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Io pareo | Salviamo Peter Pan

Io pareo

Posted by lapo2001 on lug 15th, 2014

Titolo: io pareo.
Tratto da “episodi estivi”.

Sono pigro, indeciso e soprattutto…

Tant’è vero che una mela in fronte potrebbe anche diventare l’albergo di un verme prima che la sposti.
Tant’è vero che al posto dell’aureola o delle corna ho in testa un enorme punto interrogativo.

E nella mia eterna indecisione, nervoso, stamattina ho impiegato mezz’ora prima di rimpinzare lo zaino per il mare.
Mentre girovagavo lo sguardo tra le mensole dell’armadio e quelle della credenza:
“Ok, il pareo l’ho preso. Ok, gli infradito li ho presi. Ok, la crema abbronzante sta bene sullo scaffale perché non sopporto gli unguenti. Ok, le percoche le ho prese. Ok, la maglietta di ricambio l’ho presa. Ok, il Corriere lo compro dopo all’edicola sotto casa. Ok, cosa manca? Ah, il costume. E mo’ quale mi porto ? Ok, quello blu, è più comodo. No, anzi, meglio quello nero. Mi sta meglio. No, no, no, no, chissenefrega, prendo quello blu. No, quello nero. Quello blu. Nero. Blu. Nero… Ah, guai a dimenticare l’IPad. Magari si ripresenta una scena ridicola come l’ultima volta e mi viene voglia di scrivere. Al mare l’Ipad è indispensabile…Ok, scendiamo?”.
Dopo, a voce alta: Anna, hai preso tutto? Hai messo tutto in borsa? Non facciamo come al solito che arrivati in spiaggia mi chiedi i fazzoletti, la limetta per le unghie, il materassino, la frittatina, il formaggino e Camillo, il coccodrillo gonfiabile della invernizzi!? Sai bene che sotto l’ombrellone sono come un tricheco spiaggiato e non mi muovo dal lettino. E sai bene che il negozio, il tabaccaio o il salumiere più vicini sono a km dalla spiaggia. Non ci intossichiamo l’ennesimo bagno, eh.
Anna, con aria schifata e indisponente, mi ha risposto: stamattina ci siamo svegliati più simpatici del solito? Ho preso tutto. Pensa a te. E come ben sai, avrei voluto andare in barca, ma il signorino la odia. Ma tant’è. Tsè…
In silenzio, siamo scesi da casa, ho comprato il Corriere e ci siamo avviati all’auto.

Dopo averla lasciata nel parcheggio e dopo la solita lunga camminata, siamo giunti finalmente al nostro lido.
Bene, ho un po’ vergogna a dirlo, ma mentre Anna si apprestava a guadagnare i lettini, nello spogliatoio, saccheggiando lo zaino, mi sono reso conto di aver dimenticato il costume a casa. Blu, nero, blu, nero, blu, un piffero!
Panico.
“Perché mai sono entrato nello spogliatoio con lo specchio?” mi son chiesto. Più mi guardavo e più avevo la salivazione che voleva auto eruttare dalla bocca. “Ma comm s’fa a essere accussì strunz?” mi sono nuovamente chiesto. E riflettendo, sempre allo specchio: sono troppo vecchio per farmi il bagno con le mutande. Sono troppo giovane per farmelo coi bermuda. Che faccio? Di sicuro indietro non ci torno.
E la saliva diventava sempre più calda e simile a una palla di cannone…

Per fortuna o per sfortuna, sono riuscito, con l’ausilio dell’amico bagnino, a trovare un costume azzurro di emergenza. L’ho indossato (con sei slip sotto) e…sorpresa. Era tre taglie più piccolo. “Ci sarebbe anche questo. È più grande”, mi ha sollecitato Alberto il bagnino, mostrandomi un leopardato che anche Amanda Lear avrebbe avuto difficoltà a indossare. Ho preferito il meno peggio. “Preferisco quello azzurro. È il mio colore preferito”, e con questo alibi di ferro, l’ho congedato.
La chiusura a strappo sul cavallo a stento riusciva a contenermi una sfera. Il filo a stento riusciva a ricongiungersi in un nodo piccolo quanto un granello di sabbia.
Con difficoltà immane, stando attento a non provocare movimenti e conseguenti sguarri troppo bruschi, con il pareo legato alla vita, un po’ come fanno le donne che si vergognano di mostrare le ampie natiche, mi sono diretto sulla battigia a velocità sostenuta. Ho tolto il pareo celermente e mi sono tuffato senza la solita lenta e progressiva camminata per abituare il corpo al gelo dell’acqua salata. Un tuffo. Netto e veloce.
Dopo essermi praticamente spugnato nel mare mezz’ora buona, sono uscito con la stessa solerzia e mi sono di nuovo avvolto nel pareo. Sempre con l’angoscia che il micro costume potesse “aprirsi” e che occhi indiscreti potessero notare il mio immenso disagio.

Tornando verso il lettino, Anna: perché non mi hai aspettato? Sei fuggito manco avessi una medusa alle calcagna. E che fai con quel pareo a mo’ di gonna? Sembri una hawaiana che non ha digerito 30 kg di ostriche.
“No, niente. Avevo caldo. Troppo. Non lo senti il caldo di oggi? St’aria appiccicosa mi ha fatto venire voglia di buttarmi a mare. E poi, il pareo? Beh, cioè, insomma… ma ho sentito il cellulare. È il tuo? Mi sembra la tua suoneria. Rispondi, sarà tua madre” ho risposto, arrampicandomi su tutti gli specchi di Nerano. Compreso quello dello spogliatoio sputazzato un po’ di tempo prima.
“Non può essere. L’ho lasciato in auto. Lo sai, qui non c’è campo. Mi vuoi dire che ci fai infilato in quel pareo come un cotechino?
Mordendomi il labbro, non avendo scuse pronte all’uso, dopo la smargiassata della mattina e con un mariuolo in corpo grande quanto il costume da bagno di Platinette, ho farfugliato: ho dmtct il cstm a casa.
“Eh? Non ti senti bene?” ha risposto Anna.
E io: no, no, niente, ho dimenticato il cstm a casa.
“Il che? Hai dimenticato cosa? Hai un problema alla bocca?” di getto e un po’ infastidita.
Non potendone più, ho vuotato il sacco: vabbé, ho dimenticato il costume a casa. Lo so, potevo risalire, tornare in paese e comprarne uno nuovo, ma avrei impiegato un’ora. E poi lo sai, specie quando vengo al mare, voglio stare tranquillo. So’ pigro.
“Al solito” ha sentenziato.
E ho aggiunto: stamattina, mentre stavo scegliendo quale portarmi dietro, la mia indecisione si è lasciata distrarre dall’Ipad. Lo sai, in spiaggia è facile che si materializzino scene particolari e ridicole e così ho pensato che avrei potuto scrivere…
Non lasciandomi continuare, Anna mi ha interrotto stizzita: al solito! E dire che mi avevi rimproverata per essere sbadata. Comunque, hai fatto bene. Prendi l’Ipad e scrivi questa scena RIDICOLA. Titolo: io pareo. E iniziala così: sono pigro, indeciso e soprattutto rincoglionito. Mi raccomando, non dimenticare il “rincoglionito”!

Domani le ho promesso che andremo in barca. Spontaneamente.
Il micro costume ha retto.

Il giorno dopo ha diluviato. Hihi.

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7 Responses to “Io pareo”

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