19 Dicembre
La notte è stata lunga, scorbutica e ingorda…
In macchina: stelle di natale illuminate appese da un palo all’altro che dall’alto mi fanno compagnia e mi guidano. Ce ne sono ogni 10 metri. Le vetrine del corso sono doviziosamente addobbate, tra caldi colori forti e piccole lucine intermittenti. C’è molto traffico. Sono fermo da almeno 5 minuti. La gente intanto brulica compatta e chiassosa sui marciapiedi mescolandosi tra sacchi e scatoli variopinti e infiocchettati: un bimba con gli occhi e la bocca aperta s’è imbalsamata davanti a un mare di peluches, un padre già con l’acquolina in bocca è in pescheria e pregusta capitoni che sta per ordinare, una madre elettrica è indecisa se prendere la mini-gonna o il body per la figlia, un marito sornione cammina e si distrae a causa del passaggio sinuoso di un’altra moglie, una moglie pensierosa è in crisi: non sa cosa regalare ai suoceri, un fidanzato smanioso è davanti la gioielleria che conta quanti soldi può spendere…
Fuori la chiesa sta per essere celebrato un matrimonio. La pioggia non sbiadisce i sorrisi e la gioia dei parenti e degli invitati. Lui attende sulle scale eccitato e impaziente. Lei ancora non c’è. Il fioraio mi saluta con un pollice verso, la signora all’edicola ha il solita aria divertita, un gruppo di ragazzi si accordano su quale discoteca puntare questa sera e al bar strette di mano, un paio di caffè e i primi auguri prenatalizi…
E’aria di festa. C’è musica. E’aria di Natale. Tutto normale…
Sono distratto. Lucidamente distratto. A casa.
Vago per le stanze cercando il mio posto…quello meno scomodo…
…mi stendo sul letto:fisso il soffitto, cerco il telefono, ma non devo chiamare nessuno. Qualche pensiero che scappa via via troppo veloce. Ho dimenticato le luci accese in macchina… Silenzio… Faccio luce. Ho le parole crociate da finire. Mi addormento. Squilla il cellulare. Mi rialzo. Mi guardo allo specchio… Salgo nell’alcova. Metto il cd di Renato Zero. Mi accomodo sul divano…Silenzio…Un vuoto… Il cellulare che non suona. Cambio musica: i REM. Ho freddo. Qualche “perchè?”. Ho voglia di uscire di nuovo. Vado al pc. Guardo qualche video musicale. Basta musica! Aggiungo qualche particolare al disegno dell’isola. Provo a scrivere qualcosa. Scrivo versi assurdi. Guardo le foto che più mi allietano. Cerco qualche bel pensiero. Riaccendo la musica. Torno giù…vorrei parlare, ma non ascoltare…poi, voglio star zitto…ho voglia di stare solo, mi riguardo allo specchio…esco…
A casa di amici. Sguardi tristi e interrogativi. C’è serenità, è la famiglia. Mi fermo per guardare il finale di un film, c’è la guerra in tv, c’è la guerra oltre… un plaid sulle gambe e…Silenzio… ma oggi è venerdì? no no, oggi è sabato? suona il cellulare…continuo a pensare che ci voglia aria…
Vado a fare due passi. Le strade verso il mare sono poco frequentate a quest’ora. Si gela, sento il giubbino che frusciando, mi sfiora la schiena. Pioviggina, ma la testa ha bisogno di aria fresca e di spazio. Pensieri, domande, istinti di ogni tipo, di ogni forma, di ogni dimensione. Mi fermo sulla terrazza alla Marinella di Sant’Agnello…Silenzio, molto silenzio… C’è il Vesuvio. Le luci l’avvolgono. Brillano friccicando e sembrano chiamare, stasera sostituiscono le stelle. Poi, passo lo sguardo lateralmente sino ad arrivare a Procida, dove lì, le luci sono lontane e soffuse… si spengono… S’è messo un pò di vento, il freddo mi si attacca in faccia e intanto le onde colpiscono inesorabile la costa. Sembra non gradiscano questa giornata o forse protestano per qualche mio incomprensibile comportamento. M’interrogo. Non so cosa ci sia qui dentro. Non so cosa ci sarà domani… no, no voglio pensarci…Sento l’aroma del mare. E’forte. Ho voglia di tornare a casa… torno più veloce…
Di nuovo a casa. Dieci minuti di silenzio… Lapo mi cerca. Sono vuoto, non posso stare qui. Riesco ancora. Quattro chiacchiere con vecchi amici… un pò di discorsi che escono da quelli che mi hanno investito tutt’oggi. Io amo queste persone… E’tardi. Non so per cosa, ma è tardi. Rientro…
Sono qui da mezz’ora. Il pensiero di prendere la macchina e vagare ancora fuori, un pò mi sfiora. Chissà se parte, visto che non ho spento le luci… Non so. Vago ancora un pò. Mi guardo ancora allo specchio. Finisco di scrivere. Non so…Non va bene da nessuna parte…Il mio posto non l’ho trovato o forse tutti sono buoni… Sono stanco… E’in arrivo un’altra lunga notte…non solo per me…
…sono vuoto…sei in ogni cosa…in silenzio.