Napoli – Udinese 2-0

Posted by lapo2001 on ott 27th, 2011

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IX Giornata
Napoli – Udinese 2-0 (Lavezzi, Maggio)

Il secondo gol può rappresentare la sintesi generale della gara di ieri. A parte che uno schema vincente su calcio da fermo non lo ricordavo nemmeno più, ma mi piace sottolineare che i protagonisti dell’azione ammazza partita siano stati Inler, Dzemaili e Maggio. Infatti delle 12 reti realizzate dagli azzurri in campionato, è la seconda volta(la prima è capita con il gol di Maggio a San Siro su assist di Mascara) che non si verifichi la presenza dello zampino di uno dei nostri tre tenori.
Non è riduttivo dire che tutto ruota intorno alle loro mirabilie. La squadra è stata sostanzialmente costruita in modo che il nostro attacco potesse giostrare in quel che, secondo il mio parere, è la più bella miscela del campionato italiano. Si è costruita in modo che i famosi rincalzi non rompessero gli equilibri che lo zio Walter in questi due anni e mezzo è riuscito a creare come un puzzle perfetto. Le critiche di questo ultimo periodo hanno colpito un po’ tutti (a parte De Sanctis), ma nella realtà dei fatti, coloro che hanno reso meno del previsto sono proprio i tre davanti. E questo ha complicato la situazione, gravando singolarmente su tutti gli elementi in rosa. Ciò che mi conforta più di ogni altra considerazione invece, è che il Napoli di ieri abbia vinto da squadra vera. Sì, il Pocho è stato incontenibile ed è ritornato al gol in campionato al San Paolo con un autentico do di petto, dopo un anno di astinenza, ma di quella miscela esplosiva è stato l’unico a brillare. Hamsik è ancora alla ricerca di se stesso e Cavani si fa apprezzare più per i contrasti a centrocampo come se fosse Benetti, che in zona gol, lui che fino a qualche mese fa era il signore incontrastato dell’area di rigore. Ma si sa, i risultati determinano le prestazioni, per cui delle altre due voci ancora rauche, si spendono giustamente parole e giudizi senza severità, in attesa dei gargarismi giusti. Il Napoli però, senza lo slovacco e l’uruguaiano al meglio, ha surclassato l’ex capolista bianconera, sbrigando la pratica in mezz’ora rifilando due reti a quella che nei numeri era la migliore difesa d’Europa. Certo, l’assenza di Di Natale ha agevolato Cannavaro & Co., ma la sicurezza e la disinvoltura mostrata dal nostro muro a 3(diventando a 5 nella seconda frazione), avanti a colui che è diventato il miglior portiere nazionale, mi ha dato tanta fiducia. Abbiamo la seconda miglior difesa del campionato, capeggiata dal capitano che, senza sbavature, ha guidato alla perfezione l’intera linea; Campagnaro che a onor del vero in quasi tutte la partite è risultato uno dei migliori, si può dire che si è definitivamente messo alle spalle i disagi psico-fisici dopo la tragedia estiva(ieri nel pre-partita s’è dovuto pure sorbire un involontario colpo basso del Pocho) ed Aronica, di cui mi auguravo un avvicendamento estivo, ogni partita mi sorprende sempre di più. E se Inler e Dzemaili, positivi entrambi, ancora non riescono a dare il 100%, i due laterali sfrecciano come ossessi senza mai risparmiarsi e ripiegano e gestiscono quando la partita lo richiede. La gara di ieri mi ha confortato al di la della vittoria, perché, finalmente, l’intera squadra ha iniziato a spiegare le ali senza che ci fosse il Manchester, il Bayern o il Milan di fronte, confermando che il Napoli c’è e ci sarà. E non oso immaginare cosa avverrà quando gli altri due tenori riprenderanno i loro meravigliosi acuti.

Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca

Napoli – Parma 1-2

Posted by lapo2001 on ott 16th, 2011

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VII Giornata
Napoli – Parma 1-2 (Mascara; Gobbi, Modesto)

Più che brutto, io lo definirei un Napoli distratto. Distratto dalla vecchia signora europea nobile e famosa, vestita in rosso. E ad un appuntamento del genere ci si deve presentare impeccabili e nella migliore forma possibile se non si vuol fare cilecca. Ecco, io credo che la prestazione di ieri sia la prosecuzione di ciò che era già accaduto nella partita con la Fiorentina, prima del match contro il Villarral. Probabilmente avrà influito anche la stanchezza procurata dagli impegni con le nazionali, specie per chi ha sostenuto viaggi transoceanici, ma la mia sensazione è che la nube si sia propagata nelle menti di un po’ tutti i nostri calciatori. È come se in tutti gli azzurri sia mancato quel metro in più e quel secondo in meno che spesso poi fanno la differenza. Maggio ha spinto, ma non con la consueta costanza; Gargano ha corso, ma nei passaggi è tornato il Gargano impreciso dell’anno scorso; Cavani si è battuto, ma di rado lo si è visto in area, così come Lavezzi che ha sì acceso il turbo e la spina della squadra, ma più che fiammate, a me sono sembrate sporadiche scintille. E così un po’ tutti gli altri. A questo poi, si è aggiunto anche quel pizzico di malasorte ed ecco come si è materializzata una inattesa sconfitta. La società di certo ha l’idea che fare bene in Champions sia l’obiettivo prioritario, ma mi sono convinto che anche i calciatori abbiano lo stesso pensiero. Ne sono convinto, perché un brutto Napoli forse l’avrebbe vinta lo stesso, ma un Napoli distratto non può prenderle da Colomba. Mi auguro che non si perdano troppi punti per strada perché davvero penso che in campionato possiamo giocarcela fino in fondo stavolta e sarebbe un peccato non essere lì a Maggio, solo perché pensavo di marcare Gomez quando avevo di fronte Floccari o perchè mi sono soffermato a pensare al gol di Ribery nel pomeriggio, mentre c’era da fermare Giovinco. Il Parma, dal canto suo, ha fatto la partita che doveva fare, impacchettata nella propria area di rigore e pronta a ripartire veloce sperando che l’appuntamento storico con la vecchia in rosso seducesse i nostri con il suo prestigio. E così è stato. Probabilmente se Mazzarri avesse optato per un bel turnover di 9 elementi…
Peccato poi che il Pocho ci regali le sue perle più preziose nelle sconfitte. È capitato con l’inutile quanto incredibile gol realizzato contro le leggi della fisica la scorsa stagione ad Abbiati ed è capitato ieri con quell’assist di tacco a volo che a me e agli amici della banda ha ricordato un Napoli-Lecce 3-2, sotto ad un diluvio universale, quando Carnevale fu smarcato in modo analogo da un argentino un po’ più basso di Lavezzi.
Ma ora sotto col Bayern…e senza distrazioni.

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca.

Inter – Napoli 0-3

Posted by lapo2001 on ott 3rd, 2011

VI Giornata
Inter – Napoli 0-3 (Campagnaro, Maggio, Hamsik)

E anche questo tabù s’è rotto.

Napoli – Fiorentina 0-0

Posted by lapo2001 on set 25th, 2011

V Giornata
Napoli – Fiorentina 0-0

Zuniga e De Sanctis migliori in campo. Già questo dovrebbe spiegare l’origine dello 0 a 0 di ieri sera a Fuorigrotta. Un primo tempo consegnato letteralmente ad un’ottima Fiorentina che non è riuscita a segnare solo perché San Morgan ci ha messo un paio di guantoni miracolosi, mentre la nostra parvenza di manovra è risultata soporifera e prevedibile, riuscendo ad essere pericolosa solo in una occasione con Cavani innescato da Lavezzi in seguito ad una punizione. Nella seconda frazione invece, s’è cercato di scardinare la difesa viola con più cuore, un maggiore possesso di palla ed una ricerca più assidua degli esterni, specie dal lato del colombiano, ma che non ha sortito gli effetti desiderati perché l’area fiorentina sembrava affetta da un strano virus che ci ha tenuti lontano. Purtroppo, quando le squadre avversarie, ben organizzate come quella toscana, propongono un assetto così difensivo, nove uomini dietro la linea della palla e un metro e mezzo di spazio tra difesa e centrocampo, solo un episodio geniale, un errore del singolo o una botta di fortuna avrebbero potuto regalarci l’urlo e magari i tre punti. Ciò non è accaduto, anche se lo zio Walter le ha provate tutte, inserendo nel finale addirittura 4 punte. C’erano anche un paio di rigori non concessi ma, onestamente, non avremmo meritato di vincere. La verità è che se i tre tenori non girano, queste partite non le vinci. E se a questo ci aggiungiamo una condizione non impeccabile di chi dovrebbe rifornirli, ecco che si rischia anche di buscarle. L’unico che ha provato, con qualche sporadico guizzo a risolvere la situazione, è stato Lavezzi, ma, stavolta, ancora con i postumi del recente infortunio, non è stato il solito trascinatore che scombussola le difese seppur schierate a riccio. Vederlo costantemente venire dietro il centrocampo a recuperar palloni giocabili, mi ha fatto tornare all’anno scorso, quando si diceva che il centrocampo non aveva qualità. Infatti è stato sostituito negli ultimi minuti, cosa che è capitata raramente, se non quando eravamo in vantaggio. Hamsik è stato l’ombra di se stesso. Svogliato, impreciso e a tratti irritante. Gli si imputa che nelle partite importanti gli venga il braccino o il piedino e si nasconda. Ieri no, ieri è stato capace di sbagliare l’impossibile, anche gli appoggi elementari, quelli che non sbaglierebbe nemmeno il cognato. E infine Cavani, la controfigura del maestoso e potente supereroe ammirato una settimana fa. L’ho visto più nei ripiegamenti difensivi, che in area di rigore.
Inler invece, ha giocato solo nella ripresa. Difatti nel primo tempo è rimasto negli spogliatoi, beccandosi comunque l’ennesima ammonizione. E a proposito di questo, qualcuno mi ha fatto notare che lo svizzero, nel corso della passata stagione, sia incorso in pochi cartellini gialli e di una espulsione. Con ieri invece, ne ha già raggiunte 3 su 4 gare. Avrà bisogno di una camomilla? Camomilla che invece è indigesta al buon Camilo. Unico a sfondare e a creare la superiorità numerica, mai sfruttata. Ottimo anche il sorprendente Aronica e Gargano che, seppur con l’atavico problema del piede sbilenco, non si è risparmiato sino al novantesimo. Da rivedere certamente Fidel che col tempo e pazienza potrà solamente migliorare.
E’chiaro che si è fatto un passo indietro rispetto ai fasti di una settimana fa, sia a livello di gioco che mentalmente. Ma, considerando il momento, non credo che ci sia da allarmarsi più di tanto. Sento che si sta creando un clima troppo negativo e depressivo. Per radio, su giornali e sul web, sento parlare troppo di scudetto e di aspettative come se fossimo il Barcellona o il Real che per vincere si dovrebbero strapazzare gli avversari ogni domenica. Le pressioni aumentano a dismisura e non vorrei che le eccessive e sproporzionate critiche ci inabissino quando ancora siamo tutti ai nastri di partenza. Mi consola però, che si stanno dicendo le identiche cose dello scorso inizio campionato e poi tutti sappiamo com’è andato a finire. Calma, la stagione è appena iniziata, le altre squadre zoppicano, e certamente gli azzurri si riprenderanno presto. Sta di fatto, viste le condizioni della maggior parte dei nostri calciatori, che al posto dello zio Walter, martedì, contro gli spagnoli, io schiererei la primavera.

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca.

Chievo-Napoli 1-0

Posted by lapo2001 on set 22nd, 2011

IV Giornata
Chievo-Napoli 1-0 (Moscardelli)

Io sto con Mazzarri. E difendo fermamente le sue scelte perché secondo me, ancora una volta, la partita è stata preparata come si doveva. Attenti a non prenderle prima con una difesa nuova, vista anche l’inconsistenza offensiva degli avversari, e provare a vincerla nel finale, quando i ritmi si sarebbero abbassati. Ma, nel momento in cui si provava a rompere l’equilibrio, l’infortunio (con la collaborazione di De Sanctis che non ha chiamato la palla) dell’ottimo giovane Fidel ha scombussolato tutti i piani. Sono con lo zio Walter perché, in questo momento, dopo più di 270 minuti di battaglie psicofisiche in una settimana, ha salvaguardato le gambe di chi ha fatto, fa e farà la differenza, tant’è vero che Campagnaro è stato escluso senza avere infortuni e se Dossena fosse stato disponibile, avrebbe fatto riposare anche Maggio che, puntualmente, ha avuto un affaticamento muscolare. Se facciamo una valutazione generale infatti, a parte la Giuve che non ha altri impegni, le squadre di vertice sono stanche ed incerottate. L’inter è allo sfascio pur non adottando turnover e il Milan tra un paio di partite sarà costretta ad attingere dalla primavera pure per le gare di Champions. Anche io, all’inizio, nel vedere quella formazione, mi son detto “è impazzito?”, ma poi, dopo aver visto camminare Hamsik, strascicare Inler e vagare Cavani, mi sono reso conto che l’avvicendamento totale è stato corretto e sfortunato. In questi giorni ho letto sui giornali pagine e pagine di elogi allo staff medico del Napoli e ora, dopo la sfortunata trasferta di ieri, ho capito il motivo. Perché penso che è sempre meglio rischiare di perdere una partita contro il Chievo che perdere 4-5 giocatori in vista di altri 7 giorni di fuoco in cui incontreremo una Fiorentina rinfrancata, un Villarreal che non può perdere e la solita Inter rivoluzionata che contro di noi tirerà fuori la scienza perduta.
Il turnover non credo che si possa valutare per il risultato finale, che è frutto di un errore del singolo, ma nella sua complessità. La difesa si è ben comportata, Fidel fino a quel momento aveva meravigliato tutti e Fernandez non aveva mai dato l’impressione di essere in difficoltà. Il Chievo non riusciva mai ad impensierirci e lo 0 a 0 avrebbe accontento tutti. Da questa prestazione, almeno in difesa, i segnali sono stati più che positivi. Di contro, credo che lo zio Walter si aspettasse molto di più dall’attacco. Pandev è risultato fermo, Mascara evanescente e Santana molto fumo e poco arrosto. Per cui, il più pericoloso alla fine è stato Zuniga che invece conferma di essere una pedina fondamentale.
Non credo che Mazzarri sia stato presuntuoso. Ha fatto ciò che doveva, responsabilizzando chi ha giocato poco e comprendendo su chi potrà fare affidamento in futuro. La vera presunzione invece è di chi si è ostinato a giocare in un modo scellerato quando la squadra, farcita di campioni, non ha saputo supportare e ne ha pagato le conseguenze.
Ora ci aspettano altri 7 giorni di follia e fortunatamente sabato si tornerà a giocare e tutti questi processi termineranno nel dimenticatoio ma, sta di fatto che, l’anno prossimo quando ci sarà Chievo-Napoli, me ne andrò a ballare.

Forza Napoli Sempre

Napoli – Milan 3-1

Posted by lapo2001 on set 19th, 2011

gli allegri

III Giornata
Napoli – Milan 3-1 (l’alieno 3; Aquilani)

Diciamolo subito, non vogliamo esaltarci, ma qui siamo tutti più Allegri. Le tre sberle dell’immenso Matador hanno trasformato l’attesissima super sfida col Milan in uno spassoso spettacolo che probabilmente nemmeno trentadue denti in bella mostra sarebbero riusciti ad esprimere. La contentezza e la felicità che ieri noi tifosi abbiamo vissuto nel tanto temuto esordio stagionale al San Paolo perdura anche ora, in questa notte insonne ed ancora adrenalinica.
Sì, siamo Allegri per una serie infinita di motivi. Prima di tutto perché il Napoli è riuscito finalmente a vincere strapazzando l’incerottato Diavolo, che già di per sé fa godere, confermando che le mirabilie inglesi di qualche giorno fa non sono nate dalla casualità. L’inizio è stato difficile, come tutte le volte che abbiamo incontrato formazioni blasonate e in particolare il Milan, ma, in questo caso, non ci siamo lasciati sgonfiare per poi morire, come è accaduto nel recente passato. La squadra ha infatti immediatamente reagito al bel gol di Aquilani e poi, con pazienza e forza, ha lasciato il possesso della palla agli avversari, attendendo il momento giusto per colpire con fiammate improvvise, sino a ribaltare il risultato e vincere o stravincere tra gli olè del pubblico ormai in festa almeno mezz’ora prima del fischio finale. Ma siamo Allegri anche perché questa squadra si sta comportando sempre più da “squadra”, mostrando grande solidità e spirito di sacrificio. Vedere i tre tenori, e soprattutto l’alieno, tornare ad aiutare i compagni in difficoltà, mentre i Pato e i Cassano passeggiavano nervosamente e distratti sulle linee laterali, senza desiderio né fame, credo sia molto indicativo su quelle che sono le motivazioni e la voglia di arrivare. E poi dobbiamo essere Allegri per forza se nella nostra formazione gioca un certo Inler. E’ sempre più chiaro che il contributo dello svizzero sia il vero valore aggiunto di questa stagione. Dei piedi felpati, l’equilibrio, la fisicità, l’ordine e della costruzione della manovra beneficiano tutti e in particolare il tanto criticato Gargano, autore di un’altra prestazione superlativa dopo quella di Manchester. Il piccolo uruguaiano infatti può finalmente giocare in quello che è il suo ruolo naturale, senza dover preoccuparsi di creare o inventare soluzioni non alla sua portata(anche se si è esibito in inusuali e precisi cambi di gioco), ma solo correre e contrastare, contrastare e correre. E in questo, secondo me, Walter non è inferiore a nessuno. Ma Allegri siamo anche per le chiusure del sorprendente Aronica, per i soliti miracoli di De Sanctis, per la grinta del ristabilito Campagnaro, per l’incontenibilità di Maggio e soprattutto(lo dirò sino alla noia) per le riserve ben più affidabili, oltre che per la presenza sulla nostra panchina del miglior tecnico italiano(lo dirò sino alla nausea). E sempre Allegri siamo anche per una questione prettamente di numeri. Dopo due giornate di campionato siamo in testa alla classifica a sei punti, con Milan, Inter, Roma e Lazio a meno cinque, il miglior attacco (6 gol) e l’alieno(che, a detta di molti, non sarà in grado di ripetere l’exploit dello scorso anno) già in testa alla classifica capocannonieri con le tre gemme di ieri sera. E infine siamo Allegri per i nostri avversari. Per Galliani che tanto s’è vantato di aver fermato Messi, dimenticando la regola del 3 del Matador; per il nervosismo di Nesta che preso dallo sconforto s’è messo a fare il Boateng; per il dito di Aquilani che gira e rigira da qualche parte sarà finito; per la faccia sconsolata di Abbiati e per quella che non ho visto, ma di certo mesta di Gattuso; per le azzeccate previsioni del simpatico professor Sacchi; e soprattutto per lui. Cosa darei per intervistare il mister rossonero. Ecco, per tutti questi motivi noi da ieri siamo molto più Allegri…hihi.
Non esaltiamoci…ma come si fa?

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca.

Cesena – Napoli 1-3

Posted by lapo2001 on set 12th, 2011

II Giornata
Cesena – Napoli 1-3 (Guana; Lavezzi, Campagnaro, Hamsik)

Mi piace pensare che tutto ciò che si è potuto ammirare al Manuzzi sia solo un piccolo antipasto rispetto a ciò che invece questa squadra ci farà godere. Abbiamo parlato tanto di Inler, padrone assoluto del centrocampo, specie nella ripresa; della prova superlativa del goleador Campagnaro sia sul lato destro a lui più congeniale che su quello sinistro; di un attacco che in qualsiasi momento può sbloccare la partita e di una mentalità e di una convinzione che immediatamente si sono percepite. Il risultato è stato la logica conseguenza di ciò che è accaduto in campo, del resto. Però, passata l’astinenza d’azzurro e l’euforia per i primi tre punti conquistati su un campo ostico, vorrei soffermarmi su quelli che sono i miei timori, in vista dei prossimi difficilissimi impegni. La qualità in mediana è senza dubbio l’aspetto più importante di questo nuovo Napoli, al pari di una panchina che l’anno scorso latitava ma, secondo il mio punto di vista, il centrocampo non aiuta adeguatamente i nostri non velocissimi difensori. Lo zio Walter chiede un pressing alto ed asfissiante soprattutto da parte di Dzemaili, ma questo, una volta rotta la linea, ha creato non pochi problemi a Cannavaro e Co. che spesso hanno dovuto affrontare Mutu ed Eder faccia a faccia in velocità. In più di una occasione infatti, ci siamo ritrovati con una distanza abissale tra le due linee e non a caso il gol di Guana è nato proprio da una infilata centrale, dopo che Dzemaili è stato saltato nella tre quarti romagnola. Con un centrocampo così fisico e tecnico, si è perso un po’ in dinamismo e velocità. E se la scorsa stagione i nostri macchinosi difensori, non impeccabili quando c’era da trattare con attaccanti sguscianti e molto mobili, erano supportati da una copertura costante, quest’anno, dopo aver ceduto anche Santacroce(che non ho mai amato), ci ritroviamo con lo stesso problema e con un centrocampo meno predisposto alla copertura. Grandi, forti, strepitosi quando si è in possesso palla, lento e spesso squilibrato quando invece c’è da rincorrere l’avversario che è scappato via. Mi auguro per questo che Gargano torni presto a dare manforte al nostro pacchetto di centrocampo. Non a caso l’uomo in più ha coinciso con la salita in cattedra di Inler che, con più tempo e spazio a disposizione, ha potuto mostrare le sue enormi qualità, non solo nella verticalizzazione, spesso di prima, ma soprattutto nella fase che a noi è sempre mancata: l’ordine. Spero che i meccanismi si perfezionino quanto prima e che si possano ammirare le stesse trame di gioco anche in parità numerica. L’equilibrio della squadra dipende molto dai due svizzeri e se si troveranno i giusti rimedi, ne beneficerà sicuramente la difesa che lo stesso trio d’attacco. Altro nota non del tutto positiva, ma che per niente mi preoccupa, è la condizione di Cavani. A Cesena non ha inciso quasi mai. Spesso ha vagato e in area di rigore non s’è fatto vedere né sentire. Ma, in questo caso, sono sicuro che la forza mentale di questo essere paranormale, quando si combinerà con quella fisica, ci riporterà di nuovo a urlare di meraviglia. Già mercoledì me lo immagino in una sforbiciata stile Camp Nou sotto la nostra curva. Se non gliel’annullano stavolta, mi arrestano. Infine Pandev. Lo reputo un ottimo acquisto e di certo non lo si può giudicare per un rigore fallito o per un gol mangiato. Però, a mia memoria, non ricordo nemmeno Pellegrini III sbagliare una rete così. Avrà conservato la perla per domenica prossima? C’è da migliorare poi anche sui calci d’angolo avversari.
Di contro, siamo appena alla prima giornata ed abbiamo meritatamente vinto. La maggior parte delle squadre che ho potuto vedere in tv, a parte un paio che hanno ben giocato, sono nettamente dietro e con problemi ben più profondi del nostro ciuccio. Per cui, fiducia piena a tutti. La strada è quella giusta. Sono certo che quest’anno staremo lassù sino alla fine e ci toglieremo tante soddisfazioni. A partire da Manchester… Adesso si vola sul serio.

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca.

Verso Barcellona

Posted by lapo2001 on ago 21st, 2011

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Fremo, fortissimamente fremo. Orami mancano poche ore alla partenza verso Barcellona e il desiderio di stendermi su una delle poltroncine del Camp Nou si fa sempre più impellente. Gli altri amici della banda, Minao, Taca e Giuffrè, sono già in terra catalana a far bagordi da qualche giorno creando dentro di me una smania senza eguali. Generalmente, le amichevoli estive non hanno mai attirato la mia attenzione, così come il calcio mercato e le dichiarazioni smentite, corrette e rivisitate di tutti gli esperti. Ma quest’anno si sta vivendo un pre-campionato che non ricordavo dai tempi del Sommo e, cosa più importante, il Napoli, nella sua ottantacinquennale storia, non ha mai giocato su quel prato verde, calcato dai più grandi calciatori di ogni tempo. Non si poteva mancare questo storico evento. No che non si poteva. Xavi, Iniesta, Fabregas, David Villa, Piquè, saranno solo alcuni dei protagonisti del trofeo Joan Gamper a cui abbiamo l’onore di partecipare. E poi, la curiosità di vedere all’opera la pulce malefica dal vivo sarà uno dei motivi di interesse principale. Chissà se le emozioni che provocherà, si avvicineranno minimamente a quelle del nostro Dio del calcio. Già immagino i nuovi paragoni(inutili e senza senso) che ne scaturiranno, soprattutto se ci delizierà con qualche numero alla velocità della luce. Gli azzurri(o gialli?), dal canto loro, rispetteranno l’impegno e sono sicuro che sfodereranno una grande prestazione in vista degli impegni europei che ci attendono già dal mese prossimo. Sono curioso di vedere in particolar modo il centrocampo. Inler, Dzemaili, Donadel e il ritrovato Gargano dovranno vedersela con i colleghi più forti del globo e da questo, seppur si tratti di amichevole-fiesta, si capirà quale sia l’effettivo valore del nostro pacchetto in mediana. Sono loro che dovranno contrastare il centrocampo campione del mondo, sono loro che dovranno aiutare la difesa a limitare le sfuriate dei mostri e sono loro, soprattutto, a dover innescare il nostro trio delle meraviglie. Ecco, appunto. Sono certo che Hamsik, Lavezzi e Matador inizieranno dal Camp Nou, la loro e la nostra scalata verso la gloria. Animo!

Non sto nella pelle. Non vedo l’ora. Domani si parte e già sento il profumo della Champions.

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca

Gokhan Inler

Posted by lapo2001 on lug 11th, 2011

inler

Gokhan Inler è un giocatore del Napoli. Finalmente. Lo svizzero è stato presentato alla stampa con una bella maschera da Re Leone dichiarando: “voglio lo scudetto, la Champions e la Coppa Italia”. Ok, sono le dichiarazioni del caso. Il discorsi sull’amore, i baci, la pizza, Totò e Troisi non voglio commentarli, ma mi ha fatto effetto sentire quel “voglio”. La campagna abbonamenti e quella per la Coppa Campioni si stanno avvicinando ed è sensato alimentare l’euforia, ma da quanto tempo non si sentiva, in sede estiva, un calciatore presentarsi con quelle paroline magiche in bocca? Scudetto, Champions e Coppa Italia?
Inler è esattamente ciò che cercavamo. Le critiche più feroci delle scorse stagioni, in merito al centrocampo, sono state incentrate sulla incapacità di far girare il pallone e verticalizzare, visto che la quantità doveva essere la prima prerogativa. Ora si è aggiunta un buona dose di qualità sulla linea mediana, senza risentirne sul piano della forza fisica, e chissà se è finita qui… Dzemaili dovrebbe essere il suo compagno di reparto(oltre che in nazionale)nella squadra titolare, o forse Gargano se non verrà ceduto ma, sta di fatto, che il più grande vuoto o limite dovrebbe essere stato colmato. Ed è normale che immediatamente il pensiero travalichi il tempo e si sposti alla fine del mese di Agosto e alle meravigliose speranze che questa stagione potrebbe concretizzare in realtà. Sogno, sogno, e non importa se l’orologio svizzero ha scandito quei traguardi, che d’estate erano proibiti anche solo da pensare, per motivi di convenienza o interesse, io davvero sogno. Perché la squadra, già messa così, con quell’88 piazzato lì in mezzo, mi ha già regalato un sollievo. E per farci continuare a sognare, oltre alle ulteriori manovre che si prospettano, soprattutto in attacco, il vero obiettivo dell’attuale pazzo calciomercato è la riconferma del trio. A mio parere, almeno per quest’anno, la miscela sciorinata dai tre tenori non deve essere modificata. Le alchimie che hanno raggiunto sono da prima della classe e lo dimostra il loro penare in nazionale. Il Pocho, a supporto di Messi e Tevez(seconde punte come lui), non tocca palla(se non sulla linea laterale), Cavani, in mezzo ad altre due prime punte, ne tocca la metà di quelle di Lavezzi. Invece le loro caratteristiche così differenti e la chimica che si è creata ne fa una coppia formidabile, e non so quanto esplosiva se si separassero. Hamsik invece completa l’opera con la sua classe e probabilmente dei tre, è il più indipendente. Il trio come la 10 non si tocca.
I sogni sono nel cassetto, ora togliamo gli scheletri dall’armadio. Lo voglio!
Forza Napoli Sempre

Ci arriviamo al 28 Agosto?

Posted by lapo2001 on mag 31st, 2011

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Cari amici della banda, non so come abbiate trascorso la prima domenica senza il nostro Napoli, ma io, senza troppi giri di parole, mi sò depresso. Dopo una stagione così bella ed esaltante, vorrei che già fosse la prima di campionato o, se proprio non si può, vorrei che fosse il giorno della presentazione dei calendari. Tre mesi tre senza palla rotonda che rotola sul manto erboso calcato da tacchetti amici ed azzurri, sono un supplizio. Così, per respirare un pò di quell’aria, per illudermi, ho costretto il mio amico Minao a sintonizzarsi su Germania-Uruguay, giusto per ammirare un pò le poetiche e panteresche movenze del Matador. Dopo una ventina di minuti però, c’è stato un inevitabile calo d’interesse ed il Minao, senza indugi, ad un tiro loffio di Gargano tra le braccia del portiere, in contemporanea affermazione: “Gargà, sì scars!”,ha immediatamente approfittato per cambiare le frequenze sull’Olimpico anti-Nucleare di Roma per assistere, a suo dire, al nostro prossimo colpo di mercato: Pastore.
Il mercato, appunto. Negli anni precedenti, non ricordo un fermento così avanzato su acquisti e cessioni a campionato appena concluso, se non prima. La diatriba tra allenatore e presidente ha agitato le acque già da molto tempo, ma l’epilogo incredibile di martedì scorso, tra esonero, nuovo allenatore e riconferma dell’attuale staff tecnico, ci ha fatto capire che può accadere l’impronosticabile già da domani o a ferragosto o all’ultimo minuto utile, fosse pure il 93°, anche per i calciatori. Io mi attendo tutto ed il contrario di tutto in questi tre mesi, un po’ come sta capitando con la vicenda Inler. E’nostro? E’della Giuve? Resta ad Udine? Ma nonostante ciò, pur essendone consapevole, temo per me stesso, perché volente o nolente, i discorsi gira e rigira sempre in quel vortice vanno a terminare. Ho compreso tangibilmente quanto nuoccia alla salute, la domenica senza il Napoli, proprio domenica. Cinque amici, a casa Minao appunto. Ad ogni intervento di qualsiasi calciatore, sia indossasse la maglia neroazzurra, sia quella rosanero, ne è scaturita una discussione durata ben oltre la vittoria finale dell’Inter. Thiago Motta vinceva un contrasto e velocemente dava la palla al compagno vicino? Ecco, che è iniziato il fantamercato da divano, che tanto odio e che tanto adoro. “Thiago Motta è il tipico giocatore che serve al Napoli. Il regista tipico per fare il salto di qualità. Un uomo da Champions. Perchè De laurentiis non se lo va a prendere? addà caccià ‘e sordi” esordisce R. Teoria che però non trova seguito per l’intervento deciso di D.: “ma tu hai capito quanto guadagna?noi dobbiamo adottare la politica dei piccoli passi. Il progetto del presidente è quinquennale. E “quinque” dalle mie parti vuol dire 5. Per esempio, io vedrei molto bene Nocerino(che aveva appena scalciato Eto’o nel cerchio del centrocampo). Ha ancora 25 anni e si adatta molto di più agli schemi di Mazzarri”. Inesorabile la terza, A.: “Thiago Motta?Nocerino?ma che state dicendo? Voi state sognando. Il presidente ha già perso Inler, non ha rinnovato il contratto di Pazienza e a fine Agosto, affiancherà a Yebda e Gargano, solo un giovane di belle speranze e un Lucarelli del centrocampo, sempre che accetti di sottostare all’assurdità di perdere i diritti d’immagine. Quello è furbo, la scusa del fair-play finanziario è un bluff. Ci vogliono 60 milioni per costruire una vera squadra. Peccato che Mazzarri se la sia fatta addosso. Io, viste le condizioni penose in cui versiamo, a questo punto prenderei Acquah, 19 anni. Guarda che grinta!(aveva appena falciato Snejder, rischiando l’ammonizione)”. Di seguito, l’ultima campana, a mettere definitivamente tutti in disaccordo, M.(Minao): “Inler?Palombo?Palacios?Dzemaili? Secondo me, il meraviglioso De Laurentiis, sta per concludere l’accordo dell’anno. Un centrocampista di levatura mondiale di cui ancora nessuno ha parlato. Un pò come fu fatto per Cavani la scorsa stagione. Ora ha messo un pò di fumo negli occhi ai tifosi e agli indiscreti addetti ai lavori ma poi, tra poco, in mezza giornata, acquisterà un top player. Ne sono sicuro. Se avesse voluto Inler, l’avrebbe già preso. Uno forte come lui(indicando la televisione)ci vorrebbe, uno come Stankovic(che aveva appena preso una quaglia)”…ecc. ecc.
Non continuo perchè la discussione è poi proseguita fino a notte inoltrata, senza ovviamente giungere a decisioni pacifiche, ma che comunque ha lasciato quattro dubbi: chi tra tutti noi alla fine avrà avuto ragione? Gargano è da buttare(aveva appena segnato il gol per l’Uruguay)? Minao, ma Pastore dove ti è uscito? e soprattutto, oggi è ancora il 29 maggio, ci arriveremo sani di mente al 28 agosto?
Tra un mese c’è la Copa America, eviterei la terapia di gruppo, grazie.
Catapo, manca solo la tua campana. Mi raccomando, illuminaci sul nostro prossimo centrocampista.

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca

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