Acqua e sale

Posted by lapo2001 on ago 3rd, 2009

Sagra del riavulillo ad Arola.
Le strade della piccola frazione equense sono state letteralmente invase dai visitatori. Tra bancarelle di ogni specie, giochi e gazebi allestiti per la relizzazione dei panini ed altre prelibatezze, abbiamo trascorso una piacevole serata. Eh sì. Perchè oltre a tutti gli ingredienti necessari per una seria sagra che si rispetti abbiamo potuto ascoltare anche dell’ottima musica… cioè ottima?! diciamo bella?…hmmm, non è il termine adatto… allora divertente?… nemmeno rende il senso… curiosa?… no, non so spiegarmi.
Beh, guardatevi sto video e capirete ciò che voglio dire…

C’è gente lassù che oltre a ricordarsi la squisitezza del riavulillo e delle melenzane a funghetto, ricorderà questo “pezzo” memorabile di Massimo Celentano e AnnaMina. Al primo sono bastate un paio di dita di vino, alla seconda nemmeno quelle. Il brano è “acqua e sale”…Tappatevi le orecchie! (La qualità del video è pessima ma credetemi, ne vale la pena).

Un saluto a tutta la banda.

Beeeeh

Posted by lapo2001 on lug 27th, 2009

catamare

La grandezza di una donna in una coppia si manifesta, non quando si fa ciò che decide lei, ma si fa ciò che decide lei, che non farebbe lui, autoconvincendo quest’ultimo che invece gli piace e che è stato lui a volerlo…

Mi spiego meglio.

Stamattina al bar.
Iss: amore, andiamo al mare a Massa? Dai. Vorrei stare con i miei amici che non vedo da un secolo. Vorrei passare un pomeriggio con loro. Dai, sì, sì?
Ess: Non se ne parla proprio! Io laggiù non ci scendo. Ho sentito dire che l’acqua è sporca, che ci sono le pantegane in vacanza che fanno gargarismi. Non mi voglio infettare, poi mi vengono le macchie viola sulle natiche. No…No…e No!

Iss: Dai, amore. Te lo chiedo per piacere. Vorrei stare con loro. Dai, che il mare è bello lì…
Ess: Noonee. Io voglio andare a Nerano! Punto e basta! Non si discute! Iamm…

Iss(mestamente): va bbuò. Ragà, ci vediamo stasera. Io vado a Nerano.

Dopo poco meno di 5 minuti ecco di nuovo i 2 piccioncini rispuntare al bar con il loro motorino.
Iss si presenta eretto e impettito come un fenicottero con il mento che gli esce dalle mascelle tipo Ridge di beautifull. Lo sguardo di chi la sa lunga e un’aria da vecchio marpione soddisfatto e dominatore. E con voce potente dice brevemente: “Uagliù, allora come vi avevo promesso, vi aspetto a Massa”. Concludendo la frase con un “eh eh” quasi per dire “qui i pantaloni s’è capito chi li indossa”. Ess seduta dietro a stento lo ascolta. Indifferente abbassa lievemente il capo per dire “se se, stai cù sta capa”.

Noi tutti al bar, dopo questa scena da Maschio egemone del nostro caro amico ci siamo alquanto sorpresi. Da pecora a leone in 5 minuti non è da pochi.

Un pò di tempo dopo giù la spiaggia di Massa.
Come al solito arrivo in ritardo.
Sul lido sdraiati su letti e lettini ritrovo tutta la banda a gran completo. C’è Massimo ‘o piccirillo che parla di scissioni talebane all’interno del suo gruppo, c’è Minao che guarda contrariato il suo portafoglio vuoto, c’è Pedro che ricorda i tempi di quando era dj Pedro, c’è the Ass che..che… e che vò dica affà?!Dorme! C’è Anna che si gode il vento fresco e il sole lubrense, c’è qualcuno che guarda le barzellette della settimana enigmistica e fa finta di fare le parole crociate e qualcun’altro che guarda le rotondità messe in mostra di una bella signorina e fa finta di leggere il Sole 24ore. Ci sono tutti. Tutti?! Ma Iss e Ess?!…Assenti!?!…Ma come?
Iss al bar stamattina mi era sembrato il padrone del mondo. Voleva stare con noi a tutti i costi. Si sarebbe accontentato anche di un sediolone per neonati per prendere il sole pur di stare con noi…e invece?
Dopo poco scopro la verità. Scesi a Massa, Ess l’ha costretto a prendere una barca e ad andare a Nerano per fare bagni salutari dall’altro lato della penisola. Non avendo denari Iss s’è fatto prestare anche un paio di centinaia di euro dal povero Minao e solo dopo molto tempo sono ritornati dalle nostre parti. E in quel momento scopro anche che hanno fittato praticamente una zattera col motore che da Massa a Nerano c’ha impiegato 8 ore e 25 minuti.
Distrutti risalgono sullo stabilimento dove c’è tutta la banda. E qui si consuma la beffa finale.
Iss praticamente morto, col sole che l’ha scuoiato anche nelle mutande dice: Io non so come fate a stare qui a Massa. Il bagno è infattibile. Ho fatto bene a prendere la zatt…cioè la barca.

Per la serie il capo sono io, ma chi comanda è mia moglie…Beeeeh.

Topo bis

Posted by lapo2001 on lug 13th, 2009

Topo 2

La storia dei topi non finisce, anzi. Proliferano.

Il bel tempo ormai si è assestato e i roditori del nord-Italia(soprattutto da Genova)approfittano per passare le vacanze qui dopo il rigido e tormentato inverno.
Anche perchè in giro si dice che c’è un posto in cui sono ben accetti…

Gionni, Minao vi aspettano lunghe battaglie…

Da notare il mouse(quello che si usa nel pc).

Nereidi night

Posted by lapo2001 on lug 5th, 2009

Nereidi night

Grande festicciola ieri alle Nereidi.
Tutti gli intervenuti hanno potuto godere della fantastica cornice notturna della spiaggia di Massa e l’atmosfera che solo il grande Antonio Tanque e il mitico Francesco riescono a creare.

Albertone alla griglia ci ha fatto letteralmente arricreare come al solito abbrustolendo salsicce e spiedini a noi già stranoti. Il sottoscritto si è prodigato nel confezionare patatine caldissime per la farcitura dei panini. Il barcollante The Ass invece è stato l’addetto alle bevande: Vino, birre, mojito ecc. hanno accompagnato le stiuzzicherie e le leccornie che mr. Paesana ci ha messo a disposizione. Francesca poi, ci ha definitivamente mandato in paradiso con le sue crostate di frutta mista (da leccarsi i baffi e la barba). Unico appunto: abbiamo dovuto mangiare il tutto con le mani (qualcuno -Minao- preso da chissà quali altri pensieri ha dimenticato le uniche cose che doveva portare: piatti e tovaglioli).
Motivo di tutto ciò? Mah, nessuno in particolare. Si è brindato alla salute del festeggiante The Ass: un compleanno anticipato di qualche mese…sarà per la sua voglia di crescere in fretta (dimenticando però che per i capelli ci vorrà solo un miracolo o il Signor Dercos).

E’stata davvero una gran bella serata. La dimostrazione sta nel fatto che qualche sconosciuto lì di passaggio è tornato a casa con la pancia piena, il sorriso sulle labbra e le mani unte!

Un saluto a tutti e alla prossima.

P.S. Tra poco sarò milionario, grazie al lotto. Ho dei numeri da giocare: il Graffio è stato presente.

Il topo

Posted by lapo2001 on lug 4th, 2009

Mentre la sfida tra Bambola e the Ass sugli accendini ha mobilitato mezzo paese e si è in attesa del tanto sospirato epilogo, un’altra storia si protrae inaspettatamente.
Ricordate il post (la tana) in cui Gionni appeso ad una scala ha costretto Minao a cercare un fantomatico topo sul tetto?
Gionni è stato nominato alla fine come un pazzo paranoico visionario…
Beh, il topo si è rifatto vivo…

Accendini 2

Posted by lapo2001 on giu 29th, 2009

Dopo l’ultimo post s’è scatenato il putiferio…
Bambola proprio non ci sta.

I bookmakers inglese non la quotavano la foto di Bambola. Nessuno di loro ha creduto alla storia degli accendini e soprattutto nessuno di loro pensava ad una reazione d’orgoglio della nostra Pamelona. E invece stamattina di buon ora mentre stavo sognando Scooby Doo che litigava con l’uomo invisibile dei fantastici 4, m’arriva la fotografia di tutta la collezione di accendini di Bambola.

Il dilemma non è ancora risolto, chi ne avrà di più? Bambola o the ass?
A voi l’ardua sentenza.
Io voto Bambola.

accendini2

Intanto Lapo attende a chi dovrà sporcare un pò le scarpe…

P.S. Francè, Antonio nel tuo scatolino ne ha individuati almeno 5 suoi. Domani portagli un lanciafiamme

Accendini

Posted by lapo2001 on giu 28th, 2009

Ore 3 di questa notte (quindi pochi minuti fa).

Dopo una serata intera a chiedere “scus, m’fai appiccià?” a cani e porci per l’intero territorio comunale, the Ass, per l’ennesima volta fa la stessa domanda a Bambola(in particolare con lei per la tredicesima volta). Bambola, presa dai suoi discorsi, distrattamente prende l’accendino e lo porge sotto la sigaretta del nostro amico. Quest’ultimo invece di ricevere la calda fiamma di Bambola, con aria sufficiente scosta il capo e tira fuori dalla tasca dei jeans un altro accendino quasi a dire “sciem, ho scroccato la benzina di tutti vostri accendini per tutta la serata, mentre io invece ce l’avevo…ahahah”. Bambola indispettita di cotanto atteggiamento gli mostra il suo disprezzo tirando fuori il dito medio. The ass un pò colto di sorpresa scusandosi, decide di regalare il suo a Bambola, la quale però reagisce stizzita dicendo: “non so cosa farmene. Ho già il mio e se proprio lo vuoi sapere a casa ne ho uno scatolone pieno…tsè”. The Ass ascoltando queste parole inizia a ridere come un ebete e risponde: “se se, ma io a casa ho l’accendino che ti fa il cappuccino macchiato tiepido, i cornetti e ti sbatte pure le uova. Tu invece non ce l’hai!…pfui”. Bambola: “Ma statti zitto! Io invece ho quello che ti fa da bussola, ti fa diventare il vino aceto e il sangue acqua…tsè”. The ass: “ma statt’a casa! Io c’ho pure quello che fa le imitazione degli animali, parla coi gatti e a comando ti riporta il pallone indietro come un cane intelligente!…pfui!”. Bambola rossa in viso e piena di odio replica: “Senti, a me non importa un fico secco dei tuoi accendini. Intanto ne ho più di te, io!”. The ass: “tu?ahahah. Io ne ho rubati una catasta. C’ho un armadio pieno”. Bambola:”io più di te!”The ass:”no, no, io più di te”.
Dopo un quarto d’ora di “io più di te” propongo una sfida per tagliare definitivamnete la testa al toro: “Mandatemi uno mms con le vostre scatole piene(di accendini). Chi ne avrà di più dovrà passare un’intera giornata a giocare col mio Lapo col supersantos squartato. Ma conoscendovi, passata quella curva ve ne sarete già scordati”. Bambola: “io?e che ci perdo? appena arrivo a casa ti mando lo mms. Così quel lestofante taccerà per sempre perchè io ne ho millemila a casa!!!”…

Bambola? millemila?E che ve lo dico a fare? Se n’è dimenticata. Da voci di corridoio sembra anche che sia rimasta fuori casa senza chiavi e soldi, con un pacchetto di marlboro rosse e senza accendino!
Chissà perchè… Controlla nella scatola degli accendini di The ass.

accendini

Contro tutte le previsioni, the Ass mi ha spedito la foto dei suoi coloratissimi accendini(rubati un pò a tutta la comunità e a Bambola)…e vince…
…povero Lapo…

La tana

Posted by lapo2001 on giu 26th, 2009

“Ho visto un topo! Ho visto un topo!”

Gionni esordisce in questo modo domenica pomeriggio dopo un’accurata ispezione del terrazzo di casa Minao, mentre tutti noi altri siamo distesti e rilassati intenti e vogliosi di gustarci il proseguimento del film “il cacciatore di aquiloni”.
“Ho visto un topo sul tetto grande così”, allargando le mani sempre di più sino ad arrivare alla grandezza di un’anguria. “Mamma mia che impressione. Antò(Minao) dovremmo controllare lassù, sul cornicione se c’è la tana. Ho paura che nemmeno il Romano riesca a neutralizzarli sti opossum squittenti. Dai, alzati e andiamo a vedere!”.
Il Minao, unico a disinteressarsi completamente del film e perso con la testa nel pc per cercare le nuove ricette di suor Germana non ha alcun tipo di reazione. Gli occhi imbalsamati sui tagliolini alle uova di lumaca non lasciano spazio ad altri tipi di attenzione. Snob, lascia che Gionni continui il suo sproloquio anti-ratto con noi. Ma il cacciatore di aquiloni è di gran lunga più emozionante e coinvolgente della storia del cacciatore di roditori del nostro caro amico.
Dopo una decina di minuti ricompare Gionni tutto trafelato con la camicia semiaperta e le mani sporche.
“Ma Antò, forse non hai capito. Sul tetto prima ho visto un topooo. Ho cercato di arrampicarmi ma mi ci vorrebbe una scala e poi soffro un pò di vertigini. Dai, andiamo a vedere se c’è la tana. Dai, andiamo. Dai. Cerchiamo la tana”.
Il Minao mentre cerca di capire come si riempiono i conchiglioni con trippa e uova di elefante, esasperato, si decide a recuperare una scala per far tacere le continue e logorroiche pretese predatrici di Gionni.
“Giuà, ma ho ssai che si nu sassaca**?”. Anche il Minao esce fuori il terrazzo.

Intanto il film ci rapisce totalmente, anche se ogni 2 minuti si sente la voce stridula di Gionni: “Vai più a destra. No,no, a sinistra. Allungati. C’è?C’è?La tana c’è?”.
Dopo poco, ci rendiamo conto che la nostra quiete è definitivamente compromessa. Anche Mimì si associa alle urla prorompenti di Gionni. La fine della storia del ragazzo in Afghanistan ci è impossibile conoscerla. Gli aquiloni dovranno aspettare.
“Bau, Baaauuu, Baaaaauuuuu”(Mimì). “La vedi? La vedi? la vedi la tana? Dimmi che la vedi. Dai Antò, fai uno sforzo e arrampicati”.

Usciamo fuori e…

Gionni e la tana

…i nostri occhi sono costretti a vedere una scena apocalittica. Gionni appeso come un fenicottero alla scala che impartisce lezioni di Mousebusters al povero e sconsolato Minao.
“A me sembra quasi di vederla. Sì, sì, quel foro nero lì, sì, proprio lì, vicino al cornicione. Dai che c’è la tana! La vedi? la vedi? La vedi?”…

Ovviamente, nessuna tana è sata scovata. Ma il Minao comunque ha tratto beneficio da questa esperienza. Anche se suor Germana prevedeva nelle sue frittate uova di coccodrillo, il Minao ha degustato un’ottima (a suo dire) omelette con uova di piccione(erano nella grondaia).

Uovo

Uovo2

Gionni, se non erro è ancora appeso alla scala.

Sta Liguria

Posted by lapo2001 on giu 16th, 2009

Santa Margherita Ligure
Le altre foto sono in commenti.

Bella “sta Liguria”. Bella Santa Margherita Ligure. Colorati e luminosi i paesaggi: il viola delle buganville, il rosso delle gardenie e il rosa delle orchidee; Verde ovunque e la costa davvero molto simile alla nostra tra piccole cale, scogliere e villazzi appoggiati sui promontori che farebbero invidia anche a Papi. Bazar e piccoli bar sul lungomare dove si possono degustare le leccornie tipiche di questa terra (in particolare le famose e gustosissime focacce di Recco) accanto ad alberghi a 18 stelle che noi abbiamo osservato solo dall’esterno(ovviamente).

Ci sono lidi di ogni specie e per ogni tipo di portafoglio: dai 90 euro per un lettino, un ombrellone e una cabina ad una piccola spiaggia libera in cui si fa la fila in attesa che qualcuno vada via dopo un’ustione. L’idea di riempire le scogliere con piccole pietre e trasformarle in veri e propri stabilimenti attrezzati è ottima.
Mi ha colpito osservare che la gente abbia una particolare predisposizione alla cura del corpo: è difficile trovare rotoli di grasso o panze cadenti: Ragazzini con bicipiti alla Schwarzenegger e anziani signori con le ali di un angelo tatuato fuoriuscenti dal costume. Signore in topless col piercing sul capezzolo e ragazzi con i crocchè scolpiti anche dietro le orecchie. Diciamo che noi eravamo i pochi ad avere ancora le fascinosissime maniglie dell’amore (orgogliosamente portate).

Per una mia deformazione poi, ho notato i metodi della differenziata: ancora rudimentali ma molto efficienti. Ci sono ancora i vari cassonetti per strada. In realtà, tutto ciò è possibile solo per una questione di educazione e civiltà. Lì è possibile, ahimè. E fuori ad ogni farmacia c’è il bidone per i farmaci scaduti(assessò, hai capito?).

Bella “sta Liguria”. Ci ritorneremo volentieri. Possibilmente senza il Juke-box “sarabanda” di Anna e le “precisazioni” di Madda.

Un saluto al povero Catapo. Ti capisco.

Pivello

Posted by lapo2001 on giu 12th, 2009

Estate di un paio di secoli fa.

All’epoca ricordo che la villetta comunale adiacente la mia dimora era esageratamente fatiscente. La casetta-bar in condizioni pietose e la vegetazione ai limiti della visibilità. In giornate particolarmente calde si poteva anche avere la sensazione di udire l’urlo di Tarzan o di vedere lucertole che intanto con la canicola si erano trasformate in alligatori. Erano gli anni in cui lì dentro si poteva trovare di tutto. Anche un vagabondo dimenticato da Dio, la serie completa di qualche rivista porno o un kit completo di condom bucati o di siringhe da infermiere. Senza sorveglianza e senza alcuna cura. Una foresta nel centro del paese.

In quella stagione mia madre, impossessata dal raptus del cambiamento (ho scoperto che è una predisposizione di molte donne di casa), dopo aver voluto spostare (nel senso che noi abbiamo dovuto spostare) tutti i mobili dal salotto alla sala da pranzo e dalla sala da pranzo di nuovo al solotto(perchè le infasidiva la posizione del sole che dalle 16 alle 16:30 poteva rovinare il legno di quelli più vicino la finestra), decise, con somma gioia di mio padre, di mettere i parati nella sua camera da letto la cui finestra affaccia proprio sulla villetta-jungla di cui sopra(e che c’entra mi direte. Mò c’arrivo).

In un pomeriggio di quella estate con mio fratello mi divertivo a giocare con una pallina da tennis nella stanza da letto dei miei. Quella camera era completamente spoglia. Svuotata e priva di ogni quadro, armadio o altro oggetto. Di li a poco avrebbero messi i tanto amati parati.
Era in corso uno di quegli uragani estivi che ogni tanto da queste parti si fanno sentire, per cui cosa c’era di meglio di un comodo mini campo di calcio in casa, poichè fuori non si poteva giocare?
All’epoca mi cimentavo come portiere, non perchè sia mai stato particolarmente bravo, ma solo perchè i fratelli minori hanno l’ingrato compito di far divertire i maggiori. A piedi scalzi ci prendevamo a pallettate e nella gara dei rigori mio fratello non riusciva a segnare un solo gol. La pallina era piccola e pesante per cui il rumore dello scontro col muro provocava tonfi tipo Squash. Pam, pum…pam,pum. Una serie interminabile di rigori e il gol non arrivava. Io ridevo e deridevo chiassosamente. E mentre mi accingevo a parare l’ennesimo penalty, una voce all’improvviso fermò quel trambusto. “Posso provare io a bucarlo quel pivello?”. Gianpaolo(il figlio di amici di famiglia) attirato dalle urla, dalle risate(le mie) e dai rumori aveva lasciato la cucina in cui c’erano i genitori (notoriamente tirchissimi) per una visita e incuriosito si era diretto verso il mini-campo. E baldanzoso, gagliardo e con voce da bullo ripose la stessa domanda: “Posso tirarlo io un rigore, pivello? Eh,eh”. Gli risposi che per lo meno doveva togliersi gli zoccoli. I dottor Shulls erano di legno e pesanti e potevano far male qualcuno. Lui invece, sicuro e ancor più spavaldo di prima mi accertò che non poteva esserci alcun pericolo. Sapeva il fatto suo. Si creò un atmosfera apocalittica, da mezzogiorno di fuoco, come i film di Clint Eastwood. Mancava solo quel “paraparapà”, motivetto tipico di quei film. La pallina gialla posizionata ferma sul dischetto immaginario. Guardavo i pali (cioè, da un lato la fine della parete e dall’altro lo spigolo della finestra) nervosamente e una gocciolina di sudore scendeva dalla fronte. Mio fratello con gli occhi sbarrati. Gianpaolo con espressione sempre più indisponente. C’era molta tensione. Partì nella rincorsa (a dire il vero un pò goffa), distese il piede verso la palla e……………….BUUUM! La palla si va ad infilare nel angolo in basso, imparabile anche per Dasaiev, mostruoso portiere russo di quei tempi. Neanche il tempo di capire e quell’ attimo di tensione e di silenzio venne letteralmente “rotto” dal rumore del frantumarsi del vetro della finestra. Lo zoccolo era partito per un lungo viaggio senza far mai più ritorno. Era finito tra le fauci di qualche baboab nella villetta comunale. Gianpaolo noncurante dell’accaduto esplose in un “GOOOOOL” con relativa corsa forsennata alla Marco Tardelli e con trenino alla Joao Paulo senza rendersi conto di ciò che aveva combianato. Tutto quel casino spaventò mia madre e i suoi genitori che immediatamente si fiondarano nella stanza in cui eravamo. Appena saputo l’accaduto e constato il danno sua madre svenne (perchè s’era perso lo zoccolo) e poco dopo seguì le sorti della signora il padre(perchè pensava che avrebbe dovuto pagare il vetro). Fu mobilitato mezzo mondo. Televisioni, elicotteri, Protezione civile, vigili del fuoco, Carabinieri, Polizia, Genio artificieri, Rambo…Niente? Lo zoccolo di Gianpaolo non fu mai più ritrovato. Si narra che sia stato rubato da Tarzan.

Dopo più di 25 anni, la madre anche dopo il disboscamento ancora non ha perso le speranze di ritrovarlo. Il padre smontò il finestrino della sua 124 per riparare all’errore del figlio. E la cosa che mi lascia perplesso più oggi, Gianpaolo quando m’incontra per strada ancora esulta per quel gol, chiamandomi “pivello”.

« Prev - Next »

Archivi

Chi c'é online

5 visitatori online
5 ospiti, 0 membri