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Musica | Salviamo Peter Pan

Turning Tables

Posted by lapo2001 on apr 19th, 2012

Mattina. In fondo il grande orologio punta le 8.10.
Passano scene che conosco.
Non riesco più a distinguere i volti degli individui che ne sono protagonisti. Non ci sono occhi azzurri che mi scrutano o lunghe chiome al vento. Un alone gonfio di nebbia ne sfoca i dettagli. Sembrano tutti uguali come manichini.
Non riesco nemmeno a capire cosa stiano facendo. C’è un gran movimento in lontananza. Qualcuno s’affanna, è molto vicino. Avverto il suo ansimare irregolare. E un bambino che da qualche parte starà facendo i capricci, lo sento piangere. Più distante una nuvola nera di fumo che si erge dalla foschia che intanto si mescola alle facce della gente. Un treno starà per partire, lo sento fischiare.
Mi muovo lento verso il chiasso, mentre la fiumana di persone mi viene incontro possente come un’onda anomala. Cerco di intravedere qualche zigomo o un paio di occhiaie conosciute. Una borsa o un caschetto. Sono indistinguibili. Un mano mi tocca la spalla viaggiando via veloce e una voce stridula si stacca dal brusio incessante allontanandosi: “Cià, uagliò”. Mi volto di scatto per capire, ma ho solo un mare di schiene che si accalcano una dentro l’altra.
Qualcun’altro mi strattona senza rendersene conto, sarà in ritardo. lo sento urlare. E il bimbo di prima ha recuperato la pace e le caramelle. Sta ridendo. Alzo lo sguardo e mi accorgo di essere arrivato sotto l’enorme orologio che piove dal cielo. Avrà qualche problema agli ingranaggi. Non è possibile che siano ancora le 8 e 10. Mentre un altro mi dà una spallata violenta, facendomi cascare il giornale a terra. Vorrei recuperarlo, ma non posso fermarmi contro vento. Verrei schiacciato. Ma dov’è che vado poi?

E’sera. La scena è cambiata.
Dalla panchina osservo un barbone che dorme spalmato su un paio di cartoni puzzolenti. Starà dormendo, si sente il suo russare. E poco lontano un addetto alle pulizie s’industria solerte. Avrà mangiato bene, sta canticchiando. La scena è cambiata ma ho sempre la stessa sensazione. La nuvola di fumo non si è mai spostata da lì, nonostante non ci siano più l’alone sui volti e il chiasso e l’orologio si rende troppo obliquo per essere capito da questa postazione. Anche la foschia sta calando. Ho un nodo alla gola e un sospetto… Chiedo scusa, sa l’ora?…

Non c’è più nessuno. Il treno è ancora lì ad aspettarmi. Sono le 8 e 10.
Passano scene che conosco.

ROVESCIAMENTI DI SITUAZIONE

Abbastanza vicino da iniziare una guerra
Tutto quello che ho è in tavola
Dio solo sa per cosa stiamo combattendo
Per ogni cosa che dico, tu dici sempre qualcosa in più
Non riesco a stare al passo con i tuoi rovesciamenti di situazione
Sotto il tuo controllo, non riesco a respirare
Perciò non ti lascerò avvicinare abbastanza da ferirmi
No, non ti soccorrerò solo perché tu mi possa abbandonare
Non ti posso dare il cuore che tu credi di avermi dato
E’ il momento di dire addio ai tuoi rovesciamenti di situazione
Ai rovesciamenti di situazione
Sotto cieli infestati da fantasmi vedo
Dove si è perso l’amore, il tuo fantasma è scoperto
Ho affrontato un centinaio di tempeste per lasciarti
Per quanto ci provi, no, non sarò mai messa al tappeto
Non riesco a stare al passo con i tuoi rovesciamenti di situazione
Sotto il tuo controllo, non riesco a respirare
Perciò non ti lascerò avvicinare abbastanza da ferirmi
No, non ti chiederò di lasciarmi sola e basta
Non posso darti quello che tu pensi di avermi dato
E’ il momento di dire addio ai tuoi rovesciamenti di situazione
Ai rovesciamenti di situazione
La prossima volta sarò più coraggiosa
Sarò la salvatrice di me stessa
Quando il fulmine mi chiamerà
La prossima volta sarò più coraggiosa
Sarò la salvatrice di me stessa
Rimanendo saldamente in piedi
Non ti lascerò avvicinare abbastanza da ferirmi
No, non ti chiederò di lasciarmi sola e basta
Non posso darti quello che tu pensi di avermi dato
E’ il momento di dire addio ai tuoi rovesciamenti di situazione
Ai rovesciamenti di situazione, yeah.

Adele

Fonte. www.testitradotti.wikitesti.com

Passa vicino alle finestre aperte

Posted by lapo2001 on mar 8th, 2012

Non serve storcere il naso e nemmeno infilare le cuffiette con l’i-pod al massimo volume. Non ti piace ciò che senti, lo so, ma invece di giudicare, insegnami. Fammi cambiare idea. Mostrami l’altra prospettiva. Mostrami l’altra parte di verità che io non conosco. Può darsi che sia in una di quelle forti querce che respira solo nel giardino delle mie ombre e probabilmente non l’ho mai vista e non ne conosco l’esistenza. E’così grave per te? E allora tira fuori la torcia e parlami. Può anche darsi che sia in una pianta grassa e sterile addobbata come un albero di natale che la si può incontrare in qualsiasi e stranoto deserto o centro commerciale. Può darsi tutto. Anche che la peggiore delle mie certezze si rafforzi o che invece si sgretoli. Ti ringrazierei se ci riuscissi. Sarebbe un passo avanti per una piena consapevolezza. Abbatterei un altro alibi. Forse mi sentirei anche più uomo e meno solo o potrei trasformarmi in un supereroe. Forse morirei anche per un’idea o per la patria, eh.

Ascoltarsi, eh. Roba rara. Ma almeno questa possiamo considerarla una libertà? Te la presento, è la mia. Avrà un valore di poco conto, niente di assoluto, ma potrebbe essere un canale per arrivarvici o per arrivare a te, o almeno nei pressi. Di certo non è un muro, no?
Se un cuore è intrappolato, ha bisogno che almeno le orecchie siano libere, altrimenti muti o strilloni, deboli o eroi, non avrebbero differenze. Sarebbe solo una ipocrita Babele dove si fa finta di parlare la stessa lingua, mentre si fa chiasso e mentre, statisticamente, almeno uno di essi avrà nascosto il pugnale. Non mi credi? Dici che leggo troppo il Vangelo? E allora invece di storcere il naso, raccontami. Ti ascolto. Ed è l’unico aspetto che ancora resiste al mio cinismo. Forse cambierò idea, forse no. Forse, qualsiasi sia il caso, saremo più vicini.

Intanto, ti mostro la mia idea, la mia prospettiva, la mia verità e la mia debolezza. La mia finestra è aperta. Vuoi sentirle?

Keep passing the open windows

Passa vicino alle finestre aperte

Questa è l’unica vita per me
Mi circondo solo delle mie fantasie
Devi esser forte e credere in te stesso
Dimentica le cose tristi perché l’amore
è tutto quello che ti serve
L’amore è tutto quello che ti serve

Sai cosa significa essere soli in questo mondo
Quando la fortuna non ti assiste
e sei un fallito?
Ti svegli gridando in mezzo alla notte
Testo trovato su http://www.testitradotti.it
Pensi che sia tutta una perdita di tempo
È stato un brutto anno
Cominci a credere che tutto si metterà a posto
Un minuto dopo diventi triste, con le spalle fino a terra
Un nuovo giorno sta iniziando
Cattura quella sensazione gioiosa e sarai sulla tua strada

Credici, passa sempre vicino alle finestre aperte
Credici, passa sempre vicino alle finestre aperte

Sai come ci si sente quando non si ha un amico
Senza un lavoro e senza soldi da poter spendere?
Sei uno sconosciuto
Pensi solo al suicidio
Uno di questi giorni potresti perdere la battaglia
Faresti bene a stare lontano dal pericolo
Quella solita vecchia sensazione
continua a bruciare nel profondo
Continui a ripetere a te stesso di farla finita
Oh organizzati
Le cose diventano migliori col tempo

Credici, passa sempre vicino alle finestre aperte
Credici, passa sempre vicino alle finestre aperte

Questa è l’unica vita per me
Mi circondo solo delle mie fantasie
Devi esser forte e credere in te stesso
Dimentica la tristezza perché l’amore
è tutto quello che ti serve
L’amore è tutto quello che ti serve

Credici, passa sempre vicino alle finestre aperte
Credici, passa sempre vicino alle finestre aperte

Devi sempre essere forte e credere in te stesso
Scorda la tristezza perché l’amore
è tutto ciò che ti serve
L’amore è tutto ciò che ti serve
Baby, l’amore è tutto ciò che ti serve

Credici, passa sempre vicino alle finestre aperte
Credici, passa sempre vicino alle finestre aperte
Passa sempre vicino alle finestre aperte

Queen

Mi va – Zaz

Posted by lapo2001 on feb 9th, 2012

Ritmi incalzanti e netti immersi tra ben assortite note squillanti, colpi di batteria e una voce che aggiunge un altro strumento all’orchestrina, tolgono la voglia di entrare in contatto coi pensieri. E no!
Un continuo movimento di braccia e gambe, salti ed applausi. Una marea di colori accesi che mi avvolgono e che poi da me si espandono immergendo tutto ciò che circonda. Non ci sono pensieri, ma solo azioni. L’armonica me li passa e, a mia volta, li contagio a te, e tu… come una catena di Sant’Antonio si diffonde lasciando in eredità ad ognuno di noi un sorriso da dispensare a chi capita. Non ha destinatari spulciati da una lista. E’ come la pioggia che liberamente, senza fare file, inonda il bello, il brutto, il buono e il malvagio. Ecco, questa musica, questa miscela di acquarelli , questo fiume di emozioni, questi sorrisi sono per chi sa riceverli ed anche per i sordi e i ciechi che non hanno mai tempo. Brucia la vita. Brucia il tempo. Bruciamo noi. Ed anche se si tratta solo di un piccolo granello sperduto, lontano dal proprio lido, continua ad essere un piccolo granello che non si demoralizza e che esplode come un pop corn, trasformando la polvere in altri granelli e questa stanza in una giardino al mare… questa strada in una spiaggia… questa città in un’isola… Un’isola, senza la coltre grigia di lamenti, gioielli e serietà che la gente non sa più togliersi dalle spalle.
Sì, oggi mi va così. Non voglio pensarci. C’è anche il sole, bene. I miei colori ti appariranno diversi dal solito. La luce è diversa. La prospettiva anche. Le strade per la libertà sono strette e complicate. Ma so che questa orchestrina ha la capacità di indicartele e che i miei colori possono accompagnarti sino ad un certo punto. Poi sarai tu ad accompagnare qualcun altro. Mentre io avrò imbroccato un’altra strada forse non più così variopinta. Ma che ha sempre il sapore della libertà. Perché essa è esattamente in ogni viaggio in cui pensi che ti ci porti. Perché in ogni viaggio c’è qualcosa di te che avevi perso mentre eri fermo…Ora puoi ballare, io ho già cominciato. Ora puoi sorridere, ti ho sorriso. Tutto il resto non mi va…

Mi va – Zaz

Giudizi Universali

Posted by lapo2001 on gen 14th, 2012

Ho preferito spegnere tutto. Spenta la tv, spento il cellulare, chiuso il frigorifero e coperte tutte le lampadine del reame. Si intravede l’armadio solo per il chiarore della luna che ora da qui non saprei che colore darle. Proviene dalla finestra semiaperta che lascia respirare la stanza riempiendola del gelido silenzio della strada. Mentre io sono di spalle assorto in una cocacola nel tentativo di comunicare un paio di fotogrammi in cui riprendo qualcuna delle mie mancate verità. Ci si riesce meglio al buio e nel silenzio, di notte, quando l’intera strada va in letargo sino all’alba. Non ci sono suoni, solo il fermentare del bicchiere e qualche scricchiolio della credenza che mette delle sporadiche virgole a pensieri che si allungano…
Nella cocacola ho infilato la prima bugia della notte. Il desiderio di dolcezza sotto il palato. La mera illusione di fermare il tempo, quando invece ormai già il suo potere sta scendendo inesorabile per la gola. Se si attaccasse nella bocca, sotto i denti, magari durerebbe di più il suo effetto e potrei, chiudendo la giugulare, dedicarmi a fascinosi gargarismi pieno di bollicine. E invece è chiaro, è scritto, è storia, e non si può restare nel regno dell’eden troppo a lungo. L’emozione, il momento, la felicità, si muovono, sostano giusto il tempo di farsi rimpiangere e poi evaporano, lasciando dietro la scia del rimorso, del giudizio e della colpa. È un loop che dura chissà da quanto. E chissà quanti bicchieri di cocacola dovranno ancora fermarsi qui sotto, vicino al mio divano.
Ma in fondo è la vita, da sempre, piena di bugie, quelle che ci raccontiamo ogni santissimo giorno, solo che noi, io, ancora non la carpiamo…

…domani tornerò alla birra, devo dimenticare…

Giudizi Universali

Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza
complicare il pane
ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote ma doppiate
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo
taglia bene l’aquilone, togli la ragione e lasciami sognare, lasciami
sognare in pace
Liberi com’eravamo ieri, dei centimetri di libri sotto i piedi
per tirare la maniglia della porta e andare fuori come Mastroianni
anni fa,
come la voce guida la pubblicità
ci sono stati dei momenti intensi ma li ho persi già
Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza
calpestare il cuore
ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi come sulle aiuole
Leviamo via il tappeto e poi mettiamoci dei pattini
per scivolare meglio sopra l’odio
Torre di controllo, aiuto, sto finendo l’aria dentro al serbatoio
Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c’è
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma
rimane la cera e non ci sei più…
Vuoti di memoria, non c’è posto per tenere insieme tutte le
puntate di una storia
piccolissimo particolare, ti ho perduto senza cattiveria
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo
taglia bene l’aquilone
togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace
Libero com’ero stato ieri ho dei centimetri di cielo sotto ai piedi
adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori
come Mastroianni anni fa, sono una nuvola, fra poco pioverà
e non c’è niente che mi sposta o vento che mi sposterà
Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c’è
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma
rimane la cera e non ci sei più, non ci sei più, non ci sei…

Samuele Bersani

Piccola stella senza cielo

Posted by lapo2001 on gen 3rd, 2012

Quanti sorrisi sparpagliati in mazzo a quei volti. Si sprecano. L’energia che cerca il momento propizio per esplodere mentre gli sguardi si spostano veloci da occhi distanti ad altri occhi ancora più lontani. Sono bui. Mi osservano come volessero mangiarmi. Ma oltre l’iride e la cornea cedo allo sprofondo buio pesto e riprendo la mia maschera migliore mostrando il sorriso più coinvolgente e distaccato. Chissà se capirà che me ne fotto…
Cos’è che cerco? Cos’è che manca?
A volte mi perdo sul balcone. Mi capita quando sono solo in casa. Lascio che la mente si impadronisca dei monti e vada oltre i gabbiani, oltre le nuvole e che dopo aver esplorato in lungo e in largo i colli circostanti e gli abissi del mare che accompagna questa terra, mi riporti indietro il giusto giorno buono per usare la giusta forza. Che nel mentre continua a palpitare sangue in vene che non lo sostengono più, cercando una via di fuga.

Un bicchiere che non ha mai conosciuto l’acqua si sposta a tratti dalla tavola alla mano, dalla mano alla bocca. Cerca di nascondere vecchie ferite scomparse ma che ancora si fanno sentire. Nell’altra mano una sigaretta che va su e giù e che avalla questa illusione. È tutto perfetto, sono immune: un cocktail, una fumata, il vestito più elegante, il sorriso sincero agli orbi e…e il pensiero sulla luna…
Stavolta dove mi sono infilato? Ma cosa cerco poi? Cosa manca?
Dove sono attaccato? In quale quadro o schema posso ritrovarmi?
Nell’ultimo ero ad un elegante banchetto tra stimabili persone, invece, in quello precedente, ero seduto ad un tavolo verde tra risate, pazzi e carte consumate e in quello ancor prima ero su un elicottero a cercar stelle e improbabili vie lattee. E ora? Dove sono? Sempre seduto o magari sto ballando?

Attaccato ad un sogno. Mentre il fiume continua a scorrere come fa da quando esiste, così come questa alba che appare nuova quando non lo è mai stata. Sì, attaccato ad un sogno mentre tutto scorre inesorabilmente, altrimenti nulla avrebbe senso. Nemmeno questa ferita che attende solo di essere dimenticata magari, esplodendo, nel mio quadro più bello…quello senza maschere e sorrisi stretti…quello sulla luna in un mare di stelle e un filo…

Piccola stella senza cielo

Cosa ci fai
In mezzo a tutta
Questa gente
Sei tu che vuoi
O in fin dei conti non ti frega niente
Tanti ti cercano
Spiazzati da una luce senza futuro.
Altri si allungano
Vorrebbero tenerti nel loro buio
Ti brucerai
Piccola stella senza cielo.
Ti mostrerai
Ci incanteremo mentre scoppi in volo
Ti scioglierai
Dietro a una scia un soffio, un velo
Ti staccherai
Perche’ ti tiene su soltanto un filo, sai
Tieniti su le altre stelle son disposte
Solo che tu a volte credi non ti basti
Forse capitera’ che ti si chiuderanno gli occhi ancora
O soltanto sara’ una parentesi di una mezz’ora
Ti brucerai
Piccola stella senza cielo.
Ti mostrerai
Ci incanteremo mentre scoppi in volo
Ti scioglierai
Dietro a una scia un soffio, un velo
Ti staccherai
Perche’ ti tiene su soltanto un filo, sai

Ligabue
abue

Per sempre giovane

Posted by lapo2001 on nov 25th, 2011

Un lento pianoforte che rende malinconico questo tempo. Un altro anno è trascorso, sempre più velocemente. Brutta storia, eh.
Questa canzone però, nelle sfumature appesantite dal ticchettio dell’orologio, rivela una verità inconfutabile che è dentro di noi e che purtroppo si perde di vista facilmente.
Nel ringraziare coloro che hanno ricordato il mio giorno, vi dedico questa canzone, augurandomi che, per voi e per me, ci sia sempre uno spazio nel cuore che ci ricordi che l’età è un numero e che lo spirito non può essere intaccato da esso.
Grazie a tutti.

Per le paste se ne parla l’anno prossimo, quando anch’io entrerò nell’ultimo club. Al numero un minimo d’importanza devo pur dare, no?

Per sempre giovane

Per sempre giovane
(Questo è solo un anno da dimenticare
questo è solo un anno da vivere insieme, amore con il cuore più caldo che hai).
All’amore qualcosa da fare
alla gente qualcosa da dire
per sempre giovane resterò
con l’anima aperta e sincera io vivrò con la rabbia che mi conosci tu
per sempre giovane. Per sempre giovane per sempre…

Antonello Venditti

Apriti cuore

Posted by lapo2001 on ott 18th, 2011

Puoi uscire un attimo, per piacere?
Sei sotto quel cumulo di cartoni e sabbia da un paio di decenni, non ti sembra che sia giunto il momento di andare a fare un giro? Dai, che oggi c’è anche il sole. Cosa devo dirti più? Ormai hai trovato il meccanismo impenetrabile anche la notte. Almeno al buio e nel silenzio qualche volta riuscivo a sussurrarti un paio di parole. Ora il tuo russare è più penetrante di una sveglia.
Dai che lo so. Lo so che finalmente un orecchio s’è aperto. Puoi ascoltarmi per un attimo? Usciamo. Ti porto sulla terrazza che un tempo amavi. La chiamavi “quella con la vista sull’infinito”, ti ricordi? E ti ricordi quando insieme abbiamo camminato verso l’ignoto. Fieri, stanchi e affamati. Ti ricordi? Il mondo ai nostri piedi. Dove guardavamo? L’orizzonte non aveva limiti. Oltre c’era il mare di fantasia che solo se ci tenevamo per mano poteva materializzarsi ed illuminarci. Ti ricordi?
Ti ricordi quell’aereo? quel treno? quella nave? Dove si andava? verso cosa? verso cosa?
Dai esci? Lo so che mi stai ascoltando.
Va’ dove ti porta il cuore.

Fanculo… Il niente ai nostri piedi, nel nostro mare d’illusioni. Va’ dove ti porta la noia…

Apriti cuore

In questa notte calda di ottobre, apriti cuore
non stare li in silenzio senza dir niente
non ti sento, non ti sento, da troppo tempo non ti sento
e ti ho tenuto lontano dalla gente
quanti giorni passati senza un gesto d’amore
con i falsi sorrisi e le vuote parole.
Ho perfino pensato in questa notte di Ottobre
di buttarti via……di buttarti via
ah lo so il cuore non e’ un calcolo
freddo e matematico
lui non sa dov’e’ che va
sbaglia si ferma, e riprende
e il suo battito non e’ logico
e’ come un bimbo libero
appena dici che non si fa
lui si volta e si offende
non lasciarlo mai solo come ho fatto io
lascia stare il potere, il denaro non e’ il tuo Dio
o anche tu rimarrai senza neanche un amico
Cambierò, Cambierò
apriti cuore ti prego fatti sentire
Cambierò, tornerò come un tempo padrone di niente, di niente…di niente
anche davanti a questo cielo nero di stelle,
e ce ne sono stanotte di stelle, forse miliardi, cuore non parli?
o sono io che non sento e per paura di ogni sentimento
cinico e indifferente faccio finta di niente
ma non ho più parole in questa notte di ottobre
sento solo lontano un misterioso rumore
e’ la notte che piano si muove, e tra poco esce il sole

Cambierò, Cambierò
apriti cuore ti prego fatti sentire
cambierò, tornerò come un tempo padrone di niente, di niente, di niente
Cambierò, Cambierò
apriti cuore ti prego fatti sentire
cambierò, tornerò come un tempo padrone di niente, di niente, di niente
Cambierò, Cambierò
apriti cuore ti prego fatti sentire
cambierò, tornerò come un tempo padrone di niente, di niente, di niente…

Lucio Dalla

Amy Winehouse

Posted by lapo2001 on lug 24th, 2011

Quando il successo è la fortuna di chi non ce l’ha.
A 27 anni, anche lei a 27 anni, si aggiunge al gotha delle voci immortali.

Tutto l’amore che ho

Posted by lapo2001 on lug 4th, 2011

Tra poco scopriremo di essere in un’altra dimensione e in un’altra epoca o come Thruman(di The Thruman Show) di vivere inconsapevolmente in un film. Domani ci sveglieremo sul pianeta delle scimmie e realizzeremo che la nostra vita è stata solo un sogno, un gioco…un bluff, una soap-opera o un horror.
Già fu un trauma scoprire l’inesistenza della Befana ….e ora vorreste farmi credere questo caos è del tutto normale? Ohibò dico. Bussano alla porta, il cane che abbaia, fuori piove, la signora del piano inferiore che non riesce a finire una frase senza il punto interrogativo, l’appuntamento di vitale importanza che è saltato, al cellulare un operatore di non so quale azienda che vuole per forza che io mi abboni alle loro riviste sulla flora e la fauna australiana, mio cugino che racconta le ultime vicende della sua ex che ora vuole farsi suora, la malattia debilitante di lui, la malattia mentale di lei, la doccia che non eroga più l’acqua calda, la macchina col motore fuso, le incomprensioni di rito e la lite infinita che non trova soluzione col socio… cioè, questo è tutto normale? E’normale che domani sarà lo stesso? Ma se pure doveste convincermi, come si fa a non farsi “turciare” gli intestini? Come si fa ad accettare tutto questo senza battere ciglio? Certo, le cose spesso vanno proprio in cunicoli del tutto imprevisti e spiacevoli, quando invece avremmo sperato una strada dritta, larga e senza buche. Certo, ma come faccio a dirmi “è tutto normale”?
E seppure riuscissi in un tale miracolo, non rischierei di sentirmi un alieno o un isolato isolano o l’automa spremuto di ogni emozione?

Nel mio film e nel mio show, si prova a ballare in mezzo alla tempesta e ossequiare i dolori di pancia. Si prova. Spesso, molto spesso non vi si riesce…per fortuna.

Tutto l’amore che ho

Le meraviglie in questa parte di universo,
sembrano nate per incorniciarti il volto
e se per caso dentro al caos ti avessi perso,
avrei avvertito un forte senso di irrisolto.

Un grande vuoto che mi avrebbe spinto oltre,
fino al confine estremo delle mie speranze,
ti avrei cercato come un cavaliere pazzo,
avrei lottato contro il male e le sue istanze.

I labirinti avrei percorso senza un filo,
nutrendomi di ciò che il suolo avrebbe offerto
e a ogni confine nuovo io avrei chiesto asilo,
avrei rischiato la mia vita in mare aperto.

Considerando che l’amore non ha prezzo
sono disposto a tutto per averne un po’,
considerando che l’amore non ha prezzo
lo pagherò offrendo tutto l’amore,
tutto l’amore che ho.

Un prigioniero dentro al carcere infinito,
mi sentirei se tu non fossi nel mio cuore,
starei nascosto come molti dietro ad un dito
a darla vinta ai venditori di dolore.

E ho visto cose riservate ai sognatori,
ed ho bevuto il succo amaro del disprezzo,
ed ho commesso tutti gli atti miei più puri.

Considerando che l’amore non ha prezzo…
Considerando che l’amore non ha prezzo,
sono disposto a tutto per averne un po’,
considerando che l’amore non ha prezzo
lo pagherò offrendo tutto l’amore,
tutto l’amore che ho,
tutto l’amore che ho.

Senza di te sarebbe stato tutto vano,
come una spada che trafigge un corpo morto,
senza l’amore sarei solo un ciarlatano,
come una barca che non esce mai dal porto.

Considerando che l’amore non ha prezzo,
sono disposto a tutto per averne un po’,
considerando che l’amore non ha prezzo
lo pagherò offrendo tutto l’amore,
tutto l’amore che ho,
tutto l’amore che ho,
tutto l’amore che ho,
tutto l’amore che ho,
tutto l’amore che ho.

Jovanotti

Self-control

Posted by lapo2001 on giu 24th, 2011

Self-control – Raf

Sulla lavagna non c’è più posto. Ho ancora un paio di scatole di gessetti da consumare ma, oramai, manca anche lo spazio per una parentesi o una virgola. Parole, parole, frasi, lettere, disegni, numeri, scippi, sgorbi tutti concentrati uno metro quadrato di ardesia. Ho ricoperto tutto il rettangolo, anche gli angoli più in alto e le cornici di legno laterali e ora non entra più niente. E’saturo, e se provassi ad aggiungere anche solo un puntino bianco, esploderebbe come bomba e strariperebbe come un fiume in piena. E invece no. Qui c’è bisogno di controllo… Certo sì, c’è casino. Frasi scritte una sull’altra e immagini sovrapposte a pentagrammi. Ci vorrebbe una migliore organizzazione e se si riuscissero a sbrogliare i disordini dei pensieri magari si riscoprirebbero anche altri spazi liberi senza dover martorizzare il mondo che soffocando sta sotto. Ma ora non posso, ora ciò che conta è il controllo. Stabilità e concentrazione, mentre fuori possono anche prendersi a palle di carta, scioperare e fare il caos che vogliono. Io sono qui, fermo e saldo in questo spazio stretto con il pacchetto a metà e il sapore del caffè in bocca e non aggiungerò altro al caos, la lista della spesa, le bollette, le note perse sotto il cuscino, l’ultimo capitolo del libro da leggere che sono scritti qui, mescolati ed intrecciati con la puzza verde di muffa.
C’è bisogno di altro spazio. Cambio lavagna?
C’è bisogno di self-control. Calma e gesso, quindi.
Prendi il cassino…

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