Reality
Eccomi qui finalmente. Sono al centro del palcoscenico, nudo e con le braccia aperte. Tutte le luci sono puntate su di me e mi rendono più pallido di quanto già io lo sia. Intorno è tutto buio. Forse la platea è vuota. Me, questi accesi e pesanti drappi rossi e nessuno.
Oh,oh…Sento che qualcuno in fondo disapprova. Allora non sono solo? Ha ragione. Stasera il signore sarà venuto qui per divertirsi e vedere qualche buffa maschera o un domatore di tigri. Sono spiacente, signore. Oggi lo spettacolo sono io, vi è andata male. Sono io. Niente maschere, nessuna scena, le belve feroci dormono già da un pezzo. Non ci sono nè pupi, nè marionette. C’è di peggio…
Eccomi in carne ed ossa nella mia interezza alla vostra visione. Volete che saltelli? o che esponga meglio le maniglie dell’amore? Ooops, ooops… Qui, in prima fila c’è qualcun’altro, forse affacciandomi riesco a riconoscervi. Mi urlano “esibizionista!” e “rivestiti, che fai schifo!”. Bravi, ce ne sono altri che hanno capito quale sia il filone di questo gioco-spettacolo. Guardatemi, osservatemi bene e cosa vedete? La signora dice che le piaccio più così, con la barba e l’aria “sfatta”. So di cicoria, e l’aspro piace tanto a lei e alla cognata. Grazie signora, anche lei ha capito lo spirito dell’esperimento, da domani mi immergerò in una botte di “au de cycory” o mi cospargerò di oli alla rucola, così magari potrò piacere anche alla nonna o al vostro schnauzer. La ragazza con i capelli ricci invece mi ha gridato “egooista!”… Lo so, per anni, per non esserlo stato, stavo per dimenticarmi pure il nome, il cognome e la strada in cui vivo… C’è qualcun’altro? Siete finiti già?… “Pulcino!”….Oh pulcino, mamma anche tu qui? te l’avevo detto che stasera avrei fatto le ore piccole, mangio più tardi… “Bambino!”… questa l’ho già sentita, ma solo dal tono della voce capisco se mi si dica qualcosa di postivo o di nagativo. Forse, se non ci fosse stato quel punto esclamativo, l’avrei presa meno sulla difensiva, magari un “baaambino…” mi avrebbe fatto più piacere e sorridere. Mi sento riconosciuto quando ci sono le tre “a” al centro e i punti sospensivi alla fine. Ma ci sta anche la prima, eccome se ci sta. Non c’è giorno in cui non me lo si dica, giorno in cui non me lo sussurro. Ma solo per una questione di superficialità poi, non gli dò, tanta importanza… “Profondo”… beh, me lo dicono la prima settimana in cui entro più in contatto con le persone, alla seconda già lo dicono a qualcun’altro… “Diffidente”… non ve la prendete, un pò per natura, un pò per le esperienze fatte (quelle che noi chiamiamo così per non dire “inculate”), mi fido di pochi, ciecamente di pochi amici. Ma come potrei mai fidarmi di te, se poi, non mi fido di me? Come posso stare tranquillo e sereno mentre guidi sto aereo con una patente rubata proprio come l’ho rubata io?… ” E io non ti voglio bene più!”… se mentre lo dici, sbatti i piedi, ti strappi i capelli e batti i pugni per terra, beh a quel punto, anche io inizio a volertene di meno… “Sei troppo buono”… oh no, anche tu?! tra fratello e sorella lo sento spesso. Ma io non ricordo di avere la tua medesima madre… “Inconcludente “… ne ho terminati pochi di percorsi che ho intrapreso, evidentemente non ho voluto o sono terminati gli stimoli. ..Vi state divertendo? Lo so, lo so, che ora vi piace. Se è possibile dire qualcosa, perchè tirarsi indietro? no? Anche i più timidi si aprono e si divertono in questo modo. Quando c’è qualcosa in onda alla tv che esce fuori dalla vostra ottica, non vi viene subito di dire “ma chist è scemo?!”. Penso alla serata di ieri per esempio. Non avevo mai visto una sola puntata del Grande Fratello e senza conoscere alcun personaggio (a parte l’isterica/o di cui ogni pagina del web ne parla ogni giorno), nè di nome, nè fisicamente, pur snobbando totalmente il programma, non appena ho intavisto una lite da mercato tra maschi in calore ho esternato “ma chist nun stann bbuon!”. E poi, quando ho notato la signorina mora con lo sguardo (e non solo) accattivante ho detto “Ah, però!”(qui sto mentendo spudoratamente). Con quella occasione così sotto mano, tra cazzotti e grazie in bella mostra, mi sono sentito in dovere di mettermi al pari di tutti gli altri che già ne avevano dette di cotte e di crude (giustamente, aggiungo). Mica potevo esimermi? E’stato più forte di me. Beh, un pò come voi oggi, no? Ieri l’ho fatto io, oggi lo fate voi. Domani altri. Qui è come la Corrida, pollice su, pollice giù. Ora si accende il semaforo verde, potete applaudire o fischiare, lanciarmi fiori o tirarmi pomodori. Quello che volete, come vi sentite.
Il mondo è come ce l’abbiamo in testa. A prescindere da quel che abbiamo dinanzi i nostri occhi. La maggior parte delle cose che mi vengono dette non me le sento addosso, credo che non facciano parte delle mie verità. Ma forse mi sbaglio. Così come mi sbaglio quando parlo di te… mio insostituibile angelo inesistente.
Se oggi sono arrabbiato, mi sembrerai il solito lurido figlio di puttana, se sono felice, sarai il mio solito bene, se mi sento insicuro, vedrò in te la solita colpa, se mi sento frustrato, avrai tutti i soliti difetti del mondo, se mi sento innamorato, ti vedrò bello, magari anche con le ali profumate…beh, capita così di rado… Tutto dipende dal momento, dipende da me…
Scusate se mi sono dilungato. Credo che in pochi saranno riusciti a giungere sin qua giù, ma iniziavo a divertirmi anch’io. Qui, in sala, c’è il signore in doppio petto che russa da almeno 2 ore. Chiudo il sipario, altrimenti le prende dalla moglie che è a casa. M’inchino e ringrazio tutti i presenti, con un pò di rammarico. Volevo sentire quella benedetta verità su di me(devo creare un gruppo su fb?). Quella che vale per tutti. Nessuno l’ha detta, nè vista. L’unica verità inconfutabile su questo “esile” corpo. Nessuno di voi mi ha chiamato per quel sarei dovuto essere realmente ai vostri occhi… “Falso”…
Mi rivesto, risvegliate le tigri…mamma, butta la pasta, sto arrivando…