Verso Barcellona

Posted by lapo2001 on ago 21st, 2011

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Fremo, fortissimamente fremo. Orami mancano poche ore alla partenza verso Barcellona e il desiderio di stendermi su una delle poltroncine del Camp Nou si fa sempre più impellente. Gli altri amici della banda, Minao, Taca e Giuffrè, sono già in terra catalana a far bagordi da qualche giorno creando dentro di me una smania senza eguali. Generalmente, le amichevoli estive non hanno mai attirato la mia attenzione, così come il calcio mercato e le dichiarazioni smentite, corrette e rivisitate di tutti gli esperti. Ma quest’anno si sta vivendo un pre-campionato che non ricordavo dai tempi del Sommo e, cosa più importante, il Napoli, nella sua ottantacinquennale storia, non ha mai giocato su quel prato verde, calcato dai più grandi calciatori di ogni tempo. Non si poteva mancare questo storico evento. No che non si poteva. Xavi, Iniesta, Fabregas, David Villa, Piquè, saranno solo alcuni dei protagonisti del trofeo Joan Gamper a cui abbiamo l’onore di partecipare. E poi, la curiosità di vedere all’opera la pulce malefica dal vivo sarà uno dei motivi di interesse principale. Chissà se le emozioni che provocherà, si avvicineranno minimamente a quelle del nostro Dio del calcio. Già immagino i nuovi paragoni(inutili e senza senso) che ne scaturiranno, soprattutto se ci delizierà con qualche numero alla velocità della luce. Gli azzurri(o gialli?), dal canto loro, rispetteranno l’impegno e sono sicuro che sfodereranno una grande prestazione in vista degli impegni europei che ci attendono già dal mese prossimo. Sono curioso di vedere in particolar modo il centrocampo. Inler, Dzemaili, Donadel e il ritrovato Gargano dovranno vedersela con i colleghi più forti del globo e da questo, seppur si tratti di amichevole-fiesta, si capirà quale sia l’effettivo valore del nostro pacchetto in mediana. Sono loro che dovranno contrastare il centrocampo campione del mondo, sono loro che dovranno aiutare la difesa a limitare le sfuriate dei mostri e sono loro, soprattutto, a dover innescare il nostro trio delle meraviglie. Ecco, appunto. Sono certo che Hamsik, Lavezzi e Matador inizieranno dal Camp Nou, la loro e la nostra scalata verso la gloria. Animo!

Non sto nella pelle. Non vedo l’ora. Domani si parte e già sento il profumo della Champions.

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca

Gokhan Inler

Posted by lapo2001 on lug 11th, 2011

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Gokhan Inler è un giocatore del Napoli. Finalmente. Lo svizzero è stato presentato alla stampa con una bella maschera da Re Leone dichiarando: “voglio lo scudetto, la Champions e la Coppa Italia”. Ok, sono le dichiarazioni del caso. Il discorsi sull’amore, i baci, la pizza, Totò e Troisi non voglio commentarli, ma mi ha fatto effetto sentire quel “voglio”. La campagna abbonamenti e quella per la Coppa Campioni si stanno avvicinando ed è sensato alimentare l’euforia, ma da quanto tempo non si sentiva, in sede estiva, un calciatore presentarsi con quelle paroline magiche in bocca? Scudetto, Champions e Coppa Italia?
Inler è esattamente ciò che cercavamo. Le critiche più feroci delle scorse stagioni, in merito al centrocampo, sono state incentrate sulla incapacità di far girare il pallone e verticalizzare, visto che la quantità doveva essere la prima prerogativa. Ora si è aggiunta un buona dose di qualità sulla linea mediana, senza risentirne sul piano della forza fisica, e chissà se è finita qui… Dzemaili dovrebbe essere il suo compagno di reparto(oltre che in nazionale)nella squadra titolare, o forse Gargano se non verrà ceduto ma, sta di fatto, che il più grande vuoto o limite dovrebbe essere stato colmato. Ed è normale che immediatamente il pensiero travalichi il tempo e si sposti alla fine del mese di Agosto e alle meravigliose speranze che questa stagione potrebbe concretizzare in realtà. Sogno, sogno, e non importa se l’orologio svizzero ha scandito quei traguardi, che d’estate erano proibiti anche solo da pensare, per motivi di convenienza o interesse, io davvero sogno. Perché la squadra, già messa così, con quell’88 piazzato lì in mezzo, mi ha già regalato un sollievo. E per farci continuare a sognare, oltre alle ulteriori manovre che si prospettano, soprattutto in attacco, il vero obiettivo dell’attuale pazzo calciomercato è la riconferma del trio. A mio parere, almeno per quest’anno, la miscela sciorinata dai tre tenori non deve essere modificata. Le alchimie che hanno raggiunto sono da prima della classe e lo dimostra il loro penare in nazionale. Il Pocho, a supporto di Messi e Tevez(seconde punte come lui), non tocca palla(se non sulla linea laterale), Cavani, in mezzo ad altre due prime punte, ne tocca la metà di quelle di Lavezzi. Invece le loro caratteristiche così differenti e la chimica che si è creata ne fa una coppia formidabile, e non so quanto esplosiva se si separassero. Hamsik invece completa l’opera con la sua classe e probabilmente dei tre, è il più indipendente. Il trio come la 10 non si tocca.
I sogni sono nel cassetto, ora togliamo gli scheletri dall’armadio. Lo voglio!
Forza Napoli Sempre

Ci arriviamo al 28 Agosto?

Posted by lapo2001 on mag 31st, 2011

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Cari amici della banda, non so come abbiate trascorso la prima domenica senza il nostro Napoli, ma io, senza troppi giri di parole, mi sò depresso. Dopo una stagione così bella ed esaltante, vorrei che già fosse la prima di campionato o, se proprio non si può, vorrei che fosse il giorno della presentazione dei calendari. Tre mesi tre senza palla rotonda che rotola sul manto erboso calcato da tacchetti amici ed azzurri, sono un supplizio. Così, per respirare un pò di quell’aria, per illudermi, ho costretto il mio amico Minao a sintonizzarsi su Germania-Uruguay, giusto per ammirare un pò le poetiche e panteresche movenze del Matador. Dopo una ventina di minuti però, c’è stato un inevitabile calo d’interesse ed il Minao, senza indugi, ad un tiro loffio di Gargano tra le braccia del portiere, in contemporanea affermazione: “Gargà, sì scars!”,ha immediatamente approfittato per cambiare le frequenze sull’Olimpico anti-Nucleare di Roma per assistere, a suo dire, al nostro prossimo colpo di mercato: Pastore.
Il mercato, appunto. Negli anni precedenti, non ricordo un fermento così avanzato su acquisti e cessioni a campionato appena concluso, se non prima. La diatriba tra allenatore e presidente ha agitato le acque già da molto tempo, ma l’epilogo incredibile di martedì scorso, tra esonero, nuovo allenatore e riconferma dell’attuale staff tecnico, ci ha fatto capire che può accadere l’impronosticabile già da domani o a ferragosto o all’ultimo minuto utile, fosse pure il 93°, anche per i calciatori. Io mi attendo tutto ed il contrario di tutto in questi tre mesi, un po’ come sta capitando con la vicenda Inler. E’nostro? E’della Giuve? Resta ad Udine? Ma nonostante ciò, pur essendone consapevole, temo per me stesso, perché volente o nolente, i discorsi gira e rigira sempre in quel vortice vanno a terminare. Ho compreso tangibilmente quanto nuoccia alla salute, la domenica senza il Napoli, proprio domenica. Cinque amici, a casa Minao appunto. Ad ogni intervento di qualsiasi calciatore, sia indossasse la maglia neroazzurra, sia quella rosanero, ne è scaturita una discussione durata ben oltre la vittoria finale dell’Inter. Thiago Motta vinceva un contrasto e velocemente dava la palla al compagno vicino? Ecco, che è iniziato il fantamercato da divano, che tanto odio e che tanto adoro. “Thiago Motta è il tipico giocatore che serve al Napoli. Il regista tipico per fare il salto di qualità. Un uomo da Champions. Perchè De laurentiis non se lo va a prendere? addà caccià ‘e sordi” esordisce R. Teoria che però non trova seguito per l’intervento deciso di D.: “ma tu hai capito quanto guadagna?noi dobbiamo adottare la politica dei piccoli passi. Il progetto del presidente è quinquennale. E “quinque” dalle mie parti vuol dire 5. Per esempio, io vedrei molto bene Nocerino(che aveva appena scalciato Eto’o nel cerchio del centrocampo). Ha ancora 25 anni e si adatta molto di più agli schemi di Mazzarri”. Inesorabile la terza, A.: “Thiago Motta?Nocerino?ma che state dicendo? Voi state sognando. Il presidente ha già perso Inler, non ha rinnovato il contratto di Pazienza e a fine Agosto, affiancherà a Yebda e Gargano, solo un giovane di belle speranze e un Lucarelli del centrocampo, sempre che accetti di sottostare all’assurdità di perdere i diritti d’immagine. Quello è furbo, la scusa del fair-play finanziario è un bluff. Ci vogliono 60 milioni per costruire una vera squadra. Peccato che Mazzarri se la sia fatta addosso. Io, viste le condizioni penose in cui versiamo, a questo punto prenderei Acquah, 19 anni. Guarda che grinta!(aveva appena falciato Snejder, rischiando l’ammonizione)”. Di seguito, l’ultima campana, a mettere definitivamente tutti in disaccordo, M.(Minao): “Inler?Palombo?Palacios?Dzemaili? Secondo me, il meraviglioso De Laurentiis, sta per concludere l’accordo dell’anno. Un centrocampista di levatura mondiale di cui ancora nessuno ha parlato. Un pò come fu fatto per Cavani la scorsa stagione. Ora ha messo un pò di fumo negli occhi ai tifosi e agli indiscreti addetti ai lavori ma poi, tra poco, in mezza giornata, acquisterà un top player. Ne sono sicuro. Se avesse voluto Inler, l’avrebbe già preso. Uno forte come lui(indicando la televisione)ci vorrebbe, uno come Stankovic(che aveva appena preso una quaglia)”…ecc. ecc.
Non continuo perchè la discussione è poi proseguita fino a notte inoltrata, senza ovviamente giungere a decisioni pacifiche, ma che comunque ha lasciato quattro dubbi: chi tra tutti noi alla fine avrà avuto ragione? Gargano è da buttare(aveva appena segnato il gol per l’Uruguay)? Minao, ma Pastore dove ti è uscito? e soprattutto, oggi è ancora il 29 maggio, ci arriveremo sani di mente al 28 agosto?
Tra un mese c’è la Copa America, eviterei la terapia di gruppo, grazie.
Catapo, manca solo la tua campana. Mi raccomando, illuminaci sul nostro prossimo centrocampista.

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca

Lecce – Napoli 2-1

Posted by lapo2001 on mag 8th, 2011


MMS, inserito originariamente da LAPO2001.

XXXVI Giornata
Lecce – Napoli 2-1 (Corvia su rig., Chevanton; Mascara)

Ritornando dalla Puglia, nel lungo viaggio dal Salento verso Partenope, ho avvertito un inusuale silenzio nell’auto. In altre occasioni, seppur sconfitti, c’è sempre stato un dialogo, un commento, una disamina della partita tra i componenti della mia banda. Stavolta no. Il Minao alla guida non ha voluto nemmeno accendere la radio e Gianluca che generalmente ci delizia con la sua logorrea ha dormito sino al casello di Castellammare. Silenzio totale per 4 ore e più di autostrada. Ancora una volta mi sono trovato a fronteggiare un’atmosfera surreale che poco mi aggrada. Perso nella visione di desolate lande pugliesi, i pensieri si sono accavallati uno sull’altro…
Ho pensato a diversi episodi che hanno caratterizzato questa straordinaria stagione: il salvataggio di Grava sulla linea di porta un attimo prima che Cavani scagliasse quel siluro all’ultimo secondo nella porta leccese; il conseguente bacio dello zio Walter sempre a Grava; il balletto di tutta la squadra dopo il gol di Zuniga al Catania; il Pocho che si lancia a cofano nei tabelloni pubblicitari cagliaritani; i nostri salti di gioia sotto il diluvio di Parma; la memorabile tripletta del Matador alla Vecchia; l’inzuccata del crestone a Genova; le super trasferte di Cesena, Genova(con la Samp) e Roma e soprattutto la mirabolante doppia rimonta in quel mezzogiorno di fuoco contro la Lazio. Ho pensato alle emozioni e alla gioia di noi tifosi in questa stagione inattesa e all’incredibile ondata azzurra di Bologna. E mentre il pensiero schizzava da una parte all’altra dell’Italia, mi ha preso una certa malinconia. La stessa che ha invaso l’animo degli altri componenti dell’auto riducendoci al silenzio. Sì, mi riferisco a episodi e sensazioni che hanno avuto luogo nemmeno qualche mese fa e mi è sembrato già di avere a che fare con ricordi lontani, persi nella memoria, nel bianco e nero di qualche antico secolo. Eppure, noi oggi, e ripeto oggi, ci stiamo giocando una posizione fondamentale:il terzo posto con ammissione diretta alla Champions. Ecco, appunto, la Champions. Nell’aria oltre al silenzio, ho avvertito anche un’altra percezione legata appunto a questa benedetta competizione. Ho avuto e ho il timore che quella musichetta abbia un po’ destabilizzato tutti. Vivere ai piani alti o volare oltre le nuvole, quando nessuno se lo aspettava, potrebbe aver provocato giramenti di testa e vertigini improvvise. Soprattutto se non si è abituati a galleggiare ad alta quota. Nei momenti decisivi, quando si ballava per lo scudetto, abbiamo fallito senza attenuanti e, a parte coloro che seguono solo il Barcellona e il Manchester in televisione, smaltita la delusione momentanea, i tifosi hanno giustificato ed ringraziato la squadra e il mister per il campionato nel suo complesso. Ora invece qualcosa è cambiato. I bei ricordi si stanno insozzando al cospetto dell’attuale situazione.
C’era una volta il Napoli di Mazzarri. Le rimonte, le grandi prestazioni , un campionato vissuto da protagonisti e in poco meno di un mese, è mutata la scena. Sta diventando un lento stillicidio che ingiustamente si riversa su noi tifosi che avevamo solo voglia di festeggiare un sogno atteso 20 anni. Questo Napoli invece oggi, mi sembra che appartenga a nessuno. Aveva un’anima. Aveva un gioco. Aveva un’identità. E invece ieri, ho dovuto assistere ad uno spettacolo indegno. E non dico questo solo perché Maggio è sceso in campo con il cestino, Lavezzi con la tovaglia a quadroni e Cavani con un paio di fiaschette di vino, no. Perché in fondo, anche in altre occasioni, si è giocato male e si sono lasciati i tre punti agli avversari senza una lotta feroce. E credo anche che nemmeno ieri qualcuno avrebbe aperto bocca per lamentarsi, se dietro non si percepissero sospetti e atteggiamenti incomprensibili e poco rispettosi nei confronti dei tifosi. Io non vorrei maledire questa Champions, com’è capitato alla Samp quest’anno. Una Champions che ha stravolto tutti progetti e i programmi futuri. E dire che quando si è usciti dalla Coppa Italia e dall’Europa League non serpeggiava questo silenzio assordante condito di depressione. E invece ora che siamo ad un passo dal traguardo, sembra quasi che non interessi a nessuno. Anzi, c’è quasi l’aria che si respirava con Donadoni o Colomba.
Ho sperato fino alla fine di conquistare quel benedetto punto, ieri. L’ho sperato perchè si sarebbero evitate le esternazioni del post partita e un secchio di polemiche in cui non entra più niente. Ora ci cimenteremmo in un paio di danze di giubilo e parleremmo già di acquisti, futuro e del dopo Mazzarri e invece tocca sorbirci un’altra settimana di veleno e fiele, mentre intanto noi ancora stiamo giocando la nostra partita e non abbiamo ancora raggiunto l’obiettivo. Spero che almeno la squadra questo non lo dimentichi.

Il Walzer di Walter è stato solo rimandato e il vaso di Pandora sta per esplodere. Il silenzio di ieri è stato insopportabile, mentre le vostre liti ci stanno rovinando. C’è una storica Champions da conquistare. Spero di non maledirla…un po’ come ho maledetto il lungo e silenzioso viaggio di ieri.
Le camicie passano, la maglia resta.

Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca.

Palermo – Napoli 2-1

Posted by lapo2001 on apr 24th, 2011

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XXXIV Giornata
Palermo – Napoli 2-1 (Balzaretti, Bovo su rig.; Cavani su rig.)

Paradossalmente, in seguito ad una delle giornate più nere dell’anno, sono più tranquillo e sereno di qualche tempo fa. E’ scomparsa l’ansia di dover vincere ogni partita a tutti i costi e sapere che l’obiettivo potrà essere raggiunto anche amministrando e calcolando, mi calma. Abbiamo conservato lo stesso distacco dalle nostre dirette concorrenti, tornerà il Pocho e mancano solo quattro partite. Spero che questo sia lo spirito e il nuovo punto di partenza della squadra per affrontare i prossimi impegni. Senza patemi, senza angosce, non come ieri.
Al Barbera, il Napoli si squaglia come una cassata al sole e fornisce una tra le più inguardabili prestazioni. Difficile trovare il peggiore in campo. Tutti hanno giocato senza nerbo e la confusione è stato l’unico elemento che ha (s)collegato i reparti. A mio avviso, le critiche sono più che giustificate, soprattutto perché ci si auspicava la solita reazione dopo la batosta di domenica scorsa, ma il disfattismo che aleggia nell’aria lo trovo sproporzionato ed ingrato. Gli ultimi 180 minuti fortunatamente rappresentano solo le difficoltà normali che un giovane gruppo può incontrare durante una lunga stagione. La squadra è stata costruita per degli obiettivi e si è trovata, grazie ad incredibili risultati, a giocarsela per altri. Poi, credo che si sia giunti ad un limite oltre il quale non si è riusciti ad andare, per cui, tirerei una lunga riga e senza cancellare nulla, passerei oltre, guardando al presente per il prossimo futuro. Un presente che mi dice +5 dalla Lazio e +6 dall’Udinese. Un presente che può solo farmi ben sperare. Mi chiedo solo, in vista dei prossimi quattro impegni, quali dovranno essere le strade più giuste da intraprendere per non rischiare di perdere i frutti ottenuti dopo un campionato strepitoso. La sconfitta con i siciliani ha evidenziato contemporaneamente l’insieme dei nostri già noti limiti se vuoi giocarti il campionato, ma penso anche che dia la possibilità di apporre contromosse per non commettere gli stessi fatali errori e non perdere di vista il nostro reale scopo. In primis, non mi rammarico che Lavezzi abbia fatto la siesta su un gommone tempestato di diamanti, sono notizie che lascio agli amanti del gossip, mi cruccio invece del fatto che ieri non era in campo. Per l’ottava volta, ahime, devo ribadire che senza l’argentino, non giochiamo. E’successo praticamente sempre. Cavani ancora una volta è stato lasciato al proprio destino in mezzo ai difensori rosanero, ancora una volta ad Hamisik è mancata la balia, ancora una volta il centrocampo è stato costretto a fare ciò che non sa fare e ancora una volta l’azione è dovuta partire dai piedi non eccelsi dei nostri difensori. Fortunatamente sabato contro il Genoa tornerà. In secondo luogo, vorrei tanto che Marek avesse il carattere di Grava. Ieri, come gli capita spesso nelle partite che contano, è risultato un fantasma. Avrà toccato quattro palloni e, rimanendo sul tema del paradosso, ciò che mi ha dato più da pensare è che, nonostante il suo spettro vagasse per il campo, alla sua uscita, la manovra non è praticamente più esistita. E poi, senza Lavezzi, senza lo slovacco e con Cavani perso tra i difensori, chi avrebbe dovuto segnare? In terzo luogo, mi chiedo il motivo della esclusione di Yebda dall’undici titolare. In una stagione in cui sono stati impiegati solo tre centrocampisti, la scelta non poteva essere difficile. Gargano se non risolve i suoi problemi personali risulta più un danno che altro, per cui non mi capacito della estromissione dell’algerino. Yebda è il più in forma dei tre e mi auspico che d’ora in poi, sia inamovibile. Infine, Maggio. Mazzarri a fine partita era imbestialito. Dalle testimonianze di Lucarelli e Dossena all’aeroporto si è compreso che l’esterno destro è entrato in campo con un forte dolore al ginocchio, senza avvisare preventivamente il mister. Probabilmente, Mazzarri l’avrebbe impostata in un altro modo, adottando altre strategie, se l’avesse saputo prima. Sta di fatto, che ha dovuto sostituirlo con Zuniga che pure aveva problemi fisici.
Alla luce di ciò, invece di pensare ai colpevoli e ai responsabili di ciò che poteva essere e non è stato, io mi concentrerei molto di più sugli errori di queste due partite e cercare gli accorgimenti giusti per affrontare le prossime. La squadra è in difficoltà, ma siamo in ottima posizione. I punti “buoni”li abbiamo ottenuti in passato e non c’è più la tensione di dover vincere tutte le partite. Per cui, concentriamoci sul Genoa e sul nostro reale obiettivo che di futuro, limiti e mercato ne riparleremo alla fine. Quando avremo conquistato la matematica certezza che a settembre entreremo in campo il martedì o il mercoledì in mezzo a palloni stellati e quella musichetta tanto agognata. Ora, dipende tutto da noi. Andiamo avanti, senza patemi e senza angosce, non come ieri.
Io intanto continuo ad applaudire. Buona pasqua e Lodi a tutti.

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca.

Bologna – Napoli 0-2

Posted by lapo2001 on apr 11th, 2011

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XXXII Giornata
Bologna – Napoli 0-2 (Mascara, Hamsik su rig.)

Avere la freddezza per raccontare la trasferta favolosa di Bologna è impresa titanica. Sì, perché discernere parole dal miscuglio di emozioni che mi ha invaso, sarebbe come tenere in mano un bicchiere d’acqua e spiegare l’Oceano. E parlare di acqua salata, in un luogo come Bologna, sarebbe assurdo. La bella e cordiale città emiliana, per un giorno, ha invece conosciuto il suo effetto. Clima estivo, 30°, bermuda, bibite fresche e gelati, e ieri, solo per ieri, la città ha provato anche l’ebbrezza di essere inondata dal mare. L’Oceano azzurro, appunto.
Il Napoli, questo Napoli, mi riconcilia. E’come se questa passione finalmente abbia di nuovo avuto ragione. Gli interessi, i contratti, gli sponsor, le prove tv e le intercettazioni telefoniche, costantemente minano questo sport della credibilità e spesso, del vero e proprio senso. In giornate come quella di ieri, invece, le carte sporche e i veli del sospetto si disciolgono e lasciano per un paio d’ore il palcoscenico alle emozioni. Quelle pure, grezze, vere. Ho difficoltà a spiegare, ma le immagini dello stadio ricoperto per tre quarti da bandiere, striscioni e palloncini azzurri e i cori che accoppavano qualsiasi altro suono, mi ha fatto tornare indietro di 20 anni e quelle sensazioni,di sicuro, saranno ricordate a lungo. Anche fino al prossimo titolo della Giuve.
E’impossibile descrivere ciò che ho provato, dicevo. L’attesa spasmodica in settimana aveva ingigantito l’ansia e questa, una volta sfogata, prima, durante e dopo la partita, ha creato un dolce subbuglio dentro di me indecifrabile. E allora, per evitare, che questo si tramuti in un foglio da libro cuore o un attestato d’amore incomprensibile che rasenti il patetico, mi affido alle citazioni della mia banda e il meraviglioso mondo partenopeo circostante. Tralascio le bestemmie del Giuffrè e mie, riguardo il pasto consumato presso un camioncino a pochi metri dallo stadio. Panino con hamburger in cui non si distinguevano i sapori e una birra che di birra aveva solo il colore, non meritano ulteriori commenti. Commento che invece ottiene la lunghissima fila fuori i distinti, da cui fuoriusciva uno sbiadito rosso-blu solo ogni 50 metri e più. Catapo, sbalordito da quella fiumana ha detto: “E’ impressionante. Questo esodo è già una vittoria. Pensaci un attimo a Lucca quando eravamo io e te”.
Siamo entrati nel settore ospiti, un’ora e mezza prima dell’incontro. Dopo aver vivisezionato tutta la curva, il Giuffrè ha individuato i posti migliori. Ho capito il motivo solo quando mi ci sono seduto.I due signori dietro di noi, immersi nelle loro letture sportive, costituivano un ombrellone perfetto. Uno somigliava a Bud Spencer e l’altro a Galeazzi. Il sole alle nostre spalle è stato meno assassino, ma il caldo non ha avuto pietà. Tant’è vero che ho pensato a Carlo Cafiero quando il giorno prima mi ha detto: “portati il costume”. Ma anche il secchiello e la paletta, avrei aggiunto. Meraviglioso il Catapo, ieri in gran forma. Nel giocoso e divertente siparietto che s’è venuto a creare con il simpatico Germano(di un Posto al Sole), ad un certo punto gli ha piazzato la macchina fotografica in mano e gli ha chiesto uno scatto. Contento l’attore ha risposto che finalmente poteva essere lui il fotografo e non il contrario. E il Catapo, strepitoso, gli ha subito proposto ridendo: “visto che ci tieni tanto, dopo ti firmo anche un autografo(?!). Il Taca, invece, è stato un po’ più sulle sue, ma nelle poche occasioni in cui si è espresso, ha subito sbaragliato la concorrenza: “Ma lo stadio si chiama Dall’Ara, per via di Tony Dallara?” e poi, durante la partita: “albitro, ammonilo, ammonilo!”. Eccezionale. Zio Gerry, che invece è stato costretto a malincuore ad assistere la partita in tribuna nei pressi della famiglia Cavani, all’uscita mi ha confidato: “Ora sarà chiaro a tutti, chi è l’unico insostituibile della squadra(Pocho n.d.r)”.
Della partita è stato detto di tutto. Ho apprezzato molto Ruiz, di cui non si può che prevedere un roseo futuro; Yebda, che secondo me, ha giocato la migliore partita da quando è in azzurro; e Mascara, che in queste ultime due gare, si è ritagliato uno spazio importantissimo e sta ripagando alla grande. Ma la squadra, in toto, ha giocato come doveva e come sapeva. E riuscire a vincere, giocando bene, senza il Matador, uomo di punta, non può che farmi continuare a sperare e sognare.
Al termine, però, completamente inondato dall’oceano di cui sopra e dalla tempesta emozionale di cui sopra, un barlume di lucidità, l’ho avuto. Gli azzurri, a fine gara, sono venuti sotto la curva. Felici, abbracciati e soddisfatti . Ma non ho notato scene euforiche da appagamento , il che, dalle nostre parti, rappresentano un evento. Mi hanno dato l’idea che festeggiare una battaglia per loro sia sacrosanto, ma la concentrazione e l’equilibrio non devono mai essere persi di vista. C’è una guerra (sportiva) da combattere, eh. Tutto ciò mi ha rincuorato e un po’ li ho invidiati: l’equilibrio io l’ho perso ormai da una settimana abbandonante. E su questo tema, faccio intervenire il Minao che abbracciandomi in quel momento m’ha detto: “io ci credo, loro di più e tu?”. E io? E io, se li vedo così, come faccio a non crederci. E il Giuffrè: “ho capito, ma il Milan su sei partite, due non deve vincerle, quali?”. Eh, quali? E chi sa rispondere?
Unica nota stonata della favolosa trasferta bolognese: si è scaricato il cellulare. Per cui saluto qui, oltre la mia immensa banda, anche chi non sono riuscito ad incontrare: il Vate e Francesco Grande in primis. Il Gallo e Roberto Napoli che ho intravisto tra primo e secondo tempo. Gabriella e Marco Florio e i ragazzi del mitico Club Napoli di Piano di Sorrento. E chiudo ringraziando il simpaticissimo Germano autore di questa foto e il messaggio che ho potuto leggere solo stamattina di Carlo Cafiero: “cantare “siete ospiti” al Dall’Ara non ha prezzo”. Il sogno continua.

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca.

15-05

Napoli – Lazio 4-3

Posted by lapo2001 on apr 4th, 2011

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XXXI Giornata
Napoli – Lazio 4-3 (Dossena, Cavani 3; Mauri, Dias, Aronica aut.)

Sabato scorso ho visto l’intervista televisiva a Cavani su Sky ne “I Signori del calcio”. Nelle battute finali, inevitabile è stato il paragone da parte del cronista agli anni d’oro e all’accostamento a Lui. Il Matador con l’umiltà del piccolo grande uomo ha sorriso divertito e non ha abboccato ad un confronto che oggi non può appartenergli. Ha evidenziato l’inarrivabilità ma, allo stesso tempo, si è augurato di lasciare un grande ricordo, un segno, un sogno e qualcosa d’importante alla città e ai tifosi, così come furono capaci i nostri indimenticabili campioni più di vent’anni fa.
Ha parlato di qualcosa d’importante. Ha parlato pacato e tranquillo. Ha parlato di ricordi. Io non so precisamente di cosa stesse parlando e faccio finta di non volerlo sapere. Mi vengono in mente una ad una, a partire dalla doppietta di Elfsborg, le 32 gemme che ci ha regalato nella stagione. Ed alcune delle quali, nel ricordarle, mi rievocano le stesse emozioni di quando le ho vissute. Penso alle mirabilie vissute dietro la porta di Antonioli a Cesena, al silenzio incredulo dopo la pennellata di Utrecht, alle lacrime, inginocchiato davanti alla tv, dopo il prodigio dell’ultimo secondo contro il Lecce o alla pancia piena, ma mai sazio, dopo il tuffo elegante che sanciva la prima tripletta in campionato e un 3 a 0 netto alla Vecchia umiliata. Mi vengono in mente velocemente gol ed emozioni, immagini e ricordi. Se poi, al momento dell’intervista, si è riferito a qualcosa di simile alla partita di ieri, allora ha di gran lunga superato il suo intento e le mie aspettative. Pur non essendo una finale o una gara che assegnava un titolo, per me, ha già raggiunto l’immortalità. La quarta tripletta stagionale(e quarto pallone portato a casa) lo insigna di diritto in cima alla storia dei bomber azzurri di tutti i tempi e soprattutto ha inciso nella mia memoria un marchio indelebile rappresentato da un 4 a 3 che per essere raccontato ci vorrebbero 20 articoli o 20 giornali. L’incornata sottomisura, il rigore e la palombella capolavoro fotocopia della rete col Cagliari, oltre la fattura, sono i gol che rappresentano un miracolo emotivo che questa incredibile squadra ancora non ci aveva fatto assaporare: la doppia rimonta, realizzata molto probabilmente, nella partita più importante degli ultimi quattro lustri. Io sinceramente, nonostante ci abbiano abituato a remuntade impossibili, tabù atavici abbattuti, e successi agguantati al cardiopalmo, una partita con emozioni così altalenanti, con il cuore che ha rimbalzato impazzito dalle cazette alla gola sino ad esplodere di gioia, non la ricordo. Se penso alle gloriose giornate del passato, mi viene in mente uno 0-2 divenuto 3-2 contro la Fiorentina di un super Baggio, ma non era la partita dell’anno e, pur vivendo una simile agonia tramutatasi in felicità, non ebbe lo stesso assurdo iter emozionale. Qui parliamo di qualcosa che va oltre l’immaginabile. Parliamo di morti seppelliti che resuscitano. Di invincibili Highlanders.

Caro Matador, i ricordi e le sensazioni che ci regalarono i grandi del passato hanno fatto la storia e resteranno appesi in eterno alla nostra piccola, ma leggendaria bacheca, ma ti garantisco che questo 4-3 e i tuoi gol, hanno già una pagina nel libro di storia di questo glorioso club a prescindere dal segno, dal sogno e dal “qualcosa di importante”. Poi, potrebbe colorarsi e diventare un capitolo, un libro o uno spettacolo teatrale se il tuo desiderio verso la città e noi tifosi si compia per intero. Ma ti ripeto, non so di cosa tu stessi parlando e ti ripeto, faccio finta di non volerlo sapere. Sei immenso.

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca.

15-05

Napoli – Cagliari 2-1

Posted by lapo2001 on mar 21st, 2011

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XXX Giornata
Napoli – Cagliari 2-1 (Cavani su rig., Cavani; Acquafresca)

Lo so. Io e te in questi lunghi mesi ci siamo scontrati e scornati praticamente su tutto. A partire dal mercato estivo, sui paroloni del presidente e sul traditore di Elfsborg fino ad arrivare al provincialismo dello zio Walter e alle questioni di etica e di importanza del Pocho per questa squadra. Lo so, probabilmente non ci siamo nemmeno troppo simpatici. Ogni argomento l’abbiamo osservato e giudicato sempre da posizioni opposte. Ci siamo punzecchiati, scontrati e colpiti costantemente. Lo so. Però ora calma. Ora guardiamoci negli occhi senza parlare e pensiamo insieme: mentre noi ci aggrovigliavamo nei nostri pensieri e ci incazzavamo per le nostre idee contrastanti, questa squadra ha superato le difficoltà iniziali e ha iniziato a correre e a giocare sul serio a calcio. E sempre mentre noi ci alteravamo, beccandoci anche qualche censura o addirittura una querela, sempre questi ragazzi, se ne sono fregati di noi e delle nostre critiche e oltre a giocare hanno cominciato anche a vincere. Poi, qualche presumibile battuta d’arresto generale con umani cali dei singoli e di nuovo a macinare vittorie su vittorie e ancora una volta a respirare quell’aria fresca e pura che si propaga oltre le nuvole, oltre l’inimmaginabile. Lassù ove il ciuccio osa e vola. Diciottesima vittoria, un altro tabu infranto, De Sanctis che batte il record di Castellini, Cavani eguaglia Vojak e la squadra raggiunge 59 punti. Praticamente gli stessi totali della passata stagione. Il tutto, rischiando uno strabismo acuto nel guardare con un occhio chi ci è sotto e con l’altro chi ci e sopra che si avvicina magicamente giornata dopo giornata. Sì, questa squadra ci ha sempre creduto nel sogno e, oggi più che mai, dobbiamo stringerci e difenderla. Tutti. Sì, anche io e te. Anche noi che abbiamo maledetto Zuniga come trequartista e Sosa per la sua estenuante lentezza. Anche noi che, tra l’altro, non ci stimiamo affatto.
Mettiti qui vicino a me, incollati al mio braccio e non mollarlo mai. Lega di più, non deve passare uno spiffero, un alito, ti devi attaccare. Dobbiamo essere un muro, un fortino. Ci dobbiamo trasformare in una barriera di 6 milioni di anime, chiudere gli occhi e sempre senza parlare, stringerci e sognare insieme a chi ci ha permesso di nuovo di farlo. Otto finali, due mesi, un desiderio e accada quel che accada. Solo all’ultimo minuto dell’ultima finale poi, ci staccheremo, riapriremo gli occhi e ci renderemo conto se quel sogno si sarà materializzato in qualcosa di reale e magari pluricolorato. Allora che aspetti? Stringi di più. Già immagino le notizie in questi 15 lunghissimi giorni di sosta. In copertina, sul corsera, vedo con la mente la faccia di Mazzarri con un titolone a caratteri cubitali che recita “Inter-Walter: è fatta” con un piacevolissimo pezzo dell’altrettanto simpaticissimo Costa che svela il retroscena dell’accordo per il prossimo anno in seguito ad un incontro segreto notturno tra il nostro amato mister e Titti Moratti. Immagino ancora foto e video inviati da Mediaset come prova di qualche notte brava di Lavezzi e Mazzoni che si è spacciato per De Sanctis nel bel mezzo di un bunga bunga alcoolico tra palleggi e falli di mano. Per non parlare poi, delle polemiche che si vorranno far scatenare per l’improvvisa e misteriosa assenza di Gargano ieri sera al San Paolo. In questi giorni leggeremo la verità: “Mazzarri infuriato ha cacciato Gargano dall’allenamento in seguito ad una punizione dal limite che ha frantumato un finestrino della Bmw dell’allenatore parcheggiata nello spiazzo fuori Castel Volturno. Bigon si sta adoperando per ricucire lo strappo e per cambiare il vetro”. Saranno giorni difficili e destabilizzanti, prepariamoci. E più andremo avanti, più sarà arduo restare con i nervi saldi. Vorranno gravarci di una pressione mostruosa. I media, sui giornali, nel web, non si parlerà d’altro. Per cui, insisto, attaccati di più. Difendiamo fino alla fine la nostra squadra. Difendiamo fino alla fine il nostro sogno. Senza far troppo rumore. Io e te. Noi. Tutti. Unità. Unità. Quella vera.

Per la banda: sta per iniziare il meteo. Mancano Taca e il minao.

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca.

15-05

Napoli – Brescia 0-0

Posted by lapo2001 on mar 7th, 2011

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XXVIII Giornata
Napoli – Brescia 0-0

Le 6 sconfitte precedenti alla nefasta notte di San Siro hanno sempre coinciso con una reazione, a volte veemente , nelle giornate successive. Mai era accaduto in questo campionato di non recuperare i punti persi dopo una batosta. E invece stavolta così è stato. Si è provato a vincerla, sfiorando svariate volte il vantaggio, ma la brillantezza e la lucidità di qualche tempo fa sono ora rinchiuse in qualche cassetto di Castelvolturno a rifiatare. La fotografia del Napoli attuale ritengo sia quella di Cavani. Voglioso di spaccare il mondo, ma stanco e confuso. E aggiungerei nervoso. Prima o poi doveva capitare, seppur proveniente da un altro pianeta. Prima o poi doveva capitare un momento di appannamento generale.
Il pareggio di ieri mi sembra il risultato più giusto. Il Brescia lo ha meritato grazie ad una difesa arcigna e per le occasioni sprecate nel finale di gara. Il Napoli invece è stanco. Già da un po’. Probabilmente ieri, ha anche giocato meglio delle precedenti partite con Milan e Catania, ma la fiacca in alcuni elementi è palese. Stanchezza che poi continua a camminare di pari passo con il calo mentale. Aver fallito la settimana decisiva ha sicuramente lasciato degli strascichi nello spogliatoio e nella testa della squadra e ciò che mi preoccupa maggiormente ora, è il dilagante nervosismo. Comprendo la rabbia per le ingiustizie degli ultimi tempi, ma proprio perché si vive un momento così delicato, trovo autolesionista perdere le staffe e conseguentemente disunirsi e perdere quel poco di lucidità ancora non del tutto annacquata dall’acido lattico. E’successo a San Siro ed è ricapitato ieri. Non appena scocca la scintilla dell’ingiustizia, ecco che divampa il fuoco dell’ira, qualcosa si rompe e la squadra perde il filo e la ragione. In epoca nemmeno troppo lontana questi undici, gli stessi di ieri, avrebbero rotto qualcos’altro. Avrebbero reagito con forza, avrebbero rimontato e vinto la partita al novantatreesimo. Ieri no. Ieri, è bastato un prevedibile “non fischio” e la mente dei calciatori ha seguito il passo un po’ goffo e sgraziato dello zio Walter negli spogliatoi. E lì è rimasta.
In questi momenti di stanchezza ci vorrebbe una mano da lassù o per lo meno da quaggiù che ci aiutasse, ma di santi in paradiso non se ne possiedono come altri. La dea bendata ultimamente è andata in ferie ed ha lasciato la suo velo davanti agli occhi di un ometto con la giacchetta nera(o gialla). Ahinoi. Lo abbiamo ribadito più volte e continuiamo a ripeterlo: a San Siro abbiamo perso e col Brescia abbiamo pareggiato meritatamente in base alle prestazioni, ma questo non vuol dire che non si meriti ciò che è dovuto quando all’interno dell’area di rigore si concretizza un fallo palese anche alle talpe. La Germania ha vinto un mondiale senza tirare in porta(con un rigore assai discutibile),così come altre squadre hanno beneficiato di massime punizioni spesso dubbie in momenti delicatissimi. E un filotto che si ripete comunque nel tempo. Anche la passata stagione, quando era il momento topico, in cui si decideva il futuro, ci si è imbattuti in un’impressionante sfilza di orrori arbitrali(Genoa, Udinese, Roma e Fiorentina), mentre altrove si concedevano rigori con falli quasi a centrocampo. E’la storia di questo gioco. E opporsi, manifestarlo, gridarlo, non è solo del vittimista, ma anche di chi ne ha le damigiane piene. Il parto di Tosel, Rocchi di Arcore e Mazzoleni di Brescia hanno solo scritto pagine già scritte, facendo leva su un pronosticabile calo (o vizio)di forma e la rabbia è più che giustificata. Non vorrei solo che questa poi, ci si rivolti contro come un boomerang. La squadra ha bisogno di serenità e di ritrovarsi, e nel calderone delle polemiche non c’è niente di buono. Per cui, lasciateci sfogare e manifestare il nostro sdegno, ma voi, cari azzurri, chiudete le porte e le finestre, recuperate le forze psicofisiche (sono nell’ultimo cassetto nell’ultimo armadio dello spogliatoio di Castelvolurno) riscattate una nuova e colorata fotografia al Matador e andateci a conquistare quel posto in Champions League. Il nostro sostegno non mancherà. Sono anche sicuro che dalla prossima partita ritornerà, oltre al Pocho, anche il grande pubblico. Chi punta il dito dal divano di casa non può fischiare, perché è il primo ad esser venuto meno al patto. Questa squadra ci ha fatto tornare ad innamorare e nonostante difficoltà di organico, di mangiatoie basse, di stanchezza e di nervosismo, sta disputando un campionato che deve solo renderci orgogliosi. In uno stadio semivuoto è difficile che si segni al novantatreesimo e in fondo, non lo merita nemmeno.

Per la banda. Tutti 10 su 11. Anche Taca.

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca

Milan – Napoli 3-0

Posted by lapo2001 on mar 1st, 2011

XXVII Giornata
Milan – Napoli 3-0 (Ibra su rig., Boateng, Pato)

Ho evitato accuratamente di leggere articoli, commenti e pensieri su giornali, blog e siti stamattina. So che è in corso un nuovo(vecchio) processo ed io proprio non lo reggo. Ci sarebbero tante critiche da fare riguardo la bruttissima partita di ieri. A partire dalla formazione scesa in campo, dall’approccio, dalla mentalità, dall’inconsistenza, dal non-gioco e dallo scioglimento totale dopo lo svantaggio. Se poi, invece, si vuole equiparare il disastro di San Siro all’intera stagione, io proprio non ci sto. De Laurentiis non ha tirato fuori i soldi, Mazzarri è un incompetente, il modulo è sbagliato, i giocatori non sono all’altezza, ed ecco che in un battibaleno si concretizza un processo distruttivo che per me non ha ragione di esistere. Siamo terzi, in piena zona Champions, e abbiamo accarezzato un sogno che fino all’altroieri era impensabile anche per i più ottimisti. Il tutto strameritatamente, senza aiuti o manine sottobanco. Ed è questa, a mio parere, l’unica cosa che conta.

Dopo la partita di ieri, mi preme però, fare delle considerazioni.
I tre tenori sono indispensabili e insostituibili, specie contro squadre più forti della nostra, ma una volta per tutte, io ribadisco un vecchio concetto. Senza il Pocho siamo senza anima. Avremmo perso lo stesso, per carità. Probabilmente si sarebbe mangiato due o tre gol e avrebbe sbagliato un paio di punizioni e un rigore, ma per lo meno, avremmo visto qualche ripartenza e di sicuro, Thiago Silva e Nesta, alla fine la maglietta l’avrebbero sudata. Senza Lavezzi abbiamo vinto in passato, certo, ma come? Escluso col Palermo(partita in cui si infortunò), a livello di gioco, non abbiamo mai fornito una prestazione eccelsa. Il più delle volte, ci siamo aggrappati a qualche giocata da fantascienza di Cavani(come con il Lecce o la Steaua)o ad una difesa ad oltranza per proteggere il vantaggio(come con il Genoa o il Catania). Ma in realtà, è innegabile che di Lavezzi non se ne possa fare a meno mai. Con l’Inter(che non è il mediocre Milan), giocammo una partita priva di personalità e mordente come ieri, ma per lo meno, un paio di volte ci affacciammo dalle parti di Julio Cesar. Sta di fatto che tutto si può imputare al Pocho, meno il coraggio. Ed è da quello che si giudica un giocatore. E ieri, così come col Chievo, è mancato più di ogni altra cosa. Ancora una volta a Milano. O l’erba di San Siro conterrà qualche soluzione soporifera che annebbia le meningi dei nostri ragazzi?
In secondo luogo, voglio sottolineare la tempestività con la quale il signor Rocchi abbia concesso quel rigore. Appellarsi al penalty per la sconfitta è una tesi che non regge, perché dopo quell’errore madornale dell’arbitro, la squadra si è dissolta senza un briciolo di reazione. Ma diciamocela tutta, prima di quell’episodio, il Milan non aveva mai creato grandi pericoli e visto che Cannavaro e Co., stavano reggendo alla grande contro i plurititolati avversari, solo un loro colpo di genio o un nostro errore avrebbero potuto schiodare il risultato. E invece… e invece il novello Rosetti, dopo aver giustamente salvaguardato il big-match, non espellendo il gomito di Pato, ha pensato bene di fregarsene quando c’è stato da giudicare un’azione confusa, in cui il fallo di Ibra su Cannavaro è sembrato evidente anche a Tosel, e con solerzia e tempismo ha potuto finalmente togliersi un peso dallo stomaco. Non lo accetto il discorso del “vittimista”, ma il giorno in cui, contro qualsiasi squadra(e quindi non parlo solo del Napoli), un calciatore del Milan o dell’Inter venga estromesso dalla partita più importante dell’anno nel primo tempo per un doppio fallo di mano o venga decretato contro un rigore del genere, io chiederò scusa a tutti, anche a Byron Moreno, a Rizzoli, Rocchi, a Tosel e Palazzi. Ma so che questo non accadrà mai. Perché è così che va da sempre. Non ho avuto il coraggio di leggere la Gazzetta stamattina, ma sono sicuro che si sarà parlato di un Milan schiacciasassi e che il voto e la prestazione del signore in tenuta gialla sarà stato positivo. Se fosse accaduto il contrario, se ne sarebbe parlato per almeno 2 anni.
Infine, e non per importanza, voglio fare un elogio a tutti i sostenitori del Napoli che ieri hanno assistito al match. Straordinari. In tutti i settori dello stadio e nel nostro (eravamo più di 5000) non si è mai smesso di incitare la squadra e alla fine si è comunque applaudito i nostri ragazzi. Non dimenticando di essere sempre la terza forza del campionato. Spero che anche domenica ci sia la stessa bella e coinvolgente atmosfera di ieri al Meazza. Non quella sul terreno di gioco. E’ovvio. Domenica c’è il Brescia, ancora senza il Pocho. C’è da reagire subito, non bisogna mollare, a partire da noi tifosi, perché ora comincia il nostro vero campionato. Perché ora è chiaro finalmente quale sia il nostro obiettivo. Ora c’è solo da restare uniti, altro che processi…

Per la banda. Tutti 10 su 11. Solo il Catapo ha totalizzato 11. Chissà perchè…

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca.

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