Warning: Creating default object from empty value in /home/mhd-01/www.salviamopeterpan.com/htdocs/wp-content/plugins/paged-comments/paged-comments.php on line 31
Chievo | Salviamo Peter Pan

Napoli – Chievo 2-0

Posted by lapo2001 on feb 14th, 2012

Uploaded with ImageShack.us

Il cugino di Grava.

XXIII Giornata
Napoli – Chievo 2-0 (Britos, Cavani su rig.)

Non è vero, ma ci credo.
La frase in questione potrebbe spiegarcela l’autore di un miracolo sportivo con pochi eguali…

Dimenticherò sicuramente qualche campionissimo, ma il recupero firmato Gianluca Grava, alla soglia dei 35, mi ha fatto venire in mente giocatori come Baresi o Bagni. Tornare titolare esattamente nello stesso punto, dando la sensazione che questi 13 lunghi e duri mesi di stop non siano mai esistiti(in realtà è rientrato ad inizio dicembre contro il Lecce, subentrando dalla panchina) e che non abbia subito alcun grave infortunio, ha il sapore del miracoloso. È tornato esattamente come prima. È incredibile, ma ci credo. Ci credo perchè si tratta di un calciatore che già ci aveva abituato a trasformazioni prodigiose. Gianluca davvero può dire dalla C alla Champions, lui che l’ha vissuta sgobbando e senza reali sicurezze di essere titolare sino a conquistare la fascia di capitano in serie A. E ha vissuto la lunga e veloce crescita di tutto un ambiente fino alle notti di gloria, seppur si tratti di pochi minuti a Barcellona ad Agosto nel Gamper e di pochi minuti a Villarreal a causa della lesione al crociato che l’ha tenuto fermo. Il piccolo grande uomo di Caserta è l’emblema di questa squadra, ed è il simbolo di questa cresciuta a dismisura. E simboli ci si diventa attraverso miracoli, no? Dal gol nel derby alla Juve Stabia con la suola miracolosa a quel famoso salvataggio soprannaturale sulla linea in scivolata contro il Lecce. Dalla gara di esordio nel Gennaio del 2005 contro il Lanciano a ieri, ritornato in campo da titolare. E in mezzo 7 anni di battaglie, magliette sudate e stracciate, 7 anni di grinta, caviglie morse e ruggiti. Ricordando anche il gol nella partita d’esordio degli azzurri in Serie B contro il Treviso. Un tempo infinito che lo ha visto crescere sino a conquistare la maglia da titolare nell’anno migliore del Napoli degli ultimi 20 anni. Lui, che ai nastri di partenza, era uno dei tanti nemmeno troppo avvantaggiato dal fisico minuto. E invece San Gianluca ha stupito ancora. Non meravigliando però, i suoi fedeli sostenitori. Rientro in campo, con la fascia al braccio, e prestazione impeccabile sfornata. Regalando cuore e determinazione, caratteristiche che la squadra, negli ultimi due mesi, aveva completamente smarrito. Chi lo ha visto in tutti questi anni, poteva immaginare e sperava in un ennesimo piccolo miracolo. La sua forza è sempre stata la disciplina ed il carattere. Una personalità forte che in campo si è fatta rispettare anche al cospetto di stelle e campioni e che fuori non ha mai cercato alibi, anche nei momenti negativi. Alibi che ieri potevano essere tutti dalla sua parte: ha bisogno di tempo, deve ritrovare il ritmo partita, non ha ancora i 90 nelle gambe ecc ecc Qualsiasi errore gli sarebbe stato perdonato. E invece il soldato, il gladiatore si è lanciato nell’arena e con la sicurezza di sempre, senza imbarazzi, e non si è tirato indietro nemmeno per uno dei 94 minuti di partita. Migliore in campo. L’ennesimo miracolo sportivo.

Questo ritorno aggiunge un tassello importantissimo alla squadra. E non solo per dar manforte alla difesa che ultimamente ha avuto cali di concentrazione disarmanti, ma anche, e soprattutto, per lo spirito battagliero che l’ha fatto diventare Gravatar e che noi pretendiamo da ciascun membro del nostro team. Al di la di tutto, è chiaro che ci vorranno delle conferme, ma la sensazione è che il piccolo centro destra difensivo abbia ritrovato il suo posto naturale. Sembra un pezzo di un puzzle che si incastra alla perfezione, dopo aver provato e riprovato vanamente altri pezzi. Il campo è il suo habitat. Niente miracoli. La normalità. Così come la vittoria col Chievo. Normalità. Probabilmente, è la prima volta che si vince in questo modo. Senza strafare, senza dare il 110%, ma con raziocinio, solidità ed ottima gestione delle varie fasi della partita. Esattamente come si comportano le grandi squadre che sanno di non essere al top, e che comunque riescono ad evitare le insidie delle “piccole”, punendole al momento giusto. Ecco, questa dovrebbe essere la normalità. Il posto giusto appunto. E non parlo della classifica, perchè ora è meglio stare con la testa bassa e pensare solo a correre e lavorare senza lasciarsi distrarre da altro. Ma parlo della effettiva naturalità delle cose che sino a ieri sembravano sovvertite totalmente, tanto da far addirittura nevicare sulle nostre spiagge. Grava in campo è nel posto giusto, il Napoli che vince 2-0 col Chievo è nel posto giusto. L’incessante cantare delle curve per l’intera partita a sopperire la mancanza dell’altra metà è nel posto giusto. Il sole che splende stamattina sul Golfo è nel posto giusto.
Ecco, ora che le cose hanno lentamente iniziato a tornare sulla retta via, quella naturale appunto, cerchiamo di restare concentrati e compatti, spostando il meno possibile questo equilibrio.
Allo stadio Bruno tornerà con la stessa sciarpa. Io indosserò di nuovo la calzamaglia. Il professor Cucù riporterà le castagnole al rum, il Minao si intratterrà con il figlio di Gaetano Musella a raccontargli le gesta del padre, Grava di nuovo in campo con la fascia di capitano, il Napoli che vince e Taca resterà a casa davanti alla tv, eh. Un po’ di scaramanzia ci vuole. Ognuno ha i propri riti e i propri santini a cui votarsi. Il mio si chiama Gianluca. I miracoli li ha già fatti e ne farà ancora. Non è vero, ma ci credo…

Forza Napoli Sempre
La 10 e i santini non si toccano.

Chievo-Napoli 1-0

Posted by lapo2001 on set 22nd, 2011

IV Giornata
Chievo-Napoli 1-0 (Moscardelli)

Io sto con Mazzarri. E difendo fermamente le sue scelte perché secondo me, ancora una volta, la partita è stata preparata come si doveva. Attenti a non prenderle prima con una difesa nuova, vista anche l’inconsistenza offensiva degli avversari, e provare a vincerla nel finale, quando i ritmi si sarebbero abbassati. Ma, nel momento in cui si provava a rompere l’equilibrio, l’infortunio (con la collaborazione di De Sanctis che non ha chiamato la palla) dell’ottimo giovane Fidel ha scombussolato tutti i piani. Sono con lo zio Walter perché, in questo momento, dopo più di 270 minuti di battaglie psicofisiche in una settimana, ha salvaguardato le gambe di chi ha fatto, fa e farà la differenza, tant’è vero che Campagnaro è stato escluso senza avere infortuni e se Dossena fosse stato disponibile, avrebbe fatto riposare anche Maggio che, puntualmente, ha avuto un affaticamento muscolare. Se facciamo una valutazione generale infatti, a parte la Giuve che non ha altri impegni, le squadre di vertice sono stanche ed incerottate. L’inter è allo sfascio pur non adottando turnover e il Milan tra un paio di partite sarà costretta ad attingere dalla primavera pure per le gare di Champions. Anche io, all’inizio, nel vedere quella formazione, mi son detto “è impazzito?”, ma poi, dopo aver visto camminare Hamsik, strascicare Inler e vagare Cavani, mi sono reso conto che l’avvicendamento totale è stato corretto e sfortunato. In questi giorni ho letto sui giornali pagine e pagine di elogi allo staff medico del Napoli e ora, dopo la sfortunata trasferta di ieri, ho capito il motivo. Perché penso che è sempre meglio rischiare di perdere una partita contro il Chievo che perdere 4-5 giocatori in vista di altri 7 giorni di fuoco in cui incontreremo una Fiorentina rinfrancata, un Villarreal che non può perdere e la solita Inter rivoluzionata che contro di noi tirerà fuori la scienza perduta.
Il turnover non credo che si possa valutare per il risultato finale, che è frutto di un errore del singolo, ma nella sua complessità. La difesa si è ben comportata, Fidel fino a quel momento aveva meravigliato tutti e Fernandez non aveva mai dato l’impressione di essere in difficoltà. Il Chievo non riusciva mai ad impensierirci e lo 0 a 0 avrebbe accontento tutti. Da questa prestazione, almeno in difesa, i segnali sono stati più che positivi. Di contro, credo che lo zio Walter si aspettasse molto di più dall’attacco. Pandev è risultato fermo, Mascara evanescente e Santana molto fumo e poco arrosto. Per cui, il più pericoloso alla fine è stato Zuniga che invece conferma di essere una pedina fondamentale.
Non credo che Mazzarri sia stato presuntuoso. Ha fatto ciò che doveva, responsabilizzando chi ha giocato poco e comprendendo su chi potrà fare affidamento in futuro. La vera presunzione invece è di chi si è ostinato a giocare in un modo scellerato quando la squadra, farcita di campioni, non ha saputo supportare e ne ha pagato le conseguenze.
Ora ci aspettano altri 7 giorni di follia e fortunatamente sabato si tornerà a giocare e tutti questi processi termineranno nel dimenticatoio ma, sta di fatto che, l’anno prossimo quando ci sarà Chievo-Napoli, me ne andrò a ballare.

Forza Napoli Sempre

Chievo – Napoli 2-0

Posted by lapo2001 on feb 3rd, 2011

Uploaded with ImageShack.us

XXIII Giornata
Chievo – Napoli 2-0 (Moscardelli, Sardo)

Dopo una partita del genere, la migliore ed esaustiva espressione sarebbe quella di lasciare il foglio così com’è. Bianco. Non voglio esagerare ma penso che sia stata la peggiore apparizione da quando Mazzarri siede in panchina, perché il Napoli di ieri sera ha presentato semplicemente il nulla. Un grosso buco nero che ha fagocitato il gioco spumeggiante, l’intera squadra e l’allenatore. I fasti, i botti e i coriandoli che avevano colorato le ultime uscite, in tre giorni, si sono trasformati in polvere, cenere ed aria.
Sarebbe tuttavia scorretto puntare il dito contro chi ci ha fatto salire fin quassù, su questa bella nuvoletta, a respirare quest’aria buona dimenticata da Dio, arrivando a giocare il calcio più bello d’Italia, ma diciamocelo francamente e con onestà, di questa partita, c’è poco, niente o nessuno da salvare. Ora quindi, come giusto che sia, dopo ogni sconfitta, senza drammi, qualche domanda ce la dobbiamo pur porre. Zio Walter nel post gara, a giochi fatti, ha ammesso che forse le cose avrebbero potuto girare in altro modo se avesse optato per un turn-over più ampio, stile Lecce. Giustamente, alla fine dei conti, se nella squadra il più veloce in campo è stato il massaggiatore, probabilmente si dovevano imbroccare altre strade(improbabili?). La maggior parte di coloro che sino ad oggi ha tirato la carretta e fatto miracoli, ha invece gettato la spugna ed alzato bandiera bianca(solo per ieri, s’intende)e il turn-over forse(ma forse), avrebbe presentato uno schieramento con un arrocco difensivo da squadretta, di certo non da formazione che punta a traguardi sostanziosi. Penso che gli sia mancato il coraggio ed io lo condivido. Ciò che mi conforta invece, è che egli, evidentemente, nonostante sapesse che c’erano grandi possibilità di fiato “corto”, ha tentato comunque di vincerla, proponendo la formazione migliore, provando ad impostare il proprio gioco e la propria strategia dall’inizio. E mi conforta perché questa deve e dovrà essere, com’è stata fino ad oggi, la mentalità del nostro gruppo se si vuole provare a fare qualcosa d’importante.
Oltre al turn-over però, se fossi stato un intervistatore, ieri sera, avrei voluto chiedere 3 cose allo zio Walter. Così, per curiosità, per capire.
Appurato che il nostro centrocampo è stato inesistente sia nelle idee che nella corsa, appurato che si è scelto a partita in corso di abbandonare il nostro gioco di manovra e di velocità, perché le corsie esterne erano bloccate e perché in corpo i nostri avevano poca birra, una volta impiantato Lucarelli al centro dell’area, perché non si è cercata mai la profondità, sfruttando qualche mischia o qualche deviazione casuale? Oramai era chiaro che il gioco-Pampa poteva essere l’ultima spiaggia per raddrizzarla, specie alla fine, quando non c’era più niente da perdere, e allora perché non lo si è fatto con continuità? I giocatori erano quelli, le forze erano quelle, il risultato ormai era quello…
In secondo luogo, si possono trovare mille giustificazioni per una flessione dopo le abbuffate recenti e un calo mentale e fisico prima o poi potevano capitare e di certo non ne faccio un tragedia, ma in questo momento cruciale, in cui si poteva davvero dare una prova di forza e di chiara svolta al campionato, in un campo difficilissimo, per stessa ammissione del mister, contro una squadra che ci ha già fatto ballare con il suo modo speculare di giocare, per stessa ammissione del mister, perché allora si è scelto di perdere Lavezzi ieri, e non domenica, in casa, contro il Cesena? Se avessi qualche conoscenza o l’indirizzo di casa dello zio Walter, gli spedirei una lettera privata, in cui gli chiederei “Perché?”. Davvero, non l’ho capita questa mossa. In una partita del genere, totalmente bloccata, prevedibilmente più ostica, com’è capitato in altre occasioni, un episodio, un guizzo, un lampo avrebbero potuto cambiare tante cose. Anche l’inerzia di una partita persa ancor prima di scendere in campo. E il Pocho è soprattutto questo, no?
E infine, e questo per me è il vero mistero, come si fa a stare in giacchetta anche a temperature groenlandesi? Ma cosa mangia? Ne voglio un poco.
Alla luce di questi quesiti a cui non verrà mai data risposta e che lasciano il tempo che trovano, e mentre mi accingo ad esprimere l’ultimo pensiero, mi rendo sempre più conto che la pagina ormai piena di sterili parole non rende giustizia ad una prestazione nulla. E ribadisco, il foglio bianco sarebbe stata l’esatta fotografia del Napoli di ieri (e solo di ieri!). Alla fine, mi consolo pensando che domenica prossima, Verona sarà solo un lontanissimo ricordo perché questo incidente di percorso rimarrà tale e la malinconia che m’ha preso sarà polverizzata dal solito grande Napoli. Ne sono sicuro. Anche perché, se vogliamo trovare un piccolo appiglio di giubilo, poco è cambiato in classifica e se Atene piange, le varie Sparta di certo non ridono. E a proposito di iene non ridens, c’è addirittura chi si permette pateticamente di recriminare e colpevolizzare senza pudore. E’costume del galeotto in gattabuia di dare la colpa dei propri misfatti all’avvocato. L’ultimo torto arbitrale subìto era costato alla giacchetta nera (Paparesta) il sequestro di persona in uno sgabuzzino, ieri, dopo 5 anni, si è passati al vittimismo in pubblica piazza. E’sì, lo stile della Vecchia gazza è davvero cambiato…
… fortuna che ora c’è Amautrì.
Onore a Mariano Bogliacino.
Zio Walter, non mollare mai.
Di giorno, la Giulietta non s’affaccia e pare che anche di notte non sia mai in casa. Chissà che va facendo…

Per la banda. Formazione scesa in campo: De Sanctis, Aronica, Cannavaro, Campagnaro, Dossena, Gargano, Pazienza, Maggio, Zuniga, Hamsik, Cavani.

Minao: 12 (perchè ha azzeccato Tacconi)
Lapo: 11
Catapo: 10
Dgiuffre: 9 (10)
Taca(ultimo):10

Ah, se ci fosse stato Foggia…

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca.

Napoli – Chievo 1-3

Posted by lapo2001 on set 23rd, 2010

IV Giornata
Napoli – Chievo 1-3 (Cannavaro; Pellissier, Fernandes, Pellissier)

Delusione, grande delusione.
Avevo riposto grande fiducia sulla squadra per questo incontro dopo le mirabilie di domenica scorso contro la Samp. Ma, alla luce dei fatti, tali mirabilie sono rimaste tutte sul prato verde di Marassi. Difatti, gli stessi 11 indomabili, in tre giorni, si sono trasformati nelle perfette ombre di se stessi. Fantasmi. Non è mancato l’impegno e di sicuro non si è toccato il fondo di Utrecht, ma sono mancate proprio le idee e soprattutto le gambe.
C’è da dire che avevamo cominciato anche bene portandoci in vantaggio con una zuccata di Cannavaro nei primi minuti dell’incontro, ma poi, col passare del tempo, il Chievo ha cominciato a forzare i ritmi della gara ed a conquistare campo, approffittando della superiorità numerica in mediana. Dopo poco infatti, i veronesi pervengono al pareggio. Su un cross da sinistra, Campagnaro lasciava troppo spazio a Pellissier che con un bel tiro al volo, da posizione defilata, indovinava l’angolino più lontano. Dopo la doccia fredda, i ragazzi hanno provato a reagire, ma più con il cuore che con la razionalità. Traversa di Hamsik da posizione impossibile, qualche gazzarra in area e poi, tanti errori di impostazione e grande sofferenza per l’incalzante pressing clivense. Il Napoli, piano piano, s’è affievolito senza che la sosta abbia portato cambiamenti. I veronesi, senza strafare, si sono ritovati in vantaggio, dapprima, con Fernades che approfittava della dormita di tutta la difesa e poi, grazie al regalissimo di Cannavaro a Pellissier con un retropassaggio lento, s’è conclusa la gara e la frittata. Ancora con il cuore del Pocho si era cercato di sfondare il fortino giallo-blu e di rimettere la partita sul giusto binario ma alla fine, anche la fortuna ci aveva voltato le spalle. Con azioni confuse e a testa bassa s’è cercato di avvicinare quanto più possibile il pallone alla loro porta. Cross, mischie e palloni buttati in avanti alla ricerca di un santo che la buttasse dentro.
Gli 11 flash di domenica come d’incanto son diventati 11 lumache con la mente offuscata. Si dirà che la squadra non sa reggere 3 partite in una settimana, che non c’è la panchina, che non doveva andare in campo Dumitru e nemmeno i soliti 11. Si dirà tutto di tutto, come al solito. Io ora soffro solamente. Delusione, grande delusione.
Ci rifaremo a Cesena, eh.

Forza Napoli Sempre

L’angolo del Cucù

- Come l’è parsa questa partita?
‘O pallone è tunn.
- cioè?
Eh. Oggi vinci e domani perdi.
- Beh, veramente oggi s’è perso. E s’è perso male.
Ma tutti hanno visto che i giocatori c’avevano il latte nelle ginocchia. Stavano a piezz. Non la reggono una partita ogni 3 giorni. Mica sò marziani!
- Ma di chi è la colpa?
No, no, non c’ho voglia di parlare. Sto incazzato.
- Ma almeno qulacuno da salvare stasera c’è?
Tutti nà schifezza.
- E il peggiore? Cannavaro?
Ingiudicabile. Ne ha fatte troppe, ma io ‘o voglio bbene.
- E i nuovi acquisti?
Non è il loro tempo. Si vedrà.
- E l’idea di inserire il giovane Dumitru?
5 minuti? Quando farà una partita sana sana vedremo chi è.
- Ultima domanda. Cosa ne pensa dei tifosi occasionali?
Fanno bene. Il presidente ha abbassato i prezzi. E mica loro sò fessi. Pagano poco e vengono a fischiare. Ma dove stavano la settimana scorsa? ma dove stavano quando il Napoli faceva schifo? Hanno ragione gli ultras. Madrid, Liverpool e Tokyo e poi non vengono nemmeno al San Paolo. Fanno bene. Bravi….A proposito, ci siamo, Bucarest è vicina. Chiamo Svetlana. Cià

Napoli – Chievo 2-0

Posted by lapo2001 on dic 21st, 2009

XVII Giornata
Napoli – Chievo 2-0 (Hamsik su rig., Quagliarella).

Grande Napoli!
Com’è stata la partita?
Attendo commenti, pagelle e non solo…

Forza Napoli Sempre

Archivi