Solo per un attimo
E’ una terrazza che affianca la strada che curva. E’ vuota. A quest’ora non ci sono folli incoscienti che scenderebbero fin quaggiù. Lo spettacolo è eccezionale. C’è il buio che copre un mare piatto e calmo. Non lo si sente parlare, ha onde mute quasi da voler passare inosservato. Mi raccolgo abbassandomi tenendo fuori dal muretto solo il naso e gli occhi e cerco in lontananza qualche piccolo bagliore proveniente dalla luna pigra e addormentata dietro la collina. Niente. Quest’oscurità mi rapisce. Se sapessi che al di là ci fosse un muro, mi sentirei oppresso, con poca aria nei polmoni e nella testa, ma la sicurezza che oltre quei veli bruni ci sia qualcosa di immisurabile, di immenso, area la mia sete di fantasia. E’ più estasiante di un cielo stellato. Non ci sono luci, nè stelle da unire come una settimana enigmistica che possano fuorviare con forme prestampate. E’ solo un immenso schermo nero. Non come una televisione spenta e ferma, ma come di un canale che non ha segnale…forse ha bisogno solo di una lieve scossa. E’un paesaggio vivo, che si muove, ha un’anima. C’è pefino la lucina verde del led che conferma che è acceso. Sarà una barca di pescatori vicino la costa. Amo questo luogo. Amo il suo silenzio e l’odore che emana. E’ il mio regno. E ogni figura o forma che scateno nasce poi, da un posto piccolo, piccolo e ammuffito, come se volesse sfidare l’infinito. Spontaneamente. Disegno senza un preciso tragitto, usando dapprima gessetti variopinti, poi continuo coi patelli, per finire con gli acquerelli. Mi sento un artista, pur non sapendo tenere in mano nemmeno una matita. Sono l’artista di me stesso. Escon fuori figure strane, fili che si intrecciano in mezzo a perimetri morbidi senza alcun significato, ma tutto è al suo posto, tutto combacia nel disordine. E’un gioco. Il divertimento di un attimo, di un piccolo istante. Quello di inventarmi il padrone di ogni cosa, il padreterno di un secondo. Costruire e distruggere castelli inesistenti col solo battito di ciglia. Ogni idea, ogni pensiero dipinto e colorato nell’oscuro universo del possibile. A quest’ora, qui tutto lo diventa. Anche ciò che di tanto in tanto viene a farmi compagnia nei sogni. Come la tua immagine, la tua voce o un tuo bacio.
E’tardi. Mi rialzo. Devo risalire. Chissà se c’eri veramente su quella terrazza…anche solo per un attimo?