Episodi sull’Amore
Corro all’impazzata verso l’ingresso del molo Beverello. Sono le 13.05 e l’aliscafo per Sorrento sta per partire. Giunto nei pressi della banchina una voce squillante blocca il mio tentativo ormai vano “strunz, addò vai?l’abbiamo perso!”. Mi giro e con mio grande stupore scopro che il proprietario di tanto fine parlare è Franco, un caro e vecchio amico che non vedevo da tempo immemore. Cioè dal tempo in cui era single. Anche lui, affannato e completamente bagnato dai litri di sudore che ormai hanno coperto ogni centimetro quadrato del suo corpo e dei suoi abiti. Infatti nel soffermare lo sguardo sulla sua t-shirt blu, solo in un secondo momento mi accorgo che in origine doveva essere celestina. Siamo nella stessa barca, o meglio “non barca”! Sudati, stanchi, sofferenti per l’elevatissima afa che in questo periodo sprigiona Piazza Municipio alias Sahara e incazzatissimi per aver perduto l’unico mezzo di trasporto utilizzabile in quel momento, visto che i treni sono in sciopero.
Mentre mi accingo a farmi venire un’idea sul come tornare in penisola, Franco comincia a raccontare una serie di episodi che in passato ci avevano visti protagonisti, insieme a tutto il resto della nostra banda adolescenziale. Gli viene una sorta di raptus: e ti ricordi quando…? e quando…? e poi quando…?No, no ci dobbiamo rivedere, dobbiamo organizzare qualcosa tutti insieme, come ai vecchi tempi….A ogni piccola pausa, si fa delle grosse e grasse risate. E’irrefrenabile. Ad un certo punto parla completamente da solo perchè non riesco proprio più a stargli dietro. L’accavallarsi di discorsi, fatti e ragionamenti mi mette definitivamente k.o. Ma mentre cerco di riprendermi, lo vedo in disparte che allegramente parla, urla al telefonino.
Penso: starà chiamando qualcuno per tornare a casa…E invece solo in un secondo momento capisco che l’obiettivo è un altro e lo capisco quando mi dice: stasera, tutt’appost, ci vediamo in Piazza alle 21.30 con gli altri ragazzi.
Ma come?Siamo qui, scassati, il prossimo aliscafo è alle 15, fa un caldo allucinante e lui pensa a organizzare cene e cenette?!?
Dopo poco, lo rivedo ancora a telefono, stavolta con voce bassissima e aria per niente divertita. E mi dice: non ti preoccupare ci viene a prendere Giulia(la fidanzata), è andata a fare un colloquio e passa proprio qui tra 5 minuti con la macchina.
Non riesco nemmeno a pensare “che culo!” che riprende di nuovo il discorso incessante sui nostri tempi che furono e sugli scherzi da fare per la serata. Un nuovo fiume in piena.
Allo stremo delle forze, afflosciato in una di quelle scomodissime sediole del bar del porto, me lo ritrovo per la terza volta al cellulare. Chiusa la brevissima conversazione mi dice: Alzati, vieni con me, Giulia ci sta aspettando più in la. E nel proferire tali parole la sua mano la vedo ondeggiare più volte, quasi a farmi capire che il posto non è dei più vicini. Non ho alternative, lo seguo.
Più di mezz’ora a camminare per via Marina, sotto un sole e una canicola opprimente. Mi sento quasi di venire meno.
Giunti alla macchina, esausto entro con un sorriso per niente sincero, ma di circostanza e nell’accomodarmi nei seggiolini posteriori sento che l’aria è molto tesa intorno a me…Giulia alla vista del suo amatissimo fidanzato, non curante assolutamente della mia presenza esplode in un monologo iracondo: Imbecille, lo sapevi che non potevo venirti a prendere! Sei un idiota! Mi hai bloccata qui, come una cretina…ecc ecc…Deficiente!…ecc ecc…Bastardo!…ecc ecc…Non servi a niente!…Guarda come ti sei combinato!…ecc ecc…Puzzi!…e poi, nella mia macchina!…ecc ecc
Da Napoli fino a Meta ho ascoltato la hit parade di insulti e improperi e tutto ciò senza aria condizionata(era rotta). Non è il mio giorno fortunato.
Un viaggio così stressante e mostruoso la mia memoria non lo ricorda. Dentro di me ho sentito una gran pena per Franco ed ho anche capito la ragione della sua voglia ossessiva di organizzare l’incontro per la sera. Il bisogno di prendere un pò d’aria, di evadere… Ma mai fare i conti senza l’oste.
Infatti, mestamente in un frangente in cui la cascata di bestemmie si è un pò calmata, Franco ha la brillantissima idea di chiedere, elemosinare il permesso per l’uscita notturna con gli amici. La risposta di Giulia? “Vuoi andare? va bene. vengo anch’io!!”.
“Vengo anchio”???!!!! Oh noooooo. Metido il suicidio. Ma ormai siamo a 2 metri da casa mia. Posso resistere. E mentre sto per scendere Franco mi dice: allora ci vediamo stasera? alle 21.30? in piazza?…anzi no, ti veniamo a prendere noi!!!!!?????!!!!
Non perderò mai più l’aliscafo! E soprattutto, single a vita!!!

Giugno 13th, 2008 at 15:01
non siamo tutte così per fortuna!
Giugno 14th, 2008 at 01:03
Ma ce ne sono troppe così per sfortuna.
Giugno 14th, 2008 at 10:30
Se proprio lo vuoi sapere alle 14,15
partiva il METRO’ del MARE
…Basta essere informati e previdenti, ovvero essere sul posto giusto all’ orario giusto,magari anche 5 minuti prima e poi dai NON sono troppe COSI’!!!!!!Ricordati……….. delle “cazettelle”
Giugno 15th, 2008 at 01:31
Il metrò del mare ci impiega lo stesso tempo della mia piccola tartaruga…
Diciamo che sono la maggior parte così?
Giugno 16th, 2008 at 16:19
nono, sono tutte cosi!
e su questo non sbaglio!
Giugno 17th, 2008 at 22:04
Ma anche le delizie sono così?
Certo che catapo se ne è accorto solo ora!!!!!!!!!!!!
Giugno 18th, 2008 at 00:05
Marcic, secondo te se n’è accorto?!?!
Giugno 18th, 2008 at 12:11
io ho il prosciutto davanti agli occhi!
Giugno 19th, 2008 at 23:21
…aggiungerei anche gli insaccati…