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Genoa | Salviamo Peter Pan

Genoa – Napoli 3-2

Posted by lapo2001 on gen 30th, 2012

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XX Giornata
Napoli – Genoa 3-2 (Palacio 2, Gialrdino; Cavani, Lavezzi)

Statisticamente, in ogni stagione, c’è sempre una trasferta che si fa ricordare per i disastri che produce.
Ecco, la situazione climatica al limite e la concomitante sconfitta degli azzurri hanno piazzato di diritto quella di ieri a Genova nella top down five della mia carriera di tifoso.

Eppure, per evitare di morirci a Marassi, mi ero preparato come si conviene. Le previsioni mi avevano avvertito e l’abbigliamento è stato impeccabile, o quasi: gambali da paludi della Foresta Nera, due paia di calzini anti-gelo, jeans, maglietta della salute, camicia(di forza), due maglioni di lana merinos, giubbotto anti proiettili, sciarpa, guanti imbottiti e cappello molto simile ad un passamontagna. Roba da baita, altro che stadio.
La mattina, nel treno che da Milano mi ha portato nella città della Lanterna, i miei compagni di vagone, vedendomi imbottito in quel modo, mi hanno chiesto addirittura in quale località sciistica mi stessi recando. Stavo andando a vedere il Pocho o Zurbriggen? E il paesaggio circostante, molto più simile alla Groenlandia che alla Liguria, mi ha fatto pensare che all’arrivo in stazione ad aspettarmi avrei potuto incontrare qualche pinguino o un paio di yeti. Mentre il meteo e le ultime notizie lette da internet mettevano persino in dubbio il regolare svolgimento della partita. Sono così giunto a Genova preoccupato e quasi spaventato, ma per fortuna, in città, a parte la temperatura polare ed una leggera e fastidiosa pioggerella, la neve era presente solo sui colli ed ho capito che la gara si sarebbe disputata anche senza sale o macumbe.

La strada sino al campo era deserta e nonostante il già citato abbiglio, le mani, i piedi e la punta del naso, richiedevano tappe continue e rigeneranti ad ogni bar aperto. Visto l’andazzo, più di pesto e focacce, sarebbero state più opportune polente e crauti, ma ho cercato di rinfrancarmi con la birra e un paio di grappini. Ma non è bastato.
Sono entrato allo stadio un’oretta prima dell’inizio perché avrei rischiato un’ubriacatura a furia di riscaldarmi con la birra ma, nonostante il settore ospiti fosse stracolmo, il vento gelido ci ha tagliato a fette, anestetizzandomi in meno di 5 minuti. A mala pena riuscivo a muovere il collo volontariamente, mentre il resto del corpo si cimentava in persistenti tremolii prodotti da brividi inconsapevoli.

Solo dopo l’ingresso dei nostri ragazzi e i saltelli anti-doriani hanno dato qualche piccolo segnale di risveglio alle mie gambe atrofizzate, ma è durato poco. La speranza che a riscaldarci poteva essere qualche piroetta del Pocho o una fiammata di Pandev, ben presto s’è dissolta insieme alla neve che ricopriva le colline circostanti. Il primo tempo è stato da tormenti. Ho inveito contro tutti. Noi lì, in quello spicchio di stadio, ibernati a gridare come gli ossessi e loro in campo a giocare alle belle statuine addormentate: Zuniga ancora col pigiama, Cannavaro che sbadigliava, Campagnaro a contare le pecorelle, Dzemaili col cuscino sotto il braccio, Hamsik un sonnambulo, Dossena in camicia da notte, Britos con le babbucce, e gli odiosi Sculli e Rocchi a rendere il gelido giorno sempre più in un incubo della notte. Ho salvato solo Gargano dalle bestemmie che praticamente correva per tutti. Nel secondo tempo qualcosa è cambiato, mentre ormai si saltava e si applaudiva non per incitare, ma solo per cercare di creare un minimo di conforto al fisico. La squadra ha cambiato modulo ed anche il piglio. Qualcuno s’è svegliato da quell’assurdo torpore e qualcun altro ha continuato a dormire sonni tranquilli e, mentre si cercava di recuperare il doppio svantaggio, ecco la doccia gelata, come se non bastava: Palacio da posizione defilata ci ha infilzato per la terza volta. Qualcuno, non potendone più, ha alzato bandiera bianca abbandonato gli spalti, mentre il bambino seduto accanto a me, travestito da peluche, mi chiedeva: ma adesso pareggiamo? Non ho avuto il coraggio di rispondere e non perché la lingua si fosse completamente atrofizzata, ma per lo sconforto.
Poi, l’ultimo quarto d’ora. Per un attimo ho creduto nel miracolo. Due gol in un minuto ed ancora il tempo necessario per completare una rimonta che sarebbe stata il giusto premio per chi, come me, era lì a schiattare bramando un caminetto o una damigiana di birra o di vino cotto. E invece, sebbene ci fossero ulteriori 5 minuti di recupero, il Napoli non è riuscito ad affondare il colpo risolutore producendo uno stato depressivo che combinato alla bora, mi ha letteralmente annichilito.

Il ritorno a casa, nello stesso treno dell’andata, è stato da puro masochista. Nel leggere le pagine del web dedicate alla nostra squadra, ho avuto un sussulto che non mi ha scrollato di dosso quel freddo che ancora ora permane, ma ha terminato di surgelarmi. Processi e contro-processi nei confronti di Mazzarri, De Laurentiis, Bigon, il mercato, ecc ecc. Ma stavolta questa sconfitta, a differenza delle altre, la imputo solo ai calciatori. Ieri si poteva giocare con qualsiasi modulo o schema, e non è stato un problema fisico perché la squadra al novantesimo correva il doppio del modesto Genoa, ma se dormi e non ci credi, il risultato non puoi raggiungerlo. E ieri, i nostri, a parte Gargano, hanno marcato gli avversari sistematicamente a 5 metri. E se nel calcio, oltre la tecnica, contano le gambe e la testa, ieri è mancata la caratteristica che tante volte ci ha salvato e contraddistinto: il cuore.
Quello che noi tifosi mettiamo sempre, seppur, il freddo, questa trasferta e questo Napoli, ci hanno fatto gelare.

Forza Napoli Sempre e onore ai Grifoni. 30 anni di gemellaggio restano una delle cose più belle del nostro calcio.
La 10 non si tocca

Napoli – Genoa 6-1

Posted by lapo2001 on dic 22nd, 2011

Recupero I Giornata
Napoli – Genoa 6-1(Cavani 2, Hamsik, Pandev, Gargano, Zuniga; Jorquera)

Un massacro…

Napoli – Genoa 1-0

Posted by lapo2001 on mag 2nd, 2011

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XXXV Giornata
Napoli – Genoa 1-0 (Hamsik)

A tre giornate dal termine del campionato, al Napoli manca un solo punto per raggiungere la matematica certezza che l’anno prossimo sarà Champions. Ecco. E’ovvio che si speri di consolidare questa posizione per evitare i preliminari per gioire e programmare con più tranquillità quella che sarà la prossima stagione, ma un velo di tristezza si è impossessato di me. Futuro, nuovi acquisti, mercato, strategie… Ma di cosa stiamo parlando se lo zio Walter andrà via? Non riesco a nascondere l’amarezza che mi ha preso oggi, constatando le riflessioni degli addetti e i mutismi del mister. E non riesco a pensare in questo momento ad un futuro senza di lui. Certo, c’è da festeggiare e da brindare per il risultato insperato conquistato e per le emozioni che la squadra ci ha saputo regalare, roba che non si viveva da tanto tempo, champions che noi l’abbiamo vista solo dalla tv, certo, ma non riesco a nascondermi e vivo molto male questo momento. Non me l’aspettavo o ho fatto finta di non accorgermene, sta di fatto, che la nostra grande stagione ha nell’allenatore uno dei suoi maggiori artefici e io questo distacco ora lo rifiuto e non so pensare al domani. Ma quale domani?

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca.

Genoa – Napoli 0-1

Posted by lapo2001 on dic 11th, 2010


MMS, inserito originariamente da LAPO2001.

XVI Giornata
Genoa – Napoli 0-1 (Hamsik)

Bella ed entusiasmante la trasferta di Genova, stavolta. Le debacle degli anni scorsi sono ormai un lontano ricordo ed anche questo ultimo antipatico tabu è stato sfatato.
Mentre scrivo ho ancora gli occhi a cuoricino che sbatacchiano velocemente. Quella perfetta torsione del collo alla Beppe Savoldi del nostro meraviglioso slovacco ancora mi brilla nelle pupille e ciò non permette di esprimermi con estrema lucidità.
Ecco, lucidità e personalità. Questi sono gli elementi che sono emersi dalla partita di sabato. In tutti i giornali, ieri mattina, il leit-motiv degli articoli si incentrava su queste caratteristiche. La capacità di soffrire e di mantenere il risultato insperato fino alla fine col coltello tra i denti. Ciò che invece piace sottolineare a me, oltre a queste doti, è la grande versatilità della squadra e la capacità di adattarsi a seconda dell’avversario e delle situazioni che si vengono a creare. La famosa interpretazione della partita che più volte è mancata ai nostri giovani nei momenti cruciali, specie la passata stagione. Il camaleontico fantaNapoli di Mazzarri che impernia il proprio gioco principalmente sulle ripartenze veloci, ha imparato nel corso del tempo ad essere paziente, cinico e spietato con le “piccole” restie ad aprirsi e capace di imprimere il proprio ritmo forsennato, facendo leva sul fraseggio, con le formazioni dai piedi buoni, ma che concedono il fianco. Sabato il Napoli, ha fatto di necessità virtù. Con il 70% del potenziale offensivo a Castelvolturno, senza troppo snaturarsi, ha saputo giocare da Grande con animo operaio. Vincere una partita a Marassi, in quell’ambiente e in quelle condizioni, è da seconda in classifica, seppur in pessima compagnia. E questo non può che lasciar spazio a idee balzane e sbalorditivi sogni ad occhi aperti…

…o incubi.
L’intero pre-gara ha avuto un solo argomento di discussione “chi sostituirà il pocho?”. Ho pensato che stesse facendo pretattica lo zio Walter, quando venerdì ha comunicato che Zuniga era in cima alla lista dei suoi pensieri. I ricordi nefasti di Bucarest, in cui le piroette spaziali si erano spostate dalla fascia al centro del campo, mi hanno indotto a pensare che mai più un esperimento del genere potesse essere riproposto. E invece, dal posto del settore ospiti in cui mi ritrovavo, nonostante la posizione non mi permettesse di ammirare tutto il campo, ho potuto, ahimè, vedere l’ingresso di Camillone con un ipotetico numero 10 dietro le spalle(quando l’ho detto, il mio vicino di posto ha rabbrividito e mi ha guardato con aria di schifo). Ammetto di avergli augurato un improvviso imbarazzo di stomaco o una temporanea e leggera febbre, giusto per toglierlo dal supplizio che di li a poco l’avrebbe visto facilmente protagonista. Chiedergli di fare il Lavezzi, insostituibile, sarebbe stato follia, un po’ come chiedere a Gargano di andare, in una ipotetica partita di volley, a muro sullo schiacciatore. Stiamo parlando di un altro gioco, di un altro sport, di un altro mestiere. “Mazzarri ha bevuto” ho pensato più volte. E invece, lo zio c’ha visto lungo. Il Pocho ci è mancato come il pane, è chiaro, se n’è accorto anche chi abitualmente porta gli occhiali e allo stadio, stranamente, ne è venuto privo(il riferimento al Gallo è del tutto casuale), ma il lavoro che ha chiesto l’allenatore a Camillone, credo che sia stato svolto in maniera egregia e degna: movimento per gli inserimenti di Hamsik e Cavani e occhio a Veloso e Criscito. E poi, quando la partita s’è messa sul binario giusto, il lavoro dello pseudo numero 10 di giornata si è rivelato ancora più prezioso.
D’altro canto, c’è anche da dire che il Genoa palla a terra e velocità è un ricordo perso nel tempo e il Gasp è già un rimpianto. A parte le rare sortite di Criscito e i primi 10 minuti di Rudolf, i cross dal fondo sono stati una chimera per i rossoblu. L’unico schema possibile è stato “campanile su Toni”, sperando che la zucca o la natica di San Luca facesse un miracolo. In qualche occasione si è creato il panico davanti alla porta di De Sanctis, ma la creuza buia in cui si è infilato Ballardini non ha portato i risultati sperati. Non c’è riuscito nemmeno l’usuale atteggiamento di alcuni calciatori genoani a invertire le sorti di una gara segnata. Il solito Milanetto, che inspiegabilmente riesce per l’ennesima volta a finire la partita senza cartellini, con il solito protestare ad oltranza non ha avuto seguiti disastrosi: una ingiusta espulsione di Pazienza e stavolta nessun rigore,eh. Ho avuto l’impressione che con questa difesa granitica anche un improvviso intervento divino sarebbe stato del tutto inutile.
Poi sofferenza, tanta sofferenza, e chili e chili di ansia in corpo. Quei palloni scodellati sul testone di Toni sul finire di gara, mentre ci difendevamo in dieci, creavano un’apprensione terribile e i minuti sembravano non passar mai. Ma al termine, con un po’ di fortuna, tanta grinta ed intelligenza si è riusciti a sfatar l’ultimo tabu. I ragazzi sono riusciti a conquistare una grande vittoria e a regalarci una gioia indescrivibile e l’applauso dei tremila accorsi è stato l’apice della felicità. Ci avrei passato volentieri la notte in quello stadio, pur di non scrollarmi di dosso quella sensazione beata.
Prima di uscire poi, per sancire ancora una volta l’eterna amicizia che ci lega da anni, i tifosi genoani sono venuti sotto la nostra postazione per applaudire.
Prima, durante e dopo l’ospitalità è stata come sempre impeccabile. Reciproci saluti, reciproci cori, reciproci applausi e reciproci amichevoli striscioni. A parte queste belle effusioni che fanno da cornice e supporto ad un bellissimo ed indissolubile gemellaggio, voglio esprimere per concludere, le mie motivazioni sull’argomento che vanno un po’ al di la della semplice cortesia di campo. Non saranno i risultati ad incrinare i rapporti di queste due storiche e splendide tifoserie, non è possibile, ho le prove: dopo averci ospitato in casa loro prima della gara offrendoci birre, dopo aver visto la loro squadra perdere, dopo averci offerto una cena a base di trofie al pesto, formaggi, salumi di ogni genere(tra cui l’ottima cima) e vino a fiumi, dopo averci chiesto “ragassi, se volete rivedere la partita, l’ho registrata…”, dopo che hanno lavato i piatti, dopo averci ospitato la notte e aver trasformato il loro salotto in un accampamento, dopo che la mattina ci hanno congedato con un pacchetto di pasta fatta a mano e un vasetto di pesto cadauno e dopo averci offerto la colazione, dopo tutto questo, ditemi voi, Federico e Taca, posso non considerarli fratelli amici grifoni? Eccezionali.

Caro presidente Preziosi, il tuo ultimo giocattolo s’è rotto. Zucolini, la tua bomba di mercato, non è servito a ripararlo e tra poco Criscito e Ranocchia col trenino se ne andranno, ciuf ciuf, ora dimmi tu, state inguaiti e pure il manico hai voluto cambiare? Esonero del Gasp e la lanterna in mano a un cecato… e lì, dovresti saperlo, di lanterne se ne intendono. Povero Genoa.

Caro Aurelio, è quasi la befana, noi ci crediamo, e tu?

Alla banda. Formazione scesa in campo sabato:
De Sanctis, Campagnaro, Cannavaro, Aronica, Maggio, Pazienza, Gargano, Campagnaro, Dossenza, Zuniga, Hamsik, Cavani.

Dgiuffre: 10 su 11.
Lapo: 10 su 11.
Catapo: 9 su 11.
Taca(ultimo): 9 su 11.

Gira e vota, il risultato ogni lunedì è sempre lo stesso.

Forza Napoli Sempre

Napoli – Genoa 0-0

Posted by lapo2001 on gen 31st, 2010

XXII Giornata
Napoli – Genoa 0-0

In televisione e sui giornali di domani leggerò sicuramente della grandissima prova degli azzurri, della iella nera, degli errori sotto porta di Denis & co, delle Volkswagen di Aurelio, della striscia di 15 partiti utili, del mercato che sta per concludersi, del macroscopico mani in area di Dainelli e del conseguente macroscopico abbaglio di Morganti. Mi spiace invece, che difficilmente avrò il piacere di leggere dell’assoluta incapacità e del modo assurdo con cui l’arbitro ha diretto la gara. Non sto soffermandomi sul rigore incomprensibilmente negato e nemmeno su altri episodi particolari, compreso il set vinto dai genoani nella improvvisata partita di pallavolo (almeno 4 “mani” non sanzionati). Voglio semplicemente attirare l’attenzione sulla conduzione di questo novello Rosetti(chi vò capì, capisce): per un terzo della partita la palla è stata in possesso del portiere Amelia (per ogni rinvio 22 minuti di stop) senza che la gacchetta-cacchetta gialla sia mai intervenuta nemmeno verbalmente; spesso s’è intattenuto in dialoghi e chiarimenti spezza-ritmo con i calciatori, gli allenatori e i fotografi, specie nel secondo tempo, quando il Napoli stava meglio esprimendosi a livello di intensità; ha applicato la regola del vantaggio a suo piacimento senza uniformità, così come la gestione dei cartellini; ha reso possibile l’ostruzionismo, permettendo l’ingresso dei massaggiatori ad ogni lagna-sceneggiata dei calciatori rosso-blu, talmente spesso, quasi da farmi pensare ad un certo punto che il Genoa stesse giocando in 13 (più lui 14); ha invertito delle punizioni e visto dei fuorigioco che nemmeno il Moviolone di Biscardi avrebbe potuto giustificare ecc. ecc. ecc. (e in questi 3 ecc ci stanno poi tutti, tanti, troppi, orrori che non voglio nemmeno ricordare). Qualcuno poterebbe obiettare, adducendo il tutto solo allo spuntino pesante del pomeriggio o ad una sua particolare serata negativa, dimostrata anche dal piazzamento in campo quasi sempre errato e che le mie esternzioni siano solo il frutto di una fresca arrabbiatura post-partita. Beh, vi dico, sono seduto, calmo e cerco di esprimermi con obiettività, senza farmi prendere troppo dalla “tifosite”, ma non posso non chiedermi: ma quelle poche volte che casualmente s’è trovato in buona posizione per vedere e soprattutto capire che la partita in corso era football (foot=piede), perchè non ha visto? Perchè?

E’ difficile che mi esprima così sugli arbitri, o che mi faccia coinvolgere in uno spicciolo vittimismo, perchè ho sempre pensato che gli errori facciano parte del gioco. Ed anche in casi ed episodi più eclatanti, a parte gli improperi e gli sfoghi di rabbia(vedi il rigore a Parma), non ho mai voluto pensare che quella del “padrino” calcistico fosse una saga, altrimenti non avrebbe nemmeno senso essere lì, spendere denari e prendere freddo (stasera c’erano 2 gradi al San Paolo, -16° nella macchina del Minao). Ma il fatto che tra poco, cambiando i canali e aprendo le pagine delle maggiori testate sportive nazionali, non leggerò della scandalosa conduzione arbitrale mi rattrista molto. Ci saranno i siparietti di Mourinho, i siparietti di Cassano, l’intervista del nuovo Cassius Zac Clay, i dolori al pancino di Pato, il prossimo colpo di mercato di Moratti che sta per terminare l’allestimento della quarta squadra titolare e tutto ciò che ho menzionato ad inizio post che distoglieranno l’attenzione da ciò che è accaduto a Fuorigrotta:l’oggettività di un comportamento. Mentre i tifosi, la città, la storia e la squadra, oggi più che mai, meritano rispetto e non il sospetto.
Questi ragazzi ci stanno facendo ammattire. Non ho ricordi recenti di un gruppo così bello, di un coraggio, una forza e una personalità così spiccata e non voglio che i nostri sogni siano spazzati via, polverizzati da decisioni che col calcio non hanno niente a che vedere. Perchè ieri sera, l’esimio signor Morganti Emidio e i suoi 2 compari, col calcio non c’entravano niente. Forse avranno sbagliato indirizzo, saranno venuti ad arbitrare la partita di un altro sport…
Già ci avete provato in passato, non fateci disamorare di questo meraviglioso gioco.

Mi sono dilungato, perchè raramente ho visto cose del genere e per me hanno molto rilievo, molto più di ciò che pensano i “giornalai” e i “televisionari”. Questo non toglie niente alla eccezionale gara della nostra squadra, una delle migliori casalinghe di questa stagione. Se si pensa che il Genoa del calcio champagne non abbia mai fatto un’azione degna di nota, la dice lunga. Tutti hanno dato tutto sino all’ultimo secondo, senza che si possa rimproverare niente. Tutti sono stati come noi vorremmo che siano sempre, ma un plauso particolare va al nostro capitano, fischiato e oggetto di scherno di molti (compreso me) in passato. Cannavaro(quello vero) è stato semplicemente strepitoso. E’ vero che nelle ultime uscite si era già ottimamente comportato, smentendoci, ma quella di ieri è stata inequivocabilmete la sua migliore partita. Grande capitano. Grande Napoli!

Aspettando il Pocho…
Lippi, oltre a Grava, mi sa che dovrai portare anche Paolo in Sudafrica…
Spezzate le catene…

Forza Napoli Sempre

Naufragio a Genova

Posted by lapo2001 on set 14th, 2009

Marassi

III Giornata
Genoa – Napoli 4-1 (Floccari su rig., Mesto, Crespo, Kahrja su rig.; Hamsik)

Si può naufragare così?
Sono preoccupato, molto preoccupato.

Va bene l’hanno visto tutti, è stato palese che l’uomo(?!) con la giacchetta gialla ha condizionato l’andamento e probabilmente il risultato della gara regalando un’espulsione e un rigore ai rossoblu, ma il punto non è questo.
Ogni domenica, su tutti i campi siamo di fronte ad orrori arbitrali e saremo a discutere per sempre del pessimo Tagliavento di turno, ma la domanda va oltre: si può naufragare così?

La ciurma azzurra non aveva nemmeno giocato male il primo tempo, approfittando anche dell’uomo in più(espulso Criscito), s’è portata anche in vantaggio con il solito inserimento di Hamsik, servito al bacio da Quaglia. Ha tenuto palla, ha gestito e ha corso pochi sporadici pericoli, in attesa di andare con il gol in più negli spogliatoi.
Ma nel recupero il fattaccio: rilancio di Amelia(il portiere!) che ha scavalcato tutto il centrocampo e la difesa(!!), Campagnaro vistosi sotto pressione dall’accorrente Sculli, ha invitato De Sanctis all’uscita, il quale invece ancora non aveva terminato il sonnellino del pomeriggio ed è rimasto impalato tra i pali. Sculli si è lanciato disperatamente sulla palla ed è rovinato in area dopo un regolarissimo spalla a spalla col nostro difensore… Espulsione di Campagnaro e rigore (Ancora non ci credo). Proteste inutili, Floccari ha realizzato dal dischetto e tutti negli spogliatoi.

Tutti rammaricati, anche il nostro vicino di posto assai corpulento che per tutta la partita è stato poco attento al calcio giocato perchè era troppo impegnato nel videoriprendere i suoi amici deliranti(ha fatto pausa solo nell’intervallo sostituendo il telefonino con un panino con la frittata), anche il Minao, il cui gemellaggio con i genoani l’ha preso proprio alla lettera(c’è mancato solo che invitasse a cena il sindaco o qualche viglie urbano genovese). Tutti rammaricati dicevo, eravamo convinti che ormai il tempo di scendere in campo fosse giunto per Lavezzi e Gargano incridibilmente in panchina. Tutti rammaricati ci siamo rassegnati. Solo dopo 20 minuti e il secondo gol di Mesto (tiro dal cortile di casa sua), i due sudamericani sono entrati… Peggio che andar di notte. Becchiamo altre due pappine (Crespo e Kahrja su rigore) e tutti a casa.

Praticamente dopo il pareggio di Floccari, il Napoli è scomparso. Un naufragio, una nave fantasma… Ma può essere?
Sono d’accordo che non si possono fare 750 km e 8 ore di viaggio(6 delle quali con Morfeo) in macchina, per poi vedere per un’abbondante ora, i tocchetti e i balletti di uno che ha sbagliato mestiere(Pià) e di un altro che dopo 3 minuti “sciattichiava” con la bava alla bocca(Pazienza); sono d’accordo che il Pocho e Gargano(che non ha azzeccato un passaggio n.d.r.) anche se con la sedia a rotelle devono essere sempre in campo; sono d’accordo anche sul fatto che la squadra è incompleta e manca di giocatori in ruoli fondamentali. Ma si può naufragare così? Senza nerbo, molli, senza un minimo di determinazione. Il Napoli del primo tempo è rimasto negli spogliatoi, per non uscirne più.

L’età media degli azzurri è bassissima e la forza di una squadra non sta solo nel piedi felpati di un giocoliere o nella velocità di una gazzella, sta soprattutto nella testa di un muratore o di un fabbro, che stia dentro o fuori dal campo (a prescindere dagli abbagli grossolani dell’arbitro)… Come l’anno scorso sto rivivendo scene già note.
C’è mancanza di personalità, la stessa che è mancata a Tagliavento.
Sono preoccupato, molto preoccupato.

Già è iniziato il totoallenatore: Spalletti, Mazzarri, Boskov, Van Gaal, Van Goof, Canè o Canà?
Per la cronaca: il Minao a Teano alle 4 del mattino ha alzato definitivamente bandiera bianca(l’invito a cena non l’ha accettato nemmeno il barista – tra l’altro juventino – dell’autogrill). Per la cronaca: il viaggio di ritorno ho dormito 7 ore su 8 e nell’ora in cui sono stato sveglio ho fatto sbagliare strada. Un naufragio completo.

Forza Napoli Sempre.

Napoli – Genoa 0-1

Posted by lapo2001 on feb 24th, 2009

Un giorno per riflettere.

Com’è capitato altre volte, dopo disastrosi spettacoli, ho voluto attendere qualche ora prima di esprimere il mio pensiero riguardo la partita di ieri. Il timore di tirare fuori solo rabbia e frustrazione ha necessitato di almeno 24 ore… Beh, ne sono passate quasi 35 è il mio stato, il mio umore non è mutato. Incazzato ero ieri, incazzato sono oggi!

Ma come potrebbe essere altrimenti?! Quella col Genoa doveva essere la partita verità, la classica ultima spiaggia, la partita che doveva tirarci fuori da questo infinito tunnel. Doveva regalarci la speranza, lo spiraglio, l’aria. Silenzio stampa, ritiri anticipati, tutto l’ambiente aveva puntato tutto su questo match. Ora o mai più! Ora o mai più!

Mai più!

Oltre a perdere anche con i grifoni al San Paolo, il Napoli nell’arco di tutta la sfida è riuscita a tirare nello specchio della porta avversaria una sola volta con Vitale da fuori (all’87°!!!!), che mia nonna avrebbe bloccato col bastone o con la dentiera, seduta in poltrona! Niente più! 90 minuti di niente! Il pallone scottava tra tutti e 22 piedi degli azzurri, manco avesse qualche virus contagioso. Tutti a dare le spalle, tutti a scappare, tutti con la mutanda piena, tutti senza palle!

C’è chi rivorrebbe Savini sulla fascia, chi Rincon in cabina di regia, chi Caccia al centro dell’attacco, chi Rambone come mister… C’è confusione. La colpa è di Reja con schemi da II categoria, anzi no, è di Marino che ha sbagliato tutti gli acquisti, o forse è di de Laurentiis che non tira fuori la grana, oppure dei giocatori che la sera se la spassano in discoteca o è dell’Intertoto che semina la sue vittime o è la nostra che ancora vogliamo credere in qualcosa che non c’è? Non lo so, non ho risposte, c’è rabbia, c’è confusione. Troppa.

No, no, non riesco a capacitarmi. Io rivoglio il mio Napoli e lo rivoglio subito! Rivoglio quelle emozioni e quella speranza illusa di poter arrivare lontano! Anche nei pressi di quel lontano! Fate qualcosa, non so cosa, ma fatela!

Chiamiamo il Mago Zurlì, chiamiamo Otelma… o richiamiamo il Pampa… almeno con lui si pariava!

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