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Nei | Salviamo Peter Pan

Nei

Posted by lapo2001 on feb 28th, 2012

Ok, ora tutti in piedi, tutti in fila. Lasciate che vi osservi. Spogliatevi, togliete tutto, vi devo ispezionare.
Cos’è lì dietro? Cos’è questo schiamazzo? E voi, lì in fondo, uscite fuori! E inutile che tentate di nascondervi, stavolta vi tengo in pugno. Avanti! Uscite dall’ombra e venite qui, mostrandovi a tutti.
V’è piaciuto crogiolare nel buio e nella merda per l’infinità di questi anni, eh? Qualche sporadica apparizione pubblica sempre travestiti, sempre nella muffa dei vostri cappotti, a sghignazzare dopo aver compiuto il solito disastro. Siete preposti ai disastri, voi. Ma ora basta, è giunta l’ora di guardarvi in faccia, uscite fuori!

Cosa c’è di più soddisfacente e doloroso del mostrarvi. Mi beo nella piccola certezza che l’apertura all’aria, il semplice riconoscimento, la distruzione della maschera e del cappotto, siano l’atroce e sadica vendetta che posso permettermi. E’ quel fastidio, quel dolore insito talmente in profondità da dare l’illusione di non esistere. Ma che ogni volta, quando i pensieri calmi sono in terrazzo al tramonto per un tè, ecco, che compare e si mescola come il velo di latte alle dorate onde del te, provocando la vostra percezione. E i bei pensieri e i puliti umori si abbandonano insieme a voi, condotti da voi, nella torbida e amara tisana che avevate preparato. Sempre, quando c’è la possibilità, quando si creano i presupposti, i vostri presupposti, e nonostante la serie di battaglie a cui mi sottopongo per far finta di non vedervi, non riuscite a non venire a bussare la porta. Di giorno, con le stelle, all’alba. Sì, questo è il supplizio che mi è toccato, a causa della vostra presenza. A causa della vostra finta assenza. E questo ora rappresenta il contrappasso. Riconoscervi significa uccidervi. Guardarvi negli occhi significa eliminarvi. Ora vi voglio qui, con le spalle al muro, nudi, brutti e sporchi come siete. E quando lo sguardo delle mie pupille si incastonerà, fermo, nel vostro; quando sentirò la gola ingrossarsi dalla rabbia e il fegato ingrassarsi di peste impolverata; quando quel dolore si aprirà come una rosa tra cuore e polmoni, esplodendo in un fragoroso boato di marcio, quello sarà il momento in cui il vostro cappotto e il mio velo sulle orbite si volatilizzeranno. Dando inizio ad una nuova stagione. Senza di voi. Sarà un grande dolore, sarà un grande piacere. Voglio solo scoprire nell’improvvisa dilatazione delle vostre pillole, l’attimo in cui vi sentirete scoperti, impauriti, morti…

…Avanti allora! In fila! Che forse muoio anch’io, se non è già successo…

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