Il matrimonio
La solita mattina di giugno, fiori e caldo afoso,
eravamo ormai, nel giorno gioioso;
il solo spaccava le pietre ma ci sorrideva,
decidemmo di farlo all’aperto perchè la (tua) mamma così voleva.
Le lancette erano troppo lente per i miei gusti,
impaziente ero sul prato, tra fiori e tra fusti;
l’attesa si faceva snervante,
e in mente,non so perchè, avevo un tuo vecchio amante.
Tutti i dubbi calaro in fretta,
scesa dall’auto, presi la tua mano, stretta;
come non mai ero incantato,
il tuo splendor era, a dir poco, fatato.
Dal velo bianco s’intravedeva lo splendido viso,
mentre la mamma impallinava di rose e di riso;
il mio cuore era ormai un motore a scoppio,
mi sentivo come ubriaco,che vedeva doppio.
Per me sei sempre stata la donna più bella,
ma giuro quel giorno,eri al pari di una stella.
Ci avvicinavamo piano piano all’altare,
mentre il sole e l’afa ci faceva sudare;
mi guardavo intorno contrariato e con sospetto,
avevo la sensazione,di non so quale dispetto.
Questa volta tua madre non sembrava la causa,
piangeva a dirotto,ogni 2 minuti di pausa;
lei in fondo, non m’ha mai voluto,
dice che sono una volpe e sono troppo astuto.
La funzione si avviava all’attimo giusto,
il caldo ustionava ed ero un arrosto,
e quella strana impressione che avevo dentro,
mi rese debole nell’animo,fino lì,al centro.
Tranquillamente si giungeva alla filastrocca,
ed io volevo che quel tuo “sì” uscisse da bocca;
così mentre il quesito a te era, ormai formulato,
si attendeva l’assenso che la vita c’avrebbe legato.
Proprio in quell’istante fatidico, mi resi conto,
Che Dio decise di lanciar turbini,tornadi e tutta l’acqua contro.
Quel mio presentimanto strano,
si tramutò presto,in un grand’uragano.
Ora mi trovo qui da solo,a pensare a quella giornata,
“sposa bagnata,sposa fortunata?”
sarà pur vero, ma t’assicuro,che lo sposo(o quasi)sta male,
con una broncopolmonite,in questo brutto ospedale.
Per la prossima data,se vuoi che sia la giornata più bella,
fa che tua madre non metta favella,
e nessuno sappia nè giorno nè ora,
al diavolo,sta sfiga della malora!
Ti giuro, ne ho abbastanza di questi dispetti,
volevo la pioggia sì…ma solo di confetti!!!
gennaio 17th, 2008 at 19:30
Ma la sposa bagnata è fortunata perchè lo sposo (mancato) è in ospedale cn la broncopolmonite?
gennaio 18th, 2008 at 12:59
La sposa è fortunata perchè è a casa a fare la calzetta più tranquillamente.
gennaio 18th, 2008 at 17:45
“Domi mansi lanam fecit”: è la favola che preferisco perchè la raccontiamo agli uomini…e ancora ci credono!!!
gennaio 18th, 2008 at 18:33
…bella Agathli…grande!!!
gennaio 18th, 2008 at 21:49
Ahi ahi Lapo, argomento spinoso, si rischia un dibattito acceso ma noto che ormai anche tu hai iniziato a divertirti a gettare la pietra della provocazione , comunque da provincialotto quale sono penso che il gentil sesso sia tutto ” bar e fuma fuma”.
gennaio 19th, 2008 at 10:07
…Gianca!è tutta un’apparenza “bar e fuma fuma”…chi può sapere?!…siamo appunto provincialotti, tutto si pensa ma nulla si dice;)
gennaio 19th, 2008 at 16:40
Mi dispiace mi sfugge il concetto di “bar e fuma fuma” (fare sl chiacchere??)…sarà che sn rimasta troppo a casa a fare uncinetto…anche tu Francesca? Nn preoccuparti, tanto se ci serve le cose ce le portano a domicilio: il panettiere, l’idraulico, il fruttivendolo… lo sanno tutti che è prerogativa delle brave massaie…e dove c’è il fumo c’è anche l’arrosto…
gennaio 20th, 2008 at 20:19
Prima voglio salutare Francesca che non vedo e non sento da un pò di tempo,poi, noto con piacere che l’argomento ha suscitato un bel dibattito…Oggi è sempre più l’uomo che deve adeguarsi, per questo vi preferivamo più all’uncinetto,vi preferivamo più umane…Ahi…
gennaio 21st, 2008 at 05:12
“bar e fuma fuma” a me sembra veramente indovinato ma non nel senso che intendete voi bensì nel fatto che loro se ne stanno li in attesa del pollo e non si sforzano neanche più a fare l’uncinetto… altro che provincialotte!…queste la calzetta la fanno…ma con noi visto che ci rivoltano come e quando vogliono!
gennaio 21st, 2008 at 12:22
Ciao Gigi…è vero,non ci vediamo da un pò…hai troppo da fare;)
Bè Agathli l’uncinetto non lo so nemmeno fare…però qualcosa da fare c’è sempre;)…e resta il fatto che o fuori o dentro casa l’arrosto può sempre bruciare!!!
Gigi, vedo che ti piace alimentare il fuoco…a dire la verità penso che in qualunque modo una donna sia non vada mai bene…daltronde l’insoddisfazione è sovrana!
P.S.Le calzette si iniziano a fare quando c’è un motivo per farle e non per il gusto solo di rivoltarle!!!…errare è umano, perseverare è diabolico:)
gennaio 23rd, 2008 at 07:53
Bar e fuma fuma è um “concetto” di una gag di Zelig di qualche anno fa che ho fatto mio osservando e vivendo la quotidianità e logicamente condito da un pò d’ironia.
P.S. Agathli hai dimenticato il lattaio…
maggio 3rd, 2011 at 09:12
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