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La Freccia Rossa | Salviamo Peter Pan

La Freccia Rossa

Posted by lapo2001 on dic 23rd, 2008

in treno, inserito originariamente da Liberty Place.

Milano Centrale. Ore 13.30.

Dopo più di un anno riprendo un treno delle FS. Ma stavolta non è un treno qualunque. E’ la famosissima, celeberrima e nuovissima “Freccia Rossa”. Se ne parla da mesi. Nuovi treni, nuovi percorsi, nuovo personale, nuovo venditore di panini, il tutto per rendere più veloce e piacevole il viaggio.

Carrozza 12 Posto 84.

Non ho voglia di socializzare per cui, mi siedo al mio posto, comodo e l’ipod in funzione già prima di partire, con gli U2 a rendere le parole crociate della Settimana Enigmistica più liete… Non saluto, non mi volto e non mi muovo. I vicini per me non esistono.

Passano i primi 10 minuti in totale pace e mentre cerco di ricordare la capitale dell’Ecuador, il treno ha una brusca frenata. A quel punto sobbalzando e mi rendo conto dei personaggi che mi sono intorno. Le loro facce incredule mi inducono a deipodizzarmi e una voce metallica proveniente dall’altoparlante ci informa che ci sono problemi meccanici nel locomotore. Una ragazza poco distante da me sbuffando, si rivolge al fidanzato molto stizzita: “uff, uff, che ppalle! Lo sapevo. Dovevamo prendere l’aereo! Ieri cosa ti ho detto? Uff, uff, e ora? Come facciamo? Arriveremo tardi! Alle 8 ho la lezione di spinning e non ce la farò. Uff, uff che ppalle! E’ colpa tua! Uff, uff…”. Il ragazzo immediatamente reagisce(?!): “Amò, amò ma che ne potevo sapere?! Amò, dai, non ti arrabbiare. Si sistemerà tutto…Dai amò,dai…”… Pietosi!

Mentre il giovane continua a fare la pecorella smarrita,subendo gli insulti più immeritati della storia da parte della sua bella(si fa per dire), sento una voce assai rauca provenire da dietro dire: “Poi ‘o chiamano AV!? Sto treno der cazzo! ‘A freccia rossa?! A me me parebbe er carretto de mii zzio!! AV?!…”. Non oso voltarmi per conoscere il proprietario di così tanto garbo. A tali parole, finalmente il treno riprende la sua corsa normale e decido di ripodizzarmi(tra l’altro con la batteria agli sgoccioli) per poter terminare il mio rompicapo enigmistico preferito…ma l’azione è interrotta da un’improvvisa domanda: “vuole un biscotto, signore?”. Mi giro e trovo alla mia destra una donna di mezza età, minuta tanto da affogare nel sediolino, con questo pacchetto semiaperto in mano di ringo. E’ansiosa(si vede da come le tremano le pupille e le mani) e la sua vocina piccola come lei, mi convince( anche se quel “signore” ha un pò stonato, non i biscotti). Mangio e mi rendo conto che il signore che mi sta di fronte è il marito. Tranquillo, distinto, schiocche rosse e con un maglioncino leggermente a collo alto che gli dà un non so che di prete. Ogni tanto dice qualche parola con un tono bassissimo, anche quando chiede l’acqua alla moglie si guarda intorno e sembra quasi che stia per rivelare il segreto del Sacro Graal! Lei pure sembra vestita da suora, con un cappottone nero e un foulard grigio tra i capelli, ma a differenza del marito, parla molto. Racconta della sua mattinata e di tutti i preparativi pignoli e precisi del prepartenza(non torna a casa a Napoli dal 23 Agosto): “…e poi ho messo il lucidalabbra nell’astuccio e l’astuccio l’ho infilato nella borsa di tela e la borsa di tela l’ho messa nella valigia e la valigia…e la valigia?..Uh caro dov’è la valigia? L’hai presa la valigia? E dove sta la valigia? Che fa la valigia? ecc ecc”. Il marito con un solo cenno del capo(tra l’altro lentissimo) verso l’alto la zittisce…solo per 1 minuto però. Riprende a raccontare tutte le super avventure mattutine: “…prima di chiudere la valigia, ho chiuso il gas, ho chiuso l’acqua, ho chiuso le persiane, ho chiuso tutti i certificati del notaio sul tavolo, ho chiuso la valigia, ho chiuso la porta, ho chiuso il cancello, ho chiuso…ho chiuso…(la bocca mai!)…Uh caro, ho dimenticato i certificati sul tavolo”. Dopo averci reso partecipe della sua ansia galoppante in cui ha anche innaffiato le piante grasse e ha cambiato la lampadina in bagno, si ricorda (a Firenze!)di aver dimenticato l’unica cosa che doveva necessariamente fare(portare con sè sti cavoli di certificati!). Lo pseudoprete la guarda incredulo. Lei inizia a piangere, e comunque non a smettere di parlare: “chiama a questo, chiama a quello, telefona a quell’altro…”…Impazziti!

Mi riipodizzo per ritrovare la serenità persa…2 minuti e si scarica!

Sornione ed assonnato invece, l’ultimo della nostra quaterna. Un tipo assai somigliante al cantante dei Negrita. Pelato, chiaro e con lo stesso pizzetto biondo. Unica differenza la stazza molto più corpulenta del mio compagno di viaggio. Alla lite(si fa per dire perchè la signora praticamente ha litigato con se stessa)dei due signori, si sveglia dal suo torpore e non curante degli accesi discorsi in corso, apre il cellulare e inizia una serie di telefonate infinite(a Napoli è sceso col con la testa pendente a sinistra). A voce altissima parla con i suoi dipendenti(presumo, visto che li comandava) di tutte le manovre di gestione dell’azienda da applicare durante le feste natalizie. Ne parla come se il Mibtel senza la sua presenza sarebbe ai minimi storici…Incessante!

Proprio alle spalle del Negrita, c’è un bresciano che sempre con un tono di voce indecente, decide di narrare tutta la sua storia d’amore con una giovane napoletana verace(terrificante quando cercava di esprimersi col nostro dialetto!) conosciuta in vacanza a Ibiza ad una signora(che poi, dopo ho scoperto grassissima, quando a fatica si è alzata per andare a fare colazione-alle 3 e mezza!!-) che al solo respiro si comprende la sua provenienza sicuramente non friulana. Quest’ultima invece di cercare di sedare gli impusi amorosi e logorroici del lumbard, chiede e si interessa delle vicende sentimentali dei 2 giovani, manco ci sia in onda una nuova puntata di “Uomini e Donne”!! A Napoli ho finanche scoperto che il ragazzo bresciano quando è in intimità, è chiamato teneramente “ciciniello mio” dalla meravigliosa fidanzata e quando è in lite “Curnutone”!…Inqualificabile!

In tutto quel vociare assordante mi soffermo su una piccola gabbietta in plastica da cui spuntano due orecchie pelose. Accanto ad essa una donna apparentemente di classe(quella voleva essere la sua intenzione), pettinata di tutto punto, pittata e restaurata ad arte con un profumo nauseabondo ed intensissimo(non l’avevo notata prima perchè è salita a Roma), calze scure e una sottospecie di pelliccia sulle gambe. Ho pensato che il piccolo coniglio in prigione avesse dei parenti defunti sulle cosce della padrona. Ma il pensiero si è immediatamente stoppato quando lei inizia una nenia mielosa e patetica ad elogiare la bellezza e la bontà di quel povero leprotto incipriato. “Sei bello tu? Sì? E quanto sei bello? E dai, dillo alla tua mamma quanto sei bello…Dillo, dillo…E c’hai gli occhioni grandi tu? E quanto ce li hai grandi gli occhioni?eh? ecc ecc” Due ore di autentica tortura…Insentibile!

Tutto intorno a me è parole…dette, gridate, sussurate, mimate…un caos! Ad aggiungere decibel all’atmosfera: 3 o 4 neonati in fondo alla carrozza e in quella adiacente, a sfornare gemiti di ogni frequenza sonora, suonerie di tutti i tipi e generi(ho sentito anche la sigla dei puffi!), volume di vari mp4 altissimi, la voce assai cacofonica dello speaker che ogni tanto ci ricorda dove siamo e in quale carrozza si possono gustare le famose leccornie di trenitalia, un anziano indaffarato a risollevare dal corridoio(e non solo!) tutti i pacchi di natale che ha fatto cascare mentre tentava di recuperare l’accendino dalla giacca posta su nello spazio delle valigie con conseguenti urla della moglie inferocita…Un pacco poi, finisce proprio sul piede della fidanzatina rompiscatole che finalmente aveva finito di lagnarsi per il ritardo(che non c’è stato) del treno. Approffittando di un presunto colpo preso alla caviglia(nel pacco regalo dell’anziano sembra ci fosse un presepe di piombo!) la ragazza riinizia a disintegrare le sfere del fidanzato(e non solo): “ahi, ahi…che dolore! Ahi, ahi, la caviglia! Lo sapevo, non dovevamo prendere il treno.Ieri cosa ti ho detto?eh?…uff, uff, che ppalle!…e ora? e ora come ci vado a fare spinning? uff…uff…dimmelo tu…tu che hai dormito tutto il viaggio…uff, uff…che ppalle! che ddolore!…ahi ahi”. Lui: “Amò, amò, dai che ti passa. Dai amò, fallo per me. Dimmi che ti passa…”…

Napoli Centale. Ore 19.13(giusto il tempo di perdere la coincidenza col trenino della circumvesuviana).

Dopo più di un anno riprendo un treno delle FS. Ma stavolta non è un treno qualunque. E’ la famosissima, celeberrima e nuovissima “Freccia Rossa”. Se ne parla da mesi. Nuovi treni, nuovi percorsi, nuovo personale, nuovo venditore di panini, il tutto per rendere più veloce e piacevole(!?) il viaggio.

Ho già prenotato l’aereo, non so per quale destinazione, ma l’ho prenotato.

Maledetto ipod!

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3 Responses to “La Freccia Rossa”

  1. 1
    El gato Says:

    Però ti tocca di nuovo la paura dell’aereo!? Non abbandonare il treno e tutta la varietà della fauna umana viaggiante….
    Pittoresco, molto pittoresco
    Buon Natale Caro Lapo

  2. 2
    lapo2001 Says:

    El gato in verità, adoro la fauna umana viaggiante… è come andare al cinema: ti siedi e godi dello spettacolo(molti sono anche più attori degli attori!)…

    …Auguri anche a te…

  3. 3
    Liberty Place Says:

    per completezza dell’informazione la foto non e’ stata scattata su un freccia rossa ma su un comunissimo regionale.

    Grazie cmq per averla scelta anche se la richiesta di utilizzo sarebbe sempre gradita :)

    un saluto

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