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Cavani | Salviamo Peter Pan

Napoli – Villarreal 2-0

Posted by lapo2001 on set 28th, 2011

champions

II Giornata Girone A Champions League
Napoli – Villarreal 2-0 (Hamsik, Cavani su rig.)

L 22. Fuoco. H 17. Colpito. C 7. Colpito ed affondato.
Sono bastati tre minuti e il trio delle meraviglie con due siluri ben assestati ha sommerso il temuto sottomarino giallo inabissandolo sul fondo della classifica a zero punti. Trenta minuti di autentico spettacolo. E in questa mezz’ora sono comprese anche la cornice di pubblico, l’entrata in campo dei nostri beniamini e la famigerata musichetta Champions tanto agognata che già avevo avuto la fortuna di ascoltare in quel di Manchester, ma che mai avevamo potuto sentire nel nostro tempio. L’emozione è stata fortissima. E nell’abbracciarci con gli amici della banda, la stessa di quel famoso Napoli-Cittadella, a qualcuno sono venuti gli occhi lucidi e a San Paolo, come a me, i brividi hanno fatto rizzare tutti i peli delle braccia. Dopo il fischio d’inizio, ritardato per un’improvvisa e coreografica nebbia, si è scatenata l’indemoniata compagnia dello zio Walter. Trenta minuti di fuoco, due gol di vantaggio e poi, amministrazione della partita come le grandi squadre sanno fare. Dopo le ultime uscite poco felici, il Napoli ha dato tutto in quella che è stata la notte delle stelle e si è aggiudicato l’incontro con una prestazione collettiva eccezionale. Stavolta non ci sono state invenzioni, turn-over o formule chimiche strampalate. La squadra ha giocato talmente bene che mi è sembrato difficile trovare il migliore in campo. Campagnaro ed Aronica superlativi, hanno spaccato l’atomo, non sbagliando un solo intervento. Cannavaro, a cui è toccato lo scomodo Rossi, ha sofferto ma ha retto da grande capitano qual è. De Sanctis, inoperoso, si è dovuto limitare ad un paio di uscite alte e ai rinvii da fondo campo. Zuniga e Dossena, sugli esterni, non hanno mai mollato di un centimetro, correndo su e giù per la fascia senza mai risparmiarsi. Inler, con la collaborazione di un centrocampo che poco ha pressato, è stato, non solo un faro, ma un autentico leone senza maschera, nei momenti in cui bisognava reggere l’urto degli spagnoli. Gargano, che qualcuno voleva cestinare, mi è sembrato il diavolo della Tasmania. Un moto (o mota) perpetuo a cui è stato conferito il dono dell’ubiquità. Lavezzi, il solito instancabile trascinatore, che ha coronato la sua super prestazione globale anche con un assist e un rigore procurato (nell’occasione ha bruciato il difensore giallo con una progressione degna del miglior neutrino). Hamsik, che oltre al gol rompi equilibri, ha messo a disposizione dei compagni la sua classe, facendo dimenticare la pessima apparizione di sabato scorso, con precisi ed efficaci passaggi. Cavani, che ha realizzato il rigore, si è praticamente venduto l’anima, correndo in lungo e in largo per tutto il perimetro di gioco, pagando per uno sfortunato controllo un infortunio che qui tutti ci auguriamo sia meno grave di quel che è parso. E infine, Pandev, Mascara e Santana che sono entrati con le bombole d’ossigeno per far rifiatare i tre tenori e far respirare, con punizioni spezza ritmo subite, l’intera squadra che ormai non aveva più. Non so decidermi, chi è stato il migliore?
Vittoria stameritata che può dare solo fiducia a tutto l’ambiente. Anche perché ora, nel girone dell’inferno, basterebbero le due vittorie in casa per rivederci matematicamente a Marzo. Bello a dirsi, difficile a farsi. Ma con un Napoli così, tutto è possibile.
Difatti, se si riuscisse a giocare sempre così, non ce ne sarebbe per nessuno. Mi auguro invece che in futuro si riesca a vincere anche con un golletto e che non si debba sempre dare il 200%. Aronica probabilmente si è stirato, Cavani ha una caviglia come un cocomero, Gargano ha consumato 5 dei suoi 7 polmoni e tutti gli altri li ho visti stremati e senza energie alla fischio finale. E sabato c’è un’altra sfida al cardiopalmo che non si può e non si deve fallire contro il caro, carissimo Ranieri. Speriamo di invertire la tendenza degli ultimi anni e presentarci a San Siro anche con i lividi e i cerotti, ma con la stessa determinazione e grinta ammirata ieri. Magari basterà anche solo un autogol di Samuel o meglio ancora un tiro deviato dell’ex di turno. La battaglia navale in campionato è appena iniziata. P 29.
Grazie ragazzi. 21 anni fa, i pali di Baroni ed Incocciati e quei rigori infami sono oramai un ricordo meno amaro.

Una domanda, ma la fiction trasmessa ieri in tv com’è finita?
Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca.

Napoli – Lazio 4-3

Posted by lapo2001 on apr 4th, 2011

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XXXI Giornata
Napoli – Lazio 4-3 (Dossena, Cavani 3; Mauri, Dias, Aronica aut.)

Sabato scorso ho visto l’intervista televisiva a Cavani su Sky ne “I Signori del calcio”. Nelle battute finali, inevitabile è stato il paragone da parte del cronista agli anni d’oro e all’accostamento a Lui. Il Matador con l’umiltà del piccolo grande uomo ha sorriso divertito e non ha abboccato ad un confronto che oggi non può appartenergli. Ha evidenziato l’inarrivabilità ma, allo stesso tempo, si è augurato di lasciare un grande ricordo, un segno, un sogno e qualcosa d’importante alla città e ai tifosi, così come furono capaci i nostri indimenticabili campioni più di vent’anni fa.
Ha parlato di qualcosa d’importante. Ha parlato pacato e tranquillo. Ha parlato di ricordi. Io non so precisamente di cosa stesse parlando e faccio finta di non volerlo sapere. Mi vengono in mente una ad una, a partire dalla doppietta di Elfsborg, le 32 gemme che ci ha regalato nella stagione. Ed alcune delle quali, nel ricordarle, mi rievocano le stesse emozioni di quando le ho vissute. Penso alle mirabilie vissute dietro la porta di Antonioli a Cesena, al silenzio incredulo dopo la pennellata di Utrecht, alle lacrime, inginocchiato davanti alla tv, dopo il prodigio dell’ultimo secondo contro il Lecce o alla pancia piena, ma mai sazio, dopo il tuffo elegante che sanciva la prima tripletta in campionato e un 3 a 0 netto alla Vecchia umiliata. Mi vengono in mente velocemente gol ed emozioni, immagini e ricordi. Se poi, al momento dell’intervista, si è riferito a qualcosa di simile alla partita di ieri, allora ha di gran lunga superato il suo intento e le mie aspettative. Pur non essendo una finale o una gara che assegnava un titolo, per me, ha già raggiunto l’immortalità. La quarta tripletta stagionale(e quarto pallone portato a casa) lo insigna di diritto in cima alla storia dei bomber azzurri di tutti i tempi e soprattutto ha inciso nella mia memoria un marchio indelebile rappresentato da un 4 a 3 che per essere raccontato ci vorrebbero 20 articoli o 20 giornali. L’incornata sottomisura, il rigore e la palombella capolavoro fotocopia della rete col Cagliari, oltre la fattura, sono i gol che rappresentano un miracolo emotivo che questa incredibile squadra ancora non ci aveva fatto assaporare: la doppia rimonta, realizzata molto probabilmente, nella partita più importante degli ultimi quattro lustri. Io sinceramente, nonostante ci abbiano abituato a remuntade impossibili, tabù atavici abbattuti, e successi agguantati al cardiopalmo, una partita con emozioni così altalenanti, con il cuore che ha rimbalzato impazzito dalle cazette alla gola sino ad esplodere di gioia, non la ricordo. Se penso alle gloriose giornate del passato, mi viene in mente uno 0-2 divenuto 3-2 contro la Fiorentina di un super Baggio, ma non era la partita dell’anno e, pur vivendo una simile agonia tramutatasi in felicità, non ebbe lo stesso assurdo iter emozionale. Qui parliamo di qualcosa che va oltre l’immaginabile. Parliamo di morti seppelliti che resuscitano. Di invincibili Highlanders.

Caro Matador, i ricordi e le sensazioni che ci regalarono i grandi del passato hanno fatto la storia e resteranno appesi in eterno alla nostra piccola, ma leggendaria bacheca, ma ti garantisco che questo 4-3 e i tuoi gol, hanno già una pagina nel libro di storia di questo glorioso club a prescindere dal segno, dal sogno e dal “qualcosa di importante”. Poi, potrebbe colorarsi e diventare un capitolo, un libro o uno spettacolo teatrale se il tuo desiderio verso la città e noi tifosi si compia per intero. Ma ti ripeto, non so di cosa tu stessi parlando e ti ripeto, faccio finta di non volerlo sapere. Sei immenso.

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca.

15-05

Napoli – Sampdoria 4-0

Posted by lapo2001 on gen 31st, 2011

I Tre Tenori

XXII Giornata
Napoli – Sampdoria 4-0 (Cavani 3, Hamsik)

Pacato e tranquillo l’inizio di gara mentre la pioggia continuava a scendere. Fraseggio della Samp a centrocampo con qualche buona sortita offensiva, un paio di calci d’angolo e tutto sembrava che si stesse incanalando verso una soporifera partita con ritmi afflosciati come quelli riscontrati contro la Fiorentina. I nostri infatti, apparivano un po’ contratti ed in difficoltà nel fango e nelle pozzanghere del San Paolo. Poi, dopo quindici minuti è riapparso il sole, i muscoli si scioglievano e quella eccessiva tranquillità si è compreso che poteva definirsi solo calma apparente. La quiete prima della tempesta. Un paio di mareggiate di avvertimento, soprattutto sul lato destro con le scorribande di Camillone assai in palla e poco dopo, un’improvvisa onda anomala si abbatteva sul già incerottato team blucerchiato, devastandolo. Un’onda che in poco tempo si trasformava in un vero e proprio tsunami. Ormai il Napoli mi aveva abituato a soffrire fino all’ultimo istante e anche ieri ero pronto con santini ed amuleti a farmi prosciugare la voce e farmi sfinire oltre il novantesimo. Invece, con sempre più meraviglia, dopo 45 minuti, la partita era già finita. Lo schiacciasassi azzurro ha letteralmente spazzato via l’avversario, affondandolo e trascinandolo negli abissi di una terrificante sconfitta. Il Napoli di ieri è stato perfetto in ogni suo reparto. Per la maggior parte del tempo mi ha dato l’impressione di essere robotico, matematico, come una slot machine sempre con il tris inanellato a sputar gettoni. E che tris! Il tris delle meraviglie.
Tutta la squadra, giornata dopo giornata, sta dimostrando una solidità collettiva sempre più impressionante, anche i famigerati non titolarissimi, molto criticati in passato. Nelle ultime 10 gare, abbiamo subito goals solo al Meazza contro l’Inter, non ne prendiamo al San Paolo da novembre ed ora siamo secondi non solo nella classifica generale, ma anche come miglior difesa e come miglior attacco(insieme ad altre 4 squadre). Ma un elogio, un’ammissione e un applauso particolare ai tre-tre, che ieri al massimo della forma ci hanno fatto letteralmente impazzire e divertire, mi sembra doveroso.
Il Pocho, che per me resta l’anima di questa squadra, ha reagito alla grande dopo la delusione di Coppa, fornendo una prestazione infaticabile ed inesauribile, dispensando novalgine e cartellini gialli a tutta la retroguardia doriana. Cavani, a cui sono stati affibbiati soprannomi di ogni tipo e tutti gli aggettivi positivi del vocabolario, oggi, dopo la terza tripletta della stagione e dopo essersi impossessato dello scettro di bomber della serie A (17 reti in 22 partite, Careca si fermò massimo a 19), lo definirei l’Eddie Mercx, il cannibale del gol (l’avete visto come s’è fiondato sul pallone prima di calciare il rigore?quella è fame). E infine, Maestro Marek. Volevo già farlo immediatamente dopo la lenta gara pareggiata contro i viola in cui lo slovacco era assente, ma ho atteso una prestazione degna del suo talento prima di scusarmi: mi genufletto e gli chiedo venia se a volte l’ho ritenuto abulico e senza attributi. Gli chiedo scusa perché, a prescindere dalle mirabile sciorinate ieri al San Paolo, mi sono reso conto che sempre si può vincere con questa squadra, ma che senza di lui, il gioco e le geometrie subiscono un regresso innegabile. Piano, piano è entrato nei meccanismi di questo nuovo ruolo a cui non era abituato. In alcune partite l’ho ritenuto irritante e con poca personalità, ma alla fine invece, ho capito che quei tocchetti e quei retropassaggi infiniti sono fondamentali per l’economia del nostro gioco poichè ricuciono centrocampo ed attacco. E la sua grande capacità di smarcarsi e di liberarsi del pallone in tutte le situazioni nella maniera più giusta e semplice, è disarmante per gli avversari e per noi che lo ammiriamo. Che classe. Ad un certo punto, ieri, dopo l’ennesimo elegante ed intelligente cambio di gioco, poteva anche piazzare un cartello in mezzo al campo con scritto “Tutti a scuola-calcio da Maestro Marek” e insegnare come ci si muove in campo e come si calcia il pallone. Marek, scusa se ho dubitato di te. Sei immenso. Quando ci sei, tutti giocano meglio. Quando non ci sei, si nota e non si vince.
Sì, sì, con i nostri tre colonelli-tenori in questo stato di grazia, veramente c’è poco da fare per chiunque e secondo me, quella di ieri per loro è stata la miglior partita a livello d’intesa. Difatti, i quattro episodi vincenti, tra assist e goals hanno tutti il loro marchio di fabbrica, senza contare la marea di giocate che ci hanno fatto spellare le mani. Grazie, grazie, grazie. Con voi, il resto della ciurma e l’ammiraglio Walter al timone, la nostra nave azzurra può affrontare qualsiasi avversità e qualsiasi tipo di mare. Avanti così, senza pensare. Nulla può far paura. E’tutto vero. Nessun dorma.

Per la banda. Formazione scesa in campo:
de sanctis, Campagnaro, Cannavaro, Santacroce, Dossena, Gargano, Yebda, Zuniga, Hamsik, Lavezzi, Cavani.

Lapo: 9 su 11.
Catapo: 8 su 11.
Dgiuffre: 8 su 11.
Taca(ultimo): 9 su 11.

Non dimenticatevi mai di Pasqualino Foggia.

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca.

Napoli – Giuve 3-0

Posted by lapo2001 on gen 10th, 2011

CAVAMOS!

XIX Giornata
Napoli – Giuve 3-0 (Cavalieno 3)

Dormite tranquilli, non è successo niente. Una bella camomilla calda, una tachipirina e passa tutto, eh.

E’sempre più difficile commentare questo Napoli. Mi mancano le parole e ordinare i pensieri, dopo aver ammirato i tre i bignè del matador alla Vecchia e una prestazione che nemmeno i più ottimisti avevano potuto pronosticare, mi sembra impossibile.
Di cosa vogliamo parlare? Di tattica? Di moduli, di mercato, di episodi, di sostituzioni? Quale filosofia, quale teoria potrebbe mai reggere di fronte all’irrealtà di un risultato così? Si diceva che la fortuna della ReggiNapoli sarebbe finita prima o poi, no? Si diceva: mica si possono vincere tutte le partite sul filo di lana, mica l’Alieno sceso in terra ci può togliere ogni volta le castagne dal fuoco, mica il provincialissimo Mazzarri potrà sempre fare affidamento al suo provincialissimo sedere. Mica… Prima si vinceva con le grandi e la critica andava giù pesante perché si boccheggiava con le piccole, poi, si è iniziato a vincere con le piccole, ma in casa, senza i piedi buoni, non si poteva arrivare da nessuna parte. Poi, abbiamo iniziato a vincere tutte le partite al San Paolo, però, sempre con la fortuna di ottenere il risultato al novantetreesimo, poi e poi e poi… e mo? E mo, cosa? Si dirà che la Giuve era ai piedi di Pilato, che giocava con due comò lì davanti e che c’era emergenza a causa delle assenze? Si dirà, in perfetto stile Giuve, che la manata di Toni in faccia a De Sanctis è stata una semplice carezza affettuosa e che sarebbe cambiato tutto se l’arbitro avesse avuto una benda agli occhi o che l’uomo Qualunque l’avrebbe risolta con una fantagol da centrocampo? ci si appenderà ancora a specchi scivolosissimi? ma onestamente, cosa mai dovremo raccontarci? Anche un esperto di cricket o di curling ieri, avrà capito che è stata una vittoria senza se e senza ma. Il terrore che si era propagato in questi giorni, al seguito della gara non disputa a San Siro, si è completamente dissolto in poco più di una mezz’oretta. Il tempo di vedere due incornate maestose del nostro meraviglioso Cavani e buonanotte e tanti cari incubi alla Vecchia Signora. Dopo il terzo gol(quello in cui l’Alieno si è trasformato in un tappeto magico, per intenderci), una nuvola sinistra si è estesa su tutto il campo di gioco impedendo la visuale ai più. Qualcuno ha pensato che provenisse dai bengala in curva B, mentre invece la puzza di bruciato e il fumo ha preso vita dalla panchina di Del Neri, dal settore ospiti che si è inspiegabilmente svuotato e dai tanti infiltrati gobbetti che sono fuggiti e saranno arrivati a casa, nel proprio lettuccio, prima del triplice fischio finale. Me l’immagino. A quest’ora staranno ancora dormendo, sperando che tutto ciò che hanno vissuto ieri sera, sia solo frutto dell’immaginazione, uno stupido ed impossibile incubo. Mi raccomando, non vi svegliate. Non svegliatevi più. E se proprio non potete, non leggete giornali, non accendete televisioni e soprattutto non venite qui sul web. Tappatevi in casa tranquilli e non ci pensate più. Poi passa. Pensate invece a quale tribunale affidarvi per recuperare qualche scudettino e magari un po’ di dignità. Non è successo niente, dai. E’ cosa ‘e poco.
Vi giuro che mi sto impegnando per restare con i piedi per terra e la mia mentalità provinciale sta facendo a cazzotti con la ragione, ma ora, come si fa? Ma che è successo? Da notizie di corridoio ho sentito che Traorè e Grygera non andranno agli allenamenti questa settimana per aver accusato infortuni sul lavoro. Pare che due treni AV(Maggio-Dossena) li abbiano più volte investiti in pieno. Ho sentito che Toni (uno dei comò del Lingotto) invece di chiedere la maglia a Grava a fine partita, abbia chiesto il pallone, almeno per capirne la forma e che Amauri (l’altro comò) abbia chiesto l’antidoping a De Sanctis perché giura di avergli visto otto mani. E’trapelato anche che i nazionali Aquilani e Marchisio per la lezione subita, abbiano preteso ripetizioni serali da Gargano e Pazienza e sembra che Storari, Chiellini e Bonucci si siano costituiti parte lesa, anticipando uno sciopero nel caso Cavani dovesse tornare a terrorizzarli nelle loro tranquille notti. L’unico a salvarsi, per modo di dire, è stato il biondo serbo che corre come Nippo Nappi, anche se stavolta, il tuffo buono non gli è riuscito. Sarà per la prossima volta.
Una team che lotta per il titolo, dopo averne prese quattro in casa dal Parma, non poteva fallire di nuovo il colpo e da grande squadra qual è, memore delle passate stagioni, stavolta, ha portato il pallottoliere per non perdere il conto. Mi sembra la vera mossa tecnica azzeccata da Del Neri, oltre quella di tenere in panca il buon Alex, eh. Complimenti.

Quando sarò più lucido e calmo, vorrei capire però. Ho crisi d’identità latenti, ho problemi nel comprendere cosa realmente siamo. Dopo questa dirompente vittoria io ancora non l’ho capito. Dove possiamo arrivare? E’finito il girone d’andata ed è passata la doppia super-sfida. A detta di tutti, questa doveva essere la partita verità. Ma tra un po’, quando sarà passata la sbornia, mi chiederò, qual è sta verità? Li abbiamo presi a pallonate. Siamo o non siamo da Champions? O semplicemente la Giuvetta è solo una squadra materasso?
Chi siamo? Quanti ne siamo? Cosa portiamo? Oggi, a 36 punti, secondi in classifica, qual è il nostro reale obiettivo?

Non lo so, godo, infinitamente godo. Ne parliamo tra qualche giorno, è meglio. Intanto Cavamos!

Prandè, prendi una camomilla anche tu e scetati. Uno con gli attributi di Grava esiste in nazionale?

Alla banda. Formazione scesa in campo: De Sanctis, Campagnaro, Cannavaro, Grava, Dossena, Gargano, Pazienza, Maggio, Hamsik, Lavezzi, l’Alieno.

Dgiuffre: 11 su 11.
Lapo: 10 su 11.
Catapo: 10 su 11.
Taca(ultimo): 10 su 11.

Taca, ma sta regola personale di non venire al San Paolo, sei sicuro che abbia successo solo contro la Giuve?!

Forza Napoli Sempre

Napoli – Lecce 1-0 (E.T. al 93°)

Posted by lapo2001 on dic 20th, 2010

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XVII Giornata
Napoli – Lecce 1-0 (Cavani con tiro da casa sua)

Dopo Palermo ho pronosticato che al termine del campionato potrei arrivarci muto. Da ieri devo necessariamente correggere il tiro: di questo passo, a fine maggio, non ci arrivo.

Le emozioni che ci sta regalando questa squadra sono da infarto. Il gol di E.T. ancora una volta in “Zona Napoli” è da infarto. E ammetto di non aver resistito: ho trascorso tutta la serata sul web ad ammirare e riammirare quella prodezza prolungando la mia gioia, in preda ad irregolari palpitazioni.
Palpitazioni che si sono vissute ieri in una gara soffertissima nella quale non si è perso esclusivamente perché un paio di sanctis lassù hanno provveduto a fornire guantoni divini al nostro numero uno e una forza di Gravità marziana al piccolo-grande terzino casertano. Una gara che dava tutta l’impressione di potersi sbloccare non con una giocata corale o un’azione in velocità, ma con un calcio da fermo o una mischia in area. Di fatto la squadra, nel complesso, ha evidenziato una condizione mentale formidabile che ha permesso di stare “dentro”la partita fino all’ultimo secondo, ma di contro una carenza di idee innegabile. Determinati e vogliosi sì, ma con pochi lucidi pensieri. I continui importanti impegni, le assenze fondamentali e la lentezza dovuta alla stanchezza hanno di certo influenzato la opaca prestazione, ed è giusto ricordarlo, ma proprio alla luce di ciò, cosa avrebbe potuto regalarci la vittoria? Chi? Come? Tutti questi scervellamenti, gli usuali logici ragionamenti e rompicapo da bar non avevano previsto il lampo, la saetta, il tuono. Nessun dio si è azzardato a metterci una mano. Questo personaggio, con sembianze sempre più mitologiche, nei suoi minuti finali, stanco di aspettare, ha preso i 10 compagni, ha preso il mister e la panchina, ha preso l’intero stadio, ha preso tutti gli occhi e le orecchie di chi era lontano, se li è sistemati sulle spalle e ha spaccato la partita in due, regalandoci altri tre punti, gioia e un cuore sempre più malandato. Qui parliamo di un replicante che proviene da un altro mondo, non di questo sistema solare. A Cesena, dopo la partita in cui si consacrò la Matadormania, un tifoso romagnolo mi disse a fine gara: “va beh, voi c’avete Cavani. Quello è un alieno”. E’ proprio così, quello è un alieno. E’uruguaiano, ma una oscura meteorite l’ha portato a Montevideo. E poi, la corsa dopo il boato… Mi viene la pelle d’oca solo a pensarci. Ho ancora l’immagine del suo sguardo fiero ed ogoglioso mentre impettito corre verso la curva a far roteare la maglietta come un condottiero che mostra il vessillo alla propria gente e dice “fidatevi di me, vi farò impazzire”. Lo ammetto, Cavani ieri è diventato il mio supereroe preferito. Ha fatto qualcosa oltre la realtà, oltre il tempo e oltre lo spazio. E’un fenomeno paranormale. Voyager-hai confini della conoscenza-, la trasmissione televisiva che cerca di dare risposte ad eventi fuori dal comune, dovrebbe studiare questo caso anomalo. Lo ripeto, sono sempre più certo che sia lo spirito vendicatore di qualche anima immortale tipo Il Corvo. E ce l’abbiamo noi, eh. E non credo che sia diventato solo il mio supereroe, vero?

L’anno finisce come meglio non si poteva immaginare. Bravi, fortunati e soprattutto vincenti. A febbraio si andrà in Spagna, abbiamo consolidato il secondo posto in classifica, alleggerendolo di un bel po’ di chili indigesti, continuiamo a dare pressione a chi ci è davanti, la squadra mentalmente è fortissima e qualcuno nemmeno stavolta ha stappato la bottiglia, ma ha mangiato il pandorino, cosa si può volere di più? Ci sono richieste particolari da fare a Babbo Nataurelio? Ci farà trovare qualche bel regalino sotto l’albero?

Un regalo vorrei chiederlo, ma non a Babbo Aurelio. Mi rivolgo a tutti i tifosi. E’per Babbo Cavani.
Ho sentito e risentito le motivazioni e il corso degli eventi che hanno portato i tifosi organizzati ad avere un atteggiamento più distaccato nei confronti della società e soprattutto del “sistema”. Il discorso della “coerenza” e del “solo la maglia” possono essere anche dibattuti e capiti, com’è già accaduto su queste frequenze, ma ora, qui, siamo di fronte a qualcosa di oggettivo che va oltre discorsi e ragionamenti. E ogni domenica lo conferma. Vuoi per un mondo-gol, vuoi per un assist, vuoi per un’azione difensiva, vuoi per centomila motivi, Cavani ha indiscutibilmente messo d’accordo tutti. Le emozioni che dà a me sono le stesse che vivono gli altri, ne sono sicuro. E’ormai diventato un simbolo. Per cui, non trovo giusto che un calciatore, nostro, di questo spessore, non abbia il suo coretto a inizio partita dalla sua curva. Sono millenni che non lo si ascolta per un giocatore. Qualche volta, un fugace Olè olè olè olè, Po-cho, Po-cho, giusto quando ci si infiamma, ma poi niente più. Nel Napoli hanno militato grandi calciatori in passato e non mi riferisco solo agli anni d’oro. Il motivetto per l’idolo del momento era un rito che amavo e che i giocatori apprezzano tantissimo. Se poi penso che anche uno come Benny Carboni ha conquistato la voce della curva, ora ho davvero difficoltà a capire il discorso “solo per la maglia”. Edinson Roberto Cavani Gómez, il matador, l’alieno, l’E.T., il Corvo, l’atleta di Cristo, lo stratosferico ecc ecc, un essere che ci fa impazzire, ci fa morire d’infarto, ci rende finalmente orgogliosi e vincenti, non merita un coro, ma una canzone da chi lo ama.
Per ora il Pocho gli ha regalato la 7.

Un’altra botta così, e come dice dgiuffre, “prima di ogni partita bisognerà presentare il certificato medico”. Il matador mi sta facendo diventare tachicardico. Il 5 gennaio mi faccio visitare…ci vediamo a San Siro.

Per la banda. Formazione scesa in campo: De Sanctis, Grava, Cribari, Santacroce, Dossena, Gargano, Yebda, Maggio, Zuniga, Hamsik, Cavani(E.T.).
Unico errore per tutti: Sosa per Zunicatapo, quindi tutti 10 su 11.
Siccome però la formazione presentata da catapo mi sembra più estrosa delle altre, gli darei la palma del vincitore questa settimana. Come ovvio che sia, Taca ha fatto l’ultimo. Cià e buone feste.

Forza Napoli Sempre

Napoli – Parma 2-0

Posted by lapo2001 on nov 8th, 2010

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X Giornata
Napoli – Parma 2-0 (Cavani 2)

Come capita tutte le mattine domenicali, anche ieri in piazza, con la mia banda, si è fatto il solito toto-formazione. Aperitivo e svariati giornali alla mano, ironia e discussioni di rito. Alla lettura dell’undici che avrebbe dovuto giocare contro il Parma,secondo una delle testate sportive più autorevoli, è partita una fragorosa risata generale.” Va bene il turnover, va bene che c’è stanchezza e molti debbono riposare, ma questa formazione è ridicola, è quasi la stessa che iniziò a Bucarest”questo il pensiero che è balenato un po’ a tutti, riflettendo pure sul disastroso inizio partita in terra rumena(0-3 in 15 minuti con cappellate stile Liverpool). Mazzarri, dopo le critiche ricevute in questi ultimi tempi sulla poca considerazione che attribuirebbe alla panchina, ha pensato bene di farvici accomodare le natiche più nobili che possediamo e di renderla una delle migliori della serie A. Dal Corriere infatti, abbiamo letto, Lavezzi, Gargano, Cannavaro e Maggio fuori(con Dossena addirittura in tribuna) e Sosa, Yebda, Zuniga, Cribari e lama Vitale in campo. E’ovvio aver dubitato della credibilità del giornalista che aveva azzardato questa squadra così come è ovvio aver dubitato della lucidità mentale del nostro mister quando effettivamente è sceso in campo il folle 11 preannunciato dal folle giornalista del Corriere.

Allo stadio, incredulità e terrore si sono impossessati di noi. Dopo la batosta di Liverpool, non avrei mai pensato ad uno stravolgimento totale della squadra e in particolare, non avrei mai pensato che zio Walter potesse privarsi di questo nuovo spumeggiante e decisivo Lavezzi. Per cui, dopo un attimo di annebbiamento, Cribari che si allenava con i titolari, ci ha fatto capire definitivamente che era tutto vero.

Ieri ci si aspettava una reazione, bisognava spazzare via i fantasmi inglesi e ripartire da quello che ormai, è il nostro tallone d’Achille, vincere al San Paolo con una delle cosidette “piccole”. Il Napoli invece, non solo ha vinto, ma ha convinto alla grande. E il mio scetticismo sulle follie mazzarriane si è tramutato durante la gara in un felicissimo ricredermi. Contro il Parma ha schierato tutte le seconde linee, avvicinando di molto il livello delle due formazioni. Tutti, indistintamente tutti, hanno risposto come meglio non si poteva. Zuniga ha giocato sicuramente la sua miglior partita (ieri ha oscurato Maggio: in un paio di occasioni ha anche realizzato con successo il cambio di direzione con il tacchetto, che piace tanto, ma che non riesce mai a Christian), Yebda, sempre più presente e vivo, Sosa, che secondo me, si rivelerà una pedina importante, lama Vitale che se avesse indovinato qualche cross in più, avrebbe disputato una partita perfetta e Cribari che nel gioco aereo non ha dato scampo ma che prima di convincermi, ne deve fare altre dieci così. Il “piccolo” Napoli + l’alieno Cavani quindi, ha giocato, comandato, sofferto e infilzato cinicamente i ducali. Una vittoria conquistata con nuove armi, e non mi riferisco solo ai panchinari ieri titolari, ma anche alla capacità di gestire la gara, alla capacità di offendere non necessariamente perché c’è da rimontare e alla capacità di chiudere quando c’è da calare il sipario. Tutti elementi che fino a ieri, erano nascosti nel cilindro del nostro zio mago. Questa più di tutte è la sua vittoria e della sua nuova panchina… Una così, Moratti ce la invidia, eh. Avanti così.

Alla banda: come sempre, appuntamento mercoledì mattina in Piazza Cota per l’aperitivo. Secondo te, zio Walter, che formazione metterà in campo contro il Cagliari?

Alla banda: chi è stato il più felice tra di noi dopo i due gol?

Forza Napoli Sempre

Samp – Napoli 1-2

Posted by lapo2001 on set 20th, 2010

III Giornata
Sampdoria – Napoli 1-2 (Cassano su rig.; Hamsik, Cavani)

Non esiste quiete. Si avvicina l’autunno e il tempo varia spesso in questi periodi. Si passa da paesaggi cupi e piovosi a cieli tersi e pieni di sole, così, da un giorno all’altro, dalla sera alla mattina. Senza che ci si possa abituare al clima. Anche ieri è stato così. Tra una folata gelida e un caldo raggio di sole, nella serata s’è consumata un’altra strana e impensabile metamorfosi. Nemmeno il colonello Bernacca avrebbe potuto prevedere un così repentino cambio del vento e della temperatura. Le tempeste scatenatesi negli ultimi giorni, dopo i deludenti pareggi interni con Bari ed Utrecht, avevano raffreddato i già timidi entusiasmi e avevano lasciato immaginare un possibile naufragio della ciurma di zio Walter. I mugugni della piazza sulle scelte della società e dell’allenatore, al seguito di una non esaltante partenza, avevano posto una sorta di aut aut alla squadra. Ho letto in questi giorni su quotidiani e blog, nella stragrande maggioranza dei casi, che gli articoli e i post sul Napoli, positivi o negativi che fossero, avevano come conclusione “A Genova la verità”. Ecco, la verità. In un battibaleno, la bacchetta magica di zio Walter o la mano santa di San Gennaro aiutata dal provvidenziale soffio di Eolo, hanno compiuto un autentico miracolo. Hanno spostato questa verità da un polo all’altro. Novanta minuti e le nere nubi preoccupanti sono state spazzate via per far posto a un cielo stellato, in un’altra notte che ricorderemo. Una banda di lenti, confusi e molli pivellini si è trasformata in una squadra di leoni con le cosiddette “palle” sfoderando una meravigliosa, solare e convincente vittoria a Marassi, nella tana di una delle formazioni più in forma del momento. Senza mezze misure. Senza mezze stagioni. Senza un attimo per poter comprendere quali fossero i problemi prioritari da risolvere in un’armata brancaleone, a detta di tutti, sul viale dello sfascio. Nessuna quiete, non un momento di stasi. Si è passati dalle stalle alle stelle, dai fischi agli applausi in tre soli giorni. A fine gara, non ho dovuto nemmeno ascoltare l’estenuante alibi della buona prestazione senza risultato che mi fa troppo incavolare: la condizione fisica, la doppia competizione, gli infortuni. No, non ce n’è stato bisogno. Un momento perfetto. Il Napoli di ieri sera ha giocato una delle più belle partite degli ultimi anni. Non so se è stata la migliore, ma non ho grandi ricordi di partite interpretate con questa intensità nell’arco di un’intera gara. I primi 45 minuti poi, sono da incorniciare. Da tenere bene a mente nei momenti di difficoltà. I cambi di gioco per gli esterni e le sortite centrali del Pocho sono state sfiancanti per la retroguardia blucerchiata, il pressing asfissiante dei centrocampisti e la concentratissima difesa hanno fatto il resto. Grande mole di gioco e rarissimi rischi. Si può dire che sia riuscito tutto, o quasi, è mancato solo il gol. Già, il gol. L’antico problema. In quanti avranno pensato a quel tacchetto stabiese che oggi, proprio oggi, ci avrebbe fatto così comodo? E in quanti l’hanno inserito in cima alla lista dei rimpianti dopo l’ingiustissimo vantaggio doriano? Ma l’autunno è alle porte, il tempo cambia e i miracoli sono dietro l’angolo. Senza quiete. A cominciare da Gargano che azzecca 2 (due) punizioni (traversa ed assist per il gol di Hamsik) nello stesso match, e già qui siamo oltre lo scioglimento del santo sangue (propongo infatti, a Brak di fornire i numeri del Brakalotto su questo doppio-evento più unico che raro), per finire poi col Pocho (non giocava così da almeno un anno) che confeziona un assist al bacio per l’accorrente Matador che sino a quel momento era parso il più in difficoltà. Allungo sul primo palo col destro ad anticipare il difensore e…forse l’antico problema del gol, possiamo dire che con quest’ira di Dio l’abbiamo risolto. Forse.

Mi mancavano questi momenti. Mi mancavano le feroci rimonte mazzarriane e le vittorie ottenute così. Sì, sì, perché sono queste le vittorie che ci piacciono e che ci fanno godere. Quando al di là della tecnica e dalla tattica, la squadra vince, tirando fuori gli attributi, la rabbia, il coraggio e la voglia di reagire. Quando anche il calciatore che ci fa sempre incazzare, con una super scivolata salva un gol già fatto, o quando il più criticato taglia a fette, mandando al manicomio la difesa avversaria o quando, e soprattutto, l’uomo giusto si trova al posto giusto nel momento giusto e la butta dentro, mentre nessuno ci credeva, ma tutti ci speravano, ecco, per un attimo, tutto il livore e la rabbia accumulata nei giorni precedenti, si espande invece, in una esplosione di gioia collettiva. Penso che anche i più duri di cuore, ieri sera, si siano emozionati. Queste sono partite che spaccano. Che spaccano dentro. Fanno parte delle metamorfosi autunnali.

Appunto, le metamorfosi sotto la Lanterna.

Prima si diceva “A Genova la verità”. E ora? Ora che l’abbiamo superata, qualcuno può spiegarmi qual è sta’ verità?
Non mi capacito su quale sia il vero Napoli, quello sotto la tempesta, passivo ed inconcludente di 3 giorni fa, o quello brillante e perfetto di ieri sera. Probabilmente la verità è nel mezzo. Ma dopo vittorie così belle, che lasciano lucenti scenari all’orizzonte, per chi ama, la verità non ha importanza. Diventa solo un limite da abbattere. Fortuna che ora è tornato il sole.

Se ci riesce, restiamo calmi… nella quiete… se ci riesce…Godiamo insieme.

Forza Napoli Sempre

Palermo – Napoli 2-1

Posted by lapo2001 on ago 24th, 2009

I Giornata
Palermo – Napoli 2-1 (Cavani, Hamsik, Miccoli su rig.)

Onestamente non riesco a capacitarmi.

All’esordio in questo campionato il Napoli di Donadoni sforna una grande quanto sfortunata prestazione. Nel primo tempo varie azioni pericolose, un gol annullato ad Hamsik e ben 3 pali ci hanno impedito di urlare. Costante è stata la pressione da parte degli azzurri con Datolo sulla sinistra e Maggio sulla destra che hanno più volte impensierito la retroguardia rosanero. Ma siccome il calcio in certi casi è infame ecco che Cavani al termine della frazione ha approfittato di un grossolano errore difensivo di Maggio e di De Sanctis per inflizare la nostra porta. Gol così difficilmente se ne vedono anche a San Liborio o a Iommella. Per un intero tempo il Palermo era riuscito a superare la metà campo solo sporadicamente e mai in maniera incisiva, ma nonostante ciò è rientrato negli spogliatoi incerdibilmente in vantaggio.
Nel secondo tempo la musica e la sfortuna non è cambiata. Hamsik imbeccato dal Quaglia si è ritrovato a tu per tu con l’estremo difensore siciliano senza però riuscire a siglare con un improbabile e sbilenco colpo sotto. Solo al 30° finalmente, quell’urlo rimasto in gola fino a quel momento è potuto esplodere. Tiro di Hamsik da fuori area e gol proprio nell’angolino alla destra di Rubinho. Sembrava che il vento fosse girato ma è stata solo una brevissima illusione. Zuniga subentrato poco prima a Datolo con un’entrata che nemmeno il d’Esposito dei vecchi tempi avrebbe mai commesso ha procurato un inutile fallo da rigore su Cavani. Sul dischetto è andato Miccoli che sino a quel momento non avevo ancora visto toccar palla, realizzando il gol vittoria. Una mazzata!
E’ il terzo anno consecutivo che perdiamo al Barbera per 2 a 1, ma stavolta proprio non se ne scende.

Non riesco a capacitarmi. Grande partita e zero punti.
Il sorrisetto beffardo di Zenga alla fine mi ha definitivamente avvilito. Per tutta la gara l’ho visto scrivere su pezzi di carta e blocchetti incuriosendomi alquanto. Probabilmente erano messaggi d’amore alla dea bendata.

Ci riprenderemo.
Forza Napoli Sempre

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