Vedo rosso
Oggi non si dorme sotto la volta celeste,
è finito già il tempo, di banchetti e di feste;
domani scappo via ,è arrivato il giorno,
è l’ultima notte,amore,e non so se ritorno.
Sono ancora qui e già nostalgia,
vivere senza di te è tormento,oh bellezza mia!
Siamo vicini da almeno una vita,
ogni dì t’ho oserrevata,ma oramai è finita.
Come farò domani,senza i tuoi teneri occhi neri?
che mi guardavan col sole,dolci e seri;
come farò,dimmi,senza la tua camminata lenta?
che mi faceva dire:così,adesso mi tenta!
E’impossibile esistere senza le tue anche sporgenti,
che solo al muoverle creavi correnti;
lo so, spesso ho pensato “ma che testa di mulo”
per me,sarà solo un ricordo,il tuo splendido culo
Adesso sto male, ho tanti ricordi…
mangiavi,tirando la lingua”voglio che mi mordi!”
questo era un pensiero giornaliero e consueto,
m’infervoravo,vedevo rosso,ma ora son cheto.
Ho troppi rimpianti, adesso, che mi struggono il core,
t’ho ammirata e non toccata,mio dolcissimo ammmore.
Per me ogni istante,è stata vera tortura,
una barriera tra me e te,che fregatura!
Rimembro quel giorno, in cui la sortita tentai,
“adesso spacco tutto,ora o più mai!”
Ma non ci son riuscito per lo zoccolo estivo,
poca resistenza, e morir mi sentivo.
Una notte poi, scavai una gran fossa,
ma mi bloccai tutt’a un tratto,fu bandiera rossa.
In tutti sti anni, a raggiungerti ho provato,
ma c’è sempre qualcosa che lo stop,alla fine m’ha dato.
Ora piango a più non posso, sono un vero animale,
è stato amore platonico, un amore speciale;
domani vado via, chissà cosa m’aspetta,
io resterei giuro, ma loro hanno fretta.
Comunque la palizzata non s’è rotta e son depresso,
avremmo fatto l’amore,son bravo col sesso;
tutto rimarrà chiuso in questo fisico possente,
non lascerò nulla qui,nel recinto deprimente.
Spero solo, che per un pò,starai buona e tranquilla,
tra noi non c’è nulla,ma il cruccio delle “corna”,m’assilla.
Tra giorni sarò solo e addio tempi belli,
io toro d’arena e tu, tu mucca coi vitelli.
Dicembre 12th, 2007 at 12:31
Chimera
Compagno di tante avventure
di gioia, silenzi e tante paure
comincia col farti sicuro
che alla donna, sai, piace duro.
Impostati, criticala, falla soffrire…
corregila, domala, falla patire
tien ferma la bocca, usa poca favella
a lei piace domare soprattutto se bella…
perchè, oh compagno, sei triste e depresso?
sei nobile e forte, non sei mica un fesso!
se il tuo verbo acuto principi ad usare
di certo ad un tratto la vedi implorare…
instillale il dubbio che non sia la sola
il suo forte ego troppo spesso s’invola…
insomma con calma, astuzia e un poco di gesso
insinuale il dubbio che sia proprio un cesso!
l’amore fuggente è un pilastro vincente
il corpo può poco se manca la mente
non dirmi, compagno, che ti fa difetto
il guizzo e lo scatto, il colpir di fioretto
mi giunge anche voce stupita e ammirata
che sei pure dotato di grande falcata
lei gode al pensiero e di certo anela
di stringere al petto il re di Compostela…
Dicembre 12th, 2007 at 15:32
Il mio toro e la tua chimera,oh gionni,
per entrambi,alla fine son sogni.
La mia mucca se la gode nel prato,
è già di Asdrubale,quale cuore ingrato!
Il tuo maschio sfavillante e fiero,
mostra forza da vero condottiero.
Ma la storia della sottomissione,
è dell’uomo “arronzone”.
Teoria non c’è , questo è sicuro,
ma a volte è la donna ad avercelo duro,
e tu con jeans e grandi baffi,
ti ritrovi in cucina e le piante innaffi.
Riprendi la penna io ti rammento,
rispondi alla grande,come in questo commento.
Grande gionni!
Dicembre 13th, 2007 at 01:03
Cade la pioggia e tutto lava
cancella le mie stesse ossa
Cade la pioggia e tutto casca
e scivolo sull’acqua sporca
Si, ma a te che importa poi
rinfrescati se vuoi
questa mia stessa pioggia sporca
Dimmi a che serve restare
lontano in silenzio a guardare
la nostra passione che muore in un angolo e
non sa di noi
non sa di noi
non sa di noi
Cade la pioggia e tutto tace
lo vedi sento anch’io la pace
Cade la pioggia e questa pace
è solo acqua sporca e brace
c’è aria fredda intorno a noi
abbracciami se vuoi
questa mia stessa pioggia sporca
Dimmi a che serve restare
lontano in silenzio a guardare
la nostra passione che muore in un angolo
E dimmi a che serve sperare
se piove e non senti dolore
come questa mia pelle che muore
e che cambia colore
che cambia l’odore
Tu dimmi poi che senso ha ora piangere
piangere addosso a me
che non so difendere questa mia brutta pelle
così sporca
tanto sporca
come sporca
questa pioggia sporca
Si ma tu non difendermi adesso
tu non difendermi adesso
tu non difendermi
piuttosto torna a fango si ma torna
E dimmi a che serve restare
lontano in silenzio a guardare
la nostra passione non muore
ma cambia colore
tu fammi sperare
che piove e senti pure l’odore
di questa mia pelle che bianca
e non vuole il colore
non vuole il colore
no..
no..
La mia pelle è carta bianca per il tuo racconto
scrivi tu la fine
io sono pronto
non voglio stare sulla soglia della nostra vita
guardare che è finita
nuvole che passano
e scaricano pioggia come sassi
e ad ogni passo noi dimentichiamo i nostri passi
la strada che noi abbiamo fatto insieme
gettando sulla pietra il nostro seme
a ucciderci a ogni notte con rabbia
gocce di pioggia calde sulla sabbia
amore, amore mio
questa passione passata come fame ad un leone
dopo che ha divorato la sua preda
e abbandonato le ossa agli avvoltoi
tu non ricordi ma eravamo noi
noi due abbracciati fermi nella pioggia
mentre tutti correvano al riparo
e il nostro amore è polvere da sparo
è solo un battito di cuore
e il lampo illumina senza rumore
e la mia pelle è carta bianca per il tuo racconto
ma scrivi tu la fine
io sono pronto
(Negramaro, Jovanotti)