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Inter | Salviamo Peter Pan

Napoli – Inter 1-0

Posted by lapo2001 on feb 28th, 2012

XXV Giornata
Napoli – Inter 1-0 (Lavezzi)

Questa pennellata spiega molto più di tante parole. Che mostro!

Coppa Italia: Napoli – Inter 2-0

Posted by lapo2001 on gen 26th, 2012

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Quarti Coppa Italia
Napoli – Inter 2-0 (Cavani su rig., Cavani)

E ricominciamo da qui, eh.

Al di là della posta in palio e dell’importanza della partita, ciò che mi ha confortato è la prestazione della squadra. Le ultime due deludenti uscite in campionato, infatti, avevano fatto accumulare quintali di rabbia e perplessità, mentre ieri sono emersi forti segnali di ripresa. Potrebbe essere l’odore della coppa ad aver dato antichi stimoli, anche se in questo caso si tratta di una meno prestigiosa e senza grandi e nobili orecchie, ma che oggi sembra rappresentare l’obiettivo più alla portata o il fascino di scontrarsi con una delle formazioni più forti, ricche ed odiate in circolazione. Non si poteva fallire e ci saremmo accontentati di qualsiasi partitaccia, purché alla fine, i ragazzi ci avessero portato la vittoria. Quest’anno, contro club più blasonati ed affermati del nostro, abbiamo quasi sempre vinto e convinto, mentre i problemi sono emersi quando di fronte ci siamo ritrovati le cosiddette piccole: cattivi e feroci contro le più forti, stanchi e fragili contro le più deboli. Questo dovrà essere lo step (mi scuso, ma non mi è venuto un altro termine) da superare nel prosieguo della stagione. Genova è vicina, così come la semifinale di coppa col Siena, squadra che già ci ha fatto penare poc’anzi. La prestazione di ieri deve essere il nuovo punto di partenza: riacquisire quella sicurezza che ci ha fatto essere spietati nelle grandi occasioni e quella solidità che ultimamente si era decisamente persa. L’Inter proveniva da un momento di grazia, da una serie consecutiva di vittorie che l’ha proiettata ai vertici della classifica e il passaggio del turno in coppa (oltre agli ottavi di Champions già conquistati in precedenza),dopo un inizio di stagione disastroso. La vittoria convincente quindi assume una importanza di maggiore rilevanza al di là dell’ obiettivo.

I pareggi con Bologna e Siena sono ancora molto freschi, ma questa gara mi ha rincuorato. Ciò che mi avava preoccupato era stato il comportamento collettivo della squadra (fatta eccezione per Pandev). Infatti, nel corso della stagione, abbiamo visto gare buone e meno buone da parte dei singoli, ma quando i tempi parevano maturi per una attesa rimonta, l’intero gruppo s’è ammosciato. Mi auguro che l’attuale momento negativo possa essere dovuto ai richiami fisici delle feste natalizie. A farmi pensare questo è il fatto che Pandev abbia svolto una preparazione differente, e che ora, diversamente dagli altri, stia andando a mille. Dopo l’ottima prestazione, spero che questa sia una tesi veritiera e che ora le gambe e la testa stiano di nuovo girando e che ci stiamo realmente riprendendo, non solo per ieri, ma perché il periodo buono sta tornando. È tornato Cavani a festeggiare sotto la curva, mentre Ranocchia pare stia ancora cercando le lenti a contatto per il campo in occasione del secondo gol; è tornato Gargano con una partita sontuosa; è tornata la difesa che finalmente non prende gol e si è rivista la voglia e la grinta della squadra. Leggero miglioramento di Maggio, ultimamente tra i più attapirati e rimane indietro l’insicuro Inler che pare si sia fermato a Villarreal e dal quale ci si aspetta molto di più.

Riguardo le lamentele interiste del post partita sul presunto rigore non concesso a Milito che, secondo loro, ha influito sul risultato finale, sono d’accordo. Il penalty poteva essere assegnato, ma mi chiedo come sarebbe finita se l’Inter avesse giocato 3/4 di partita in 10 uomini? Infatti Sneijder, tramutatosi in Mastro Geppetto, a tre metri dall’arbitro, è intervenuto sulla tibia di Gargano, con piede a martello e motosega sfascia carriere, il che mi ha ricordato l’amato Mandorlini o il dimenticato Ciriaco Sforza. Roba da cella di isolamento a pane e acqua, altro che espulsione! Per cui, cari Ranieri, Ranocchia, Milito ecc. ecc., a stare zitti, forse, non dovevamo essere noi…

Ora GODIAMOCI questo passaggio del turno, senza però abbassare la guardia. Genova è vicina.
Ricominciamo da qui eh. Fiduciosi.
Gokhan, non mollare!

Ieri sera ho anche capito perché in tanti si rifiutano di pagare il canone RAI.

Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca.

Inter – Napoli 0-3

Posted by lapo2001 on ott 3rd, 2011

VI Giornata
Inter – Napoli 0-3 (Campagnaro, Maggio, Hamsik)

E anche questo tabù s’è rotto.

E’ Champions

Posted by lapo2001 on mag 16th, 2011

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XXXVII Giornata
Napoli – Inter 1-1 (Zuniga; Eto’o)

Almeno per oggi vorrei che tutti i ragionamenti, i calcoli e i pipponi mentali si tenessero chiusi in un cassetto per lasciare spazio alla gioia di un risultato raggiunto inimmaginabile alla vigilia dell’anno. Dopo 21 anni è di nuovo Champions. Questa è l’unica cosa che conta. Per cui, i discorsi sul futuro dello zio Walter(che ieri ha inforcato di nuovo la montatura biancoazzurra), sugli stipendi, sul mercato, sui tabelloni, sul modulo, la tattica, ecc. ecc., oggi, almeno oggi, non mi toccano e non voglio saperne niente. Voglio solo godermi questo momento così agognato e pensare che, almeno per 6 mercoledì(o martedì), non sarò davanti la tv con la pizza in mano a guardare le mirabilie di Messi o Di Cristiano Ronaldo o a gufare Ibra ed Eto’o. Voglio tuffarmi in questo sogno che finalmente riusciremo a vivere. Il sogno di essere nella gelida Mosca con il colbacco o al Nou Camp per vedere la squadra più forte del mondo o a visitare il Santiago Bernabeu stavolta a porte aperte o magari uno degli eccezionali e modernissimi stadi tedeschi o capire dal vivo che razza di elisir di lunga vita usa Giggs o le bellezze naturali dei paesi dell’est. Ecco, in questo momento non riesco a pensare ad altro. Tutta la sofferenza di questi anni, in cui abbiamo toccato il fondo e visto il peggio, finalmente ha un senso. Un senso che abbiamo rincorso, voluto ed agguantato grazie al lavoro di tutti: il presidente, lo zio Walter, la società, lo staff, i massaggiatori, i ciabattini, i giardinieri, la squadra e soprattutto noi tifosi. Un senso che ci riconduce a una coppa con le orecchie e un pallone scolpito da 8 stelle. Ecco. Sono felice. E non lascerò che questo istante possa essere minimamente offuscato da altre elucubrazioni o paranoie che non possono appartenermi. Il biscotto? Mi vien da ridere. A causa di una scatola di questi famigerati frollini, noi retrocedemmo in serie B e da quel 17 giugno 2001 iniziò il nostro inferno. Per cui, nonostante ieri sera, per tenermi sveglio durante la gara, ho dovuto ingerire un paio di caraffe di caffè, al 92° ho gioito ed applaudito tutti fino a spellarmi le mani. Quest’annata è stata straordinaria e come ha pronosticato De Sanctis alla presentazione del libro “Napoli, Passione Azzurra”, è stata scritta un’altra pagina di storia. Speriamo che sia solo l’inizio di un altro grande capitolo. Ora abbracciamoci e festeggiamo insieme, tutto il resto oggi, almeno per oggi, non conta. Grazie ragazzi, grazie a tutti.
Walter, resta con noi.

Intanto cominciamo a fare pratica, eh:

Ce sont les meilleures équipes
Es sind die allerbesten Mannschaften
The main event

Die Meister
Die Besten
Les grandes équipes
The champions

Une grande réunion
Eine grosse sportliche Veranstaltung
The main event

Die Meister
Die Besten
Les grandes équipes
The champions

Ils sont les meilleurs
Sie sind die Besten
These are the champions

Die Meister
Die Besten
Les grandes équipes
The champions

(Testo della canzone dell’Inno della Champions League)

Forza Napoli Sempre
la 10 non si tocca.

Napoli – Inter 0-0(4-5 dopo i rig.)

Posted by lapo2001 on gen 27th, 2011

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Coppa Italia – Quarti di Finale
Napoli – Inter 0-0 (4-5 dopo i rigori).

Il giorno dopo.

Sono sicuro che paradossalmente i ruoli si siano invertiti rispetto alla scorsa Befana. Tra Mazzarri e Leonardo, ad alzarsi dal letto stamattina con più dubbi, è stato quest’ultimo. Il Napoli avrebbe meritato di passare il turno senza alcuna incertezza, mentre i nababbi, dopo un primo tempo basato sul vantaggio di giocare un uomo in più a centrocampo, hanno addormentato la partita con torelli infiniti, arrivando seriamente alla conclusione solo in una occasione, tra l’altro clamorosa. Poi, col passare dei minuti, i nostri si sono sciolti ed hanno iniziato a guadagnare campo ed energie, mentre l’Inter ha dovuto calare la cresta e comportarsi come farebbe il Chievo o il Bari. Tutti raccolti nei pressi dall’area di rigore e perseguire l’unico obiettivo rimasto:far passare il tempo. Un paio di interventi dei massaggiatori, le ritardate rimesse in campo di Castellazzi e il classico chiacchiericcio con l’arbitro a spezzare i ritmi, hanno denotato che la comitiva di marziani si è dovuta trasformare in una semplice squadra di contenimento per non tornarsene nella nebbia a mani vuote, sperando che il furore e l’orgoglio dei dirimpettai non avesse buona sorte.
Ho guardato questa partita con l’occhio interrogativo, cercando di non lasciarmi troppo coinvolgere dall’atmosfera e dalla posta in palio. Dopo la non partita di San Siro, volevo capire in quale punto ci trovassimo. A ranghi quasi completi, in una partita secca in cui non si fanno calcoli, di fronte alla squadra più forte del mondo del 2010 ferita dalla batosta di Udine, mi sembravano gli ingredienti giusti per capire “cosa siamo?”. Io dico che Mazzarri s’è alzato sereno stamattina.
Il Napoli ha giocato come doveva e come poteva. Ha atteso, ha sofferto e senza mai perdere il filo, quando le maglie si sono un po’ allargate, ha contrattaccato, ha sfiorato il gol più volte e ha cercato fino alla fine di portare a casa la qualificazione, scrollandosi di dosso i tanto scomodi timori reverenziali. Non siamo l’Inter, questo è chiaro, ma giocarcela alla pari e per lunghi tratti esserle superiore, non può che riempirci di speranza. In una sfida così, essere superiore ad una squadra in cui tutti e 11 i calciatori sappiano toccare il pallone e soprattutto sappiano fare gol, è già una grande risposta. Poi possiamo maledire la dea bendata, gli errori sotto porta e molto di più il signor Valeri che ha capito quale sia la strada giusta per far carriera, ma la fiducia che ho stamattina si è quadruplicata rispetto a ieri. Per cui, cavamos!
I calci di rigore poi, li lascio commentare a chi s’intende di oroscopi o di superenalotto. Su uno dei giornali più importanti della zona, ho dovuto sorbirmi la crocifissione del traditore che ha sbagliato il rigore.
Spero vivamente che questo errore faccia da spinta verso una sua grande reazione. Contro la Samp sono sicuro che qualche penna dimenticherà l’inchiostro a casa e qualche lingua si bloccherà nella giugulare.
Caro Pocho, per zittire costoro, il prossimo penalty, tiralo col tacco.
Leonardo, siete forti, ma abbi dubbi, ma tanti.

Per la Banda.
Formazione scesa in campo: De Sanctis, Aronica, Cannavaro, Campagnaro, Dossena, Gargano, Pazienza, Maggio, Hamsik, Lavezzi, Cavani.

Catapo:11 su 11.
Lapo:11 su 11.
Dgiuffre: 10 su 11.
Taca(ultimo): 9 su 11.

Nonostante Mazzarri abbia comunicato la formazione il mese scorso, c’è qualcuno che ha sbagliato…Diego, è ovvio che non ce l’ho con te…
Ho ricevuto una mail privata da Totore ‘o bull. E’indirizzata al nuovo Palummella. Dice: Tacummè, senz ‘e te sta cuvva nun cant e nun zomp. Torna, torna.

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca.

Inter – Napoli 3-1

Posted by lapo2001 on gen 6th, 2011


MMS, inserito originariamente da LAPO2001.

XVIII Giornata
Inter – Napoli 3-1 (Motta, Cambiasso, Motta; Pazienza)

Per il quarto anno consecutivo si è verificata la stessa storia, si è ascoltata la solita musica e le sensazioni che mi hanno accompagnato all’uscita del Meazza sono state uguali. Sono andato a rileggere i commenti relativi alle sfide con l’Inter nelle passate stagioni per essere sicuro e ho ritrovato gli stessi pensieri e le stesse riflessioni. Amaro in bocca, note dolenti ed impotenza. Niente luci a San Siro, ma solo grigie e nebbiose ombre.
A dire il vero, nel primo tempo i nostri ragazzi avevano tenuto abbastanza bene il campo e pur dimenticando la grande orchestra, in più di un’occasione, erano riusciti ad affacciarsi pericolosamente dalle parti di Castellazzi, ma mai dando l’impressione di sfondare, mai dando la percezione di suonare la carica. La sensazione è che ci credessero, ma non abbastanza. E questo a San Siro, di fronte ad una delle squadre che, se motivata, non ha rivali in Italia, inevitabilmente si paga.
I neroazzurri, alla Scala del calcio, con i tituli in bella mostra, senza disputare la partita del secolo e senza che il nuovo allenatore Leonardo abbia dovuto stravolgere l’assetto tattico, nonostante in mattinata fossero iniziati i saldi, non ha fatto sconti e ha regolato un Napoli troppo piccolo e troppo poco determinato che col passare del tempo è diventato ancora più piccolo fino a scomparire del tutto dopo la terza rete avversaria. Con cinismo e personalità, l’Inter ha giocato un po’ come il gatto col topo. Spesso ha lasciato il pallino del gioco agli azzurri che tentavano con cambi di gioco lunghi per gli esterni di impensierire la retroguardia sempre attenta capeggiata da Lucio e Maicon e poi, nei momenti cruciali, s’impossessava del centrocampo e a fiammate, affondava i colpi denotando i limiti della nostra linea mediana e della nostra difesa che spesso si è travestita da befana e ha dispensato regali a Thiago Motta e Co. Non è stato un episodio o un modulo sbagliato a condannarci. Il Napoli ieri per ottenere un risultato positivo avrebbe dovuto in tutti i reparti dare molto di più, e sperare che gli avversari fossero fuori giri e con gli archi e i violini scordati, ma ciò stavolta non è avvenuto. La differenza l’hanno fatta l’esperienza, le motivazioni e i campioni. L’Inter doveva assolutamente vincere e noi, ancora una volta in quello stadio, ci siamo lasciati morire senza reagire ed abbiamo meritato di perdere.
Detto questo, e con il dovuto sguardo alla finestra sulla realtà, non voglio cascare nel tranello che si nasconde dietro ad ogni sconfitta. C’è ancora un bel po’ di rabbia in corpo che serpeggia nel cuore e che deve smaltirsi, ma onestamente, non riesco a criticare una squadra ancora terza in classifica, che lotta in Coppa e che forse, per la prima e unica volta nella stagione, è apparsa inferiore e impotente.
Siamo lì, le altre non brillano e i grandi obiettivi sono sempre sotto il nostro naso, per cui, senza deprimerci per un passo falso che poteva starci, guardiamo avanti con fiducia. In poco tempo, mettendo il coraggio che ieri abbiamo lasciato a casa, questa pessima giornata può e deve diventare un lontano ricordo dimenticato. Tra tre giorni c’è la possibilità di pigiare il tasto “reset” e ricominciare a suonare la melodia dei tre tenori che tanto ci fa sognare. Basta crederci di più.

Per il quarto anno consecutivo si è verificata la stessa storia e si è ascoltata la solita musica. Quella orrenda e ridicola canzoncina da Zecchino d’oro che fa da loro inno e che mi nausea. Ho bisogno di uscire da questo incubo. Domenica voglio sentire l’urlo del San Paolo e le bordate di fischi sommergere i coniglietti bianconeri. Quella sì che sarebbe musica soave per le mie orecchie. Peccato che non ci sia Giudarella. Avrei preferito un suo stop definitivo per una otite contratta sul campo. In quello che Pinocchiella giurava fosse il suo campo. La sua assenza e le sue stampelle non mi fanno piacere. Il Signore l’ha punito, evidentemente l’avrà fatta ancora più grossa di quel che sembra, ma avrei voluto dargli io l’estrema unzione sportiva. Vabbè, mi accontenterò delle solite facce depresse da locchi di Del Piero e Chiellini e dei soliti tre punti. Dobbiamo vincere. Fiato alle trombe e coraggio, azzurri!

Per la banda. Formazione scesa in campo:
De sanctis, Aronica, Cannavaro, Campagnaro, Dossena, Gargano, Pazienza, Maggio, Hamsik, Lavezzi, Cavani.

Lapo: 11 su 11.
Dgiuffre: 10 su 11.
Catapo: 9 su 11.
Taca(ultimo):11 su 11.

Forza Napoli Sempre

Nonostante tutto…San Siro!

Posted by lapo2001 on set 23rd, 2009

San Siro

V Giornata
Inter – Napoli 3-1 (Eto’o, Milito, Lucio; Lavezzi)

Quando a Tyson, all’epoca in cui era IronMike, bestavano un paio di secondi e un paio di montanti per mandare a tappeto definitivamente l’avversario. Avversario che intanto si era preparato mesi per quell’evento, con tanto di spot pubblicitari e proclami da “ammazzabestie”.

Ecco cosa mi è sembrato l’incontro di oggi. Tyson bello e scalpitante in completo neroazzurro e lo sfigato avversario di turno, una bianchiccia, molle e lenta vittima sacrificale.
Cinque minuti cinque e l’Inter, senza nemmeno colpire con violenza, con appena un paio di colpetti di assestamento era già sul 2 a 0. Tutto il clamore, i fantapensieri, le euroaspettative in appena 350 secondi sono scomparsi miseramente.
Il centrocampo (nemmeno titolare) a tre dell’Inter ha sgeretolato, umiliato, polverizzato il nostro a 5. Eto’o e Milito hanno svariato su tutto il fronte d’attacco vincendo quasi tutti i duelli con i nostri difensori. In difesa, a parte qualche grattacapo del Pocho, la prima linea neroazzurra ha solo amministrato. In tutti i reparti, in ogni zona del campo, fisico e tecnica sono stati di gran lunga superiori ai nostri. Anche il loro e medico e i loro massaggiatori sono stati più veloci…
Prima Eto’o, poi Milito e poi Lucio hanno chiuso il discorso. Inutile il gol di Lavezzi, che garantisco, non salva la faccia di nessuno. Eh sì, perchè se da un verso c’è da dire che abbiamo incontrato probabilmente la migliore formazione di Italia, dall’altro c’è da sottolineare la nostra assoluta inconsistenza e assenza di determinazione. Il grasso, flaccido e spento boxer di cui sopra… Bogliacino, regista di giornata ha azzeccato il primo passaggio all’80°, quando ormai non si giocava più da almeno 25 minuti; Gargano ha recuperato 200 palloni, riconsegnandone agli avversari almeno 600; Hamsik ha passeggiato, ma ha sbagliato pochi passaggi(solo perchè sono stati tutti all’indietro); Zuniga letteralmete investito dalla furia di Maicon, sarà a letto chiedendosi “cosa è successo?”, Maggio, la cui ultima buona partita che ricordi è datata Gennaio; Quagliarella n.p.; De Sanctis e tutta la linea difensiva non ha mai dato una parvenza di sicurezza; Pocho, unico a provare qualcosa… Risultato: un Napolicchio fermamente da bocciare. In toto.

Beffe allo stadio: il mio vicino di posto che s’è lamentato della presunta lentezza di Muntari, un secondo dopo l’ingresso in campo del nostro Speedy Gonzales Pazienza; Anna che dopo 6 minuti, mi dice: dai, almeno abbiamo visto 2 gol. E dopo 10, aggiunge: ma così mi annoio, non era meglio vederla in tv?almrno così cucinavo; la frustrazione del Catapo che a differenza degli altri anni non è potuto scendere a fine partita ad inveire contro l’arbitro(davvero sarebbe stato ridicolo stavolta) e infine un signore che nei minuti finali si gira e ci dice in stretto milanese: e va bèè che siamo i più foorti, ma voi non sieete venuti a giocare mica, eh!

Ricorderò: 2 giorni di autentica follia per trovare i biglietti e la scenetta fuori l’ingresso dello stadio…
… ma nonostante tutto(ma tutto tutto)…sempre presenti a San Siro!

Una domanda, una curiosità: ma alla luce dei fatti, era tutta colpa di Reja?

Un saluto a tutti da Luca(è il mio pseudonimo allo stadio).

Forza Napoli Sempre

Napoli – Inter 1-0

Posted by lapo2001 on apr 27th, 2009

Una rondine non farà primavera…

… ma sicuramente quella che è volata stasera al San Paolo c’ha regalato una gioia immensa quanto inaspettata. E sì, dopo esattamente 3 mesi e mezzo di delusioni cocenti, un Napoli targato “2008″ ed aggiungerei targato “C”, ha sfornato una prestazione maiuscola al cospetto dei prossimi campioni d’Italia dell’Inter di Mourinho. Questa vittoria la invocavamo, la volevamo da tempo. E finalmente i ragazzi di Donadoni sono riusciti con una partita quasi perfetta in difesa, con le giuste ripartenze e con una grinta persa a darci questa soddisfazione.
Come l’anno scorso a farci togliere ‘o sfizio è un gol del Panterone Zalayeta, lesto e preciso a scagliare il pallone a fil di palo, lasciando immobile l’incolpevole Julio Cesar. Tutta la squadra s’è mossa bene e con la giusta determinazione. Qualità che si erano nascoste in chissà quale angolo della testa di questi benedetti ragazzi. Ho visto finalmente una squadra di calcio: Santacroce impeccabile, Contini di nuovo sicuro, sia di piede che di testa, Mannini irrefrenabile, Blasi ritrovatosi, Lavezzi pur non essendo al 100%, determinante, Zalayeta addirittura grintoso e poi, Hamsik. Non dirò il vero su questo slovacco, ma mi sento di dire che quella di oggi è stata la sua miglior prestazione della stagione. Preciso, determinato e per grazia ricevuta “presente” dall’inizio alla fine, anche in fase difensiva. Tutti, davvero tutti, hanno finalemte tirato fuori gli attributi, ma un plauso particolare lo voglio dedicare com’era capitato per Grava contro il Milan, a chi soffre e lotta con noi da 5 anni, quando vestivamo quella maglia celestina con scritto in petto “Christmas in love”: Amodio e capitan Montervino. Non so quale sarà l’esito dell’antidoping, ma credo che partite così, nessuno dei 2 l’abbia mai disputata. Forse loro, come tanti altri hanno bisogno di avere di fronte gente come Viera o Chivu per dare tutto ciò che hanno in corpo. Sono stati perfetti! In questo sciagurato autunno forse, non ci servivano stelle o satelliti, ma gente non necessariamente con 2 piedini sopraffini, ma con 2 palle grandi così.
Grandi!

Ora non voglio troppo pensare al domani. No mi va di capire quali siano le ragioni per le quali in campo è sceso Mr Hide e non dottor Jeckill. Da domani ci penso. Ora, mi voglio godere questo momento e questo gooool del Panteron.
Una rondine non farà primavera…
…ma c’ha fatto godere lo stesso.

Inter: sseru gol, sseru punti.

Messaggio per il Minao. Anna, avendo conosciuto in prima persona la tua enorme scaramanzia ti suggeriva: caro Minao, venerdì di nuovo a ballare. Porta bene!

Infine, una foto saluto di gruppo a Ercagno e a Geppetta.

Napoli - Inter 1-0

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