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Europa League | Salviamo Peter Pan

Villarreal – Napoli 2-1

Posted by lapo2001 on feb 24th, 2011


MMS, inserito originariamente da LAPO2001.

Sedicesimi Europa League (ritorno)
Villarreal – Napoli 2-1 (Nilmar, Rossi; Hamsik).

Inferno Amarillo. Di tutti i 34,970 posti a sedere del Madrigal, dico io, dove potevamo mai capitare? Con l’amico Taca, dopo un breve consulto sul numero di fila e di posto, ci siamo ritrovati come per magia, oltre la Puerta 24 cioè, al centro della curva del tifo spagnolo. L’Inferno Amarillo appunto. Anche se bisogna dire che quello spicchio di stadio mi ha più dato l’impressione di un purgatorio. Siamo entrati mezz’ora prima della partita e il Madrigal era occupato solo a macchia di leopardo dai tifosi napoletani, con il settore ospiti stracolmo e gli altri sparsi un po’ in tutti gli altri settori. Qualche flash, una musica spagnola di sottofondo e vuoti sconcertanti sugli spalti. Solo a pochi minuti dall’inizio il piccolo stadio ha iniziato a riempirsi fino a raggiungere la massima capienza al primo fischio dell’arbitro. Qualche istante e ci siamo fusi e confusi nella grande massa gialla. Nei pressi della nostra postazione poi, si è presentato un improbabile capoultrà con la maglia del Celtic Glasgow e un megafono rauco e poco coinvolgente. Difatti, per novanta minuti non un coro, se non “Villarreal, Villarreal…”, non un salto improvviso, visto che tutti guardano la gara seduti, e non un sussulto emotivo degno di una curva trascinante. E se si considera che l’età media del nostro settore, ieri sera, era di 70 anni circa, se ne comprenderà il motivo. Mitica la signora, vicina di posto di Taca, che l’ha martellato per tutta la partita senza sosta con una serie infinita di domande, dimostrando che era lì, nell’inferno amarillo(?!), solo per caso. La signora non conosceva nemmeno le regole e i nomi dei calciatori della sua squadra. Si divertiva comunque, Taca un po’ meno.
Per cui, in quella atmosfera, a parte gli applausi e qualche sporadico coretto, il canto e la melodia azzurra ha invece riecheggiato dal primo all’ultimo minuto. L’effetto di disagio e soggezione invece, si potevano avvertire per la vicinanza degli spettatori al terreno di gioco. Senza fossato o separazione tra me e la linea di porta c’erano 4-5 metri. Se avessi starnutito, De Sanctis mi avrebbe detto “Salute!” e se la signora accanto a Taca avesse parlato in Italiano, sono convinto che il nostro portiere le avrebbe risposto. Il Madrigal non è una bolgia infernale, ma i circa trentamila spettatori sono praticamente addosso ai calciatori. E volente o nolente si sentono.
Alla fine, anche per come si stavano mettendo le cose e per come stavamo giocando, avremmo voluto costruirci il nostro piccolo paradiso partenopeo in mezzo a quel limbo giallo, ma gli episodi ci hanno condannato. Ai due gol mangiati al San Paolo, se ne sono aggiunti un altro paio clamorosi, due pali e altre, tante situazioni favorevoli non concretizzate, di ieri sera. Di contro, gli spagnoli, in 180 minuti hanno creato due azioni pericolose, sfruttando nostri errori grossolani, hanno realizzato un gol e mezzo ed hanno passato il turno. Probabilmente, questa è l’Europa. E questa forse, è la nuova lezione. Sul piano del gioco, il Napoli avrebbe meritato di accedere agli ottavi, ma le azioni sprecate ci hanno estromesso dalla competizione. Sarà per l’anno prossimo. Su palcoscenici ancora più prestigiosi e magari anche più caldi. Ieri, nel tiepido Inferno amarillo ci siamo auto-esclusi. Voglio credere che abbiamo conservato energie per quel che sarà il vero Inferno…che stavolta faremo noi. Il Diavolo è avvisato. A lunedì…
…no,no, señora, el matador juega en Nápoles, junto con los chicos con la camiseta azul(risposta di Taca, dopo il fischio finale, alla solita signora che aveva chiesto: ma Cavabi gioca con noi, nel Villarreal?).
Curiosità: negli abbonamenti alla Liga del Villarreal sono comprese anche le partite di Europa League. Nei pressi del centro della città c’è un inceneritore. Nei locali non si fuma da Gennaio. Esistono anche autostrade senza pedaggio. Un pacchetto di Marlboro Light costa 4,25 €. Se uno spagnolo ti invita a cena, ti sfida. Valencia è una bella città. Negli ultimi 20 anni ha avuto un restylng impressionante. Da 20 anni il sindaco si chiama Rita Barbera. Se la girata di Cavani entrava mi dovevano venire a prendere i carabinieri. Ruiz è ingiudicabile. Non molliamo.

Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca.

Napoli – Villareal 0-0

Posted by lapo2001 on feb 18th, 2011

Sedicesimi Europa League (andata)
Napoli – Villareal 0-0

Se prima della partita mi avessero detto: firmi per uno zero a zero? Avrei risposto: Mai!
Ora, a bocce ferme, non posso dire di essere contento, perché vorrei sempre vincere, ma credo che da questo pareggio a reti bianche i segnali positivi siano tanti e lo sottoscrivo. Prima di tutto, il risultato lascia la qualificazione agli ottavi assolutamente aperta. Avere due risultati su tre, tra sette giorni, non è roba da poco. Poi, c’è da considerare gli avversari. Forte e ben messa in campo, la squadra spagnola, che naviga nelle parti alte della classifica della Liga, ha piazzato sul manto erboso del San Paolo la migliore formazione possibile dando l’impressione di puntare molto su questa competizione. Il Villareal, squadra esperta che mastica Europa già da anni ad alto livello, ha giocato bene, sfruttando i grandi palleggiatori che possiede a centrocampo e i velocisti in attacco (Nilmar e Rossi) che mi hanno impressionato, ma che alla fine non ha mai tirato in porta. Il Napoli ha atteso, paziente, il momento giusto per poter affondare le due linee difensive a ridosso della loro area di rigore. Con spazi ridottissimi ha lasciato che i gialli tessessero la loro bella ragnatela, per poi cercare di sfruttare le poche occasioni che si sono venute a creare. Due occasioni limpide, che però, non si sono concretizzate. Ma la solidità e la compattezza del nostro team, secondo me, partita dopo partita, sta diventando sempre più la nostra forza, a prescindere da chi scenda in campo. Mascara, all’esordio da titolare, immediatamente s’è calato nella realtà mazzarriana cercando di dare qualità al reparto avanzato (in particolare con lanci a tagliare il campo millimetrici) e allo stesso tempo, sacrificandosi a centrocampo, dando una mano a Yebda e Gargano. La difesa, nonostante l’assenza del perno centrale Cannavaro, a parte un paio di cavolate del suo sostituto, ha saputo rintuzzare gli avanti spagnoli, veloci e molto tecnici. Il centrocampo, come al solito, ha corso in lungo ed in largo e i nostri attaccanti, hanno fatto la loro parte, difettando solo nella lucidità sotto porta nelle rare opportunità che si sono verificate. Nel complesso, sono molto soddisfatto. Sono più che soddisfatto poi, se penso alle altre italiane che piano piano si sono sgonfiate inesorabilmente, rasentando quasi il ridicolo. Il Milan che perde in casa sia fuori che dentro al campo contro un Tottenham senza il suo uomo più rappresentativo e la Roma ormai giunta all’ammazzacaffè, stanno dimostrando che il bel calcio italico è alla deriva. Il Napoli è ancora lì invece, a competere con squadre forti e blasonate e che dimostra di potersela giocare con tutti, anche in Europa. Comunque vada sarà un seccesso.
Unica nota negativa. O meglio, l’unico mistero che ancora non ha avuto rivelazione è questa storia assurda sulle punizioni. Ma chi deve batterle? Perché Gargano ancora si ostina a calciarle dopo 3 anni in cui ne avrà azzeccate un paio? Ieri c’era Mascara in campo, uno che le ha sempre sapute battere. Ieri c’era il Matador che con la sua potenza poteva far male. Ieri, ancora una volta, è stato il piccolo centrocampista ad andare sulla palla e a tirarla…sulla barriera. Basta! Probabilmente in allenamento le tira tutte dentro, ma in partita non è arte sua. Basta! Anche Taca se n’è accorto che non è cosa sua. Basta! Anche perché, in partite così equilibrate, un episodio, un evento particolare da calcio da fermo, potrebbe sbloccare la partita e noi ormai da secoli non siamo capaci di sfruttare. Basta!
Si va in Spagna. Oggi, più che mai, Cavamos!

Per la banda:
dgiuffre:10
Catapo:10
Lapo:9
Taca(ultimo, come al solito):8

Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca.

Napoli – Steaua Bucarest 1-0

Posted by lapo2001 on dic 16th, 2010

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Sesta Giornata (EL)
Napoli – Steaua Bucarest 1-0 (Cavani)

Dopo aver sfatato vari tabù in campionato, riuscendo a vincere contro squadre che non regalavano punti da dieci o da vent’anni, le cosiddette bestie nere, il Napoli europeo ieri sera ha confermato per l’ennesima volta che le partite non finiscono mai. Contro la cabala e contro tutti gli studi statistici, ancora una volta il gol risolutore è giunto oltre il novantesimo. E’un anno e mezzo che si verifica e in questa stagione sta diventando routine. Non me ne voglia Renato Cesarini oriundo argentino, diventato famoso negli anni trenta per le realizzazioni all’ultimo secondo, ma ormai, dopo ottant’anni, qui parliamo di un dato certificato, inconfutabile. D’ora in poi, in ogni luogo del mondo, quando le cose non solo calcistiche accadranno in extremis, per il rotto della cuffia, si dovrà parlare non più di Zona Cesarini, ma di Zona Napoli o Zona Mazzarri. A mia memoria, ricordo un Napoli simile per questa caratteristica, nella stagione 96-97, quando sedeva in panchina Gigi Simoni. Capitava spesso di ottenere il gol vincente negli ultimi secondi di gioco, ma mai con questa continuità, mai con questa voglia e questa determinazione.
Oramai, quello della zona Napoli lo definirei un marchio di fabbrica. Ieri, con grande sorpresa, ho potuto constatare che tutti i tifosi abbiano capito che questa squadra va seguita sino al triplice fischio finale(e anche oltre). Per la prima volta non si è verificata la solita processione a dieci minuti dalla fine, di chi ha fretta di tornare a casa al calduccio. Per la prima volta tutti hanno seguito il balzo elegante di quel ginnasta uruguayano dalla folta chioma che avrà fatto invidia anche alla Comaneci. Che goduria.
Anche i rumeni avevano imparato che il San Paolo prima di essere uno stadio è un teatro in cui si possono rappresentare sceneggiate, quando la tecnica, la tattica e il gioco non bastano. Deprimenti i mezzucci che gli uomini di Lacatus hanno adoperato per ostacolare la nostra corsa: finti infortuni, barelle inutili, scarpe slacciate, perdite di tempo, liti create ad arte ecc ecc. Ma come a Bucarest, anche qui a Fuorigrotta, il tempo perso durante la gara è stato un boomerang che gli si è rivoltato contro. Lo sa Delio Rossi, lo sa Bisoli, lo sa Di Carlo, lo sa Ficcadenti, lo sa qualche altro allenatore che ci ha dovuto fare i conti l’anno scorso e lo sa da ieri(ma già era stato informato all’andata)Lacatus. D’ora in poi, è bene, che gli avversari non perdano troppo tempo perché i minuti di recupero potrebbero essere letali. E non dite che non vi avevamo avvertito.

Il Napoli conquista con merito e sofferenza il primo obiettivo stagionale e sarà l’unica formazione a rappresentare l’Italia nei sedicesimi di finale di Europa League per niente snobbata. E’ motivo di gioia e di orgoglio. A questo punto non mi azzarderei a fare pronostici o porre obiettivi, perché è dimostrato, questa squadra può tutto e può quando meno te lo aspetti, o meglio quando più te lo aspetti, alla fine, in Zona Napoli.

Avviso: stasera in uno noto ristorante della mia zona, il proprietario(tifosissimo del Napoli)ha acquistato su Canale 31 il tanto atteso evento Juve-Manchester City. Si beve, si mangia e si festeggia. Da non perdere.

Forza Napoli Sempre

Utrecht – Napoli 3-3

Posted by lapo2001 on dic 3rd, 2010

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Quinta Giornata (EL)
Utrecht – Napoli 3-3 (Van Wolfswinkel 2, Demouge; Cavani 3)

Si possono trovare mille alibi e svariate scusanti nel corso di una partita: il gelo, i palloni sgonfi, un modulo sbagliato o la cattiva forma di questo o quell’altro calciatore ma, oggettivamente, i ruoli del difensore centrale e del portiere, a tutti i livelli, non si possono mai inventare. Puoi avere una formazione di fenomeni ma, se tra i pali hai un Valdir Peres o un Bandieri e al centro della difesa un Prunier o un Trotta, alla fine, potrebbero non bastare anche 6-7 gol per vincere una partita. Sugli esterni, si può pensare di fare turn-over o di scambiare quello di destra con quello di sinistra e viceversa, così come si può gettare un giovanissimo sconosciuto al centro dell’attacco o rischiare un acciaccato a centrocampo. Un allenatore può provarle tutte, anche il gioco totale in cui tutti fanno gli attaccanti e tutti fanno i difensori, ma mai, mai, mai, inventarsi colui che difende i pali o colui che comanda la difesa. Sarebbe come costruire un immenso castello di carte che però, si regge sulla sabbia. Un ottimo difensore centrale è il collante di tutto il pacchetto arretrato e questi può renderlo solido, seppur i colleghi di reparto non siano Maldini o Claudio Gentile e un buon pacchetto arretrato può dar sicurezza ad un intera squadra, seppur avanti non ci siano i galactios o gli Harlem Globetrotters. Uno come Krol, per esempio, stava per far vincere uno scudetto ad uno come Pellegrini mentre il contrario, sarebbe realisticamente impensabile…

Il Napoli ieri, nella glaciale Utrecht, ha dimostrato in tutta la gara, di voler vincere e di tenerci a questa qualificazione. Tutti, più o meno, hanno svolto il proprio lavoro egregiamente e nonostante si siano registrati i soliti errori, tipici delle nostre trasferte europee, hanno disputato una gara senza risparmiarsi fino al 95°. Ma non è bastato. Non è bastato un Cavani, in formato jolly, autore di una strepitosa tripletta(il primo gol è da fantascienza: può un tiro di prima intenzione nei pressi della bandierina rivelarsi imparabile?) e di recuperi da consumato terzino, non è bastata la buona prova della linea mediana, con Garagano e soprattutto con Yebda che ha dato il la a due delle nostre tre segnature. Non sono bastati, i tre, quattro interventi decisivi del nostro De Sanctis, non è bastato nemmeno un Hamsik, decisamente più vivo che nelle recenti ultime apparizioni e non è bastato infine, giocare contro una squadra che nel nostro campionato rappresenterebbe la forza di una compagine di mezza classifica della serie cadetta. Alla fine, l’improponibile difesa ha distrutto quanto di buono si è riuscito a costruire in attacco. E non parlo esclusivamente degli errori marchiani commessi nelle occasioni dei gol avversari, ma di un atteggiamento da banda del buco che ha messo a dura prova le nostre coronarie ogni qualvolta il pallone stazionava nella nostra tre quarti campo. Anche perchè nelle loro fila, non c’erano Zarate, Sanchez o Speedy Gonzales, ma un perticone alla Silenzi che avrebbe coperto i cento metri i tre minuti e che il più delle volte si marcava da solo. Cose da pazzi, roba da Gialappa’s.

Sta di fatto che una partita così, se avessimo avuto un Pocho anche al 10% e un onesto difensore centrale, l’avremmo vinta anche con la benda agli occhi e in nove uomini.
Ma, al termine di questa quinta giornata di Europa League, senza aver vinto ancora una partita, siamo l’unica squadra italiana ancora in corsa per la qualificazione. Ed io, in tutta sincerità, me la godo…nonostante Nelson… Ah, se l’avesse buttata dentro al 93°, questa pagina non l’avrei mai scritta. E’ pure sfigato.

Aurelio, se proprio non puoi comprare Beckenbauer o Passarella, almeno conferma Cannavaro.

Forza Napoli Sempre

Liverpool – Napoli 3-1

Posted by lapo2001 on nov 5th, 2010

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Quarta Giornata (EL)
Liverpool – Napoli 3-1 (Gerrard 3, Lavezzi)

Perdere all’Anfield Road ci stava tutto. Già prima della gara, in molti, ci auspicavamo per lo meno una prestazione degna di una squadra che vuole l’Europa che conta, al di la del risultato. Ma poi, a fine partita, a giochi fatti, sto ragionamento razionale è andato a farsi friggere. Sì, il Napoli ha fornito un primo tempo accorto e veloce nelle ripartenze e cosa più che imprevedibile, senza subire assolutamente niente. Nemmeno un piccolo rischio. E con una delle sortite verticali del Pocho, si era anche portato in vantaggio, meritandolo, ma al termine dei 90 minuti, guardarsi dietro e vedersi sconfitto con 3 gol in 10 minuti, realizzati da un solo uomo (e per giunta entrato solo nel secondo tempo), fa rosicare. Fa rosicare parecchio. I reds, senza costruire una (e dico una) azione pericolosa ha portato a casa la vittoria per 3 a 1 facendosi bastare solo un pizzico di esperienza. L’esperienza, ecco, appunto. Gli errori dei singoli sono stati determinanti. Dossena(in versione Contini), che già pochi minuti prima aveva fornito un assist involontario all’accorrente e impreciso attaccante inglese al centro dell’area, s’è ripetuto poco dopo (in versione Gresko) con un retropassaggio kamikaze che la lentezza ha trasformato in un altro assist perfetto, stavolta vincente, per Gerrard che un’occasione così, non se la sarebbe mai fatta sfuggire. Scivolata ad anticipare De Sanctis è la frittata s’è compiuta. Nemmeno il tempo di rammaricarsi e in piena area di rigore, l’esterno destro inglese è stato sgambettato da un Aronica già in piena confusione da svariati quarti d’ora. Rigore. Ancora Gerrard e addio sogni di gloria. Infine, ancora Dossena impacciato in un disimpegno difensivo, preso dal panico, ha consegnato la palla e il 3 a 1 definitivo e inifluente agli avversari. Pallonetto vellutato di Gerrard e tutti a casa.

Il Napoli visto nel primo tempo è piaciuto e ha convinto. Quello rinunciatario della ripresa avrebbe avuto un senso logico solo se non avesse demolito tutto ciò che di buono aveva seminato prima, in quei fatidici 10 minuti. Errori grossolani di chi ha paura e di chi non riesce a tenere la tensione nei momenti in cui conta di più. Gli errori che odio. Spero che questa lezione, perchè lezione è stata, servirà per i prossimi impegni, a partire da domenica prossima, ma soprattutto per la trasferta di Utrecht. Mi sa che sarà una trasferta obbligata. Catapo sei avvisato.

Mi sa che si deve ritornare a casa Minao.

Forza Napoli Sempre

Napoli – Liverpool 0-0

Posted by lapo2001 on ott 22nd, 2010

Napoli - Liverpool

Terza Giornata (EL)
Napoli – Liverpool 0-0

Il Napoli dopo più di 20 anni torna a giocare contro una big del calcio internazionale. Una big con i cerotti, certo, ma pur sempre un club che nella sua lunghissima storia (118 anni) ha collezionato trionfi in tutte le competizioni europee a cui ha partecipato (5 champions, 3 Coppe Uefa e 3 Supercoppe). Pur scendendo in campo con una squadra rimaneggiata e pur non attraversando un momento positivo, il Liverpool è comunque un team che mastica Europa da prima che la maggior parte di noi nascesse. Il Napoli, invece, è all’esordio assoluto nella sua storia in una fase a gironi in una competizione del genere. E’vero, gli azzurri non hanno disputato un grande match, soprattutto nel primo tempo. Il ritmo non è mai esistito e la lentezza della manovra in alcune fasi mi ha fatto quasi addormentare, ma sentir parlare di figuraccia a me e ai tantissimi tifosi che hanno applaudito a fine gara, fa solamente ridere. Cosa si dovrebbe dire a questo punto della Giuve che ha il nostro identico ruolino, del Palermo che prende tre sberle in casa e della Samp che perde contro una squadra di cui s’ignorava l’esistenza? E stiamo parlando di squadre che già conoscono questa competizione da qualche anno. Come minimo meritano i pomodori in faccia, no?

Dispiace sicuramente di non esser stati capaci di scardinare il fortino inglese composto da dieci uomini dietro la linea della palla in fase difensiva, dispiace soprattutto perché il timore reverenziale dei nostri ragazzi nei confronti di quella casacca rossa è stato enorme. Di sicuro, se gli azzurri fossero riusciti a giocare come sanno, non sentirei i soliti discorsi che si fanno quando non si vince(perché di quei discorsi se ne perdono le tracce solo in caso di vittoria). Dopo la partita pareggiata con lo Steaua, le critiche feroci si sono abbattute sul nostro allenatore perché aveva inserito troppe seconde linee, dopo la partita di ieri invece, viene accusato di non aver fatto il turnover, nel prossimo incontro chissà cos’altro ci sarà da dire. Alla fine, meritavamo la squadra titolare e così è stato. Ed io ringrazio Mazzarri per aver fatto questa scelta. Non abbiamo vinto? Va bene lo stesso, la prossima andrà meglio. E’esperienza. Ieri era importante solo esserci. Noi, che aspettavamo da 20 anni e i titolari, perché quello spazio lo hanno conquistato e meritato l’anno scorso e gli anni precedenti.

Intanto, in questa valle di lacrime, siamo in piena corsa sul fronte europeo e in campionato, a parte qualche infelice uscita casalinga, occupiamo il quarto posto con pieno merito e con la convinzione che su qualsiasi campo possiamo giocarcela.

Forza Napoli Sempre

Steaua Bucarest – Napoli 3-3

Posted by lapo2001 on ott 1st, 2010

Seconda Giornata (EL)
Steaua Bucarest – Napoli 3-3 (Aut. Cribari, Tanase, Kapetanos; Vitale, Hamsik, Cavani)

Sinceramente non so come sarebbe finita la partita se al centravanti rumeno non gli fosse venuto un autentico raptus di follia quando ha deciso di stendere, con un cazzotto degno del miglior Cassius Clay, il nostro Santacroce, quando si era sul 3-0. Per quasi un’ora il Napoli ha potuto così usufruire del vantaggio di giocare con un uomo in più e piano piano di ristabilire una situazione che era diventata in un battito di ciglia catastrofica. Pronti via, e in 15 minuti ci siamo ritrovati sotto di tre reti. Tre gol nati da puri atti autolesionistici. Dopo un minuto infatti, Cribari fuori posizione, di stinco, devia alla Ferrario nella nostra porta un innocuo cross dalla tre quarti. Dieci minuti dopo, Tanase, ha calciato una punizione pochi metri dopo il centrocampo verso l’area napoletana con l’obiettivo di cercare una testa rumena. Il nostro portiere, che diciamolo francamente, ha il suo tallone d’Achille nelle uscite alte, si trovava inspiegabilmente sul dischetto del rigore e si è fatto sorprendere da questa palla più lunga del previsto. In un attimo ho avuto la sensazione di rivedere il peggior Coppola, nelle sue peggiori performance. E solo dopo altri cinque minuti, un cross proveniente da destra ha superato sia Santacroce, fregato da un movimento minimo dell’attaccante sul primo palo che poi è andato a concludere sul secondo, sia De Sanctis, che stasera proprio aveva o il compleanno del figlio in testa o forse la macchina che gli hanno graffiato da poco. Inspigabile. Tre a zero e via alle furibonde e avvilenti critiche dei gufastri.
Il Napoli, con un turn over ai limiti della decenza(Zuniga può giocare solo come centrocampista di destra. Punto. Oltre questo rasenta il ridicolo),dopo l’espulsione già citata, ha piano piano cercato di rimettere la gara sul giusto binario. Prima Geggino (Vitale) ha accorciato le distanze, approfittando di una bella punizione di Sosa (due cose buone in 98 minuti le ha fatte) dal limite dell’area finita sul palo, ribadendo in rete pronatamente e poi con un’autentica perla di Hamisk entrato pochi minuti prima, con una staffilata da 30 metri che si è infilata nell’angolo alto, per cercare l’assalto finale. Gli ultimi minuti poi, sono stati un vero e proprio assedio e dopo che Lavezzi, Hamisk, Cavani e soprattutto Maggio con i suoi piedi da fabbro, hanno fatto indigestione di gol, proprio all’ultimo secondo del match, una zampata in piena area di rigore del matador ha evitato una figuraccia contro un modestissimo Steaua.
Si parlerà molto in questi giorni del turn over ordinato da zio Walter. In linea di massima sono d’accordo a far riposare giocatori che sono impegnati continuamente, ma in tutta onestà, vedere Zuniga in quel ruolo e vedere contemporaneamente Lavezzi, Hamisik, Pazienza(in formissima) e Campagnaro fuori dal match, non mi ha fatto urlare di gioia. Cioè, noi per arrivare qui ci siamo fatti un mazzo così l’anno scorso. A questo punto che senso ha fare il quinto o il sesto posto se poi, devo vedere quasi tutti i titolari fuori? meno male che c’è il Matador, va. Almeno da lui non si può prescindere.

Forza Napoli Sempre

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