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Lazio | Salviamo Peter Pan

Lazio – Napoli 3-1

Posted by lapo2001 on apr 13th, 2012

XXXI Giornata
Lazio – Napoli 3-1 (Candreva, Mauri, Ledesma su rig.; Pandev)

Addio Champions…

Napoli – Lazio 0-0

Posted by lapo2001 on nov 21st, 2011

XII Giornata
Napoli – Lazio 0-0

Un dato è ormai certo: nelle partite di campionato precedenti quelle di Champions, il Napoli non vince. Ad eccezione della prima vittoriosa trasferta a Cesena, nelle altre quattro occasioni, non siamo mai riusciti ad ottenere i tre punti. Due sconfitte (Catania e Parma) e due pareggi casalinghi a reti bianche (Fiorentina e Lazio).
Il fatto di non aver mai disputato partite di così alto livello in passato, incide troppo sulle teste dei giocatori non abituate a sostenere questo tipo di tensione. Per qualcuno di essi si sta realizzando il sogno che aveva da bambino, per qualcun’altro il sogno ha superato la realtà. È normale quindi che, in gare come quelle di ieri, non si riesca ad avere la massima concentrazione e dare il 100%. E una squadra come il Napoli, che imposta il proprio gioco sulla velocità e sul grande utilizzo delle fasce, se non riesce ad essere al top e dare fondo a tutte le energie, ha grandi, troppe difficoltà a scardinare la difese avversarie, soprattutto quelle, come la laziale, che utilizzano tutti gli elementi dietro la linea della palla.

Come ammesso un po’ da tutti, il pensiero della Champions è il pensiero predominante nell’ambiente. E volente o nolente, e i risultati lo attestano, in campionato non si riesce a vincere quando la Coppa è alle porte. E seppur il gioco e l’intensità siano migliorati molto, abbiamo lasciato per strada altri punti. Sono certo però che il gruppo abbia la consapevolezza che in campionato ci sia il tempo per recuperare. In Champions no, non ci sono altre possibilità. Ed è martedì che quindi si tirerà fuori tutto ciò che si ha, per un dentro o fuori che può dare la vera svolta a tutta la stagione. Mi auguro che tutto ciò che abbiamo sperperato in queste giornate, sia ben ripagato da un sogno che possa continuare per tifosi e per calciatori. E mi voglio illudere che il campionato vero del Napoli inizi da mercoledì mattina.

Primo tempo da sonno. Con la Lazio che non superava il cantrocampo e il Napoli che l’aspettava. Cavani che rincorreva Ledesma, le fasce ben controllate dagli avversari e con Lavezzi che prendeva palla a 60 metri dalla porta. Nel secondo molto meglio, grande forza di volontà, qualche spostamento di ruolo, un paio di miracoli seri di Marchetti, un guardalinee che forse stava ancora pensando al gol-non gol di Brocchi della primavera scorsa, molti episodi favorevoli, ma sempre senza l’urlo finale liberatorio. Siamo soddisfatti per il buon secondo tempo, ma non è ancora il Napoli che vorremmo. Abbiamo giocato meglio di altre volte, avremmo meritato la posta piena, siamo stati sfortunati, ma ancora non è il vero Napoli. Quello vero deve avere i propri uomini al 100% e senza pensieri. E ciò ancora non si è verificato. Perché un Napoli che gioca da Napoli, contro una Lazio senza difesa titolare, priva del suo uomo migliore e che non è in grado di impensierire, la chiude il primo tempo.

Sono fiducioso perchè credo che queste difficoltà siano già state messe in conto, ma credo che sia comunque un aspetto su cui si debba lavorare di più se di vuol davvero diventare Grandi, a prescindere dal risultato di martedì. Le partite prima di quelle Champions si devono iniziare a vincere.
Poi, vorrei fare una domanda tattica a Mazzarri: se il nostro gioco è basato sulle famose ripartenze, qual è il rimedio, se a centrocampo non hai nessuno che recupera il pallone? Cioè, se Gargano non è della partita, il pallone quando e come lo recuperiamo per poi offendere?

Non irrilevanti infine, i grandi spazi vuoti allo stadio. Forse anche qualche tifoso si è uniformato alle strategie societarie pensando di dare il massimo e sostenere la squadra martedì. Eppure la Lazio di Reja è capolista e sarà lì sino alla fine. Peccato, magari in una bolgia, l’avremmo fatto noi un gol al novantatreesimo, come tante altre volte. Si vede che anche i turn over tra tifosi stanno diventando di moda. Mentre forse, quando la squadra non è al massimo, il San Paolo dovrebbe essere l’arma in più.

Ciao Toni.
Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca.

Napoli – Lazio 4-3

Posted by lapo2001 on apr 4th, 2011

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XXXI Giornata
Napoli – Lazio 4-3 (Dossena, Cavani 3; Mauri, Dias, Aronica aut.)

Sabato scorso ho visto l’intervista televisiva a Cavani su Sky ne “I Signori del calcio”. Nelle battute finali, inevitabile è stato il paragone da parte del cronista agli anni d’oro e all’accostamento a Lui. Il Matador con l’umiltà del piccolo grande uomo ha sorriso divertito e non ha abboccato ad un confronto che oggi non può appartenergli. Ha evidenziato l’inarrivabilità ma, allo stesso tempo, si è augurato di lasciare un grande ricordo, un segno, un sogno e qualcosa d’importante alla città e ai tifosi, così come furono capaci i nostri indimenticabili campioni più di vent’anni fa.
Ha parlato di qualcosa d’importante. Ha parlato pacato e tranquillo. Ha parlato di ricordi. Io non so precisamente di cosa stesse parlando e faccio finta di non volerlo sapere. Mi vengono in mente una ad una, a partire dalla doppietta di Elfsborg, le 32 gemme che ci ha regalato nella stagione. Ed alcune delle quali, nel ricordarle, mi rievocano le stesse emozioni di quando le ho vissute. Penso alle mirabilie vissute dietro la porta di Antonioli a Cesena, al silenzio incredulo dopo la pennellata di Utrecht, alle lacrime, inginocchiato davanti alla tv, dopo il prodigio dell’ultimo secondo contro il Lecce o alla pancia piena, ma mai sazio, dopo il tuffo elegante che sanciva la prima tripletta in campionato e un 3 a 0 netto alla Vecchia umiliata. Mi vengono in mente velocemente gol ed emozioni, immagini e ricordi. Se poi, al momento dell’intervista, si è riferito a qualcosa di simile alla partita di ieri, allora ha di gran lunga superato il suo intento e le mie aspettative. Pur non essendo una finale o una gara che assegnava un titolo, per me, ha già raggiunto l’immortalità. La quarta tripletta stagionale(e quarto pallone portato a casa) lo insigna di diritto in cima alla storia dei bomber azzurri di tutti i tempi e soprattutto ha inciso nella mia memoria un marchio indelebile rappresentato da un 4 a 3 che per essere raccontato ci vorrebbero 20 articoli o 20 giornali. L’incornata sottomisura, il rigore e la palombella capolavoro fotocopia della rete col Cagliari, oltre la fattura, sono i gol che rappresentano un miracolo emotivo che questa incredibile squadra ancora non ci aveva fatto assaporare: la doppia rimonta, realizzata molto probabilmente, nella partita più importante degli ultimi quattro lustri. Io sinceramente, nonostante ci abbiano abituato a remuntade impossibili, tabù atavici abbattuti, e successi agguantati al cardiopalmo, una partita con emozioni così altalenanti, con il cuore che ha rimbalzato impazzito dalle cazette alla gola sino ad esplodere di gioia, non la ricordo. Se penso alle gloriose giornate del passato, mi viene in mente uno 0-2 divenuto 3-2 contro la Fiorentina di un super Baggio, ma non era la partita dell’anno e, pur vivendo una simile agonia tramutatasi in felicità, non ebbe lo stesso assurdo iter emozionale. Qui parliamo di qualcosa che va oltre l’immaginabile. Parliamo di morti seppelliti che resuscitano. Di invincibili Highlanders.

Caro Matador, i ricordi e le sensazioni che ci regalarono i grandi del passato hanno fatto la storia e resteranno appesi in eterno alla nostra piccola, ma leggendaria bacheca, ma ti garantisco che questo 4-3 e i tuoi gol, hanno già una pagina nel libro di storia di questo glorioso club a prescindere dal segno, dal sogno e dal “qualcosa di importante”. Poi, potrebbe colorarsi e diventare un capitolo, un libro o uno spettacolo teatrale se il tuo desiderio verso la città e noi tifosi si compia per intero. Ma ti ripeto, non so di cosa tu stessi parlando e ti ripeto, faccio finta di non volerlo sapere. Sei immenso.

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca.

15-05

Lazio – Napoli 2-0

Posted by lapo2001 on nov 15th, 2010

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XII Giornata
Lazio – Napoli 2-0 (Zarate, Floccari)

Ci aveva abituato troppo bene questo “nuovo” Napoli. Con ancora nella mente l’ultimo glorioso minuto di Cagliari di tre giorni fa e le tre vittorie consecutive realizzate con cinismo e determinazione, è normale che nel corso di questo mese, il pensiero di molti sia mutato verso una utopica immortalità ed elevando, probabilmente, gli obiettivi oltre la reale misura di ciò che è il nostro valore. E così, puntualmente, la Lazio di zio Edy, che doveva essere la prossima vittima della nostra schiacciasassi sempre più collaudata, ci ha fatto fare i conti con questa realtà che ci ha sicuramente ridimensionato. Il Napoli di ieri è stato irriconoscibile. Certo, non si può giocare sempre a mille e non si può sempre vincere, soprattutto in questi periodi in cui si entra in campo così spesso e i tempi di recupero, di allenarsi e di parlarsi si riduce a poche ore ma, è ovvio, che ci si pongano delle domande dopo una sconfitta così. Quelle che sono state le caratteristiche fondamentali di questa squadra sono rimaste inspiegabilmente negli spogliatoi dell’Olimpico. La grinta, l’orgoglio e la voglia di raggiungere il risultato a tutti i costi hanno lasciato spazio al passivo ed abulico atteggiamento di chi non sa reagire. Ma in tutta onestà, quello di ieri è un passaggio a vuoto che ci può stare e resto ultrafiducioso, nonostante il palese passo indietro di quasi tutta la squadra.
Ciò che mi preoccupa molto invece, è un altro aspetto. Mi riferisco ad uno dei nostri campioni, o quasi.
Ho sperato, prima dell’inizio, che potesse essere la partita di Hamsik. A parte un lampo a Brescia, non è più pervenuto nelle altre vittoriose gare con Parma e Cagliari, per cui ieri mattina, ho voluto puntare sullo slovacco, pronosticando ed augurandomi una reazione degna della sua indiscussa classe. E invece, anche ieri, Marechiaro non è riuscito ad emergere mai, anzi. Nei primi 25 minuti mi sono chiesto anche se fosse sceso in campo. Mai un dribbling, mai un passaggio verticale, mai un affondo. Questa per me, doveva essere la sua partita, il suo momento, la sua rinascita. Quando le gare sono difficili e gli spazi sono ridottissimi, non si può sempre sperare che la situazione la risolvano sempre Lavezzi o Cavani. Il Pocho degli ultimi tempi s’è messo più volte la squadra sulle spalle ed è stato determinante in modo sempre più continuo(compresa la partita di oggi), rivoltando repentinamente i giudizi infelici che gli si rivolgevano ad inizio stagione. A Cavani, oggi nervosissimo, non gli si può chiedere ogni domenica di essere implacabile, infallibile e decisivo, visto che lo fa ininterrottamente da agosto. Per cui…
Non so quali siano i motivi di questa inversione paurosa del nostro 17, ma so che non può più bastare un inserimento, un lampo o un gol, soprattutto quando non è più decisivo. Come oggi.

Caro Marek, le tue qualità sono uniche e straordianarie. E’ora che tu esca fuori da questo finto anonimato e metta i panni del campione quale tu sei. Vorrei parlarne, cosa c’è? Cosa ti succede? E’colpa del richiamo delle sirene inglesi? non ti piace la posizione in campo? Sei preoccupato per tua sorella perché la notte Gargano non la fa dormire a causa del troppo russare? Parliamone. Fammi capire.
Caro Marek, tira fuori le palle, è ora che tu faccia l’Hamsik. Ne abbiamo bisogno.

Per la banda, ecco i riusultati del totoformazione. L’11 sceso in campo contro la Lazio: De Sanctis, Grava, Cannavaro, Campagnaro, Maggio, Pazienza, Yebda, Vitale, Hamsik, Lavezzi, Cavani.

Catapo:10
Dgiuffre:10
lapo:10
MichaelC:8
Ultimo Taca: 9

Forza Napoli Sempre

Napoli – Lazio 0-0

Posted by lapo2001 on nov 23rd, 2009

San Paolo

XIII Giornata
Napoli – Lazio 0-0

Non voglio soffermarmi troppo sul motivo e soprattutto sul come mi sia ritrovato ad assistere questa gara in curva A e non nell’ormai consueta e collaudata tribuna Nisida insiema a tutta la banda. Mi sentirei ancora più stupido di quanto mi sia sentito ieri. In breve, al primo ingresso delle tribune, lo steward addetto al controllo, dopo aver visionato la carta d’identità, si è soffermato sul mio abbonamento e con meraviglia e stile mi ha detto: ma addò ca** vai?Chisto è dell’anno passato!… Come un imbecille patentato ho portato la tessera dell’anno precedente…

Ci siamo accomodati(si fa per dire, perchè solo in piedi si può guardare la partita in curva) nel lato esterno con Anna e Catapo(entrambi con biglietti di tribuna). Quest’ultimo all’esterno dello stadio mi ha detto entusiata: se vai in curva, vengo pur’io! I cori, gli striscioni e l’ambiente più si confà ad un ultrà come lui.
A parte questo piccolo incidente di percorso, alla fine siamo riusciti a vedere i nostri ragazzi contro la Lazio in una partita piena di aspettative…
Aspettative purtroppo crollate mano mano che il tempo passava.
Un primo tempo assai lento, con tanta confusione e con rarissime sortite con palla a terra. La Lazio ha potuto così controllare e ripartire senza grossi sforzi.
I nostri poi, con l’ingresso di Datolo al posto di uno spaesato Zuniga (il mio vicino di posto ad un certo punto ha detto: va a cogliere ‘e fragole insieme a nonn’m)e Denis per un buon Pazienza, c’hanno provato di più nel secondo tempo, senza però mai dare la sensazione di essere convinti fino in fondo. Il fortino biancoazzurro ha così resistito sino alla fine.
C’è da dire che molti calciatori sono apparsi stanchi (Maggio e Hamsik in particolare), probabilmente si sono fatte sentire le fatiche della nazionale e qualcun’altro ancora non ha ancora la lucidità dei tempi migliori(Quaglia su tutti) e probabilmente qualche sostituzione poteva essere effettuata prima. Ma alla fine c’è anche da dire che il Napoli raccoglie il settimo risutato utile consecutivo e questo basta e avanza per guardare con fiducia alle prove che ci attendono.

Un saluto a tutta la banda e al Catapo(francè, in curva nun avimm’mai bene).

Forza Napoli Sempre

Napoli – Lazio 0-2

Posted by lapo2001 on mar 9th, 2009

Quando ero bambino alla scuola-calcio ci insegnavano i movimenti elementari da tenere in campo: chi giocava sulla fascia, poteva accentrarsi in modo da far spazio al terzino accorrente; su calci d’angolo avversari, doveva necessariamente stare qualcuno sul primo palo per difendere la porta in modo da agevolare l’uscita del portiere; di fare fallo quando l’azione avversaria si faceva pericolosa; di mantenere, restare appiccicati alla maglia del nemico quando era in area di rigore;ci dicevano anche di stramazzare al suolo fingendo un crampo o un dolore, quando c’era bisogno di rifiatare; e poi, che sui calci d’angolo, almeno 2(possibilmente i più veloci) dovevano rimanere nelle retrovie per evitare contropiedi pericolosi…

Oggi al San Paolo, in una sola azione abbiamo perso la partita. Se il mio cuginetto(il più piccolo di tutti) avesse vestito la maglia azzurra, oggi, il Napoli contro la Lazio non avrebbe perso.
Ma come si fa?
Punizione a nostro favore, quasi dal corner. Cross in area, ribattuta del portiere ospite(oggi in giornata di grazia)sui piedi di Foggia, lancio facile facile a scavalcare tutti(e dico tutti!)per Rocchi(il quale non è certo speedy gonzales)e gol ancor più facile facile! Cioè dico, da una potenziale azione offensiva nostra è maturata in due tocchi(due!!)l’ennesima sconfitta!!!

Non mi capacito. E dopo il gol? La solita confusissima reazione. Talmente tanto confusa, da beccare anche il secondo gol sempre da parte di Rocchi che nell’occasione s’è girato in area di rigore e l’ha messa dentro col difensore a 3 metri(almeno!)…No, no non mi capacito!

E dire che non è stata la peggiore partita. E dire che non ne gira nemmeno una buona, ma vi prego, vi prego, ditemi qualcosa. Che s’adda fà? Io proprio non lo so. Mica possiamo mettere in campo la squadra dei pulcini?

Forza Napoli Sempre

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