di quelli che non guardano nè indietro nè avanti avendo scoperto, bontà loro, che c’è il presente, che si può vivere anche guardando quello che accade adesso,anche se, va precisato, che mentre le prime due categorie hanno la fortuna di giocare con il sogno, la terza ha la sfiga di fare i conti con la realtà…
“Stanno i giorni futuri innanzi a noi
come una fila di candele accese,
dorate, calde e vivide.
Restano indietro i giorni del passato,
penosa riga di candele spente:
le più vicine danno fumo ancora,
fredde, disfatte, e storte.
Non le voglio vedere: m’accora il loro aspetto,
la memoria m’accora del loro antico lume.
E guardo avanti le candele accese.”
(Le candele - Costantinos Kavafis)
” Dum loquimur fugerit invida aetas:
carpe diem, quam minimum credula postero.”
« Mentre parliamo sarà già fuggito l’invidioso tempo:
afferra l’oggi, quanto meno possibile fiduciosa nel domani. »
(Quinto Orazio Flacco, Ode 11 libro 1)
Dicembre 6th, 2007 at 11:15
Caro gionni,è un piacere leggere la tua riflessione…Già il fatto che, coloro a cui è stata donata la grazia(o la sfiga)di vivere il “qui e ora”,non siano considerati nevrotici la dice lunga. Vivere l’oggi per molti è una mancanza di responsabiltà e nel caso dovessimo dimenticarlo,c’è sempre la città che ci farà da “sveglia”… e da “tomba”.
Dicembre 6th, 2007 at 17:39
Che problema parlare del tempo. Forse perché il tempo è la nostra vita e ne siamo sempre invischiati dentro. Analizzare il passato, il presente e il futuro è sempre un’impresa e soprattutto è di parte: nn riusciremo mai a guardarla da lontano e capire ed essere sicuri di quello che abbiamo fatto e che stiamo facendo. Ma nn domandarsi neanche il perché ci toglie la possibilità di darci la risposta sbagliata, di sbagliare ancora, di richiedercelo e di riprometterci di migliorare. E senza la speranza nn so proprio cosa potremmo diventare.
Anche se è molto famosa, questa di Coelho mi pare adatta.
Manuale del guerriero della luce
Un guerriero della luce sa che alcuni momenti si ripetono.
Spesso si trova davanti a problemi e situazioni che ha già affrontato.
Allora si sente depresso e pensa di essere incapace di progredire nella vita, giacchè i momenti difficili si sono ripresentati.
“Questo l’ho già passato” si lamenta con il suo cuore. “L’hai vissuto, è vero, risponde il cuore ma non l’hai mai superato”.
Il guerriero allora comprende che il ripetersi delle esperienze ha un’unica finalità: insegnargli quello che non vuole apprendere.
Ogni guerriero della luce ha avuto paura di un combattimento.
Ogni guerriero della luce ha tradito e mentito in passato.
Ogni guerriero della luce ha imboccato un cammino che non era il suo.
Ogni guerriero della luce ha sofferto per cose prive di importanza.
Ogni guerriero della luce ha pensato di non essere un guerriero della luce…
Ogni guerriero della luce ha mancato ai suoi doveri spirituali.
Ogni guerriero della luce ha detto “sì” quando doveva dire “no”.
Ogni guerriero della luce ha ferito qualcuno che amava.
Perciò è un guerriero della luce, perché ha passato queste esperienze e non ha perduto la speranza di essere migliore
Dicembre 6th, 2007 at 19:32
questo post mi ha fatto pensare ad una frase detta in un film che ho visto ultimamente:”…il passato è passato, il futuro ancora deve venire ed è il presente che va vissuto…”
Sembra banale,troppo scontata ma riflettendoci è la verità!
Tante volte i paroloni non servono,basta solo pensare facile;)
Dicembre 7th, 2007 at 00:36
Ma allora eri attenta!!
brava!! qualcuna…. qualcuna mi aveva detto che non ti era piaciuto…
Il passato se n’è andato, il futuro non è qui e non posso influenzarlo: l’unica cosa che conti è l’adesso»
e si… è proprio una citazione di Gramsci!!
Hai vinto un buono per un altro film!!!
lo scegli TU!
Dicembre 7th, 2007 at 02:12
Da stanotte ho scoperto di essere un guerriero della luce purosangue, soprattutto perchè, non se è cosa buona o meno, la speranza mi tiene sempre acceso almeno un lumicino… Ehi, ma per vincere un buono, che devo fare?!?Cosa devo comprare?
Dicembre 7th, 2007 at 10:04
Ciao Fulvio,sicuramente non è stato il film più bello che ho visto,la trama era simpatica anche se il regista poteva fare meglio! Il prossimo film allora lo scelgo io…ho addirittura vinto un buono…uauuuuu!!!!:))))
Gigi se vuoi vincerlo anche tu, devi stare attento durante la visione del film e soprattutto in prima fila…io c’ero!:)))))
Dicembre 7th, 2007 at 12:50
In settimana organizziamo un pò di baldoria. Con film e soprattutto con capresi al cioccolato al seguito…Chi vuol capire,capisca:)
Dicembre 7th, 2007 at 16:58
Un film veramente scandaloso tranne che per la frase citata…positiva!!!
C’ero anch’io e sono anche interessato alla faccenda della caprese!
Dicembre 7th, 2007 at 20:05
Ciro tu si che eri in prima fila!!!
forse l’averlo visto seduto per terra ti ha condizionato… cmq la prossima volta facciamo proprio il cineforum… così ne parliamo e vediamo di capirci qualcosa…
quindi dopo il film… NON SCAPPATE!!
Chi non resta non mangia…