Andy Mckee
Andy con la chitarra fa suonare un’orchestra…
Andy con la chitarra fa suonare un’orchestra…
Era un secolo che non venivi ad ascoltare il mio russare…
Lo so, non sei stato tu a volerlo. Mi sei apparso davanti la macchina solo perchè t’ho gridato forte. Mi devi perdonare se sono venuto a quest’ora ma il silenzio della notte, agevola il mio richiamo. Ci saranno un paio di fantakilometri di distanza tra me e la tua nuvoletta?no?…I fari della smart ti hanno squadrato dalla testa ai piedi, nella penombra potrei scambiarti per un elfo del bosco. Gli occhi gonfi, col pigiama, le pantofole e le ali un pò accartocciate: sei tu. Mi è quasi dispiaciuto tirarti fuori dal tuo giaciglio, ma ho solo bisogno di qualche attimo in cui il tempo si fermi e solo tu puoi riuscirci. Le giornate non sono troppo colorate e il ritardato inverno fa il resto con le sue folate ghiacciate…
Non so per quale assurdo motivo dell’inconscio in un battibaleno ci ritroviamo sulla spiaggia più bella del mondo. Ci sono almeno tre lune e c’è un silenzio irreale. Si intravede solo il colore chiaro delle onde che si afflosciano stanche sulla battigia e la sensazione di immensità in movimento che solo il mare aperto riesce a regalare. Mi siedo e ti guardo mentre metti i piedi a mare. E’ fredda, ma si ci abitua presto. Ti ammiro e m’incanto…Puff…Sono accanto a te e i miei tramortiti piedi ad annegare nelle gelide acque insieme ai tuoi…Aaaah, sorrido…E’il momento che cercavo… come un bacio appassionato, un lampo nel buio, un bicchiere ghiacciato in una giornata d’afa, ‘na strunzata in gesti fotocopiati… è un attimo. Vorrei conservarlo, fermarlo proprio qui e farlo durare in eterno. Ma anche i sogni hanno dei tempi, come nella realtà. In entrambi i casi i momenti bussano e passano. Peccato che solo nella realtà si facciano fotografare, mentre sono sicuro che questa sensazione di libertà sarebbe assai fotogenica…Aaaah, che meraviglia!
E’tardi. Tra poco esce il sole. Mi guardi soddisfatto ed ancora con i piedi bagnati, voli via.
Come farei senza di te?
Angel
Io mi siedo e aspetto
che un angelo guardi il mio destino
loro conoscono
i posti dove andremo
quando saremo vecchi e coi capelli grigi
perché mi hanno detto
che la salvezza fa aprire le loro ali
così quando io sono disteso nel mio letto
i pensieri scorrono nella mia testa;
io sento che l’amore è morto,
ed invece mi sto innamorando di un angelo.
E attraverso tutto ciò,
lei mi offre protezione,
tanto amore e affetto
che io stia bene o male,
e sotto la cascata
in qualunque luogo sia lei mi prenderà
io so che questa vita non mi spezzerà
Quando inizierò a gridare,
lei non mi abbandonerà
invece io mi sto innamorando di un angelo.
Quando mi sento debole
il mio dolore viaggia
per una sola strada
io guardo al cielo
so che sarò sempre fortunato con l’amore
E come il sentimento cresce
lei respira freschezza attraverso le mie ossa
Ed invece, quando l’amore muore
invece io mi innamoro di un angelo
E attraverso tutto ciò,
lei mi offre protezione,
tanto amore e affetto
che io stia bene o male,
e sotto la cascata
in qualunque luogo sia lei mi prenderà
io so che questa vita non mi spezzerà
Quando inizierò a gridare,
lei non mi abbandonerà
invece io mi sto innamorando di un angelo.
E attraverso tutto ciò,
lei mi offre protezione,
tanto amore e affetto
che io stia bene o male,
e sotto la cascata
in qualunque luogo sia lei mi prenderà
io so che questa vita non mi spezzerà
Quando inizierò a gridare,
lei non mi abbandonerà
invece io mi sto innamorando di un angelo.
Robbie Williams
Sei bella. Sei bella.
Sei bella… è vero.
Sei bella
La mia vita è brillante.
Il mio amore è puro.
Vidi un angelo.
Di quello sono sicuro.
Mi ha sorriso sulla metro.
Era con un altro uomo.
Ma non perderò sonno su quello,
perché ho un piano.
Sei bella. Sei bella.
Sei bella, è vero.
Ho visto la tua faccia in un posto affollato,
E non so cosa fare,
perchè non starò mai con te.
Yeah, catturò il mio sguardo,
Come se camminassimo vicino.
poteva vedere dalla mia faccia che ero,
amareggiato,
E non penso che vedrò la sua dinuovo,
Ma abbiamo condiviso un momento che durerà fino alla fine.
Sei bella. Sei bella.
Sei bella, è vero.
Ho visto la tua faccia in un posto affollato,
E non so cosa fare,
perchè non starò mai con te.
Sei bella. Sei bella.
Sei bella, è vero.
Ci doveva essere un angelo con un sorriso sulla sua faccia,
Quando pensò che dovrei stare con te.
Ma è tempo di affrontare la verità,
Non starò mai con te.
James Blunt
I Gotta Felling – Black Eyed Peas
Questo è da vedere.
Guardate cosa fanno i 30 mila di Chicago al cospetto dei Black Eyed Peas.
La ignara signorina col vestito giallo ad un certo punto non riesce a credere ai suoi occhi.
Video segnalatomi da fran74(the Ass).
Se è giusto o sbagliato,
se è colpevole o innocente,
se è bugia o verità,
se è troppo o poco,
se è silenzio o baccano,
se è Dio o impostore,
se è amore o odio,
se è bocca o illusione,
se è paradiso o inferno,
se è tutto o niente…
…se ho vinto o ho perso,
se ho o non ho,
se avrò risposte o non ne avrò,
se è il tempo o non lo è…
Nessun giudice. E’ lui a decidere, anche questo…per me, per te, per tutti…
Only Time
Who can say
where the road goes
where the day flows
- only time
And who can say
if your love grows
as your heart chose
- only time
Who can say
why your heart sighs
as your love flies
- only time
And who can say
why your heart cries
when your love lies
- only time
Who can say
when the roads meet
that love might be
in your heart
And who can say
when the day sleeps
if the night keeps
all your heart
Night keeps all your heart
Who can say
if your love grows
as your heart chose
- only time
And who can say
where the road goes
where the day flows
- only time
Who knows – only time
Who knows – only time
Solo Il Tempo
Chi puo dire
dove va la strada
dove fluisce il giorno
- solo il tempo
E chi può dire
se il tuo amore cresce
come il tuo cuore scelse
- solo il tempo
Chi può dire
perchè il tuo cuore sospira
come il tuo amore vola
- solo il tempo
E chi può dire
perché il tuo cuore piange
quando il tuo amore mente
- solo il tempo
Chi può dire
quando le strade incontrano
quell’amore che potrebbe essere
nel tuo cuore
E chi può dire
quando il giorno dorme
se la notte tiene
tutto il tuo cuore
La notte tiene tutto il tuo cuore.
Chi può dire
se il tuo amore cresce
come il tuo cuore scelse
- solo il tempo
E chi può dire
dove va la strada
dove fluisce il giorno
- solo il tempo
Chissà-solo il tempo
Chissà-solo il tempo
Enya
La Punto sfreccia sull’asfalto.
Stanco e assonnato, sono sul sedile anteriore di destra, quello dietro il passeggero. L’aria è ancora calda, ma sono rannicchiato come se fosse la settimana della merla. C’è silenzio, solo dall’autoradio si sente una musica bassa, lenta e lontanissima, sembra quasi che i suoni provengano dal motore o dallo spinterogeno. C’è buio in macchina, è disturbato solo da sporadici bagliori di lampioni e qualche abbagliante che proviene dalla strada, intanto io non mi muovo. Per vedere roteo gli occhi lentamente, senza fare altro movimento. Mi sento una mummia…Hic!
Dal finestrino di destra scorgo 2 lune immense, fisse nel cielo che regalano un pò di bianco e nero alle case, ai giardini e agli alberi che invece corrono talmente veloci che difficilmente si distinguono. Ci sono anche altre stelle, lo sento, ma dovrei disaccucciarmi ed allungarmi. Due azioni altamente improbabili in questo momento.
La temperatura si è notevolmente alzata. I primi pori iniziano a dilatarsi. Sudo. Guardo il bottone del finestrino e un pò come Massimo Troisi con il secchio, lo invito ad autopigiarsi per far entrare un pò d’aria. Mi concentro, sempre di più, sempre di più e… la macchina improvvisamente si ferma!…Hic! Dopo un attimo di meraviglia, mi rendo conto che ciò è avvenuto non per fantomatici e presunti miei superpoteri, ma perchè il mio amico il M., seduto di fronte a me non ha retto l’ultima aranciata. Per lo più sento dei lamenti ed ogni tanto qualche frase che parte nitida per poi finire in un aggrovigliamento impasticciato di vocali e consonanti incomprensibili. “Potresti pe’ ppiascere arapririmi la potta? Vorrei sudofjoèifjifòjkldvhòoidklg sfiohsfòiof osfihòh sfoh…”(esempio di una frase del M.). Vedo la solerzia invidiabile del G.. Si muove più veloce e sveglio di un robotino meccanico. Apre la porta al M. così gentilmente da sembrare lo chauffeur della signora a cui piacciono i ferrero Rocher. Lo sta accompagnando sul ciglio della strada. Non riesco a vedere bene. Un pò lo trascina. Gli tiene una mano sulla spalla. Sento rumori di sciacquone e di sicuro non provengono dal giardino vicino. Poi sento silenzio.
“All’anima dei *bip* di chi *bip*bip*”… Credo che il M. abbia vomitato sui nuovissimi stivaletti country del G.
“E che ca**! Sì proprio nu’ *biiiiip!*, sò nuovi”… Ora ne sono sicuro, li ha imbrattati.
Sono stanco, ora c’è nebbia, buio…Hic!…Opps, mi sono addormentato. Chissà per quanto tempo. Mi ritrovo posizionato del tutto involontariamente più al centro del sedile posteriore, appoggiato ad un sacco di patate russante. Tutti i versi degli animali provengono da quella bocca. Non so se tra le tonsille e l’ugula di the A. ci sia annidata una foresta o l’arca di Noè. Si può udire il cuculo, il barbagianni, il gufo, il bue muschiato e nelle curve più acute, sbattendo con la testa nel portiera si può ascoltare, anche se per pochi attimi, il verso del cinghiale nel momento dell’abbattimento. I modi gentili e garbati diurni di the A. fanno posto a quelli da scaricatore di porto o da bettolaro durante la notte…”aaaaaaaaaaarf…ptiu ptiu…còcòcòcò…gnak gnak gnak…oè oè oè…aaaaarf”(esempio di un russo di the A.)…Bon Dieu…Hic!
Annoiato dal quel ronfare sposto di 45° lo sguardo verso destra. C’è il G. alla guida. Le mani ferme sul volante e il ciuffo ribelle che gli cala sugli zigomi. Sembra concentratissimo, ma non credo che lo sia sulla strada. Infatti stiamo letteralmente sulla corsia di sinistra e di certo non siamo a Londra o a Edinburgo. Starà sicuramente pensando a quali tipi di soluzioni dovrà utilizzare per disincrostare le sue nuove calzature. “Tolgo un 15% di ciano e metto un buon 65% di magenta o tolgo 3 grammi di indaco per un chilo e mezzo di arancio?”(esempio di un pensiero del G.)…Hic!
Ci siamo fermati di nuovo. Di nuovo il lamento biascicato del M. Il G. gli ha riaperto la porta, ma stavolta senza il garbo e non l’ha accompagnato sino alla siepe come prima.
Il G. è al cellulare. “Quando mai ha risposto ad una telefonata?” mi dico. Secondo me è una scusa per non avvicinarsi a quella fontana umana. Cammina nervosamente dando sempre un occhio al nostro amico un pò in difficoltà. Si avvicina, credo che il M. si sia ripreso. E’ buio vedo poco…Stanno ritornando, chiacchierano. Sto per riassopirmi…Hic!
“Ma allora veramente sì str***!”…sobbalzo e comprendo subito che il M. ha combinato qualche altro disastro. “Hai vomitato su tutto il seggiolino!?*bip*bip*bip*”…
“Oè, svegliati, siamo arrivati”. Il G. mi sta chiamando. Con gli occhi gonfi di sonno, riesco a capire che sia il sacco di patate che il “palummatore” sono già a destinazione.
Senza dire una parola, apro la porta, alzo gli occhi per vedere l’ora dal campanile, fingo di aver distinto le lancette, rincaso e mi chiedo “ma è sabato sera?”…Hic!
Sogni di Rock ‘n’ roll – Ligabue
E’ quasi mezzanotte. Ho fatto le scale di corsa. Sto fumando troppo. A metà già avevo il fiatone. Sono affamato. Prima di entrare in casa però, mi lascio sedurre dal silenzio e da una sedia proprio al centro della loggia. Sono esuasto. Crollo su di essa. Piano, piano scivolo accartocciandomi sulle gambe. Ho le spalle incastrate nello schienale e a stento le braccia sui braccioli riescono a reggere tutto il peso. Ancora ansimo. Ho sempre fame. Dopo un pò mi abituo a questa postura illogica, aiutato anche da un respiro che via via si fa più regolare. Non sento più le gambe. Mi rilasso. Il silenzio fa la sua parte. Alzo la testa.
Ho la sensazione di prenderle. Sì, sì le più luminose si lasciano prendere. Anche la luna è qui vicino. E’enorme, è più grande della magnolia che ho di fronte a me. Si vedono chiari i suoi contorni, i suoi crateri e il colore azzurrino del suo vestito. L’aria fresca e limpida è come la pennellata che rende un quadro il capolavoro. Fino a ieri quel tocco magico mancava e tutti i cieli che si sono susseguiti giorno dopo giorno sono stati sempre gli stessi. Ingolfati, brulli con le stelle ingoiate dall’immensità. Non m’è venuta voglia di osservarlo mai quel quadro di lontananza. Ma stanotte no. Una coperta fitta di piccoli lumicini si è distesa su tutto l’universo. Tutte posizionate dall’artista in modo che con un pò di immaginazione si potessero creare figure ed immagini come si fa con la settimana enigmistica unendo i puntini. A me è venuta fuori una pizza. Che in tutto questo scenario romantico poco c’”appizza”. Sarà a causa di questo languorino o di quest’assurda posizione, forse la stanchezza. Chissà di quale costellazione si tratta?
No, no, stanotte è tutto uno spettacolo. Con un pò d’impegno potrei rubarele tutte. Era da tempo che non ci provavo…l’aria fresca, la pancia vuota, un cuore meno sordo, una strada meno agitata, una luce, una stella…
Sono ancora troppo lontano dal tuo sole, ma stanotte, almeno stanotte, da questa terrazza silenziosa ho rivisto le mie stelle… e qualcuna l’ho acchiappata…
Lontano dal tuo sole
Sono pronto per rialzarmi ancora,
è il momento che aspettavo e ora
nonostante questo cielo sembri chiuso su di me
nessuno mi vede
nessuno mi sente,
ma non per questo io non rido più.
Io son qui in un mondo che ormai
gira intorno a vuoto
lontano dal tuo sole
e piove, ma io qualche cosa farò
per sentire ancora
tutto il calore che ora non ho
e avere un po’ di pace che ora non ho
e luce nei miei occhi che ora non ho
una direzione giusta che ora non ho
…che ora non ho
Sulla strada
troppe stelle spente
la tua mano ora servirebbe
troppa gente alza il dito
e poi lo punta su di me.
Nessuno mi crede, davvero innocente,
ma non per questo io non vivo più.
Io sono qui in un mondo che ormai
gira intorno a vuoto
lontano dal tuo sole,
e piove mai io qualche cosa farò
per sentire ancora
tutto il calore che ora non ho
e avere un po’ di pace
che ora non ho
e luce nei miei occhi
che ora non ho
una direzione giusta
che ora non ho (x3)
E avere un po’ di pace
che ora non ho
e luce nei miei occhi
che ora non ho
una direzione giusta
che ora non ho (x3)
Neffa
Riflettendo su questo ultimo periodo non ho avuto difficoltà nell’individuare il post che meglio lo rappresenta.
Penso a quel semplice chicchiericcio per strada che piano piano si è trasformato prima in sorrisi e sguardi e poi in baci e braccia intorno al collo sulla spiaggia. Penso alla loro attuale e triste lontananza, alla paura di perderli.
Penso a quelle improvvise telefonate che hanno fatto da traino e stimolo per chi aveva balle di piombo ai piedi, a strani silenzi, a cuffiette nelle orecchie, tenute quasi per non inquinare cosa stesse accadendo dentro. Penso alla fuga da luoghi apparentemente ansiosi e ai ritorni negli stessi posti magari col cuore più leggero.
Penso alle attese, alle illusioni e alle disillusioni per 2 begli occhi azzurri.
Penso alla fiamma di una notte. Una folata disorientante ed improvvisa provocata da rotondità mozzafiato camuffate da auliche parole sterili.
Penso al cuore di chi avrebbe voluto una stagione così, ma per presunzione o per un assurdo patto con se stessi, non è riuscita a viverla.
Penso a quel bisogno e alla totale follia.
Penso alle migliaia di chilometri percorsi solo per la voglia di fermare il tempo almeno per qualche ora. All’ingenuità e ai momenti in cui tutto sembra possibile.
Penso a quel giardino che forse fianalmente s’è ripulito dalle piante rampicanti, dalle oritiche e dalla steppaglia invernale, lasciando il posto a semi e a fiori già colorati.
Penso al pizzico doloroso nell’anima per desideri non esauditi che ha provocato un’assenza che si fa sentire.
Penso all’abisso di un giorno e le nuvole candide dell’indomani.
Penso al Karaoke, alle serate oganizzate, ai banchetti, a quella spiaggia e alla grande avventura. Tutti luoghi in cui questa stagione s’è consumata.
Ora ha inizio una nuova stagione…
La stagione dell’amore
La stagione dell’amore
viene e va
i desideri non invecchiano
quasi mai
con l’età
Se penso a come ho speso male
il mio tempo
che non tornerà
non ritornerà
più…
La stagione dell’amore
viene e va
all’improvviso senza accorgerti
la vivrai
ti sorprenderà
Ne abbiamo avute di occasioni
perdendole
non rimpiangerle
non rimpiangerle
mai
Ancora un altro entusiasmo
ti farà
pulsare il cuore
Nuove possibilità
per conoscersi
e gli orizzonti perduti
non ritornano mai
ma ah ah ai
La stagione dell’amore
tornerà
con le paure e le scommesse
questa volta
quanto durerà
Se penso a come ho speso male
il mio tempo
che non tornerà
non ritornerà
più
Ancora un altro entusiasmo
ti farà
pulsare il cuore
Nuove possibilità
per conoscersi
e gli orizzonti perduti
non ritornano
ma
a
a
ai
La stagione dell’amore
viene e va
i desideri non invecchiano
quasi mai
con l’età
ne abbiamo avute di occasioni
perdendole
non rimpiangerle
non rimpiangerle
mai
Mango e Battiato
Ancora quelle parole? quelle sensazioni? quei silenzi? beh, “nessuno può capire” vero?
Per l’ennesima volta la stessa identica situazione e ogni volta ad inventarmi che sia diversa dalle altre. “No, no, ora è diverso dall’ultima esperienza” mi dico.
Eppure una serie infinita di chilometri li ho percorsi. Mi ricordo ancora quando mi dicevo “mai più voglio stare così” e mi ricordo pure il mio indice puntato su chi zoppicava o su chi sbatteva la testa nel muro ingiustificatamente. Ero lì pronto a dire “ma chist è proprio strunz!”. Ne ho passate e ora non può più crearsi lo stesso teatro e lo stesso modo di reagire. Non voglio più toccare il fondo. Non voglio. Me lo devo. Soffiare contro vento è inutile, tanto non può cambiare direzione. L’esperienza e la maturità di pari passo insegnano quando ci si deve fermare o addirittura tornare indietro. Se proprio devo inventarmi una favola, almeno deve valerne la pena, almeno deve essere bella, magica.
Da qualche parte esiste un modo per mettere un punto prima di finire nell’imbuto, prima di morire di nuovo da soli. Stavolta no. Stavolta no. Io sto fuori. Io no.
C’è un tempo in cui non ci si può più permettere di scambiare le porte dell’inferno per quelle del paradiso…
Io no – Vasco
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