Mi scappa la pipì

Posted by lapo2001 on feb 26th, 2009

Gabinetti, inserito originariamente da hummyhummy.

Una fitta pioggia infastidisce il mio cammino verso la Circumvesuviana. Sono senza ombrello come al solito, perchè oramai ho capito che uscire con l’ombrello significa matematicamente perderlo. Ho ancora una ventina di minuti di tempo prima della partenza del treno che dovrà riportarmi a casa ed essendo abbastanza lontano affretto il passo. C’è un gran caos nel centro di Torre. Quando piove si crea un traffico bestiale e bisogna stare attenti a dove si mettono i piedi. Le pozzanghere si trasformano in piscine, le strade in fiumi in piena e le macchine in autoscafi. Per cui è bene stare quanto più vicino ai muri dei palazzi. Non sono ancora zuppo, ho l’impermeabile col cappuccio e le mie storiche scarpe da trekking impenetrabili con le quali potrei attraversare i 7 mari. Ho bisogno di una toilette, mi scappa la pipì. Supero uno ad uno tutti i bar sul corso principale ormai inondato da litri e litri di acqua, con l’unico intento di giungere il prima possibile nel mio solito bar a pochi metri dalla stazione per bere il mio solito caffè e per fumare la mia solita sigaretta in pace. Per cui decido di trattenerla ancora per un pò. Manca decisamente poco, sono ad un incrocio. Per evitare di infradiciarmi di pioggia e di pipì lo attraverso velocemente non curandomi troppo di tutto ciò che ho intorno. Una macchina si stoppa improvvisamente poco distante da me per non dar luogo al mio investimento. Non me la faccio addosso (in tutti i sensi!) solo perchè qualche santo non ha voluto e ora che il bisogno si fa impellente non faccio nemmeno caso alle bestemmie assai colorite dell’autista. Praticamente corro, praticamente casco sul marciapiedi (saranno stati gli improperi appena ricevuti?!). Un bambino nascosto dietro la madre sotto ad un portone inizia a ridere a crepapelle della mia imbecillità. Non me ne curo, mi rialzo e finalmente mi ritrovo nel mio bar. Non mi va di entrare e di infilarmi direttamente nel bagno come se qui fosse un pisciatoio per cui resisto ancora un pò e chiedo il mio caffè fingendomi tranquillo, mentre in realtà sono smanioso, mi muovo parecchio, saltello…ho la vescica stracolma e un dolore immane all’anca in seguito alla precedente caduta. L’amico dietro il bancone mi comunica che è impossibilitato nel fare caffè perchè il diluvio in corso ha prodotto dei danni alle tubature e tutta la zona è priva d’acqua. Inizio a sudare nonostante ci siano poco più di 5 gradi. Intuisco che anche il bagno è off. Ed infatti anche il bagno è off. Così come tutti i bagni dei bar nel circondario. Mi sento male. Non so cosa fare. Prego di farmela fare lo stesso. Non mi viene concesso. Esco fuori all’impazzata ancora claudicante e mi fiondo come una gazzella impazzita tra le macchine che intanto litigano tra loro in quell’ingorgo infernale, mi sento scoppiare. In pochi istanti riesco ad arrivare alla stazione. Attraverso le barriere per l’obliterazione del biglietto come un fulmine, trovo la porta dei wc aperta, mi ci butto ed entro finalmente in una di quelle impresentabili e puzzolentissime turche. Chiudo la porta e mi rilasso…aaahhh…Ho ancora qualche minuto prima del passaggio del treno e mi rendo conto di essere completamente bagnato. Ho finito di rilassarmi ma continuo a stare in quella posizione eretta ancora un pò di tempo. Esco da quella fogna nauseabonda svuotato dei miei liquidi in eccesso per lavarmi le mani e mi rendo conto con mia enorme sorpresa che la porta principale è sbarrata. Bestemmio. Inizio a lievemente e toccarla chiedendo con calma di farmi uscire… Niente!… Inizio ad innervosirmi, inizio ad alzare la voce, inizio a battere i pugni…Niente!… Il tempo passa, il treno sta per arrivare, sono inviperito, urlo e dò calci alla Gattuso!… Finalmente sento una voce femminile dall’esterno: “Ooooèèè, ccà saent na vouc! C’stà caccraun in’to ciaess!”(traduzione:Ehi, odo una voce qui. C’è qualcuno rinchiuso all’interno dei sanitari). Il signore addetto alle pulizie(?!) dopo aver terminato il suo lavoro(?!), ha chiuso la porta a chiave ed è scomparso! Avendo il timore di perdere il treno e siccome il mio stato umido è pietoso, mi faccio sentire ancor di più schiumando rabbia rischiando tra l’altro di abbattere quella porta blindata con una spallata. Dopo non so nemmeno quanto tempo finalmente mi aprono e l’addetto mi cazzea per il casino verbale e alla porta che ho creato(?!). Mi sento come una bomba ad orologeria pronta per esplodere, ma non ho il tempo per farlo. Strattono quell’imbecille e corro velocemente verso il binario 2…
…ovviamente ho anche perso il treno!

E’ sera, sono a casa nel letto e ancora non ho smaltito la rabbia. Nel delirio dovuto alla febbre e al dolore all’ anca gli unici pensieri che riesco a salvare sono: la prossima volta mi porto un ombrello con la catena, un paio di scarpe antiscivolo e indosserò i pannoloni!

Share and Enjoy:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • MySpace

Leave a Reply

Archivi

Chi c'é online

13 visitatori online
13 ospiti, 0 membri