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Milan | Salviamo Peter Pan

Milan – Napoli 0-0

Posted by lapo2001 on feb 7th, 2012

XXII Giornata
Milan – Napoli 0-0

Sabato sera. Gorgonzola (provincia di Milano). Cena in un ristorante con amici di amici di amici.

Sono a tavola, sconsolato. Conosco effettivamente una sola persona, è seduta di fronte a me.Mentre tento di domare una succulenta tagliata argentina con pistacchi di Bronte e gustoso formaggio ammuffito tipico della zona, gli altri sette commensali, saccenti e pedanti snob delle alte casate milanesi, con parlata milanese, ma di chiare origini terroniche, la cui esistenza era a me ignota prima di questo incontro, si intrattengono in caratteristici e divertenti discorsi del sabato sera: il mancato aumento dello stipendio, lo spread, le nuove offerte assicurative contro i nauseabondi odori provenienti dalle friggitrici dei cinesi, nel malaugurato caso di averli come vicini di casa, l’indice Mibtel, il Pil, l’indice Dow Jones e una panoramica delle possibili multe alle quali si può incorrere se, col barboncino a passeggio, non si ci porta dietro la paletta e la bustina salva marciapiedi. Le ragazze, molto più leggere, si eclissano con altri tipi di conversazioni, ancor più appassionanti: gli ultimi retroscena del gossip meneghino a cui non riesco a dare un solo secondo di attenzione.

Non potendone più di questo supplizio infernale proveniente da ogni lato e non potendone più di annaffiare quei meravigliosi bocconi insanguinati al bovino con l’acqua minerale gassata (ma come si fa????), spontaneamente, rompo la timidezza, e offro a tutti una bottiglia di vinello corposo delle mie zone: il Falerno del Massico (14,5%). Very naaais. Un paio di minuti e, contro ogni pronostico, scopro che i presunti astemi gradiscono il nettare meridionale degli Dei. Mezz’oretta e la scena cambia radicalmente. Alla terza bottiglia stappata, le tematiche, finalmente, iniziano a coinvolgere argomenti molto più seri e vitali: la simpatia e la competenza di Ranieri, il cardellino un po’ spennato, ma sempre pimpante di Del Piero e l’acclarata eleganza e classe di Sir Van Bommel, detto il taglialegna. Discorsi che ad un certo punto mi hanno fatto scendere di traverso l’ultimo morso di carne con relativo retrogusto irritante: mi rendo conto, appunto, di essere a tavola con un interista, un milanista e, dulcis in fundo,uno giuventino anni ’80. Il peggio. Quello che è nato abituato a vincere e che ora, con in corpo un quintale di frustrazione e, con cuore Conte, brama avidamente di poter tirar fuori nella loro già insopportabilità fisica. Ohibò, forse sarebbe stato molto meglio lasciare in tavola l’acqua minerale, …hic!

Le altre tre commensali, che ora ridono senza sosta e senza alcun motivo, tralasciando le interessantissime ultime notizie su Boateng e la Satta, sono ragazze che apparentemente subiscono il calcio dei propri rispettivi fidanzati (o mariti), nel caso capiti (mai) di alzare il gomito e di lasciarsi un po’ andare, ma che poi, se la godono, perché, a sentirli bene, i maschi appaiono migliori nella versione “snob e serietà”. Infatti, nel prosieguo della cena, capisco che essi vivono la squadra del cuore come io vivo il cricket. Non c’è trasporto, non c’è emozione, come una incespicata di Krasic o un liscio di Pazzini. Il loro parlare è basato su numeri, calcoli e classifiche unte e bisunte, più o meno come questo piatto sporco di inutile valeriana scondita. Riesco a malapena a farmi vedere, a dire loro di essere tifoso del Napoli, che i dialoghi basati sul nulla, con l’unico obiettivo di dimostrare la propria superiorità, mi lasciano impassibile, avulso allo schema. Si sfogano e io, come nei dialoghi precedenti, cerco di ascoltare il meno possibile, annegando i loro strepitii in un altro bicchiere di ottimo rosso corposo (hic!): Moggi, il triplete di Mou e lo scudetto rossonero dello scorso anno, le cantilene di rito.

Per ognuno di loro, il proprio esempio di superiorità, dovrebbe concludere ogni discorso. Un po’ come facevano gli giuventini qualche anno fa, che camminavano con l’almanacco sotto braccio, in modo da avere l’ultima parola. Quella parola che avrebbe dovuto mettere la parola “fine” sulla propria conclamata supremazia. Mi illudo, con mia somma gioia, di esser stato estromesso da queste diatribe per una questione di successi, fin quando Luca, inaspettatamente, si avvicina a me. È un tipo al quale daresti 50 anni, solo per rientrare nei margini consentiti per una figuraccia, e scopri dopo che invece ne ha appena 35. Basso, tarchiato, pelato e con un leggero strabismo di venere che gli darebbe un tocco di giuventunità autentica, ma che invece si viene a scoprire che trattasi dell’interista simpatico della truppa. Approfittando dell’assenza degli altri, impegnati a conquistarsi i meno 10 gradi impressi nell’aria fuori il locale per una salutare sigaretta, mi si avvicina e dice: “l’anno prossimo sarà un’altra storia. Torneremo a vincere tutto. E come ben sai, Lavezzi è già nostro”. Alla mia espressione taciturna, ma sorpresa, si spiega meglio: “Vargas è vostro solo perché Moratti ve l’ha lasciato con una promessa…”. E su quei puntini sospensivi alzo le sopracciglia ed annuisco in cenno di assenso, per assecondare le follie dell’amico (gli avrei, molto più volentieri, infilato un paio di dita nelle orbite sconvergenti, hic!). Contento di questa ammissione che gli ha rallegrato la serata, si accosta ancora di più e bisbiglia: “senti, noi domani vinciamo a Roma, è certo. Ci fate il piacere di battere i cugini? Sono sicuro che il campionato è ancora apertissimo. Nulla è perduto”. Me lo chiede con una tale serietà da spiazzarmi, tanto da dubitare della sua integrità mentale. Sarà uno di quelli che rimpiange Zarate e Coutinho? E come se avessi il potere di decidere le sorti dei nostri azzurri o come se fossi Doni, annuisco ancora, strizzando l’occhio. Luca fa lo stesso, con quello buono, però.

Al rientro degli altri banchettanti, gli schiamazzi non scemano, anzi. All’arrivo della crema castigliana, nel bel mezzo di una lite, con tema il 3 a 3 di Istanbul, anche lo giuventino, a sorpresa, mi si affianca. E’ Filippo, un ragazzo paffutello con un bel paio di baffi e una selva di ricci giallastri sulla testa, assomigliante vagamente a Valderrama, e dice:”il mio sogno è Cavani. Pare che l’affare si farà. Voglio vedere il matador e Giovinco far piangere tutte le difese”. Non avendo alcuna confidenza e non avendo alcuna voglia di dialogare con il soggetto delirante, mi limito solo ad una apertura di braccia, come per dire “tutto è possibile”. Quel gesto di speranza lo rivitalizza, seppur ormai biascichi e, preso da una ventata adrenalinica, continua elettrizzato: “questo è l’anno nostro, domani vinciamo facile col Siena, è certo, è scritto. Ci fate il piacere di battere i polentoni? Con la vittoria a Parma nel recupero, il campionato è finito”. Sempre più impressionato da queste folli richieste, comprendo che il Moio stia procedendo con un altro giro etilico nel loro/mio cervello, per cui non posso far altro che acconsentire con ipocrita convinzione, giusto per tranquillizzare il giovane gobbo col mustaccio appassito e la faccia oramai paonazza (hic!).

Al termine del terzo giro di grappa e dopo il caffè, anche io mi dirigo fuori per vivere un po’ l’ambiente groenlandese e per dare aria ai polmoni e ai pensieri con una bella Marlboro rossa, gentilmente offerta dal milanista. Sergio, che a primo acchito era parso il più equilibrato, forse perché mi sono lasciato impressionare dalla somiglianza con De Sanctis, vedendomi alzare da tavola per uscire, mi segue come un segugio, guardandosi intorno con circospezione e fischiettando, cercando di non dare troppo nell’occhio. Usciti all’esterno, mentre mi porge l’accendino, si blocca e con occhi il cui colore è indecifrabile, tanto da essere gonfi e chiusi, penso, presumo, immagino che mi fissi e dica con voce squillante simile ad una trombetta ed incalzante come quella di Gianni di Marzio: “Rajola ha già fatto tutto. Mister X (Hamisik) l’anno prossimo è già nostro. Con lui, Ibra e Tevez vinceremo anche la Champions, oltre il campionato, naturalmente”. Non so perché ma questa sicurezza nell’affermazione mi provoca un bruciore alla giugulare. Effetti non desiderati della nicotina. Comincio a tossire senza sosta. Dopo poco, senza nemmeno che mi sia ripreso totalmente, attacca la bocca al padiglione del mio orecchio e sussurra con un alito che avrebbe incenerito un campo di girasoli, e continua: “quest’anno puntiamo solo allo scudetto. Domani vi scamazziamo, è certo, è scritto. Ma per sicurezza, ci fate il piacere di perdere? Tra poco ci sarà lo scontro diretto coi gobbi. Li supereremo e il campionato sarà nostro”. Avrei voluto esprimere un pensiero a riguardo, ma l’amico barcollante mi dà, senza accorgersi con quale forza, un paio di pacche all’Ibra sulle spalle e si allontana ringraziandomi. C’è mancato poco che non mi spiaccicassi nella pianta ricoperta di neve all’ingresso della taverna ed ancora intossicato di tosse e delle loro puzzolenti parole, rientro nel locale un po’ frastornato e con una gran voglia di tornare a casa. E’ tardi, il Moio e i tre moschettieri m’hanno fatto una testa tanta e domani c’è la partita. Quella dei piaceri da assolvere (hic!)

Sarà che non mi sono impegnato abbastanza, sarà per la spropositata quantità di grappini e di borghetti per combattere l’ennesima domenica di gelo, sarà che gli stessi hanno avuto qualche effetto collaterale, ma non sono riuscito nell’unico intento che mi premeva. Ho imposto le mani come il divino Otelma, ho pregato e, sforzando le meningi, sono quasi sicuro di essermi messo in contatto con San Siro, San Gennaro e Sant’Ambrogio per una raccomandazione, e non è bastato: il Napoli l’unico piacere che doveva fare, era vincere. Vincere. Per me. Per noi, ancora una volta morti di freddo a gridare seppur col sapore di caffè al rum e di grappa scadente in bocca, si doveva solo vincere. Scoprire a fine gara, dalle immagini dei tabelloni (?!) del San Siro che l’Inter ne aveva beccate 4(“senti, noi domani vinciamo a Roma, è certo”: parole di Luca l’interista della sera precedente) che la Giuve aveva pareggiato in casa (“domani vinciamo facile col Siena, è certo”: parole di Filippo lo giuventino) e con la concomitante possibilità, visto lo stato di salute assai precario del Milan (“domani vi scamazziamo, è certo”: parole di Sergio il milanista), di piazzare un grande colpo che non è arrivato, mi ha rammaricato. Ieri si poteva.

Considerati tutti i piaceri che mimicamente avevo promesso la sera precedente, mi sarei aspettato per lo meno una telefonata di cortesia o un giro di vinello da loro offerto. Ma niente. Qui al Nord, non ci sono più i galantuomini e la Milano da bere di una volta. Sono diventati un ricordo lontano. Più o meno come la nostra ultima vittoria. Hic.

A conti fatti, a quel tavolo, non ha vinto nessuno. Forse solo le tre bottiglie di Moio e le tre ragazze. Le immagino tutte insieme mentre stanno ancora ridendo, probabilmente stavolta di noi, e brindano alla salute di Robinho e di Brad Pitt.

Tutti i tifosi deliranti hanno più o meno gli stessi alticci sogni, ma se quella di domenica è l’Inter, quella è la Giuve e quello è il Milan, più ci penso e più credo che lo scudetto poteva e doveva essere nostro. Hic. Prosit.

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca.

Napoli – Milan 3-1

Posted by lapo2001 on set 19th, 2011

gli allegri

III Giornata
Napoli – Milan 3-1 (l’alieno 3; Aquilani)

Diciamolo subito, non vogliamo esaltarci, ma qui siamo tutti più Allegri. Le tre sberle dell’immenso Matador hanno trasformato l’attesissima super sfida col Milan in uno spassoso spettacolo che probabilmente nemmeno trentadue denti in bella mostra sarebbero riusciti ad esprimere. La contentezza e la felicità che ieri noi tifosi abbiamo vissuto nel tanto temuto esordio stagionale al San Paolo perdura anche ora, in questa notte insonne ed ancora adrenalinica.
Sì, siamo Allegri per una serie infinita di motivi. Prima di tutto perché il Napoli è riuscito finalmente a vincere strapazzando l’incerottato Diavolo, che già di per sé fa godere, confermando che le mirabilie inglesi di qualche giorno fa non sono nate dalla casualità. L’inizio è stato difficile, come tutte le volte che abbiamo incontrato formazioni blasonate e in particolare il Milan, ma, in questo caso, non ci siamo lasciati sgonfiare per poi morire, come è accaduto nel recente passato. La squadra ha infatti immediatamente reagito al bel gol di Aquilani e poi, con pazienza e forza, ha lasciato il possesso della palla agli avversari, attendendo il momento giusto per colpire con fiammate improvvise, sino a ribaltare il risultato e vincere o stravincere tra gli olè del pubblico ormai in festa almeno mezz’ora prima del fischio finale. Ma siamo Allegri anche perché questa squadra si sta comportando sempre più da “squadra”, mostrando grande solidità e spirito di sacrificio. Vedere i tre tenori, e soprattutto l’alieno, tornare ad aiutare i compagni in difficoltà, mentre i Pato e i Cassano passeggiavano nervosamente e distratti sulle linee laterali, senza desiderio né fame, credo sia molto indicativo su quelle che sono le motivazioni e la voglia di arrivare. E poi dobbiamo essere Allegri per forza se nella nostra formazione gioca un certo Inler. E’ sempre più chiaro che il contributo dello svizzero sia il vero valore aggiunto di questa stagione. Dei piedi felpati, l’equilibrio, la fisicità, l’ordine e della costruzione della manovra beneficiano tutti e in particolare il tanto criticato Gargano, autore di un’altra prestazione superlativa dopo quella di Manchester. Il piccolo uruguaiano infatti può finalmente giocare in quello che è il suo ruolo naturale, senza dover preoccuparsi di creare o inventare soluzioni non alla sua portata(anche se si è esibito in inusuali e precisi cambi di gioco), ma solo correre e contrastare, contrastare e correre. E in questo, secondo me, Walter non è inferiore a nessuno. Ma Allegri siamo anche per le chiusure del sorprendente Aronica, per i soliti miracoli di De Sanctis, per la grinta del ristabilito Campagnaro, per l’incontenibilità di Maggio e soprattutto(lo dirò sino alla noia) per le riserve ben più affidabili, oltre che per la presenza sulla nostra panchina del miglior tecnico italiano(lo dirò sino alla nausea). E sempre Allegri siamo anche per una questione prettamente di numeri. Dopo due giornate di campionato siamo in testa alla classifica a sei punti, con Milan, Inter, Roma e Lazio a meno cinque, il miglior attacco (6 gol) e l’alieno(che, a detta di molti, non sarà in grado di ripetere l’exploit dello scorso anno) già in testa alla classifica capocannonieri con le tre gemme di ieri sera. E infine siamo Allegri per i nostri avversari. Per Galliani che tanto s’è vantato di aver fermato Messi, dimenticando la regola del 3 del Matador; per il nervosismo di Nesta che preso dallo sconforto s’è messo a fare il Boateng; per il dito di Aquilani che gira e rigira da qualche parte sarà finito; per la faccia sconsolata di Abbiati e per quella che non ho visto, ma di certo mesta di Gattuso; per le azzeccate previsioni del simpatico professor Sacchi; e soprattutto per lui. Cosa darei per intervistare il mister rossonero. Ecco, per tutti questi motivi noi da ieri siamo molto più Allegri…hihi.
Non esaltiamoci…ma come si fa?

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca.

Milan – Napoli 3-0

Posted by lapo2001 on mar 1st, 2011

XXVII Giornata
Milan – Napoli 3-0 (Ibra su rig., Boateng, Pato)

Ho evitato accuratamente di leggere articoli, commenti e pensieri su giornali, blog e siti stamattina. So che è in corso un nuovo(vecchio) processo ed io proprio non lo reggo. Ci sarebbero tante critiche da fare riguardo la bruttissima partita di ieri. A partire dalla formazione scesa in campo, dall’approccio, dalla mentalità, dall’inconsistenza, dal non-gioco e dallo scioglimento totale dopo lo svantaggio. Se poi, invece, si vuole equiparare il disastro di San Siro all’intera stagione, io proprio non ci sto. De Laurentiis non ha tirato fuori i soldi, Mazzarri è un incompetente, il modulo è sbagliato, i giocatori non sono all’altezza, ed ecco che in un battibaleno si concretizza un processo distruttivo che per me non ha ragione di esistere. Siamo terzi, in piena zona Champions, e abbiamo accarezzato un sogno che fino all’altroieri era impensabile anche per i più ottimisti. Il tutto strameritatamente, senza aiuti o manine sottobanco. Ed è questa, a mio parere, l’unica cosa che conta.

Dopo la partita di ieri, mi preme però, fare delle considerazioni.
I tre tenori sono indispensabili e insostituibili, specie contro squadre più forti della nostra, ma una volta per tutte, io ribadisco un vecchio concetto. Senza il Pocho siamo senza anima. Avremmo perso lo stesso, per carità. Probabilmente si sarebbe mangiato due o tre gol e avrebbe sbagliato un paio di punizioni e un rigore, ma per lo meno, avremmo visto qualche ripartenza e di sicuro, Thiago Silva e Nesta, alla fine la maglietta l’avrebbero sudata. Senza Lavezzi abbiamo vinto in passato, certo, ma come? Escluso col Palermo(partita in cui si infortunò), a livello di gioco, non abbiamo mai fornito una prestazione eccelsa. Il più delle volte, ci siamo aggrappati a qualche giocata da fantascienza di Cavani(come con il Lecce o la Steaua)o ad una difesa ad oltranza per proteggere il vantaggio(come con il Genoa o il Catania). Ma in realtà, è innegabile che di Lavezzi non se ne possa fare a meno mai. Con l’Inter(che non è il mediocre Milan), giocammo una partita priva di personalità e mordente come ieri, ma per lo meno, un paio di volte ci affacciammo dalle parti di Julio Cesar. Sta di fatto che tutto si può imputare al Pocho, meno il coraggio. Ed è da quello che si giudica un giocatore. E ieri, così come col Chievo, è mancato più di ogni altra cosa. Ancora una volta a Milano. O l’erba di San Siro conterrà qualche soluzione soporifera che annebbia le meningi dei nostri ragazzi?
In secondo luogo, voglio sottolineare la tempestività con la quale il signor Rocchi abbia concesso quel rigore. Appellarsi al penalty per la sconfitta è una tesi che non regge, perché dopo quell’errore madornale dell’arbitro, la squadra si è dissolta senza un briciolo di reazione. Ma diciamocela tutta, prima di quell’episodio, il Milan non aveva mai creato grandi pericoli e visto che Cannavaro e Co., stavano reggendo alla grande contro i plurititolati avversari, solo un loro colpo di genio o un nostro errore avrebbero potuto schiodare il risultato. E invece… e invece il novello Rosetti, dopo aver giustamente salvaguardato il big-match, non espellendo il gomito di Pato, ha pensato bene di fregarsene quando c’è stato da giudicare un’azione confusa, in cui il fallo di Ibra su Cannavaro è sembrato evidente anche a Tosel, e con solerzia e tempismo ha potuto finalmente togliersi un peso dallo stomaco. Non lo accetto il discorso del “vittimista”, ma il giorno in cui, contro qualsiasi squadra(e quindi non parlo solo del Napoli), un calciatore del Milan o dell’Inter venga estromesso dalla partita più importante dell’anno nel primo tempo per un doppio fallo di mano o venga decretato contro un rigore del genere, io chiederò scusa a tutti, anche a Byron Moreno, a Rizzoli, Rocchi, a Tosel e Palazzi. Ma so che questo non accadrà mai. Perché è così che va da sempre. Non ho avuto il coraggio di leggere la Gazzetta stamattina, ma sono sicuro che si sarà parlato di un Milan schiacciasassi e che il voto e la prestazione del signore in tenuta gialla sarà stato positivo. Se fosse accaduto il contrario, se ne sarebbe parlato per almeno 2 anni.
Infine, e non per importanza, voglio fare un elogio a tutti i sostenitori del Napoli che ieri hanno assistito al match. Straordinari. In tutti i settori dello stadio e nel nostro (eravamo più di 5000) non si è mai smesso di incitare la squadra e alla fine si è comunque applaudito i nostri ragazzi. Non dimenticando di essere sempre la terza forza del campionato. Spero che anche domenica ci sia la stessa bella e coinvolgente atmosfera di ieri al Meazza. Non quella sul terreno di gioco. E’ovvio. Domenica c’è il Brescia, ancora senza il Pocho. C’è da reagire subito, non bisogna mollare, a partire da noi tifosi, perché ora comincia il nostro vero campionato. Perché ora è chiaro finalmente quale sia il nostro obiettivo. Ora c’è solo da restare uniti, altro che processi…

Per la banda. Tutti 10 su 11. Solo il Catapo ha totalizzato 11. Chissà perchè…

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca.

Napoli – Milan 1-2

Posted by lapo2001 on ott 26th, 2010

VIII Giornata
Napoli – Milan 1-2 (Robihno, Ibra; Lavezzi)

La rabbia e la tristezza di stanotte non ha eguali. Per smaltire la prima avrei bisogno di un pungiball su cui sfogare il mio istinto assassino attuale, mentre per la seconda sto metidando di uscire, nonostante la pioggia, per una camminnata di almeno una ventina di chilometri, per assentarmi da tutto, stare da solo e ritrovare la serenità che è andata a farsi benedire.
Non è bastato un Napoli bello e generoso per riacciuffare un partita già compromessa nel primo tempo. L’ingenuo doppio fallo di mani di Pazienza infatti, ci ha costretto a giocare per più di un tempo in inferiorità numerica contro la squadra che, a livello di palleggio, in Italia, non ha rivali. Regalare un uomo e almeno 30 minuti al Milan, hanno creato i presupposti per prevedibile capitombolo. Per mezz’ora gli azzurri non sono stati capaci di fare 2 passaggi di fila e di superare la metà campo, se non con rilanci disperati un pò come si faceva all’oratorio. La cornice meravigliosa di un San Paolo stracolmo, l’importanza della gara, il blasonato avversario, hanno denotato un limite che già da qualche tempo è risultato evidente. Il panico, maledetto panico. Solo dopo il gol di Robihno si è rivista la squadra che piace a noi, grintosa e determinata e, scrollatasi dalla schiena e dalle gambe questa terribile paura, ha iniziato a spingere e a cercare il pari con tutti i mezzi. Prima Cavani, poi Yebda(entrato al posto dell’infortunato Maggio) e infine Lavezzi per un niente non sono riusciti a buttarla dentro e con l’amaro in bocca si è tornati sotto di un gol e di un uomo. Nella ripresa, gli azzurri hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo e con azioni in velocità, soprattutto sulla sinistra con Dossena che avrà buttato in mezzo all’area almeno 8 palloni, hanno dato a tutti l’impressione che il gol poteva materializzarsi da un momento all’altro. E invece, dopo un paio di contropiedi falliti, su un cross di Oddo, Ibra, solo in aera, insaccava di testa a pochi metri da De Sanctis. Due a zero e mazzata terribile. Solo il grandissimo cuore di questa formazione ci ha regalato un finale al cardiopalmo. Un gol, quello del Pocho(migliore in campo), che non sarà ricordato, solo perchè realizzato in una gara persa, ma letteralmente incredibile, andando contro le leggi della fisica, ha riacceso la speranza di un’altra rimonta simile a quella della passata stagione. La spinta forsennata e ossessiva alla fine, però, non ha prodotto ciò che noi speravamo.
Grande cuore, grande impegno e tanta corsa non sono bastati. Seconda sconfitta in casa e fantasmi del passato che si ripropongono.
C’è rabbia e tristezza dicevo. Sarà perchè tra poco è il suo giorno, ma dopo questa sfortunata partita, ho pensato a Lui. Con Lui in campo, avrebbe potuto arbitrarla anche Galliani, il Diavolo non l’avrebbe mai vinta. E’solo un attimo di debolezza nostalgica, lo so, poi mi passa. In campo non c’era Lui e c’era invece il chierichetto di Modena in tenuta gialla che ha preservato il match clou del prossimo turno (Milan-Giuve), tenendosi tutti i cartellini in tasca, permettendo teatrini meneghini da campi di III categoria. Rizzoli, la domenica, può solo portare le ostie all’altare del suo dio.

Forza Napoli Sempre

Milan – Napoli 1-1

Posted by lapo2001 on mar 21st, 2010


MMS, inserito originariamente da LAPO2001.

XXIX Giornata
Milan – Napoli 1-1(Inzaghi; Campagnaro)

Bellissima la prestazione degli azzurri ieri a San Siro.
Il primo tempo è stato totalmente(a parte il gol del solito Pippo)comandato dai nostri. Ordinata ed attenta la difesa, ottimo il filtro e le ripartenze a centrocampo e maestoso il ritrovato Pocho che ha fatto letteralmente impazzire la difesa rossonera. Unici nei: Hamsik, che non è praticamente sceso in campo(in alcuni momenti è stato più lento addirittura di nonno Favalli) e di Quaglia, volenteroso, sfortunato, assai mobile, ma che alla fine non ha inciso come una punta e come ci si aspetta da lui. Troppe le occasioni sprecate se si pensa alla grande mole di gioco e alla tante opportunità sprecate.
Il gol di Campagnaro è stato per tre quarti merito di Lavezzi imbeccato nell’area da un preciso lancio di Pazienza. Il Pocho arrivato sul fondo ha pescato lo smarcato Hugo che proveniva dalle retrovie e che comodamente ha potuto insaccare a porta vuota. Mentre il pareggio è stato realizzato sull’unica disattenzione della prima frazione della nostra difesa. Cross preciso da sinistra di un ottimo Ronaldinho per la testa di un solissimo Pippone al centro dell’area.
Il secondo tempo è stato molto più equilibrato e le azioni non sono mancate da ambo gli schieramenti. Ronaldinho che è riuscito con la sua classe a smarcarsi qualche volta in più dai denti affilati del nostro Grava e il Pocho che continuava a mandare al manicomio Thiago e co., sono stati i migliori in campo.
Alla fine si poteva anche vincere, ma anche perdere(un paio di miracoli di De Sanctis ci hanno salvati) per cui questo, a differenza dei tanti preggi precedenti, è da considerarsi una ottima iniezione di fiducia per i prossimi impegni.
Continuiamo su questa strada e con questo Pocho.

Da rilevare: il Catapo che voleva farci parcheggiare in un posto,a suo dire, a 10 minuti a piedi dallo stadio,mentre poi, ci avremmo impiegato un paio di pomeriggi. Il signore esagitato sotto i nostri posti che se avessimo vinto ci avrebbe sicuramente fatto prendere un paio di manganellate. Non so se aveva capito che non eravamo in curva B per cui, non mi è sembrato il caso che mostrasse continuamente il dito medio ai vicini con sciarpa rossonera. E infine, non per ordine di importanza, un arbitraggio, finalmente all’altezza della situazione. Bergonzi chissà pechè, ma mi è simpatico.
Il Milan già è tanto che in questo momento del campionato ancora possa pensare di scalfire la corazzata di Mou. Non è ai livelli dei neroazzurri.

A giovedì, col coltello tra i denti.

Forza Napoli Sempre

Napoli – Milan 2-2

Posted by lapo2001 on ott 30th, 2009

X Giornata
Napoli – Milan 2-2 (Cigarini, Denis; Inzaghi, Pato)

Siamo 5 disperati. La partita è iniziata già da quasi 10 minuti.
Gianni Chef guarda a terra sconsolato.
Luigi chiede: e se invece vedessimo la juve?(non posso scrivere qui ciò che gli abbiamo risposto).
Francesco si attacca allo schermo perchè non ha la vista di una lince ma il messaggio sul monitor è chiaro: la partita non può andare in onda. Chiamare la portineria.
Marco si attacca al telefono e chiama la portiera 2 volte al minuto, la quale risponde che sta tentando in tutti i modi di acquistare l’evento per noi, ma ci sono problemi con internet.
A the Ass, steso sul letto, già si chiudono gli occhi.
Io non ne posso più. La tensione mi sta mangiando. Che starà facendo il napoli? come starà giocando? Le domande che mi frullano nel cervello. Decido di chiamare il Catapo per avere delucidazioni. E mentre mi informa che siamo già sotto di 2 gol ecco che finalmente sullo schermo della tv appare il campo verde del San Paolo. In alto a sinistra l’inesorabile risultato: dodicesimo del primo tempo Napoli 0, Milan 2…Oddio!
Dopo la bellissima vittoria a Firenze, e dopo che si era palesemente mostrata un’inversione di tendenza questa partita l’abbiamo attesa come il grande evento della nostra definitiva risurrezione. Ma quella bella speranza in poco più di 6 minuti si è trasformata in una effimera illusione. La solita.
Inzaghi e Pato hanno distrutto il nostro sogno.
E’colpa di De Laurentiis, è colpa di Marino, è colpa di Grava, di Cannavaro, è colpa nostra che invece di essere al san Paolo siamo qui, in una camera d’albergo a 600 km da Napoli. E’colpa di Mazzarri…
In un istante si è pensato tutto e il contrario di tutto. La C, la B, l’europa, la champions, la mitropacup…tutti gli incredibili voli pindarici sono planati e bruscamente atterrati su una realtà che non sentiamo appartenerci.

Ma questo è un altro Napoli. Un Napoli che non ha nulla a che vedere con quello visto sino ad un paio di settimane fa.
Per tutta la partita ha lottato, ha cercato in tutti i modi di contrastare i diavoli e di recuparare quella doppia doccia gelata iniziale. Un pò per sfortuna, un pò perchè lì davanti c’era poca lucidità, un pò perchè l’ex-Didastro si è ricordato come si para, sino al novantsimo il risultato non è cambiato.
Poi, mentre la speranza di quasi tutti si è ridotta ai minimi termini(di sicuro molti dei tifusielli intervenuti allo stadio, in quel momento erano già a casa a pensare a come e a chi criticare per la sconfitta) e mentre le bandiere si ammainavano, ecco che i ragazzi terribili del terribile Mazzarri, tirano fuori tutto il coraggio e l’orgoglio che noi tifosi pretendiamo.
Prima il criticatissimo Cigarini con un tiro a volo da fuori area e poi, un’incornata alla Bettega del criticatissimo Denis fanno letteralmete esplodere il San Paolo e la camera 406 del Hotel Dory.
Incredibile!
La portiera ci chiama per sapere se qualcuno sta morendo e Marco: no no, non si preoccupi, stamm arravutann.
The Ass addirittura si sveglia.
Gianni Chef salta coi piedi sul letto.
Luigi che dice:avremmo dovuto vedere il primo tempo della Juve e il secondo del Napoli(non vi dico cosa gli abbiamo risposto).
Francesco penso che ancora stia gridando dalla gioia.
E il sottoscritto ancora non ci crede…un pareggio che ha il sapore di un paio di vittorie…Il sogno continua. Grazie ragazzi. Che emozioni ci avete regalato.
Ora si va a Torino. Stavolta sarò io a tifare anche per voi.
Un saluto alla banda dello stadio e un saluto alla banda della spedizione riminese.

Forza Napoli Sempre

Napoli – Milan 0-0

Posted by lapo2001 on mar 23rd, 2009

Di più non potevamo chiedere a questa squadra, stasera. Cuore, grinta e determinazione sono state messe fino all’ultimo grammo di fronte alla corazzata Milan. Nessuno si è risparmiato. Il Panterone che si è visto più volte nelle retrovie a lottare come un mediano, Blasi inesauribile, il ritrovato Mannini che ha sfoderato una prestazione super, la difesa attenta come non mai e tutti gli altri a stringere i denti fino alla fine per portare il risultato positivo a casa. Una parola in più la voglio spendere poi, per Grava, oggi esterno di centrocampo. All’inizio siamo rimasti un pò sconcertati sulla scelta di Donadoni di impiegare in questa sfida il nosto Gianluca, specie perchè erano mesi che non giocava. E invece, ha smentito tutti. Con i suoi limiti è comunque riuscito a non far rimpiangere Maggio e si è tolto una grande soddisfazione al cospetto di Kakà e co. Davvero grande!
Sulla gara, supremazia dei rossoneri a centrocampo, senza però creare grandi pericoli alla porta di Navarro. Qualche bella azione di rimessa, qualche gol mangiato in particolare da Zalayeta e come già detto tanto, ma davvero tanto cuore.
Forse, se l’arbitro non avesse sbagliato nell’occasione del gol ingiustamente annullato ad Hamsik e sempre forse, se il Pocho dopo 2 anni di partite e di allenamenti, fosse arrivato a questa sfida con giusto il 5% in più, alla fine le cose sarebbero andate diversamente. Ma queste restano solo ipotesi. L’importante è che finalmente c’è stato un cambio di direzione. Non nel modulo, non nel gioco, non negli uomini, ma nella testa e nel risultato. E non è poco! Per cui, non potevamo chiedere più.
Va bene così, andiamo avanti.

Forza Napoli Sempre.

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