A Campione
Capodichino.
Dopo il check-in mi dirigo al controllo. Una signorina tutta abbottonata mi offre il recipiente per poter mettere monete, giubbino e cinta, chiedendomi se ho un bagaglio a mano. Privo di ciò, passo tranquillamente nel varco.
Fa freddo, molto. E per tali condizioni atmosferiche e soprattutto per quelle che mi attendono a Milano, avrei dovuto indossare scarpe da trekking(ora nella valigia in stiva) e non queste da ginnastica. Però, per evitare di far suonare tutte le sirene dell’aeroporto(già mi è accaduto nell’ultima occasione) e perdere un sacco di tempo nello scalzarmi, ho optato per le nike(non l’avessi mai fatto!).
Passo…Suona lo stesso!?!…
Mi si avvicina uno steward con i capelli gialli, con movenze assai equivoche e con voce da donna. Volteggiando le anche, mi guarda negli occhi e con tono molto basso dice: può alzare le braccia, allargare le gambe, devo controllare… Mette le mani ovunque! Sento ste mani viscide che esplorano ogni millimetro quadrato. Dal collo sino alle caviglie. Aiutoooo!!!!
Notando il mio imbarazzo e fastidio, mi si para davanti e aggiunge, mentre con la mano mi fa cenno che posso andar via: Scusi, ci hanno imposto dei controlli a campione.
Ora dico io: Non ho mai vinto nessun coppa del mondo. Ma perchè mi tocca diventare campione, solo in queste situazioni, in cui non vorrei nemmeno esserci????!!!!!
Non essendo un cuor di leone, in aereo quando è maltempo preferisco mettermi in posti privi di finestrino. Mi siedo nell’angolo, in coda. Mi capita vicino una ragazza per niente carina. Immediatamente cerco di distrarmi e inizio il mio passatempo preferito:la settimana enigmistica.
Cominciano le operazioni di decollo. Ecco. Ci siamo. Dopo qualche kilometro, l’aeromobile si trova al centro di una bufera. Su e giù, su e giù per almeno 10 minuti. Le mani sudano e non riesco a tenere bene la penna in mano. Cerco di concentrarmi ancora di più. Non devo pensare a dove sono, a quanti km dal suolo e in mezzo a quale tornado. Ad un certo punto, un vuoto d’aria mi coglie totalmente di sorpresa(il cervello si stava spremendo su un rebus), provocandomi un goffo sussulto. La vicina si scuote e mi dice: SIGNORE, STATE calmo, STATE tranquillo…. E questo per ogni mio movimento sino Milano!!!
Non solo ho dovuto sorbirmi un viaggio di tensione per il cattivo tempo, ma anche quel continuo “VOI” di quella giovane che sembrava più mia nonna!!!! Sarà un altro controllo della pazienza a campione?!?
Arrivo a Milano. C’è più neve qui che sui Pirenei. Scorrazzo la mia valigia rotellata(molto somigliante ad un tabuto) per tutte le strade del centro, tra fango, nevischio, ghiaccio, sale e acquitrini…In poco tempo, le mie Nike sono da buttare, i calzini completamente bagnati e i piedi ibernati. Attendo sotto lo studio del Catapo e con lui mi reco in un bar. Entro nel bagno con la mia bara-mobile e finalmente mi cambio le scarpe! Dopo, mi lascio persuadere dal mio amico che mi chiede di aspettarlo un’oretta, in modo da tornare a casa insieme. Accetto senza assoluta voglia(ci sono meno 26 gradi!)….Come mi è capitato l’ulitma volta, nei pressi del Duomo, si scatena una vera e propria bufera di neve! Ne esco tramortito.
Catapo esce dallo studio dopo 2 ore!!!! In condizioni pietose(le mie!) prendiamo la metro. A “Sondrio” scendiamo e ci attendono ancora un paio di km di cammino prima di arrivare a casa. Tentiamo di telefonare Madda, per cercare di prendere un passaggio con la macchina(di solito a quell’ora tornando dal lavoro, si trova da quelle parti…di solito!), ma quella screanzata non risponde alle ripetute chiamate. Dopo una ventina di minuti, praticamente come due pupazzi di neve giungiamo a destinazione. Madda ci aspetta alla porta fresca e pulita e dice:sono appena arrivata, ma che fine avete fatto voi?!?!Sono anche passata vicino alla metro…Non ho voluto chiedere dove avesse lasciato il cellulare per non strangolarla!
Sarà stato un altro controllo a campione del Signore sull’idiozia(sempre la mia!)?!?
Ok, è cominciato bene questo weekend. A letto con un principio di broncopolmonite, con un paio di scarpe in meno, con una cinquantina di VOI sulle spalle e con le natiche palpate!!!!
Alla fine ho solo fatto una richiesta al Catapo: domani andiamo al casinò a CAMPIONE d’Italia?!? E’ vicino, e di questi tempi non si sa mai…






