Sta Londra(seconda parte)

Posted by lapo2001 on mar 19th, 2010

ALIM0484

Anna con Audrey

In commenti le altre foto

(continua)…Poi, arriva la domenica. Avevo già avuto delle dritte in Italia e mi era già stato comunicato che la missione poteva essere tra l’impossibile e l’utopico, ma che dovevo fare? Quando già dalla mattina si sente nell’aria l’odore fresco del campo verde e si ammira nel cielo(ancora una volta terso!) il suo dolce azzurro, potevo mai non vedere la partita del Napoli? Entriamo nell’unico bar (bar Italia) in cui ci può essere una piccola striminzita speranza di assistere al match. Il gestore ci assicura che se non si dovessero presentare altri clienti con altri desideri su altre partite, avrebbe tranquillamente lasciato quella di Bologna, dove gli azzurri sono impegnati. Ma sembra complicato. Manca più di mezz’ora all’inizio. Ogni persona che entra da quella porta la osservo, la squadro, la scruto cercando di capire se indossa una sciarpa o un cappellino di colore differente dal mio azzurro. Mi giro e mi rigiro “noo, questo ha la faccia del maiale. Di sicuro vorrà vedere la sua squadra a strisce… Ah no, hanno già rubato ieri”, “quest’altro sembra un prete, vorrà vedere la Roma?”. Riesco a rasserenarmi solo dopo il primo quarto d’ora di partita, quando nel voltarmi mi rendo conto che in quella saletta siamo diventati un gruppo folto (almeno 30 persone) …e tutto napoletano! “Oè uagliò comm’staie?” ” Oè, e tu che c’faje ccà?” “Oè, ma pecchè nun trase Denìss?”… per un attimo ho pensato di essere a Piazzale Tecchio e non in Inghilterra. Peccato che alla fine siamo rimasti tutti delusi dalla brutta sconfitta della nostra amata squadra. Ma si sa come siamo, all’estero ci sentiamo ancora più uniti nonostante le batoste…”Oè…”
Dopo aver camminato per chilometri e chilometri, tra parchi, piazze, negozi, fast food(?!),ponti e larghe strade e stati a zonzo tra metro e pullman ,tra le tante zone visitate e i tanti musei solo intravisti, decidiamo di fermarci ad una delle tappe obbligatorie: Madame Tussauds. Il museo delle cere. Ne sento parlare da prima di esser nato. Mi ha colpito come tanta gente veneri ed accarezzi le statue come se fossero in carne ed ossa. C’è una ragazza, un mix tra Jessica Rizzo e Milly d’Abbraccio che si attacca ai busti dei belli di Hollywood e pretende di essere fotografata anche da sconosciuti. E guai a chi si avvicina mentre è in pose assai confidenziali con uno dei suoi uomini imbalsamati. C’è anche chi cerca nei loro sguardi fissi un incrocio galeotto, in modo da immortalarlo e schiaffarlo su qualche pagina di gossip. Cosa turche! Da parte mia non ho saputo resistere alla bellezza di Nicole Kidman, alla cornutaggine di Mourinho, al maglioncino mostarda di Einstein e al fascino di Wilde. Anna invece crede che non l’abbia notata mentre s’intrattieneva a chiacchierare con Johnny Depp (identico!).Bello poi, l’incontro nel salottino della Hepburn e con Bob Marley. Divertente anche la sezione dedicata all’Horror in cui si svolgono scene tetre di torture tra attori reali e manachini zombie in sotterranei demoniaci. Molto divertente quando uno di questi appare all’improvviso dal buio con un braccio mozzo e con un lamento spento per terrorizzarci. Anna ha talmente urlato forte che al cadavere ambulante gli stava venendo una botta di vita da farlo stramazzare al suolo. E infine, molto bella la visita in taxi su rotaie che ci ha fatto ripercorrere(forse un po’ troppo velocemente)la storia e l’anima di Sta Londra in un viaggio fantastico dentro il tempo. Alla fine però, posso dire che è stato uno sfizio e in tutta franchezza, non ci tornerei.
Nella giornata conclusiva, ancora in attesa della prevedibilissima pioggia(Anna mi ha detto appena usciti:almeno oggi deve piovere, non è possibile che anche stamattina ci sia il sole) ci siamo diretti finalmente alla mia meta preferita: i giardini di Kensington.
Lunghissima passeggiata nel parco(più lunga del previsto, per ovvio errore di percorso) prima di giungere in questa oasi. Grandi piscine artificiali e un lago davvero suggestivo. Forte l’emozione quando ho incontrato il mio paladino: Peter Pan. Qui, più di un secolo fa, ha iniziato a volare. Qui, all’ombra di qualche alberello imbottito di scoiattoli, dalla penna di J.M. Barre. Gli ho sorriso, mostrandogli i denti ancora di latte e un po’ mi ha rattristato vederlo imprigionato in quell’involucro di piombo. Una statua proprio non gli si addice. Per tutto il tempo in cui siamo stati lì, la canzoncina di Patty Pravo (I giardini di Kensington) non sono riuscita a togliermela dalla testa. Continua e melodiosa. Sarà stata una magia, degna della polvere di stelle.

Sta Londra è principalmente la città per chi ama osservare, come dicevo. Per chi ama osservare le diversità. E non parlo solo degli autobus a 2 piani, del senso di marcia inverso, dei rubinetti che hanno l’acqua calda al posto della fredda e viceversa, dei taxi bombati somiglianti più ad auto di gangester e delle cabine telefoniche. Mi riferisco all’impensabile per me, tipo: fare colazione alle 7 con fagioli bollenti e funghi trifolati, vagare per strada per un’intera giornata semivestito e fermarsi solo per fumare il narghilè al bar marocchino, correre e fare esercizi il sabato mattina per ore ai comandi di un militare esaurito o fare il bagno cumulativo nel lago ad un’intera muta di cani. Ma soprattutto bere quello che loro definiscono “caffè”. I loro Starbucks(bar per fare colazione-pieni sino a sera!)da noi fallirebbero. Una mattina ho rischiato una crisi nervosa che mi stava portando al delirio, tanto da farmi rimpiangere anche il caffè dell’Ass.
Un po’ tristi, quando il Big Ben ha detto “stop”,ci siamo diretti a Luton per tornare a casa. Consapevoli di aver vissuto solo una piccolissima parte che questa città offre. Per cui l’idea di ritornarci è già viva.
Per chi non c’è mai stato. Andateci. Sarebbe veramente un delitto non farlo.

P.S. A Londra c’è sempre stato il sole e la “certa” pioggia pronosticata da Anna e dagli altri avrà fatto vacanza altrove(so io dove).
Infatti alla fine, la strada che porta da piazza Cota(luogo in cui mi ha lasciato l’autobus della Curreri) sino a casa mia qui a Piano(Napoli-Campania-Italia), me la sono fatta a piedi sotto un diluvio spaziale e quella valigia piena di lana pesante ed impermeabili mai utilizzati me la stavo mangiando. In realtà non ha mai smesso di piovere da quando sono tornato(martedì scorso).E meno male che chist è ‘o paese d’o sole…
A sta Londra per la raccolta dei rifiuti utilizzano il “porta a porta”.

giardini di kensington

Con Peter Pan

Share and Enjoy:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • MySpace

One Response to “Sta Londra(seconda parte)”

  1. 1
    lapo2001 Says:

    starbucks

    Starbucks

    ALIM0480

    Insieme a Nicole

    ALIM0481

    A Johnny Depp davvero mancava solo la parola

    ALIM0483

    L’uomo ideale di Anna:Shrek

    ALIM0485

    Mourihno versione arbitro

    ALIM0487

    Einstein, un collega di lavoro

    ALIM0490

    I Beatles

    ALIM0493

    Bob Marley, non ci ha accusato proprio…

    Immagine 213

    Ai piedi del Big Ben

    Immagine 214

    Il Big Ben

    Immagine 219

    Westminister: House of Parliament

    house of parliament

    Ancora House of Parliament

    Immagine 228

    I giardini di Kensington

    ALIM0515

    Scoiattolo che pranza

Leave a Reply

Archivi

Chi c'é online

7 visitatori online
7 ospiti, 0 membri