Giudizi Universali

Posted by lapo2001 on gen 14th, 2012

Ho preferito spegnere tutto. Spenta la tv, spento il cellulare, chiuso il frigorifero e coperte tutte le lampadine del reame. Si intravede l’armadio solo per il chiarore della luna che ora da qui non saprei che colore darle. Proviene dalla finestra semiaperta che lascia respirare la stanza riempiendola del gelido silenzio della strada. Mentre io sono di spalle assorto in una cocacola nel tentativo di comunicare un paio di fotogrammi in cui riprendo qualcuna delle mie mancate verità. Ci si riesce meglio al buio e nel silenzio, di notte, quando l’intera strada va in letargo sino all’alba. Non ci sono suoni, solo il fermentare del bicchiere e qualche scricchiolio della credenza che mette delle sporadiche virgole a pensieri che si allungano…
Nella cocacola ho infilato la prima bugia della notte. Il desiderio di dolcezza sotto il palato. La mera illusione di fermare il tempo, quando invece ormai già il suo potere sta scendendo inesorabile per la gola. Se si attaccasse nella bocca, sotto i denti, magari durerebbe di più il suo effetto e potrei, chiudendo la giugulare, dedicarmi a fascinosi gargarismi pieno di bollicine. E invece è chiaro, è scritto, è storia, e non si può restare nel regno dell’eden troppo a lungo. L’emozione, il momento, la felicità, si muovono, sostano giusto il tempo di farsi rimpiangere e poi evaporano, lasciando dietro la scia del rimorso, del giudizio e della colpa. È un loop che dura chissà da quanto. E chissà quanti bicchieri di cocacola dovranno ancora fermarsi qui sotto, vicino al mio divano.
Ma in fondo è la vita, da sempre, piena di bugie, quelle che ci raccontiamo ogni santissimo giorno, solo che noi, io, ancora non la carpiamo…

…domani tornerò alla birra, devo dimenticare…

Giudizi Universali

Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza
complicare il pane
ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote ma doppiate
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo
taglia bene l’aquilone, togli la ragione e lasciami sognare, lasciami
sognare in pace
Liberi com’eravamo ieri, dei centimetri di libri sotto i piedi
per tirare la maniglia della porta e andare fuori come Mastroianni
anni fa,
come la voce guida la pubblicità
ci sono stati dei momenti intensi ma li ho persi già
Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza
calpestare il cuore
ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi come sulle aiuole
Leviamo via il tappeto e poi mettiamoci dei pattini
per scivolare meglio sopra l’odio
Torre di controllo, aiuto, sto finendo l’aria dentro al serbatoio
Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c’è
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma
rimane la cera e non ci sei più…
Vuoti di memoria, non c’è posto per tenere insieme tutte le
puntate di una storia
piccolissimo particolare, ti ho perduto senza cattiveria
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo
taglia bene l’aquilone
togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace
Libero com’ero stato ieri ho dei centimetri di cielo sotto ai piedi
adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori
come Mastroianni anni fa, sono una nuvola, fra poco pioverà
e non c’è niente che mi sposta o vento che mi sposterà
Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c’è
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma
rimane la cera e non ci sei più, non ci sei più, non ci sei…

Samuele Bersani

Piccola stella senza cielo

Posted by lapo2001 on gen 3rd, 2012

Quanti sorrisi sparpagliati in mazzo a quei volti. Si sprecano. L’energia che cerca il momento propizio per esplodere mentre gli sguardi si spostano veloci da occhi distanti ad altri occhi ancora più lontani. Sono bui. Mi osservano come volessero mangiarmi. Ma oltre l’iride e la cornea cedo allo sprofondo buio pesto e riprendo la mia maschera migliore mostrando il sorriso più coinvolgente e distaccato. Chissà se capirà che me ne fotto…
Cos’è che cerco? Cos’è che manca?
A volte mi perdo sul balcone. Mi capita quando sono solo in casa. Lascio che la mente si impadronisca dei monti e vada oltre i gabbiani, oltre le nuvole e che dopo aver esplorato in lungo e in largo i colli circostanti e gli abissi del mare che accompagna questa terra, mi riporti indietro il giusto giorno buono per usare la giusta forza. Che nel mentre continua a palpitare sangue in vene che non lo sostengono più, cercando una via di fuga.

Un bicchiere che non ha mai conosciuto l’acqua si sposta a tratti dalla tavola alla mano, dalla mano alla bocca. Cerca di nascondere vecchie ferite scomparse ma che ancora si fanno sentire. Nell’altra mano una sigaretta che va su e giù e che avalla questa illusione. È tutto perfetto, sono immune: un cocktail, una fumata, il vestito più elegante, il sorriso sincero agli orbi e…e il pensiero sulla luna…
Stavolta dove mi sono infilato? Ma cosa cerco poi? Cosa manca?
Dove sono attaccato? In quale quadro o schema posso ritrovarmi?
Nell’ultimo ero ad un elegante banchetto tra stimabili persone, invece, in quello precedente, ero seduto ad un tavolo verde tra risate, pazzi e carte consumate e in quello ancor prima ero su un elicottero a cercar stelle e improbabili vie lattee. E ora? Dove sono? Sempre seduto o magari sto ballando?

Attaccato ad un sogno. Mentre il fiume continua a scorrere come fa da quando esiste, così come questa alba che appare nuova quando non lo è mai stata. Sì, attaccato ad un sogno mentre tutto scorre inesorabilmente, altrimenti nulla avrebbe senso. Nemmeno questa ferita che attende solo di essere dimenticata magari, esplodendo, nel mio quadro più bello…quello senza maschere e sorrisi stretti…quello sulla luna in un mare di stelle e un filo…

Piccola stella senza cielo

Cosa ci fai
In mezzo a tutta
Questa gente
Sei tu che vuoi
O in fin dei conti non ti frega niente
Tanti ti cercano
Spiazzati da una luce senza futuro.
Altri si allungano
Vorrebbero tenerti nel loro buio
Ti brucerai
Piccola stella senza cielo.
Ti mostrerai
Ci incanteremo mentre scoppi in volo
Ti scioglierai
Dietro a una scia un soffio, un velo
Ti staccherai
Perche’ ti tiene su soltanto un filo, sai
Tieniti su le altre stelle son disposte
Solo che tu a volte credi non ti basti
Forse capitera’ che ti si chiuderanno gli occhi ancora
O soltanto sara’ una parentesi di una mezz’ora
Ti brucerai
Piccola stella senza cielo.
Ti mostrerai
Ci incanteremo mentre scoppi in volo
Ti scioglierai
Dietro a una scia un soffio, un velo
Ti staccherai
Perche’ ti tiene su soltanto un filo, sai

Ligabue
abue

Per sempre giovane

Posted by lapo2001 on nov 25th, 2011

Un lento pianoforte che rende malinconico questo tempo. Un altro anno è trascorso, sempre più velocemente. Brutta storia, eh.
Questa canzone però, nelle sfumature appesantite dal ticchettio dell’orologio, rivela una verità inconfutabile che è dentro di noi e che purtroppo si perde di vista facilmente.
Nel ringraziare coloro che hanno ricordato il mio giorno, vi dedico questa canzone, augurandomi che, per voi e per me, ci sia sempre uno spazio nel cuore che ci ricordi che l’età è un numero e che lo spirito non può essere intaccato da esso.
Grazie a tutti.

Per le paste se ne parla l’anno prossimo, quando anch’io entrerò nell’ultimo club. Al numero un minimo d’importanza devo pur dare, no?

Per sempre giovane

Per sempre giovane
(Questo è solo un anno da dimenticare
questo è solo un anno da vivere insieme, amore con il cuore più caldo che hai).
All’amore qualcosa da fare
alla gente qualcosa da dire
per sempre giovane resterò
con l’anima aperta e sincera io vivrò con la rabbia che mi conosci tu
per sempre giovane. Per sempre giovane per sempre…

Antonello Venditti

Apriti cuore

Posted by lapo2001 on ott 18th, 2011

Puoi uscire un attimo, per piacere?
Sei sotto quel cumulo di cartoni e sabbia da un paio di decenni, non ti sembra che sia giunto il momento di andare a fare un giro? Dai, che oggi c’è anche il sole. Cosa devo dirti più? Ormai hai trovato il meccanismo impenetrabile anche la notte. Almeno al buio e nel silenzio qualche volta riuscivo a sussurrarti un paio di parole. Ora il tuo russare è più penetrante di una sveglia.
Dai che lo so. Lo so che finalmente un orecchio s’è aperto. Puoi ascoltarmi per un attimo? Usciamo. Ti porto sulla terrazza che un tempo amavi. La chiamavi “quella con la vista sull’infinito”, ti ricordi? E ti ricordi quando insieme abbiamo camminato verso l’ignoto. Fieri, stanchi e affamati. Ti ricordi? Il mondo ai nostri piedi. Dove guardavamo? L’orizzonte non aveva limiti. Oltre c’era il mare di fantasia che solo se ci tenevamo per mano poteva materializzarsi ed illuminarci. Ti ricordi?
Ti ricordi quell’aereo? quel treno? quella nave? Dove si andava? verso cosa? verso cosa?
Dai esci? Lo so che mi stai ascoltando.
Va’ dove ti porta il cuore.

Fanculo… Il niente ai nostri piedi, nel nostro mare d’illusioni. Va’ dove ti porta la noia…

Apriti cuore

In questa notte calda di ottobre, apriti cuore
non stare li in silenzio senza dir niente
non ti sento, non ti sento, da troppo tempo non ti sento
e ti ho tenuto lontano dalla gente
quanti giorni passati senza un gesto d’amore
con i falsi sorrisi e le vuote parole.
Ho perfino pensato in questa notte di Ottobre
di buttarti via……di buttarti via
ah lo so il cuore non e’ un calcolo
freddo e matematico
lui non sa dov’e’ che va
sbaglia si ferma, e riprende
e il suo battito non e’ logico
e’ come un bimbo libero
appena dici che non si fa
lui si volta e si offende
non lasciarlo mai solo come ho fatto io
lascia stare il potere, il denaro non e’ il tuo Dio
o anche tu rimarrai senza neanche un amico
Cambierò, Cambierò
apriti cuore ti prego fatti sentire
Cambierò, tornerò come un tempo padrone di niente, di niente…di niente
anche davanti a questo cielo nero di stelle,
e ce ne sono stanotte di stelle, forse miliardi, cuore non parli?
o sono io che non sento e per paura di ogni sentimento
cinico e indifferente faccio finta di niente
ma non ho più parole in questa notte di ottobre
sento solo lontano un misterioso rumore
e’ la notte che piano si muove, e tra poco esce il sole

Cambierò, Cambierò
apriti cuore ti prego fatti sentire
cambierò, tornerò come un tempo padrone di niente, di niente, di niente
Cambierò, Cambierò
apriti cuore ti prego fatti sentire
cambierò, tornerò come un tempo padrone di niente, di niente, di niente
Cambierò, Cambierò
apriti cuore ti prego fatti sentire
cambierò, tornerò come un tempo padrone di niente, di niente, di niente…

Lucio Dalla

Amy Winehouse

Posted by lapo2001 on lug 24th, 2011

Quando il successo è la fortuna di chi non ce l’ha.
A 27 anni, anche lei a 27 anni, si aggiunge al gotha delle voci immortali.

Tutto l’amore che ho

Posted by lapo2001 on lug 4th, 2011

Tra poco scopriremo di essere in un’altra dimensione e in un’altra epoca o come Thruman(di The Thruman Show) di vivere inconsapevolmente in un film. Domani ci sveglieremo sul pianeta delle scimmie e realizzeremo che la nostra vita è stata solo un sogno, un gioco…un bluff, una soap-opera o un horror.
Già fu un trauma scoprire l’inesistenza della Befana ….e ora vorreste farmi credere questo caos è del tutto normale? Ohibò dico. Bussano alla porta, il cane che abbaia, fuori piove, la signora del piano inferiore che non riesce a finire una frase senza il punto interrogativo, l’appuntamento di vitale importanza che è saltato, al cellulare un operatore di non so quale azienda che vuole per forza che io mi abboni alle loro riviste sulla flora e la fauna australiana, mio cugino che racconta le ultime vicende della sua ex che ora vuole farsi suora, la malattia debilitante di lui, la malattia mentale di lei, la doccia che non eroga più l’acqua calda, la macchina col motore fuso, le incomprensioni di rito e la lite infinita che non trova soluzione col socio… cioè, questo è tutto normale? E’normale che domani sarà lo stesso? Ma se pure doveste convincermi, come si fa a non farsi “turciare” gli intestini? Come si fa ad accettare tutto questo senza battere ciglio? Certo, le cose spesso vanno proprio in cunicoli del tutto imprevisti e spiacevoli, quando invece avremmo sperato una strada dritta, larga e senza buche. Certo, ma come faccio a dirmi “è tutto normale”?
E seppure riuscissi in un tale miracolo, non rischierei di sentirmi un alieno o un isolato isolano o l’automa spremuto di ogni emozione?

Nel mio film e nel mio show, si prova a ballare in mezzo alla tempesta e ossequiare i dolori di pancia. Si prova. Spesso, molto spesso non vi si riesce…per fortuna.

Tutto l’amore che ho

Le meraviglie in questa parte di universo,
sembrano nate per incorniciarti il volto
e se per caso dentro al caos ti avessi perso,
avrei avvertito un forte senso di irrisolto.

Un grande vuoto che mi avrebbe spinto oltre,
fino al confine estremo delle mie speranze,
ti avrei cercato come un cavaliere pazzo,
avrei lottato contro il male e le sue istanze.

I labirinti avrei percorso senza un filo,
nutrendomi di ciò che il suolo avrebbe offerto
e a ogni confine nuovo io avrei chiesto asilo,
avrei rischiato la mia vita in mare aperto.

Considerando che l’amore non ha prezzo
sono disposto a tutto per averne un po’,
considerando che l’amore non ha prezzo
lo pagherò offrendo tutto l’amore,
tutto l’amore che ho.

Un prigioniero dentro al carcere infinito,
mi sentirei se tu non fossi nel mio cuore,
starei nascosto come molti dietro ad un dito
a darla vinta ai venditori di dolore.

E ho visto cose riservate ai sognatori,
ed ho bevuto il succo amaro del disprezzo,
ed ho commesso tutti gli atti miei più puri.

Considerando che l’amore non ha prezzo…
Considerando che l’amore non ha prezzo,
sono disposto a tutto per averne un po’,
considerando che l’amore non ha prezzo
lo pagherò offrendo tutto l’amore,
tutto l’amore che ho,
tutto l’amore che ho.

Senza di te sarebbe stato tutto vano,
come una spada che trafigge un corpo morto,
senza l’amore sarei solo un ciarlatano,
come una barca che non esce mai dal porto.

Considerando che l’amore non ha prezzo,
sono disposto a tutto per averne un po’,
considerando che l’amore non ha prezzo
lo pagherò offrendo tutto l’amore,
tutto l’amore che ho,
tutto l’amore che ho,
tutto l’amore che ho,
tutto l’amore che ho,
tutto l’amore che ho.

Jovanotti

Self-control

Posted by lapo2001 on giu 24th, 2011

Self-control – Raf

Sulla lavagna non c’è più posto. Ho ancora un paio di scatole di gessetti da consumare ma, oramai, manca anche lo spazio per una parentesi o una virgola. Parole, parole, frasi, lettere, disegni, numeri, scippi, sgorbi tutti concentrati uno metro quadrato di ardesia. Ho ricoperto tutto il rettangolo, anche gli angoli più in alto e le cornici di legno laterali e ora non entra più niente. E’saturo, e se provassi ad aggiungere anche solo un puntino bianco, esploderebbe come bomba e strariperebbe come un fiume in piena. E invece no. Qui c’è bisogno di controllo… Certo sì, c’è casino. Frasi scritte una sull’altra e immagini sovrapposte a pentagrammi. Ci vorrebbe una migliore organizzazione e se si riuscissero a sbrogliare i disordini dei pensieri magari si riscoprirebbero anche altri spazi liberi senza dover martorizzare il mondo che soffocando sta sotto. Ma ora non posso, ora ciò che conta è il controllo. Stabilità e concentrazione, mentre fuori possono anche prendersi a palle di carta, scioperare e fare il caos che vogliono. Io sono qui, fermo e saldo in questo spazio stretto con il pacchetto a metà e il sapore del caffè in bocca e non aggiungerò altro al caos, la lista della spesa, le bollette, le note perse sotto il cuscino, l’ultimo capitolo del libro da leggere che sono scritti qui, mescolati ed intrecciati con la puzza verde di muffa.
C’è bisogno di altro spazio. Cambio lavagna?
C’è bisogno di self-control. Calma e gesso, quindi.
Prendi il cassino…

The Blues Brothers

Posted by lapo2001 on mag 5th, 2011

Everybody need somebody to love – The Blues brothers

Kiss the rain

Posted by lapo2001 on apr 28th, 2011

Parlare, parlare, parlare…
l’umore per quanto tempo può cambiare con un paio di belle parole ordinate in bacheca? Quanto? Anche perché in quei piccoli spazi ci abbiamo infilato di tutto, non solo parole. Abbracci, carezze, lacrime, qualche urlo, sempre in bella mostra a prendere polvere che lentamente ha ricoperto, ci ha ricoperto. Non credi? Forse non dovremmo più raccontarci del nostro tempo o dei nostri giorni. A che serve spiegare? Potrei ammettere i miei errori e chiarire le ragioni di scelte incomprensibili. Potrei cambiare il percorso di quella indigesta sensazione che ora sta volteggiando nello stomaco, potrei, certo, basterebbe dire “ti penso”, no? Ma non potrei modificare il soffio del vento o il percorso delle stelle. Quelle no. Quelle stanno lì a prendersi da sempre il freddo e le mie bestemmie notturne. Ne ho dette talmente tante da farmi sospettare che non abbiano orecchie. Le trovo sempre allo stesso posto alla stessa ora. Non si offendono mai. Oppure si potrebbe intraprendere un discorso sulla cocciutaggine e su come la tua assenza si fa sentire in modo surreale. Sarà che respiri a un paio di milioni di chilometri da qui e non ti vedo più, sarà che hai lasciato il profumo sulla tua isola e non ti sento più, sarà che in una notte come questa manca quel filo che riannodava tutti i miei pensieri un po’ allascati. Ma non capisco la novità. Prima di te era esattamente così. Io, le stelle della notte e le mie bestemmie rivolte chissà a quale povera anima inconsapevole. Ma ora non so cosa mi prende. Almeno mi spiegassi i tuoi desideri. Cioè, stai per incontrarli? Almeno sai che faccia hanno? Fammi vedere. Fatti guardare negli occhi. Ma no, lascia perdere il sorriso, quello è lo stesso di sempre. Hai altro da mostrare? Magari se ballassi sarei più contento. Magari cantassi di nuovo. E gli amici li abbracci? E ti fai sentire in quella stretta? Ti fai sentire?…

Un’altra notte vuota.

Fuori c’è pioggia e io non la sento cadere. Fuori c’è una tempesta ed io continuo a vedere le stelle sorde. Io parlo e so che non puoi ascoltarmi, io ti dico ma so che non mi senti. Forse se provassi a uscire fuori, che ne sai. Le gocce potrebbero toccarti le spalle come capitò a me, potrebbero sussurrarti ciò che io non riesco a spiegare, ciò che io ho qui nella mia immaginazione prigioniera di un salto nel buio. Ma sai, il cielo senza forme che ho sopra la testa è lo stesso che ora ti sta spiando. Sopra di te sta piovendo? No. E dentro? E dentro? Eh? Io intanto sono qui con le mie bufere in corso. Non aspetto te, e cosa potrei fare di diverso? Aspetto di sentire la pioggia. E se proprio non riesco, la bacio. La bacio come facevo con te anche quando non c’eri…

…ecco, ora puoi riempire di nuovo la bacheca… e se proprio non sarà come la desideri, ora sai, che puoi sempre privarti delle parole e inondarla di pioggia…

Kiss the rain

“Hello? Can you hear me?
Am I getting through to you?

Hello, Is it late there?
There’s a laughter on the line
Are you sure ya there alone?
Cos I’m trying to explain
Somethings wrong
You just don’t sound the same
Why don’t you? Why don’t you?
Go outside? Go outside?

Kiss the Rain
Whenever you need me
Kiss the Rain
Whenever I’m gone too long
If your lips feel hungry and thirsty
Kiss the Rain
And wait for the dawn
Keep in mind
Were under the same sky
And the nights
As empty for me as for you
If you feel you can’t wait till morning
Kiss the Rain…

Hello? Do you miss me?
I hear you say you do,
But not the way I’m missing you

Whats new?
Hows the weather?
Is it stormy where you are?
you sound so close so close
but it feels like your so far

So would it mean anything?
If you knew,
What I’m left imagining

In my mind, In my mind
Would you go? Would you go?
Kiss the Rain

And you fall, Over me
Think of me, Think of me
Think of me, Only me

Kiss the Rain
Whenever you need me
Kiss the rain
Whenever I’m gone too long
If your lips feel hungry and tempted
Kiss the Rain
and wait for the dawn
Keep in mind
Were under the same sky
And the nights
As empty for me as for you
If you feel
You can’t wait till morning
Kiss the Rain…

Kiss the rain
(Kiss the rain)
(Kiss the Rain)
(Kiss the Rain)

Hello? Can you hear me?
Can you hear me? Can You hear me?”.

Billie Myers

Ora che sono pioggia

Posted by lapo2001 on apr 9th, 2011

Ora che sei pioggia chissà quante volte ti sarai appoggiato sul vetro della finestra della mia stanza e non me ne sono accorto e chissà quante volte ti sarai fermato tra i capelli o sul parabrezza della macchina, mentre io mi perdevo nelle foschie dei miei pensieri. Ma tu mi vedi, mi vedi ogni giorno, dovresti capirlo perchè capita. Forse lo sapevi anche prima, anche quando ci alzavamo in faccia muri di silenzi per non sentire e pareti di mattoni per non vederci. Lo so, ti deludo. Almeno una volta nella giornata mi prenderesti a schiaffi, lo so. Le debolezze, i giorni peggiori, i pensieri sporchi e la muta assenza, ora sai tutto. Ora non ci sono bende o miopie che possono separare. E’tutto davanti a te. Mi osservi meglio di me. Ma guardami bene, però. Guarda tutto, guardami tutto. Mi avevi immaginato così? Non c’è niente di te in mezzo a tutti sti capricci e sti dottori?
Dimmi di no. Dimmi che qualche pezzo di te, che pensavi di tenere nascosto, te lo sei ritrovato magicamente sulla tua nuvola più bella. Dimmi che avresti voluto vedere un uomo che cerca la forza e hai trovato invece un uomo che agogna la libertà. Ma ci hai pensato mai? Come avrei potuto essere come te? La forza sta nella libertà. E tu, solo tu, ce l’avevi. Io mi arrangio e un pò m’illudo. M’illudo. Ma lo faccio solo per cercare di salvarmi, e tu lo sai. Ma tu come te la passi?
Non potevo in quel tempo, ma se tornassi indietro, avrei cercato di capirti prima. L’avrei fatto per te, ma soprattutto per me.
Ora che sei pioggia, lascerò le finestre aperte…
Ti penso, ogni giorno. Auguri di buon compleanno G.

Ora che sono pioggia

Ora che son pioggia e come il mare vado via,
che la lunga strada del tempo, io l’ho vissuta,
che ho accettato il principio fino a capire me stesso,
che ho odiato ed amato, come tutti del resto, la mia vita:
no, proprio non si può dire che sono stato un modello di fedeltà,
di coerenza, di donna candida e smarrita;
non sono mai stato io il tipo di accettare ordini e compromessi
con uomini, con donne e coi santi stessi.
Io ho accettato di dare e dare con molta sincerità
ma i sentimenti e le cose portano in sé contraddizioni.
Poteva essere amore per te, per te e per te
ma l’amore ha molte facce,
scusami adesso se non te l’ho saputo dare
ed anche nel lavoro molte volte ho mentito,
ho giocato per pigrizia, per soldi o per paura;
ma ora che son pioggia e come il mare vado via,
quella cosa che resta la vedo: è solo amore

Antonello Venditti

Next »

Archivi

Chi c'é online

14 visitatori online
14 ospiti, 0 membri