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Bologna | Salviamo Peter Pan

Napoli – Bologna 1-1

Posted by lapo2001 on gen 17th, 2012

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XVIII Giornata
Napoli – Bologna 1-1(Acquafresca; Cavani su rig.)

Napoli – Bologna, una partita che non c’è mai stata.
Alla fine ho cercato in lungo e in largo il cartello “siete su scherzi a parte”, ma almeno al San Paolo non c’era. Tranquilli però, quella di ieri è stata una bufala, una farsa da un reality show. Cavani non era lui, non poteva essere lui. Non può un campione farsi notare solo per un tiro dal dischetto. Era Varricchio che ha anticipato il carnevale e s’è travestito da matador. Così come Hamsik. Sono convinto che si è trattato di un sosia, di un suo lontano parente che gli somiglia nelle movenze e nelle fattezze fisiche, ma tutti hanno capito che quel ragazzo con la cresta era un falso. Un’intera partita senza fare una(e dico una) giocata il vero Marek non l’ha mai disputata. E Maggio? Mai un affondo, mai un cross, mai una sgroppata. Chi era quell’impostore con la sua maglia?E Inler. Per quante volte è stato criticato in passato, mai lo si era visto così fermo, uno zombie senza una idea. Anche lui ha un fratello gemello? Così anche Campagnaro che non ha azzeccato un passaggio, nè un intervento o Dossena che ha giocato l’intera a gara a centrare l’uomo che gli era di fronte.
E nemmeno Mazzarri era lui. L’ho sgamato quando si è messo il giubbotto pesante. È chiaro che fosse un clone…

Nemmeno il freddo sugli spalti era reale. Nella città del sole e del caldo sono impensabili temperature scandinave e il San Paolo era solo un pezzotto. Quella fatiscenza non può essere di uno stadio che ospita la Champions. E nemmeno la notte mi ha fregato. Giocano tutti alle 15, perché mai avrei dovuto pensare che anche col Bologna ci è toccato il posticipo?

Dai forza, ditemi la verità ragazzi, ci avete voluto solo organizzare uno scherzo, vero?
Ok, ora uscite fuori e basta con le burle. Il gioco è bello quando dura poco e questo obbrobrio al massimo può durare 90 minuti.
Napoli a 8 punti dalla vetta e 5 dalla zona Champions. Avremmo dovuto parlare anche di Cavani che fa polpette della difesa bolognese e di Hamsik autore di una partita sontuosa. Ora io dovrei essere qui a ridere e prendermi gioco degli amici pallavolisti torinesi e a rispondere a chi imperterrito continua a dire che il Pocho non serve più. Questi dovevano essere gli argomenti di discussione. Gli azzurri sono ancora una volta imprendibili ed è appena finita la nuova puntata de “la grande rimonta”…
(Pausa)
…mi vien voglia di piangere invece. Preferirei un elettroshock o un vuoto di memoria o una bella pietra da mettere sopra questa partita così da seppellire anche la delusione e l’amarezza. Tutto sembrava propizio. Le altre che rallentavano e noi finalmente col filotto giusto a rispondere “presente” infondendo timore ed angoscia agli avversari. Col Bologna, unico imperativo era “vincere!”.
E’stata la partita più brutta dell’anno al San Paolo. Pronti via e la magia, la speranza e le luci della ribalta, si sono fulminate.
Ciò a cui abbiamo assistito è esattamente l’opposto di ciò che doveva essere. Quello non è stato il vero Napoli, è inutile che cercate di convincermi, tanto non ci credo. Il Napoli, anche nelle partite più brutte, mai si è espresso così. Senza un minimo di gioco, senza una idea, senza una palla a terra, senza niente. Una squadra senza capo nè coda, i cui i calciatori, in fase passiva, rincorrevano la palla e gli avversari a casaccio, con approssimazione e confusione e, in fase di possesso, senza una idea o un lampo. Niente. A Pioli non gli sarà parso vero. E nemmeno a me. Invece di affrontare una corazzata, s’è trovato di fronte un’armata brancaleone che alla fine, non so come, è riuscita pure a strappargli un punto.
Nemmeno con la Fiorentina o nella gara persa col Parma si erano visti così tanti errori.
In 90 minuti, tiri nello specchio della porta felsinea: 2(uno dei quali di Aronica da 30 metri). Inler, voto 3; Cavani, voto 3; Hamsik, voto 1. De Sanctis che ha continuato a rinviare il pallone lontano, quando di testa non la prendiamo mai. Per un attimo ho rivisto i fantasmi di Gatti e di Lacrimini e alla fine della gara, ho chiesto all’amico Minao di darmi un pizzico, sperando che si trattasse solo di un incubo o degli effetti deliranti dovuti al gelo…

La rabbia fa brutti scherzi, soprattutto quando le aspettative vengono disilluse così. Ma si tratta di momenti. Non sto pensando che siamo da buttare o che sia in corso una crisi. Il buono e il bello che questa squadra ha saputo costruire in così poco tempo, non può essere scalfito dalla partitaccia di ieri. Ma è innegabile che abbia lasciato un grande amaro in bocca. Più delle altre volte. Molto più. Potevamo essere lì, a far sentire il nostro fiato e il nostro urlo. Se ci fosse stata la possibilità ieri avrei cambiato quasi tutti, anche Mazzarri, anche Frustalupi e l’intero staff medico. Anche Aurelio, lo speaker e il San Paolo. Avrei cambiato ogni cosa, anche il luogo e il tempo. Anche me stesso. Perchè non è così che doveva andare…ora avremmo dovuto parlare d’altro…

Per quanto io possa sforzarmi di trovare qualcosa di buono, riesco a rincuorarmi solo pensando che tutto ciò a cui ho assistito ieri, non può essere vero. Del mio Napoli, ieri, non c’era niente.

Ma 3 cose le salvo: Non abbiamo perso. Pandev, predicatore nel deserto. Non ho la bronchite.. Tutto il resto è da dimenticare alla svelta e da non ripetere.

Orgoglioso di voi per tutto ciò che avete fatto e per ciò che farete, ma la prestazione di ieri è stata orribile.

Diciamo che ognuno di noi ieri ha dato il peggio di sé. E questo non accadrà più.
Guardiamo avanti, riprendendo il cammino e il morale da Siena. Io ci sarò, il Pocho ci sarà. E non scherziamo più, eh.
Sono ancora incazzato. Troppo.

Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca.

Bologna – Napoli 0-2

Posted by lapo2001 on apr 11th, 2011

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XXXII Giornata
Bologna – Napoli 0-2 (Mascara, Hamsik su rig.)

Avere la freddezza per raccontare la trasferta favolosa di Bologna è impresa titanica. Sì, perché discernere parole dal miscuglio di emozioni che mi ha invaso, sarebbe come tenere in mano un bicchiere d’acqua e spiegare l’Oceano. E parlare di acqua salata, in un luogo come Bologna, sarebbe assurdo. La bella e cordiale città emiliana, per un giorno, ha invece conosciuto il suo effetto. Clima estivo, 30°, bermuda, bibite fresche e gelati, e ieri, solo per ieri, la città ha provato anche l’ebbrezza di essere inondata dal mare. L’Oceano azzurro, appunto.
Il Napoli, questo Napoli, mi riconcilia. E’come se questa passione finalmente abbia di nuovo avuto ragione. Gli interessi, i contratti, gli sponsor, le prove tv e le intercettazioni telefoniche, costantemente minano questo sport della credibilità e spesso, del vero e proprio senso. In giornate come quella di ieri, invece, le carte sporche e i veli del sospetto si disciolgono e lasciano per un paio d’ore il palcoscenico alle emozioni. Quelle pure, grezze, vere. Ho difficoltà a spiegare, ma le immagini dello stadio ricoperto per tre quarti da bandiere, striscioni e palloncini azzurri e i cori che accoppavano qualsiasi altro suono, mi ha fatto tornare indietro di 20 anni e quelle sensazioni,di sicuro, saranno ricordate a lungo. Anche fino al prossimo titolo della Giuve.
E’impossibile descrivere ciò che ho provato, dicevo. L’attesa spasmodica in settimana aveva ingigantito l’ansia e questa, una volta sfogata, prima, durante e dopo la partita, ha creato un dolce subbuglio dentro di me indecifrabile. E allora, per evitare, che questo si tramuti in un foglio da libro cuore o un attestato d’amore incomprensibile che rasenti il patetico, mi affido alle citazioni della mia banda e il meraviglioso mondo partenopeo circostante. Tralascio le bestemmie del Giuffrè e mie, riguardo il pasto consumato presso un camioncino a pochi metri dallo stadio. Panino con hamburger in cui non si distinguevano i sapori e una birra che di birra aveva solo il colore, non meritano ulteriori commenti. Commento che invece ottiene la lunghissima fila fuori i distinti, da cui fuoriusciva uno sbiadito rosso-blu solo ogni 50 metri e più. Catapo, sbalordito da quella fiumana ha detto: “E’ impressionante. Questo esodo è già una vittoria. Pensaci un attimo a Lucca quando eravamo io e te”.
Siamo entrati nel settore ospiti, un’ora e mezza prima dell’incontro. Dopo aver vivisezionato tutta la curva, il Giuffrè ha individuato i posti migliori. Ho capito il motivo solo quando mi ci sono seduto.I due signori dietro di noi, immersi nelle loro letture sportive, costituivano un ombrellone perfetto. Uno somigliava a Bud Spencer e l’altro a Galeazzi. Il sole alle nostre spalle è stato meno assassino, ma il caldo non ha avuto pietà. Tant’è vero che ho pensato a Carlo Cafiero quando il giorno prima mi ha detto: “portati il costume”. Ma anche il secchiello e la paletta, avrei aggiunto. Meraviglioso il Catapo, ieri in gran forma. Nel giocoso e divertente siparietto che s’è venuto a creare con il simpatico Germano(di un Posto al Sole), ad un certo punto gli ha piazzato la macchina fotografica in mano e gli ha chiesto uno scatto. Contento l’attore ha risposto che finalmente poteva essere lui il fotografo e non il contrario. E il Catapo, strepitoso, gli ha subito proposto ridendo: “visto che ci tieni tanto, dopo ti firmo anche un autografo(?!). Il Taca, invece, è stato un po’ più sulle sue, ma nelle poche occasioni in cui si è espresso, ha subito sbaragliato la concorrenza: “Ma lo stadio si chiama Dall’Ara, per via di Tony Dallara?” e poi, durante la partita: “albitro, ammonilo, ammonilo!”. Eccezionale. Zio Gerry, che invece è stato costretto a malincuore ad assistere la partita in tribuna nei pressi della famiglia Cavani, all’uscita mi ha confidato: “Ora sarà chiaro a tutti, chi è l’unico insostituibile della squadra(Pocho n.d.r)”.
Della partita è stato detto di tutto. Ho apprezzato molto Ruiz, di cui non si può che prevedere un roseo futuro; Yebda, che secondo me, ha giocato la migliore partita da quando è in azzurro; e Mascara, che in queste ultime due gare, si è ritagliato uno spazio importantissimo e sta ripagando alla grande. Ma la squadra, in toto, ha giocato come doveva e come sapeva. E riuscire a vincere, giocando bene, senza il Matador, uomo di punta, non può che farmi continuare a sperare e sognare.
Al termine, però, completamente inondato dall’oceano di cui sopra e dalla tempesta emozionale di cui sopra, un barlume di lucidità, l’ho avuto. Gli azzurri, a fine gara, sono venuti sotto la curva. Felici, abbracciati e soddisfatti . Ma non ho notato scene euforiche da appagamento , il che, dalle nostre parti, rappresentano un evento. Mi hanno dato l’idea che festeggiare una battaglia per loro sia sacrosanto, ma la concentrazione e l’equilibrio non devono mai essere persi di vista. C’è una guerra (sportiva) da combattere, eh. Tutto ciò mi ha rincuorato e un po’ li ho invidiati: l’equilibrio io l’ho perso ormai da una settimana abbandonante. E su questo tema, faccio intervenire il Minao che abbracciandomi in quel momento m’ha detto: “io ci credo, loro di più e tu?”. E io? E io, se li vedo così, come faccio a non crederci. E il Giuffrè: “ho capito, ma il Milan su sei partite, due non deve vincerle, quali?”. Eh, quali? E chi sa rispondere?
Unica nota stonata della favolosa trasferta bolognese: si è scaricato il cellulare. Per cui saluto qui, oltre la mia immensa banda, anche chi non sono riuscito ad incontrare: il Vate e Francesco Grande in primis. Il Gallo e Roberto Napoli che ho intravisto tra primo e secondo tempo. Gabriella e Marco Florio e i ragazzi del mitico Club Napoli di Piano di Sorrento. E chiudo ringraziando il simpaticissimo Germano autore di questa foto e il messaggio che ho potuto leggere solo stamattina di Carlo Cafiero: “cantare “siete ospiti” al Dall’Ara non ha prezzo”. Il sogno continua.

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca.

15-05

Napoli – Bologna 4-1

Posted by lapo2001 on nov 22nd, 2010

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XIII Giornata
Napoli – Bologna 4-1 (Maggio, Hamsik, Hamsik, Cavani; Meggiorini)

Scendendo i gradini del San Paolo, a fine gara, mentre riecheggiava l’ohi vita, ohi vita mia, tra urla di gioia e sorrisi sgargianti, mi sono lasciato prendere, come capita sempre, dagli umori e le opinioni a caldo dei tifosi. E’ difficile avere equilibrio dopo una serata così. Un roboante 4 a 1 e il consolidato terzo posto in classifica ha permesso un pò a tutti di sognare e di intraprendere voli favolosi, fino a parlare addirittura di scudetto o di una semplice qualificazione all’Europa, quella con la E maiuscola. Questo alone di allegria e positività che si propaga nell’aria lo adoro, mi alleggerisce, perchè, a prescindere dai giudizi contrastanti che si possono avere su questo o quell’altro giocatore, ci unisce, proprio come nel caso di quell’applauso rivolto allo striscione sacrosanto che ha esposto la curva A sulla situazione tragica che la nostra città sta vivendo in questo periodo.

E’vero, qualcuno proprio non ce l’ha fatta e ferreo sulle proprie posizioni ha addotto questo rotondo risultato all’inconsistenza di un Bologna allo sbando a causa delle vicende societarie. Sì, sicuramente, l’approccio dei felsinei è stato assai molle e per alcuni tratti della partita s’è avuta la sensazione che di fronte agli azzurri ci fossero 11 steward immobili nella loro pettorina gialla, ma, come più volte ripetuto in settimana, sono proprio queste le partite che il Napoli ha toppato in passato. E non solo l’anno scorso. Dopo un buon Parma, abbiamo liquidato al San Paolo un mediocre Bologna e lo abbiamo fatto anche senza disputare una partita che sarà ricordata negli annali, ma con cinismo e concretezza. Caratteristiche che fino a pochissimo tempo fa ci mancavano. Caratteristiche indispensabili per una squadra che vuole raggiungere grandi obiettivi. Hamsik, nonostante la super doppietta, Maggio, nonostante il gol, hanno dato segni di ripresa, ma di sicuro, non stanno attraversando il loro momento migliore. Così come Dossena o Santacroce che si stanno rilanciando bene, ma che ancora devono dare il meglio. Eppure abbiamo vinto 4 a 1, eppure la sconfitta di Roma è un lontano ricordo, eppure siamo terzi. Quando il Pocho, anche oggi travestito da marziano, o Cavani, al nono centro in campionato, tireranno inevitabilmente un pò il fiato, ci saranno gli altri che gireranno più forte e li sosterranno più di quanto facciano oggi. Questa è la squadra che mi piace. Questa è la squadra che vogliamo. Perchè l’unione è la vera forza di questa squadra. Perchè questo è l’unico modo per sopperire ai limiti che comunque ci sono.
Esaltiamoci, sogniamo oggi e non disperiamoci domani. Questo “gruppo” va sostenuto sino alla fine, se non altro, per aver un pò ripulito un’immagine insozzata da responsabilità altrui.
Uniamoci e andiamo a Udine.

Alla banda.
Qualcuno in settimana mi ha redarguito per via della nuova regola che ho introdotto sulla totoformazione. Cioè, di poter variare l’undici sino al giorno prima della gara, perchè, a loro dire, così è troppo facile azzeccarli.

Formazione del Napoli scesa in campo contro il Bologna:
De Sanctis, Santacroce, Cannavaro, Campagnaro, Maggio, Gargano, Pazienza, Dossena, Hamsyk, Lavezzi, Cavani.

MichaelC: 6 su 11.
dgiuffre: 10 su 11.
lapo: 10 su 11.
Catapo: 9 su 11 (ultimo a pari merito con Taca).
Taca: 9 su 11 (ultimo a pari merito col Catapo).

Ora facciamo un altro gioco. Chi, secondo voi, mi ha chiesto di modificare la regola?
Chi indovina, potrà fornire la formazione anche due minuti prima del fischio d’inizio della prossima contro l’Udinese.

Forza Napoli Sempre.

Bologna -Napoli 2-1

Posted by lapo2001 on mar 8th, 2010

XXVII Giornata
Bologna – Napoli 2-1 (Zalayeta, Adailton; Rinaudo)

Perdere contro Colomba fa male.
Tutti vogliono la testa di Guallarella che ieri ha infettato un po’ tutti, ma gia’ immagino come si comporterebbe da ex. Un po’ com’e’ capitato a Zalayeta, migliore in campo.
Al di la di tutto Forza Napoli Sempre e facciamo in modo di oscurare la trasmissione Number two.

Poi, vi racconto come siamo riusciti a vederla sta partita…

Napoli – Bologna 2-1

Posted by lapo2001 on ott 18th, 2009

VIII Giornata
Napoli – Bologna 2-1 (Quagliarella, Maggio; Adailton)

Si ricomincia da qui, con Mazzarri e una soffertissima vittoria. Sarà svolta?

Auguri al Cucù e a Ercagno.

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