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Onesti | Salviamo Peter Pan

Onesti

Posted by lapo2001 on apr 15th, 2011

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Ci sono cose che faccio finta di avere sempre con me. E’una sorta di accordo convenzionale con la bugia. Io ti tengo in vita nella mia testa a patto che tu non scopra mai cosa c’hai sotto e cosa c’hai dentro. E’l'isola che non c’è.

Il problema sovviene quando, nonostante paraocchi, cuffie e mollette al naso, il patto mi si sgretola in mano e la verità si presenta dinnanzi nuda e cruda. Senza preavvisi o sigle di testa. La mia verità qualche volta l’ho conosciuta. So che vuole uscire e si muove impazzita come una lucertola in un secchio. Dopo essere schizzata raschiando il fondo, s’arrampica affaticata aggrappandosi alle pareti e dopo un’agonizzante salita, s’affaccia al mondo. E qui, devo intervenire prima che sia troppo tardi. Non può uscire, non deve uscire. Sarebbe la catastrofe. Così, la faccio cascare di nuovo giù. Nell’interezza del suo iter impiega un po’ di tempo per venire fuori. E bisogna che sia bravo e lesto ad accopparla prima che incorri in inutili rischi o peggio ancora, che entri nella scatola dei dubbi. In questo caso, avrebbe un moto del tutto differente dal precedente. La verità celata in un dubbio corre veloce come un criceto nella sua ruota. S’impegna, s’affanna, si muove, ma in fondo resta sempre li nel suo spazio. Sempre in un moto perpetuo in quella zona grigia a guardarsi sospettosa le spalle. Ma quando, per un assurdo motivo dettato dal fato o perché non sono stato troppo attento a fermare la lucertola, la verità, partorita del dubbio, nasce nuda ancora sporca di sangue, ecco che mi si chiudono vecchi scenari. Apre gli occhi, mi parla, e in un attimo, si accende il piccolo fuocherello nei meandri del cervello. Un altro piccolo soffio e prende sempre più corpo. Il guardare quella piccola creatura reale fa divampare un incendio nella mia testa imbottita di illusioni. E in poco tempo le incenerisce. La stanza si rabbuia di colpo. Le porte si chiudono e sulle finestre si abbassa la serranda. Si ferma tutto. Ogni cosa, ogni pensiero diventa invisibile, inutile. Solo lì, al centro della stanza, la bambina sorridente ed ingenua, è accecata da una luce che proviene dall’alto. Solo la verità, ora conta. E quella, sta lì, in evidenza, per presentare il conto. E io ho appena scoperto, di non far più parte di te. Me l’ha rivelato la tua voce da vampiro. E quella, volente o nolente, non mente.
L’isola che non c’è, non c’è.

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